Prevenzione Antimafia: a luglio 2025 adottate 7 interdittive per imprese coinvolte nella ricostruzione post sisma Centro Italia e Milano-Cortina 2026

La Struttura per la Prevenzione Antimafia del ministero dell’Interno, nello scorso mese di luglio, ha adottato 7 provvedimenti interdittivi antimafia nei riguardi di altrettante imprese che hanno fatto richiesta di iscrizione nell’Anagrafe Antimafia degli Esecutori gestita dalla stessa Struttura per partecipare ai lavori di ricostruzione post sima centro Italia 2016 e due di queste anche per la realizzazione delle opere per le Olimpiadi e Paraolimpiadi Milano-Cortina 2026.

Tale interdittive consentono di estromettere preventivamente le imprese interessate prima di essere affidatarie di commesse pubbliche e, nel caso della ricostruzione, anche di commesse private con contribuzione pubblica.

Si tratta di imprese individuali o società a responsabilità limitata semplificata, la cui attività principale dichiarata è quella edile. Le imprese sono state interdette per l’emersione di collegamenti con le maggiori organizzazioni criminali nazionali: cinque con la camorra, due con la ‘ndrangheta ed una con un sodalizio di matrice mafiosa riconducibile a personaggi criminali di etnia rom. In particolare sono state evidenziate connivenze, alleanze e accordi di mutua convenienza attraverso i quali le organizzazioni criminali perfezionano sempre di più da un lato la pressione sul tessuto socio-economico e dall’altro la capacità di infiltrare la rete produttiva del territorio alterandone gravemente i meccanismi della libera concorrenza a scapito delle aziende “sane”.

Con i predetti provvedimenti salgono a 30 le interdittive adottate nei primi sette mesi del 2025 dal direttore della Struttura, prefetto Paolo Canaparo, con un incremento del 15% rispetto all’intero anno 2024 (erano state 26) e del 40% rispetto all’intero anno 2023 (erano state 18).

Tale incremento dei provvedimenti interdittivi costituisce l’esito di una intensificazione della attività di analisi info-investigativa da parte della Struttura, su indicazione del ministro Piantedosi, e del contestuale sviluppo di ulteriori forme di collaborazione con la Direzione Investigativa Antimafia, con il Gruppo Investigativo Centrale, istituito presso la Direzione centrale della polizia criminale, e con i Gruppi Interforze Antimafia delle Prefetture competenti.

Il direttore della Struttura ha altresì adottato misure di prevenzione collaborativa ex art. 94-bis del Codice delle leggi antimafia, applicata a una società con sede nella provincia di Milano che ha fatto richiesta di iscrizione per partecipare ai lavori di ricostruzione post sisma centro Italia e per la quale sono stati accertati tentativi di infiltrazione riconducibili a situazioni di agevolazione occasionale. Tale provvedimento – di una durata di 12 mesi – prevede l’adozione di adeguate misure ai sensi del d.lgs. n. 231/2001, atte a rimuovere e prevenire le cause di agevolazione occasionale, nonché l’obbligo di comunicazione di taluni atti al Gruppo interforze antimafia di Milano. Alla scadenza delle misure di prevenzione, il direttore della Struttura del Viminale, sentito il predetto GIA, rilascerà un’informazione antimafia liberatoria, disponendo

la conseguente iscrizione in Anagrafe, nel caso in cui accerti il venir meno dell’agevolazione occasionale e verifichi l’assenza di altri tentativi di infiltrazione mafiosa.

“Il contrasto alle infiltrazioni malavitose è sempre stata una priorità della struttura commissariale” dichiara il Commissario di Governo alla ricostruzione post sisma 2016 il Sen. Guido Castelli.

