Castelli: “Anche a Fermo si premia la buona amministrazione delle Marche

“C’è un modello Marche nella Pubblica Amministrazione locale che funziona e che i cittadini apprezzano” sostiene Guido Castelli, Commissario straordinario alla ricostruzione e rigenerazione delle aree colpite dal sisma 2016. “Oltre al primo posto di Marco Fioravanti, sindaco di Ascoli Piceno, nella classifica dei sindaci più amati d’Italia c’è anche da segnalare il quinto posto di Paolo Calcinaro, sindaco di Fermo. Un segno ulteriore della qualità e l’efficacia di una grande classe dirigente locale, che sta lavorando per il bene delle comunità”. Castelli conclude: “La nostra regione è stata la più colpita dalla sequenza sismica del 2016-2017, ma l’apprezzamento che i cittadini hanno dimostrato ai loro sindaci è una conferma di qualcosa di buono che stiamo facendo, insieme, in una governance multilivello che ha saputo mettere insieme il ruolo del Governo centrale, attraverso la Struttura Commissariale che ho l’onore e l’onere di guidare da due anni, in stretta collaborazione con il vertice della Regione Marche, nella persona del suo presidente, Francesco Acquaroli e i sindaci dei Comuni colpiti, come è il caso di Fermo e del suo bravissimo sindaco Calcinaro”.

 

Castelli: “Bravo Fioravanti, c’e’ un modello Marche di buon governo”

“Ascoli Piceno ha il sindaco più amato d’Italia: da ascolano (e da ex sindaco) voglio fare i complimenti a Marco Fioravanti che al suo secondo mandato ha dimostrato che chi lavora bene per i cittadini è apprezzato”. Lo ha detto Guido Castelli, Commissario straordinario alla ricostruzione e rigenerazione delle aree colpite dal sisma 2016 (sindaco per dieci anni ad Ascoli, prima di Fioravanti), commentando la classifica stilata dal Sole-24 Ore.  C’è un modello Marche nella buona amministrazione pubblica che si afferma e che deve essere confermato.

“Un modello che è fatto anche di continuità: mi piace ricordare – prosegue Castelli – che Marco Fioravanti in qualità di  giovanissimo presidente del consiglio comunale è’ stato il mio principale collaboratore quando sono stato sindaco: ho avuto la fortuna di veder crescere in età, competenza ed entusiasmo una vera risorsa delle autonomie locali.

E ha aggiunto: “I tanti cantieri post sisma nella nostra città sono stati visti dalla popolazione come un segno tangibile dell’impegno nella ricostruzione e nella rigenerazione dopo il terremoto, che ha colpito duramente Ascoli e la sua provincia. La collaborazione tra la struttura commissariale di Governo che ho l’onore di guidare da due anni, il sindaco Marco Fioravanti, e il presidente della Regione, Francesco Acquaroli, dà i suoi risultati.

Presentati i lavori di recupero e miglioramento sismico del Palazzo Storico del Rettorato dell’Università Politecnica delle Marche

Sono stati presentati questa mattina, in Piazza Roma ad Ancona, i lavori di recupero e miglioramento sismico del Palazzo Storico del Rettorato dell’Università Politecnica delle Marche. L’intervento, avviato ufficialmente lo scorso 24 marzo, rappresenta un’opera strategica per l’Ateneo dorico, per la città e per l’intero territorio regionale.

All’incontro con la stampa hanno partecipato Gian Luca Gregori, Rettore dell’Università Politecnica delle Marche; Francesco Acquaroli, Presidente della Regione Marche; Daniele Silvetti, Sindaco di Ancona; Guido Castelli, Commissario straordinario alla ricostruzione; Marco D’Orazio, Pro Rettore Univpm, Alessandro Iacopini, Direttore Generale Univpm e Michele Pompili, Dirigente Area Edilizia Univpm.

Il progetto prevede il restauro conservativo, il miglioramento sismico e la rifunzionalizzazione dell’intero immobile — circa 5.210 mq — duramente colpito dagli eventi sismici del 2016. I danni alle murature e alla copertura lignea avevano reso l’edificio inagibile, decretando la necessità di un intervento complesso e articolato.

L’intervento si inserisce in una visione strategica più ampia, che mira a rafforzare la presenza dell’Università nel cuore della città, rendendo il centro storico di Ancona un polo attivo di vita culturale e accademica. Il progetto prevede la connessione tra il Palazzo Storico e l’ex “Palazzo di Vetro”, già oggetto di recupero e destinato a ospitare anche gli uffici amministrativi dell’Ateneo e spazi per studenti e studentesse. La corte interna e la futura piazzetta tra i due edifici si collegheranno a piazza Pertini e alla centrale Piazza Roma, creando un sistema di spazi urbani integrati, a servizio dell’intera comunità.

CENNI STORICI – L’edificio, costruito alla fine dell’Ottocento e vincolato dalla Soprintendenza, sorge su un’area di grande rilevanza storica ed è uno degli elementi architettonici distintivi della Piazza Roma. Originariamente sede delle Poste è divenuta sede del Rettorato dal 1980. Il progetto di restauro conserverà gli elementi architettonici esistenti – tra cui il Salone d’Onore con rivestimenti e affreschi storici – mantenendo intatti materiali, partiture e distribuzioni originali.

