Rafforzata la sinergia nei cantieri della ricostruzione

Rafforzare la sicurezza nelle aziende dei territori colpite dal sisma del 2016 e nei cantieri degli interventi di ricostruzione, promuovendo strumenti che favoriscano trasparenza e legalità negli appalti, come l’Asse.Co., e misure previste a livello nazionale, come la patente a crediti e il badge di cantiere. Sono alcuni degli obiettivi del protocollo d’intesa rinnovato oggi presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri dal Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro e la Struttura Commissariale Sisma 2016. L’accordo, operativo fino al termine della gestione commissariale, rappresenta un passo decisivo per coniugare ricostruzione materiale e rilancio sociale ed economico dei territori di Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria, mettendo al centro la tutela dei lavoratori, la regolarità dei rapporti di lavoro e la competitività delle imprese. Il protocollo prevede, inoltre, la possibilità di introdurre importanti meccanismi premiali per le aziende asseverate, valorizzandone la regolarità contributiva e retributiva per la ricostruzione pubblica anche nelle procedure di gara. Il possesso dell’asseverazione Asse.Co. è criterio premiante nel caso in cui due o più operatori economici dovessero ottenere lo stesso punteggio finale. I bandi potranno, infatti, prevedere punteggi aggiuntivi per le imprese in possesso dell’asseverazione Asse.Co., fino a 2 punti sull’offerta tecnica, oltre a ulteriori indicatori premianti per chi aderisce volontariamente al sistema. Le parti riconoscono, inoltre, la formazione obbligatoria e continua come leva strategica e si impegnano a supportare le stazioni appaltanti nel controllo del rispetto delle norme in materia di lavoro e sicurezza. È inoltre prevista la progettazione di percorsi formativi modulari rivolti ai Responsabili Unici del Progetto (RUP) e ai Responsabili del Servizio Prevenzione e Protezione (RSPP) da erogare anche tramite piattaforme accreditate, con particolare attenzione agli aspetti contrattuali, contributivi e retributivi.  “Questo accordo rappresenta la naturale prosecuzione di un percorso già avviato insieme alla Struttura Commissariale nel 2023, con l’obiettivo di coniugare sicurezza nei luoghi di lavoro, legalità e trasparenza dei processi produttivi”, ha dichiarato il Presidente del Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro, Rosario De Luca. “Attraverso strumenti come l’Asse.Co. e la formazione mirata di figure chiave come RUP e RSPP – ha aggiunto – vogliamo offrire un contributo concreto alla nascita di un sistema imprenditoriale sano, competitivo e socialmente responsabile, capace di trasformare l’esperienza della ricostruzione in un’occasione di crescita e sviluppo duraturo”.

“Il percorso di ricostruzione e di rinascita dell’Appennino centrale che stiamo compiendo non può in alcun modo prescindere dal rispetto dei valori di sicurezza, trasparenza e legalità – dichiara il Commissario Straordinario al sisma 2016 Guido Castelli -.  A conferma di questo costante impegno è giunta oggi la sigla di questo Protocollo, che rinsalda la proficua collaborazione con l’Ordine dei Consulenti del Lavoro e si inserisce all’interno delle attività che già svolgiamo con l’Anac e la Struttura per la prevenzione antimafia del Ministero dell’Interno. Attraverso l’utilizzo dell’Asseverazione Asse.Co, strumento di certificazione promosso dai Consulenti del Lavoro, e a una accurata formazione contribuiamo a fare dei nostri territori luoghi più sicuri, nei quali vengono premiate l’efficienza e la legalità. Il cratere sisma è un laboratorio in costante evoluzione nel quale stiamo garantendo al tessuto imprenditoriale gli strumenti necessari per rialzarsi e crescere, in modo sano. Si tratta di premesse indispensabili per dare all’Appennino centrale un nuovo futuro nel segno della crescita duratura”.

