Ascoli, la chiesa di Santa Maria Intervineas sorvegliata speciale: rischio frane sul versante del Tronto

La suggestiva Chiesa di Santa Maria Intervineas, incastonata nel cuore del centro storico di Ascoli, si trova in una zona a rischio idrogeologico. È quanto emerge da uno studio specialistico condotto dall’Ufficio Speciale Ricostruzione – Settore Ordinanze Speciali, che ha acceso i riflettori sull’area adiacente alla chiesa, minacciata da un fenomeno franoso attivo.

«La presenza di un rischio idrogeologico attivo in quest’area richiede un approccio rigoroso, fondato su conoscenza tecnica, attenzione costante e lungimiranza – spiega il commissario alla ricostruzione, Guido Castelli -. La sicurezza delle persone e la tutela del nostro patrimonio sono priorità assolute: per questo, ogni intervento è guidato da criteri di sostenibilità e prevenzione, affinché la ricostruzione non sia solo un ritorno al passato, ma un investimento consapevole nel futuro. Ringrazio, come sempre, gli attori coinvolti, dall’Usr alle monache benedettine passando per la Regione Marche guidata dal presidente Acquaroli».

Mediante un approccio interdisciplinare, basato su indagini geofisiche, sondaggi rilievi topografici e modellazione 3D dell’area, lo studio ha confermato la presenza di una frana da crollo-ribaltamento in stato attivo, già classificata nel PAI 10001-H3. Il movimento interessa la scarpata che collega il terrazzo su cui sorge il centro storico con l’alveo del fiume Tronto, situato circa trenta metri più in basso. Le cause? Un substrato roccioso composto da arenarie e marne, fortemente fratturato e instabile nei primi metri di profondità, reso ancora più vulnerabile da infiltrazioni d’acqua provenienti sia da infiltrazioni superficiali di acque meteoriche che da vecchi scarichi fognari ormai in disuso ma ancora attivi come canali di drenaggio.

Nel corso degli ultimi decenni sono stati effettuati diversi interventi di consolidamento: micropali, tiranti, reti metalliche, gabbionate. Tuttavia, questi lavori – realizzati con tecniche diverse a seconda del periodo e del sito – non garantiscono oggi una mitigazione completa del rischio crollo.

Di conseguenza, l’area è stata classificata con “ri-edificabilità condizionata”, ovvero sarà possibile ricostruire solo gli edifici già esistenti, previa messa in sicurezza delle strutture di fondazione. Nessun via libera, quindi, a nuove edificazioni.

Per garantire una ricostruzione davvero sicura, i tecnici raccomandano una serie di interventi mirati:

  • Rafforzamento corticale della scarpata mediante pulizia, chiodatura e sistemazione delle protezioni esistenti.
  • Drenaggi sub-orizzontali per evitare l’infiltrazione delle acque.
  • Controllo e manutenzione delle reti idriche e fognarie pubbliche, spesso vetuste e soggette a perdite.
  • Monitoraggio regolare dell’alveo del Tronto, in particolare in prossimità del Monastero di San Onofrio, dove É stata riscontrata una repentina accelerazione della corrente del Fiume Tronto che col tempo potrebbe provocare erosione della sponda fluviale e innescare ulteriori movimenti franosi, sebbene allo stato attuale non sono state riscontrate criticità in questo senso.

 

Villa Rambelli, approvato il progetto da 3,5 milioni: la storica dimora diventerà un polo museale

Un nuovo futuro per Villa Cerboni Rambelli: la Conferenza regionale ha approvato il progetto di fattibilità tecnico-economica per il consolidamento e il restauro conservativo della storica villa ottocentesca di San Benedetto del Tronto, con una nuova destinazione d’uso a carattere museale. L’intervento, finanziato con 3,5 milioni di euro nell’ambito dell’ordinanza 137/2023, rientra nel Programma straordinario di Rigenerazione Urbana connessa al sisma e nel nuovo piano di ricostruzione delle opere pubbliche della Regione Marche.

«La rigenerazione di Villa Rambelli è un esempio virtuoso di come la ricostruzione post-sisma possa diventare occasione di rilancio culturale e sociale – ha dichiara il Commissario Straordinario alla Ricostruzione, Guido Castelli -. Investire nella tutela del patrimonio significa restituire valore alle comunità e costruire luoghi di memoria e futuro. Ringrazio l’Usr, il Comune e la Regione Marche guidata dal presidente Acquaroli».

