Canzano, approvato l’intervento di miglioramento sismico della chiesa di San Salvatore

Approvato in Conferenza permanente, l’intervento di miglioramento sismico della chiesa di San Salvatore a Canzano, in provincia di Teramo. La chiesa è sita poco fuori del centro abitato del comune di Canzano, un tempo era annessa ad un monastero tenuto dai Padri Benedettini, in un contesto di campagna collocata nei pressi del cimitero cittadino, tanto che nel XVI secolo fu destinata a cappella cimiteriale. Annoverata nell’Elenco degli edifici monumentali della provincia di Teramo, è stata restaurata negli anni 1968-1969. Sulle pareti e sui lati inferiori degli archi sono ben visibili numerosi affreschi, alcuni realizzati tra il XIV ed il XV secolo, ed altri tra il XV ed il XVIII secolo; in particolare, in una nicchia sulla parete sinistra si trova una bellissima Madonna con bambino in trono.

Tra gli interventi previsti c’è il consolidamento murature con iniezioni di malta base calce; la stilatura profonda dei giunti e sarcitura delle lesioni ove presenti, la sarcitura delle lesioni con malta base di calce ed esecuzione dell’intervento “scuci e cuci”, la cucitura a secco delle lesioni sulle murature mediante barre elicoidali, il consolidamento delle fondazioni e sottofondazioni con minipali e del tetto e l’inserimento del cordolo sommitale in acciaio.  L’importo previsto per i lavori è di 1.500.000,00 euro.

 

“Prosegue il cambio di passo che abbiamo intrapreso per restituire ai cittadini luoghi importanti della loro memoria e della loro vita collettiva. Anche questo è un ulteriore segnale di rinascita del territorio, nel segno della bellezza e della coesione sociale- sottolinea il Commissario alla ricostruzione sisma 2016 Guido Castelli – Ringrazio il presidente della Regione Marco Marsilio, il Vescovo Lorenzo Leuzzi, l’Ufficio ricostruzione e il direttore Vincenzo Rivera e il sindaco Maria Marsilii per la loro collaborazione”.

Ricostruzione e rilancio dell’edilizia residenziale pubblica: approvati due progetti a Gagliole e Montegallo

L’Ufficio Speciale per la Ricostruzione ha dato il via libera a due interventi di edilizia residenziale pubblica, destinati a riqualificare immobili comunali danneggiati dal sisma e a restituirli alla comunità con nuove funzioni abitative.

A Gagliole (Mc) è stato approvato il progetto esecutivo per la riconversione dell’ex scuola comunale, situata nel cuore del centro storico tra il castello medievale e la cinta muraria. L’intervento, dal valore di 342.029 euro, prevede la trasformazione dell’edificio – articolato su tre livelli più un sottotetto – in un’abitazione distribuita su due piani, con zona giorno e zona notte collegate da una scala interna. L’immobile, un tempo sede scolastica, ha cambiato destinazione d’uso nel tempo, adattandosi alle esigenze del Comune.

«Dopo tante incertezze, la ricostruzione ha finalmente cambiato passo – conferma il commissario alla ricostruzione, Guido Castelli -. Oggi vediamo i cantieri riempire il territorio del cratere, segno tangibile di un impegno concreto. Vogliamo costruire un Appennino contemporaneo, attrattivo e vivo, che conservi la sua identità ma sia anche capace di offrire nuove opportunità di vita e lavoro. Ringrazio il lavoro costante compiuto dai Comuni, dall’Usr e dalla Regione Marche guidata dal presidente Acquaroli».

A Montegallo (Ap), nella frazione di Propezzano, è stato invece approvato il progetto per la riparazione e il miglioramento sismico di un fabbricato comunale risalente agli anni ’50, che richiede una copertura di 427.309 euro. L’edificio, composto da due unità immobiliari sovrapposte, sarà oggetto di un intervento strutturale profondo: rinforzo delle murature, adeguamento dei solai, realizzazione di un vespaio aerato e miglioramento energetico con nuovi infissi, isolamento termico e caldaie a condensazione. L’obiettivo è restituire due appartamenti sicuri, efficienti e conformi alle normative vigenti, destinati all’edilizia residenziale pubblica.

Ad Ascoli la firma del Protocollo d’Intesa per il rafforzamento dei flussi informativi e delle misure di prevenzione contro i tentativi di infiltrazione mafiosa nei cantieri della ricostruzione pubblica

Venerdì 27 giugno alle ore 12.00 presso la Sala Ceci del Palazzo dell’Arengo, il Commissario Straordinario del Governo per la Ricostruzione Sisma 2016, Avv. Guido Castelli, e il Prefetto Canaparo, responsabile della Struttura di Missione del Ministero dell’Interno, procederanno alla firma del Protocollo d’Intesa per il rafforzamento dei flussi informativi e delle misure di prevenzione contro i tentativi di infiltrazione mafiosa nei cantieri della ricostruzione pubblica e privata con contributo pubblico nei territori colpiti dal sisma del 2016.

