Il dramma del 24 agosto: la memoria e l’impegno per la ricostruzione. Castelli: “Negli ultimi due anni abbiamo recuperato molti ritardi. Continuiamo a lavorare insieme a Regioni, Comuni e Governo”

La memoria di un dolore non lo affievolisce, nemmeno dopo nove anni. Nella notte del 24 agosto 2016, alle 3.36, iniziò il calvario per migliaia di famiglie; cominciava una sequenza sismica tra le più disastrose che abbiano mai colpito il Centro Italia: 299 morti, crolli e danni agli edifici per 28 miliardi di euro, decine di migliaia di persone senza casa, centinaia di imprese bloccate nella loro attività. Quattro terremoti in poco più di cinque mesi dal 24 agosto 2016 al 18 gennaio 2017: la sequenza sismica Amatrice-Norcia-Visso, come è stata rubricata dall’Ingv (Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia). Un evento catastrofico che ha determinato la creazione di un cratere di ottomila chilometri quadrati: una vasta area compresa in quattro regioni (Abruzzo, Lazio, Marche, Umbria) che include 138 Comuni.

“Nove anni dopo, il primo pensiero va alle vittime e ai loro familiari e a tutti coloro che hanno perso i loro cari e i loro beni. Il dovere delle Istituzioni è di assicurare ogni forma di aiuto, chiedendo scusa per i ritardi accumulati in troppe false partenze” commenta Guido Castelli, Commissario straordinario alla ricostruzione e alla riparazione. “Un dovere che prescinde dal lavoro fatto e dai lavori in corso, e dai segnali di ripresa e di ripartenza che in questi ultimi due anni sono stati registrati e documentati”.

Tra questa notte (sabato) e domani (domenica) si svolgeranno veglie, cerimonie e momenti di raccoglimento nei tre centri devastati dalla scossa del 24 agosto: Amatrice (con una fiaccolata e la Messa al Palazzetto dello Sport con il vescovo di Rieti, monsignor Vito Piccinonna), Accumoli (con una veglia e la Messa presso la Scuola per la Ricostruzione, celebrata dal vescovo Piccinonna) e Arquata del Tronto (veglia di commemorazione e la Messa nell’area Sae di Pescara del Tronto, celebrata dal vescovo di Ascoli Piceno, monsignor Giampiero Palmieri).

 

IL CASO AMATRICE

Per fare il punto delle opere in corso, dopo nove anni dal sisma, una considerazione a parte merita Amatrice, il paese raso il suolo dalla scossa del 24 agosto del 2016, il più colpito anche in termini di vite umane, con Accumoli e Arquata del Tronto. Finalmente molte gru stanno lavorando anche ad Amatrice, per restituirla, trasformata, ai suoi abitanti. A guidare questa, trasformazione è il Programma Straordinario di Ricostruzione aggiornato, per quel che concerne il centro storico, con voto unanime del consiglio comunale lo scorso 18 agosto. Uno strumento che ora finalmente potrà consentire la ricostruzione anche nel quadrante Nord e Sud del paese. Il progetto coinvolge la ricostruzione integrale della “forma urbis”, salvaguardando l’identità storica del borgo, e adeguandola ai criteri contemporanei di sostenibilità, efficienza e qualità urbana. Dopo aver terminato lo sgombro delle macerie, sono state gettate le fondamenta del nuovo Municipio; con l’avanzamento dei cantieri della Chiesa dell’Immacolata e della Chiesa di Santa Maria del Suffragio, il centro storico inizia a recuperare  il proprio patrimonio storico-artistico, anche con l’avvio dei lavori di ricostruzione del Museo civico “Cola Filotesio” (il grande pittore allievo di Raffaello, noto ai più come Cola di Amatrice), e l’individuazione della ditta che si occuperà della Cattedrale dedicata a San Francesco (con l’aiuto di risorse private grazie all’art bonus). Avviato il cantiere della nuova caserma dei carabinieri, si procede anche con i lavori dell’Ospedale, così come del centro di formazione professionale CFP, e del cimitero. Oltre ai 12 cantieri della ricostruzione privata, di cui 6 importanti aggregati, quattro nuovi sono in fase di avvio nel centro storico.

