Dl Economia, Castelli: “Confermate buone notizie e attenzione per il cratere 2016”

Il Dl Economia portato nel Consiglio dei ministri lo scorso 20 giugno è stato bollinato ed è ora pronto per seguire il suo iter. Si tratta dello schema di decreto-legge recante disposizioni urgenti per il finanziamento di attività economiche e imprese, nonché interventi di carattere sociale e in materia di infrastrutture, trasporti ed enti territoriali, in cui sono presenti due importanti novità che riguardano le aree del Centro Italia colpite dal sisma del 2016.

“Buone notizie per le comunità che lavorano incessantemente nelle aree del sisma del 2016. Dopo fitte interlocuzioni – annuncia il Commissario alla ricostruzione sisma 2016 il senatore Guido Castelli – è stata disposta la proroga per la rendicontazione del Superbonus al 31.12.26 per tutte le pratiche di ricostruzione privata che avevano prenotato utilmente il plafond di 330 ml (DL 39/24). Un ottimo risultato che consentirà di confermare il “cambio di passo” impresso alla ricostruzione negli ultimi anni”. Lo afferma il senatore Guido Castelli, Commissario Straordinario al sisma 2016, commentando la notizia.

“L’altra, importante, notizia contenuta nel Dl economia – prosegue Castelli – è la proroga della Zona franca urbana per tutto il 2025. Una novità particolarmente attesa dalle imprese del cratere sisma, resa possibile grazie all’impegno del Governo Meloni. Questo prolungamento delle tempistiche viene incontro alle esigenze del comparto produttivo di territori affaticati dopo gli eventi catastrofali avvenuti nel 2016 e rappresenta un ulteriore tassello all’interno della strategia di riparazione che stiamo realizzando nell’Appennino. Le risorse messe in campo sono pari a 11,7 milioni di euro e le modalità di accesso saranno le medesime dello scorso anno, dando priorità alle aziende, già ammesse a finanziamento, che non disponevano, nelle annualità precedenti, di capienza fiscale e contributiva per beneficiare dell’intero credito. La disposizione, che ho molto sostenuto, permetterà di completare il finanziamento di centinaia di aziende ancora in sospeso, che potranno utilizzare i crediti a sconto degli oneri contributivi nei prossimi mesi”

Al via i lavori sulla strada provinciale 65 “Roccafluvione-Palmiano” e SP 184” Tavernelle”

Al via i lavori di consolidamento del corpo stradale e dei manufatti accessori della strada provinciale SP n. 65 – Roccafluvione Palmiano e SP n. 184 Tavernelle” nei Comuni di Palmiano, Roccafluvione e Comunanza per un importo totale stanziato di 2.500.000 €.

L’intervento è inserito nell’Ordinanza 137/2023 “Approvazione del Programma straordinario di Rigenerazione Urbana connessa al sisma e del Nuovo Piano di ricostruzione di altre opere pubbliche per la Regione Marche nonché dell’elenco degli interventi per il recupero del tessuto socio – economico delle aree colpite dal sisma finanziati con i fondi della Camera dei deputati per la Regione Marche e norme di coordinamento con le ordinanze n. 109 del 2020 e 129 del 2022”

Le due infrastrutture viarie sono importanti per la viabilità interna dei comuni di Comunanza, Roccafluvione e Palmiano come anche per quelle dei comuni limitrofi come Venarotta ed in generale per il traffico che dal territorio interno della provincia si sposta verso il capoluogo Ascoli Piceno.

Obiettivo dell’intervento è quello di scongiurare l’ipotesi di chiusura della SP65, arteria che rappresenta il principale collegamento viario tra i comuni di Palmiano e Roccafluvione ed il capoluogo di Ascoli Piceno, intervenendo sulle criticità ad oggi visibili e creare le condizioni per una riapertura al traffico della SP184, mediante una prima serie di interventi mirati a risolvere le criticità più gravi.  Nello specifico si dovrà intervenire su tutta la lunghezza della SP 65 in 16 punti distinti accomunati tra loro da simili criticità. Il progetto fa parte del nuovo Piano strade, che nelle Marche finanzia 112 interventi per 109 milioni di euro, di cui 95 milioni finanziati dalla Struttura commissariale.

