Proseguono gli interventi in favore del Garage battipista Monteprata a Castelsantangelo sul Nera

Proseguono gli interventi in favore del Garage battipista Monteprata nel Comune di Castelsantangelo sul Nera. E’ stato disposto il trasferimento di 406.073,86 euro della somma prevista per l’intervento che è di 2.030.369,29 euro. Il progetto riguarda la realizzazione di un nuovo accesso agli impianti con incluso un garage per i mezzi battipista, strumenti fondamentali per la stagione sciistica del territorio.  L’intervento consiste nella demolizione e ricostruzione dell’edificio esistente ma consentirà anche agli sciatori provenienti dal parcheggio di attraversare la pista da sci per accedere agli impianti di risalita. Verrà realizzato un passaggio pedonale interrato che ospiterà i nuovi garage e una serie di attività a disposizione degli impianti.

“La stagione turistica è un asse fondamentale per la rinascita di tutti i Sibillini. Il turismo invernale ha bisogno di questi interventi per garantire sicurezza ed efficienza a tutto il sistema, il cambio di passo aiuta anche i nostri operatori turistici sul territorio- dichiara il Commissario straordinario sisma 2016 Guido Castelli – Ringrazio il presidente della Regione Francesco Acquaroli, l’Ufficio ricostruzione e il sindaco Alfredo Riccioni per la sinergia e la stretta collaborazione. Insieme si può fare molto”.

“E’ un intervento importante per le piste. Ci sarà uno spazio per le forze dell’ordine e un punto noleggio di materiali per lo sci- spiega il sindaco Alfredo Riccioni- Con le nuove regole degli impianti scioviari, diventa un progetto di rilievo. Di neve ne abbiamo ma non sufficiente per aprire gli impianti e a breve ci sarà il collaudo”.

 

Giornata della montagna, Castelli “Nell’appennino centrale già in atto gli indirizzi dell’Onu”

Oggi si celebra la Giornata internazionale per la montagna, che ha un valore e un significato particolarmente rilevante per l’Appennino centrale.  Il tema scelto per quest’anno è ‘Soluzioni per la montagna per un futuro sostenibile: innovazione, adattamento, giovani e non solo’. Possiamo dire che nei territori del sisma non ci siamo limitati alle celebrazioni, ma stiamo attuando concretamente tutti i temi scelti dall’ONU per questa giornata. La ricostruzione, la riparazione e il rilancio economico e sociale del cratere sisma 2016 stanno procedendo all’insegna proprio dell’innovazione, della sostenibilità, dell’adattamento ai cambiamenti climatici e del contrasto allo spopolamento, con particolare attenzione ai giovani”.

Lo afferma il Commissario Straordinario al sisma 2016, Guido Castelli.

“L’Italia è per due terzi montuosa o alto collinare: una condizione a lungo dimenticata che, a causa degli effetti della doppia crisi climatica e demografica, torna prepotentemente all’attenzione e alla quale il Governo Meloni si sta dedicando con particolare attenzione. A conferma di questo nuovo approccio c’è il fatto che recentemente al Senato è stato approvato il Ddl sulla Montagna che ora è passato alla lettura della Camera. Si tratta di una misura attraverso il quale si vuole riconoscere come obiettivo di interesse nazionale la crescita economica e sociale delle zone montane. Nel frattempo, con il Laboratorio Appennino centrale, stiamo offrendo un patrimonio di esperienze e soluzioni indirizzate a dare un nuovo futuro ai territori dell’Appennino centrale e di tutte le aree montane del Mediterraneo”.

 

 

Imprese: siglato il protocollo d’intesa tra il Commissario Castelli e C.Next

Promuovere un rapporto di collaborazione istituzionale in favore dei territori colpiti dai sismi avvenuti nel Centro Italia tra il 2016 e il 2017, volto a favorire la crescita occupazionale, economica e sociale e a rafforzare la valorizzazione del patrimonio culturale, ambientale, edilizio e sociale.