La sottoscrizione del Protocollo concluderà la riunione operativa prevista in mattinata tra il Commissario Castelli, il Prefetto Canaparo, i Prefetti delle province interessate, il Direttore Generale della DIA e il Direttore Agenzia unica per le ispezioni del lavoro, dedicata a fare il punto sulle attività di controllo della legalità nei cantieri del cratere sismico.

Il Protocollo – in attuazione dell’Ordinanza n. 2016 del 27 dicembre 2024 “Disciplina delle misure in favore del controllo, della sicurezza e dell’innovazione nei cantieri, ai sensi dell’art. 35 del decreto legge 17 ottobre 2016, n. 189, nei territori delle regioni Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria colpiti dagli eventi sismici a far data dal 24 agosto 2016” ha l’obiettivo di rafforzare la legalità e la trasparenza nei cantieri della ricostruzione attraverso l’interoperabilità dei dati della piattaforma digitale GE.DI.SI. verso gli organi di controllo, velocizzando i controlli antimafia e promuovendo un’azione coordinata tra le istituzioni per prevenire infiltrazioni illecite e tutelare i diritti dei lavoratori.

“Restare, Partire, Tornare” – Un successo straordinario per il primo Festival della Restanza e della Tornanza

Un’ondata di idee, emozioni e partecipazione ha travolto Colli del Tronto nei tre giorni del Festival della Restanza e della Tornanza, che si è chiuso domenica 22 giugno con numeri da record e una straordinaria risposta del pubblico. Oltre duemilacinquecento le persone presenti al Parco della Pace, provenienti da tutta l’Italia centrale per condividere un messaggio chiaro: le aree interne non sono “margini”, ma cuori pulsanti di visioni e responsabilità.
Tre giornate ricche di incontri, dialoghi, laboratori, lezioni spettacolo, concerti e tavole rotonde. Al centro, i giovani e il loro ruolo nella rinascita dei territori colpiti dal sisma del 2016, ma anche più in generale nella rigenerazione dell’Italia profonda, quella dei piccoli paesi, delle montagne, dei borghi, dei legami comunitari.

«Questo Festival è la prova che dalle macerie non nascono solo edifici, ma progetti, relazioni e possibilità. “Restanza” e “tornanza” non sono parole astratte, ma strumenti concreti per dare ai giovani un ruolo attivo nella rinascita e la ricostruzione deve essere soprattutto culturale, sociale, economica. Vogliamo che il cratere post-sisma sia laboratorio di rinascita e modello per tutto il Paese». Ha dichiarato Guido Castelli, Commissario Straordinario per la Ricostruzione 2016 e promotore dell’iniziativa.

A rappresentare pienamente questa visione proiettata in avanti sono stati proprio i più giovani: oltre 500 studenti delle scuole superiori del Piceno e ragazzi del Servizio Civile Universale, hanno attraversato il Festival con entusiasmo e spirito critico partecipando a laboratori su imprenditorialità giovanile, comunicazione, intelligenza artificiale e territorio, accanto a divulgatori come Vincenzo Schettini, fisico e influencer da milioni di follower.
Una presenza non soltanto numerosa ma profondamente significativa: le nuove generazioni sono state l’orizzonte a cui il Festival ha guardato e si è rivolto, dimostrando che restare, partire e tornare possono essere scelte consapevoli e non condizioni imposte.