Per quanto concerne la SP184 l’intervento è mirato alla riapertura della strada in questione, che ad oggi risulta chiusa al transito, attraverso 11 interventi nei tratti più critici.

Il progetto in essere è composto da una serie di interventi di manutenzione quali lo scavo di sbancamento/sezione obbligata, installazione reti paramassi, la realizzazione nuova zanella, il ripristino della pavimentazione stradale mediante stabilizzazione a calce e cemento e l’applicazione di emulsione bituminosa depolverizzante.

“Le strade permettono alle comunità di lavorare, incontrarsi e migliorano l’attrattività turistica di queste zone. Questi interventi sono un tassello essenziale per la rinascita di tutto l’Appennino Centrale- dichiara il Commissario alla ricostruzione sisma 2016 Guido Castelli – Ringrazio il presidente della Regione Francesco Acquaroli, l’Ufficio ricostruzione e i sindaci per la loro efficace collaborazione. Il Governo punta molto sulle strade, investendo molte risorse, che sono ingenti e puntuali”.

“Una bella realtà che ricollega Palmiano ad una delle arterie principali. Oggi c’è il via ufficiale dei lavori ed è una bella notizia per il territorio perché riqualifichiamo uno dei maggiori collegamenti che portano a Palmiano. La “184” è completamente interrotta, ci potremo così ricollegare a Comunanza e Roccafluvione. I lavori saranno di aiuto alla nostra comunità, che è la quarta realtà più piccola delle Marche. Grazie a tutti gli attori che si sono mossi per questa opera” ha aggiunto il sindaco di Palmiano Emidio Ortolani.

 

 

 

20 milioni contro la deindustrializzazione dell’area del Piceno

Nuovi fondi per il bando dedicato al contrasto della deindustrializzazione, strumento fondamentale per favorire il rilancio economico e occupazionale del territorio. L’incentivo sostiene gli investimenti di imprese manifatturiere per il potenziamento e la riqualificazione di unità produttive esistenti (o l’avvio di nuove) nei territori comunali di competenza del Piceno Consind . Ci sono 20 milioni di euro a disposizione.  Il bando, in uscita dopo il periodo estivo, è gestito da Invitalia e promosso dal Dipartimento per le politiche di coesione e per il sud della Presidenza del Consiglio dei Ministri.  Gli incentivi devono comprendere iniziative a favore della ristrutturazione o realizzazione dell’immobile dove l’attività è svolta, ammodernamento e ampliamento per innovazione di prodotto e di processo di attività industriali, incluse le innovazioni tecnologiche e quelle volte alla digitalizzazione dei processi, gli investimenti immateriali, la conversione di attività produttive a significativo impatto ambientale verso modelli di maggiore sostenibilità economica e ambientale e l’avvio di nuove attività produttive. Sono ammissibili i costi sostenuti dall’8 maggio 2024 fino al 31 dicembre 2028, per l’acquisto di macchinari, impianti, arredi, attrezzature e beni (anche immateriali), opere murarie e opere impiantistiche e strumentali inerenti a specifici ambiti.  I soggetti beneficiari devono essere regolarmente costituiti e iscritti nel registro delle imprese e non essere in stato di liquidazione o fallimento.

“Il Governo ha voluto riconoscere un’attenzione particolare a quelle zone della Valle del Tronto che devono fare i conti con la Zes sud.  Un’iniziativa che si aggiunge al progetto Next Appennino e ne rappresenta una continuazione. Senza fretta e senza sosta si continua così ad alimentare una serie di progetti di sviluppo a favore della vallata del Tronto, un’area che può diventare un punto di riferimento del cratere che sta uscendo dall’emergenza sisma. Si tratta di una misura rivolta principalmente alle imprese già esistenti, per sostenerle e rafforzarle nel contesto attuale. Parallelamente, stiamo intervenendo anche sul fronte della nuova imprenditorialità attraverso strumenti previsti nel Decreto Coesione, così da favorire la nascita di nuove realtà produttive. Inoltre, sono in costante contatto con l’ Aubac che sta procedendo all’aggiornamento del piano di assetto idrogeologico. I dati aggiornati che stanno emergendo da questo lavoro sono estremamente precisi e rappresentano un valore importante per il territorio: permettono di individuare con maggiore accuratezza le zone a rischio e di ridefinire una mappa utile anche alla pianificazione dello sviluppo locale e alle strategie delle imprese. Ringrazio il presidente Acquaroli, sempre attento alle esigenze del territorio piceno.” ha dichiarato il Commissario alla ricostruzione sisma 2016 Guido Castelli.