NOTE TECNICHE – I lavori, affidati alla ditta Torelli e Dottori, prevedono la conclusione delle demolizioni entro ottobre 2025, il completamento delle opere strutturali entro giugno 2026 e l’ultimazione dell’intero intervento entro luglio 2027. Il finanziamento complessivo, pari a 17.538.290,61 euro, è sostenuto in larga parte da fondi per la ricostruzione post-sisma, con 12,3 milioni di euro stanziati dalla Struttura commissariale.

Il gruppo di progettisti coinvolto – ACALE s.r.l.; FIMA ENGINEERING s.r.l.; TFE ingegneria s.r.l.; Ingg. Marija Golubovic e Lorenzo Sensini; Archeolab Soc. Coop. – è lo stesso che ha curato il recupero dell’ex Palazzo di Vetro, garantendo così continuità nella visione progettuale.

“Il Rettorato storico è un’opera simbolica e concreta al tempo stesso, un modo per rafforzare il legame tra Università, città e territorio – ha affermato il Rettore Gian Luca Gregori –. Restituire alla città e all’Ateneo la sede storica del Rettorato significa riconnettere passato e futuro, e valorizzare Ancona nel suo ruolo di città universitaria. È un passo importante nel percorso di sviluppo e identità collettiva che stiamo tracciando in collaborazione con le istituzioni del territorio e nella costruzione di un’Università sempre più aperta, integrata e riconoscibile nel tessuto urbano. Abbiamo voluto fortemente che questo edificio tornasse a essere ciò che è sempre stato: un punto di riferimento per la vita istituzionale, culturale e simbolica del nostro Ateneo. L’opera che oggi presentiamo guarda al futuro: un futuro che si costruisce attorno agli studenti e alle studentesse, veri protagonisti della nostra missione educativa e culturale. Si ringraziano il presidente Francesco Acquaroli e il senatore Guido Castelli, commissario straordinario per la ricostruzione per il contributo che ha reso possibile che tutto ciò diventasse reale”.

Il Presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli ha aggiunto: “Il recupero del Palazzo Storico del Rettorato rappresenta non solo un’opera di restauro e adeguamento sismico, ma un gesto concreto di attenzione verso la città di Ancona, l’Università e il nostro patrimonio pubblico e universitario. Restituire questo edificio alla città, in pieno centro, significa rafforzare il legame tra le istituzioni, la comunità universitaria e il territorio, promuovendo uno sviluppo che mette al centro la cultura, la formazione e l’innovazione e il recupero del patrimonio. La Regione Marche sostiene un progetto che guarda al futuro senza dimenticare le proprie radici e l’importanza degli atenei, contribuendo a fare di Ancona una città universitaria sempre più viva e integrata nel cuore del capoluogo. Ringrazio l’Università Politecnica delle Marche, il Commissario per la ricostruzione, l’Amministrazione comunale e tutti coloro che hanno reso possibile l’avvio di questo percorso”.

“Presentiamo un cantiere molto importante per Ancona, con 12 milioni di euro di lavori, attualmente in corso – afferma il Commissario Straordinario alla Ricostruzione Sisma 2016 Guido Castelli. Si tratta della sede storica del Rettorato di Ancona danneggiata dal terremoto del 2016. Ringrazio il presidente Acquaroli e il Rettore Gregori per la sinergia dimostrata per l’avvio di questi lavori così impegnativi e strategici. Recentemente è stata assegnata alla struttura commissariale anche la gestione anche del sisma del 2022. Proprio nella cabina di coordinamento di mercoledì 2 luglio abbiamo adottato una prima ordinanza per definire tempi e procedure e partire spediti”.

“Si tratta di un intervento – ha sottolineato il Sindaco di Ancona Daniele Silvetti – che non solo restituisce un palazzo storico all’Ateneo, ma che riqualifica la città di Ancona e rimette a disposizione di tutti un edificio identitario, che fa da cornice a una delle principali e più amate piazze della città. Ancora una volta ci rendiamo conto di quanto la dimensione di Ancona Città Universitaria incida concretamente nella vita quotidiana del capoluogo e degli anconetani. Per la realizzazione di questo progetto ringrazio tutte le Istituzioni che ai massimi livelli si sono adoperate.
È bello che questa restituzione così densa di significato sia partita concretamente in coincidenza con la conclusione del mandato del Magnifico Rettore professor Gregori, a testimonianza del tanto lavoro fatto per l’Università, che in questi anni è cresciuta esponenziale, e per la città, che sempre più sta scoprendo l’importanza e l’onore di ospitare un Ateneo così prestigioso”.

Commenta il Pro Rettore Marco D’Orazio: “L’intervento mira a rafforzare il ruolo di Ancona come città Universitaria ed il legame tra l’Ateneo ed il territorio. L’intervento si colloca infatti in un più ampio quadro di opere che mira a creare, attraverso le strutture universitarie, spazi urbani di connessione e di vita in una zona centrale della città, rendendo maggiormente visibile la presenza dell’ateneo nel centro storico e fulcro di spazi pubblici ad uso della città”.

