Ottavo appuntamento con il Festival dell’Appennino, inclusivo di natura sabato 14 giugno “Tra ceramica e natura” con l’Orchestra Popolare del Saltarello a Castelli (TE)

Per l’ottavo appuntamento del Festival dell’Appennino, inclusivo di natura sabato 14 giugno arriveremo in Abruzzo a Castelli (TE) nel Parco Nazionale dei Monti della Laga e Gran Sasso con un’escursione suggestiva al Fondo della Salsa, uno dei luoghi più suggestivi dell’Appennino centrale, lungo la parete rocciosa ai piedi del Monte Camicia per poi spostarci nel borgo di Castelli, famose per le sue botteghe artigiane di ceramica dove in serata ci sarà il concerto dell’Orchestra Popolare del Saltarello. Il Festival dell’Appennino quest’anno prevede 27 appuntamenti che si terranno tra il 4 maggio al 12 ottobre 2025 in 28 comuni distribuiti nelle quattro regioni dell’Appennino centrale colpite dal sisma del 2016-2017: Abruzzo Lazio, Marche e Umbria -. Borghi che custodiscono un prezioso patrimonio culturale storico, artistico, naturalistico e di tradizioni e che, dopo anni difficili, anche attraverso questa iniziativa vogliono rilanciarsi, crescere, attrarre nuovi visitatori. La manifestazione è promossa dal Commissario Straordinario al sisma 2016 e dal BIM Tronto, con la fondamentale collaborazione dei BIM Vomano-Tordino Teramo, Nera Velino Cascia e Nera-Velino Rieti.

 

Il Commissario al sisma 2016 Guido Castelli: “Dopo le Marche e il Lazio, il Festival dell’Appennino 2025 approda in Abruzzo per un appuntamento che coniuga le bellezze naturalistiche di questi luoghi con la cultura e le tradizioni della comunità di Castelli. Questa manifestazione, che unisce i territori colpiti dal sisma 2016, rappresenta una bella occasione di socialità e una vetrina, attraverso la quale far conoscere luoghi unici, spesso lontani dalle grandi rotte turistiche, a un pubblico sempre più ampio. Anche attraverso iniziative come questa vogliamo promuovere la rigenerazione economica e sociale dell’Appennino centrale, con l’obiettivo di creare quelle condizioni di sviluppo sostenibile che sostengono la rinascita delle nostre comunità e, al contempo, contrastano il fenomeno dello spopolamento in atto da lungo tempo. Si tratta di una strategia articolata che sta dando risultati positivi grazie al lavoro di squadra con Regione e il Presidente Marsilio e i Comuni del cratere. Infine, è doveroso ricordare che la riuscita del Festival è resa possibile grazie alla collaborazione dei quattro Bim coinvolti, il cui encomiabile impegno nei confronti dei loro territori è il vero valore aggiunto”.

Il Presidente del Consorzio B.I.M di Teramo Marco Di Nicola “Sono lieto di annunciare che il Festival dell’Appennino anche quest’anno fa tappa nel nostro comprensorio con tre appuntamenti, che rappresentano altrettante occasioni di valorizzazione culturale, turistica e sociale delle nostre aree interne e dei comuni del cratere. Le tappe teramane, in particolare, rappresentano un momento di grande importanza per il nostro territorio, offrendo l’opportunità di attrarre visitatori e di rafforzare il senso di comunità attraverso musica, cultura e tradizioni locali. Il 14 giugno nel caratteristico borgo della ceramica, il comune di Castelli, con una suggestiva escursione al Fondo della Salsa e l’esibizione dell’Orchestra Popolare del Saltarello, inaugureremo gli appuntamenti in programma nel teramano, che proseguiranno il 20 luglio a Rocca Santa Maria con il concerto dei Lupi della Majella e il 6 settembre a Fano Adriano con l’esibizione di Ambrogio Sparagna, uno dei più importanti interpreti della musica popolare europea, con l’Orchestra Popolare Italiana. Ringrazio gli organizzatori e tutti coloro che lavorano per rendere possibile questa iniziativa, che rappresenta un tassello importante nel percorso di rilancio e valorizzazione delle nostre aree interne, grazie al supporto del Commissario per la Ricostruzione e dei Consorzi di bacino imbrifero montano dell’Appennino Centrale. Invito tutti a partecipare e a scoprire le meraviglie che il nostro territorio ha da offrire.” 