“Abbiamo lavorato a lungo in questi mesi con l’unità di missione antimafia diretta dal Prefetto Canaparo presso il Ministero degli Interni per rafforzare le difese del sistema. I risultati che il Ministro Piantedosi ha ricordato ieri confermano la bontà di questo lavoro. Come già ricordava il Prefetto Canaparo, nel solo mese di luglio 2025, sono stati adottati un totale di 5 provvedimenti interdittivi antimafia riferiti adimprese che hanno richiesto l’iscrizione all’Anagrafe Antimafia degli Esecutori, in quanto interessati a partecipare alla ricostruzione post sisma 2016 nel Centro Italia; queste si aggiungono alle 23 adottate nei primi sei mesi di quest’anno, per un totale, ad oggi, di 28 provvedimenti. Nel 2024 ne erano stati adottati 26 e altri 18 nel 2023. Difendiamo tutti i giorni i nostri meravigliosi territori an che garantendo la legalità” conclude il Commissario sisma 2016, Guido Castelli

Terremoti 2022 e 2023, in arrivo i fondi per il pagamento del Contributo di autonoma sistemazione. Adesso piena operatività e tempestività in sinergia con la Protezione civile

In arrivo i fondi per il Contributo di Autonoma Sistemazione per i terremoti di Ancona 2022 e Umbertide 2023. Il decreto, varato dal Governo, è stato firmato dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e pubblicato in Gazzetta Ufficiale; consentirà di sbloccare i pagamenti a favore delle popolazioni colpite grazie a misure urgenti approvate nell’ultimo Consiglio dei ministri e inserite nel decreto “Terre dei fuochi”.

Per garantire la continuità del Contributo di autonoma sistemazione dopo la conclusionedello stato di emergenza, la Struttura commissariale ha lavorato a stretto contatto con la Protezione civile. Abbiamo finalmente completato una serie di passaggi amministrativi necessari per riprendere finalmente con l’erogazione del CAS, ad oggi sospeso.

Il primo di questi passaggi è stata l’ordinanza commissariale del 2 luglio 2025 che ha permesso – in totale sinergia con il Dipartimento di Protezione Civile – di dare concretezza e certezza dell’avvio della fase della ricostruzione, che è anche alla base delle ordinanze di prossima emanazione che disporranno finalmente il pagamento del CAS.

Il secondo step è stato proprio il decreto varato dal Governo. Per il completamento dell’iter, la Protezione civile nazionale potrà a stretto giro emanare un’ordinanza che consentirà di gestire il post emergenza ed assicurare il sostegno alle famiglie colpite, compresa l’erogazione del CAS.

Infatti, è’ utile ricordare che con la stessa ordinanza del 2 luglio 2025 vengono introdotte regole chiare, tempi certi e semplificazioni procedurali per accelerare gli interventi pubblici e privati, valide fino al 31 dicembre 2025. Per la ricostruzione privata, il termine di presentazione della manifestazione di volontà è stata prorogata al 31 ottobre 2025 attraverso la piattaforma Ge.Di.Si per attivare il processo di ricostruzione.

Soddisfazione è stata espressa dal Commissario alla ricostruzione Guido Castelli: «Ringrazio vivamente il Governo Meloni per aver garantito continuità e sostegno concreto alle famiglie che, a causa del sisma, non possono ancora rientrare nelle proprie abitazioni. La ricostruzione non è fatta solo di cantieri e progetti, ma anche di attenzione costante aibisogni quotidiani delle persone. Questo intervento assicura risorse immediate per dare serenità a chi vive ancora una condizione di difficoltà, confermando l’impegno dello Stato nel non lasciare indietro nessuno anche in Umbria e i cittadini di Ancona e dei comuni costieri colpiti dal sisma del 9 novembre 2022. Riconosciamo il disagio delle persone che sono dovute uscire dalle case a causa delle scosse e in questi mesi abbiamo lavorato per trovare un allineamento normativo per sostenere le popolazioni. Da questo punto di vista ribadisco l’importanza della legge quadro sulle ricostruzioni post calamità, varata lo scorso aprile, alla quale la Struttura commissariale ha dato il suo contributo in virtù dell’esperienza e della conoscenza delle necessità acquisite ascoltando territori, sindaci e comunità. Questa legge nasce proprio dalla necessità di dare procedure certe alle persone vittime di calamità naturali, in un’ottica di equità. Perché ogni volta non sia sempre la prima volta».

Ussita, via libera al progetto per la mitigazione del rischio valanghe sul versante sud-ovest di Monte Rotondo

Dalla Cabina di coordinamento post sisma del 6 agosto arriva il via libera all’incremento di spesa per le opere di mitigazione del rischio valanghe a Ussita, sul versante sud-ovest di Monte Rotondo. L’intervento, già inserito nel piano del 2018 per la messa in sicurezza dei territori del cratere, passa ora alla fase di progettazione tecnico-economica con un investimento che cresce dai 3 milioni inizialmente previsti a 8.365.000 euro.