“Si avvia un percorso di ristrutturazione impegnativo dal punto di vista tecnico, volto a dare nuova vita a un bene di straordinario valore storico e architettonico situato nel pieno centro della città di Ancona – ha dichiarato il Direttore Generale Univpm, Alessandro Iacopini –. Questo intervento rappresenta per noi molto più di un articolato progetto edilizio: si tratta di restituire la sede storica e simbolica dell’Università Politecnica delle Marche – il cuore pulsante del nostro Ateneo – a tutta la Comunità, accademica e cittadina. Riqualificare questo spazio significa rafforzare un’identità condivisa, un patrimonio che appartiene alla collettività, ed è per noi un gesto di responsabilità pubblica che rafforza il nostro legame con la città. Ringrazio vivamente le Istituzioni che hanno sostenuto questo progetto”.

“Il recupero del Palazzo Storico, fortemente danneggiato dagli eventi sismici del 2016, coniuga restauro, miglioramento sismico e riqualificazione funzionale degli spazi su una superficie di oltre 5.200 mq – ha spiegato l’Ing. Michele Pompili, Dirigente dell’Area Edilizia dell’Ateneo –. Nel rispetto dei principi del restauro conservativo verranno valorizzati decori, pavimentazioni e ambienti rappresentativi. Sarà inoltre garantita la sostenibilità energetica e con essa l’adeguamento alle esigenze di funzionalità grazie ad impianti tecnologici assolutamente innovativi e rispettosi del valore e della tipicità del fabbricato”.

12 milioni di euro in più per accelerare la ricostruzione pubblica nel Maceratese. Castelli: “Adeguamento risorse fondamentale per proseguire nel cambio di passo”

La Cabina sisma ha approvato quasi 12 milioni di euro di risorse aggiuntive per tutta una serie di interventi di ricostruzione pubblica in Provincia di Macerata. Tra nuove opere da finanziare e interventi da completare, “proseguiamo nell’impegno costante di una ricostruzione che tuteli la nostra storia, migliori i servizi educativi e potenzi la sicurezza e la vita culturale delle comunità colpite dal sisma 2016 – sottolinea il commissario Guido Castelli –. Adeguare le risorse è fondamentale per rispecchiare la realtà della fase attuativa delle opere e per proseguire nel cambio di passo testimoniato anche dai dati presentati con il Rapporto 2025, con il 98% delle opere avviate e 1.200 cantieri di ricostruzione pubblica che si apriranno in tutto il cratere nel corso dell’anno. Ringrazio il presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli, l’Ufficio speciale ricostruzione e tutti i sindaci del territorio per il prezioso lavoro di squadra”.

A Treia sono stati destinati 1,6 milioni per il consolidamento e restauro di Palazzo Leonori Simboli, inserito nell’Ordinanza speciale. A Gagliole l’edificio dell’ex scuola riceve un incremento di 282 mila euro, per un nuovo totale di 342 mila euro. Loro Piceno ottiene 210 mila euro in più per l’asilo nido “Cardinale G. Mori” con annesso centro sociale polivalente, per un nuovo totale di 700 mila euro. A Pieve Torina gli impianti sportivi beneficiano di un incremento di circa 191 mila euro, per un nuovo contributo complessivo di 2,9 milioni, mentre per la ricostruzione del Teatro comunale è assegnato un incremento di 1,84 milioni, per un totale di 8,12 milioni destinati alla complessiva riqualificazione e completamento dell’intera area di S. Agostino.  Nel quartiere La Madonnetta di Pioraco arrivano 200 mila euro per indagini aggiuntive e la progettazione delle opere di mitigazione del rischio idraulico.

San Ginesio vede crescere di circa 678 mila euro il finanziamento per la Pinacoteca Antica, per un nuovo totale di 855 mila euro e di 1,3 milioni di euro quello per il completamento del Teatro “Giuseppe Leopardi”.

Nel comune di Ussita l’importo per la scuola dell’infanzia “P. Gasparri” cresce di circa 228 mila euro (nuovo totale 587 qmila euro) mentre la piastra tecnologica del campo base ex ECA ottiene 2,06 milioni di euro aggiuntivi, per un nuovo totale di 3,26 milioni. Infine, per la sede della Prefettura – Palazzo del Governo e Loggia dei Mercanti, la Provincia di Macerata riceve 3,1 milioni di euro in più, per un nuovo contributo complessivo di 16,4 milioni di euro.

Cascia, aumento di 7 milioni per i lavori nell’Istituto Omnicomprensivo “Beato Simone Fidati”. Musumeci e Castelli venerdì all’inaugurazione del Palazzo Comunale e della chiesa di San Francesco

La Cabina di coordinamento sisma ha approvato l’incremento di 7 milioni e 600 mila euro per i lavori di demolizione e ricostruzione dell’Istituto omnicomprensivo “Beato Simone Fidati” di Prima Infanzia di Cascia, in provincia di Perugia, portando l’investimento complessivo a 15 milioni e 88 mila euro. Un investimento straordinario per l’edilizia scolastica del territorio umbro. La scuola raccoglie una popolazione scolastica proveniente dai comuni della Comunità Montana “Valnerina. Si tratta di comuni caratterizzati dalla presenza di un centro abitato consistente e da varie frazioni sparse su un ampio territorio in cui la popolazione ha la consapevolezza che la scuola riveste un importante punto di riferimento culturale e sociale. Sempre Cascia vedrà, nella giornata di venerdì, l’inaugurazione della sede comunale appena ristrutturata e della chiesa di San Francesco alla presenza del Ministro Nello Musumeci e del Commissario Guido Castelli.

