Bolognano: 533 mila euro per il centro sanitario riabilitativo della Fondazione Papa Paolo VI

 

Un nuovo passo avanti per l’intervento di ricostruzione relativo al centro sanitario riabilitativo della Fondazione Papa Paolo VI di Bolognano, in provincia di Pescara. Con il decreto commissariale n. 791 è stato disposto il trasferimento all’Ufficio Speciale per la Ricostruzione Abruzzo di 533.340,91 euro, quale secondo acconto destinato all’intervento.

Il contributo complessivo per l’opera è stato rideterminato in 1.777.803,04 euro, rispetto agli iniziali 1.323.412,31 euro. L’incremento, pari a 454.390,73 euro, trova copertura attraverso il Fondo speciale per le compensazioni e il Fondo integrativo per la ricostruzione pubblica.

Un primo trasferimento, pari a 355.560,61 euro, era già stato disposto nel marzo 2025. Il nuovo acconto consente di raggiungere il 50% del contributo complessivamente finanziato, secondo quanto previsto dalle procedure commissariali.

«Prosegue il lavoro per garantire continuità e concretezza alla ricostruzione pubblica in Abruzzo – dichiara il Commissario straordinario alla Ricostruzione Sisma 2016, Guido Castelli –. Il Centro Sanitario Riabilitativo della Fondazione Papa Paolo VI rappresenta un presidio importante per Bolognano e per un territorio più ampio, perché alla ricostruzione materiale si accompagna la necessità di tutelare e rafforzare i servizi rivolti alle persone. Con questo ulteriore trasferimento mettiamo a disposizione le risorse necessarie per sostenere l’avanzamento dell’intervento e trasformare la programmazione in cantieri e opere concrete. Ringrazio il presidente della Regione Abruzzo Marco Marsilio, l’USR Abruzzo, il Comune e tutti i soggetti coinvolti per il lavoro che stanno portando avanti».

 

Acquasanta Terme, intervento in corso sulla chiesa del Santissimo Crocifisso

 

A Quintodecimo, frazione del comune di Acquasanta Terme (Ap), sono in corso i lavori di riparazione e rafforzamento locale della Chiesa del Santissimo Crocifisso, edificio le cui origini risalgono all’XI secolo.

L’intervento prevede un investimento complessivo di oltre 461.908 euro ed è attuato dalla Diocesi di Ascoli. L’Ufficio Speciale Ricostruzione ha disposto la liquidazione di un ulteriore acconto di 122.205 euro, a conferma dell’avanzamento delle opere.

«La ricostruzione delle chiese significa restituire alle comunità luoghi di fede, memoria e identità – spiega il commissario straordinario alla ricostruzione Guido Castelli -. Una volta conclusi i lavori, questo luogo potrà tornare a svolgere pienamente la propria funzione religiosa e culturale, conservando e valorizzando gli elementi architettonici e artistici che ne testimoniano una storia lunga quasi mille anni. Il tutto, grazie alla collaborazione tra la Diocesi, l’Ufficio Speciale Ricostruzione, la Regione Marche guidata dal presidente Acquaroli e tutti i soggetti coinvolti».

“E’ una chiesa importantissima per Quintodecimo, una zona dove la ricostruzione sta andando molto bene ed è un altro tassello per ricostituire l’identità della frazione. Ringrazio il Commissario Castelli che ascolta tutte le nostre richieste e tutti quelli che si sono prodigati per questo progetto” dichiara il sindaco Sante Stangoni.

La chiesa, conosciuta in origine come Santa Maria della Forcella, rappresenta uno dei principali riferimenti identitari della comunità di Quintodecimo. L’edificio custodisce al suo interno un prezioso baldacchino in pietra e il celebre Crocifisso ligneo marchigiano del XV secolo che ha dato nel tempo il nome al luogo di culto. Tra gli elementi di particolare pregio figurano inoltre il portale cinquecentesco in travertino, gli affreschi raffiguranti i quattro Evangelisti e la storica cantoria lignea.

I danni provocati dal terremoto hanno interessato diversi elementi della struttura, con lesioni diffuse sulle murature, distacchi di intonaco, dissesti nel baldacchino in travertino che custodisce il Crocifisso e deformazioni della cantoria lignea. Una prima fase di messa in sicurezza era stata eseguita subito dopo il sisma; il progetto attualmente in corso consentirà ora di completare il recupero e consolidare le parti più vulnerabili dell’edificio.

