Afghanistan: Castelli: “Dolore per vittime sisma, vicini a popolazione”

“Le notizie drammatiche che giungono dall’Afghanistan sul terremoto che ha colpito la parte orientale del Paese suscitano in tutti noi sgomento e dolore. Il primo pensiero va alle vittime e alla popolazione colpita, cui va tutta la mia solidarietà e vicinanza. Auspico che la comunità internazionale possa intervenire con tempestività per portare aiuti e offrire sostegno a quanti stanno vivendo una situazione di estrema difficoltà. L’Appennino centrale, come comunità che ha conosciuto la tragedia del sisma, sente con particolare intensità e spirito di immedesimazione la sofferenza di chi  deve piangere le proprie vittime, vede distrutta la propria casa e le proprie speranze. Proprio per questa ragione ben comprendiamo che nessuno deve essere lasciato solo di fronte a una ferita così grande.”.

Lo afferma in una nota il Commissario Straordinario al sisma 2016 Guido Castelli

Venarotta, approvati i progetti per la riqualificazione dei cimiteri del capoluogo e di Cerreto

Due progetti esecutivi riguardanti il patrimonio cimiteriale del comune di Venarotta (Ap) hanno ricevuto l’approvazione da parte dell’Ufficio Speciale Ricostruzione, nell’ambito dell’Ordinanza commissariale numero 137 del 2023.

«Questi interventi rappresentano un passo importante per la tutela del patrimonio e per la tenuta del tessuto sociale delle comunità, in territori che soffrono profondamente a causa del sisma – spiega il commissario straordinario-. La ricostruzione non è solo edilizia, ma anche memoria e rispetto per i luoghi che custodiscono la nostra identità. Ringrazio la proficua collaborazione tra Comune, Usr e la Regione».

«E’ un grande piacere ed una soddisfazione aver approvato questi interventi su alcuni dei nostri cimiteri, altri interventi sono in corso di approvazione. I cimiteri oltre ad essere luoghi di grande valenza culturale e storica rappresentano qualcosa di importante per le persone, sia quelli che vivono a Venarotta che quelli che negli anni si sono spostati. Poter sistemare i nostri cimiteri significa aver cura e rispetto della memoria storia e degli affetti, dei sentimenti in qualche modo più profondi. Il comune di Venarotta ad oggi gestisce ben 6 strutture cimiteriali con grande complessità gestionale e manutentiva, poter sistemare quello che è stato in relazione al sisma ci aiuterà notevolmente in questo processo permettendoci una maggiore cura ed attenzione» ha dichiarato il primo cittadino di Venarotta.

Il primo riguarda il cimitero del capoluogo Venarotta, con un contributo complessivo di 660.000 euro. L’intervento prevede opere di miglioramento sismico e riparazione dei danni su diverse strutture: le logge lato ovest ed est del cimitero “vecchio”, la cappella Crocetti e i blocchi P-A-B-D-E-F-G dell’ala nuova sud-ovest. Tra le criticità riscontrate vi sono lesioni strutturali, infiltrazioni d’acqua, degrado dei materiali e inagibilità di alcune aree. Particolare attenzione sarà dedicata alla Cappella Crocetti, per la quale è prevista la demolizione e ricostruzione della copertura, il consolidamento della volta in camorcanna e il rinforzo delle murature.

Il secondo progetto, finanziato con 240.000 euro, interessa il cimitero della frazione Cerreto, dove si interverrà sulla cappella centrale e sui muri di cinta. Anche qui, gli eventi sismici del 2016/2017 hanno causato danni strutturali e diffuso degrado. Le opere previste includono il consolidamento delle murature, il rifacimento delle copertine in pietra locale, il restauro del cancello d’ingresso e la sistemazione delle coperture dei blocchi danneggiati.