 

“L’aumento delle risorse destinate ai lavori nella scuola è l’esempio di un impegno concreto verso la sicurezza e la qualità dell’istruzione nei territori colpiti dal sisma. Investire in un edificio scolastico significa investire nel futuro della comunità, offrendo a studentesse e studenti un ambiente moderno, sicuro e funzionale. Continuiamo a lavorare con determinazione affinché ogni scuola possa tornare a essere un punto di riferimento per la crescita e la rinascita del territorio. Ringrazio il presidente della Regione Stefania Proietti, l’Ufficio ricostruzione, i tecnici e il sindaco Mario De Carolis per la stretta ed efficace collaborazione” ha dichiarato il Commissario alla ricostruzione sisma 2016 Guido Castelli.

 

Soddisfazione espressa anche dal sindaco Mario De Carolis: “Un risultato importante perché andiamo a mettere a posto una scuola cresciuta in epoche e storie diverse. Adesso ci saranno anche gli isolatori e le tecnologie attuali per ospitare i ragazzi di Cascia e dei comuni limitrofi, anche del vicino Lazio. E’ un servizio importante per tutta la Val Nerina. Ringrazio la Regione Umbria e il Commissario Castelli per il la sensibilità e il lavoro svolto, che non era facile”.

Ricostruzione post-sisma: firmata l’Ordinanza Speciale per il Ponte sull’Ancaranese

«L’Usr ha predisposto il progetto di fattibilità tecnico-economica per la messa in sicurezza e la riapertura temporanea al traffico del ponte in muratura sull’Ancaranese ed ha convocato la conferenza dei servizi per l’approvazione dello stesso, che si terrà a metà luglio».

Il commissario straordinario alla ricostruzione, Guido Castelli, fa il punto dopo aver firmato la nuova Ordinanza Speciale che segna un passo decisivo per la viabilità interregionale tra Marche e Abruzzo. Al centro del provvedimento, la complessa vicenda del Ponte sull’Ancaranese, infrastruttura strategica situata sul confine tra le province di Ascoli Piceno e Teramo, e tra i comuni di Ascoli, Castel di Lama e Ancarano.

L’ordinanza speciale prevede lo stralcio dell’intervento unitario originariamente previsto dall’ordinanza 137 del 2023, e l’attuazione di due interventi distinti, con l’obiettivo di garantire sicurezza, continuità della viabilità e tutela del patrimonio culturale: la messa in sicurezza e la riapertura temporanea al traffico veicolare del ponte in muratura e la realizzazione di una nuova infrastruttura di attraversamento del fiume Tronto.

La decisione arriva a seguito dell’iter tecnico-amministrativo coordinato dall’Ufficio Speciale Ricostruzione, soggetto attuatore dell’intervento, che ha coinvolto le Province di Ascoli e Teramo, Anas, le Soprintendenze competenti e le autorità idrauliche.

Il ponte in muratura, danneggiato dal sisma del 2016 e oggi vincolato come bene culturale, non potrà essere demolito. Tuttavia, grazie a un sistema di monitoraggio continuo e a interventi mirati sulle fondazioni e sulla piattaforma stradale, potrà essere riaperto al traffico in modalità controllata, garantendo una soluzione temporanea ma fondamentale per la mobilità locale e per l’economia del territorio.

Parallelamente, risulta avviata la progettazione e realizzazione del nuovo ponte, che sarà costruito sull’area di sedime del ponte in cemento armato. La nuova opera sarà conforme alle Norme Tecniche per le Costruzioni 2018, con standard elevati di sicurezza sismica, idraulica e stradale, e conterà sul supporto dell’ingegnere e architetto Enzo Siviero, professore di fama internazionale, che avrà il compito di inserire la nuova opera nel contesto architettonico e paesaggistico.

«Con questa ordinanza speciale – dichiara Castelli – diamo una risposta concreta a un’esigenza urgente del territorio, coinvolgendo stakeholder, imprese, associazioni di categoria, conciliando la tutela del patrimonio storico con la necessità di garantire collegamenti sicuri e favorire la mobilità. Si tratta di un intervento complesso, che ha richiesto mesi di approfondimenti tecnici, confronti istituzionali e valutazioni normative. Proprio per questo, ritengo poco costruttivo ogni tentativo di strumentalizzazione di una vicenda che merita rispetto, serietà e senso di responsabilità».

L’intervento si inserisce nel più ampio Programma RiViTA, promosso dalle Regioni del cratere sismico 2016, e rappresenta un tassello fondamentale per il rilancio della viabilità pedemontana appenninica, asse strategico per la coesione territoriale e la ripresa economica.