 

Ricostruire significa ridurre il rischio: il modello del Centro Italia come laboratorio per la resilienza nazionale

La ricostruzione post-sisma nel cratere del Centro Italia rappresenta oggi un modello concreto di riduzione del rischio e un vero e proprio laboratorio nazionale di resilienza. In occasione della Giornata Internazionale per la Riduzione del Rischio dei Disastri Naturali, la Struttura Commissariale Sisma 2016, guidata dal Commissario Straordinario Guido Castelli, sottolinea come il processo di ricostruzione avviato dopo il terremoto del 2016 stia delineando un nuovo paradigma: non un semplice ritorno alla normalità, ma un avanzamento strutturale, sociale e ambientale fondato sulla sicurezza, sull’innovazione e sulla prevenzione. Costruire meglio significa realizzare edifici più resilienti, spostare insediamenti da aree ad alto rischio, progettare reti idriche, fognarie, ponti e drenaggi con criteri di durabilità e adattamento climatico. Il cratere del Centro Italia è oggi un laboratorio nazionale per la riduzione del rischio multi-disastro – sismico, idrogeologico e climatico – grazie a una rete di strumenti innovativi, tecnologie di monitoraggio e politiche integrate. La strategia attuale è basata su una visione multirischio: l’Appennino centrale non è esposto solo ai terremoti, ma anche a frane, alluvioni, dissesti e a rischio di fenomeni estremi come tutto il Paese. Sono stati finanziati interventi di stabilizzazione di versanti e bacini, oltre 1.000 frane attive analizzate e 242 studi di dettaglio hanno consentito di pianificare delocalizzazioni, consolidamenti e nuove opere di regimazione idraulica.

La riduzione del rischio si traduce oggi in progetti concreti e misurabili: a Norcia, la ricostruzione della Basilica di San Benedetto, che verrà riaperta a fine mese, è avvenuta con criteri antisismici e consolidamento delle fondazioni; sul Monte Vettore è attivo un sistema di monitoraggio tridimensionale della frana di Sasso Spaccato, con sensori e modelli predittivi sviluppati dall’Università di Firenze; a Castelluccio di Norcia l’intero abitato sarà isolato sismicamente grazie a 300 isolatori elastomerici posti su piastre in acciaio e calcestruzzo, che garantiranno la sicurezza strutturale senza alterare la forma storica del borgo; ad Arquata del Tronto  il progetto di consolidamento prevede un sistema di tiranti attivi permanenti passanti su pareti contrapposte per consolidare il centro storico, con un investimento di 71 milioni di euro.

La prevenzione passa anche per la conoscenza e la tecnologia: con il PNC NextAppennino e la macro-misura A1 “Innovazione digitale” è in corso la realizzazione di una piattaforma integrata di monitoraggio ambientale e territoriale basata su reti IoT e sensori sismici, idrometrici e pluviometrici, in grado di fornire dati in tempo reale e attivare sistemi di early warning. Parallelamente nascono nuovi poli di ricerca come lo STRIC – Centro Internazionale per le Scienze e Tecniche della Ricostruzione (Università di Camerino capofila),  dedicato allo studio della mitigazione del rischio sismico e idrogeologico e allo sviluppo di competenze avanzate per la sicurezza strutturale e territoriale.

L’esperienza maturata nel Centro Italia è oggi alla base della Legge Quadro per la Ricostruzione e la Riduzione del Rischio. L’obiettivo è superare la logica dell’emergenza e passare da una ricostruzione reattiva a una ricostruzione preventiva e adattiva, capace di trasformare la vulnerabilità in resilienza, valorizzando la ricostruzione come strumento permanente di sicurezza nazionale. “La ricostruzione del Centro Italia è oggi la frontiera italiana della riduzione del rischio – dichiara il Commissario Guido Castelli –. Abbiamo imparato che ricostruire non significa tornare indietro, ma andare avanti in sicurezza. È un dovere verso le comunità che hanno sofferto e un investimento per l’intero Paese, perché prevenire i disastri significa proteggere il futuro.”

Fara in Sabina, arrivano fondi per il Liceo statale Lorenzo Rocci e per l’IIS Aldo Moro

 Arrivano fondi per due scuole di Fara Sabina, in provincia di Rieti. In base all’Ordinanza Speciale n. 31 del 31 dicembre 2021 “Programma Straordinario di Ricostruzione e definizione delle modalità di attuazione degli interventi finalizzati al recupero delle strutture scolastiche dei Comuni delle Regioni di Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria, sono stati trasferiti 286.648,40 euro per gli interventi previsti al Liceo statale Lorenzo Rocci, blocco 2 che fanno parte del totale previsto che è di 1.433.242,00 euro. Per l’altro intervento in programma, che riguarda l’IIS Aldo Moro, blocco 3 sono stati trasferiti 33.142,80 euro, parte del totale previsto che è di 165.714,00. Sempre per quanto riguarda l’IIS Aldo Moro, per gli interventi nei blocchi 1 e 2,  sono stati trasferiti 742.540,20 euro per i lavori che ammontano a 3.712.701,00 euro.