Costruita a partire dal 1870 come residenza della famiglia Cerboni De Santis, Villa Rambelli è oggi di proprietà del Comune grazie a un lascito testamentario. L’edificio, tutelato dal 1983, è un raffinato esempio di architettura signorile ottocentesca, immerso in un parco vincolato di circa 12.000 metri quadrati. Il complesso si sviluppa su una superficie lorda di circa 1.270 metri quadrati, articolata in quattro corpi principali.

Il progetto prevede un restauro conservativo e un miglioramento sismico dell’intera struttura, con l’obiettivo di trasformare la villa in un centro culturale e museale. I corpi A e C ospiteranno sale espositive e museali, il corpo B sarà destinato ad attività ricreative e di incontro, mentre il corpo D accoglierà uffici e ulteriori spazi espositivi.

Tra gli interventi previsti: bonifica dell’amianto, consolidamento delle murature, rifacimento degli impianti, installazione di ascensori, restauro delle volte decorate e recupero delle pavimentazioni storiche. Il tutto nel rispetto dell’identità architettonica e storica del complesso.

«Voglio ringraziare ancora una volta la struttura commissariale guidata dal sen. Castelli per aver accolto la nostra proposta finalizzata al recupero di una stupenda villa ottocentesca immersa in un parco e situata nel cuore cittadino – dice il sindaco di San Benedetto del Tronto Antonio Spazzafumo – Desidero ricordare che il Fondo per l’Ambiente Italiano ha già designato Villa Cerboni – Rambelli come “Luogo del Cuore”. La restituzione della villa e del relativo parco alla città dopo tanti anni rappresenterà una grande opportunità per incrementare l’attrattività di San Benedetto e di tutto il Piceno. Abbiamo perseguito quest’obiettivo sin dai primissimi giorni successivi al nostro insediamento ma senza il contributo dei soggetti istituzionali competenti il risultato non sarebbe stato raggiunto».

Fiastra, nuovi fondi per la demolizione e ricostruzione della caserma dei Carabinieri

A Fiastra, nell’ambito dell’Ordinanza Speciale n. 27 del 14 ottobre 2021 “Interventi di ricostruzione per la riparazione, il ripristino o la demolizione e ricostruzione di immobili pubblici rientranti nel patrimonio dell’Agenzia del Demanio dislocati nelle regioni Umbria, Marche, Lazio e Abruzzo ed interessate dagli eventi sismici a far data dal 24 agosto 2016” è stato assegnato un ulteriore importo di 1.031.903  a favore dell’intervento di demolizione e ricostruzione della caserma dei Carabinieri. Il totale previsto per i lavori ammonta a 4.058.076,76 euro.

“I Carabinieri sono un presidio di legalità all’interno del cratere.  Questi nuovi fondi a disposizione sono frutto di una sinergia essenziale per la rinascita dei nostri territori. L’Arma ha bisogno di strutture efficienti e sicure per poter operare quotidianamente- dichiara il Commissario alla ricostruzione sisma 2016 Guido Castelli- Nelle Marche ci sono 19 interventi in corso finanziati per mezzo dell’ordinanza speciale 27/2021 e dell’ordinanza speciale 69/2023, per un totale di circa 108 milioni di euro. Insieme al Demanio, l’Ufficio ricostruzione e la Regione Marche stiamo lavorando intensamente per velocizzare il tutto e consegnare quanto prima queste strutture essenziali per il territorio”.

Ad Amatrice riparte “Casa futuro”, il piu’ grande cantiere della ricostruzione privata del sisma 2016