Teramo, ok all’intervento di miglioramento sismico della chiesa di san Lorenzo Martire In località Colleminuccio

La Conferenza permanente ha approvato l’intervento di miglioramento sismico della chiesa di san Lorenzo Martire In località Colleminuccio a Teramo. La costruzione originaria, realizzata intorno al XIV secolo, era più piccola di quella attuale: divenuta cadente, fu ristrutturata ed ampliata nel 1887 con la benedizione di Papa Leone XIII. Nel corso degli anni 40 e 50 del Novecento, la Chiesa ha subito interventi di restauro volti alla ricostruzione delle coperture con impiego di travi recuperate da un’altra Chiesa. Probabilmente in questa stessa circostanza fu demolito un avancorpo che sorgeva sul lato sud-est dell’aula principale. Tra il 2007 ed il 2009 la Chiesa ha subito un ulteriore intervento di restauro che ha riguardato il tetto e lavori di tinteggiatura all’interno.

Gli interventi proposti per il miglioramento sismico e del ripristino dell’agibilità della chiesa prevedono il  consolidamento delle murature con iniezioni di malta base calce, la stilatura profonda dei giunti e sarcitura delle lesioni dove presenti, la sarcitura delle lesioni con malta idonea antiritiro a base di calce, ed esecuzione dell’intervento “scuci e cuci”, il consolidamento del tetto, l’inserimento di n.10 catene (n.4 longitudinali e n.6 trasversali) e il rinforzo della vela campanaria con perforazioni armate. 650.000,00 euro è il costo totale dell’intervento.

 

“Riportare alla luce questi antichi splendori è un impegno che portiamo avanti con determinazione, affinché ogni comunità possa ritrovare i propri punti di riferimento e tornare a vivere appieno la propria quotidianità- dichiara il commissario alla ricostruzione sisma 2016 Guido Castelli – Ringrazio il presidente della Regione Marco Marsilio, il Vescovo Lorenzo Leuzzi, l’ufficio ricostruzione Abruzzo e il sindaco Gianguido D’Alberto per la loro fondamentale collaborazione”.

Ascoli Piceno, sopralluogo presso i lavori della stazione ferroviaria

Sopralluogo questa mattina presso la stazione ferroviaria di Ascoli Piceno dove è in corso il cantiere sull’edificio di stazione, finanziato da fondi per la riqualifica delle stazioni ricadenti nell’ambito degli interventi del Piano Complementare al PNRR nei territori colpiti dal sisma 2009 – 2016 Sub Misura A4.3 “Potenziamento e restyling di stazioni ferroviarie”, per un valore economico di 5 milioni di euro. Hanno partecipato il Commissario straordinario alla ricostruzione sisma Guido Castelli, il sindaco di Ascoli Marco Fioravanti e Chiara Minoli e Fiorenza Traini di direzione stazioni Rfi (Gruppo Fs).

I lavori prevedono interventi di miglioramento sismico, adeguamento funzionale e architettonico del piano terra (alcuni locali sono completati) e la predisposizione al rustico del primo piano. Sono in corso il consolidamento strutturale del fabbricato e la rifunzionalizzazione degli spazi interni, con la sostituzione di tutti gli infissi, i rivestimenti, gli arredi, etc. Saranno ripristinati infissi in legno e vetro analoghi a quelli esistenti, sia per l’interno che per l’esterno, e utilizzata la pietra naturale o artificiale per pavimentazione.

Per quanto riguarda i rivestimenti, saranno utilizzati materiali aventi spiccate caratteristiche di durabilità, sostenibilità, manutenibilità nonché compatibilità architettonica con l’edificio storico. Il fabbricato viaggiatori è, infatti, caratterizzato da elementi stilistici di fine ‘800 così come la pensilina di stazione in stile liberty aggiunta nel 1924. L’edificio ha mantenuto negli anni le caratteristiche originarie, compresi gli affreschi attualmente presenti a soffitto nell’atrio e rinvenuti al piano primo e nel connettivo. In stretta sinergia con la Soprintendenza gli affreschi saranno restaurati e valorizzati. 