Il Sindaco di Castelli Rinaldo Seca: “ Per noi è un grande onore ospitare il Festival dell’Appennino, che ha l’obiettivo prefissato di rilanciare le aree interne. Ringraziamo il Commissario Castelli e il Bim che ha voluto sostenere questa iniziativa. Il nostro territorio, oltre ad un’intensificazione della ricostruzione che si sta avendo, bisogna ripartire dal turismo e dagli aspetti culturali, turistici e naturalistici”.

Il ritrovo per l’escursione è alle 14.45 con partenza alle ore 15. L’escursione è percorso da San Salvatore -Fondo della Salsa ha una difficoltà E, è lunga 5,42 km, con un dislivello di 393 mt e un tempo di percorrenza di circa 3 ore e mezza. Al rientro intorno alle ore 18.30 ci si sposterà al borgo di Castelli con visita libera e possibilità di cenare nelle strutture ricettive presenti.

Alle ore 21, in piazza Roma, concerto dell’Orchestra Popolare del Saltarello con il loro repertorio che spazia dalle canzoni tradizionali alle saltarelle, spallate e ballarelle, offrendo uno spettacolo vivace e autentico che affonda le radici nella tradizione musicale abruzzese, reinterpretandola con originalità. L’ideatore del progetto è il musicista Danilo Di Paolonicola, autore delle rielaborazioni e trascrizioni. Teramano di origine, considerato tra i migliori fisarmonicisti e organettisti del mondo.

La partecipazione è gratuita ma è necessaria la prenotazione al fine di organizzare meglio l’evento, compilando il form nella data sul sito www.festivaldellappennino.it.

Raccomandazioni:

L’escursione è adatta a chi è allenato a camminare in montagna e in buona salute.

  • Obbligatorio indossare scarpe da trekking
  • avere con sè almeno un litro d’acqua e un cappello
  • portare kway
  • consigliato portare i bastoncini da trekking
  • consigliato un cambio completo da lasciare in auto

 

Festival dell’Appennino 2025, inclusivo di natura

Il Festival è promosso da Commissario Straordinario Ricostruzione Sisma 2016 e Bim Tronto, con la collaborazione di Bim Vomano-Todino Teramo, Bim Nera-Velino Cascia e Bim Nera-Velino Rieti, Regione Marche, Regione Umbria, Regione Abruzzo, Regione Lazio, in sinergia con i 28 Comuni dell’Appennino centrale, partner dell’evento, Camerino, San Severino Marche,  Sarnano, Visso, Amandola, Montefalcone Appennino, Montefortino, Acquasanta Terme, Arquata del Tronto, Ascoli Piceno, Castignano, Comunanza, Cupra Marittima, Force, Montegallo, Montemonaco, Palmiano, Roccafluvione, Castelli, Fano Adriano, Rocca Santa Maria, Cerreto di Spoleto, Preci, Sellano, Accumoli, Amatrice, Micigliano, Rivodutri con la direzione artistica dell’Associazione Culturale Appennino up e Mete Picene.

Isola del Gran Sasso, approvato il progetto di restauro con miglioramento sismico della chiesa di Santa Maria delle Grazie