A portare un contributo, durante l’incontro istituzionale che ha visto sul palco anche il Presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli e il Commissario Castelli, è stato Michele Sciscioli, Capo Dipartimento per le Politiche Giovanili della Presidenza del Consiglio: «Investire nelle energie emergenti significa investire nei territori. Questo Festival è un esempio di alleanza tra istituzioni e chi guarda avanti. I giovani hanno idee, visione, capacità e  sono la chiave per trasformare l’Italia interna in risorsa per il Paese. Il governo continuerà a stare al loro fianco, con l’impegno di ascoltarli e sostenerli con politiche concrete e lungimiranti».
Grande attenzione per i talk istituzionali e culturali dell’ultima giornata. Nella tavola rotonda “La crisi di una civiltà e l’avvilimento dei cuori”, coordinata da Angelo Mellone, giornalista e direttore del daytime Rai, si sono confrontati il poeta, scrittore e drammaturgo Davide Rondoni e Padre Francesco Piloni, Ministro della provincia serafica di S.Francesco d’Assisi di Umbria e Sardegna, in un dialogo intenso su spiritualità, fragilità contemporanee e resistenza interiore. E proprio Mellone ha sottolineato il valore simbolico e strategico del Festival: «C’è una parte d’Italia che non si arrende. Qui ho visto intelligenze e sensibilità capaci di dare forma a una nuova idea di patria: non nostalgia, ma progetto. Restare o tornare deve essere una scelta libera, bella, desiderabile. L’entroterra non è un museo, è il luogo della complessità, del senso, della profondità. L’entroterra italiano è il luogo dove vanno costruite e pensate le nuove città».
A seguire, il panel “Giovani e imprenditoria: come creare opportunità nelle aree interne”, coordinato dal senatore e giornalista Tommaso Cerno, ha visto la partecipazione del Rettore dell’Università Politecnica delle Marche Gian Luca Gregori e dell’imprenditore e mecenate Brunello Cucinelli, simbolo di un nuovo umanesimo applicato all’economia. Un confronto ricco e ispirato, che ha messo in luce le condizioni necessarie per far nascere impresa nei territori dell’Italia interna.
Sempre nell’ambito del rilancio economico e sociale del cratere sismico, il direttore artistico del festival Stefano Zurlo ha consegnato targhe di riconoscimento a giovani ed imprenditori che si sono distinti per impegno, innovazione e capacità di visione nel contesto delle aree terremotate.

Il Festival ha rappresentato un modello replicabile di rigenerazione territoriale, mettendo in connessione scuola, impresa, cultura e comunità. Un ponte tra costa ed entroterra, tra chi è rimasto e chi vuole tornare, tra le ferite del sisma e una nuova progettualità condivisa.

Le serate si sono concluse con concerti e momenti di festa collettiva, in un mix tra musica, tradizione e futuro.

Il Festival della Restanza e della Tornanza si conferma un punto di riferimento nazionale per la rigenerazione dell’Italia interna. Un luogo dove idee, emozioni e visioni diventano azioni concrete.

Colli del Tronto inaugura il primo Festival della Restanza e della Tornanza

Con un’apertura carica di emozione, visione e partecipazione, si è conclusa la prima giornata del Festival della Restanza e della Tornanza, l’evento che per tre giorni, dal 20 al 22 giugno, trasforma Colli del Tronto nel cuore pulsante di un nuovo racconto per le aree interne dell’Appennino centrale. Un’occasione unica di confronto intergenerazionale e multidisciplinare, capace di mettere al centro il coraggio di restare, la forza di tornare e la responsabilità di ricostruire.

Al Parco della Pace, centinaia di persone hanno preso parte alla cerimonia di apertura, introdotta dal Sindaco di Colli del Tronto Andrea Cardilli, dal Presidente della Camera di Commercio delle Marche Gino Sabatini, dal Presidente di ANCI Marche e Sindaco di Ascoli Piceno Marco Fioravanti e dal Sottosegretario di Stato al MEF Lucia Albano. Presente anche il Commissario straordinario alla ricostruzione sisma 2016, Guido Castelli, tra i principali promotori del Festival.

“Il Festival nasce intorno all’idea che il futuro delle aree interne è, per noi, l’asse portante della nostra identità e la culla dell’autenticità che contraddistingue la nostra regione. Quella della ricostruzione post-sisma era una delle più grandi sfide aperte. In questi anni, le abbiamo riservato l’attenzione che era dovuta e necessaria, mettendo al centro della nostra agenda non solo il ripristino materiale dei territori colpiti così duramente, ma anche e soprattutto il rinsaldare le comunità e rilanciare l’economia e la sfera sociale del cuore del nostro Appennino” ha dichiarato Francesco Acquaroli, Presidente della Regione Marche, che ha aggiunto: “Ospitare nelle Marche la prima edizione del Festival della Restanza e della Tornanza assume un valore speciale. Quello della testimonianza, della tenacia e della determinazione di chi come noi continua a credere nei nostri territori e lavora, giorno dopo giorno, con l’unico obiettivo senza il quale non ci sarebbe ragione né di restare né di tornare: il futuro.

La giornata è proseguita con due momenti di riflessione ad alta intensità: l’intervista a Francesco Chelli, Presidente ISTAT, e a Carlo Buttaroni, Presidente dell’Istituto di ricerca Tecnè, sull’inverno demografico e le sfide legate allo spopolamento, seguita dal dialogo tra Vito Teti, antropologo e scrittore (in collegamento), Guido Castelli ed Eugenia Roccella, Ministra per la Famiglia, su come costruire un ecosistema favorevole alla restanza e alla tornanza.