 

Ricostruzione terremoti Ancona e Umbertide, prima Ordinanza in Cabina. Castelli: “Partenza immediata grazie a modello sisma 2016”

“Con questa Ordinanza garantiamo l’immediato avvio della ricostruzione nei territori colpiti dai sismi del 2022 e 2023, applicando il modello di ricostruzione già sperimentato con successo nel cratere 2016”. L’annuncio della prima Ordinanza per i terremoti 2022-2023 arriva dal Commissario Guido Castelli, che oggi ha presieduto la prima Cabina di coordinamento sisma dedicata alla ricostruzione dei Comuni di Ancona, Fano, Pesaro, Umbertide, Perugia e Gubbio. “Regole certe, tempi rapidi e risorse dedicate – prosegue Castelli -, a dimostrazione che il modello Appennino Centrale, già fonte d’ispirazione per la Legge nazionale sulle Ricostruzioni, può essere immediatamente operativo, evitando di impiegare anni a creare da zero normative e procedure”. Conclude Castelli: “Ringrazio il Governo Meloni che ha dato fiducia e ulteriore valore al lavoro portato avanti in questi due anni nella Struttura sisma 2016, affidandomi la cura della ricostruzione anche dei territori colpiti nel 2022 e 2023. E ringrazio i Presidenti delle Regioni Marche Francesco Acquaroli e Umbria Stefania Proietti e gli Uffici Speciali per la Ricostruzione per la piena collaborazione e l’intesa raggiunta nella Cabina di Coordinamento, che ci consente di dare risposte concrete alle comunità colpite”. L’Ordinanza approvata oggi prevede infatti l’estensione delle norme e delle procedure straordinarie già applicate alla ricostruzione del sisma 2016 anche ai Comuni di Ancona, Fano, Pesaro, Umbertide, Perugia e Gubbio, con una dotazione finanziaria di 35 milioni di euro nel 2025 e 67 milioni di euro nel 2026.

Per la ricostruzione privata si applicano, dove compatibili, le disposizioni del Testo unico della ricostruzione privata (Ordinanza n. 130/2022) e altre ordinanze collegate. Viene fissato al 31 ottobre 2025, la possibilità per i cittadini di presentare una manifestazione di volontà, tramite piattaforma Ge.Di.Si., per attivare il percorso di ricostruzione. È inoltre indicato il 31 dicembre 2025 per la presentazione del livello operativo.

Per la ricostruzione pubblica, l’Ordinanza dispone che entro il 31 dicembre 2025 i soggetti beneficiari potranno presentare i Documenti di indirizzo alla progettazione (DIP) per poter essere poi finanziato con successive ordinanze. Si estendono inoltre le norme già in vigore per il cratere 2016: disposte le deroghe per affidare direttamente i servizi di progettazione fino a 215 mila euro e i lavori fino a 400 mila euro. Viene inoltre sospeso, fino a fine 2025, l’obbligo di qualificazione per le stazioni appaltanti e l’uso obbligatorio del Building Information Modeling (BIM) sotto soglia europea. Anche il nuovo Accordo di Alta Sorveglianza firmato con ANAC sarà applicato a questi territori, a garanzia della trasparenza e correttezza delle procedure.

Sisma 2016: Scatto in avanti della ricostruzione pubblica, corre la privata. Segnali positivi per il cratere anche sul fronte del PIL e dell’occupazione

Presentato a Roma dal Commissario Straordinario Guido Castelli il Rapporto ricostruzione a maggio 2025. Quest’anno verranno aperti 1200 cantieri della ricostruzione pubblica, un terzo del totale. Nella ricostruzione privata le liquidazioni per i contributi concessi raggiunge quota 6,1 miliardi.

Leggi il Rapporto 2025.

La sintesi dei dati principali.

Nei primi cinque mesi del 2025 la ricostruzione privata fa segnare un +22% rispetto allo stesso periodo del 2024 e, al 31 maggio 2025, le liquidazioni per i contributi concessi hanno raggiunto quota 6,1 miliardi di euro: +37,41% rispetto all’anno precedente. Il 60% di queste liquidazioni è avvenuto dal 2023 ad oggi. Sul fronte della ricostruzione pubblica, invece, su un totale di 3.542 interventi programmati, saranno avviati 1.200 nuovi cantieri nell’anno in corso, di cui oltre 400 già avviati nei primi 4 mesi dell’anno. Inoltre, più del 33,8% degli interventi ha un progetto approvato o ha già avviato le procedure per affidamento dei lavori. Non solo ricostruzione, ma anche riparazione economica e sociale. Un’indagine del Cresme nei territori delle quattro regioni interessate dal programma stima che, anche grazie alle risorse messe in campo Programma Next Appennino, il Pil crescerà complessivamente di oltre 3,8 miliardi di euro e che l’occupazione vedrà un incremento cumulato di oltre 18.000 unità.

Sono alcuni dei dati contenuti nel Rapporto sulla ricostruzione del Centro Italia, aggiornato ai primi cinque mesi del 2025, presentato questa mattina a Roma presso la Sala Montecitorio di Palazzo Wedekind. Alla conferenza stampa hanno partecipato il Commissario Straordinario per la Riparazione e la Ricostruzione sisma 2016, Guido Castelli, il Presidente della Regione Marche, Francesco Acquaroli, gli assessori alle aree interne della Regione Umbria, Simona Meloni, alla Ricostruzione della Regione Lazio, Manuela Rinaldi e ai Lavori Pubblici e Infrastrutture della Regione Abruzzo, Umberto D’Annuntiis.