Tra le lavorazioni previste figurano il consolidamento delle murature mediante iniezioni di malta di calce e interventi di cucitura delle lesioni più significative, il recupero degli intonaci e delle finiture interne, il restauro del baldacchino e dell’inferriata storica, il rifacimento del tavolato della cantoria, la sostituzione degli infissi delle monofore e del rosone, il rinnovamento delle lattonerie e la realizzazione di un nuovo impianto elettrico e di allarme a protezione del Crocifisso.

 

Montefranco: oltre 273 mila euro per due interventi di riqualificazione urbana e messa in sicurezza

 

Nuove risorse per la ricostruzione e la messa in sicurezza del territorio di Montefranco, in provincia di Terni. Con due decreti commissariali sono stati disposti ulteriori trasferimenti per complessivi 273.553,20 euro all’Ufficio Speciale per la Ricostruzione della Regione Umbria, destinati a due interventi inseriti nell’ambito dell’Ordinanza commissariale n. 129/2022 e del Programma straordinario di Rigenerazione Urbana connessa al sisma.

Il primo intervento riguarda la “Riqualificazione urbana e consolidamento di via delle Casaline”, per il quale il decreto n. 788 dispone il trasferimento di un ulteriore acconto pari a 150 mila euro. L’opera ha un importo programmato complessivo di 500 mila euro e aveva già beneficiato di trasferimenti per 250 mila euro. Con il nuovo stanziamento le somme trasferite raggiungono quindi 400 mila euro, pari all’80% del contributo previsto.

Il secondo intervento interessa invece gli “Interventi urgenti per il dissesto idrogeologico e la messa in sicurezza dei versanti della strada comunale della Villetta”. Con il decreto n. 787 è stato disposto un ulteriore trasferimento di 123.553,20 euro. Il finanziamento complessivo programmato per l’opera è pari a 411.844 euro; in precedenza erano già stati trasferiti 205.922 euro. Anche in questo caso, con il nuovo acconto, si raggiunge l’80% del contributo complessivo.

“Con questi due provvedimenti diamo continuità a interventi che riguardano aspetti essenziali della ricostruzione: la sicurezza del territorio, la prevenzione del rischio idrogeologico e la riqualificazione degli spazi urbani – dichiara il Commissario straordinario alla ricostruzione Guido Castelli –. A Montefranco sono programmati complessivamente oltre 900 mila euro per queste due opere, che concorrono a rendere il territorio più sicuro e maggiormente resiliente. La ricostruzione deve procedere insieme alla rigenerazione dei borghi e alla cura delle infrastrutture locali, perché significa non soltanto riparare i danni del sisma, ma costruire condizioni migliori per chi vive e continuerà a vivere nell’Appennino centrale. Ringrazio la Regione Umbria, l’USR e l’amministrazione comunale per il lavoro portato avanti in piena collaborazione con la Struttura commissariale”

“I vicoli antichi e le strade che uniscono la nostra comunità tornano a guardare al futuro con rinnovata speranza. Il Comune di Montefranco ha ricevuto ulteriori 273.000 euro, parte di un finanziamento complessivo di 1 milione di euro, erogato dalla Struttura Commissariale Sisma 2016 guidata dal Commissario Straordinario Sen. Guido Castelli. Queste risorse stanno finanziando un importante intervento di riqualificazione del cuore storico di Borgo Casaline, uno dei più antichi del nostro Comune e di Strada della Villetta, l’arteria che stringe in un unico abbraccio due parti fondamentali del nostro paese, la Frazione Fontechiaruccia e il borgo di Montefranco. Non si tratta solo di ricostruire la pietra, ma di curare le ferite del territorio, restituendo bellezza, sicurezza e identità a luoghi custodi della nostra memoria collettiva. Esprimiamo la più sincera gratitudine al Commissario Castelli e a tutta la Struttura Commissariale. Questo traguardo è il frutto di una preziosa e costante collaborazione istituzionale, che ha saputo ascoltare la voce del nostro borgo e tradurre l’impegno amministrativo in una concreta promessa di rinascita” dichiara il sindaco Rachele Taccalozzi.