L’assessore regionale alle attività produttive Andrea Maria Antonini: “E’ un’occasione importante per le aree di confine che sono sofferenti con il confinante Abruzzo e con l’area Zes. Rappresenta un sostegno importante per la filiera produttiva. Sono tutte azioni che si compenetrano, è tutto un sistema che si muove in maniera organica”.

Il presidente di Confindustria Ascoli Simone Ferraioli: “Credo che ci sarà una risposta entusiastica da parte delle imprese. La provincia di Ascoli resta quella con maggiore presenza di aziende multinazionali di tutte le Marche, oggi è un’area vivacissima che necessiterebbe di ulteriori spazi fisici, c’è anche bisogno del contributo pubblico per avviare progettualità importanti”.

Il Presidente della Camera di Commercio Marche, Gino Sabatini: “E’ fondamentale avere collaborazioni e interlocuzioni come in questo caso. Siamo felici di essere presenti e sostenere il mondo delle imprese, bisogna mettere risorse sul territorio per sostenere la nostra manifattura”.

il Direttore generale del Dipartimento per le Politiche di coesione e per il Sud, Riccardo Monaco: “E’ una misura in continuità con quella precedente, siamo già a buon punto dal punto di vista attuativo, siamo pronti ad attivarci subito. Ci attiveremo velocemente per l’attuazione di questa misura”.

Il Responsabile Area Incentivi e Innovazione di Invitalia, Luigi Gallo: “Tante risorse per poter continuare a crescere, siamo lieti di annunciare questa ulteriore disponibilità che segue una domanda importante dalle imprese del territorio che, nonostante le tensioni geopolitiche, vogliono continuare ad investire. I progetti visti fino ad oggi riguardano il rafforzamento della capacità produttiva delle imprese, progetti che riguardano l’innovazione, una leva necessaria per la competitività”.

Il sindaco di Ascoli Piceno e Presidente ANCI Marche Marco Fioravanti:” Il progetto si sposa con il disegno del Commissario alla ricostruzione, una visione strategica  che  entra nei territori e punta alla rigenerazione di un modello di sviluppo economico. È un’iniziativa che stimola investimenti in una provincia che punta ad essere sempre più centrale nel Centro Italia”.

Firmato il Protocollo d’intesa tra il Commissario Straordinario e la Struttura per la Prevenzione Antimafia: più trasparenza e sicurezza nella ricostruzione post-sisma 2016