Si tratta di un’opera strategica per la sicurezza dei territori dell’alto Maceratese, che affronta una doppia criticità: i danni provocati dal sisma del 2016 e gli effetti sempre più evidenti dei cambiamenti climatici.

“Mettere in sicurezza il versante di Monte Rotondo significa proteggere la comunità di Ussita e garantire che questi territori, segnati dal sisma e caratterizzati da un’elevata esposizione a rischi naturali, possano tornare davvero a essere vissuti. Come giustamente ribadisce il ministro Musumeci, non dobbiamo più chiederci ‘se’ un evento accadrà, ma ‘quando’: il nostro compito è ridurre il rischio e rafforzare la sicurezza. La vera sfida è rendere l’Appennino non solo ricostruito, ma sicuro e quindi popolato, perché senza sicurezza non c’è futuro per le nostre aree interne.” – ha dichiarato il Commissario straordinario per la ricostruzione, Guido Castelli.

“Ancora ottime notizie per la ricostruzione della nostra Ussita. Come ho avuto modo di dire più volte, ma voglio ripeterlo ancora, il Commissario Castelli con le sue scelte programmatiche e con gli investimenti che ci sta mettendo a disposizione ci sta permettendo di creare un futuro per i nostri territori. La strada intrapresa è giusta e non abbiamo bisogno di ulteriori tentennamenti, soprattutto quando parliamo di sicurezza dei nostri cittadini.” – ha aggiunto il sindaco di Ussita, Silvia Bernardini.

Il progetto avrà un impatto rilevante per la sicurezza dei residenti, delle infrastrutture e delle attività turistiche, in un’area particolarmente esposta a fenomeni valanghivi.

Montegiorgio, in corso i lavori per la nuova struttura strategica

A Montegiorgio (Fm), in località Piane, sono in corso i lavori per la realizzazione della nuova struttura strategica destinata ad accogliere la Protezione Civile e gli uffici comunali in caso di emergenza. L’opera è parte integrante del secondo stralcio degli interventi previsti per la delocalizzazione delle funzioni strategiche precedentemente ospitate a Palazzo Passari, edificio storico danneggiato dal sisma del 2016/2017.

«L’intervento, atteso da tempo, rappresenta un tassello fondamentale nel percorso di ricostruzione post-sisma e nella riorganizzazione delle funzioni pubbliche in un’ottica di sicurezza – conferma il commissario alla ricostruzione, Guido Castelli -. Con l’avvio dei lavori, Montegiorgio compie un passo concreto verso una gestione più sicura ed efficiente delle emergenze, dotandosi di un’infrastruttura moderna, funzionale e pensata per durare nel tempo. Ringrazio l’Ufficio Speciale Ricostruzione, il Comune, la ditta impegnata sul posto e la Regione Marche guidata dal presidente Acquaroli».

«Un intervento, quello che vedrà la riqualificazione dell’area ex palazzo Colonna, atteso da decenni – dichiara il sindaco di Montegiorgio, Michele Ortenzi – un luogo che, grazie alle numerose funzioni di cui sarà dotato, diverrà il simbolo di un’autentica rigenerazione di spazi destinati alla collettività. La Protezione civile di Montegiorgio è per noi e per l’intero territorio un fiore all’occhiello e la sede operativa che vedrà la luce all’interno della struttura strategica, rappresenterà un segno tangibile della sua presenza attiva e della sua efficacia. Un altro traguardo che si avvicina, grazie alla sinergia sempre produttiva con il Commissario Straordinario per la Ricostruzione e che avrà come unico beneficiario una comunità che vuol risorgere e ritrovare spazi comuni da condividere».

La nuova struttura sta sorgendo in un’area facilmente accessibile anche ai mezzi di soccorso, fuori dal centro storico. Sarà un edificio moderno, sviluppato su due piani, con spazi dedicati sia alla gestione delle emergenze che all’attività amministrativa ordinaria. Al piano terra troveranno posto uffici e un alloggio per il personale operativo, mentre il primo piano ospiterà ulteriori uffici comunali.