“Il cambio di passo è evidente e si nota chiaramente anche in questi interventi che sono a favore dei nostri giovani, un chiaro strumento nella lotta allo spopolamento del nostro Appennino- dichiara il commissario alla ricostruzione sisma 2016 Guido Castelli – Desidero ringraziare l’assessore regionale Manuela Rinaldi, il Questore della Camera Paolo Trancassini e il sindaco e presidente della Provincia Roberta Cuneo per la loro essenziale collaborazione”.

Montappone, approvato il progetto per la messa in sicurezza del versante sud del capoluogo

L’Ufficio Speciale Ricostruzione ha approvato il progetto esecutivo per il consolidamento, la sistemazione e la bonifica del dissesto idrogeologico del versante sud del capoluogo di Montappone, in provincia di Fermo. L’intervento, inserito nel Programma straordinario di Rigenerazione Urbana connessa al sisma 2016, prevede un contributo complessivo di 1.893.000 euro, concesso al Comune in qualità di soggetto attuatore.

«Interventi come questo ribadiscono l’importanza di investire nella sicurezza dei territori colpiti dal sisma – spiega il commissario straordinario Guido Castelli –. La ricostruzione deve puntare a riportare stabilità e fiducia dopo che il terremoto ha minato ogni certezza. Proseguiamo su questa strada consapevoli che il percorso è ancora lungo e impervio, ma che alla fine avremo un Appennino più vivibile per le generazioni future. Ringrazio il lavoro costante dei Comuni, dell’Usr e della Regione guidata dal presidente Acquaroli».

«Sono felicissimo, è un intervento molto atteso – aggiunge il sindaco di Montappone, Mario Clementi –. Ringrazio la Struttura commissariale e in particolare il commissario Castelli, sempre presente nei nostri territori. È un intervento importante perché tutto il versante sud del territorio viene messo in sicurezza dal punto di vista idrogeologico, in prossimità anche della strada provinciale Montapponese. È fondamentale per garantire sicurezza alle persone, alla viabilità e a tutto l’agglomerato urbano che si trova a monte».

Le aree interessate dai lavori sono due. La prima, denominata “Area A”, si trova in località Mossa–Saletto, tra la strada provinciale n. 48 e la strada comunale. Qui verranno realizzati otto allineamenti di trincee drenanti disposte parallelamente al pendio, utilizzando pannelli prefabbricati. A monte del sistema di drenaggio è previsto un muro in gabbioni fondato su una paratia di pali trivellati in calcestruzzo.

La seconda zona, “Area C”, è situata in via Spazzi, nell’area dei depuratori, dove si interverrà con attività di spurgo attraverso drenaggi profondi.

Approvato l’intervento di riparazione e rafforzamento locale della chiesa di San Donato Martire a Campli

La Conferenza permanente ha approvato l’intervento di riparazione e rafforzamento locale della chiesa di San Donato martire a Campli (Te) nella frazione Paterno. L’edificio risalente alla fine del secolo XIX presenta una struttura rettangolare regolare ad aula unica di ingombro massimo di circa 15,30 m x 7,00 m ed altezza massima di 8,90 m che termina con abside a pianta semi-circolare con sovrastante volta a catino (semi-calotta). La struttura portante è totalmente in pietra mista di piccole e medie dimensioni.

Tra gli interventi previsti ci sono la sostituzione dei presenti presidi antisismici fissi, il rinforzo strutturale del campanile a vela, la ristilatura armata dei giunti nella parte sommitale del campanile con muratura faccia a vista e ove necessario cuci e scuci, il consolidamento della volta a catino all’estradosso, stuccatura delle lesioni all’intradosso con ristabilimento della pellicola pittorica, la realizzazione di cordolo in muratura e conseguente rifacimento della copertura in legno, iniezioni sulla muratura nelle zone lesionate ed ove necessario interventi di cuci e scuci e la stilatura dei giunti di malta degradati in tutte le murature e ripresa della stilatura dei giunti nelle zone di muratura facciavista. L’intervento ha un costo di 244.515,75 euro.