 

Montalto, approvato il progetto per via Sacconi e i garage comunali di largo della Vittoria

L’Ufficio Speciale Ricostruzione ha approvato il progetto esecutivo per il recupero e la sistemazione di via Giuseppe Sacconi e dei garage comunali in largo della Vittoria, nel comune di Montalto delle Marche, autorizzando e concedendo un contributo complessivo di 1 milione di euro finanziato nell’ambito dell’Ordinanza commissariale 137 del 2023.

“L’approvazione del progetto esecutivo consente ora di procedere verso le successive fasi attuative dell’opera, che punta a restituire funzionalità, sicurezza e accessibilità a un comparto urbano strategico per il capoluogo di Montalto, contribuendo al percorso di ricostruzione e rigenerazione del territorio colpito dal terremoto – conferma il commissario straordinario Guido Caselli -. Si tratta di un risultato fondamentale che arriva grazie alla collaborazione fattiva tra Comune, Usr e la Regione Marche guidata dal presidente Acquaroli”.

“Accogliamo con grande soddisfazione l’approvazione del progetto esecutivo per via Sacconi e per i garage comunali di largo della Vittoria: un risultato frutto di un lungo lavoro di progettazione e di atti amministrativi portati avanti dai nostri uffici in accordo con l’ USR. Si tratta di un intervento da un milione di euro che non è solo ricostruzione post-sisma, ma rappresenta una visione di futuro: restituiamo sicurezza, decoro e soprattutto accessibilità a un’area strategica di Montalto. Ma non solo: il nuovo collegamento pedonale tra via Peretti e via Peracchia e l’ascensore che collegherà la Provinciale 23 a via Sacconi cambieranno concretamente la vita quotidiana degli abitanti del centro storico e dei visitatori. Un intervento sinergico agli altri cantieri in corso nel centro storico a partire dal Palazzo Comunale.

Voglio quindi ringraziare ancora una volta il commissario straordinario Guido Caselli, l’Ufficio Speciale Ricostruzione delle Marche e la Regione Marche guidata dal presidente Acquaroli per l’attenzione e la collaborazione fattiva dimostrata verso il nostro Comune. Queste notizie ci danno contezza del fatto che, lavorando insieme, la ricostruzione avanza davvero e diventa reale opportunità di sviluppo” dichiara il sindaco Daniel Matricardi.

Il progetto prevede la ristrutturazione dei garage comunali attraverso opere di messa in sicurezza dei terrapieni e la realizzazione delle necessarie dotazioni edilizie e impiantistiche per garantirne la piena fruibilità pubblica. Sono inoltre programmati il ripristino della pavimentazione di via Peracchia, interventi per il drenaggio delle acque meteoriche e l’adeguamento dei sottoservizi esistenti.

Tra le opere più significative figura la realizzazione di un nuovo percorso pedonale di collegamento tra via Peretti e via Peracchia, comprensivo di un sottopasso interrato e delle necessarie strutture di contenimento. Il programma include inoltre il recupero estetico del muro di terrapieno a monte di via Peretti e l’installazione di un ascensore con tre fermate per collegare verticalmente la Strada provinciale 23 con via Sacconi, migliorando l’accessibilità dell’area urbana.

Sisma 2016, Castelli: «Grazie al presidente Busia. Con Anac trasparenza e legalità si sono tradotte in risultati concreti»

 

«In vista della conclusione del suo mandato alla guida dell’Autorità nazionale anticorruzione, desidero esprimere al presidente Giuseppe Busia un ringraziamento sincero per la competenza, la disponibilità e lo spirito di leale collaborazione con cui ha accompagnato la ricostruzione dell’Appennino centrale».

Lo dichiara il Commissario straordinario al sisma 2016, Guido Castelli, commentando il rapporto elaborato dall’Anac in occasione del decennale del terremoto.

«La collaborazione tra l’Autorità, la Struttura commissariale e gli Uffici speciali per la ricostruzione ha dimostrato concretamente che legalità, trasparenza e rapidità non sono obiettivi alternativi. Al contrario, controlli preventivi efficaci, confronto costante e chiarezza delle procedure consentono di migliorare la qualità degli atti, prevenire il contenzioso e accelerare la realizzazione delle opere.

