Osimo, approvato il progetto per la Chiesa dell’Annunziata

L’Ufficio Speciale Ricostruzione ha approvato il progetto esecutivo per la ristrutturazione con miglioramento sismico della Chiesa dell’Annunziata, situata nel cuore del Cimitero Maggiore di Osimo, in provincia di Ancona. L’intervento, inserito nell’ambito dell’Ordinanza 137 del 2023, prevede un investimento complessivo di 650.000 euro, di cui 500.000 euro finanziati con fondi della ricostruzione e 150.000 euro a carico del Comune.

«Questa chiesa rappresenta un punto di riferimento per la comunità, soprattutto nei momenti di raccoglimento e commemorazione – spiega il commissario alla ricostruzione, Guido Castelli -. Il progetto non solo risponde a esigenze tecniche e normative, ma si fonda su una profonda analisi storico-critica che ha guidato le scelte, nel rispetto della memoria e della dignità del luogo. Con questo intervento, Osimo conferma il proprio impegno nella valorizzazione del patrimonio culturale e spirituale, trasformando la ricostruzione in un’occasione di ripartenza. Ringrazio il Comune, l’Usr e la Regione guidata dal presidente Acquaroli».

La Chiesa dell’Annunziata, danneggiata dagli eventi sismici del 2016/2017, è molto più di un edificio religioso. Oltre alla sua funzione liturgica, ospita il Sacrario dei Caduti osimani della Prima Guerra Mondiale, con 380 nomi incisi su lastre marmoree. L’edificio conserva anche elementi architettonici e decorativi di pregio, come il portale in pietra con altorilievo dell’Annunciazione, altari barocchi settecenteschi, lapidi commemorative dal Quattrocento al Seicento e una preziosa cornice dorata che un tempo ospitava una pala di Lorenzo Lotto, oggi sostituita da una copia.

L’intervento approvato mira a ripristinare la sicurezza e la funzionalità dell’edificio, con particolare attenzione alla sua valenza storica e artistica. Il progetto prevede il consolidamento strutturale dell’intero complesso, la riparazione degli elementi decorativi e architettonici danneggiati, il miglioramento degli impianti e dell’accessibilità, e il rinforzo della torre campanaria, con l’installazione di una scala interna e l’inserimento di cuciture armate.

CER, nell’Appennino centrale salgono da 23 a 40 i progetti finanziati

“Una buona notizia per la sostenibilità energetica e ambientale dell’Appennino Centrale – commenta il Commissario alla Riparazione e Ricostruzione Sisma 2016 Guido Castelli -. Grazie a una gestione attenta delle risorse e alla collaborazione costante con i territori siamo riusciti a finanziare altri 17 progetti per la realizzazione di Comunità Energetiche Rinnovabili, che rappresentano uno dei tasselli della rigenerazione economica e sociale che stiamo portando avanti nelle aree interne grazie ai fondi del Piano nazionale complementare sisma. Le CER sono uno strumento fondamentale per rendere più autonome e sostenibili le nostre comunità, nell’ottica di un ambientalismo non ideologico che metta al centro l’essere umano e il suo abitare il territorio come forma massima di prevenzione dalle calamità. Ringrazio tutti gli enti coinvolti e, in particolare, i Presidenti delle quattro Regioni del sisma per il lavoro condiviso che ci consente di raggiungere questi importanti traguardi”.

È stato possibile scorrere la graduatoria del bando per le Comunità Energetiche Rinnovabili (CER) nelle aree del cratere sismico 2016 grazie alle economie generate dall’applicazione dei massimali di spesa stabiliti dal decreto CACER e dalle ottimizzazioni progettuali suggerite dalla Struttura commissariale. In quasi tutti i casi il cofinanziamento pubblico si conferma pari al 40% del valore complessivo dell’investimento, una scelta effettuata da molti enti per cumulare il contributo con la Tariffa Incentivante Premiale prevista dal decreto CER del Ministero dell’Ambiente. Con l’ultima ordinanza firmata il 2 luglio 2025, salgono così a 40 i progetti finanziati per un valore complessivo di circa 126 milioni di euro, a fronte di 59 milioni di contributi pubblici già concessi. Le amministrazioni coinvolte diventano 84.