Il Commissario Guido Castelli ha dichiarato: “Quelli contenuti nel Rapporto sono dati che evidenziano come il lavoro fin qui svolto stia dando luogo a risultati concreti e che la strategia che abbiamo adottato, grazie alla piena collaborazione delle Regioni e al sostegno del Governo, vada nella direzione che tutti auspicavamo. I segnali che giungono sul fronte della crescita economica e dell’occupazione sono molto incoraggianti e di vitale importanza, dal momento che il rilancio economico è una componente essenziale per contrastare il fenomeno di quello spopolamento che colpisce le nostre comunità da lungo tempo. Il declino dei nostri territori non è inevitabile e, anzi, la loro rinascita, attraverso un nuovo sviluppo fondato sulla sicurezza e la sostenibilità, nel pieno rispetto dei principi di legalità, è possibile. Invertire la tendenza si può e lo stiamo dimostrando qui, nel Laboratorio Appennino centrale dove, grazie anche alla digitalizzazione e all’innovazione tecnologica, stiamo realizzando un modello basato su buone prassi che possono rappresentare un punto di riferimento anche per altre aree dell’Appennino. Ciò premesso, siamo consapevoli che c’è ancora molto lavoro da fare e che nessuna distrazione è possibile. Dobbiamo insistere e continuare ad accelerare con l’obiettivo primario di riportare nelle loro case e alla normalità le tante persone che ancora non sono rientrate nelle loro abitazioni e contrastare lo spopolamento. Gli obiettivi da portare a termine sono ancora molti e complessi, ma l’unità di intenti che si è consolidata in questi anni è la migliore premessa per affrontare le sfide che ci attendono”.

Ricostruzione privata. L’accelerazione rilevata nella ricostruzione privata negli ultimi due anni ha riscontrato una progressione costante, segnalata soprattutto dagli incrementi dei pagamenti erogati da Cassa Depositi e Prestiti (CDP) verso le imprese che operano nei cantieri. Nel 2023 le erogazioni CDP sono balzate di +37% sul 2022; nel 2024 il ritmo è ulteriormente incrementato con un +24% rispetto al 2023 e, i primi cinque mesi del 2025, segnano un ulteriore +22% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

Il buon andamento della ricostruzione privata si riflette nei dati della Cassa Depositi e Prestiti, che gestisce il plafond Sisma Centro Italia, fornendo alle banche convenzionate del territorio la provvista dei fondi da erogare sulla base dello stato di avanzamento dei lavori. Al 31 maggio 2025 i contributi concessi in seguito all’approvazione delle pratiche hanno raggiunto 10,77 miliardi di euro, con liquidazioni che superano i 6,1 miliardi (dato di Cassa depositi e prestiti), segnando un +37,41% il valore erogato al 31 maggio 2024 (4,49 miliardi): il 60% di queste liquidazioni è avvenuto dal 2023 a oggi.

Un altro segnale incoraggiante proviene dai territori più colpiti e dagli interventi per danni gravi. Le Richieste di Contributo (RCR) per danni gravi sono salite a 18.391, con un incremento di oltre 2700 domande rispetto allo scorso anno; di queste, oltre 1400 provengono dai Comuni più colpiti, a conferma che le misure di semplificazione e di accompagnamento stanno funzionando. Anche sul terreno operativo la risposta è robusta: nell’ultimo anno sono stati chiusi 944 cantieri per danni gravi e 638 cantieri per danni lievi, per un totale di oltre 1500 cantieri. Al netto dei lavori che devono ancora partire, i cantieri già conclusi sono 12.737 e quelli in corso sono 8.694. Al 31 maggio 2025 le Richieste di Contributo presentate sono arrivate a 34.148 (per un valore di oltre 15,8 miliardi di euro) con un incremento rispetto all’anno scorso vicino al 10%. Nel dettaglio nelle Marche al 31 maggio 2025 sono pervenute 19.315 domande (per un importo richiesto di quasi 10,5 miliardi), in Abruzzo 6.063 (1,38 miliardi), in Umbria 5.182 (1,91 miliardi), nel Lazio 3.588 (2,12 miliardi).

Ricostruzione pubblica. Anche la ricostruzione pubblica sta segnando una vivacità imparagonabile al passato. Nei primi 4 mesi dell’anno avviati già 439 cantieri. Nel corso dell’anno si stima che saranno avviati 1.200 nuovi cantieri, un terzo degli interventi finanziati sull’intera ricostruzione pubblica. Nel suo complesso la programmazione pubblica della ricostruzione post-sisma 2016 comprende 3.542 interventi per un valore di investimento di oltre 4,6 miliardi di euro.

Il 98% delle opere programmate, sia nella programmazione ordinaria che speciale, risulta avviato con almeno la nomina del Responsabile Unico della Procedura. Solo il 2% degli interventi risulta non ancora avviato, a fronte del 5% registrato nel 2024 e di un ben più rilevante 33% nel 2023. Oltre il 33,8% degli interventi ha un progetto approvato o ha già avviato le procedure per affidamento dei lavori. Cresce anche il numero dei cantieri aperti, salendo al 18,2% e un importante passo in avanti rispetto al 2023 si evidenzia nei lavori conclusi, salendo al 16,2%.