I numeri contenuti nel rapporto restituiscono la dimensione di questo impegno: dal 2017 al giugno 2026 sono state sottoposte al controllo preventivo dell’Anac 1.227 procedure, per un valore superiore a 2,17 miliardi di euro, con l’emissione di 4.470 pareri. Nel solo periodo coincidente con il mandato del presidente Busia, dal gennaio 2021 al giugno 2026, sono state esaminate 786 procedure ed emessi 3.262 pareri, con una media di 2,3 pareri per ogni giornata lavorativa.

Particolarmente significativo è il dato relativo al contenzioso: appena nove casi, nessuno dei quali ha comportato l’impugnazione di un parere dell’Autorità. È la prova più evidente di quanto il presidio preventivo dell’Anac abbia contribuito a evitare errori, controversie e rallentamenti, proteggendo al tempo stesso le risorse pubbliche e la regolarità degli affidamenti.

Questa attività ha accompagnato interventi dal grande valore civile e simbolico, come la nuova sede dell’Istituto Divini di San Severino Marche, la Basilica di San Benedetto a Norcia, l’Istituto Capranica di Amatrice, la scuola Carducci di Foligno e il municipio di Torricella Sicura. Opere che oggi vengono restituite alle comunità anche grazie a una collaborazione istituzionale capace di coniugare rigore e concretezza.

Sotto la presidenza Busia, la vigilanza dell’Anac non è stata percepita come un adempimento formale o come un freno, ma come un supporto qualificato alla buona amministrazione. Il confronto continuo con la Struttura commissariale e con gli USR ha consentito di sciogliere nodi complessi, definire buone pratiche e costruire un patrimonio di competenze e orientamenti che non ha eguali negli altri ambiti di vigilanza dell’Autorità.

La ricostruzione dell’Italia centrale è diventata così un laboratorio nazionale nel quale il principio di legalità si salda con il principio del risultato: non soltanto procedure corrette, ma opere effettivamente realizzate e comunità che tornano a vivere. Per questo rivolgo al presidente Busia, all’Unità operativa speciale dell’Anac, ai militari della Guardia di Finanza che ne fanno parte e a tutto il personale dell’Autorità la gratitudine della Struttura commissariale e dei territori del cratere. Il lavoro svolto insieme rappresenta un patrimonio istituzionale che non deve essere disperso e che continuerà a orientare la ricostruzione nel segno della trasparenza, dell’efficienza e della fiducia dei cittadini nelle istituzioni».

Approvato il progetto di riparazione e rafforzamento locale della chiesa di San Donato a Castelli

 

La conferenza permanente ha approvato il progetto di riparazione e rafforzamento locale della chiesa di San Donato a Castelli. Alla conferenza era presente il sindaco Paolo Tancredi.

La chiesa a navata unica presenta una planimetria rettangolare di dimensioni pari a 16,00 x 7,70 metri; l ’ingresso si compone di una loggetta simile al nartece delle prime chiese cristiane, che misura in larghezza 7,70 metri ed in profondità 3,60 metri.

La chiesa rappresenta una delle maggiori attrattive nel campo della ceramica: il suo soffitto è considerato “la cappella Sistina della ceramica” ed è conosciuto in tutto il mondo.

La sagrestia caratterizzata da una volta a botte lunettata, era l’antica “Cona” che in seguito, ampliata, divenne l’attuale chiesa. Sopra la sagrestia vi è un secondo locale con copertura in legno a due falde, accessibile solo dall’esterno attraverso una passerella realizzata alla quota del terrapieno del prospetto posteriore. La facciata ha una porta centrale architravata con ai fianchi due piccole finestre di forma quadrata.

Sono previsti il consolidamento dei terreni di fondazione ed incremento della capacità portante con iniezione di geo resina espandente la realizzazione di un cordolo in acciaio sotto la copertura, su tutto il perimetro del portico, con conseguente ripristino della guaina impermeabilizzante e del manto di copertura; il  consolidamento della volta a copertura della sagrestia attraverso placcaggio estradossale con rete diffusa in fibra di basalto e acciaio e malta a base di calce idraulica naturale, opportunamente connessa alle pareti perimetrali attraverso dei connettori meccanici a fiocco, la cucitura delle murature perimetrali dell’aula e delle pareti costituenti la sagrestia e il rifacimento della pavimentazione della sagrestia, della zona altare, dell’aula e del locale posto al disopra della sagrestia, intervento legato al consolidamento in fondazione. Il costo dell’intervento è di 230.000,00 € .