“Ci occupiamo delle case ma anche del rilancio economico e sociale. È fondamentale costruire e riparare. Abbiamo stanziato circa 32 milioni di euro per riqualificare 9 stazioni del cratere, compresa quella di Ascoli. Nelle Marche abbiamo anche Macerata, Fabriano e Tolentino. Il programma Next Appennino riguarda anche strade e cammini- sottolinea il commissario alla ricostruzione sisma 2016 Guido Castelli – Abbiamo verificato lo stato dell’arte di questo intervento che, mette in campo, insieme a struttura commissariale e Rfi circa 5 milioni di euro. È un progetto importante che si collega alla concessione di intermodalità che consentirà, a ciclisti, bikers, camminatori e pellegrini, di poter perlustrare il cratere insieme alla Pedemontana delle Marche che arriverà fino a Mozzano, con una logica di trasporto che consente visite ed esperienze di lavoro. Ad esempio il pellegrino che arriva ad Ascoli, potrà ritornare a Milano con il treno. La ricostruzione guarda al futuro del cratere- spiega il commissario- Ci sarà anche una connessione con la zona ex Sgl Carbon, ma anche in direzione del futuro studentato nella zona Ciam per. consentire agli studenti di disporre anche di connessioni ferroviarie.  Questo piano di sviluppo delle stazioni, ci permetterà di intervenire anche in altre realtà quali Antrodoco, Baiano di Spoleto, L’Aquila e Teramo che diventeranno importanti hub del territorio e fornitori di servizi per la comunità. Non si possono ricostruire soltanto le case senza occuparsi della riparazione culturale e sociale di questi territori”.

“Siamo partiti con l’arretramento della fermata a fine binari, perché c’è in progetto la realizzazione di una nuova rotatoria, visto che la viabilità, in quel punto, è pericolosa, ma lo faremo  anche in vista della nuova rigenerazione dell’area Carbon – aggiunge il sindaco Marco Fioravanti – Prevista, inoltre, la riqualificazione del primo piano della stazione, dove troverà sede la nuova Casa dei Giovani, grazie ad un bando dell’Anci per il quale è stato finanziato il progetto del Comune di Ascoli. Ci sarà anche la riqualificazione del piazzale e della rotatoria dinanzi alla stazione, oltre che della stazione degli autobus”.

Chiara Minoli di direzione stazioni Rfi sottolinea che “Ci sarà anche un miglioramento dell’accessibilità per persone con mobilità ridotta che si integrano con quelli già realizzati sulle banchine. Per il fabbricato della stazione i lavori si concluderanno nel marzo del 2026. Attualmente sono quasi completati i lavori al piano terra del fabbricato, dell’atrio e della sala d’attesa. Sono in corso i lavori di miglioramento sismico al primo piano. Ci saranno poi i lavori nel piazzale esterno della stazione per il primo semestre 2026.”

 

Ricostruzione post-sisma: oltre 1 milione di euro per far tornare a vivere tre chiese del Maceratese

La ricostruzione post-sisma fa passi avanti significativi anche per i luoghi di culto, veri e propri punti di riferimento delle comunità del cratere, dove si sono svolti i momenti più importanti della vita collettiva – dai battesimi ai matrimoni, fino all’ultimo saluto ai propri cari. Grazie a nuove risorse e a un impegno costante, diverse chiese del Maceratese potranno presto tornare a essere spazi di preghiera, incontro e memoria.

Il Commissario straordinario alla ricostruzione ha firmato tre nuovi decreti per finanziare interventi su altrettanti edifici religiosi della provincia di Macerata. A Matelica sono stati stanziati 450.000 euro per la Chiesa di Santa Teresa, per lavori di riparazione danni e miglioramento sismico su un progetto complessivo da 750.000 euro realizzato dalla Diocesi di Fabriano–Matelica. A Montecassiano, in località Vissani, sono stati assegnati 500.000 euro per la Chiesa di Santa Maria delle Grazie, con un intervento di miglioramento sismico del valore complessivo di 500.000 euro, attuato dalla Diocesi di Macerata–Tolentino–Recanati–Cingoli–Treia. Infine, ad Apiro, è stato approvato un incremento di 152.135,95 euro per la Collegiata di Sant’Urbano, che porta l’investimento complessivo a 902.135,95 euro, con lavori realizzati dall’Arcidiocesi di Camerino–San Severino Marche.