I nuovi enti finanziati sono: per le Marche i Comuni di Tolentino (3,4 milioni di euro), Servigliano (716 mila euro), Fabriano (1,1 milioni di euro), Montegiorgio (2,2 milioni di euro), Pieve Torina (254 mila euro) e Montalto delle Marche (880 mila euro); per l’Umbria Spoleto (463 mila euro); per il Lazio Leonessa (658 mila euro), Cittaducale (316 mila euro), Borgo Velino (685 mila euro) e Rieti (1,2 milioni di euro); per l’Abruzzo Arsita (328 mila euro), Collarmele (277 mila euro), Popoli (2,5 milioni di euro), Montebello di Bertona (462 mila euro), Rocca Santa Maria (190 mila euro) e Isola del Gran Sasso d’Italia (371 mila euro).

Un percorso accompagnato passo dopo passo. La Struttura commissariale ha supportato gli enti con tecnici esperti e strumenti operativi, tra cui linee guida e modelli tipo, raccolti nell’Ordinanza 97 del 2023. Sono stati anche organizzati webinar per formare amministratori, tecnici e operatori economici del cratere. Con l’uscita del Decreto CER del MASE (gennaio 2024) e del Regolamento operativo GSE (febbraio 2024), è stato avviato un confronto per garantire la compatibilità tra i finanziamenti del bando e gli incentivi statali. Alcuni enti hanno scelto di ridurre il contributo pubblico al 40% per poter accedere anche alla Tariffa Incentivante Premiale (TIP), facendo così scorrere la graduatoria. A ottobre 2024 è partito un processo di aggiornamento dei quadri economici dei progetti per rispettare i nuovi limiti di costo, concluso ad aprile 2025 con l’Ordinanza 113. Questo ha prodotto nuove economie, utili per ulteriori scorrimenti.

Palmiano, approvati quattro progetti: Municipio, ex molino, cimitero e sottoservizi per la frazione di Appoiano

Nel cuore del Piceno, Palmiano si prepara a voltare pagina grazie a un articolato piano di ricostruzione post-sisma che coinvolge edifici pubblici, infrastrutture e servizi essenziali. Con l’approvazione di quattro progetti esecutivi da parte dell’Ufficio Speciale per la Ricostruzione, il piccolo borgo dell’entroterra può contare su quasi 2 milioni di euro, destinato a restituire funzionalità, sicurezza e dignità a luoghi simbolici della vita comunitaria.

«Tre di questi interventi, tranne quello sull’ex molino, vedono l’Usr nelle vesti di soggetto attuatore, a testimonianza dell’impegno fattivo che l’ufficio svolge quotidianamente a sostegno delle comunità – spiega il commissario alla ricostruzione, Guido Castelli -. Essi rappresentano un passo concreto verso la rinascita di Palmiano, il comune più piccolo della provincia di Ascoli. Un segnale forte di attenzione istituzionale e di fiducia nel futuro, che passa attraverso la cura dei luoghi, la sicurezza delle persone e la valorizzazione del patrimonio locale. Ringrazio, oltre al Comune, la Regione Marche guidata dal presidente Acquaroli».

Il progetto più consistente riguarda la sede comunale, un edificio articolato in due blocchi – uno storico in muratura e uno più recente in cemento armato – che sarà oggetto di un intervento di adeguamento sismico. I lavori prevedono il consolidamento delle pareti con intonaco armato, il rinforzo dei pilastri, la costruzione di nuovi elementi strutturali in cemento armato e l’installazione di un ascensore esterno. A completare l’opera, il rifacimento degli impianti, l’isolamento termico con cappotto e la sostituzione degli infissi. Un intervento da 722.000 euro che restituirà piena funzionalità e sicurezza alla casa comunale.

Altro tassello fondamentale è il ripristino del civico cimitero, danneggiato dal sisma e oggi al centro di un progetto di miglioramento sismico. Le due strutture ai lati dell’ingresso, realizzate in muratura, saranno consolidate con tecniche tradizionali come il “cuci e scuci”, intonaci armati e catene metalliche per evitare il ribaltamento delle facciate. Il tetto sarà riparato e gli architravi sostituiti, per un intervento dal valore di 130.000 euro che unisce rispetto per la memoria e attenzione alla sicurezza.

Un terzo intervento, più tecnico ma altrettanto strategico, riguarda la frazione di Appoiano, dove saranno ripristinate e potenziate le infrastrutture e i sottoservizi. Il progetto prevede la posa di nuove condotte per acque bianche e nere, una nuova linea idrica, elettrica e telefonica, l’installazione di pali della luce e la realizzazione di una nuova massicciata stradale. Un’opera da 148.000 euro che migliorerà la qualità della vita dei residenti e la resilienza del territorio.