– È stato ufficialmente sottoscritto oggi ad Ascoli Piceno il Protocollo d’intesa tra il Commissario Straordinario del Governo per la ricostruzione post-sisma, Sen. Avv. Guido Castelli, e il Direttore della Struttura per la Prevenzione Antimafia del Ministero dell’Interno, Prefetto Paolo Canaparo. L’accordo, frutto di una collaborazione istituzionale consolidata, ha l’obiettivo di potenziare i flussi informativi e rafforzare le misure di prevenzione contro le infiltrazioni mafiose nei cantieri della ricostruzione pubblica e privata con contribuzione pubblica, nei territori colpiti dagli eventi sismici del 2016.. All’appuntamento odierno erano presenti tra gli altri il Vice Direttore della DIA, Lorena Di Galante e il Direttore interregionale Centro dell’Ispettorato nazionale lavoro, Stefano Marconi.  Elemento centrale del Protocollo è l’interoperabilità dei dati della ricostruzione raccolti nella piattaforma GE.DI.SI. – Gestione Digitale Sisma, sviluppata dall’Ufficio del Commissario, che consentirà agli organismi di controllo antimafia, alle Prefetture e agli enti competenti di accedere in tempo reale a dati aggiornati su cantieri, imprese e professionisti coinvolti nella ricostruzione. La piattaforma permetterà anche la generazione di report, la visualizzazione della mappatura dei cantieri e il monitoraggio dello stato di avanzamento dei lavori. In un futuro oramai prossimo anche i dati del badge e del settimanale di cantiere. Il Protocollo prevede inoltre la costituzione di una Cabina di Regia interistituzionale, incaricata di coordinare e monitorare l’attuazione dell’accordo, definire le modalità di accesso ai dati e valutare eventuali integrazioni o criticità. Per quanto riguarda le interdittive antimafia nel 2023 ce ne sono state 18, 26 nel 2024, mentre nei primi 6 mesi del 2025 sono 24. Il loro aumento documenta la sempre maggiore efficacia dell’azione di prevenzione.

“La legalità è il primo mattone della ricostruzione – ha dichiarato il Commissario Guido Castelli – e questo Protocollo rappresenta un passo decisivo per garantire trasparenza, sicurezza e tutela dei lavoratori nei cantieri del cratere sismico.  Abbiamo affinato gli strumenti e reso più efficace la linea di prevenzione. L’importanza dei controlli è fondamentale, così come la presenza dello Stato nel cratere per garantire legalità e sicurezza. Grazie alla collaborazione con la Struttura per la Prevenzione Antimafia, rafforziamo la nostra capacità di intercettare e contrastare ogni tentativo di infiltrazione criminale. La ricostruzione nel cratere procede spedita e ora più che mai occorre mantenere un occhio vigile sulle dinamiche dei processi. L’innovazione tecnologica e la sinergia tra istituzioni perfeziona un metodo di lavoro che fino ad oggi ha permesso di mantenere questi luoghi sicuri. Nei prossimi 12 mesi prevediamo l’avvio di più di mille cantieri per la ricostruzione pubblica, oltre 8.000 quelli della privata.”

Il Prefetto Paolo Canaparo ha aggiunto che “L’accordo rappresenta un ulteriore passo avanti nel percorso di collaborazione già attivo con il Commissario Straordinario Castelli, con l’obiettivo di rafforzare gli strumenti a tutela della legalità e della trasparenza nel processo di ricostruzione. Il potenziamento delle attività di prevenzione antimafia passa attraverso il consolidamento della conoscenza dei cantieri effettivamente attivi – pubblici e privati – e l’individuazione tempestiva delle potenziali criticità, con particolare attenzione anche alla sicurezza del lavoro e dei lavoratori. Iniziative come quella odierna testimoniano l’impegno costante nel promuovere una sinergia sempre più efficace tra la Struttura, i Gruppi interforze antimafia delle dieci Prefetture del cratere sismico, la Direzione Investigativa Antimafia, nelle sue articolazioni centrali e periferiche, il Gruppo Interforze Centrale, presso la Direzione Centrale della Polizia criminale del Dipartimento della Polizia di Stato e tutte le Forze di Polizia.”

Il Protocollo sarà operativo per tutta la durata della gestione commissariale e si inserisce nel quadro delle misure previste dall’Ordinanza n. 216 del 27 dicembre 2024, dedicate al controllo, alla sicurezza e all’innovazione nei cantieri della ricostruzione.