“Siamo consapevoli che è necessario fare ancora di più. Un ruolo strategico, a questo proposito, è rivestito dal cosiddetto “super cantiere” del centro storico che deve quotidianamente affrontare e superare le molteplici criticità ereditate dal passato. Criticità che vanno governate con la stessa determinazione con la quale abbiamo superato le “traversie” del complesso Don Minozzi; la più grande opera di ricostruzione privata del cratere (più di 50 milioni di euro) che sembrava condannata all’insuccesso e che si è trasformata in un cantiere animato da tanti operai e molti mezzi tecnologici” dichiara Castelli.

Il Commissario aggiunge: “Su Amatrice, siamo tutti “alla stanga”, senza se e senza ma. Scioglieremo i nodi del passato e avvieremo le opere del futuro finanziando tutto il necessario una volta che la maturazione del provvedimento lo permetterà. Esattamente come accaduto lo scorso aprile allorché abbiamo destinato 17 milioni di euro a sottoservizi, parcheggi, viabilità e spazi pubblici.”

Per quanto riguarda il rilancio economico e sociale giova ricordare che con il programma NextAppennino, sono stati concessi oltre 12 milioni di euro alle imprese con sede nel comune di Amatrice per rilanciare la loro attività economica e 6,5 milioni sono stati assicurati alle Istituzioni per progetti di partenariato pubblico-privato (Cer, impianti sportivi, etc.).

 

I DATI DELLA RICOSTRUZIONE

Il buon andamento della ricostruzione privata si riflette nei dati della Cassa Depositi e Prestiti, che gestisce il plafond Sisma Centro Italia erogato sulla base dello stato di avanzamento dei lavori. A giugno 2025 i contributi concessi in seguito all’approvazione delle pratiche hanno raggiunto gli 11 miliardi di euro, con liquidazioni che superano i 6,1 miliardi, segnando un +37,41% rispetto al valore erogato nel 2024: il 60% di queste liquidazioni è avvenuto proprio negli ultimi due anni, dal 2023 a oggi. Negli ultimi due anni oltre 4000 (dei 14mila totali) nuclei familiari sono rientrati nelle loro abitazioni.

E poi c’è il capitolo della ricostruzione pubblica, con i suoi oltre 3500 interventi per un valore superiore ai 4,5 miliardi di euro rimasti per i primi anni post sisma nel limbo delle indecisioni, e finalmente sbloccata in quest’ultimo anno: oltre il 33,8% degli interventi ha un progetto approvato o ha già avviato le procedure per affidamento dei lavori, 18,2% i cantieri in corso e 16,2% quelli conclusi. Nei primi quattro mesi del 2025 sono stati aperti 439 cantieri: entro la fine dell’anno saranno 1200.

“Nel bilancio della ricostruzione non possiamo trascurare i segnali della riparazione sociale ed economica in corso – aggiunge Castelli – 700 milioni delle risorse del programma NextAppennino (in totale quasi due miliardi di euro) si rivolgono al tessuto socio-economico del cratere, con particolare attenzione ai progetti di ricerca con le Università e ai Partenariati Speciali Pubblici Privati. Nuove filiere produttive sono state individuate e valorizzate, come quella del legno, per mettere a frutto la grande risorsa del bosco, da troppo tempo lasciata abbandonata e improduttiva”.

Opportuno anche rammentare i 168 milioni messi a disposizione per l’innovazione digitale e i circa 3 miliardi per le infrastrutture della viabilità ordinaria (progetto Rivita) sull’asse della Salaria: pochi giorni fa è stato inaugurato anche il cantiere della Picente.

 

I DATI DELL’OCCUPAZIONE

Con Sviluppo Lavoro Italia è stato possibile fotografare una ripresa occupazionale documentata dai dati dei nuovi flussi in entrata, nel mercato del lavoro dei 138 Comuni del cratere, a un ritmo di incremento del 7%. I nuovi posti di lavoro, tra il 2024 e il 2022 sono aumentati fino al 12,4%, a un ritmo nettamente superiore alle medie di qualunque regione italiana. Basti rammentare che la media nazionale nello stesso periodo ha fatto registrare un aumento del 3,9%.