La Conferenza permanente ha approvato il progetto di restauro con miglioramento sismico della chiesa di Santa Maria delle Grazie a Isola del Gran Sasso, in provincia di Teramo. La chiesa della Madonna delle Grazie è ubicata a circa 420 m di altitudine nel comune di Isola del Gran Sasso. L’edificio di culto appare appena superato il ponte sul torrente Ruzzo. Gli interventi proposti per il miglioramento sismico della chiesa prevedono il consolidamento delle murature portanti con iniezioni diffuse di malta di calce, l’inserimento di diatoni inclinati dall’interno verso l’esterno, in modo di ricollegare i due paramenti fra loro, operazioni di scuci-cuci su zone limitate di murature lesionate o degradate, rinforzo del campanile con perfori armati previa scarnitura e stilatura dei giunti, inserimento di catene con capochiave a paletto, realizzazione del cordolo piatto in acciaio in copertura al fine di garantire la cerchiatura delle murature verticali e migliorare il comportamento scatolare degli edifici. Il costo dell’intervento ammonta a 857.626,06 euro

“Proseguiamo con il cambio di passo che la ricostruzione ha ormai avviato intervenendo in una chiesa del territorio abruzzese, importante per la sua comunità- dichiara il Commissario alla ricostruzione sisma 2016 Guido Castelli – È un luogo che appartiene alla memoria collettiva e alla vita spirituale dei nostri territori. Ringrazio il Presidente della Regione Marco Marsilio, il Vescovo Lorenzo Leuzzi e il sindaco  Andrea Ianni per la sinergia e collaborazione”.

Tolentino, lavori in corso sulla chiesa di San Francesco

Sono in corso i lavori sulla chiesa di San Francesco di Tolentino. L’Ufficio Speciale Ricostruzione, infatti, ha appena liquidato alla Diocesi la somma di 1.002.000 euro quale parte del contributo totale concesso, che è di 2,5 milioni.

Di grande pregio architettonico e artistico, l’edificio che si estende da piazza Maruzi a piazza della Libertà, in pieno centro storico, è stato eretto nella seconda metà del 1200; durante le scosse del 2016/2017 ha riportato danni tali da rendere necessario l’intervento di riparazione attualmente in svolgimento.

«Un pezzo di storia importante non solo per la città ma per tutto il territorio – conferma il commissario alla ricostruzione Guido Castelli -. L’edilizia religiosa rappresenta un tassello fondamentale all’interno del processo di rilancio delle aree interne colpite dal terremoto, su cui stiamo lavorando alacremente insieme alle Diocesi ed in piena sinergia con l’Usr, il Comune e la Regione Marche guidata dal presidente Acquaroli».

Il 12 marzo 1873, una scossa di terremoto causò gravi danni alla chiesa collegiata di San Francesco, provocando il crollo di un medaglione in stucco e l’apertura di due archi. Il Priore Parroco chiese l’intervento del Comune per metterla in sicurezza e procedere al restauro. Tuttavia, il sindaco ordinò la chiusura, dichiarando che le riparazioni non erano di competenza comunale. Nonostante un successivo intervento della Prefettura, la Giunta municipale rifiutò nuovamente di finanziare i lavori, stimati in 10.000 lire.

Sassoferrato, approvato l’intervento di riparazione danni e rafforzamento locale della Nativita’ di Maria Santissima

La Conferenza permanente ha approvato l’intervento di riparazione danni e rafforzamento locale della Nativita’ di Maria Santissima a Sassoferrato. L’originaria Chiesa denominata “Santa Maria dei figli di Corbo” fu eretta nel 1078 su commissione della famiglia proprietaria del terreno e intorno al 1600 fu affidata ai Monaci dell’Avellana. Nel 1580 venne costruita la casa parrocchiale adiacente alla chiesa. All’inizio del 1900 l’intero corpo di fabbrica, chiesa e casa parrocchiale, venne ricostruito perché ormai decadente e fu dedicato alla Natività di Maria Santissima. Sono previsti interventi di ripristino della continuità strutturale mediante esecuzione di scuci-cuci nelle murature, la  chiusura di nicchie con mattoni pieni allo scopo di ridurre la vulnerabilità, riprese di lesioni nelle porzioni di murature lesionate, l’inserimento di catene nella parte alta della chiesa per bloccare eventuali cinematismi di ribaltamento, perforazioni armate nelle murature per migliorare i collegamenti strutturali, la ripresa di intonaci esterni lesionati, la sostituzione degli architravi in legno con architravi in acciaio, nelle aperture della navata principale, il ripristino dei cornicioni del campanile e degli intonaci interni degradati a causa dell’umidità di risalita dal terreno sottostante, con applicazione di intonaco deumidificante sul perimetro interno della chiesa ed altezza di cm 120, al fine di preservare le strutture murarie portanti. L’importo del progetto è di 249.313,74 euro.