 

“Ricostruire questi luoghi significa contribuire concretamente alla rinascita sociale e culturale dei territori colpiti dal sisma.  Questo è un ulteriore passo avanti nel percorso di ricostruzione di Castelli e nella tutela del suo patrimonio storico e religioso. Ringrazio il presidente della Regione Marco Marsilio, il Vescovo Lorenzo Leuzzi, l’Usr e il sindaco Paolo Tancredi per la loro collaborazione” dichiara il commissario alla ricostruzione Guido Castelli.

“L’avvio della ristrutturazione definitiva è una bellissima notizia per la comunità castellana e per tutti gli appassionati e gli amanti della ceramica” dichiara il sindaco Paolo Tancredi.

Riapre la chiesa di Santa Maria in Camurano a Montelparo

 

Torna a disposizione della comunità la Chiesa di Santa Maria in Camurano a Montelparo, dopo l’intervento di riparazione dei danni provocati dal sisma del 2016 e di rafforzamento locale dell’edificio.

L’intervento, attuato dalla Diocesi di San Benedetto del Tronto-Ripatransone-Montalto, è stato finanziato nell’ambito dell’Ordinanza commissariale n. 105 del 2020 per un importo complessivo di 340 mila euro.

La chiesa, costituita da un’unica navata rettangolare e caratterizzata da murature in pietra e mattoni, presenta una copertura lignea a doppia falda e un campanile a vela. A seguito delle scosse iniziate il 24 agosto 2016 l’edificio aveva riportato lesioni alle murature, dissesti all’arco trionfale e al catino absidale, oltre a distacchi e lesioni nella zona dell’abside.

I lavori sono stati finalizzati alla riparazione dei danni, al rafforzamento locale e alla riduzione delle vulnerabilità dell’edificio. Gli interventi hanno riguardato, tra l’altro, la copertura e l’eliminazione delle infiltrazioni, il consolidamento della volta a crociera e del catino absidale, il rafforzamento delle murature della zona absidale e dell’arco trionfale.

«La riapertura della Chiesa di Santa Maria in Camurano rappresenta un altro risultato concreto della ricostruzione – dichiara il Commissario straordinario alla ricostruzione Guido Castelli –Restituire una chiesa significa molto più che recuperare un edificio: significa riconsegnare a una comunità un luogo nel quale si custodiscono fede, memoria, tradizioni e senso di appartenenza. La ricostruzione materiale dei nostri borghi deve procedere insieme alla ricostruzione del loro tessuto sociale e identitario. Ringrazio l’Arcivescovo Gianpiero Palmieri, il presidente della Regione Francesco Acquaroli, l’Ufficio Speciale Ricostruzione, il sindaco Fabio Antolini e tutti i soggetti coinvolti».

Particolare attenzione è stata inoltre riservata alle superfici di finitura e agli apparati decorativi, con interventi per contrastare l’umidità di risalita, il recupero della pavimentazione esistente in cotto e opere di restauro delle superfici pittoriche, finalizzate anche a restituire unità di lettura cromatica agli apparati decorativi.

Nel complesso, la Diocesi di San Benedetto del Tronto-Ripatransone-Montalto è soggetta attuatrice di 34 interventi su edifici di culto inseriti nelle programmazioni commissariali, per un importo programmato o concesso di oltre 13,6 milioni di euro.

Ricostruzione, siglato accordo di collaborazione tra strutture commissariali Centro Italia e Ischia

È stato sottoscritto oggi, nella sede della Prefettura di Napoli, l’accordo di collaborazione tra il Commissario straordinario per la ricostruzione sisma 2016, Guido Castelli, e il Commissario straordinario per gli interventi di ricostruzione nei territori dell’isola di Ischia colpiti dal sisma del 2017 e dagli eventi meteorologici del 2022, Marcello Feola.