Particolare attenzione è stata riservata all’accessibilità, con percorsi privi di barriere architettoniche, ascensore oleodinamico e parcheggi riservati. La struttura sarà inoltre dotata di sistemi di climatizzazione, illuminazione a led e impianti di sicurezza conformi alle normative più recenti.

Accumoli, riaperto parzialmente il cimitero monumentale del capoluogo

È stato parzialmente riaperto il cimitero monumentale di Accumoli capoluogo. La struttura, danneggiata dal sisma del 2016, è stata interessata dalla riparazione dei danni lievi delle unità strutturali e del muro perimetrale, dei danni locali gravi e dei crolli (compreso demolizione/ricostruzione delle unità strutturali), interventi di ripristino degli elementi architettonici e adeguamento impianti, la realizzazione della nuova chiesa cimiteriale e dei locali accessori di servizio comunale, interventi di riparazione e adeguamento a norma della rete impiantistica e di ripristino degli elementi architettonici e la realizzazione della nuova chiesa cimiteriale e dei locali accessori di servizio comunale (Camera mortuaria, locale custode e salme, bagni pubblici). Il costo totale dell’intervento è di 2.649.775,40, mentre la riapertura totale è prevista per il prossimo mese di ottobre.

“Questa riapertura rappresenta un segnale concreto di attenzione verso la comunità e verso il rispetto della memoria dei propri cari. Sappiamo quanto questo luogo sia legato alla storia e all’identità del paese e ci siamo impegnati per restituirlo, anche se in maniera graduale, alla cittadinanza. Continueremo a lavorare con determinazione affinché il completamento degli interventi possa avvenire nei tempi più rapidi possibili, garantendo sicurezza e qualità nelle opere di ricostruzione. L’attenzione su Accumoli resta sempre alta a dimostrazione degli ultimi interventi in Cabina che cercano di soddisfare le esigenze della comunità. Il cimitero è un luogo anche di vita perché genera quel ricordo e quella passione che possono convincere le persone a non abbandonare questi luoghi. Ringrazio l’assessore alla ricostruzione Manuela Rinaldi, il Questore della Camera Paolo Trancassini, l’Ufficio ricostruzione e il sindaco Mauro Tolomei per la loro collaborazione” ha dichiarato il Commissario alla ricostruzione sisma 2016 Guido Castelli.

“E’ un giorno molto importante per tutta la comunità di Accumoli: viene riaperto dopo 9 anni il Cimitero monumentale, la prima grande opera pubblica che torna a disposizione della popolazione.  I ringraziamenti vanno al commissario, al sub commissario alla ricostruzione,  all’assessore alla ricostruzione della regione Lazio. Uno particolare all’ufficio ricostruzione e al team del Comune che lavorando insieme  hanno permesso che la riapertura diventasse realtà ”ha dichiarato il sindaco Mauro Tolomei.

Intanto sempre per quanto riguarda Accumoli, nell’ultima cabina di coordinamento sono stati approvati alcuni incrementi per alcuni lavori nel territorio. Per gli interventi al cimitero di Fonte del Campo è stato approvato un incremento pari a 672.123,33 euro per un nuovo totale dei lavori che ammonta a 2.187.078,13 euro. Per l’intervento per il miglioramento sismico del serbatoio partitore S. Giovanni ci sono 65.000 euro in più, per l’intervento di miglioramento sismico del serbatoio partitore Tito ci sono 68.000 euro aggiuntivi. Per il miglioramento sismico della sorgente Acquario, l’incremento è di 125.120,00 euro. Infine per il consolidamento della strada Monte Calvario, nella frazione Grisciano, l’aumento ammonta a 187.000,00 euro.