“Il lavoro e i servizi alla persona sono gli strumenti essenziali per garantire che le case che stiamo ricostruendo tornino a essere abitate e vissute, contrastando lo spopolamento, segno della grande crisi demografica che riguarda tutto il Paese” aggiunge Castelli.

 

I LUOGHI SIMBOLO

Questo percorso di ricostruzione e riparazione non può seguire un andamento lineare e omogeneo, ed è inevitabile guardare ad alcuni luoghi simbolo. Non solo Amatrice. A Norcia, ad ottobre, sarà riaperta la Basilica di San Benedetto, completamente rasa al suolo dalle scosse di ottobre di nove anni fa. A Camerino è stato finalmente dato il via libera alla progettazione della ricostruzione della più estesa “zona rossa” urbana del cratere. A Castelluccio e Arquata sono partiti i primi lavori per la ricostruzione di due dei borghi, diventati esempi internazionali per le opere di ingegneria post-sismica. È stata impressa una decisiva accelerazione nella progettazione degli interventi di mitigazione dissesti necessari all’avvio della ricostruzione privata in diversi punti del territorio dell’Alto Nera.

 

IL MODELLO APPENNINO CENTRALE

“Dobbiamo continuare a procedere con il metodo della “governance multilivello”, che ha assicurato un’efficiente collaborazione tra le diverse istituzioni – commenta Castelli – la Struttura Commissariale di Governo, che ho l’onore di guidare, i diversi Ministeri coinvolti (Lavoro, Affari Interni, Cultura, Turismo, Agricoltura, Infrastrutture, Giustizia, Sport e Giovani) le quattro Regioni, i 138 Comuni, ma anche le Soprintendenze (è stato ferito il cuore artistico e culturale del Paese), così come l’Anac (la ricostruzione esige trasparenza e legalità, oltre a sicurezza e innovazione)”. Si è definito un “modello Appennino centrale” che può diventare laboratorio di intervento per molte aree interne dell’Appennino.

“L’Italia intera deve continuare a guardare a questo lembo della Nazione – conclude Castelli – così carico di storia e di spiritualità, ma anche di nuove energie per lo sviluppo di tutto il Paese. Il Governo non ha mai mancato di assicurare aiuto e risorse alla ricostruzione e alla riparazione. La ricostruzione e la riparazione del Centro Italia dopo il sisma 2016-2017 può diventare “modello” per una rinascita di tutto l’Appennino centrale. La rinascita economica e sociale dell’Appennino centrale non è solo un dovere per chi da sempre ama e vive questi luoghi, ma un investimento essenziale per tutta la Nazione. Perché ricostruire i territori colpiti dal terremoto non è solo un obbligo morale delle Istituzioni, ma può rappresentare anche uno straordinario volano per l’economia nazionale”.

Monte Vidon Corrado, sì al progetto per la messa in sicurezza del versante sud

Sicurezza sismica ma anche idraulica, nelle cosiddette “aree multirischio”: la Conferenza regionale ha approvato il progetto di fattibilità tecnico-economica relativo all’intervento di mitigazione del dissesto idrogeologico e alla rigenerazione urbana del versante sud del centro storico di Monte Vidon Corrado (Fermo), in attuazione dell’Ordinanza commissariale 137 del 2023.

Il parere istruttorio dell’Ufficio Speciale Ricostruzione delle Marche ha confermato la congruità tecnico-economica del progetto, che prevede un investimento complessivo di 2.350.000 euro.

«La sicurezza del territorio e la valorizzazione urbana di Monte Vidon Corrado figurano al primo posto, con l’obiettivo di restituire piena fruibilità alle infrastrutture e migliorare la qualità della vita dei cittadini » -conferma il commissario alla ricostruzione.

Il progetto nasce dalla necessità di contrastare un movimento gravitativo attivo, accentuato dagli eventi sismici del 2016/2017, che ha aggravato le criticità preesistenti del versante sud del centro storico. Le aree interessate, tra cui via Fiori Fantastici, via Angeli Ribelli, via Borgo Guglielmo Oberdan e il campo sportivo polivalente, presentano fratture, avvallamenti, cedimenti e rotture delle condotte idriche e fognarie.