“Anche l’Abruzzo sta beneficiando del cambio di passo che abbiamo intrapreso e che ci sta portando ottimi risultati- dichiara il commissario straordinario sisma 2016 Guido Castelli – Per la proficua collaborazione ringrazio il presidente della Regione Marco Marsilio,  il Vescovo Lorenzo Leuzzi, l’Ufficio ricostruzione e il sindaco Federico Agostinelli”.

Approvato l’intervento di miglioramento sismico della chiesa di Santa Maria assunta in località Montaglioni a Preci

La Conferenza permanente ha approvato l’intervento di miglioramento sismico della chiesa di Santa Maria assunta in località Montaglioni a Preci in provincia di Perugia. La chiesa di Santa Maria Assunta si trova all’interno del piccolo borgo di Montaglioni, nel Comune di Preci. Il borgo ha origine nell’ XIII secolo quando si iniziò ad edificare intorno alla chiesa di San Sebastiano e si sviluppò nel corso del XIV secolo, con connotazioni riconducibili ad un castellum ma in realtà come villa sorta sull’omonimo altopiano proprio attorno a questo preesistente nucleo medievale, composto appunto dalla chiesa di San Sebastiano e da una torre, probabilmente risalenti al secolo precedente.

Il progetto riguarda il rifacimento delle facciate e consolidamento della struttura di elevazione con intonaco armato, interventi sul cordolo preesistente e sulla copertura, il rinforzo e consolidamento delle pareti di chiusura in muratura con intonaco armato su entrambe le sfacciate della muratura e la Scomposizione della copertura e rimozione del manto impermeabile e successivo consolidamento con lastre/nastri d’acciaio imbullonate alla struttura sottostante. L’intervento ha un costo di 314.000,00 euro.

“Con il cambio di passo che abbiamo intrapreso, andiamo a recuperare un altro gioiello del nostro territorio, di cui l’Umbria è molto ricca- dichiara il commissario alla ricostruzione sisma 2016 Guido Castelli – Ringrazio il presidente della Regione Stefania Proietti, l’Arcivescovo Renato Boccardo, l’Ufficio ricostruzione e il sindaco Massimo Messi per la loro proficua ed essenziale collaborazione”.

Castelli: “Sussidiarietà è la forza che tiene vive le comunità dell’appennino centrale, partenariato pubblico-privato valido strumento per il post-pnrr”

La sussidiarietà è un principio costituzionale che, nell’Appennino centrale, trova la sua più autentica applicazione contribuendo in misura rilevante a mantenere vivo il tessuto sociale, a sostenere i soggetti più fragili e a promuovere i valori della partecipazione e della solidarietà.”

Lo afferma il Commissario Straordinario al Sisma 2016, Guido Castelli, che oggi è intervenuto alla Camera dei deputati al convegno “Welfare e sussidiarietà. Le risorse per lo sviluppo”, organizzato dalla Fondazione per la Sussidiarietà. L’iniziativa, moderata dal Vicepresidente della Camera Giorgio Mulè, ha visto la partecipazione, tra gli altri, del Presidente della Fondazione per la Sussidiarietà Giorgio Vittadini, del Presidente dell’Autorità nazionale anticorruzione Giuseppe Busia, del Sottosegretario all’Economia Federico Freni, del Direttore di IFEL Pierciro Galeone e del Presidente dell’Intergruppo parlamentare per la Sussidiarietà Maurizio Lupi.

“Sussidiarietà significa fidarsi delle persone – ha sottolineato Castelli – dei sindaci, delle associazioni e di quanti ogni giorno scelgono di restare e di contribuire alla rinascita dei nostri borghi. La ricostruzione non è solo un fatto tecnico: è un processo umano, sociale, comunitario: percorso che stiamo compiendo tutti insieme e che trova nei servizi di comunità uno strumento essenziale per venire incontro alle esigenze dei territori.