 

Queste, in sintesi, le finalità del protocollo d’intesa siglato oggi a Roma dal Commissario Straordinario al sisma 2016, Guido Castelli e dall’Amministratore delegato di C.NEXT, Stefano Soliano, nel corso di una conferenza stampa che si è tenuta presso la Sala Monumentale della Presidenza del Consiglio. Tra i presenti anche Alessandro Bono, Presidente del Consiglio Comunale di Ascoli Piceno, e Stefano Massari, Esperto Struttura Commissariale. Ha partecipato anche una folta rappresentanza di Confindustria di Ascoli Piceno.

L’iniziativa viene avviata nei territori marchigiani del sisma e sarà estesa anche alle altre tre regioni (Abruzzo, Lazio e Umbria) del cratere 2016, come parte integrante dell’azione di rivitalizzazione finalizzata a promuovere opportunità nei confronti delle imprese di questa vasta area, che si estende per complessivi 8 mila chilometri quadrati.

Sviluppo e contrasto allo spopolamento, infatti, sono le due leve sulle quali si sta agendo per dare un nuovo futuro ai territori dell’Appennino centrale. Territori che già da tempo soffrivano di un impoverimento economico e demografico, accentuato dagli eventi sismici distruttivi avvenuti. L’odierno Protocollo mette in sinergia l’operato del Commissario Straordinario Castelli, al quale è affidata anche l’opera di riparazione sociale ed economica del cratere sisma, con C.Next, la rete nazionale che riunisce centinaia di aziende che collaborano per realizzare progetti di innovazione e sviluppo di poli territoriali, favorendo la rigenerazione in chiave economica, urbana e sociale di aree dismesse.

Guido Castelli, Commissario straordinario al Sisma 2016: “La rinascita dell’Appennino centrale necessita prioritariamente della ricostruzione materiale che, tuttavia, da sola non è sufficiente per garantire un futuro di prosperità ai nostri territori. Per questo l’innovazione rappresenta un prerequisito rispetto all’opera di riparazione economica e sociale. È il motore della crescita dal momento che è in grado di generare processi finalizzati allo sviluppo imprenditoriale all’incremento occupazionale e alla valorizzazione del grande patrimonio storico, culturale e ambientale custodito nei nostri borghi. L’innovazione è ritenuta fondamentale anche dal Governo Meloni, che sta dedicando una particolare attenzione a questo comparto confermata anche dalla Legge di bilancio, in corso di definizione, dove sono state presentate due misure importanti: i fondi pensione dovranno investire una quota nelle attività di venture capital, e dunque nelle startup, ed è aumentato il credito d’imposta per gli investimenti privati in startup, limitatamente alla fase di ideazione. Sostenibilità economico gestionale, coinvolgimento del territorio, aggregazione delle reti, azioni di sistema: stiamo agendo per sollecitare quella cultura dell’innovazione che rappresenta un potente strumento di contrasto allo spopolamento di cui soffrono queste aree. Perché è attraverso la creazione di opportunità di lavoro, l’accesso a servizi di qualità, una maggiore capacità attrattiva, che possiamo indurre le persone, soprattutto i giovani, a restare nell’Appennino centrale. Questo è proprio ciò che stiamo facendo oggi con C.NEXT. La sigla di questo protocollo è l’ultimo, importantissimo, tassello di quell’insieme di iniziative che la Struttura Commissariale sta adottando proprio al fine di rafforzare la competitività e le potenzialità delle nostre comunità”.

Stefano Soliano, Amministratore Delegato C.NEXT Spa: “Il protocollo d’intesa sottoscritto con la Struttura Commissariale sisma 2016 rappresenta per C.NEXT un riconoscimento importante per il supporto che, attraverso l’innovazione, possiamo fornire alle imprese e, in termini più generali, alla ripresa economica e alla lotta contro lo spopolamento dei territori del cratere sisma. Con questi obiettivi abbiamo già avviato nelle Marche uno dei nostri poli d’innovazione, C.NEXT Piceno, e stiamo lavorando anche su altri territori del cratere. Valorizzare le aziende inserendole in un sistema nazionale di innovation transfer da impresa a impresa genera un circolo virtuoso a vantaggio di tutte le parti coinvolte. Con questa convinzione, ci mettiamo quindi a disposizione del territorio con le nostre competenze e la nostra esperienza”.