Strade: il Cipess finanzia nuovo tratto di lavori per la “Picente”

Da Roma giungono novità positive per la Strada Picente, la statale che collega Amatrice a l’Aquila. Il Cipess, infatti, ha appena approvato il finanziamento di tre ulteriori interventi lungo il tratto laziale (di cui era già finanziata la progettazione da precedenti ordinanze del Commissario Castelli) che si vanno ad aggiungere a quello già finanziato della variante di Amatrice. La SS260 è un’arteria strategica per il collegamento tra Alta Sabina e Abruzzo, danneggiata a seguito del sisma del 2016. Questi ulteriori interventi sono stati finanziati nell’ambito del Programma “RiViTA – Rigenerazione Viaria dei Territori Appenninici” iniziativa per la ricostruzione delle strade nelle zone colpite dal sisma del 2016, promossa dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e dalle quattro regioni interessate (Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria) che prevede un investimento complessivo di circa 1,85 miliardi di euro. Nel tratto laziale della SS260 sono, pertanto, finanziati e appaltati 4 interventi per un importo complessivo di circa 120 milioni che vanno ad interessare un’estesa di oltre 8 km di tracciato.

Il Commissario al sisma 2016 Guido Castelli ha dichiarato: “La Picente è un’opera fondamentale nell’ambito della strategia attraverso la quale vogliamo rompere l’isolamento che caratterizza l’Appenino centrale da lungo tempo. Questa strada, infatti, collega la Valle dell’Aterno con quella del Tronto e, proseguendo lungo la Via Salaria, consente di raggiungere Roma e il Mare Adriatico. Dei buoni collegamenti sono a tutti gli effetti opere di riparazione economica e sociale, dal momento che avvicinano le comunità e rendono i nostri borghi più accessibili. Grazie alla decisione del Cipess e alla costante collaborazione con il Questore Trancassini e l’Assessore Rinaldi contiamo di completare quei lavori che possono contribuire ad accelerare la rinascita dei nostri territori”.

L’assessore alla Ricostruzione della Regione Lazio, Manuela Rinaldi: “Il finanziamento del nuovo tratto della strada Picente segna un nuovo passo nel rilancio delle aree colpite dal sisma del 2016. L’intervento infrastrutturale punta a migliorare i collegamenti nell’Appennino laziale e a sostenere la ripresa del tessuto economico locale. Questo intervento ci permette di proseguire la missione di connettere l’Appennino laziale e di costruire una strategia per lo sviluppo economico del territorio. Ringrazio il Governo, il Commissario Castelli e tutti gli enti coinvolti nel Programma ‘RiVita’ per l’impegno dimostrato. Una sinergia che porta benefici concreti ai territori del Cratere”.

Il Questore della Camera, onorevole Paolo Trancassini: “”L’approvazione da parte del Cipess del finanziamento per un nuovo intervento lungo il tratto laziale della Strada Statale Picente, importante arteria che collega Amatrice a L’Aquila, rappresenta un tassello fondamentale all’interno di una strategia più ampia che punta a restituire centralità e prospettiva alle aree interne del Paese. Garantire connettività significa riconoscere il diritto delle comunità dell’Appennino a disporre di collegamenti stradali sicuri ed efficienti, sui quali poter riannodare economie, relazioni sociali e opportunità di sviluppo. Questo ulteriore intervento, che si aggiunge ai quattro già finanziati e appaltati, conferma una visione concreta e coerente. Un ringraziamento sincero va al Commissario Straordinario alla Ricostruzione, Guido Castelli, all’Assessore regionale alle Infrastrutture, Manuela Rinaldi ed alla Sottosegretaria al Mef con delega alla Ricostruzione Lucia Albano per la costante attenzione e l’impegno determinato con cui stanno accompagnando questo processo di rinascita e coesione territoriale”.

Apiro: approvato il progetto per il recupero della ex Chiesa di San Francesco

Un nuovo capitolo si apre per la ex Chiesa di San Francesco di Apiro (Mc), nel cuore del centro storico. L’Ufficio Speciale Ricostruzione ha approvato il progetto esecutivo per il recupero dell’edificio, determinando il contributo in 515.500 euro per l’intervento, significativo, che lo restituirà all’utilizzo pubblico. L’edificio, situato lungo il corso principale del paese e adiacente all’antico convento francescano, è un esempio architettonico di grande valore, collegato da un lato al vecchio convento, con l’altro lato che si affaccia sul vicolo di San Francesco.