Infine, il progetto più ambizioso e simbolico: la riqualificazione dell’ex Molino Elettrico e dell’Ufficio Postale, un edificio storico nel centro del paese. L’intervento, dal valore di 955.000 euro, prevede un adeguamento sismico completo, con sottofondazioni, rinforzi murari, demolizione e ricostruzione dei solai, nuova copertura in legno, impianti moderni e l’inserimento di un ascensore interno. L’obiettivo è restituire alla comunità un edificio multifunzionale, capace di ospitare servizi e attività pubbliche. Al momento, il contributo è stato determinato ma la concessione è subordinata all’assegnazione delle risorse da parte del commissario straordinario.

Avviato il cantiere della nuova cabinovia Frontignano-Cornaccione

Minor impatto ambientale, destagionalizzazione ed inclusività a sostegno dell’economia delle aree interne delle Marche. Un nuovo inizio per Ussita e la montagna marchigiana. Sabato 12 luglio, nel Piazzale Selvapiana di Frontignano di Ussita (MC), si è tenuta la cerimonia di avvio del cantiere per la realizzazione della cabinovia Frontignano-Cornaccione (1350 metri-1909 metri).

Molte le autorità presenti  tra cui Il Presidente della Regione Marche, Francesco Acquaroli, il Senatore Guido Castelli, Commissario straordinario ricostruzione sisma 2016, l’Arcivescovo Francesco Massara, Andrea Spaterna, già Presidente dell’Ente Parco Nazionale dei Monti Sibillini, Alessandro Gentilucci, Presidente dell’Unione Montana Marca di Camerino, Silvia Bernardini Sindaco di Ussita e molti sindaci del territorio.

L’impianto di risalita che vede l’avvio dei lavori (fine prevista entro dicembre 2025) è composto da capienti cabine di 10 posti per un numero totale di 49 veicoli e si estende per un dislivello di 558 metri su una lunghezza inclinata di 2.069 metri. La potenzialità massima di trasporto è di 1.200 persone l’ora con un potenziamento fino a 1.800 persone l’ora, il tempo di percorrenza è di 7 minuti e 35 secondi. Verranno smantellati 3 vecchi impianti e il rifugio Cornaccione verrà sviluppato sopra la stazione di arrivo, restituendo spazi naturalistici all’area naturalistica del parco. Un moderno impianto che può trasportare persone, biciclette, carrozzine consentendo l’utilizzo anche alle persone con disabilità per far fruire la montagna a tutti. L’impegno complessivo di spesa è di 16 milioni di Euro la maggior parte stanziati dai fondi Nextappennino.

Il Commissario al sisma 2016 Guido Castelli spiega che «L’avvio del cantiere della nuova cabinovia Frontignano–Cornaccione è una notizia di grande importanza per il territorio di Ussita e per lo sviluppo del turismo montano nel Maceratese. Si tratta di un’opera moderna e sostenibile, frutto di un lavoro lungo e condiviso, che ho seguito fin dal principio, e di una visione che mette al centro l’ambiente, l’accessibilità e la sicurezza. Un risultato, quello odierno, reso possibile grazie all’impegno del Presidente Francesco Acquaroli e del Sindaco Silvia Bernardini, che conferma come nelle Marche vi sia un modello di collaborazione istituzionale efficace e concreto. Restituire attrattività a questi luoghi, favorendo un turismo destagionalizzato capace di generare sviluppo economico e sociale, significa creare nuove  opportunità per il futuro delle nostre comunità. È così che la montagna torna protagonista: non solo come meta, ma come motore della ripartenza”.

“La ricostruzione dell’impianto di risalita di Frontignano rappresenta sicuramente uno di quegli interventi essenziali e fondamentali per il rilancio di questo territorio, non solo relativamente alla ricostruzione post-sisma ma di un intero comprensorio che rappresenta un fiore all’occhiello delle Marche e del centro Italia, che non può prescindere dal nostro meraviglioso entroterra e dal suo potenziale turistico ed economico – ha detto Francesco Acquaroli, Presidente della Giunta regionale – Occorreva individuare strumenti strategici che aprissero a nuove prospettive per una comunità ferita e disillusa che non credeva più nella opportunità di tornare in questo territorio. Voglio ringraziare i sindaci, gli imprenditori e quei cittadini che non hanno mai lasciato questo territorio che hanno fatto impresa, tenuto aperto i servizi, gli allevamenti e le attività. È grazie a loro se siamo arrivati qui e che ci hanno dato una base per futuro sviluppo. Lo voglio dire in una frase: nulla èimpossibile a chi ci crede! E quindi facciamo insieme lo sforzo di vedere il futuro di queste comunità, che stiamo costruendo con visione e coraggio”.