 

La Struttura Commissariale e C.NEXT opereranno sul territorio del cratere sismico generando per il sistema (imprese e istituzioni), opportunità di sviluppo economico e sociale attraverso l’innesto di pratiche di innovazione, operando su technology transfer e aggregando competenze tecniche, tecnologiche, di metodi e di processi derivanti tanto dal settore pubblico (università e centri di ricerca) che dal settore privato (imprese, associazioni, fondazioni). Le attività che verranno svolte nell’ambito della collaborazione perseguono, attraverso l’innovazione, la riqualificazione sia materiale che immateriale del territorio, al fine di rendere questi luoghi dei nuovi poli. La riqualificazione avverrà sia stimolando la crescita delle imprese presenti, che attraendone di nuove imprese e sviluppando l’imprenditorialità giovanile. Le attività realizzate riguarderanno le seguenti  macrocategorie: formazione sulla cultura e sui temi dell’Innovazione, dimostrazione di pratiche di innovazione, supporto alla nascita ed allo sviluppo di startup innovative, disponibilità di spazi di socializzazione imprenditoriale, creazione di laboratori esperienziali dedicati alle tematiche dell’innovazione, promozione sui mercati nazionali e internazionali delle potenzialità economiche e delle agevolazioni fiscali dell’area del cratere sismico, erogazione di servizi legati all’innovazione in ambito dell’economia sociale e della sostenibilità.

Proseguono gli Interventi di riparazione con miglioramento sismico degli immobili di edilizia residenziale pubblica a Valle Castellana e Colledara

Proseguono gli Interventi di riparazione con miglioramento sismico degli immobili di edilizia residenziale pubblica in via Galileo Galilei n.18 a Valle Castellana e quello in via San Paolo a Colledara. I due lavori fanno parte dell’ordinanza Speciale n.7 del 06 maggio “Interventi di ricostruzione del patrimonio edilizio ATER di Teramo. Per quanto riguarda l’opera in corso a Valle Castellana, sono stati trasferiti   i primi 137.343,99 a disposizione dei lavori del totale complessivo che è di 208.672,44 euro, mentre per quanto riguarda l’intervento a Colledara, sono stati trasferiti 741.728,33 del totale complessivo che ammonta a 1.033.160,31  euro.

“Con questo intervento andiamo a tutelare la casa, bene primario e fondamentale della società – dichiara il Commissario alla Ricostruzione Sisma 2016 Guido Castelli – Parliamo di un bisogno importante per le comunità di tutto il cratere, un altro elemento per restituire normalità a tutta la cittadinanza ferita dalle conseguenze del terremoto del 2016. Tutto questo è possibile grazie alla sinergia con la Regione Abruzzo, guidata da Marco Marsilio l’Ufficio Ricostruzione e l’Ater guidato dal nuovo presidente Alfredo Grotta, al quale faccio i miei auguri per un buon lavoro. Il cambio di passo si evidenzia anche grazie ad una filiera istituzionale che collabora con efficacia”.

 

Sisma 2016: avviata la ricostruzione unitaria di Tufo di Arquata

Questa mattina sono partiti i lavori di ricostruzione di Tufo, frazione di Arquata del Tronto distrutta a causa della scossa del 24 agosto 2016. Un’inaugurazione di particolare importanza, dal momento che i residenti di Tufo si sono uniti per realizzare una ricostruzione unitaria: si tratta del primo esempio di ricostruzione complessiva post-sisma (comprensiva dei sottoservizi) che viene avviato nelle Marche. Il progetto unitario riguarda la ricostruzione privata e non interessa solo un edificio o un aggregato, ma tutta la frazione, i mini-condomini e le case singole. Per i 13 aggregati di cui si compone Tufo, infatti, è stato contrattualizzato un unico gruppo di tecnici e un’unica impresa.