Ripartono ad Amatrice i lavori di “Casa Futuro”. Il più grande cantiere della ricostruzione privata del sisma 2016 sorgerà al posto del l’ex complesso Don Minozzi, l’enorme complesso sito nel comune reatino, di proprietà dell’Opera Nazionale per il Mezzogiorno d’Italia, che aveva subito ingenti danni a causa del sisma. Questa mattina ad Amatrice si è tenuta una cerimonia per ufficializzare la ripartenza del cantiere alla presenza del Commissario al sisma 2016, Guido Castelli; dell’Assessore alla Ricostruzione della Regione Lazio Manuela Rinaldi; del Sindaco Giorgio Cortellesi, del Vescovo di Rieti, Monsignor Vito Piccinonna, e del Presidente dell’Opera Don Minozzi, don Savino D’Amelio. Si è collegato all’appuntamento anche l’Architetto Stefano Boeri, che ha ideato il Progetto di “Casa Futuro”. Il progetto di Boeri, pur mantenendo i precedenti volumi, costituisce un’opera innovativa per funzioni, materiali e processi di lavorazione. Iniziato nel 2021, il cantiere (il cui valore è di 54,7 milioni di euro) era stato temporaneamente interrotto nel 2023 e, a marzo del 2025, grazie all’impegno del Commissario Castelli, i lavori sono ripartiti con un nuovo gruppo di imprese. L’obiettivo fissato è quello di realizzare e consegnare “Casa Futuro” nel 2027. Dichiarazione del Commissario Guido Castelli: “Questo è un giorno importante non solo per la comunità di Amatrice, ma per tutto il cratere sisma. Il valore materiale, sociale e culturale del Don Minozzi ne fa un simbolo della rinascita dell’Appennino centrale e, dunque, la sua realizzazione è prioritaria per riaccendere la speranza nel nostro futuro e per dimostrare che la ricostruzione è in grado di portare a termine anche gli interventi più sfidanti. Casa Futuro, infatti, oltre a essere un’opera innovativa e sostenibile di altissimo pregio, è il più grande cantiere della ricostruzione privata del sisma 2016 il quale è, a sua volta, il più grande cantiere d’Europa. Elementi che ci danno la dimensione dell’intervento che ci impegna e che tutti insieme vogliamo veder completata il prima possibile”. Dichiarazione dell’Architetto Stefano Boeri: “A distanza di quasi nove anni dalla tragedia del terremoto, il cantiere per la ricostruzione del complesso del Don Minozzi ad Amatrice sta procedendo con l’obiettivo di terminare i lavori entro il 2027. Il cantiere copre un’area di 50.000 mq e riguarda 5 manufatti parzialmente o totalmente compromessi dal terremoto del 24 agosto 2016: si tratta di un progetto fondamentale per tutta l’area del Cratere, perché rappresenterà la prima grande architettura sociale per la comunità di Amatrice”.

Dichiarazione dell’Assessore Manuela Rinaldi: “Quella di oggi è una bella giornata per Amatrice: la ripresa del cantiere Casa Futuro rappresenta un modello di buona amministrazione. L’Ufficio Speciale per la Ricostruzione del Lazio ha sempre fornito il supporto necessario per individuare le soluzioni utili a riprendere al più presto i lavori. Si è trattato di un lavoro basato sulla massima collaborazione, sia per la gestione della sospensione del cantiere sia per la rimodulazione dei tempi di realizzazione, passati da 24 a 48 mesi. La ricostruzione, in uno dei cantieri più grandi d’Europa, continua. Il nostro compito è garantire la massima trasparenza e collaborazione per superare ogni difficoltà e restituire finalmente nuova vita a questo territorio”. Dichiarazione del Sindaco Giorgio Cortellesi: “Speriamo che questa volta sia quella buona. Come noto, il cantiere in questione è stato al centro di tante problematiche che ne hanno ritardato i lavori. Casa Futuro fa parte a pieno titolo della nostra storia ed è uno dei fiori all’occhiello della ricostruzione di Amatrice che ha bisogno di un impegno collettivo da parte di tutti, amministrazione, istituzioni, tecnici, proprietari, imprese. La scommessa che dobbiamo vincere è il veloce ritorno alla normalità”. Il progetto di Casa Futuro è articolato in quattro aree a corte – Corte Civica, Corte del Silenzio, Corte dell’Accoglienza, Corte delle Arti e del Mestieri – ognuna delle quali ospiterà diverse funzioni di utilità sociale, con l’obiettivo di offrire un nuovo spazio pubblico alla città di Amatrice e rappresentare un luogo di accoglienza e formazione aperto alle nuove generazioni. Tra gli aspetti fondamentali di cui il progetto tiene conto, è previsto il recupero del 70% delle macerie del precedente Centro distrutto dal sisma, impiegate per la realizzazione di sottofondi stradali, aree pavimentate e superfici drenanti. Allo stesso modo, particolarmente interessante è il recupero degli elementi di carattere storico presenti sul sito e, in particolare, l’allineamento con la chiesa di Santa Maria Assunta, la Fontana delle Pecore e la Torre Civica di Amatrice, per valorizzare la riconnessione del complesso con il tessuto. Il nuovo gruppo di imprese che sta lavorando sul cantiere, sotto la Direzione Lavori di Stefano Boeri con l’architetto Corrado Longa (Direttore del Dipartimento di Urbanistica di Stefano Boeri Architetti), è guidato dalle imprese Di Vincenzo Dino & C spa, MIC srl, Turla Costruzioni srl, che hanno costituito una società consortile (DMT Scarl). Hofpro ha seguito la progettazione strutturale e segue la direzione lavori delle strutture. Esa Engineering segue la progettazione impianti, energetica, prevenzione incendi, acustica, sottoservizi e direzione lavori degli impianti; ErreB2 è il coordinatore della sicurezza in fase di progettazione e di esecuzione.