Gli interventi previsti mirano alla stabilizzazione del versante e al ripristino delle infrastrutture danneggiate. Tra le opere principali figurano la realizzazione di paratie di pali in cemento armato, il rifacimento di marciapiedi, linee elettriche e fognarie, la posa di trincee drenanti e canalette per il deflusso delle acque piovane, e la ricostruzione della fondazione del campo sportivo su pali.

Montemonaco, ok al progetto per la scuola “Don Albertini”: 2,8 milioni per sicurezza e comunità

Non solo una scuola, ma anche un luogo di aggregazione e presidio per la sicurezza in caso di future emergenze: la Conferenza regionale ha approvato il progetto di fattibilità tecnico-economica per i lavori di ripristino con adeguamento sismico della scuola “Don Angelo Albertini” nel comune di Montemonaco (Ap).

Il progetto prevede un investimento complessivo pari a 2.800.000 euro e mira a restituire piena funzionalità all’edificio scolastico, migliorandone la sicurezza strutturale e ampliandone le funzioni.

L’edificio (superficie lorda totale di circa 1.000 metri quadrati), costruito nel 1963 e gravemente danneggiato dal sisma del 2016/2017, sarà oggetto di un adeguamento che prevede la demolizione dell’ultimo piano e della copertura in laterocemento, sostituita da una nuova struttura in legno. Le murature saranno rinforzate con intonaco armato e rete Gfrp, mentre verranno eseguiti interventi di ripristino delle lesioni e degli impianti.

La nuova organizzazione degli spazi prevede al piano terra la scuola dell’infanzia, con aule didattiche, mensa e servizi dedicati. Saranno inoltre realizzati uffici comunali, inclusa la sede del Centro Operativo Comunale con ingresso indipendente. Al piano primo troveranno spazio locali per le associazioni e una sala conferenze da 80 posti, destinata ad attività culturali e sociali. «Un via libera fondamentale per un edificio strategico, destinato a diventare un punto di riferimento educativo, operativo e culturale per Montemonaco e il suo territorio – spiega il commissario alla ricostruzione – Ringrazio per il supporto ed il lavoro di squadra il Comune, l’Ufficio Speciale Ricostruzione e la Regione Marche».

Al via progettazione della scuola “A. Cecchi” di Pesaro danneggiata dal sisma

La sicurezza delle scuole come investimento per il futuro: con questa prospettiva è stata avviata la progettazione per l’adeguamento sismico dell’Istituto di Istruzione Superiore “A. Cecchi” di Pesaro.

Il via libera è arrivato con la firma dell’Ordine di Attivazione, che stanzia oltre 528 mila euro per le attività tecniche di progettazione e direzione lavori e coordinamento della sicurezza in fase di esecuzione. Un passaggio che dà seguito alle decisioni della Cabina di coordinamento del 9 aprile scorso, quando il quadro economico complessivo dell’intervento è stato aggiornato a 6,5 milioni di euro, con un incremento di 60 mila euro.

Il progetto, affidato alla Provincia di Pesaro e Urbino, interesserà i tre corpi principali dell’istituto – Blocco Nord-Est, Blocco Nord-Ovest e la storica Villa Patrizia – e sarà finanziato in gran parte dall’Ordinanza speciale 31 (5,2 milioni). A queste risorse si aggiungono 978 mila euro dal Conto Termico, 129 mila euro dalla legge 107/2015, 70 mila dal Mur e i 60 mila euro autorizzati in Cabina. Con questa ordinanza, inoltre, sono stati coperti finanziamenti del Mur che non erano attribuiti ai singoli corpi, garantendo così risorse aggiuntive ma comunque in linea con la previsione definita dall’ordinanza stessa.

L’Istituto agrario “A. Cecchi” è collocato all’interno del parco naturale del San Bartolo, in una zona sottoposta a vincoli ambientali e paesaggistici: una specificità che aggiunge ulteriori complessità agli interventi, chiamati a rispettare il contesto naturale e protetto in cui la scuola si trova.