All’inaugurazione dei lavori era presente anche il Commissario Straordinario al sisma 2016 Guido Castelli che ha dichiarato: “Auspichiamo che ci siano tanti altri casi in cui potremo proporre questo tipo di intervento che viene realizzato a Tufo, che merita di essere evidenziato perché è un progetto unitario. Ovvero, tutti gli abitanti di questa frazione hanno avuto l’intelligenza di affidarsi agli stessi progettisti, alla stessa impresa in maniera tale che i lavori possano essere fatti bene e presto. Ricordo spesso che la ricostruzione è una creatura viva che dipende da tanti fattori e uno di questi è la concordia e il carattere cooperativo dei privati perché, quando c’è, rende tutto più facile. Grazie alla collaborazione che ho avuto con Riccardo Moscati e i membri del comitato di Tufo, abbiamo fatto quello che il grande statista tedesco Adenauer diceva essere il segreto della politica: avvicinare il possibile dal desiderabile. A Tufo è stato fatto e ora possiamo guardare con fiducia ma anche con concordia al futuro di questa frazione. I primi passaggi dei lavori prevedono gli interventi per la parte pubblica perché, come è noto, saranno necessarie strade e sottoservizi. Subito dopo sapremo come costruire le strutture di questa frazione che si trova in uno dei territori più martoriati dell’Appennino centrale a causa del sisma. Rispetto alle tempistiche prevediamo che tra circa tre anni tutti i cittadini di questa frazione potranno rientrare nelle loro case e godere di questo meraviglioso panorama. Siamo tra Lazio, Marche, l’Abruzzo non è distante e neppure l’Umbria, siamo proprio nell’ombelico del cratere ci fa piacere che presto sentiremo il rumore dei muratori, dei carpentieri, delle ruspe, dei che sarà un rumore che spezzerà questo silenzio durato otto anni”.

Il Sindaco di Arquata del Tronto, Michele Franchi ha dichiarato “Si tratta di giornata fondamentale per il rilancio di questo territorio. Iniziare i lavori qui a Tufo è davvero qualcosa di straordinario, soprattutto per la popolazione di questa frazione che ci ha creduto tanto in questi anni, l’hanno dimostrato restando uniti e trovando la soluzione per agire velocemente. Quindi consorziarsi, aggregarsi, è stato un ottimo lavoro che hanno fatto e li ringrazio davvero. Quando si lavora di squadra si arriva sempre ai risultati, con la Struttura commissariale, con l’USR, con gli uffici tecnici abbiamo lavorato per far sì che questo giorno arrivasse il prima possibile. Ecco, questo è un giorno di speranza anche per gli altri perché, dopo Tufo ne partiranno altri: abbiamo approvato il programma di tante frazioni e ci auguriamo di darvi delle notizie positive nei prossimi giorni. L’inizio dei lavori è quello che chiede la popolazione: vedere le gru, vedere le partenze, questo inizio lavori: quello che dobbiamo fare è dare la speranza a chi ancora ci crede e ancora siamo in tanti fortunatamente a crederci. Oggi è una giornata di concretezza e di inizio lavori, una giornata che dedico alla memoria del sindaco Petrucci, che vorrei ricordare perché, quando è venuto il terremoto eravamo insieme e una giornata come questa fa riconcilia con gli sforzi che abbiamo fatto tutti quanti”.

 

Carlo Moscati, coordinatore del consorzio proprietari di Tufo ha dichiarato:
Questa iniziativa nasce dalla volontà di tutti i proprietari, insieme a loro ci siamo riuniti, fin dalle prime fasi, per cercare di capire come progettare, tra virgolette, il futuro. È emersa la consapevolezza in tutti che l’unica maniera per uscirne fuori era quella di avere uno spirito unitario. E seguendo questo spirito, siamo giunti alla conclusione che la soluzione migliore era quella di procedere verso un progetto unitario, quindi una ricostruzione omogenea di tutta la frazione, affidandoci a un’impresa unica, in modo che la cantierizzazione avvenisse in modo sincronizzato, Questo di Tufo è un modello, quindi potrebbe essere replicato benissimo in altre aree cratere, perché è la soluzione, secondo noi, che permette di avere una ricostruzione più veloce, omogenea e completa”.