«Questo Festival è la prova che dalle macerie non nascono solo edifici, ma visioni, legami e opportunità. La Restanza e la Tornanza non sono solo parole, ma strumenti concreti per dare ai giovani un ruolo attivo nella rinascita. Non si ricostruisce solo il costruito, ma soprattutto il senso di appartenenza, la vitalità di un territorio – ha dichiarato Guido Castelli Commissario Straordinario per la Ricostruzione 2016 – Abbiamo voluto questo appuntamento perché la rigenerazione non è compito di pochi tecnici, ma di intere generazioni. I giovani del cratere sismico rappresentano il cuore di una nuova idea di futuro: fatta di innovazione, radicamento e partecipazione. Qui, la ricostruzione diventa anche culturale, sociale ed economica. E il futuro, finalmente, mette radici”

“Si parla tanto, soprattutto a livello europeo, della transizione ecologica e della transizione digitale, mentre la transizione più impattante di tutte è quella demografica. La denatalità incide non solo sull’economia, sul welfare, sulla sanità, ma anche sull’innovazione a causa dell’assottigliarsi del numero di giovani, e sull’ambiente, perché il vero nemico dell’ambiente non è l’uomo ma lo spopolamento. Ha dichiarato Eugenia Roccella Ministra per le pari opportunità e la famiglia in collegamento video –Il nostro governo ha messo il tema della natalità al centro della propria azione politica, promuovendo una grande alleanza con il territorio. Le Marche e l’Appennino centrale possono e devono diventare un modello in questo senso, non solo per la ricostruzione materiale e sociale dei luoghi e delle comunità colpiti dal sisma, ma anche e soprattutto per l’esempio di vitalismo che rende questo territorio un laboratorio di attrattività, di rinascita, di futuro”

Al tramonto, la poesia civile di Franco Arminio ha incantato il pubblico con il reading “Cedi la strada agli alberi”, accompagnato dagli interventi musicali di Livio e Manfredi Arminio. A chiudere la serata, balli popolari e socialità a cura di VeraTV, dopo l’apertura degli stand gastronomici, a testimonianza di un legame profondo tra cultura, tradizione e comunità.

Il Festival intende costruire un ponte tra passato e futuro, tra costa ed entroterra, tra chi è rimasto e chi ha voglia di tornare. Un progetto condiviso che vuole ridare centralità ai piccoli comuni, non come periferie da assistere, ma come territori da cui ripartire.

Andrea Cardilli, Sindaco di Colli del Tronto – «Siamo molto felici che Colli del Tronto sia il cuore di questo Festival perché crediamo che una realtà territoriale come la nostra possa accendere grandi riflessioni. Restanza e tornanza non sono solo parole, ma scelte di vita che riguardano la nostra comunità ogni giorno. Questo territorio ha conosciuto la fatica, lo spopolamento, ma anche la forza di rialzarsi. Oggi, con i giovani al centro, possiamo costruire un futuro che valorizzi le nostre radici e trasformi l’entroterra in un luogo di possibilità, non di rinunce»

Il ricco programma proseguirà anche nei prossimi giorni con talk, laboratori, mostre, concerti e degustazioni, dando voce a imprenditori, artisti, studenti e rappresentanti delle istituzioni. Tra gli ospiti attesi: il Ministro Andrea Abodi, il celebre imprenditore Brunello Cucinelli, il divulgatore Vincenzo Schettini, il poeta Davide Rondoni, il direttore Rai Angelo Mellone e molti altri.

Il Festival della Restanza e della Tornanza è a ingresso libero e vuole essere, prima di tutto, uno spazio collettivo di visione, ascolto e azione: un laboratorio civico per generare valore nei luoghi che oggi sembrano marginali, ma che custodiscono le chiavi di un’Italia più giusta, coesa e sostenibile.

Monte Cavallo: approvato il progetto per il nuovo Rifugio di Montefiatone

Un passo importante verso la valorizzazione del territorio e la sicurezza ambientale: l’Ufficio Speciale Ricostruzione ha approvato il progetto esecutivo per la realizzazione del nuovo Rifugio di Montefiatone, autorizzando un contributo di 246.276 euro.

«L’approvazione del progetto rappresenta un segnale concreto di attenzione verso le aree interne e il turismo sostenibile, con l’obiettivo di ampliare il bacino di utenza e offrire un punto di riferimento sicuro e funzionale per chi vive e visita il territorio – spiega il commissario alla ricostruzione, Guido Castelli -. Ringrazio l’Usr, il Comune e la Regione Marche guidata dal presidente Acquaroli per il lavoro svolto quotidianamente».