“Il terremoto non conosce confini amministrativi: colpisce dentro e fuori il cratere e ovunque lascia ferite che vanno sanate. In un territorio come le Marche, caratterizzato – in gradi differenti – da vulnerabilità sismica, è fondamentale garantire edifici sicuri a tutti gli studenti, oggi e nel futuro. L’intervento sull’istituto Cecchi di Pesaro rappresenta un passo concreto in questa direzione, con la consapevolezza che investire sulla sicurezza scolastica significa tutelare le nuove generazioni”, ha sottolineato il Commissario straordinario alla ricostruzione post sisma 2016, ringraziando Regione, Provincia, Comune, Mur e Struttura commissariale per il lavoro di squadra.

L’opera non è solo una risposta all’emergenza del passato, ma un tassello di una strategia più ampia che riguarda gran parte del territorio italiano: rendere le scuole sicure anche in ottica di future emergenze, garantendo protezione e continuità nel diritto allo studio.

Pieve Torina, oltre 100mila euro per il ripristino delle sponde del fiume Chienti. Il commissario: “Interventi per comunità e imprese”

Non solo sisma: più sicurezza per le imprese e le attività, con una riduzione del rischio anche idrogeologico. Il Commissario straordinario alla ricostruzione ha firmato il decreto che dispone il trasferimento di 101.738,58 euro all’Ufficio Speciale per la Ricostruzione della Regione Marche per il completamento dell’intervento di ripristino del dissesto fluviale – Tratto 6 del Fiume Chienti, in corrispondenza dell’area produttiva PIP di Pieve Torina (MC).

L’opera, del valore complessivo di 264.673,22 euro, rientra tra gli interventi previsti dall’Ordinanza Speciale n. 20/2021 e mira alla messa in sicurezza del tratto fluviale a protezione dell’area produttiva locale, particolarmente vulnerabile dopo gli eventi sismici del 2016. I lavori, già affidati, hanno raggiunto uno stato avanzato con una spesa documentata pari all’80% dell’importo autorizzato.

“La difesa del territorio e la sicurezza delle aree produttive sono condizioni essenziali per il rilancio economico dei borghi colpiti dal sisma – ha dichiarato il Commissario –. Questo intervento permette di tutelare l’abitato e le imprese di Pieve Torina, garantendo protezione e favorendo le condizioni per una ripresa duratura”.

“Prosegue l’opera di riqualificazione e manutenzione delle aree di criticità lungo le sponde del Chienti” ha sottolineato il Sindaco di Pieve Torina.“Un intervento necessario per il quale siamo grati all’ufficio commissariale per la costante attenzione volta ad assicurare un contesto produttivo idoneo alle imprese locali. È un percorso che si sta concludendo, come tante altre progettualità, ed è un’ulteriore conferma del buon lavoro che, insieme al Commissario, stiamo portando avanti”.

 

Approvato il progetto per la piscina comunale di Montegallo: 2 milioni di euro per la rinascita di un luogo simbolo

La Conferenza regionale ha dato il via libera al progetto di fattibilità tecnico-economica per la riparazione dei danni da sisma alla piscina comunale di Balzo di Montegallo (Piceno) e per la riqualificazione dell’area antistante l’edificio adibito a bar e servizi.

L’intervento rientra nel Programma straordinario di Rigenerazione Urbana connessa al sisma, previsto dall’Ordinanza commissariale n. 137 del 2023, con un contributo complessivo di 2.085.000 euro.«L’approvazione del progetto rappresenta un passo concreto verso la rinascita di uno spazio strategico, simbolo di aggregazione non solo per Montegallo, ma per l’intero territorio montano dei Sibillini colpito dal sisma – spiega il Commissario alla ricostruzione – Ringrazio per la sinergia il Comune, l’Ufficio Speciale Ricostruzione e la Regione Marche».

L’obiettivo è restituire piena funzionalità a un complesso che da sempre è punto di riferimento per la comunità locale e per il turismo, migliorandone efficienza energetica e accessibilità. Dopo gli eventi sismici del 2016/2017, la struttura ha riportato danni diffusi: lesioni alla vasca e alla canaletta di sfioro, sconnessioni della pavimentazione esterna, infiltrazioni nel locale tecnico e danni alla copertura degli spogliatoi. Il progetto prevede il risanamento delle parti compromesse, la sostituzione della pavimentazione, l’adeguamento degli impianti e la realizzazione di una nuova copertura telescopica in alluminio, con pannelli in vetro e policarbonato e impianto fotovoltaico integrato.