Stefano Panichi, dell’impresa Panichi, ha dichiarato: “Questo è un grande risultato soprattutto di coesione tra i cittadini, i tecnici, le imprese e le istituzioni. Grazie a tutto ciò si sono notevolmente accorciati molti passaggi che spesso, portano solo a perdite di tempo. Qui con l’armonia di tutte le parti si è raggiunto un bell’obiettivo”.

L’intervento per la ricostruzione di Tufo è stato frazionato in tre grandi blocchi, sulla base della suddivisione della frazione: zona inferiore, centrale e superiore. La prima fase prevede la riedificazione di 16 abitazioni, la seconda di 24 abitazioni e la terza di 5 abitazioni per un totale di 45 abitazioni e di 17 tra magazzini e depositi. La realizzazione dei lavori è stata affidata ad un consorzio unico di imprese (Panichi Strever) e, trattandosi di un’area perimetrata, la ricostruzione non avverrà a macchia di leopardo. Il punto di partenza del progetto sarà deciso dai tecnici che valuteranno la logica della cantierizzazione. Il tutto è stato studiato con i tecnici, il consorzio d’imprese, il Commissario Straordinario al sisma e il Comune di Arquata del Tronto.

Iniziano i lavori di ristrutturazione della Cattedrale di Camerino

Iniziano i lavori di ristrutturazione della Cattedrale di Camerino. Alla presenza del Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano, del Commissario alla Ricostruzione Sisma 2016 Guido Castelli, del Sottosegretario al Mef Lucia Albano, del presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli, dell’Arcivescovo dell’Arcidiocesi di Camerino- San Severino Marche Francesco Massara, sono ufficialmente partiti gli interventi in quello che è un luogo di indiscutibile valore storico ed artistico. Si tratta dell’opera ecclesiale più importante della città di Camerino e di tutto il territorio diocesano colpito dal sisma del 2016. Un grande gesto simbolico è stato quello dell’apertura della porta della Cattedrale, con una breve visita all’interno.

Dopo gli eventi sismici del 2016, i primi interventi di messa in sicurezza furono realizzati nel febbraio 2017 dal Corpo del Vigili del fuoco, che si occuparono della facciata e di una porzione dei campanili.  Sono previsti numerosi interventi tra cui  azioni di scuci-cuci in corrispondenza delle lesioni passanti e non passanti, dei distacchi e delle ammorsature ritenute non idonee all’incrocio di pareti portanti Consolidamento degli archi, frontali e laterali, tramite messa in pressione con zeppe in legno, scuci cuci e iniezioni di malte a base calce con additivi espansivi, consolidamento della copertura tramite installazione di cordolo perimetrale e controventi in acciaio, il ripristino e consolidamento dei setti portanti e dei piloni con consolidamento dei basamenti in pietra e delle murature in elevazione, ripristino e consolidamento delle colonne, la ricostruzione delle porzioni di muratura crollate dei campanili, con consolidamento dei basamenti dei pilastri in marmo e consolidamento all’intradosso delle volte  con riparazione delle parti lesionate previa battitura a campione delle stesse.  Il progetto ha un valore di 7.390.522,85 euro.

 

“Sono molto soddisfatto per l’inizio dei lavori di ricostruzione della cattedrale, dopo ben otto anni dal sisma. Ringrazio l’Arcivescovo Massara, il Commissario Castelli e il Sindaco Lucarelli per l’accelerazione impressa in questi ultimi mesi. Restituire il principale luogo di culto alla città non è solo un fatto dal grande valore simbolico, significa riportare gli abitanti alla dimensione della normalità, ridare alla comunità religiosa un luogo in cui incontrarsi e, in definitiva, attuare concretamente l’articolo 19 della Costituzione, che prevede il diritto di “professare liberamente la propria fede religiosa in qualsiasi forma, individuale o associata, di farne propaganda, e di esercitarne in privato o in pubblico il culto’” ha dichiarato il Sottosegretario Alfredo Mantovano.