 

Le vecchie seggiovie smantellate

Il nuovo impianto ‘sostituisce’ le vecchie seggiovie “Selvapiana” e “Cornaccione”, a servizio del settore del Canalone e la biposto “Ginepro” a servizio del settore Saliere. Strutture ormai obsolete e non più rispondenti a criteri di compatibilità ed economicità.

 

Un impianto per tutti

La scelta di una cabinovia ad ammorsamento automatico, in luogo della seggiovia, ha l’obiettivo principale di rendere il servizio di trasporto sicuro, efficace ed agevole anche per le categorie di utenti diversamente abili, per persone anziane o con ridotta mobilità e famiglie, in ogni periodo dell’anno. Le persone, infatti, potranno facilmente utilizzare la cabinovia con ogni condizione climatica, per attività escursionistiche estive e invernali e per l’accesso diretto al nuovo Rifugio di monte, favorendo la destagionalizzazione con un impianto opportunamente dimensionato per una pressione sostenibile sull’area servita.

Un progetto per lo sviluppo concertato con tutte le istituzioni

Questo traguardo è il risultato di un complesso iter progettuale svolto in concertazione con tutti gli Enti interessati, quelli di tutela del territorio in primis, con l’obiettivo di realizzare un’infrastruttura strategica per lo sviluppo dell’economia locale e, al contempo, fortemente migliorativa in termini d’impatto ambientale rispetto alla situazione preesistente.

“Un traguardo significativo – ha affermato Silvia Bernardini, Sindaco di Ussita – frutto di un lungo iter burocratico e di una visione condivisa per lo sviluppo economico e nel rispetto del nostro prezioso ambiente montano. È un progetto che nasce da lontano, quando, ormai 25 anni fa (2001), una giovane Sindaco Bernardini ed un Parco nato da poco, con l’allora Presidente Graziani, sottoscrissero per i relativi Enti, un protocollo di Intesa, per far sì che le due realtà, Comprensorio sciistico di Frontignano e zona a tutela integrale del Parco, potessero coesistere e lavorare nella stessa direzione. Ci sono voluti 25 anni, ma quando un progetto è valido, viene condiviso e realizzato. Ed io ho la grande soddisfazione di averlo avviato e di poterlo vedere realizzato.

Il protocollo prevedeva di dimezzare il numero di impianti, ma soprattutto la rimozione completa e definitiva di quelli più impattanti della catena dei Monti Sibillini, quali la Funivia Vallone di Selvapiana-Malghe delle Spigare che attraversa la meravigliosa Val di Bove e lo skilift delle Spigare, opere sicuramente avveniristiche per l’epoca in cui sono state realizzate, ma altamente impattanti. Quest’opera è emblematica di come la Comunità della montagna creda fortemente nel rispetto dell’ambiente in cui vive e nel rilancio dei luoghi, nell’economia dei territori montani e nel suo futuro. Le aree interne ed i Comuni come il nostro possono e devono fare molto nella ricostruzione post-sisma 2016, non solo fisica, ma anche delle Comunità, dando valore ai territori e alle persone”.

“L’impianto di risalita, completamente green, rappresenta la possibilità di un turismo lento e di un accesso più friendly verso la montagna   ha continuato il Sindaco Bernardini – Basti pensare che lo scorso anno il numero delle persone che hanno usufruito degli impianti di risalita è stato di oltre 54 mila, questo in una annata con uno scarso innevamento e pochissimi giorni di apertura per lo sci, e quindi la maggior parte dei passaggi sono stati effettuati da amanti della montagna, per trekking, utilizzo del bike Park o esperienze ambientali, in stagioni diverse da quella invernale.

Numeri significativi per l’economia del nostro territorio montano che mostra capacità di resilienza e volontà di rinascita. Come ci amiamo definire, i nostri sono Territori Forti e Fluidi”.

Non solo neve, ma un turismo per la montagna tutto l’anno

L’utenza target che potrà usufruire del nuovo impianto è molto più ampia rispetto alla categoria degli sciatori (che interessa un periodo ristretto, nonostante la conca del Canalone conservi a lungo la neve caduta) e sarà inoltre sensibilizzata mediante campagne di educazione ambientale già definite in sede di Valutazione di impatto ambientale, per permettere di godere del panorama unico offerto dal Monte Bove o trattenersi per passare una giornata in un ambiente naturale di pregio, nel pieno rispetto dell’ambiente circostante, godendo dell’unicità di questo impianto, sicuramente il più ad alta quota delle Marche, con affaccio su un terrazzo sorprendente.