“Restituire vita ai luoghi di culto significa restituire identità, coesione e centralità alle comunità che li vivono” – ha dichiarato il Commissario  –. “La ricostruzione post-sisma non riguarda soltanto le abitazioni e le opere pubbliche, ma anche quei beni identitari che custodiscono la memoria collettiva e rappresentano il cuore dei nostri borghi. Grazie a questi interventi, chiese che per anni sono state chiuse torneranno presto a essere patrimonio vivo delle comunità”.

Le risorse, provenienti dalla contabilità speciale prevista dal D.L. 189/2016, rientrano nelle programmazioni delle Ordinanze 105/2020 e 132/2022 e saranno gestite in collaborazione con l’Ufficio Speciale per la Ricostruzione della Regione Marche e le Diocesi competenti.

«Rivolgo un sincero ringraziamento al Commissario per il grande contributo che sta offrendo alle nostre comunità attraverso il restauro delle chiese, che non sono solo luoghi di culto, ma anche scrigni di storia e di identità dei nostri paesi. La ricostruzione rappresenta un segno concreto di un impegno costante verso i territori feriti dal terremoto e sta restituendo loro la bellezza, facendo rifiorire un patrimonio unico nel panorama nazionale« il commento dell’Arcivescovo Francesco Massara che guida le diocesi di Fabriano-Matelica e Camerino-San Severino Marche.

«Sono contento di poter testimoniare, nel concreto, come la collaborazione istituzionale tra le Chiese marchigiane, la Regione Marche, le Province, i Comuni, la Soprintendenza territorialmente competente e soprattutto l’Ufficio speciale per la ricostruzione delle Marche, assieme al grande impegno di progettazione ed esecuzione dei lavori messo in campo dagli ordini professionali e dalle imprese, nonché il lavoro di rendicontazione svolto dalle Diocesi stanno dando dei frutti concreti e sempre più visibili, per il bene delle nostre comunità», conclude il Vescovo di Macerata Nazzareno Marconi.

 

Apiro, dalla Conferenza regionale ok al progetto per il nuovo Distaccamento dei Vigili del Fuoco

La Conferenza Regionale ha approvato il progetto di fattibilità tecnico-economica per la realizzazione del nuovo Distaccamento Caserma dei Vigili del Fuoco nel comune di Apiro (Mc), in attuazione dell’ordinanza commissariale numero 137 del 2023. L’intervento, finanziato con fondi della Camera dei Deputati e rientrante nel Programma straordinario di Rigenerazione Urbana connessa al sisma, prevede un investimento complessivo di 3.680.000 euro.

«Con l’approvazione da parte della Conferenza si apre ora la fase di progettazione esecutiva che precede la successiva realizzazione dell’opera – spiega il commissario alla ricostruzione -. Essa rappresenta un importante passo avanti nella ricostruzione post-sisma e nel rafforzamento delle infrastrutture di protezione civile nel territorio. Ringrazio per il lavoro costante il Comune, l’Ufficio Speciale Ricostruzione e la Regione Marche guidata dal presidente Francesco Acquaroli».

Il progetto è finalizzato alla delocalizzazione di due strutture danneggiate dagli eventi sismici del 2016/2017: il Centro Operativo Comunale e il distaccamento dei Vigili del Fuoco. L’area individuata per la nuova costruzione si trova in via Borgo Trento, attualmente occupata da un campo sportivo.

La nuova caserma sarà un edificio strategico sviluppato su tre livelli, con spazi dedicati sia ai Vigili del Fuoco che al Coc, e dotato di impianti fotovoltaici, aree di addestramento, parcheggi drenanti e una zona per l’atterraggio di elicotteri. Particolare attenzione è stata riservata alla compatibilità paesaggistica con la vicina Chiesa di Santa Felicita, bene tutelato.