Emergenza abitativa. Sono 1.340 i nuclei familiari rientrati nelle loro abitazioni nel corso dell’ultimo anno. Negli ultimi tre anni sono più di 4 mila quelli che hanno ritrovato la propria dimora abituale (un terzo dei nuclei iniziali) dal momento che nel 2025 corrispondono a 10.067 nuclei, mentre nel 2022 erano 14.211. Tuttavia, nei 138 Comuni del cratere ci sono ancora 10mila nuclei familiari, per un totale di poco più di 20mila persone, in attesa di sistemazione definitiva.

Edifici di culto. La ricostruzione degli edifici di culto dell’Appennino centrale rappresenta un capitolo particolarmente importante e delicato perché va a intrecciarsi non solo con la ricostruzione di edifici di particolare pregio culturale, storico e architettonico, ma intercetta l’esigenza spirituale e identitaria delle comunità colpite. Gli edifici di culto, sia pubblici che privati, danneggiati dalla sequenza sismica del 2016-2017 sono stati 2.456. Tra questi – con esclusione delle chiese di proprietà pubblica – ammontano a un totale di 1221 per un importo complessivo di circa 737,8 milioni di euro. Solo nell’ultimo biennio, e considerando solo i primi quattro mesi del 2025 sono stati approvati 121 interventi, pari al 50% del totale dei progetti definiti in conferenza permanente.

Riparazione economica e sociale: il Contrasto allo spopolamento

La ricostruzione degli edifici nel più grande cantiere edile d’Europa – 8 mila kmq di superficie per 28 miliardi di euro di danni da ripristinare – diventa un imponente mezzo per un fine più ampio e complesso; contrastare tre crisi che si sono sommate in tempi e modi diversi: la crisi sismica, la crisi climatica e la crisi demografica che precede e drammatizza le altre due. Nell’ultimo secolo abbiamo assistito a un progressivo indebolimento di un’area – quella del sisma 2016-2017 – in cui, 100 anni fa, si contavano circa 4500 insediamenti abitati che ora si sono sensibilmente ridotti. Questa tendenza ha modificato la struttura territoriale che oggi presenta il 70 % di superficie boscata, il 25% di superficie adibita ad attività agricole o zootecniche e il 5% di superficie urbanizzata. Fino agli anni Cinquanta questo rapporto era invertito: 70% di superficie agricola e pastorale, 25% di superfici boscate. In questo contesto la coesistenza dell’uomo con la natura, attraverso un rapporto armonico ed equilibrato, è di vitale importanza dal momento che l’abbandono del suolo ha determinato un inselvatichimento del territorio. L’avanzata di un bosco non governato, ricco di sterpaglie e non ancora di alberi di alto fusto, in presenza della crisi climatica in atto sta rendendo più fragile il territorio. In caso di evento avverso l’assenza delle attività umane di regimazione delle acque e di presidio idraulico aumenta i rischi connessi a smottamenti e frane. Tutto ciò in una realtà nazionale già molto esposta a rischio idrogeologico: in Italia si registrano due terzi delle frane attive d’Europa. A tal riguardo, grazie alle progettazioni di next appennino, si sono attivati nuovi processi e filiere agrosilvopastorali, in stretta sinergia con le regioni, per la gestione sostenibile dei boschi, valorizzandola come materia prima all’interno dei cicli energetici ma soprattutto nei processi manifatturieri tipici del sistema economico produttivo dell’area del cratere.

 

Crescita del Pil

Un’analisi condotta dal Cresme documenta come Pil e occupazione siano significativamente sollecitati dagli investimenti favoriti e indirizzati da NextAppennino (il Piano complementare al Pnrr per i sismi del 2009 e 2016). La spinta determinata da NextAppennino non è episodica, ma innesca una espansione solida, in quanto determina fattori generativi di sviluppo e contribuisce a qualificare e a rafforzare l’impatto della dinamica economica positiva in corso. Dall’analisi del Cresme – le stime indicano un incremento del PIL reale per gli anni 27-29 successivi alla chiusura dei processi di investimenti pari a 3,8 mld cumulati, così suddivisi per regione: 1.492 milioni di euro in Abruzzo, 293 milioni di euro nel Lazio, 1.786 milioni di euro nelle Marche e 294 milioni di euro in Umbria. Si può notare inoltre come, considerando nell’insieme i territori delle 4 regioni interessate dal programma, l’aumento del PIL e degli occupati stimato sia costante e in crescita. Questo conferma in modo scientifico come l’occupazione indotta sia stata determinata dalla stretta correlazione tra il contributo concesso all’investimento, il livello di innovazione promosso e la crescita economica, che determina un robusto effetto sull’occupazione, che si attesta nel tempo.