La stazione a monte si integra con l’ambiente

Il progetto della stazione a monte, rimodulato anche a seguito della richiesta di integrazioni da parte dell’Ente Parco Nazionale dei Monti Sibillini, prevede una stazione che si integra il più possibile nel paesaggio naturale, cercando di minimizzare l’impatto visivo e ambientale. L’idea centrale è quella di realizzare una struttura completamente interrata, seguendo il profilo del terreno, con l’utilizzo di tecniche di ingegneria naturalistica per rinforzare e rinaturalizzare le pareti laterali del rilevato.

Sisma 2016, Castelli: “Riapre la SP. 64 Nursina, struttura strategica per l’Appennino umbro-marchigiano”

Con il completato dell’intervento di messa in sicurezza e ripristino della Strada Provinciale 64 “Nursina” oggi è stato compiuto un altro passo avanti nel percorso di rinascita dell’Appennino centrale. Si tratta di un’infrastruttura dall’importanza rilevante, nell’ambito del  collegamento interregionale tra le Marche e l’Umbria, che attraversa i territori del Comune di Arquata del Tronto. Ringrazio il Presidente Francesco Acquaroli per la suo costante impegno in favore dei nostri territori e  l’Anas, sia il lavoro svolto in questa occasione che per l’opera complessiva di miglioramento e ammodernamento della rete che sta compiendo nel cratere. E’ significativo che questa inaugurazione cada in una data particolarmente importante e simbolica, dal momento che oggi è la Festa di San Benedetto da Norcia.”.

Lo ha detto il Commissario Straordinario al sisma 2016 che questa mattina ha partecipato alla cerimonia di inaugurazione della “Nursina”, Strada Provinciale che aveva subito danni a seguito del sisma del 2016. L’arteria rappresenta un itinerario interregionale alternativo rispetto alla S.S. 685 “Tre Valli Umbre”, e collega nuclei importanti come Tufo e Capodacqua al resto del territorio. Alla cerimonia erano presenti tra gli altri l’Assessore regionale Andrea Maria Antonini, il Presidente della Provincia di Ascoli Sergio Loggi e il Sindaco di Arquata del Tronto Michele Franchi.

“La S.P. 64 Nursina – aggiunge Castelli – è molto più di una strada: è una delle arterie necessarie per ricucire quei collegamenti nell’Appennino centrale che sono fondamentali per far uscire i le nostre comunità dal loro lungoisolamento. Il suo ripristino rappresenta non solo un’opera tecnica rilevante, ma anche un segnale nei confronti dei nostri cittadini che da anni attendono di rivedere i territori interni pienamente connessi e accessibili. Restituire funzionalità e sicurezza a questa infrastruttura significa incentivare il turismo, supportare la vita quotidiana, l’economia locale e la ricostruzione sociale di queste aree duramente colpite.”

Il tratto, di quasi 15 chilometri della “Nursina”, era stato gravemente danneggiato dagli eventi sismici, con numerosi dissesti che avevano reso necessaria la chiusura al traffico e l’avvio di un articolato piano di ricostruzione e consolidamento. L’intervento conclusivo, del valore di oltre 15 milioni di euro, ha previsto opere strutturali di consolidamento della scarpata di valle mediante paratie di pali, e il rafforzamento della scarpata di monte attraverso reti chiodate e geostuoie.

Sisma 2016: Castelli incontra presidente Ance Brancaccio su accelerazione procedure