Il Commissario al sisma 2016 ha ricordato come NextAppennino, il programma complementare al PNRR dedicato alle aree del Centro Italia colpite dal sisma, rappresenti nel cratere uno degli strumenti più concreti di attuazione del principio di sussidiarietà. “Mi riferisco in particolare – precisa Castelli – alla sub-Misura B2.3 del Programma, che ha una dotazione di 40 milioni di euro ed è dedicata a interventi per l’inclusione e l’innovazione sociale ed il rilancio abitativo, rivolti a imprese sociali, terzo settore e cooperative di comunità. Attraverso questa misura – ha aggiunto Castelli – sosteniamo la nascita, il consolidamento e la crescita di realtà che operano per l’interesse generale e per l’utilità sociale. Certamente – aggiunge – ritengo utile già ora ragionare anche in previsione del prossimo futuro, quando non potremo più contare sul sostegno delle risorse del PNRR. Per ovviare a questo cambiamento ormai alle porte, lo strumento del partenariato pubblico-privato andrà tenuto in alta considerazione e valorizzato ulteriormente. È avendo la capacità di stare al passo con i tempi che la sussidiarietà riesce pienamente a tradursi in politiche concrete, capaci di generare coesione, lavoro e sviluppo. Ricostruire l’Appennino – ha concluso il Commissario al sisma 2016 – significa non solo ricostruire ciò che è crollato, ma rigenerare le energie sociali e civiche che da sempre tengono uniti i nostri territori. È nella sussidiarietà che l’Appennino centrale trova una leva concreta per la rinascita.”

 

Arquata del Tronto, via libera al restauro della Rocca medioevale, baluardo e simbolo del paese

Si è conclusa con esito positivo la Conferenza dei Servizi Speciale, coordinata dalla Struttura Commissariale Sisma 2016, per l’intervento di restauro e risanamento conservativo della Rocca medioevale di Arquata del Tronto (AP), simbolo identitario del comune arquatano e del Piceno.

La Rocca di Arquata, rimasta in piedi nonostante la devastante scossa della notte del 24 agosto e quella micidiale da magnitudo 6,5 del 30 ottobre, è da sempre un presidio di resilienza per l’intera comunità. Il suo profilo, visibile anche da lontano, rimanda a un’entità forte, storica, da proteggere, tutelare e far rinascere.

Il progetto definitivo della Rocca, del valore complessivo di 5.289.183,49 euro, prevede interventi di miglioramento sismico, risanamento conservativo e restauro del complesso fortificato, oltre a opere finalizzate alla rifunzionalizzazione e valorizzazione degli spazi, all’abbattimento delle barriere architettoniche e al recupero dei percorsi di accesso e del contesto paesaggistico circostante.

Grazie al costante coordinamento della Struttura Commissariale Sisma 2016 e alla collaborazione di tutti i soggetti coinvolti, l’intervento potrà ora passare alla fase esecutiva, avviando il percorso verso il completo recupero e la restituzione alla collettività di un bene di grande valore storico, culturale e simbolico.

La fortezza medievale di Arquata è un tipico esempio di architettura militare dell’Appennino umbro-marchigiano del XIII secolo. Dall’aspetto compatto, isolata ed austera, domina il paesaggio circostante ed era circondata da un verde parco solcato da sentieri e viottoli che la collegavano al centro abitato.

Secondo la tradizione popolare, la Rocca fu anche residenza della regina Giovanna d’Angiò tra il 1420 e il 1435. La sovrana avrebbe promosso la ricostruzione della fortezza che all’epoca rappresentava l’ultimo avamposto di difesa del Regno di Napoli. Da questa storia trae origine l’appellativo di “Castello della Regina Giovanna”, ancora oggi radicato nella memoria collettiva del luogo.

Il Commissario Straordinario alla Riparazione e Ricostruzione Sisma 2016, Guido Castelli, ha dichiarato: «La Rocca di Arquata del Tronto non è solo un monumento: è il genius loci di una comunità che non si arrende, profondamente legata alla propria storia e capace di rigenerarsi anche dopo le prove più dure. Restituirla alla fruizione pubblica significa sanare una ferita e riaffermare il legame tra ricostruzione materiale e rinascita sociale e culturale. L’esito positivo della Conferenza dei Servizi rappresenta un importante passo avanti nel percorso che stiamo portando avanti per restituire ai cittadini luoghi simbolo della loro storia e del loro orgoglio. Il futuro di Arquata passa anche da qui, dal recupero di ciò che il sisma ha ferito ma non cancellato.»