L’intervento nasce dalla necessità di rispondere ai danni causati dagli eventi sismici del 2016, che pur avendo provocato lesioni lievi all’edificio originario, hanno innescato un movimento franoso tale da compromettere la stabilità del muro di sostegno e rendere la struttura inutilizzabile. Dopo attente valutazioni tecniche ed economiche, si è deciso di delocalizzare il rifugio anziché intervenire con opere di contenimento, che avrebbero avuto un impatto ambientale significativo e costi non giustificabili.

Il nuovo rifugio sorgerà alle pendici del Monte di Cesure, dove attualmente si trova la struttura mobile del Mapre, che verrà smontata per fare spazio alla nuova costruzione. Il progetto prevede un edificio su un solo livello, con una sagoma fedele a quella del fabbricato da demolire, senza aumenti di volume. Sarà destinato a escursionisti e allevatori, con due camere matrimoniali e un bagno in comune.

Dal punto di vista architettonico, la struttura sarà realizzata in muratura portante su fondazione a platea, con tetto a capanna in legno e portico sul lato nord. Le finiture esterne rispetteranno il contesto paesaggistico: intonaco a base di calce, tinteggiatura tenue, infissi in legno e copertura in coppi.

Nonostante l’assenza di climatizzazione, il rifugio sarà dotato di impianto fotovoltaico da 4 kW con batteria di accumulo da 9,6 kWh, garantendo autonomia energetica. È prevista anche la realizzazione di un nuovo impianto di trattamento delle acque reflue, in sostituzione di quello preesistente.

Fondi per il miglioramento della fruibilità del Cammino Francescano della Marca

Grazie agli 8 milioni di euro messi a disposizione dalla struttura commissariale per il sisma, in accordo con il presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli, sarà possibile migliorare la fruibilità del Cammino Francescano della Marca. Questo percorso, lungo 167 chilometri, collega Umbria e Marche, parte da Assisi e arriva ad Ascoli Piceno, sotto il segno di San Francesco. Coinvolge quattro province e sedici comuni, con attività avviate in preparazione all’ottavo centenario della morte del Poverello di Assisi, previsto per il 2026.

Ad Ascoli Piceno si è svolto il primo incontro ufficiale per l’attuazione delle misure previste dall’Ordinanza 176, relativa al “Programma di sviluppo per la promozione del turismo lento”. A supporto del progetto, sono disponibili ulteriori 4 milioni di euro attraverso un bando rivolto ai 16 comuni marchigiani coinvolti.

A breve partiranno le attività per la messa in sicurezza del Cammino, accompagnate dall’implementazione di servizi e dalla definizione di una gestione sostenibile della manutenzione. Tutto questo rientra in una più ampia strategia di sviluppo socioeconomico delle aree del cratere sismico. I comuni saranno chiamati a creare una rete per coordinare gli investimenti e diventare veri e propri custodi del territorio. Il Cammino rappresenta non solo un itinerario da percorrere a piedi, ma anche un simbolo dell’identità locale e uno strumento per stimolare nuove attività economiche e il coinvolgimento dei giovani.

Il Commissario straordinario per il sisma 2016, Guido Castelli, ha dichiarato: “Questo è uno dei tre cammini finanziati dalla struttura commissariale per affiancare alla ricostruzione fisica, una vera rivitalizzazione economica, tenendo conto dei flussi turistici che generano ricchezza. Sono stati stanziati 47 milioni di euro per i cammini nelle quattro regioni del cratere. Vogliamo condividere questo percorso in occasione del Giubileo della Speranza e in vista dell’ottavo centenario della morte di San Francesco, momenti in cui i nostri territori possono ricevere un’attenzione speciale”.

L’assessore regionale alle Attività produttive, Andrea Antonini, ha aggiunto: “Quando ero assessore provinciale, sono stato tra gli ideatori di questo percorso che unisce due regioni. Il cammino si snoda attraverso paesaggi straordinari, come quelli dei Monti Sibillini, e offre l’opportunità di creare microeconomie in queste aree. Presentiamo una regione meravigliosa da una prospettiva nuova: camminare significa conoscere profondamente il territorio e può incentivare il ritorno di chi lo ha amato e desidera investirvi. È un turismo religioso che si trasforma anche in esperienza culturale e personale, sulle orme di San Francesco, in un contesto di natura, sport e spiritualità.”