 

“Un momento di grande importanza per tutta la città di Camerino e per tutte le Marche- evidenzia il Commissario alla Ricostruzione Sisma 2016 Guido Castelli- L’avvio dei lavori nella Cattedrale è un chiaro ed evidente segno di come la ricostruzione abbia indubbiamente cambiato passo e i risultati si vedono. Vogliamo restituire alla comunità la loro Cattedrale, uno dei simboli del sisma del 26 ottobre 2016. In tutto questo è stata fondamentale la sinergia tra le Istituzioni, con il Governo e il Sottosegretario Alfredo Mantovano, il presidente Francesco Acquaroli, l’Arcivescovo Francesco Massara, il sindaco Roberto Lucarelli e l’Ufficio Ricostruzione. Un grande risultato che abbiamo conquistato tutti insieme”.

“La riapertura del cantiere della Cattedrale di Camerino è un momento fortemente significativo nel percorso di ripristino dei nostri territori. Un cantiere che ha una valenza molto simbolica, stiamo lavorando per una ricostruzione che non sia solo materiale ma anche sociale, economica, e coinvolga ogni aspetto delle comunità, per riaggregare le comunità e per dare maggiore forza alla ricostruzione. È un luogo simbolico denso di storia cultura e spiritualità ma è anche un importante traguardo perché è frutto di un grande impegno di tutti i soggetti coinvolti, a partire dal commissario Castelli e dall’Usr Marche. Voglio ringraziare il Sottosegretario Mantovano che ha voluto condividere con noi questo momento e che sempre dimostra l’attenzione concreta del Governo nazionale anche per questo territorio che ha bisogno di risposte concrete” ha sottolineato il presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli.

“L’inizio dei lavori nel cantiere, dopo otto anni dal sisma, è l’evento più importante per la nostra Arcidiocesi-dichiara l’Arcivescovo Francesco Massara – Ringrazio il Sottosegretario Alfredo Mantovano, il Commissario Guido Castelli per il suo continuo sostegno per l’opera di ricostruzione, il presidente della Regione Francesco Acquaroli per la sua vicinanza al territorio,  tutti i Sindaci e le autorità civili e militari che ci hanno onorato della loro presenza, dimostrando che un lavoro di squadra può realizzare le attese del nostro territorio”.

“Con l’apertura del cantiere restituiamo un segno di comunità a tutta la città. Il grazie va all’Arcivescovo Francesco Massara, che con il suo impegno legato alla ricostruzione, ha portato questo risultato sul nostro territorio- dichiara il sindaco Roberto Lucarelli – Un grazie anche ai tecnici che hanno lavorato e portato avanti un progetto complicato, considerato anche il danno della struttura. Un grazie anche al Commissario Castelli, sempre attento alla nostra città e sempre presente nei confronti delle nostre esigenze. Insieme, nel 2025, daremo il via agli interventi di ricostruzione pubblica con tanti interventi che saranno in campo”.

 

San Ginesio, 5 milioni per il Convento di Santa Maria delle Grazie

«L’Ufficio Speciale Ricostruzione ha dato l’ok alla concessione del contributo di 5,2 milioni per il Convento di Santa Maria delle Grazie di San Ginesio, nel Maceratese».

A darne notizia è il commissario alla ricostruzione Guido Castelli, che aggiunge: «L’opera di rilancio del cratere sismico passa attraverso diversi canali, e li stiamo percorrendo tutti allo stesso modo poiché la rinascita di questi luoghi non può lasciare indietro niente e nessuno. Ringrazio come sempre per la puntualità il lavoro sinergico portato avanti con Usr e con la Regione guidata dal presidente Acquaroli».

Il progetto di riparazione post sisma del grande immobile, composto da tre unità strutturali per un totale di circa 1100 metri quadrati, si concentrerà sulla parte più antica dell’attuale Istituto delle Suore Francescane, risalente ai primi anni del XVII secolo, e sulla parte più recente del convento, costruita negli anni ’70. Resta esclusa da questo progetto la chiesa di Santa Maria delle Grazie, che segue un altro canale di finanziamento.

Nel primo caso, a livello architettonico, l’intervento prevede la pulitura delle facciate esterne, la ridistribuzione interna al piano primo al fine di garantire una migliore distribuzione delle stanze e servizi igienici più ampi e funzionali. Contestualmente, si agirà sull’efficientamento energetico dell’immobile.