Castelli: “L’appello dei Vescovi per le aree interne trova piena applicazione nell’opera di riparazione e sostegno economico e sociale del cratere sisma 2016”

L’allarme dei Vescovi sui pericoli di una desertificazione delle aree interne contiene la richiesta alle istituzioni di un forte impegno per diminuire le disuguaglianze e i divari che vivono gli abitanti di queste zone. Al centro di questa riflessione c’è il ruolo delle comunità che non possono essere lasciate sole, per ottenere questo obiettivo “S’impone una diversa narrazione della realtà” che assicuri un sostegno autentico ed equilibrato alle comunità locali messe a rischio dalle continue emergenze, dalla scarsa consapevolezza e dalla rassegnazione.

L’area del cratere sisma 2016 è un concentrato dei rischi che colpiscono le aree interne, dove l’emergenza post sisma accelera i processi disgregativi e la scarsa consapevolezza per il futuro e la rassegnazione minano gli enormi sforzi per la ricostruzione. Per queste ragioni l’attenzione al terzo settore, ai servizi sociali e alla persona, al lavoro e all’inclusione riguarda la funzione stessa della Struttura Commissariale sisma 2016, che affianca alla ricostruzione anche la responsabilità della riparazione e della ripresa economica e sociale. Questo lavoro deve necessariamente essere accompagnato da un processo di approfondimento e di condivisione delle potenzialità delle comunità del cratere finalizzato a superare la rassegnazione e a far crescere la consapevolezza che le case ricostruite saranno anche abitate e vissute.

“Nel cratere sisma 2016 stiamo dando seguito all’appello dei Vescovi di sostenere le realtà territoriali per progetti che promuovano la coesione sociale e favoriscano la “restanza” – dichiara Guido Castelli Commissario sisma 2026 – i nostri sforzi sono indirizzati a creare le migliori condizioni affinché le persone, soprattutto giovani, scelgano di rimanere e costruire il proprio futuro nei luoghi in cui sono nati. Lo stiamo facendo attraverso uno sforzo che, in linea con quanto affermano i Vescovi, è frutto di un processo dal basso, fondato sull’ascolto dei bisogni e sul coinvolgimento di tutti i protagonisti”.

“Nel cratere sisma 2016 – prosegue Castelli – l’attenzione al ruolo del terzo settore è stata massima, attraverso il bando B2.3 abbiamo destinato risorse specifiche al mondo del volontariato e delle associazioni consapevoli del contributo fondamentale che svolgono per mantenere il senso di comunità. Con il Ministero del Lavoro abbiamo attivato una serie di iniziative per favorire l’autoimpiego e colmare i divari con misure dedicate, come quelle del welfare, favorire l’accesso al fondo per il contrasto alla povertà finalizzato a sostenere le famiglie in condizioni di vulnerabilità, e l’accesso alla nuova programmazione del PN Inclusione che riguarda il rafforzamento dei servizi socioeducativi a favore degli adolescenti e preadolescenti in condizione di vulnerabilità. Inoltre, abbiamo dato una spinta senza precedenti in Italia allo sviluppo di strumenti di collaborazione tra i diversi soggetti come il partenariato pubblico privato che sta assicurando il mantenimento di servizi essenziali per il territorio e, come in nessun altra realtà, abbiamo fornito risorse e strumenti per la nascita di 40 nuove Comunità Energetiche Rinnovabili, sviluppate in coerenza con gli indirizzi della Conferenza Episcopale Italiana  in una prospettiva che abbraccia la tutela dell’ambiente, la giustizia nei rapporti economici e sociali, la cura della persona umana e delle comunità.”.