“Quello avuto ieri con la Presidente Brancaccio è stato un confronto costruttivo e approfondito, nel corso del quale abbiamo affrontato questioni centrali per la ricostruzione dell’Appennino centrale. La collaborazione costante con tutti i soggetti che operano nel cratere e il continuo adattamento ai mutamenti a cui è soggetta la ricostruzione sono presupposti essenziali per accelerare il processo di rinascita dei nostri territori”. Lo afferma il Commissario Straordinario al sisma 2016 Guido Castelli che ieri a Roma, presso la sede nazionale dell’Ance, ha incontrato la Presidente Federica Brancaccio e la struttura di coordinamento terremoto Centro Italia dell’Ance. “Nel corso dell’incontro – aggiunge Castelli – abbiamo affrontato questioni centrali come il Prezziario Unico del cratere 2025, che è in corso di definizione e sul quale dovremo confrontarci prima del definitivo via libera. Altro argomento molto importante è stato quello del Superbonus, alla luce della proroga per la rendicontazione al 31 dicembre 2026 di tutte le pratiche di ricostruzione privata nel cratere che avevano prenotato il plafond di 330 milioni. Una decisione, questa, assunta attraverso il Dl Economia, recentemente approvato dal Consiglio dei ministri che ha intrapreso il suo iter al Senato. Sempre relativamente al Superbonus, insieme all’Ance abbiamo cominciato a ragionare sul come affrontare nel modo meno impattante possibile il nodo della fuoriuscita da questo strumento. Ringrazio la Presidente Brancaccio e l’Ance – conclude Castelli – per la costruttiva collaborazione dimostrata anche in questa occasione, a conferma dell’unità di intenti che ci accomuna”. “Apprezziamo l’impegno del Commissario Castelli e la disponibilità a trovare soluzioni concrete per accelerare la ricostruzione nei territori. Auspichiamo che il confronto rimanga costante per affrontare tempestivamente i prossimi passi e garantire alle comunità una piena rinascita economica e sociale”. Dichiara la Presidente Ance, Federica Brancaccio.

Ascoli Piceno, inaugurato l’uso temporaneo nella ex caserma Umberto I

– L’Agenzia del Demanio ha affidato in uso temporaneo il giardino e le principali stanze di pregio dell’ex Caserma Umberto I di Ascoli Piceno alla F.RI.D.A. APS in attesa della riqualificazione dello storico edificio militare destinato a ospitare uno studentato e la nuova sede della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio (SABAP). L’ente del Terzo Settore, che opera attraverso la libera Accademia di Belle Arti e il museo di Arte Contemporanea, ha inaugurato questa mattina un polo e parco culturale. All’interno degli spazi è stato aperto il City Plan Center, un presidio permanente di partecipazione civica e centro di coordinamento delle attività del Piano Città degli Immobili Pubblici di Ascoli Piceno.

 

All’evento di inaugurazione hanno partecipato il Direttore dell’Agenzia del Demanio, Alessandra dal Verme, e il Sindaco di Ascoli Piceno, Marco Fioravanti, alla presenza del Commissario Straordinario Sisma 2016, Guido Castelli, del Sottosegretario di Stato al MEF, Lucia Albano, del Prorettore Vicario dell’Università di Camerino, Prof. Emanuele Tondi, e del Prof. Gianluigi Mondaini dell’Università Politecnica delle Marche.

 

“Luoghi in disuso diventano spazi attrattivi aperti alla cittadinanza dove è possibile creare centri diaggregazione, relazioni e cultura”, ha dichiarato il Direttore dell’Agenzia del Demanio, Alessandra dal Verme. “L’uso temporaneo è un’occasione per far rivive subito spazi e immobili pubblici nelle more della loro riqualificazione e per far partecipare la cittadinanza al processo di rigenerazione sul territorio. È fondamentale creare luoghi di relazioni e cultura immediatamente fruibili per rafforzare l’identità del cittadino attraverso il patrimonio immobiliare pubblico. La collaborazione con investitori privati è importante per accelerare la trasformazione della città e generare sviluppo e crescita economica, valore sociale e ambientale”

 

“L’affidamento in uso temporaneo dell’ex Caserma Umberto I alI’associazione segna una tappa fondamentale nel processo di valorizzazione di uno degli edifici storici più significativi di Ascoli Piceno” – ha dichiarato il Sottosegretario di Stato al MEF, Lucia Albano – “L’operazione non solo recupera un bene architettonico di rilevanza storica, ma lo trasforma in un fulcro di impegno sociale e culturale, creando nuovi luoghi di crescita, partecipazione e inclusione per la comunità. La rigenerazione urbana, integrata con la cultura, può diventare leva di sviluppo e coesione sociale, restituendo spazi vivi e significativi al territorio”

“L’inaugurazione del Temporary Use dell’ex Caserma Umberto I e l’apertura del City Plan Center confermano come le attività avviate circa un anno e mezzo fa, con la sottoscrizione del Piano Città, abbiano già raggiunto i primi risultati concreti” ha dichiarato il Sindaco di Ascoli Piceno, Marco Fioravanti. “Un percorso ambizioso e condiviso, con l’Agenzia del Demanio e gli altri Enti coinvolti, che ci permette di toccare con mano anche altri obiettivi: dall’Accordo di Reciprocità tra asset comunali e statali alla candidatura dell’area ex Carbon nell’ambito del Reinventing Cities sui progetti di sostenibilità. Rigenerazione degli immobili pubblici, attività artistiche e culturali, incremento dei servizi e sviluppo socio-economico della città: iniziamo a concretizzare la nostra splendida Ascoli del futuro”.