 

Valfornace, sì al progetto del cimitero di Fiordimonte. Approvazioni anche per Visso, Colli del Tronto e Roccafluvione

L’Ufficio Speciale Ricostruzione ha approvato il progetto esecutivo relativo al risanamento conservativo del complesso cimiteriale di Fiordimonte, nel comune di Valfornace (Macerata), per un contributo pari a 682.957 euro.

«La ricostruzione post-sisma non riguarda solo abitazioni e infrastrutture, ma anche luoghi profondamente simbolici per le nostre comunità, come i cimiteri – spiega il commissario straordinario Guido Castelli -. Intervenire su questi spazi significa restituire dignità, memoria e identità ai territori colpiti. Ringrazio i Comuni coinvolti, l’Ufficio Speciale Ricostruzione e la Regione Marche guidata dal presidente Acquaroli per il lavoro sinergico che sta permettendo di trasformare i progetti in realtà concrete».

Il cimitero di Fiordimonte è situato in via Roma ed è composto da edifici realizzati in differenti epoche costruttive e con altrettante diverse tipologie; all’interno si alternano cappelline private a colombari il cui numero di loculi varia a seconda delle dimensioni. Non tutti gli edifici presenti all’interno sono stati lesionati dagli eventi sismici del 2016-2017, pertanto è stato valutato di ripristinare solo alcuni manufatti.

A livello di edilizia cimiteriale sono arrivate altre tre approvazioni. Una riguarda il recupero del cimitero della frazione di Aschio, a Visso (Mc), per cui è stato concesso un contributo di 480.000 euro.

La seconda invece è inerente al cimitero di Meschia, nel comune di Roccafluvione (Ap), che conta su un importo di 149.500 euro.

L’ultima è quella del cimitero di Colli del Tronto, nel Piceno, dove verrà riparata la parte monumentale grazie ad un contributo di 450.000 euro ed alla stessa approvazione del progetto esecutivo.

Al via il primo Festival della Restanza e della Tornanza a Colli del Tronto

Si è tenuta oggi, nella Sala Stampa di Palazzo Chigi, la conferenza di presentazione del primo Festival della Restanza e della Tornanza, in programma dal 20 al 22 giugno a Colli del Tronto (AP), presso il Parco della Pace.

Alla presenza del Ministro per lo Sport e i Giovani Andrea Abodi, del Commissario Straordinario alla Ricostruzione Guido Castelli e del giornalista e direttore artistico Stefano Zurlo, è stato ufficialmente lanciato un evento che intende porre al centro il protagonismo giovanile, il futuro delle aree interne e la ricostruzione non solo fisica, ma anche sociale e culturale del Centro Italia.

«Il terremoto del 2016 ha creato un cratere umano che va curato con relazioni, visioni e nuove possibilità – ha dichiarato il Ministro Andrea Abodi –. Questo Festival è la dimostrazione che, restando o tornando, i giovani possono generare futuro. Serve un ascolto vero, una progettualità paziente e strumenti concreti. Il nostro impegno è accompagnarli, affinché diventino protagonisti del cambiamento».

«Non si ricostruiscono solo edifici, ma comunità – ha aggiunto Guido Castelli –. Abbiamo voluto questo appuntamento perché la rigenerazione non è compito di pochi tecnici, ma di intere generazioni. I giovani del cratere sismico rappresentano il cuore di una nuova idea di futuro: fatta di innovazione, radicamento e partecipazione. Qui, la ricostruzione diventa anche culturale, sociale ed economica. E il futuro, finalmente, mette radici». Il Festival, promosso dalla Struttura commissariale sisma 2016 e dal Ministro per lo Sport e i Giovani attraverso il Dipartimento per le Politiche Giovanili e il Servizio Civile Universale, si svolgerà per tre giorni in una terra simbolo del cratere sismico, con un fitto programma di laboratori, incontri, talk, mostre, concerti e spazi dedicati all’imprenditorialità giovanile.

“Non si tratta solo di ricostruire edifici – ha concluso Castelli – ma di accompagnare una nuova generazione nel farsi carico, in prima persona, del futuro del Paese. Continueremo su questa strada, portando iniziative di questo tipo in molti altri comuni del cratere, a partire da Norcia, Amatrice, Camerino e tanti altri.”