Ferentillo, approvato l ‘intervento di miglioramento sismico della chiesa di San Antonio Abate in località Macenano

La Conferenza permanente ha approvato l ‘intervento di miglioramento sismico della chiesa di San Antonio Abate a Ferentillo in località Macenano. La chiesa, di struttura trecentesca, ristrutturata nel XVI secolo, è caratterizzata da una facciata a capanna, portale architravato e campanile a vela a doppio fornice, allocato sul lato destro. Sulla parte lato ovest, si trova un altare settecentesco con una tela di scuola romana raffigurante San Giacomo Apostolo. Il progetto prevede la scomposizione del manto di copertura per gli interventi di rifacimento della soletta e per risolvere i problemi di infiltrazione, perfori armati per evitare il meccanismo di ribaltamento della vela, muratura scuci-cuci per le lesioni più consistenti, la stilatura dei giunti, installazione di intonaco armato all’interno della sagrestia in fibra di vetro e la riparazione localizzata degli altari laterali. Il costo totale è di 186.000,00 euro.

“Ringrazio il Presidente della Regione Stefania Proietti, l’Arcivescovo Renato Boccardo, l’Ufficio ricostruzione e i tecnici e il sindaco Elisabetta Cascelli per la fattiva collaborazione. Insieme stiamo lavorando con forza per restituire tutte le nostre splendide chiese ai nostri concittadini. È un lavoro complesso ma molto importante per tutto il territorio” ha dichiarato il Commissario straordinario alla ricostruzione sisma 2016 Guido Castelli.

“Diamo il via alla ricostruzione di questa chiesa da tempo chiusa al culto che si trova in una frazione dislocata, dove la mancanza di questa chiesa si è molto sentita- aggiunge il sindaco Elisabetta Cascelli – Tutta quella zona si sta riqualificando grazie ad una serie di progetti di riqualificazione urbana; a breve sarà rifatta anche la piazza e tutto il percorso che da questa chiesa raggiunge l’Abbazia di San Pietro in Valle. Non solo la chiesa dunque, ma c’è anche la ristrutturazione del borgo di Macenano”.

Roccafluvione, progetto esecutivo approvato per la palestra polifunzionale

L’Ufficio Speciale Ricostruzione ha approvato il progetto esecutivo della palestra polifunzionale di Roccafluvione, nel Piceno, per un importo di 390.000 euro.

Si tratta di un intervento ricompreso all’interno dell’ordinanza numero 137 del 2023, che punta a riparare i danni, ridurre il rischio sismico, sistemare il manto di copertura e sostituire il sistema di regimentazione delle acque nella zona dove sorge il fabbricato, in via Nenni.

«La ricostruzione non riguarda solo il recupero degli edifici danneggiati, ma anche la restituzione di spazi fondamentali per la vita sociale e sportiva delle comunità – spiega il commissario straordinario Guido Castelli -. La palestra di Roccafluvione rappresenta un presidio importante per il benessere e l’aggregazione, soprattutto per i più giovani.  Ringrazio l’Usr, il sindaco di Roccafluvione Emiliano Sciamanna, sempre solerte e attento nel porre altre questioni per il suo comune e che può senz’altro ritenersi soddisfatto, e tutti i soggetti coinvolti per il lavoro svolto con impegno e competenza, tra cui la Regione Marche guidata dal presidente Acquaroli».