Sisma 2016: Castelli: “Con nuove modifiche al Turp estesi benefici e accesso a contributi”

“Azioni studiate appositamente per rafforzare l’efficacia delle attività di rilancio dei territori dell’Appennino centrale, attraverso la semplificazione e l’ampliamento dell’accesso ai contributi e l’estensione di benefici a ulteriori categorie di cittadini e imprese. È questa la finalità dell’Ordinanza speciale che abbiamo approvato in Cabina di coordinamento, un intervento che modifica e integra e il Testo Unico della Ricostruzione Privata e alcune Ordinanze commissariali. Si tratta di un risultato reso possibile grazie stretta collaborazione interistituzionale che caratterizza la ricostruzione post-sisma 2016: una ‘creatura’ viva, che muta continuamente e che, per questo, richiede un costante lavoro di aggiornamento e adattamento. L’obiettivo di tutti è quello di venire incontro alle esigenze dei cittadini e del tessuto imprenditoriali, trovando le soluzioni più idonee e funzionali rispetto alle eventuali criticità e a seconda del variare delle esigenze. Attraverso questa ordinanza, abbiamo compiuto un altro utile passo in avanti verso questo obiettivo”.

Lo afferma il Commissario Straordinario al sisma 2016 Guido Castelli.

Tra gli altri interventi approvati contenuti nell’Ordinanza si segnala la modifica all’articolo 30 del TURP che consente un più semplice accesso rispetto all’ipotesi di delocalizzazione, dal momento che dà la possibilità di delocalizzare l’attività presso un immobile che abbia una superficie inferiore o superiore rispetto a quello preesistente nella misura del 10%. Tale opzione di acquisto è ammessa anche nei Comuni in cui, alla data di entrata in vigore del Turp, fossero già stati adottati PSR o piani attuativi. Per quanto riguarda la modifica realizzata rispetto all’allegato 5 del TURP, essa prevede un aumento del contributo parametrico pari al 5% per tutti gli edifici, con proprietà sia pubblica sia privata, la cui classe d’uso sia pari alla III (precedentemente era previsto solo per classe superiore alla II e in proprietà mista). In questo modo si estende notevolmente non solo la percentuale concessa ma anche la tipologia di edifici a cui la norma risulti applicabile. Infine, la modifica all’Ordinanza n. 51/2018 consente l’erogazione del contributo al 100% anche per interventi su aggregati edilizi obbligatori individuati dai Comuni, anche non destinati ad abitazione principale o attività produttiva. Le finiture interne restano finanziabili solo se si tratta di abitazioni principali o attività produttive attive al momento del sisma. Tale intervento è volto a mitigare l’impatto dell’accollo, nei soli nei casi aggregati obbligatori individuati dai comuni, sui proprietari degli immobili agibili alla data del sisma 2016. Tale modifica prevede inoltre che, in presenza di edifici inagibili sin dal sisma 1997 all’interno di aggregati venga eliminata la riduzione del 35% del contributo concedibile mantenendo la limitazione di utilizzo dello stesso alle sole parti comuni dell’intervento.

 

Norcia, completati i fondi per la ricostruzione del Teatro Civico

La Cabina di Coordinamento sisma ha riconosciuto come urgente e di particolare criticità il completamento dei lavori di recupero del Teatro Civico di Norcia, gravemente danneggiato dal sisma del 2016. L’opera, già in corso grazie a finanziamenti raccolti tramite Art Bonus per oltre 2,2 milioni di euro, richiede un’integrazione di circa 319 mila euro per far fronte a lavorazioni strutturali impreviste, emerse durante le operazioni di cantiere.

“Il teatro di Norcia non è solo un edificio di pregio storico e architettonico – ha dichiarato il Commissario straordinario alla Riparazione e Ricostruzione sisma 2016, Guido Castelli – ma un cuore pulsante della vita culturale e sociale della città. Garantire il completamento dei lavori significa restituire ai cittadini un punto di incontro e di identità collettiva, nel contesto di una ricostruzione ormai in una fase matura sia dal lato della ricostruzione privata che pubblica. Un risultato per cui ringrazio la Presidente della Regione Umbria Stefania Proietti, il direttore dell’Usr Stefano Proietti Nodessi, il sindaco Giuliano Boccanera”.

Il sindaco Giuliano Boccanera aggiunge che “Questa è una notizia importante. Grazie a questo ultimo finanziamento la certezza che per fine novembre/metà dicembre possiamo inaugurare il teatro e restituire alla nostra comunità un luogo importante dove poter condividere esperienze culturali, un aspetto essenziale per la ricostruzione sociale e culturale”.