«Con interventi come questo rafforziamo il legame tra la comunità e il proprio patrimonio – spiega il commissario alla ricostruzione, Guido Castelli -. Restituiamo un bene architettonico alla sua funzione ed al tempo stesso facciamo anche un passo concreto verso la rinascita del centro storico di Apiro. Ringrazio come sempre il Comune, l’Usr e la Regione Marche guidata dal presidente Acquaroli».

«L’intervento di riparazione danni della ex Chiesa di San Francesco, di proprietà comunale, rientra in un più ampio programma di riqualificazione urbana iniziato con il recupero del palazzo comunale, la costruzione della nuova scuola primaria, proseguito con la realizzazione della nuova casa di riposo nell’ex convento di san Francesco, con l’acquisto e rifunzionalizzazione dell’ex Monastero di Santa Maria Maddalena (i cui lavori sono da poco iniziati) e con la prossima approvazione del progetto per la realizzazione della nuova caserma dei Vigili del Fuoco; La ex Chiesa di San Francesco in particolare sarà adibita a centro espositivo e sala convegni e sarà inoltre utilizzata nell’ambito delle manifestazioni storiche organizzate dal Comune di Apiro quali il festival internazionale del folclore e la festa della polenta e i mercatini natalizi. Il ripristino della ex chiesa è un importante tassello che si aggiunge al mosaico degli interventi programmati dall’Amministrazione Comunale dopo il sisma del 2016, progetti che mirano alla rivitalizzazione e riqualificazione del Centro Storico e volti ad attrarre turismo e nuovi residenti che potranno usufruire di servizi di qualità e ospitalità. Ringrazio il Commissario Castelli, il Direttore Trovarelli e tutti i funzionari dell’Ufficio Ricostruzione che sempre ci hanno dimostrato la loro disponibilità e che con professionalità ci hanno agevolato nella stesura di tutte le pratiche » ha spiegato il sindaco Ubaldo Scuppa.

Il progetto di recupero mira a restituire piena funzionalità e sicurezza, intervenendo sulle fragilità strutturali emerse nel tempo e aggravate dagli eventi sismici. Verranno rimossi i dispositivi di messa in sicurezza temporanei, ritensionati i tiranti esistenti e inseriti nuovi elementi per contrastare le spinte delle volte. La cupola e la volta in mattoni saranno oggetto di un attento rinforzo, mentre le murature lesionate saranno riparate con tecniche tradizionali di restauro, come il cuci-scuci e la stuccatura. Particolare attenzione sarà riservata alla cantoria e agli elementi decorativi interni

La ex Chiesa di San Francesco custodisce un importante patrimonio artistico, con affreschi e tele di epoca rinascimentale e barocca, alcuni dei quali attribuiti alla cerchia dei fratelli Salimbeni. Tra le opere più significative emerse nel tempo, spiccano la “Madonna con Bambino in gloria tra i Santi Andrea e Sebastiano” del 1511 e la “Natività con Annuncio ai pastori”, testimonianze di una vivace tradizione pittorica locale.

Petriolo punta sulla rigenerazione urbana: approvato progetto da 905.000 euro per il centro storico

La Conferenza regionale ha approvato il progetto di fattibilità tecnico-economica per un intervento di rigenerazione urbana nel Comune di Petriolo (Mc), finanziato con un contributo di 905.000 euro. L’intervento riguarda il rifacimento di tratti di pavimentazione e dei sottoservizi nelle aree storiche più danneggiate dagli eventi sismici del 2016/2017.

«Il progetto rappresenta un passo importante per la valorizzazione del patrimonio storico e urbano di Petriolo, con l’obiettivo di restituire piena funzionalità e decoro a spazi pubblici fondamentali per la vita della comunità – spiega il commissario alla ricostruzione Guido Castelli – Ringrazio per il lavoro costante tutte le componenti coinvolte, dal Comune fino all’Ufficio Speciale Ricostruzione ed alla Regione Marche guidata dal presidente Acquaroli».

Il progetto si inserisce nel quadro del Programma straordinario di Rigenerazione Urbana connessa al sisma, approvato con l’Ordinanza n. 137 del 2023, e interessa due lotti localizzati nel cuore del centro storico: il Borgo della Sbarra e l’antico Borgo del Castello, entrambi ricadenti nella zona A, di interesse storico-artistico.