“Il Piano Città rappresenta uno strumento concreto di valorizzazione del patrimonio immobiliare pubblico di cui oggi, attraverso la rigenerazione dell’ex Caserma Umberto I, vediamo un primo esempio” ha dichiarato il Commissario Straordinario Sisma 2016, Guido Castelli. “Ad Ascoli saranno realizzati anche altri interventi, nell’ambito di un progetto che coinvolge altre quattro città marchigiane e che si integra con la programmazione comunale. Questa iniziativa conferma l’efficacia di quel modello regionale nella pubblica amministrazione basato sulla piena collaborazione istituzionale e sulla volontà di pianificare il rilancio dei nostri territori, anche attraverso la riqualificazione e il riuso del patrimonio immobiliare esistente. Infine, un ringraziamento particolare va all’Agenzia del Demanio, la cui preziosa collaborazione è essenziale per dare attuazione al Piano Città”.

L’iniziativa di concessione in uso temporaneo si inserisce tra le attività di valorizzazione previste dal Piano Città degli immobili pubblici sottoscritto alla fine del 2023 tra l’Agenzia del Demanio, il Comune di Ascoli Piceno, la Regione Marche, il Commissario Straordinario Ricostruzione Sisma 2016, l’Università di Camerino e l’Università Politecnica delle Marche. Si tratta di un patto istituzionale per pianificare in modo integrato gli interventi di valorizzazione del patrimonio immobiliare pubblico della città, in un’ottica di rigenerazione urbana, sviluppo sostenibile del territorio, miglioramento della qualità della vita. Quello di Ascoli Piceno è stato il primo tra i 23 Piani Città avviati dall’Agenzia del Demanio: un progetto pilota di sviluppo e ripresa economica post sima 2016 dei territori dell’Appennino centrale per la promozione di iniziative volte alla rigenerazione urbana, a rafforzare l’attrattività per i giovani, migliorare il turismo e soddisfare i fabbisogni delle Pubbliche Amministrazioni.

L’ex Caserma Umberto I, dismessa dal Ministero della Difesa nel 2013, rappresenta uno dei progetti chiave del Piano Città e sarà trasformata in uno student housing grazie a iniziative di Partenariato Pubblico Privato.

Durante l’inaugurazione del temporary use, l’Agenzia del Demanio ha presentato i progetti di riqualificazione degli spazi pubblici urbani, tra cui Piazza Arringo, e le principali iniziative di sviluppo digitale che rendono il Piano Città degli immobili pubblici di Ascoli Piceno uno spazio aperto all’innovazione, alla partecipazione e alla condivisione di una visione futura della città.

Scopri il Piano Città degli Immobili pubblici di Ascoli

 

Edilizia cimiteriale ad Ascoli Piceno: interventi in corso e nuovi progetti in arrivo

Procede il programma di interventi sull’edilizia cimiteriale, volto a migliorare le strutture esistenti e a rispondere alle esigenze delle comunità locali, sia nella città di Ascoli Piceno che nelle frazioni. Al cimitero monumentale del capoluogo, in particolare nell’area del Famedio e nei lotti 42, 43 e 44, l’Ufficio Speciale Ricostruzione ha autorizzato e concesso un contributo pari a 600.000 euro. L’intervento è attualmente in attesa di affidamento, ma rappresenta uno dei progetti più significativi per la valorizzazione e la manutenzione del patrimonio storico e architettonico cittadino. «Questo piano diffuso di interventi dimostra l’impegno nel garantire decoro, sicurezza e funzionalità ai luoghi di sepoltura, rispondendo in modo concreto alle esigenze delle comunità locali e alla tutela del territorio – spiega il commissario alla ricostruzione, Guido Castelli -. Ringrazio il lavoro costante di Comune, dell’Usr e della Regione Marche guidata dal presidente Acquaroli». Numerosi cantieri sono già attivi nelle frazioni. A Porchiano sono in corso lavori per un importo di 80.000 euro, mentre a Castel Trosino si sta intervenendo con un investimento di 150.000 euro. Anche i cimiteri di Rosara-Coperso (50.000 euro), Lisciano (100.000 euro), Giustimana (50.000 euro), Casalena (50.000 euro) e Mozzano (40.000 euro) sono interessati da lavori in corso. A Piagge i lavori sono stati consegnati e ammontano a 70.000 euro. In altri casi, come a Polesio (200.000 euro), Funti (50.000 euro) e Pianaccerro (50.000 euro), si è in attesa dell’affidamento dei lavori. Situazione analoga anche per Venagrande, dove è previsto un intervento da 400.000 euro. Infine, a Poggio di Bretta si è in attesa dell’approvazione del progetto di fattibilità tecnicoeconomica, che prevede un investimento di 260.000 euro.