Alla firma erano presenti il Prefetto di Napoli, Michele di Bari, e il Prefetto Paolo Canaparo, responsabile della Struttura per la prevenzione antimafia competente sia per la ricostruzione dell’Appennino centrale sia per gli interventi post-sisma e post-alluvione di Ischia.

L’accordo formalizza e rafforza una collaborazione già avviata tra le due Strutture commissariali, fondata sul riuso della piattaforma digitale GE.DI.SI. e sulla condivisione di procedure, metodologie e buone pratiche relative al monitoraggio degli interventi e dei cantieri, alla prevenzione antimafia, alla sicurezza, alla trasparenza e alla tracciabilità delle imprese e della manodopera.

L’accordo prevede, per la ricostruzione di Ischia l’avvio del percorso per introdurre il Badge e al Settimanale digitale di cantiere già introdotto nel Sisma 2016. Sarà inoltre istituito un Tavolo di coordinamento, composto da due referenti per ciascuna Struttura, con il compito di seguire l’attuazione dell’intesa e individuare ulteriori possibilità di semplificazione e ottimizzazione dei processi.

«La collaborazione formalizzata oggi – dichiara il Commissario Castelli – conferma il valore dell’esperienza maturata nella ricostruzione del Centro Italia. In questi anni, insieme alla Struttura per la prevenzione antimafia guidata dal Prefetto Canaparo, abbiamo elaborato standard e procedure digitali che sono ormai considerati punti di riferimento a livello nazionale per rafforzare il coordinamento e arricchire gli strumenti a disposizione degli organi di controllo. La ricostruzione deve procedere con rapidità, ma sempre nella piena tutela della legalità, della trasparenza, della dignità e della sicurezza del lavoro».

«L’integrazione tra Badge digitale e Settimanale digitale di cantiere – prosegue Castelli – rappresenta una delle testimonianze più recenti di questa capacità di innovazione. Il modello sperimentato nel cratere 2016 ha delineato una buona prassi a livello nazionale, oggi progetto pilota del Governo Meloni».

La condivisione con Ischia si inserisce in un processo più ampio di valorizzazione del patrimonio digitale e amministrativo sviluppato dalla Struttura commissariale sisma 2016. Anche il Dipartimento Casa Italia ha individuato infatti nella piattaforma GE.DI.SI lo strumento di riferimento per la gestione delle ricostruzioni disciplinate dalla legge quadro n. 40 del 2025. La piattaforma sarà implementata anche per gli interventi connessi alla frana di Chieti e Bucchianico, all’alluvione che ha colpito le Marche nel settembre 2022 e al sisma di Tredozio 2023”.

“Desidero esprimere la mia sincera gratitudine al Prefetto Michele di Bari e al Prefetto Paolo Canaparo. La loro opera incessante a tutela della legalità e la costante collaborazione istituzionale rappresentano un presidio essenziale e un sicuro punto di riferimento per la gestione di ricostruzioni complesse come quelle dell’Appennino centrale e di Ischia.», conclude il Commissario Castelli.

«Desidero ringraziare il Commissario Sisma 2016 Sen. Guido Castelli e tutta la sua Struttura – dichiara il Commissario Marcello Feola – per aver rinnovato e rafforzato una collaborazione che in questi anni si è dimostrata particolarmente preziosa per la ricostruzione dell’Isola di Ischia. L’esperienza maturata nel Centro Italia rappresenta per noi un importante punto di riferimento, non solo sul piano degli strumenti digitali, ma soprattutto per le metodologie e le buone pratiche sviluppate nelle attività di controllo, monitoraggio, legalità, sicurezza e trasparenza nei cantieri.

Il confronto tra le due Strutture ci consente di valorizzare quanto già sperimentato, individuare soluzioni organizzative e operative più efficaci e lavorare a una progressiva omogeneizzazione dei processi e delle modalità di controllo, nel rispetto delle specificità dei diversi territori e delle rispettive competenze. È un percorso – conclude Feola – che riteniamo fondamentale per rendere le attività di monitoraggio sempre più tempestive, tracciabili e conformi a standard comuni, mettendo a disposizione della ricostruzione strumenti e procedure capaci di garantire maggiore trasparenza e legalità.»