L’intervento prevede il completamento delle opere di consolidamento e miglioramento sismico, il restauro architettonico e il ripristino delle funzionalità tecniche e di sicurezza, così da restituire alla comunità uno dei luoghi simbolo della cultura cittadina.

Basciano, inaugurate le nuove piazza Vittorio Emanuele e Largo Viola

Nell’ambito della 46a sagra del Prosciutto di Basciano, si è tenuta l’inaugurazione dell’area delle nuove Piazza Vittorio Emanuele e Largo Viola, realizzate per il 90% con 2300 mq di sanpietrini (nella parte iniziale di circa 200 mq, non ancora realizzata, saranno installati alcuni striscioni 3×2 che illustrano i lavori effettuati e quelli che rimangono da fare). L’intervento è stato realizzato con un finanziamento dall’Usr ed ha interessato la messa in sicurezza, il ripristino della pavimentazione e il rifacimento dei sottoservizi. La piazza risultava danneggiata a seguito dagli eventi sismici e nevosi del 2016 e dai numerosi lavori di ricostruzione privata in itinere.

“Bisogna salvaguardare Basciano e tutte le eccellenze del Centro Italia. La ricostruzione è un sistema complesso, ma adesso sta producendo dati che non significano solo risorse liquidate ed edifici rimessi in piedi ma anche che l’idea che alla ricostruzione fisica si  deve aggiungere quella dei legami sociali e di comunità. Basciano mette insieme proprio quest’idea. Dobbiamo sempre pensare alla lotta alla crisi demografica, un problema che riguarda tutti” ha dichiarato il Commissario alla ricostruzione sisma 2016 Guido Castelli.

“È stata un’inaugurazione all’insegna della tradizione, 56 anni di storia culinaria e passione che si ripetono, e dell’innovazione, importanti lavori di ricostruzione in atto e da avviare. Al cospetto di tante autorità che con la loro presenza hanno onorato Basciano, il taglio del nastro è stato non solo l’avvio della sagra ma una dimostrazione di passione, rispetto, dedizione e amore per il territorio e per le radici, senza tralasciare la volontà di rinnovare e migliorare. Le opere finanziate dal Commissario Straordinario, che ringraziamo, si inseriscono perfettamente nella cornice della sagra, rappresentano un impegno concreto e valido dell’attenzione riservata ai territori colpiti dal sisma” ha dichiarato il sindaco Alessandro Frattaroli.

Gubbio, rinascerà la Chiesa di San Pietro

La Cabina di Coordinamento sisma ha raggiunto l’intesa sull’Ordinanza che integra il programma di interventi sugli edifici di culto, previsto dall’Ordinanza 128, con il progetto di recupero della Chiesa di San Pietro a Gubbio. L’opera, del valore di 2,1 milioni di euro, sarà attuata dalla Diocesi di Gubbio e prevede lavori di consolidamento strutturale, restauro e miglioramento sismico dell’edificio, gravemente danneggiato dal terremoto. Con l’inserimento di questo intervento, il quadro finanziario complessivo dell’Ordinanza 128 passa da 17,9 milioni a circa 20 milioni di euro.

“Con questo intervento – ha dichiarato il Commissario straordinario alla Riparazione e Ricostruzione sisma 2016, Guido Castelli – restituiamo alla comunità di Gubbio un luogo di grande valore religioso, storico e identitario. La Chiesa di San Pietro rappresenta un punto di riferimento per la vita cittadina e la sua ricostruzione contribuirà alla rinascita culturale e sociale della città. Ringrazio il Presidente della Regione Stefania Proietti, la Diocesi di Gubbio, il Sindaco e l’Ufficio speciale ricostruzione per il prezioso lavoro svolto. Grazie al lavoro di squadra che prosegue in Cabina sisma anche durante l’estate, aggiungiamo un ulteriore tassello al mosaico dell’Ordinanza 128, così importante per la rinascita dell’Appennino Centrale perché va a riparare non solo un patrimonio materiale fatto di luoghi sacri all’arte e allo spirito, ma soprattutto un patrimonio immateriale che rappresenta uno dei valori aggiunti delle nostre aree interne”.