“Le nostre chiese hanno bisogno di grande tutela e protezione. Stiamo lavorando con impegno per recuperarle e restituirle al culto- sottolinea il Commissario alla ricostruzione sisma 2016 Guido Castelli- Ringrazio il Presidente della Regione Francesco Acquaroli, l’Arcivescovo Francesco Massara, l’Ufficio ricostruzione e il sindaco Maurizio Greci per la loro collaborazione”.

L’importanza del ruolo strategico del Terzo Settore nello sviluppo dei territori e sul contrasto allo spopolamento del cratere

Al Teatro Don Bosco di Macerata si è svolto un momento di confronto sul ruolo strategico che riguarda il Terzo Settore nello sviluppo dei territori, con attenzione al fenomeno dello spopolamento dell’area del Cratere e alla ricostruzione del tessuto sociale. Tra i temi al centro del confronto quelli della “restanza”, della famiglia, delle nuove generazioni, dell’inclusione e dei progetti legati all’iniziativa Next Appennino che riguardano proprio l’area del cratere.

L’iniziativa, dal titolo “La ricostruzione sociale: ripartire dalle comunità combattendo lo spopolamento”, ha visto la partecipazione di numerose istituzioni tra il Vescovo di Macerata Nazzareno Marconi, il Sindaco Sandro Parcaroli, il Prefetto di Macerata Isabella Fusiello, l’assessore alle Politiche sociali del Comune di Macerata Francesca D’Alessandro, e il Commissario straordinario alla ricostruzione sisma 2016 Guido Castelli.

Numerose le testimonianze territoriali delle istituzioni, delle organizzazioni sociali territoriali che ogni giorno lavorano con e per le comunità, nonché i rappresentanti dei progetti di investimento Next Appennino, dimostrando quanto sia fondamentale puntare su progetti con piani di investimento solidi, in grado di rafforzare le realtà del Terzo Settore e assicurarne la stabilità e la sostenibilità nel lungo periodo.

“Il Terzo Settore è uno strumento essenziale per combattere lo spopolamento delle aree interne- ha spiegato il Commissario Straordinario alla Ricostruzione, Guido Castelli- E’ un fenomeno che minaccia l’equilibrio sociale, economico e ambientale di vaste zone del nostro Paese, in particolare dell’Appennino centrale. In questo contesto, il Terzo Settore è un valore di comunità sociale che si sta rivelando un attore cruciale che si è rivelato un grande alleato per questa nostra battaglia. Attraverso processi di co-progettazione con le istituzioni pubbliche, il Terzo Settore genera soluzioni adattate ai bisogni locali, sperimentando anche innovazioni tecnologiche e sociali che migliorano la qualità della vita e aumentano la resilienza territoriale. Anche grazie al progetto Next Appenino, cerchiamo di stimolare la crescita delle organizzazioni all’interno del cratere, un volano di grande importanza per tutta l’Italia centrale. Ringrazio il presidente dell’Unione Montana di Camerino Alessandro Gentilucci, il presidente dell’Unione Monti Azzurri Giampiero Feliciotti, il presidente dell’Unione Montana Potenza, Esino e Musone Denis Cingolani e le organizzazioni private che operano nel settore. E’ un convegno che sottolinea quanto sia strategica creare una filiera che unisce la visione degli Enti, collaborando e comunicando con chi opera attivamente in questi settori”.