Il Prefetto Canaparo sottolinea “L’integrazione delle piattaforme informatiche rappresenta uno strumento di particolare rilievo per rafforzare la tutela della legalità e la sicurezza degli interventi di ricostruzione, soprattutto in un ambito complesso e articolato come quello della ricostruzione privata, caratterizzato da una significativa diffusione dei cantieri sull’intero territorio del cratere sismico. La circolarità delle informazioni consente, infatti, di prevenire più efficacemente i tentativi di infiltrazione e di far emergere situazioni che, pur non immediatamente riconoscibili, possono essere indicative di più gravi forme di ingerenza nella gestione e nell’esecuzione dei lavori.”.

 

Monte Cavallo, inaugurata la nuova sede comunale. Oltre 2,3 milioni per ricostruire il cuore istituzionale del paese

 

Monte Cavallo ritrova la sua casa comunale: è stata inaugurata la nuova sede del Municipio, ricostruita dopo i danni provocati dagli eventi sismici del 2016. Un passaggio importante nel percorso di ricostruzione del piccolo centro dell’entroterra maceratese, che restituisce alla comunità non soltanto gli uffici dell’amministrazione, ma un luogo sicuro, accessibile e destinato ad accogliere servizi essenziali, attività istituzionali e spazi di aggregazione.

Alla cerimonia hanno preso parte la senatrice Elena Leonardi, il sottosegretario alla Presidenza della Regione Marche Silvia Luconi, il presidente della Provincia di Macerata Alessandro Gentilucci, il presidente del Consiglio regionale delle Marche Gianluca Pasqui, insieme a diversi consiglieri regionali, numerosi sindaci del territorio e rappresentanti delle istituzioni locali.

L’intervento complessivo, finanziato con oltre 2,3 milioni di euro nell’ambito della ricostruzione post sisma, ha interessato il complesso comunale costituito da due corpi di fabbrica realizzati in epoche differenti.

Sulla parte storica, risalente alla seconda metà dell’Ottocento, è stato realizzato un intervento di miglioramento sismico che ha previsto, tra le altre opere, il rifacimento della copertura e del cordolo perimetrale, il consolidamento delle murature e dei solai e l’inserimento di elementi di rinforzo strutturale. La porzione più recente è stata invece demolita e ricostruita.

Particolare attenzione è stata riservata all’accessibilità e alla piena fruibilità degli spazi: i due edifici sono stati collegati attraverso una rampa interna al piano terra e una scala con montascale al primo piano, garantendo l’accessibilità tra i diversi livelli del complesso. Anche le finiture esterne sono state uniformate per favorire un inserimento armonico dell’intervento nel tessuto urbano esistente.

Il nuovo Municipio torna così ad accogliere una pluralità di funzioni. Gli uffici comunali sono collocati al primo piano della parte ricostruita, mentre al piano terra trovano spazio la sede della Protezione civile, quella della Pro Loco e una sala destinata a manifestazioni, feste e conferenze. Nell’edificio storico trovano posto la sala consiliare e gli spazi espositivi, oltre all’ufficio postale e a locali dedicati ai servizi socio sanitari al piano terra.

«La rinascita della nostra sede comunale rappresenta un traguardo simbolico e concreto di resilienza e ripartenza per tutta la comunità di Monte Cavallo. Con questo intervento restituiamo ai cittadini una struttura moderna, sicura ed efficiente, destinata non solo agli uffici pubblici e ai servizi essenziali ma anche alla vita sociale e culturale del territorio. Un ringraziamento sincero va alla Struttura Commissariale, al Commissario Guido Castelli, alla Regione Marche, all’USR Marche, alla Soprintendenza Archivistica e Bibliografica delle Marche, alla ditta esecutrice, alla direzione dei lavori con il suo staff per il lavoro straordinario che ha permesso di completare l’opera nel pieno rispetto dei tempi previsti. Un grazie a tutti i dipendenti comunali che si sono adoperati per il trasloco e al pittore Daniele Cristallini che ha impreziosito i nostri nuovi spazi con alcune sue opere», dichiara il sindaco di Monte Cavallo Pietro Cecoli.