“Anche noi, come i Vescovi – conclude Castelli – facciamo nostre le parole del profeta: «Figlio dell’uomo, ti ho posto come sentinella per la casa d’Israele» (Ez 3,17), il nostro impegno è ricostruire in sicurezza le abitazioni e assicurare le condizioni per mantenere le comunità dell’Appenino centrale che svolgono un ruolo fondamentale per tutta la Nazione perché, come giustamente ricordano i Vescovi, un territorio non presidiato dall’uomo è sottoposto a una pressione maggiore delle forze della natura, con il rischio – per nulla ipotetico – di favorire nuovi e sempre più vasti disastri ambientali, senza contare il rischio della perdita di parte di quell’immenso patrimonio artistico-architettonico che fa dell’Italia intera un museo a cielo aperto”.

 

Ussita, conclusa la fase di messa in sicurezza del cimitero monumentale di Castelmurato in località Castelfantellino

Il cimitero di Castelmurato, in località Castelfantellino di Ussita, rappresentava una delle ferite aperte dal terremoto, non solo come luogo di raccoglimento e di visita ai propri antenati, ma anche come sito di grande valore storico, nato come fortezza nel tardo medioevo e poi per la presenza anche della cappella della Casa del Cardinale Gasparri.

Le forti scosse del 2016 hanno colpito duramente quest’area: oltre a distruggere il cimitero, hanno provocato lo smottamento del versante su cui insiste l’unica strada di accesso e la distruzione totale del borgo storico di Castelfantellino, situato lungo lo stesso crinale e nelle immediate vicinanze del cimitero.

 

La prima fase dell’intervento, conclusa a marzo 2025, ha previsto la messa in sicurezza e la bonifica del sito, con esumazione e ricollocazione di oltre mille salme, la catalogazione e custodia degli elementi architettonici di pregio, smontaggi controllati e puntellamenti delle strutture rimaste.

Con il Decreto n. 765 del 20 agosto 2025 è stato trasferito all’Ufficio Speciale Ricostruzione Marche il saldo di 1,86 milioni di euro, a copertura delle spese sostenute per questa fase. Il progetto esecutivo, inizialmente stimato in 2,85 milioni di euro, si è concluso con una spesa di 2,52 milioni e un’economia di oltre 323 mila euro.

Il percorso ora prosegue con la ricostruzione del nuovo cimitero, affidata al Comune di Ussita in qualità di soggetto attuatore.

«Abbiamo dovuto affrontare difficoltà tecniche e umane importanti – viene sottolineato – ma il lavoro svolto ha permesso di preservare elementi di pregio artistico e di ridare dignità a chi riposava qui. La strada è tracciata: la comunità di Ussita, insieme a chi qui ha le proprie radici, potrà ritrovare un luogo dove portare un fiore, ma anche essere testimone ancora della propria storia», commenta la Struttura Commissariale sisma 2016.

«Questo intervento ci ha permesso di ridare una degna sepoltura ai nostri cari dopo la totale distruzione del nostro cimitero monumentale. Nel frattempo abbiamo lavorato insieme alla Struttura commissariale per l’elaborazione del progetto per la ricostruzione del Cimitero. Nei mesi scorsi si è svolta la gara con una procedura a rilevanza comunitaria, per un importo di circa 9.000.000 di euro e per la quale stiamo aspettando di conoscere la società aggiudicataria dell’appalto che svolgerà i lavori. Anche la ricostruzione del nostro cimitero, il luogo del cuore per tanti Ussitani e non, è ormai una realtà», spiega l’amministrazione comunale di Ussita.

 

 

Montefortino, approvato l’intervento di riparazione danni e miglioramento sismico della chiesa di Santa Lucia in località Colsilvano

La Conferenza permanente ha approvato l’intervento di riparazione danni e miglioramento sismico della chiesa di Santa Lucia a Montefortino (Fm) in località Colsilvano. La chiesa in oggetto ha una semplice tipologia ad aula unica di forma rettangolare, definita da una muratura portante perimetrale. Il pavimento è in marmitte di graniglia rossa mentre il presbiterio è pavimentato in ceramica finto cotto. La struttura portante verticale é costituita da una muratura mista in pietra arenaria, mattoni e tufo con alcuni riporti di intonacatura nella parete sopra l’abside.