L’edificio ha una superficie di circa 1.270 metri quadrati, comprensiva di campo da gioco, spogliatoi e locali accessori al piano terra e tribuna al primo piano. Tra gli interventi previsti, l’applicazione di un presidio antiribaltamento sulle tamponature, la cucitura di una lesione sulla tribuna, il ripristino del copriferro di parte della struttura portante e la manutenzione della copertura con sostituzione di parte delle viti di fissaggio dei pannelli sandwich. Il Commissario Castelli sarà sempre attento alle esigenze del territorio, anche attraverso le prossime ordinanze per equilibrare i territori, le esigenze e le vere necessità.

Rapagnano, si lavora sulla scuola “Rodari”

Ha preso il via l’intervento sulla nuova scuola Materna e Primaria “Rodari” di Rapagnano (Fm) situata in località San Tiburzio, che conta un contributo complessivo di 5,4 milioni, di cui l’Ufficio Speciale Ricostruzione ha appena liquidato 1,3 milioni.

Le lavorazioni prevedono la demolizione dell’edificio scolastico esistente e la nuova costruzione di un complesso edilizio che include l’adeguamento sismico dell’adiacente palestra.

«La ricostruzione post-sisma rappresenta una sfida fondamentale per il rilancio dei nostri territori, e l’edilizia scolastica ne è uno dei pilastri più importanti – spiega il commissario straordinario Guido Castelli -. Investire in scuole nuove, sicure e moderne significa investire nel futuro delle nostre comunità e dei nostri giovani. Ringrazio i Comuni, l’Usr e la Regione March guidata dal presidente Acquaroli per l’impegno e la collaborazione che stanno dimostrando in questo percorso condiviso di rinascita e sviluppo».

«Avere una scuola sicura è il sogno di ogni Sindaco, ma prima di tutto è il desiderio di ogni famiglia. Sapere che i propri figli possono crescere e formarsi in ambienti moderni, sicuri e accoglienti è un diritto che dobbiamo garantire con tutte le nostre forze.  Per questo siamo molto felici dell’avvio di questo importante cantiere, che rappresenta un’ulteriore conferma dell’attenzione che l’Amministrazione Comunale ha sempre riservato alla qualità dell’edilizia scolastica.  Rapagnano ha sempre avuto scuole all’avanguardia e questo intervento è una nuova opportunità che abbiamo voluto e saputo cogliere per continuare a garantire alle future generazioni spazi sempre migliori.  Ringraziamo il Commissario Castelli per la vicinanza e l’attenzione dimostrata verso Rapagnano e per il prezioso lavoro di squadra che ci permette di guardare al futuro con rinnovata fiducia» ha commentato il sindaco Elisabetta Ceroni.

Al termine dell’intervento, previsto entro la fine del 2026, si avrà un corpo unico che ospiterà le sezioni, corridoi distributivi con affaccio su cortili esterni o “chiostri” interni, spazio ricreativo protetto, portineria, atrio-agorà, aule ordinarie, speciali e per attività libere, interciclo e integrative, mensa, cucina e spogliatoi.

Verrà realizzato anche un tetto-giardino sulla parte sud della copertura, in corrispondenza delle corti interne coperte.

Castelsantangelo sul Nera, approvato il progetto di demolizione e ricostruzione della sede comunale

Grazie all’impulso e al coordinamento della Struttura Commissariale, si è svolta con esito positivo la Conferenza dei Servizi relativa all’intervento di demolizione e ricostruzione della sede comunale con ampliamento sull’edificio adiacente, situata nella località Capoluogo del Comune di Castelsantangelo sul Nera.

L’intervento rappresenta un passaggio cruciale nel percorso di ricostruzione post-sisma previsto dall’Ordinanza Speciale n. 14 del 2021. Con questa ultima seduta, si chiudono formalmente tutte le Conferenze dei Servizi previste dalla medesima ordinanza, segnando un risultato concreto e significativo per il territorio.

Il progetto prevede la realizzazione di un nuovo edificio comunale con struttura in acciaio e calcestruzzo, impostato su due livelli fuori terra, dotato di pensilina fotovoltaica e soluzioni per l’efficientamento energetico tali da garantire la classificazione NZEB (edificio a energia quasi zero). L’opera, che rivestirà funzione strategica in quanto sede dell’amministrazione comunale, si inserisce pienamente nei criteri di sicurezza, sostenibilità e durabilità fissati dalle più recenti normative tecniche.

Il costo complessivo dell’intervento ammonta a 2.851.141,43 euro, comprensivo anche della quota incentivabile tramite il Conto Termico, pari a 298.575,25 euro.