“È stato un convegno particolarmente interessante perché non si è limitato a evidenziare un problema che tutti ormai abbiamo ben chiaro: cioè che non basta ricostruire le case, le fabbriche, le chiese e le infrastrutture, ma bisogna aver chiaro come creare un contesto attrattivo che porti persone a voler vivere nelle nostre zone interne. Questo è il problema e su questo c’è stata una grande lucidità di analisi, ma in più sono state proposte esperienze positive, buone pratiche, che mostrano come l’obiettivo non sia né impossibile, né irraggiungibile. Il fenomeno dell’urbanizzazione e dello spostamento delle popolazioni dalle zone interne alla costa è un fenomeno italiano, europeo e per tanti versi, mondiale, non potrà certo venire cancellato. però la valorizzazione di tutto il nostro ambito interno, con le sue potenzialità e le sue ricchezze: umane, sociali, artistiche e culturali, può certo costituire un’eccezione rispetto a questa regola universale. È proprio questo che, con coraggio e lungimiranza e con l’impegno di tutti, dalle istituzioni, al mondo del Terzo Settore, stiamo cercando di realizzare” ha aggiunto il Vescovo di Macerata Nazzareno Marconi.

Francesca D’Alessandro, assessore alle Politiche sociali del Comune di Macerata, ha sottolineato che è stato “Un convegno strategico, fortemente voluto, per mettere al centro del dibattito politico e programmatico un settore tanto importante, qual è quello del sociale. Tanti i temi toccati: gli anziani, le difficoltà socioeconomiche delle famiglie, le problematiche dei giovani, l’inclusione. Temi sviluppati attraverso progettualità realizzate dalle Amministrazioni e realtà del Terzo settore nel territorio maceratese e non solo. A testimonianza di una rete sinergica ed efficiente. Un grazie al Senatore Guido Castelli per il progetto Next Appennino con cui sta dando grande importanza anche alla ricostruzione sociale e non solo materiale di tutto il cratere”.

Non si tratta, quindi, solo di ricostruire ciò che è stato perso, ma di immaginare nuovi modelli di vita e sviluppo sostenibili, capaci di attrarre, trattenere e valorizzare le persone nei loro territori.

Lunedì 9 giugno a Macerata un confronto sul Terzo Settore e lo sviluppo delle comunità – “La ricostruzione sociale: ripartire dalle comunità combattendo lo spopolamento”

Lunedì 9 giugno alle ore 10.00, presso il Teatro Don Bosco di Macerata, si terrà un importante momento di confronto sul ruolo strategico del Terzo Settore nello sviluppo dei territori, con particolare attenzione al fenomeno dello spopolamento dell’area del Cratere e alla ricostruzione del tessuto sociale.

L’iniziativa, dal titolo “La ricostruzione sociale: ripartire dalle comunità combattendo lo spopolamento”, vedrà la partecipazione di numerose istituzioni, enti locali e realtà del territorio che operano quotidianamente nei settori della coesione sociale, del welfare di comunità e della valorizzazione dei territori colpiti dal sisma 2016.

Durante l’incontro saranno presentate best practice sviluppate sul territorio e alcune testimonianze del Programma Next Appennino, che grazie al contributo della Struttura Commissariale, hanno saputo generare investimenti capaci di attivare leve concrete per lo sviluppo sostenibile delle aree interne.

“Il Terzo Settore – sottolinea il Commissario Straordinario alla Ricostruzione, Guido Castelli – rappresenta un pilastro fondamentale per combattere lo spopolamento e per garantire continuità e crescita delle comunità sociali. In una logica di co-progettazione, è in grado di generare valore aggiunto all’interno delle comunità, anche grazie all’adozione di innovazioni – tecnologiche e non – che rafforzano la resilienza e la coesione territoriale. Costruiamo insieme il nuovo modello dell’Appennino centrale, fondato sulla partecipazione attiva e sulla valorizzazione dei legami locali.”

Erogati altri fondi per i lavori di miglioramento e consolidamento sismico del cimitero di Preci capoluogo

In base all’ Ordinanza Speciale 65 del 28 novembre 2023 sono stati erogati 170.000,00 euro per i lavori di miglioramento e consolidamento sismico del cimitero di Preci capoluogo. Il totale previsto per tutti gli interventi ammonta a 850.000,00 euro. Per il comune umbro si tratta di un importante intervento che si aggiunge ad altri lavori che sono in corso, tra i quali c’è quello del ripristino della centrale idroelettrica nella frazione di Piedivalle.