“Questo ulteriore passaggio per la Chiesa di San Pietro a Gubbio è la dimostrazione la sensibilità della Cabina di Regia che ha stanziato risorse aggiuntive per i lavori strutturali di recupero e  miglioramento sismico. Va avanti così il percorso di restituzione della Chiesa di San Pietro alla cittadinanza eugubina che sta vivendo con intensità l’anno giubilare e si accinge a celebrare l’ottavo centenario del transito di San Francesco e che in tempi brevi si ritroverà non solo il suo amato luogo di culto ma anche un bene di grande valore storico-artistico. E’ doveroso un ringraziamento al Commissario per la ricostruzione Guido  Castelli e all’ufficio speciale per la ricostruzione, oltre che al sindaco Vittorio Fiorucci e alla Diocesi di Gubbio” ha dichiarato il presidente della Regione Umbria Stefania Proietti.

Il Vescovo Luciano Paolucci Bedini aggiunge che “La Diocesi di Gubbio è particolarmente grata alla struttura commissariale per la ristrutturazione post sisma per l’importante contributo previsto dalla nuova ordinanza a favore dei lavori di risanamento della antica e preziosa chiesa di San Pietro a Gubbio. Sarà così possibile attuare un ripristino strutturale dell’intero edificio che ha subito gravi danni dall’ultimo sisma che ha interessato una porzione considerevole dell’Umbria. Sarà cura della Diocesi stessa fungere da ente attuatore dei predetti interventi, al fine di restituire l’edificio in piena sicurezza al culto della comunità locale”

Borrano di Civitella, richiesta concessione contributi passa da 12 a 30 mesi

Nella giornata odierna la Cabina di Coordinamento sisma ha raggiunto l’intesa sulle modifiche all’Ordinanza Speciale n. 66 del 2023 – Disposizioni relative al movimento franoso della frazione di Borrano del comune di Civitella del Tronto -. In particolare,  relativamente alle unità immobiliari oggetto di delocalizzazione, è stato previsto che l’istanza per la concessione dei contributi deve essere presentata all’Ufficio Speciale per la Ricostruzione, mediante la piattaforma informatica dedicata, entro 30 mesi e non più, come previsto inizialmente, entro 12 mesi.

Il Commissario al sisma 2016 Guido  Castelli ha dichiarato: “Quella di Borrano è una vicenda che ci ha visti impegnati con grande attenzione e dedizione fin dal primo giorno, in ragione della delicatezza della situazione che si è venuta a determinare nella frazione di Civitella del Tronto. A fronte della necessità di delocalizzazione l’abitato, in ragione degli effetti indotti dal sisma sulla tenuta idrogeologica dell’area, e delle complessità intervenute che non hanno ancora consentito a tutti di presentare i progetti di ricostruzione, abbiamo stabilito di prorogare la richiesta di concessione dei contributi a 30 mesi. Si tratta di un intervento che risponde alla volontà di garantire il massimo grado di certezza alla popolazione. Come ha recentemente affermato il Ministro Musumeci, alla luce della conclamata fragilità del nostro Paese il compito di noi amministratori è quello di intervenire per metterlo in sicurezza, al fine di ridurre al  massimo l’esposizione ai rischi. A fronte di eventi come quelli avvenuti a Borrano, dunque,  abbiamo deciso di andare oltre quel principio del ‘com’era, dov’era’, che rischia di essere pericoloso e inutile. Anche in questa occasione desidero ringraziare il Presidente della Regione Marco Marsilio, il Sindaco Cristina Di Pietro e il Direttore dell’Usr Vincenzo Rivera per la costante collaborazione”.

Il Sindaco di Civitella del Tronto Cristina di Pietro ha dichiarato: “Le modifiche apportate nella Cabina di coordinamento all’ordinanza speciale n.66 del 2023, con la concessione di una proroga al termine fissato per la presentazione dell’istanza di contributo, testimoniano l’attenzione con la quale il Commissario Guido Castelli e l’intera struttura commissariale stanno seguendo la delicata fase della delocalizzazione delle abitazioni di Borrano dichiarate inagibili. Sono soddisfatta del provvedimento adottato e ringrazio il Commissario Castelli, il Presidente Marsilio, il Direttore Rivera per la costante e proficua collaborazione”.