Sulla seconda unità strutturale, è stato proposto un intervento di miglioramento sismico e di riqualificazione estetica.

 

Saranno inaugurate a inizio 2025 le stazioni dei Carabinieri di Arquata e Montereale

Dopo la consegna e l’inaugurazione, il 30 ottobre scorso, della nuova caserma dei Carabinieri e Carabinieri Forestali a Pieve Torina, con l’inizio del prossimo anno diventeranno operative ulteriori due strutture dell’Arma presenti in comuni del cratere sisma 2016 e oggetto di lavori: quella di Arquata del Tronto (Ascoli Piceno) e di Montereale (L’Aquila). È questo uno dei dati emersi oggi nel corso della riunione che si è tenuta a Roma, presso il Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri, per compiere una ricognizione e aggiornamento rispetto ai lavori in corso presso le caserme dei Carabinieri e Carabinieri Forestali che, a seguito dei danni subiti dal sisma del 2016, hanno necessitato di interventi di ricostruzione o di riparazione. All’incontro erano presenti il Generale di Brigata Antonio di Stasio, il Commissario Straordinario al sisma 2016 Guido Castelli, Il Direttore dei Servizi al Patrimonio dell’Agenzia del Demanio e Massimo Babudri e il Direttore della Struttura per la Progettazione dell’Agenzia del Demanio, Massimiliano Marzo.

Il Commissario al sisma 2016 Guido Castelli ha dichiarato: “Quella di Pieve Torina è stata la prima caserma ricostruita inaugurata dopo il sisma del 2016, adesso sappiamo che da qui a breve ne verranno consegnate altre due; ad Arquata del Tronto e a Montereale. È un altro, ulteriore, segnale tangibile di quel cambio di passo che abbiamo impresso alla ricostruzione. In particolare, le caserme dell’Arma sono presidi di legalità e sicurezza fondamentali per le nostre comunità: dei punti di riferimento per i cittadini che rendono tangibile la presenza e il controllo dello Stato. Di fronte alla necessità di ricostituire nei nostri borghi questa rete, con i vertici dell’Arma e con l’Agenzia del Demanio da tempo agiamo in stretta collaborazione e abbiamo avviato l’opera di recupero e ricostruzione di 26 presidi il cui completamento è previsto entro la fine del 2026. Un obiettivo che ci induce ad accelerare ulteriormente per portare a pieno compimento questa missione”.

Sono complessivamente 43 gli interventi previsti infrastrutture dei Carabinieri nei territori del sisma 2016 compresi tra Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria. Di questi, 26 sono immobili demaniali e 16 lavori riguardano la ricostruzione (52 milioni di euro finanziati dalla Struttura commissariale sisma) e 10 ristrutturazioni (44,5 milioni finanziati dalla Struttura commissariale sisma). Tra gli interventi di ricostruzione di immobili del Demanio sono stati conclusi quelli per le Caserme di Pieve Torina (MC) e di Arquata del Tronto (AP), per l’autorimessa di Castignano (AP) e per il rifugio di Castelsantangelo sul Nera (MC) mentre, tra i lavori in fase avanzata di esecuzione, ci sono le ricostruzioni delle caserme di Montereale (AQ) e Fiastra (MC) e la ristrutturazione di quella di Ascoli Piceno.

Ascoli, incontro tra Struttura Commissariale, Arengo e Unicam sullo status degli edifici universitari e sui progetti in corso

Si è svolto ad Ascoli un incontro tra il Commissario Straordinario alla Ricostruzione sisma 2016 Guido Castelli, il sindaco Marco Fioravanti, l’assessore con delega al sisma Domenico Stallone, il Rettore di Unicam Graziano Leoni, il direttore della scuola di Architettura e Design di Unicam Massimo Sargolini, il presidente del Parco dei Sibillini Andrea Spaterna e i tecnici del Comune di Ascoli e dell’Ufficio ricostruzione, per esaminare lo status degli edifici universitari ad Ascoli lesionati dal sisma. Tra questi c’è la riqualificazione del polo dell’Annunziata, che è sede del laboratorio dell’importante progetto sulla qualità dell’abitare finanziato dal fondo Pnc sisma. Si sono approfonditi i tanti progetti che si svolgono negli immobili dell’Università lesionati dal sisma del 2016. Si è discusso anche della prevista realizzazione di un Campus universitario sempre in zona Sant’Angelo Magno che comprenderà 75 posti letto e relativi servizi a favore degli studenti fuori sede. Si creerebbe, in questo modo, un polo ancora più ampio, con un grande sviluppo della ricettività universitaria.