«Ringrazio il Commissario, la Regione Marche e l’Ufficio Speciale Ricostruzione per l’approvazione e il finanziamento di questo progetto – commenta il sindaco di Montegallo – Per noi è un segnale di grande attenzione e un risultato che ci riempie di soddisfazione, poiché si tratta di uno dei primi interventi di opere pubbliche approvati, in una serie di progetti che riguarderanno tutte le nostre 23 frazioni. È un’opera fondamentale per il rilancio turistico ed economico del territorio: non solo riparazione dei danni, ma una concreta opportunità di rinascita. Guardiamo al futuro con fiducia, offrendo nuovi servizi per attrarre turisti, creare opportunità per i residenti e valorizzare le bellezze naturali e culturali di Montegallo. È un passo decisivo per rimettere in moto l’economia locale e per confermare il ruolo centrale dei nostri borghi nella strategia di rilancio dell’ Appennino

Ricostruzione sisma 2016 – Scuola, risorse garantite fino al 2029, con la massima tempestività: il commento del Commissario Straordinario

Il Commissario Straordinario per la Ricostruzione post-sisma 2016 accoglie con soddisfazione il decreto firmato dal Ministro dell’Istruzione e del Merito che assegna nuove risorse per l’attivazione di posti di docenti, personale ATA e dirigenti scolastici, anche in deroga ai vincoli normativi, nelle aree colpite dai terremoti del 2016 e 2017 in Lazio, Marche, Umbria, Abruzzo, Campania e nei Comuni dell’isola d’Ischia.Nel 2023 i fondi destinati alle istituzioni scolastiche coinvolte erano stati potenziati, passando da circa 2,4 milioni a oltre 4 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2024 al 2028, e confermati a 2,4 milioni per il 2029. «Mantenere i servizi scolastici nei territori colpiti dal sisma – sottolinea il Commissario – significa dare una garanzia di futuro alle comunità che hanno scelto di restare, assicurare un’istruzione di qualità ai nostri ragazzi e dare sostanza agli edifici che abbiamo già ricostruito e a quelli oggi in fase di cantiere. Una scuola funzionante non è solo un servizio, ma un presidio di comunità, di identità e di vita sociale. Grazie alla tempestività di questo provvedimento, che incrementa e stabilizza i fondi già previsti, le scuole dei territori interessati avranno risorse certe fino all’anno scolastico 2028/2029, l’organico sisma sarà subito riconosciuto nell’imminente anno scolastico 2025/2026 alle porte e gli USR potranno lavorare con celerità alla formazione delle classi in deroga.» «La ricostruzione – conclude il Commissario – non è fatta soltanto di muri e cantieri, ma soprattutto di persone e comunità che in quei luoghi crescono e scelgono di rimanere. Con queste risorse diamo un orizzonte chiaro e concreto: scuole piene, attive e vive, che sono la prima vera garanzia di rinascita, senza lasciare indietro nessun bimbo»

2025, anno dei cantieri nei paesi più colpiti: ad Amatrice doppio segnale di rinascita con il nuovo Municipio e il Museo Civico “Cola Filotesio”