 

Occupazione

Segnali positivi giungono anche sul fronte dell’occupazione. Le due Macro-misure di NextAppennino risultano determinanti non solo per la crescita economica dell’area del cratere sismico, ma anche per il rafforzamento del mercato del lavoro. In termini occupazionali, il Cresme stima 4.631 nuovi posti di lavoro in Abruzzo, 1.233 nel Lazio, 8.521 nelle Marche e 913 in Umbria.  Il miglioramento dell’efficienza nei processi produttivi, favorito dalla digitalizzazione e dal potenziamento delle infrastrutture grazie alla sinergia tra le Macro-misure A e B, è destinato a generare effetti strutturali positivi nei territori colpiti dal sisma. In realtà la dinamica occupazionale è già innescata, non è solo prevista. I dati documentano nuovi flussi in entrata, nel mercato del lavoro dei 138 Comuni del cratere, registrando negli ultimi 3 anni oltre 302.000 nuovi rapporti di lavoro attivati, pari ad un incremento del 6,4%. Tale indice, nel cratere ristretto, sale al 12,4% ad un ritmo nettamente superiore alle medie di qualunque regione italiana. Basti rammentare che la media nazionale nello stesso periodo ha fatto registrare un aumento del 3,9%. Nel complesso l’occupazione è cresciuta del 6,6% (2024 versus 2022), in questo caso in linea con la tendenza nazionale, ma molto superiore ai trend delle singole regioni coinvolte dal sisma 2016, ma anche più alto di Lombardia ed Emilia-Romagna.

 

Matelica, dalla Conferenza regionale ok al progetto della chiesa del cimitero

La Conferenza regionale ha approvato il progetto di fattibilità tecnico-economica per il ripristino e la riparazione della chiesa del Cimitero comunale di Matelica (Mc), danneggiata dagli eventi sismici del 2016.

L’intervento, inserito nell’ambito dell’ordinanza numero 137 del 2023, prevede un finanziamento complessivo di 1.000.000 euro, per riportare la chiesa alle condizioni pre-terremoto, integrando opere di miglioramento sismico e restauro conservativo.

«La ricostruzione non è solo un fatto tecnico, ma un atto di giustizia verso le comunità colpite – dichiara il commissario straordinario, Guido Castelli -. Intervenire su un luogo simbolico come questo significa restituire identità, memoria e dignità a un territorio che ha sofferto, ma che non ha mai smesso di lottare. Continuiamo a lavorare in sinergia con i Comuni, l’Usr e la Regione Marche guidata dal presidente Acquaroli».

«Con l’approvazione della Conferenza regionale, abbiamo ottenuto il finanziamento per la sistemazione della chiesa del cimitero. Per questo ringraziamo il commissario Castelli per il suo lavoro e l’attenzione verso i territori colpiti dal sisma. Grazie al suo interessamento, c’è una grande accelerazione della ricostruzione pubblica e privata. Si tratta di un’opera fondamentale, un simbolo con il quale la comunità di Matelica ha un profondo legame» aggiunge il sindaco Denis Cingolani.

Le principali lavorazioni includono, tra le altre, il consolidamento strutturale con inserimento di tiranti in acciaio e cordoli tralicciati; il ripristino delle coperture con materiali tradizionali e tecniche compatibili; il restauro delle murature con tecniche di scuci-cuci e ristilatura; la messa in sicurezza e restauro degli apparati decorativi e delle opere mobili.

 

Foto: catalogo.beniculturali.it

Monteleone di Fermo: approvato progetto per il ripristino del muro di contenimento del Parco della Rimembranza

L’Ufficio Speciale Ricostruzione ha approvato il progetto esecutivo per la riparazione dei danni sismici al muro di contenimento situato nel Parco della Rimembranza, nei pressi del Monumento ai Caduti, nel comune di Monteleone di Fermo.  L’intervento, finanziato con un contributo di 70.000 euro dall’ordinanza numero 137 del 2023, ha l’obiettivo di ripristinare la struttura danneggiata dagli eventi sismici del 2016, restituendole piena funzionalità e sicurezza.

«Questo ripristino, come altri simili che stiamo portando avanti nel cratere appenninico, rappresenta un tassello importante nel percorso di ricostruzione post-sisma, che contribuisce alla tutela del patrimonio urbano e alla valorizzazione degli spazi pubblici di Monteleone – spiega il commissario straordinario, Guido Castelli -. Ringrazio come sempre la filiera impegnata in questo processo di rilancio, che vede Comuni, Usr e la Regione guidata dal presidente Acquaroli, al lavoro costantemente sui territori».

«Il parco è un elemento centrale e storico del nostro paese. Ringraziamo il Commissario Castelli, l’Usr e tutta la struttura per il finanziamento di questo importante progetto» ha dichiarato il sindaco Marco Fabiani.

Il muro, realizzato in cemento armato, si trova lungo la strada di via Valle Corvone, nella parte alta del centro storico. A seguito del sisma, la struttura ha riportato una frattura evidente all’angolo contro terra, con un distacco che si estende per tutta l’altezza del muro.

Il progetto prevede la realizzazione di una paratia interna con pali di rinforzo per alleggerire il carico sul muro, la cucitura strutturale dell’angolo lesionato mediante barre filettate e la stuccatura delle fessure presenti sul paramento esterno. Si tratta di interventi mirati a garantire la stabilità della struttura e a preservare l’integrità di un’area di grande valore simbolico per la comunità.