Le criticità rilevate includono disconnessioni e avvallamenti nelle pavimentazioni in selciato e conglomerato bituminoso. Gli interventi previsti mirano a ripristinare la fruibilità e l’identità architettonica dei luoghi, con particolare attenzione alla qualità dei materiali e all’efficienza dei sottoservizi.

Nel Lotto 1, che comprende via della Croce e piazza della Croce, si procederà alla sostituzione della pavimentazione in arenaria (riutilizzandone il 50%) e alla realizzazione di una nuova superficie in asfalto con cordoli in pietra. Saranno inoltre riorganizzati i sottoservizi per energia elettrica, fibra e pubblica illuminazione.

Nel Lotto 2, che interessa il borgo interno all’incastellamento, si interverrà con la sostituzione delle pavimentazioni esistenti con sampietrini in arenaria, uniformando l’aspetto urbano in tratti come Vicolo del Suffragio, via Garibaldi, largo Ginobili e via Catalani.

L’intervento progettuale legato alla ripavimentazione dell’area del centro storico in questione prevede anche il rifacimento dei seguenti sottoservizi: rete per la distribuzione energia elettrica; rete per la distribuzione fibra e/o telefonia; rete per la pubblica illuminazione.

Offida, approvato il progetto di intervento di riparazione danni e rafforzamento locale della chiesa di Maria Santissima Assunta o Collegiata

Approvato in Conferenza permanente il progetto di intervento di riparazione danni e rafforzamento locale della chiesa di Maria Santissima Assunta o Collegiata ad Offida (Ap). La chiesa Collegiata, consacrata a Maria Assunta in Cielo, è situata nel centro storico del Comune di Offida e sorge sul posto dove si trovava l’Oratorio della Trinità, che fu demolito. Internamente è stata decorata con strucchi. In fondo al presbiterio, in alto, vi sono degli angeli; alcuni di essi sorreggono il nome di Maria, altri sono in atto di gettare fiori sul campo dell’Assunta in cielo. Gli interventi prevedono il consolidamento della cupola all’estradosso mediante la realizzazione di una cappa collaborante con rete strutturale in fibra di vetro, la ristilatura armata dei giunti della muratura faccia a vista con barre elicoidali in acciaio inox allettante con malta,  il ripristino delle porzioni di intonaco distaccate dal supporto murario tramite intervento di consolidamento puntuale e manuale dell’intonaco, con successiva integrazione della tinteggiatura esistente e l’ installazione di una centralina per l’acquisizione dei dati del sistema di monitoraggio sismico, posta in corrispondenza del balcone al secondo piano della casa canonica, e due sensori di monitoraggio posti uno sulla sommità del campanile ed uno in corrispondenza della cupola centrale. Il progetto ha un costo di 350.000,00 euro.

“Proseguiamo con il cambio di passo che abbiamo intrapreso, coinvolgendo anche questi preziosi tasselli della nostra tradizione che sono le nostre chiese- evidenzia il commissario straordinario alla ricostruzione sisma 2016 Guido Castelli – La sinergia con le istituzioni è fondamentale e per questo ringrazio il presidente della Regione Francesco Acquaroli, l’Arcivescovo Gianpiero Palmieri, l’Ufficio ricostruzione e il sindaco Luigi Massa per la loro collaborazione”.

Approvato l’intervento di miglioramento sismico della chiesa di Sant’Antonio Abate ad Acquasanta Terme