Il 2025 si conferma l’anno della ricostruzione post sisma che entra nel cuore dei paesi più colpiti. Ad Amatrice, oggi è stato realizzato il getto della platea di fondazione del nuovo Municipio, simbolo della partecipazione e della vita amministrativa della comunità. La struttura, situata nel centro storico, sorgerà su fondamenta tecnologicamente avanzate e sarà dotata di isolatori sismici, garantendo la massima sicurezza. L’altro segnale incoraggiante arriva con la consegna delle aree di cantiere per l’avvio del primo stralcio della ricostruzione del Museo Civico “Cola Filotesio” , dedicato all’illustre pittore, architetto e scultore del 1500, probabile allievo di Raffaello e figura di spicco del Rinascimento italiano del Centro Italia. Situato nel cuore del centro storico, il museo tornerà a essere un punto di riferimento culturale e turistico per residenti e visitatori. L’intervento sul museo rappresenta un passo concreto nel percorso di rinascita del territorio, con l’obiettivo di restituire un patrimonio di bellezza, conoscenza e identità, in una sorta di nuovo Rinascimento per il paese, duramente colpito dalla prima devastante scossa del 24 agosto 2016.Il progetto del museo prevede interventi di ricostruzione e miglioramento sismico, nel pieno rispetto della struttura storica e delle sue caratteristiche architettoniche. I lavori, articolati in più fasi, consentiranno la progressiva riapertura dell’edificio, riportando in vita un presidio culturale di rilievo per l’intero territorio. All’avvio dei lavori hanno preso parte i tecnici dell’Ufficio Speciale Ricostruzione e del Comune, insieme a istituzioni e cittadinanza, il commissario alla ricostruzione post sisma 2016, Guido Castelli, e il sindaco di Amatrice, Giorgio Cortellesi, che ha dichiarato: «Cola Filotesio, per la nostra comunità, è molto più di un pittore, un architetto o uno scultore. È uno dei principali simboli della nostra identità storica e culturale. Non a caso è conosciuto a livello internazionale come Cola dell’ Amatrice. Il dramma che ci ha colpito nel 2016 ha danneggiato molte sue opere, ma il loro recupero simboleggia la capacità e la voglia di ripartenza.

L’avvio dei lavori di ricostruzione del museo civico a lui intitolato è un grande segnale e il risultato di una collaborazione virtuosa tra la nostra Amministrazione, la struttura commissariale e la Regione Lazio». Per l’assessore alla Ricostruzione della Regione Lazio, Manuela Rinaldi: «Doppio passo avanti per la ricostruzione di Amatrice. Con l’avvio del primo stralcio deilavori al Museo Civico Cola Filotesio e il getto delle fondazioni del nuovo Municipio, finalmente iniziamo a restituire funzioni essenziali alla comunità. Sono due cantieri che parlano di identità, memoria e futuro: dalle radici della storia dell’ Appennino centrale alla casa della democrazia locale, continua la ricostruzione dei luoghi che uniscono e rafforzano il senso di appartenenza». Il commissario straordinario alla ricostruzione, Guido Castelli, ha sottolineato: «Piccoli ma significativi passi per il percorso di rinascita di un territorio a noi tutti caro, affinché ritorni a splendere di bellezza, conoscenza e comunità.

Insieme al sindaco Giorgio Cortellesi e ai tecnici dell’USR e del Comune, stiamo lavorando con determinazione e senza sosta per riaffermare l’identità di questo luogo».

Ulteriori 4,6 milioni a favore dell’ospedale Grifoni di Amatrice

È appena stata approvata un’importante novità per il nuovo Ospedale Grifoni di Amatrice, la struttura che avrà una funzione strategica rispetto all’offerta sociosanitaria per l’Alta Sabina. La Cabina di coordinamento ha dato il via libera un finanziamento pari a ulteriori 4,61 milioni di euro per i lavori finalizzati l’inserimento di un centro diurno socioriabilitativo all’interno dell’Ospedale di Amatrice. Tale centro sarà dotato di 10 posti letto, che si andranno ad aggiungere ai già previsti 40 posti letto di ricovero e ai 12 posti di foresteria. Tale somma verrà utilizzata anche per altre opere escluse inizialmente dall’appalto per mancanza di fondi, quali il reparto degenza riabilitativo al piano 0, la sala multi-culto al piano 1 e il completamento della parte impiantistica attinente. Intanto proseguono intanto i lavori dell’ospedale Grifoni giunti al 50%, la cui riapertura è prevista per il 2026.

Il Commissario al sisma 2016 Guido Castelli: “L’Ospedale Grifoni rappresenta uno degli interventi di ricostruzione pubblica più importanti che stiamo realizzando nel cratere, la cui importanza è dovuta al fatto che non solo servirà il Comune di Amatrice, ma tutto il bacino dell’Alta Sabina e i territori limitrofi. Un presidio essenziale che è anche un’opera di riparazione economica e sociale dal momento che la popolazione residente ha una età media avanzata e che, per incentivare le persone a restare o a tornare nell’Appennino centrale, abbiamo il dovere fornire servizi moderni e di qualità. Anche la garanzia di poter accedere a una buona sanità può favorire il ripopolamento delle nostre terre. Ringrazio l’assessore Rinaldi e la Regione Lazio per questo importante passo in avanti che si sta compiendo e per la collaborazione che assicurano costantemente per il bene della popolazione”.