“Uno degli aspetti fondamentali che riguarda la ricostruzione è quello che riguarda anche gli ambiti della memoria e i cimiteri sono parte integrante di questo ambito- dichiara il commissario alla ricostruzione sisma 2016 Guido Castelli – Proprio la cura di questi luoghi è un dovere civile e morale, e queste opere rappresentano un passo importante in questo senso. La sinergia tra le istituzioni è vitale per la riuscita di questi progetti e per questo voglio ringraziare il Presidente della Regione Stefania Proietti, l’Ufficio ricostruzione Umbria e il sindaco Massimo Messi per la loro essenziale e importante collaborazione”.

Colmurano, verrà riparato l’edificio ex Tronelli

L’Ufficio Speciale Ricostruzione ha approvato il progetto esecutivo per la riparazione dell’edificio ex Tronelli di Colmurano (Mc), per un importo di 582.389 euro.

Si tratta di un fabbricato di proprietà comunale, situato in pieno centro storico, tra piazza Umberto I e via Roma, che il sisma del 2016/2017 ha pesantemente lesionato e che al termine delle lavorazioni verrà destinato ad attività turistico-ricreative.

«Il recupero dell’edificio ex Tronelli rappresenta un altro tassello in ottica di rilancio dei borghi dell’entroterra colpiti dal terremoto – dichiara il commissario straordinario alla ricostruzione, Guido Castelli -. Restituire alla comunità un immobile strategico significa investire sul futuro sociale ed economico del territorio. Ringrazio il Comune per l’impegno profuso, l’Usr per il lavoro tecnico svolto e la Regione, guidata dal presidente Francesco Acquaroli, per il costante supporto. Solo attraverso una sinergia concreta tra enti possiamo creare le condizioni per una ricostruzione che sia anche rigenerazione a tutti i livelli».

La soluzione progettuale prescelta prevede un sostanziale recupero statico funzionale dell’immobile. Tra gli interventi previsti la riparazione di alcune lesioni alle murature, il rinforzo della muratura portante, la sostituzione degli architravi e dei solai lignei ed il completo rifacimento della copertura, parzialmente crollata.

Castelli: “Dati su domanda-offerta lavoro confermano che nel cratere c’è voglia di rinascita”

La tre giorni di Ascoli Piceno della campagna nazionale di ‘C’è posto per te’ conferma che, anche sotto il profilo lavorativo, il cratere è più che mai vivo, attrattivo e inclusivo. Il sistema imprenditoriale piceno, e non solo, ha reagito alle conseguenze del sisma e si sta risollevando. Il potenziale di crescita e sviluppo è tangibile e va sostenuto e valorizzato, anche attraverso iniziative come quella giunta in città e promossa da Sviluppo Lavoro Italia. ‘C’è’ posto per te’, infatti, qui ad Ascoli ha avuto un riscontro molto positivo, confermato dai numeri legati alla partecipazione: al Job Day che si è svolto nella giornata di ieri e di oggi, sono intervenute circa 30 aziende, che hanno proposto 711 posizioni lavorative, mentre gli iscritti ai colloqui sono stati oltre 400. Oggi si è svolto anche l’Inclusion Day, stato dedicato al collocamento mirato di persone diversamente abili che hanno potuto incontrare alcune aziende per valutare la possibilità di compiere percorsi condivisi”.

Lo ha detto il Commissario al sisma 2016 Guido Castelli che questa mattina, presso il Polo di Sant’Agostino, ha partecipato al seminario “Collocamento mirato ed accomodamenti ragionevoli”.