Il sindaco di Arquata del Tronto, Michele Franchi, commenta: «È una giornata importante per Arquata. Ora può partire anche la nostra Rocca: il cronoprogramma prevede, nell’arco di un paio di mesi, la redazione e l’approvazione del progetto esecutivo e, entro la fine dell’anno, la gara. La Rocca è il nostro baluardo, e ringraziamo la Struttura Commissariale per i fondi aggiuntivi destinati al restauro. Rappresenta la forza e la tenacia degli arquatani, e la ricostruzione sarà mirata al mantenimento dell’impianto medioevale per renderla di nuovo visitabile. Tornerà ad essere il nostro monumento, un museo a cielo aperto, la leggendaria casa della regina Giovanna e il luogo da cui abbracciare con lo sguardo tutta la vallata del Tronto.»

La Rocca è inserita nel borgo capoluogo di Arquata del Tronto, dove è stata avviata la pre-cantierizzazione da parte di un pool di imprese per un investimento complessivo di 71 milioni di euro dedicato alla ricostruzione post-sisma 2016. Gli interventi riguardano la stabilizzazione del colle, la realizzazione di terrazzamenti, la sistemazione dei sottoservizi e l’implementazione di avanzate infrastrutture antisismiche. Un passaggio fondamentale per consentire poi, in piena sicurezza, l’avvio della ricostruzione delle abitazioni e degli edifici pubblici.

Valfornace, approvato il Programma Straordinario di Ricostruzione

Il Comune di Valfornace (Mc) ha ottenuto l’approvazione ufficiale del proprio Programma Straordinario di Ricostruzione, uno strumento strategico pensato per accelerare e coordinare gli interventi post-sisma in un territorio duramente colpito dagli eventi del 2016. L’approvazione è stata formalizzata con decreto del vice commissario per la ricostruzione, Francesco Acquaroli, su proposta dell’Ufficio Speciale Ricostruzione e con il parere favorevole della Conferenza Permanente.

Il Psr nasce da un lungo percorso di confronto tra enti e comunità. Si tratta di uno strumento che consente di pianificare la ricostruzione anche in deroga agli strumenti urbanistici vigenti, purché gli interventi siano conformi agli edifici preesistenti.

«Il Psr non si limita alla ricostruzione edilizia, ma propone una visione strategica per il rilancio socio-economico del territorio – conferma il commissario alla ricostruzione, Guido Castelli -. Mira a valorizzare le risorse ambientali e culturali, a potenziare le infrastrutture digitali e la mobilità dolce, e a mettere in rete le eccellenze agricole, artigianali e turistiche. Il programma è stato redatto con il coinvolgimento della cittadinanza, attraverso udienze pubbliche e consultazioni online, e rappresenta un punto di partenza per la rinascita di Valfornace, con l’ambizione di trasformare la ricostruzione in un’occasione di sviluppo e rigenerazione».

Nel caso di Valfornace, il Psr assume un valore particolare. Il Comune è nato nel 2017 dalla fusione tra Pievebovigliana e Fiordimonte, nel pieno dell’emergenza sismica, e si estende su un territorio vasto e frammentato, con oltre trenta frazioni e un patrimonio storico-artistico diffuso. La ricostruzione, in questo contesto, non è solo una necessità tecnica, ma un’opportunità per ripensare il futuro del territorio.

Tra le manifestazioni di interesse contenute nel programma, figurano la delocalizzazione degli uffici comunali e delle residenze popolari di via Roma, con la creazione di un nuovo polo museale che ospiterà la Pinacoteca, la sezione archeologica e il museo storico del territorio.

In lista anche la ricostruzione del cineteatro comunale di Pievebovigliana, già finanziata con 1,1 milioni di euro, il miglioramento della viabilità nella frazione di Nemi, per facilitare l’accesso ai cantieri, il recupero e la valorizzazione di edifici storici come Palazzo Fani, il Castello Varanesco di Beldiletto, la chiesa e convento di San Francesco, Palazzo Marchetti e la torre Colombaia nella frazione di Campi.

Dice il sindaco di Valfornace Massimo Citracca: «Si tratta di uno strumento programmatico di grande importanza per i nostri territori, non solo in chiave di rilancio socio-economico ma anche per il miglioramento della viabilità, con numerosi interventi sulle infrastrutture stradali e sul recupero di edifici strategici come il Polo Museale in via Roma e Palazzo Fani, all’ingresso del paese, che andrà riqualificato. Un sentito ringraziamento alla Struttura commissariale, al presidente Acquaroli e al commissario Castelli, sempre molto attento alle esigenze dei nostri comuni. È il risultato di un ottimo lavoro di squadra tra tutti gli enti coinvolti.»