La Conferenza permanente ha approvato l’intervento di miglioramento sismico della chiesa di Sant’Antonio Abate ad Acquasanta Terme (Ap).  La chiesa, ubicata all’interno del tessuto storico della frazione Peracchia, presenta un impianto ad aula unica con struttura verticale in muratura portante mista in pietra e laterizio, avente il paramento esterno interamente a facciavista, finitura tipo che caratterizza l’intero borgo antico della frazione. L’interno è caratterizzato da una finitura ad intonaco priva di qualsiasi forma di decorazione di carattere pittorico ed artistico; sono presenti però elementi sacrali quali l’altare, gli apparati scultorei e le pale di decorazione realizzati in legno. E’ prevista la realizzazione di un cordolo sommitale in acciaio, il rinforzo delle murature interne mediante intonaco armato con rete in fibra di vetro, la stilatura armata dei giunti dei paramenti murari, cuciture armate per solidarizzazione murature ortogonali,  il risanamento mediante metodo scuci-cuci e ripristino della congruità muraria e  lo smontaggio e successiva ricostruzione della vela campanaria, utilizzando i medesimi conci in pietra, con inserimento di un nucleo centrale in malta strutturale armata. Il costo totale dell’intervento è di 400.000,00 euro.

“Restituire alla comunità luoghi identitari e di fede come questa chiesa in questa frazione rappresenta uno degli obiettivi più significativi del nostro impegno nella ricostruzione post-sisma che sta avanzando in maniera decisa- dichiara il commissario alla ricostruzione sisma 2016 Guido Castelli – Ringrazio il presidente della Regione Francesco Acquaroli, l’Arcivescovo Gianpiero Palmieri, l’Ufficio ricostruzione e il sindaco Sante Stangoni per la loro preziosa collaborazione”.

Presentato il Rapporto Montagne Italia 2025. Castelli: “Il modello Appennino centrale uno strumento efficace per combattere lo spopolamento”

Uncem (Unione Nazionale Comuni Comunità Enti Montani) ha presentato a Roma il Rapporto “Montagne Italia 2025”. Il rapporto nasce nell’ambito del Progetto Italie e del Dipartimento per gli Affari regionali e le Autonomie della Presidenza del Consiglio dei ministri e attuato dall’ UNCEM per descrivere come si manifesta la contemporaneità nelle montagne italiane tra criticità, opportunità e nuovo protagonismo.  Le montagne italiane raccontate attraverso la illustrazione delle dinamiche socioeconomiche che le caratterizzano e le strategie territoriali che le attraversano. Un quadro completato dalle riflessioni argomentate e informate sul percorso fatto dalla Strategia delle Aree Interne e sulla novità dei processi in atto connessi alla Strategia delle green Community, precedute da un approfondimento sui temi dello spopolamento e del neopopolamento che molto hanno a che fare con entrambe le strategie.

Il Rapporto Montagne Italia 2025 presentato oggi a Roma presso l’Università Mercatorum, chiarisce diversi aspetti oggetto di discussione sullo spopolamento delle aree interne e montane. Il primo lo ha chiarito il Commissario alla ricostruzione sisma 2016 Guido Castelli circa la presunta intenzione di accompagnare queste aree alla scomparsa: “È stato proprio il governo Meloni a volere accanto alla ricostruzione il rilancio economico e sociale del territorio – ha dichiarato Castelli – con il programma NextAppennino abbiamo lavorato non solo per creare e rilanciare imprese e servizi, ma anche per la ricostruzione di comunità lacerate dal sisma. La settimana scorsa, nell’ambito del Festival della restanza e della tornanza a Colli del Tronto – ha ricordato Castelli – il presidente dell’Istat Chelli ha certificato gli effetti dei nostri sforzi registrando un cambio di direzione nel 2024 nella curva demografica che era in picchiata da decenni”.

Il Rapporto Montagne Italia 2025 è un lavoro di 800 pagine, tra numeri, analisi, dati, approfondimenti per affermare che è possibile arrestare lo spopolamento se si lavora per migliorare la governance e se si mantengono vive le comunità.

“Il lavoro della Struttura Commissariale sisma 2016 va proprio in questa direzione – continua Castelli – grazie a una governance multilivello in costante ascolto con i territori e i loro rappresentanti abbiamo assicurato efficienza ed efficacia delle azioni. Un enorme lavoro portato avanti anche grazie alle quattro Regioni – conclude Castelli – che ha come obiettivo ricostruire e mettere in sicurezza le case e le infrastrutture senza dimenticare il ruolo delle comunità locali che è fondamentale per dare un futuro ai nostri territori”.