L’obiettivo raggiunto è frutto di un costante lavoro congiunto tra la Struttura Commissariale, l’Ufficio Speciale per la Ricostruzione, il Comune in qualità di soggetto attuatore e i tecnici incaricati, che ha permesso di superare criticità tecniche ed economiche e di giungere a una soluzione progettuale condivisa e sostenibile.

“Questo progetto rappresenta un passo importante per una sede comunale efficiente, sicura, accogliente e vicina ai bisogni della comunità. Ringrazio il Presidente della Regione Francesco Acquaroli, l’Ufficio ricostruzione e il sindaco Alfredo Riccioni per la fattiva e proficua collaborazione” ha spiegato il Commissario alla ricostruzione sisma 2016 Guido Castelli.

Il Ministro Abodi alla presentazione del Festival della Restanza e della Tornanza

L’avvio ufficiale del primo Festival della Restanza e della Tornanza, dal titolo Restare, partire, tornare – I giovani di fronte al terremoto demografico, promosso dalla Struttura commissariale sisma 2016, dal Ministro per lo Sport e i Giovani, attraverso il Dipartimento per le Politiche Giovanili e il servizio civile universale, in programma dal 20 al 22 giugno al Parco della Pace di Colli del Tronto, dedicato al futuro delle aree interne, alla voce dei giovani e alla rinascita del Centro Italia. La conferenza stampa si terrà  a Roma, il prossimo 18 GIUGNO alle ore 11.00 a Palazzo Chigi, Piazza Colonna, 370.

Interverranno:

Andrea Abodi – Ministro per lo Sport e i Giovani

Guido Castelli – Commissario Straordinario alla Ricostruzione Sisma 2016

Stefano Zurlo – Giornalista e direttore artistico del Festival

 

Acquasanta Terme, via libera alla ricostruzione del Municipio

«Dopo l’ok della Conferenza regionale, l’Ufficio Speciale Ricostruzione ha approvato il progetto esecutivo per la riparazione del Municipio di Acquasanta Terme, nel Piceno».

A dare notizia di questo nuovo e fondamentale step della pratica è il commissario straordinario alla ricostruzione Guido Castelli, che aggiunge: «Si tratta di un momento importante per uno dei comuni più danneggiati dal terremoto. La nostra opera di rilancio dell’Appennino centrale passa attraverso sicurezza, innovazione e futuro, strada che stiamo percorrendo grazie anche alla fattiva collaborazione degli stessi Comuni, dell’Usr e della Regione Marche guidata dal presidente Acquaroli».

«Un’opera pubblica fondamentale per Acquasanta. Insieme alle altre opere che stiamo appaltando, non fa altro che indicare la strada che ci porta verso una ricostruzione che, dopo la parte privata che ha raggiunto numeri importantissimi e con molte persone che sono rientrate nelle loro abitazioni, vede anche quella pubblica fare uno scatto in avanti e che ci porta ad avviare tanti cantieri. Pensiamo sempre più in positivo nei confronti degli abitanti di Acquasanta e rende soddisfatti noi amministratori che abbiamo lavorato molto. Un ringraziamento a tutti i tecnici comunali, dell’Usr e della struttura commissariale, ma anche ai tecnici che hanno effettuato la progettazione, sempre attenti alle esigenze dell’Amministrazione comunale» ha dichiarato il sindaco Sante Stangoni.

Per l’edificio, inagibile dopo il sisma del 2016/2017, è stata richiesta una copertura finanziaria di 3,7 milioni; sarà demolito e ricostruito seguendo la sagoma originaria, con un rivestimento in travertino che richiama il paesaggio locale e conferisce un aspetto monumentale, armonizzandosi con il contesto storico.

I servizi per i cittadini saranno concentrati al piano terra (protocollo, Polizia locale, Protezione civile, archivio), mentre al primo piano troveranno spazio sala consiliare, anagrafe, segreteria, uffici del sindaco e vicesindaco, e ufficio finanziario. Il terzo piano ospiterà gli uffici tecnici e amministrativi.

Saranno inoltre presenti spazi indipendenti per la Pro loco, la Quintana e un poliambulatorio. È prevista anche la ricostruzione della torre civica con orologio, documentata da una cartolina del 1937. Infine, due corpi di fabbrica guideranno il passaggio pedonale verso un’area verde centrale, creando un collegamento visivo e funzionale tra le due piazze.