Il progetto esecutivo vede interventi di miglioramento sismico sulla muratura, sui collegamenti, sugli orizzontamenti e sulla copertura. Ci sarà il ripristino delle murature portanti mediante scuci-cuci, nonché rinforzo delle stesse mediante applicazione di intonaco armato sulle facciate interne abbinato a sistema “reticola” per le facciate esterne, l’ inserimento di tiranti in acciaio nelle due direzioni principali della struttura, costituiti da piatti in acciaio collegati ai capochiavi a paletto esterni tramite una barra in acciaio, interventi in fondazione, in particolare la realizzazione di travi di sottofondazione consistente in cordoli perimetrali e il rifacimento totale del solaio di copertura della canonica, il consolidamento degli elementi strutturali lignei recuperabili, il trattamento degli stessi, la sostituzione degli elementi non recuperabili con travi in legno massiccio. L’importo totale dei lavori è di 400.000,00 euro.

“Ancora una volta tuteliamo i nostri beni di inestimabile valore sociale e religioso- commenta il Commissario alla ricostruzione sisma –  E’ un lavoro fondamentale che è essenziale per il rilancio di tutto il nostro appennino. Ringrazio la Regione Marche, l’Arcidiocesi di Fermo, l’ufficio ricostruzione e l’Amministrazione comunale per la loro collaborazione e sinergia”.

Rigenerazione urbana per far rinascere uno dei borghi più belli d’Italia: San Ginesio. Si parte dai sottoservizi

Il “balcone dei Monti Sibillini” rinasce con la rigenerazione urbana: il Commissario Straordinario alla Ricostruzione, ha firmato il Decreto n. 711 che autorizza il trasferimento di 463.100 euro all’Ufficio Speciale per la Ricostruzione della Regione Marche per avviare la progettazione dell’intervento “Riparazione e ripristino rete fognaria centro storico e nuclei e nevai (Stralcio 1 – Piazza Gentili)” nel Comune di San Ginesio (MC). Il contributo, pari al 20% dell’importo complessivo programmato (2.315.500 euro), rientra nel Programma straordinario di Rigenerazione Urbana previsto dall’Ordinanza n. 137/2023, destinato al recupero funzionale e sociale dei borghi storici colpiti dal sisma del 2016. San Ginesio è tra i “Borghi più belli d’Italia”, insignito della Bandiera Arancione del Touring Club Italiano e riconosciuto nel 2021 come “Best Tourism Village” dell’Italia dall’Organizzazione Mondiale del Turismo (UNWTO).

Primi passi per far rinascere il centro storico di San Ginesio: l’intervento riguarda in particolare Piazza A. Gentili, Largo IV Novembre, via Giacomo Leopardi, Porta Ascarana e via Capocastello. Obiettivo del progetto è riqualificare questi spazi urbani attraverso interventi integrati che migliorino la sicurezza, l’accessibilità e l’identità del borgo.

“Con questo intervento – ha dichiarato il Commissario Straordinario – accompagniamo concretamente il Comune di San Ginesio nel percorso di riqualificazione del suo centro storico, uno dei più belli delle Marche e non solo. Rigenerare significa non solo ricostruire ciò che è stato danneggiato, ma anche restituire ai cittadini e ai visitatori spazi pubblici più vivibili, sicuri e sostenibili, valorizzando l’identità dei luoghi. ”

“Ringrazio il Commissario e la Struttura commissariale per aver scelto di finanziare questo importante progetto di rigenerazione urbana del centro storico di San Ginesio entro le mura – ha dichiarato il Sindaco – Il progetto prevede la sostituzione dei selciati danneggiati dal sisma e dal transito dei mezzi pesanti, il rifacimento dei sottoservizi secondo criteri di efficienza e sostenibilità ambientale, la valorizzazione dei nevai storici e la realizzazione di una fascia pedonale attrezzata a servizio delle attività commerciali locali. Ci auguriamo – ha concluso il Sindaco – che questo intervento doni nuova vita alla piazza, cuore pulsante del nostro borgo, e sostenga la resilienza della nostra comunità.”