“La sinergia tra le istituzioni è fondamentale, ringrazio il sindaco Marco Fioravanti e la struttura comunale, la Regione Marche e l’Ufficio ricostruzione.  Riportare alla piena funzionalità le sedi di Unicam è un obiettivo fondamentale per tutta la filiera della ricostruzione. L’impegno per il rilancio del polo universitario ascolano è ai massimi livelli, è un volano fondamentale per il rilancio di Ascoli e di tutto il territorio piceno” ha dichiarato il Commissario Castelli.

“Come Amministrazione, stiamo lavorando da tempo a un rilancio dell’intero tessuto universitario del nostro territorio- ha spiegato il Sindaco Marco Fioravanti – Basti pensare all’avvio dei nuovi corsi di laurea avvenuti negli scorsi mesi e ai tanti investimenti che, di concerto con tutti gli attori interessati, sono stati messi in campo finora. La volontà, ora, è di proseguire con la riqualificazione di immobili in cui sarà possibile ospitare lezioni, laboratori o gli stessi studenti, in un più ampio progetto di crescita, valorizzazione e implementazione della rete universitaria cittadina”.

Venarotta, rigenerazione urbana alle fasi finali

Si trova in fase di ultimazione la rigenerazione urbana del centro storico di Venarotta, nel Piceno. L’Ufficio Speciale ricostruzione, infatti, ha liquidato a titolo di acconto il 30% dell’importo previsto dai lavori, vale a dire 273.000, a fronte di un totale che ammonta a 976.040 euro.
Si tratta di un intervento che prevede azioni importanti sullo spazio pubblico urbano, in particolare su piazza Spalvieri, e per cui il Comune riveste il ruolo di soggetto attuatore. Il tutto con l’obiettivo di migliorare la vivibilità dall’interno del borgo come indicato nella sub misura A3 dell’ordinanza relativa al Pnc Sisma, in cui questo intervento è ricompreso.

«I lavori del Pnc Sisma sono stati condotti con estrema diligenza e stanno fornendo una dimensione più vasta e peculiare alla nostra opera di ricostruzione del centro Italia martoriato dalle scosse di terremoto – spiega il commissario alla ricostruzione Guido Castelli -. Tutto ciò è frutto dell’impegno congiunto di tutte le componenti coinvolte, dai Comuni all’Usr passando per la Regione guidata dal presidente Francesco Acquaroli».
Tra le opere in esecuzione, una tribuna all’aperto da 195 posti, fruibile per tutti i tipi di manifestazioni ed eventi, addossata alla scarpata che affaccia sulla piazza, con sedute retroilluminate con luce diffusa proveniente da strisce led.
La stessa piazza Spalvieri è oggetto poi del rifacimento della pavimentazione sull’intera area, inclusi parcheggi e parte della strada.

L’illuminazione verrà uniformata in colori e temperatura della sorgente luminosa, e sarà integrata attraverso due pali posti ai lati della tribuna dotati di tre proiettori: uno per la tribuna, uno per i parcheggi e uno per la piazza.
Ci sarà anche una rampa di collegamento con via Sabatini ed il parco pubblico, accessibile anche a persone con disabilità motorie.

Il concept del nuovo disegno di piazza Spalvieri è il risultato di un insieme di connessioni interne ed esterne dello spazio urbano. Le fasce saranno caratterizzate da una colorazione diversa da quella del fondo della piazza, per un gioco di incroci e sovrapposizioni che danno carattere estetico, oltre a connettere i diversi punti cruciali.
Al fine di evitare di creare un’isola urbana di calore, nel progetto sono state inserite delle vasche verdi lungo tutto il perimetro della piazza per mitigare il fenomeno.