Qui il programma completo:Restare Partire Tornare Festival – IL PROGRAMMA

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Nono appuntamento del Festival dell’Appennino, inclusivo di natura domenica 22 giugno “Dall’alba al tramonto”

Nono appuntamento del Festival domenica 22 giugno “Dall’Alba al tramonto”, in concomitanza con il solstizio d’estate, che inizierà con un concerto all’alba a Cupra Marittima (AP) Alla Dea Cupra con Frida Neri, un’escursione mattutina al canion di Cupra e si concluderà al tramonto ad Accumoli (RI)- Zona Chiesa Madonna delle Coste con concerto Eugenio Finardi. A causa delle condizioni meteo avverse il concerto di Finardi inizialmente previsto ai Pantani di Accumoli si svolgerà nella nuova location ad Accumoli. Una data imperdibile per scoprire come nell’arco di un’ora è possibile passare dal mare ai monti nel cuore dell’Appennino centrale. Il Festival dell’Appennino quest’anno prevede 27 appuntamenti che si terranno tra il 4 maggio al 12 ottobre 2025 in 28 comuni distribuiti nelle quattro regioni dell’Appennino centrale colpite dal sisma del 2016-2017: Abruzzo Lazio, Marche e Umbria -. Borghi che custodiscono un prezioso patrimonio culturale storico, artistico, naturalistico e di tradizioni e che, dopo anni difficili, anche attraverso questa iniziativa vogliono rilanciarsi, crescere, attrarre nuovi visitatori. La manifestazione è promossa dal Commissario Straordinario al sisma 2016 e dal BIM Tronto, con la fondamentale collaborazione dei BIM Vomano-Tordino Teramo, Nera Velino Cascia e Nera-Velino Rieti.

 

Il Commissario al sisma 2016 Guido Castelli: “Il passaggio dalla primavera all’estate, dall’alba al tramonto e dal mare alla montagna fanno di questo doppio appuntamento del Festival un evento davvero speciale. È davvero una manifestazione unica e questa edizione 2025 fa segnare una crescita ulteriore, frutto dell’impegno e della collaborazione dei 4 Bim coinvolti e dei 28 Comuni che hanno aderito all’iniziativa. L’appennino centrale è un territorio di grande bellezza naturalistica, che conserva un patrimonio unico fatto di arte, storia, religione e cultura. Il grande pregio del Festival è quello di valorizzare queste ricchezze, unendo in un grande abbraccio le quattro regioni colpite dal sisma e coinvolgendo tanti turisti, visitatori e curiosi. Come Commissario al sisma poi, mi preme sottolineare la valenza, anche simbolica, di una giornata che si concluderà ad Accumoli, uno dei comuni maggiormente colpiti dal sisma, che ha pagato un doloroso tributo di vittime. A distanza di anni, il messaggio di rinascita e di speranza che vogliamo condividere nasce dalla consapevolezza che, pur tra mille difficoltà, queste nostre comunità sono vive e hanno tutte le capacità e qualità per rialzarsi in piedi. A questo percorso, che stiamo compiendo tutti insieme, diamo il nostro contributo anche attraverso il Festival dell’Appennino, che rappresenta un riuscito esempio di riparazione economica e sociale”.

 

Il Presidente Bim Tronto Luigi Contisciani: “Siamo orgogliosi di annunciare l’apertura della fase estiva del festival, portando con noi l’incredibile successo della stagione primaverile. Aver visto partecipare oltre 5000 persone è la conferma che la nostra scommessa sulla destagionalizzazione è stata vinta: abbiamo attirato turisti, curiosi e appassionati di montagna a scoprire la bellezza nascosta dell’entroterra e dei borghi del nostro Appennino centrale, anche fuori dai periodi tradizionali. Ora ci apprestiamo a inaugurare questa nuova fase con una data che unisce simbolicamente il mare ai monti, in un viaggio emozionale dall’alba al tramonto. Questo evento rappresenta l’essenza stessa della nostra missione: creare connessioni, valorizzare l’intero territorio e offrire quelle esperienze autentiche e immersive che sono il cuore pulsante del festival. Continuiamo a tessere questa rete virtuosa, attraverso la collaborazione tra le istituzioni e gli enti locali con il contributo del Commissario Straordinario al sisma 2016 Guido Castelli e alla collaborazione dei Bim coinvolti.”

Il Sindaco di Cupra Marittima Alessio Piersimoni: “Per noi è un orgoglio rappresentare una tappa di questo Festival così importante che valorizza il territorio e che rappresenta la vicinanza mare-monti, che è la peculiarità della nostra regione, un luogo dove si passa velocemente dalla bellezza del mare a quella delle montagne. Siamo felici che si sia scelto un momento così suggestivo qual è quello dell’alba, per poter vivere un’esperienza bella anche in questa fascia oraria particolare. Puntiamo molto al turismo esperienziale, siamo sicuri che sarà un momento che resterà nella memoria di chi parteciperà. Ringrazio il Commissario Castelli e il presidente del Bim Tronto Luigi Contisciani: ci apprestiamo a vivere questo momento magico dell’alba sul mare”.