 

Montegallo, missione con elicottero dei Vigili del Fuoco per il monitoraggio della frana di Sasso Spaccato

Seconda missione oggi sul Monte Vettore, nel territorio di Montegallo, per completare le operazioni di rilievo e monitoraggio della frana di Sasso Spaccato, una delle più imponenti del versante marchigiano dei Monti Sibillini. L’attività è stata realizzata con l’ausilio di un elicottero dei Vigili del Fuoco di Pescara, con il supporto operativo del Comando provinciale di Ascoli Piceno, per il trasporto in quota di tecnici e ricercatori dell’Università di Firenze e l’installazione della strumentazione di misura e controllo della frana di Sasso Spaccato, riattivatasi in particolare con i terremoti e la forte nevicata del 18 gennaio 2017. Il movimento interessa un versante contiguo alla faglia del Monte Vettore, con masse rocciose che incombono sulle frazioni sottostanti di Montegallo, in aree oggetto di ricostruzione. La missione di oggi completa il lavoro avviato con il primo volo del 16 settembre scorso, rinviato in parte a causa del maltempo, ed è finalizzata al posizionamento definitivo delle apparecchiature di monitoraggio in quota.

Con lo schema di Accordo di collaborazione tra il Commissario Straordinario e l’Autorità di Bacino Distrettuale dell’Appennino Centrale per la revisione degli areali a pericolosità da frana elevata (P3) e molto elevata (P4) nelle aree PAI interagenti con la ricostruzione nei Comuni del cratere sismico, è stato attivato un programma di studi e monitoraggi per 3,2 milioni di euro, articolato in due fasi principali e in una serie di sotto-progetti dedicati ai nuovi fenomeni franosi attivati dopo il sisma del 2016 e gli eventi meteorologici successivi, che hanno evidenziato situazioni di instabilità anche al di fuori delle perimetrazioni PAI.

In questo contesto, l’Autorità di Bacino e il Commissario Straordinario si avvalgono della collaborazione del Centro per la Protezione Civile dell’Università di Firenze, diretto dal professor Niccolò Nocentini, per l’approfondimento e la caratterizzazione di cinque grandi frane che interessano i territori di Montegallo, Castelsantangelo sul Nera, Montemonaco e Montefortino. Due di queste aree, Sasso Spaccato e la Valle dell’Infernaccio, presentano particolari difficoltà di accesso e richiedono l’impiego di mezzi aerei per il trasporto e l’installazione della strumentazione.

Nel mese di aprile 2024, in località Sasso Spaccato, è stato installato un sistema video di sorveglianza ad alta risoluzione che consente, attraverso il confronto di immagini sequenziali, di rilevare eventuali spostamenti e deformazioni della parete rocciosa. L’attività prosegue oggi con l’installazione di ulteriori strumenti di rilevamento in quota che completeranno il sistema di osservazione permanente dell’area.

L’obiettivo complessivo del programma, insieme anche alle Università coinvolte,  è integrare la sicurezza geologica nella pianificazione della ricostruzione, assicurando che i territori montani dei Sibillini, già colpiti dal sisma, siano ricostruiti nel rispetto delle condizioni di stabilità, prevenzione e tutela delle comunità.

«Conoscere e monitorare il territorio è il primo passo per ricostruirlo in sicurezza – ha dichiarato il Commissario Guido Castelli –. La ricostruzione deve poggiare su solide basi di conoscenza scientifica e prevenzione: perché ogni casa, ogni strada, ogni servizio che tornerà nei nostri borghi sia garantito dal punto di vista della sicurezza idrogeologica. L’obiettivo di ogni sforzo, ogni giorno, è costruire l’Appennino che verrà, più sicuro e resiliente. Ogni atto di ricostruzione deve guardare al futuro, in un’ottica di prevenzione: non possiamo prevedere i terremoti, ma possiamo mettere tutte le nostre energie per mitigare i rischi, anche dal punto di vista idrogeologico. Anche per questo stiamo portando avanti, all’interno del Piano Nazionale Complementare, un progetto di monitoraggio del territorio che investe l’intero cratere del sisma 2016, con un impiego di risorse pari a 33,7 milioni di euro. Un ringraziamento sincero – ha aggiunto Castelli – ai Vigili del Fuoco per aver collaborato a questa operazione con il solito e impareggiabile spirito di servizio e di aiuto che li contraddistingue».