Approvato l’intervento di miglioramento sismico della chiesa di Sant’Eutizio ad Aliena di Norcia

Approvato in Conferenza permanente l’intervento di miglioramento sismico della chiesa di Sant’Eutizio a Norcia, nella frazione Aliena. La sua edificazione risale a prima dell’anno mille e che venne in seguito ricostruita tra il XVI ed il XVII sec. a causa del pessimo stato di conservazione in cui versava. L’intervento prevede la risarcitura delle lesioni sulle pareti mediante la tecnica dello scuci-cuci, la stuccatura di lesioni su archi dall’intradosso per cucitura delle lesioni presenti, la realizzazione di presidi per la stabilizzazione delle pareti con perforazioni armate, l’inserimento di nuovi tiranti alle reni degli arconi, la sostituzione di nuove architravature in acciaio. Il costo dell’intervento è di 435.000 euro.

“La tutela del nostro patrimonio culturale e religioso è uno degli architravi del nostro compito, stiamo restituendo i gioielli della nostra tradizione ai nostri concittadini- dichiara il Commissario alla ricostruzione sisma 2016 Guido Castelli- Ringrazio il presidente della Regione Stefania Proietti, l’Arcivescovo Renato Boccardo, l’Ufficio ricostruzione e il sindaco Giuliano Boccanera per la loro collaborazione”.

“Un’ulteriore approvazione di un intervento di miglioramento sismico di una chiesa, nel caso specifico di quella di S. Eutizio ad Aliena di Norcia, rientra nell’operazione grande e significativa di ricostruzione che tutti insieme stiamo portando avanti”, dichiara l’arcivescovo di Spoleto-Norcia Mons. Renato Boccardo. “Nell’altipiano tra Cascia e Norcia – prosegue il Presule – abbiamo già riaperto al culto la piccola chiesa di S. Giovanni ad Agriano di Norcia, è in fase di avviamento il cantiere per quella di S. Vito sempre ad Agriano ed ora per questa di Aliena si avvia la fase di recupero. La nostra speranza è che presto arrivino buone notizie anche per la bellissima chiesa di S. Procolo ad Avendita di Cascia”.

Nuove risorse per i progetti di filiera forestale del cratere

Grazie alla messa a disposizione di 50 milioni di euro da parte del Ministero dell’Agricoltura della Sovranità Alimentare e le Foreste, i progetti di filiere forestali dell’area del cratere che hanno partecipato al bando del MASAF ed erano stati esclusi per carenza di fondi, potranno essere finanziati. “È la conferma con i fatti e non a parole dell’impegno del Ministro Lollobrigida per la salvaguardia e valorizzazione di quell’inestimabile patrimonio che è costituito dalle nostre foreste – dichiara il Commissario alla ricostruzione Guido Castelli – un patrimonio che, dopo anni di abbandono, stiamo mettendo a sistema nell’interesse delle comunità del cratere costruendo nuovi processi che creano occupazione e sviluppo sostenibile”. “Si tratta di un intervento fondamentale per le nostre aree montane i cui progetti di filiera erano rimasti esclusi, ora – prosegue Castelli – ci impegneremo per assicurare lo scorrimento della graduatoria del bando ministeriale in modo da attivare opportunità di lavoro che si aggiungono a quelle avviate con le filiere finanziate con NextAppennino”. “Come Struttura Commissariale collaboreremo con il Ministero e le Regioni affinché nell’ambito della nuova misura del Fondo Rotativo Contratti di Filiera del PNRR sia assicurato anche il finanziamento di soggetti pubblici compresi negli Accordi di filiera – conclude Castelli – riteniamo che i Comuni e gli Enti sovracomunali proprietari di superfici a bosco svolgono un ruolo decisivo nella costruzione di filiere a vantaggio delle imprese e delle comunità locali”.