Il Sindaco di Accumoli Mauro Tolomei “Siamo orgogliosi di ospitare il primo evento della fase estiva del Festival con un concerto di un grande artista in uno scenario unico che i parchi dei Monti Sibillini e i Monti della Laga sanno offrire al tramonto. Ringraziamo l’organizzazione del Festival dell’Appenino per aver inserito un evento ad Accumoli, siamo convinti che sarà un momento di condivisione, buona musica e allegria. Vi aspettiamo e siamo convinti che vi piacerà”.

Il programma della prima parte della giornata inizierà con il concerto all’alba inizierà alle ore 5 al Parco Padre Emilio Martelli sul lungomare di Cupra Marittima “Alla dea Cupra” di Frida Neri accompagnata dai musicisti Francesco Savoretti e Fabio Mina. Un viaggio musicale che si propone di ammaliare l’ascoltatore e di veicolare a lui attraverso un paesaggio sonoro, gli echi di un mondo antico. Al termine alle ore 6 sarà possibile fare colazione nelle strutture ricettive per poi spostarsi in auto al luogo dell’escursione, sempre a Cupra Marittima, l’anello del Canion partenza escursione ore 7, un anello di 2 ore con dislivello di 110 mt. Al termine dell’escursione sarà possibile scegliere autonomamente come proseguire la mattinata.

L’appuntamento con la seconda parte del programma della giornata prevede dalle ore 16.30 la possibilità di accedere alla zona del concerto nel prato ad Accumoli, nella zona Chiesa Madonna delle Coste dove alle ore 18 assisteremo al concerto al tramonto di Eugenio Finardi in “Tutto ’75-“25 Tour” in cui racconterà 50 anni di carriera, senza mai diventare una celebrazione nostalgica, attraverso i suoi brani storici unitamente alle nuove canzoni di “TUTTO”, in un dialogo tra passato e presente. Con questo disco, il 20° di brani originali, Eugenio Finardi firma quella che potrebbe essere la sua ultima opera inedita, una sorta di testamento musicale e spirituale, carico di consapevolezza, libertà espressiva e ricerca interiore. Capace di fondere il linguaggio cantautorale con una nuova forma di sperimentazione lirica e sonora, gli 11 brani che compongono l’album affrontano con lucidità e sensibilità i grandi temi del presente: dalla crisi sociale e politica ai misteri dell’esistenza, passando per riflessioni su amore, destino, fisica quantistica e spiritualità.

Al termine del concerto si ritornerà autonomamente alle auto e consigliamo di cenare nelle strutture ricettive presenti nella zona per godere dello spettacolo naturale del posto, nel cuore del Parco di Monti Sibillini.

Indicazioni stradali per chi ci raggiunge dalla costa passando per la via Salaria girare per Accumoli, zona Sae, e arrivare alla zona Chiesa Madonna delle Coste seguendo le frecce del Festival.

La partecipazione è gratuita ma è necessaria la prenotazione al fine di organizzare meglio l’evento, compilando il form nella data sul sito www.festivaldellappennino.it.

Raccomandazioni:

L’escursione è adatta a chi è allenato a camminare in montagna e in buona salute.

  • Obbligatorio indossare scarpe da trekking
  • avere con sè almeno un litro d’acqua e un cappello
  • portare kway
  • consigliato portare i bastoncini da trekking
  • consigliato un cambio completo da lasciare in auto
  • portare telo o plaid per assistere allo spettacolo

 

Festival dell’Appennino 2025, inclusivo di natura

Il Festival è promosso da Commissario Straordinario Ricostruzione Sisma 2016 e Bim Tronto, con la collaborazione di Bim Vomano-Todino Teramo, Bim Nera-Velino Cascia e Bim Nera-Velino Rieti, Regione Marche, Regione Umbria, Regione Abruzzo, Regione Lazio, in sinergia con i 28 Comuni dell’Appennino centrale, partner dell’evento, Camerino, San Severino Marche,  Sarnano, Visso, Amandola, Montefalcone Appennino, Montefortino, Acquasanta Terme, Arquata del Tronto, Ascoli Piceno, Castignano, Comunanza, Cupra Marittima, Force, Montegallo, Montemonaco, Palmiano, Roccafluvione, Castelli, Fano Adriano, Rocca Santa Maria, Cerreto di Spoleto, Preci, Sellano, Accumoli, Amatrice, Micigliano, Rivodutri con la direzione artistica dell’Associazione Culturale Appennino up e Mete Picene.