L’assessore alla Ricostruzione della Regione Lazio, Manuela Rinaldi: “Stiamo lavorando per consegnare entro il 2026 l’ospedale Grifoni ai cittadini di Amatrice. Questo ulteriore finanziamento ci permetterà di attivare e integrare opere non presenti nel primo appalto. Un ulteriore passo avanti nella ricostruzione, che come già detto con il presidente Francesco Rocca conferma l’impegno della Regione Lazio nel garantire servizi sanitari moderni e inclusivi. Sarà nostro compito di continuare a lavorare con determinazione assieme al Commissario Guido Castelli, all’Ufficio Speciale per la Ricostruzione e tutte le istituzioni locali. Questa azione corale sarà necessaria per tradurre queste risorse in opere di qualità entro i tempi prestabili”.

Il Sindaco di Amatrice, Giorgio Cortellesi: “In questo ulteriore finanziamento non c’è soltanto la conferma di un forte interesse da parte delle istituzioni per una struttura iconica dell’identità di Amatrice, che deve marciare di pari passo con la ricostruzione delle case, ma anche la certezza che si sta lavorando per una concreta visione strategica della futura offerta socio-sanitaria dell’area centrale dell’Italia”.

Castignano, via libera alla ricostruzione dell’ex asilo di Ripaberarda. Diventerà un ostello dove i pellegrini potranno fermarsi durante il “Cammino dei Cappuccini

Dare nuova vita agli edifici post sisma, puntando sulla ricettività, vera emergenza del cratere del sisma 2016, terra meravigliosa tutta da conoscere e scoprire. Va in questa direzione il progetto di recupero dell’ex asilo di Ripaberarda, frazione di Castignano, nell’ascolano.

L’Ufficio Speciale Ricostruzione delle Marche ha infatti approvato il progetto esecutivo per la demolizione e ricostruzione dell’ex asilo di Ripaberarda, destinato a diventare un nuovo spazio per attività sociali e ricettive. L’intervento, del valore complessivo di 1,3 milioni di euro, rientra tra le opere finanziate con l’ordinanza numero 137 del 2023. «La ricostruzione pubblica sta procedendo in maniera concreta – spiega il commissario alla ricostruzione, Guido Castelli – e restituire strutture come questa alle comunità significa non solo riparare i danni materiali, ma anche ridare luoghi di incontro e socialità, fondamentali per la coesione e il futuro delle aree interne. E valorizzarle anche dal punto di vista turistico, dando luoghi adatti alla ricettività per quel turismo lento che stiamo promuovendo in un’ottica di ricostruzione non solo materiale. Ringrazio il lavoro sinergico tra Comune, Usr e la Regione guidata dal presidente Francesco Acquaroli».

Il nuovo edificio sorgerà sullo stesso lotto della struttura anni ’60 danneggiata dal sisma, con spazi condivisi al piano terra, cinque camere con servizi al primo piano, aree verdi, deposito biciclette e terrazza panoramica. La realizzazione sarà in acciaio, con attenzione all’efficienza energetica e al rispetto del contesto. «Bene l’approvazione di questo progetto: realizzeremo un ostello che sarà un punto di riferimento lungo il Cammino dei Cappuccini, ideale per il turismo lento e con un’accoglienza a misura di pellegrini e camminatori. Un luogo dove fermarsi, scoprire e apprezzare i nostri territori e, perché no, decidere di viverci. È uno stimolo per chi vuole conoscere, tornare o scegliere di costruire qui il proprio futuro. Il Cammino dei Cappuccini passa per Castignano e stiamo lavorando insieme a Frate Sergio Lorenzini per creare un itinerario che includa anche il borgo di Ripaberarda, dove sorgerà l’ostello. Qui si pUò godere di una delle viste più suggestive del nostro territorio, sopra i calanchi e a ridosso del centro storico. In un momento in cui la denatalità colpisce le comunità, questo è un bel progetto che restituisce vita a un edificio e nuove opportunità a tutto il paese» — dichiara il sindaco di Castignano, Fabio Polini.