“È particolarmente importante che questa campagna abbia visto l’adesione di tanti giovani, che stiamo incentivando a restare nei loro territori anche grazie a iniziative come questa, e che sia stata rivolta anche alle persone diversamente abili. Il principio dell’inclusione viene affermato anche attraverso il lavoro e l’Appennino centrale del futuro che immaginiamo deve essere un luogo nel quale tutti possano vivere e realizzarsi. La strategia di riparazione economica e sociale che stiamo adottando può contare anche sul Programma NextAppennino, strumento che ha consentito il finanziamento (per 500 milioni di euro) di oltre 1400 progetti destinati alla creazione di nuove imprese o al rinnovamento di aziende già esistenti. In entrambi i casi stiamo riscontrando la necessità di assumere e di reclutare nuovo personale. È un altro segnale che ci fa ben sperare perché il contrasto al fenomeno dello spopolamento delle nostre aree interne prevede necessariamente l’accesso a opportunità di lavoro e a servizi adeguati. Soltanto un tessuto sano, che abbia la possibilità di crescere, può consentire alle nostre comunità di diventare attrattive e di rilanciarsi”.

Il Sottosegretario Gemmato incontra il Commissario alla Ricostruzione post-sisma 2016: le farmacie come presidi di salute e strumenti contro lo spopolamento delle aree colpite

Valorizzare il ruolo della farmacia dei servizi nei territori dell’Italia centrale colpiti dal sisma del 2016, per rafforzare l’assistenza territoriale, sostenere le comunità locali e contrastarne lo spopolamento: è stato questo il tema al centro dell’incontro svoltosi oggi presso il Ministero della Salute tra il Sottosegretario alla Salute, on. Marcello Gemmato, e il Commissario straordinario per la ricostruzione post-sisma 2016, sen. Guido Castelli. All’incontro hanno partecipato anche i Presidenti delle Unioni Regionali di Federfarma di Marche, Lazio, Abruzzo e Umbria, le regioni maggiormente colpite dal terremoto.

“Come evidenziato anche nel Piano strategico per lo sviluppo delle aree interne (PSNAI), la farmacia rappresenta uno degli strumenti fondamentali per rafforzare l’assistenza territoriale nelle zone fragili del Paese – ha dichiarato il Sottosegretario Gemmato –. Le farmacie rurali, con la loro capillarità e radicamento, costituiscono veri e propri presìdi sanitari di prossimità, fondamentali soprattutto per i cittadini anziani e fragili. Questo è ancor più vero nelle aree colpite dal sisma del 2016, dove le difficoltà e i bisogni delle comunità locali sono comuni e urgenti”.

Nel quadro della ricostruzione post-sisma, risulta sempre più strategico investire nei presìdi in grado di favorire la permanenza della popolazione e garantire servizi essenziali. La farmacia, nella sua nuova configurazione di erogatore di servizi sanitari, può rappresentare un punto di riferimento concreto, attivando un progetto operativo di sanità di prossimità, che promuova la cooperazione tra professionisti sanitari: medici di medicina generale, pediatri, infermieri, operatori del terzo settore, solo per citare i principali.

“La rigenerazione dei territori feriti dal sisma passa anche attraverso nuovi modelli di servizio alla persona, capaci di sostenere le comunità – ha affermato il Commissario Castelli –. In questo contesto, la farmacia dei servizi è uno strumento prezioso per garantire continuità assistenziale e qualità della vita”.

Nell’area del cratere del sisma del 24 agosto 2016 sono presenti circa 200 farmacie, quasi il 10% dell’intera rete territoriale, molte delle quali hanno riportato danni strutturali di varia entità. In numerosi casi si è fatto ricorso a soluzioni emergenziali, come l’installazione di moduli prefabbricati, per continuare a garantire i servizi essenziali. Tuttavia, queste soluzioni temporanee spesso limitano le potenzialità di sviluppo che il modello della farmacia dei servizi può invece offrire.

Nel prossimo futuro, proprio questi servizi potranno dare impulso a un modello innovativo di sanità territoriale, particolarmente efficace nelle aree più distanti dai grandi poli ospedalieri. “Questi territori – ha concluso Castelli – possono diventare un ambito prezioso per sperimentare soluzioni concrete e replicabili in tutte le aree interne, spesso caratterizzate da popolazioni anziane e da difficoltà di accesso alle strutture sanitarie tradizionali”.