«Restituire il Municipio a Monte Cavallo significa restituire alla comunità un punto di riferimento fondamentale e dare concretezza a quella ricostruzione che deve creare le condizioni per continuare a vivere e progettare il futuro nei nostri territori – dichiara il commissario straordinario alla Ricostruzione, Guido Castelli –. Nei piccoli Comuni dell’Appennino la sede comunale è anche un presidio dello Stato e dei servizi. Oggi Monte Cavallo ritrova una struttura sicura, moderna e accessibile che, oltre agli uffici comunali, mette a disposizione spazi per i servizi essenziali, per la socialità e l’aggregazione. Rendere questi luoghi realmente fruibili e accessibili significa anche costruire comunità più inclusive. È questo il senso di una ricostruzione che non si limita a riparare gli edifici, ma punta a rendere i nostri borghi più vivi e attrattivi: garantire servizi e luoghi di comunità è un incentivo concreto per contrastare lo spopolamento e favorire il ritorno delle persone. L’intervento, inoltre, è stato portato a termine nel pieno rispetto dei tempi previsti. Ringrazio il sindaco Pietro Cecoli e l’amministrazione comunale per il lavoro svolto, il presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli, l’Usr e tutti coloro che hanno contribuito al raggiungimento di questo importante risultato».

I lavori si sono conclusi il 3 giugno 2026, nel pieno rispetto dei tempi previsti per la realizzazione dell’intervento, e l’opera è stata successivamente collaudata.

Nella parte storica del Municipio troverà inoltre posto l’archivio storico comunale, attualmente interessato dalle attività di restauro e classificazione finanziate dalla Soprintendenza Archivistica e Bibliografica delle Marche.

La restituzione del Municipio è stata anche un momento di festa e condivisione con l’intera comunità di Monte Cavallo. La giornata prosegue in piazza insieme ai cittadini, tra musica, canti tradizionali e momenti conviviali, trasformando l’inaugurazione in una festa per il ritorno di uno dei luoghi centrali della vita del paese.

I numeri della ricostruzione a Monte Cavallo. Sul fronte della ricostruzione privata, a Monte Cavallo sono 58 le domande di contributo presentate, delle quali 38 già concesse. L’importo complessivamente richiesto ammonta a 19.014.317,21 euro, mentre sono stati concessi 11.858.261,05 euro e già liquidati 7.264.125,79 euro. Sono 27 i cantieri conclusi e 10 quelli attualmente in corso. Per quanto riguarda la ricostruzione pubblica, sono complessivamente 21 le opere: 4 completate, 8 appaltate, 2 con lavori iniziati, 6 in fase di progettazione e una finanziata.

Tossicia: 257.500 euro per il nuovo centro operativo comunale

 

Prosegue il percorso di ricostruzione e rafforzamento delle strutture strategiche nei territori colpiti dal sisma del 2016. E’ stato  disposto il trasferimento all’Ufficio Speciale per la Ricostruzione della Regione Abruzzo di 257.500 euro, quale acconto pari al 50% del finanziamento complessivo destinato alla realizzazione del nuovo Centro Operativo Comunale di Tossicia, in provincia di Teramo.

L’intervento dispone complessivamente di 515 mila euro. L’importo inizialmente programmato, pari a 368.793 euro, è stato infatti incrementato di ulteriori 146.207 euro con l’Ordinanza commissariale n. 274 del 4 maggio 2026.

Il trasferimento delle risorse arriva dopo l’avvenuto affidamento sia della progettazione sia dei lavori, con la relativa stipula contrattuale avvenuta il 25 giugno 2026. Si sono quindi concretizzate le condizioni previste dalla normativa commissariale per l’erogazione delle prime due quote, rispettivamente del 20% e del 30% del finanziamento, per un totale di 257.500 euro.

«Il nuovo Centro Operativo Comunale di Tossicia rappresenta un investimento essenziale per la sicurezza e la resilienza della comunità – dichiara il Commissario straordinario alla Ricostruzione, Guido Castelli –. La ricostruzione non significa soltanto riparare ciò che è stato danneggiato dal sisma, ma dotare i nostri territori di strutture moderne, efficienti e capaci di garantire una migliore risposta alle emergenze. Il trasferimento di queste risorse consente di accompagnare concretamente un intervento che ha già raggiunto la fase dell’affidamento dei lavori. Ringrazio il presidente della Regione Marco Marsilio, l’USR e il sindaco Franco Tarquini per la loro collaborazione ».