Gubbio, approvato l’intervento di miglioramento sismico della chiesa di Santa Maria Assunta

È stato approvato in Conferenza permanente l’intervento di miglioramento sismico della Chiesa di Santa Maria Assunta a Gubbio. L’importo previsto per la realizzazione dei lavori è di 350 mila euro

Sono lieto che si possa registrare un nuovo passo in avanti per gli interventi in favore di un edificio di culto in Umbria, regione che si appresta a vivere un momento di particolare importanza: l’ottavo centenario della morte di San Francesco, che si celebrerà il prossimo anno. A dirlo è il il Commissario al sisma 2016 Guido Castelli- Insieme al Presidente della Regione Stefania Proietti, al Vescovo Luciano Paolucci Bedini, all’Ufficio speciale ricostruzione e al Sindaco Vittorio Fiorucci, stiamo lavorando per ricostruire, ripristinare e mettere in sicurezza luoghi di culto che non solo esprimono la storia e la cultura del territorio, ma rappresentano anche essenziali punti di riferimento sociali e valoriali per le comunità che li ospitano”.

La chiesa di Santa Maria Assunta di Caprignone presenta un’unica navata e una pianta rettangolare a cui si aggiunge l’abside di forma quadrangolare, separato dalla navata con un arco a sesto acuto. Il presbiterio, collocato nell’abside, si presenta rialzato rispetto all’aula liturgica. Per quanto riguarda gli interventi all’esterno, occorrerà realizzare la pulitura del paramento murario andando ad effettuare una disinfestazione mediante applicazione di biocida e rimozione manuale della vegetazione, mentre nel paramento murario interno con presenza di intonaco in corrispondenza delle lesioni esistenti saranno realizzati interventi di scuci-cuci, e prima di ogni intervento di consolidamento dell’apparato murario, saranno effettuati saggi di scopritura. Verranno realizzate delle cuciture armate a secco negli architravi lesionati delle nicchie del presbiterio e della porta laterale dell’aula. In corrispondenza del paramento murario interno ancora intonacato si procederà consolidando quello esistente. Si prevede di effettuare degli ancoraggi tra capriata e cordolo per risolvere il problema di scorrimento degli elementi lignei e per poter intervenire nella cripta, oggi non accessibile, dopo aver eseguito uno scavo a sezione obbligata eseguito a mano, per consentire le lavorazioni e l’accesso alla cripta, si provvederà a stamponare la porta esterna nel prospetto a sud-est.

Pollenza, lavori in partenza sulla Chiesa dell’Immacolata

Sono stati consegnati i lavori di riparazione post sisma della Chiesa dell’Immacolata di Pollenza, in provincia di Macerata. Ciò vuol dire che l’intervento, che ha un importo di 331.720 euro ed andrà ad agire sull’edificio di piazza della Libertà, danneggiato dal sisma del 2016/2017, è in fase di partenza. Nel ruolo di soggetto attuatore c’è la Diocesi di Macerata–Tolentino–Recanati– Cingoli–Treia.

«In materia di edilizia religiosa abbiamo messo in campo fondi, ordinanze e lavoro peculiare per far sì questo patrimonio, che è anche storico e monumentale, possa tornare fruibile nella sua pienezza – spiega il commissario alla ricostruzione, Guido Castelli -. In tal senso, proprio il ruolo e la collaborazione delle Diocesi risulta decisivo, così come l’apporto dell’Ufficio Speciale Ricostruzione e della Regione Marche guidata dal presidente Acquaroli» .

Tra le lavorazioni in programma, quelle sulle strutture di copertura, sulle murature, di finitura edile, sugli apparati decorativi murature e pietra della facciata sulla piazza e quelli sugli apparati decorativi.

Come testimoniato da un documento conservato nell’Archivio comunale di Pollenza, la chiesa esisteva già nel XVII secolo. Nel suddetto documento si informa che Borromeo Accursi, col testamento fatto il 17 dicembre 1697, dispone parte dei suoi beni per l’erezione nella chiesa intitolata all’Immacolata Concezione della Beata Vergine Maria, di quattro Cappellanie.

Montegallo, procedono gli interventi al cimitero di Propezzano e nella frazione di Abetito

A Montegallo procedono gli interventi post sisma nel cimitero della frazione di Propezzano e nella frazione di Abetito. Entrambi gli interventi rientrano nell’ Ordinanza commissariale n. 137/2023 “Approvazione del Programma straordinario di Rigenerazione Urbana connessa al sisma e del Nuovo Piano di ricostruzione di altre opere pubbliche per la Regione Marche nonché dell’elenco degli interventi per il recupero del tessuto socioeconomico delle aree colpite dal sisma finanziati con i fondi della Camera dei deputati per la Regione Marche. Nel primo caso (intervento nel cimitero di Propezzano) è stata già trasferita la somma pari a 120.000,00 euro, mentre per quanto riguarda la frazione di Abetito, gli interventi previsti riguardano la riparazione danni sisma e riqualificazione del nucleo storico in località “Canale”, per il quale sono già stati trasferiti 72.000,00 euro.

“Si tratta di un’opera di rigenerazione urbana che interessa i nostri borghi, linfa essenziale dei nostri Appennini- spiega il Commissario alla ricostruzione sisma 2016 Guido Castelli – E’ fondamentale ridare vita a queste bellissime realtà anche in funzione di lotta allo spopolamento e all’inverno demografico. Per tutto questo è essenziale la sinergia con il Presidente della Regione Francesco Acquaroli, l’Ufficio ricostruzione e il sindaco Sante Capanna. Insieme stiamo lavorando alacremente per far rinascere i nostri territori”.

Il sindaco di Montegallo Sante Capanna sottolinea che “Finalmente si va verso la messa a terra dei tanti finanziamenti che in questi ultimi anni siamo riusciti ad ottenere, frutto del gran lavoro in sinergia con il presidente Francesco Acquaroli, il Commissario Guido Castelli, tutta la struttura commissariale e l’Usr, che ringrazio per quanto fatto fino ad oggi. Sono finanziamenti importanti perché restituiscono la fruizione in sicurezza di un luogo della memoria, mentre l’altro riguarda la rigenerazione urbana, utile per il rilancio economico e turistico del territorio”.

Agricoltura, Castelli: “Con Fitto e Lollobrigida si sono aperti nuovi orizzonti anche per l’Appennino centrale

“La celebrazione del Presidente Mattarella dell’anniversario dei Trattati di Roma con il mondo dell’agricoltura rappresenta un forte segnale per l’Italia. Grazie al Ministro Lollobrigida e al Commissario Fitto si sono aperti nuovi orizzonti in Europa per i nostri territori, a partire da quelli che hanno subito un forte abbandono come l’Appennino centrale”.

Lo afferma in una nota Guido Castelli, Commissario Straordinario al Sisma 2016.

“Per dare un futuro alla ricostruzione sisma 2016 – prosegue Castelli – le attività agro silvo pastorali hanno un ruolo decisivo per assicurare un presidio e fermare lo spopolamento. Il netto cambio di indirizzo della Commissione Europea per la quale l’agricoltore non è più un problema ma parte della soluzione rappresentata una opportunità straordinaria per tutto il cratere 2016. Grazie al Commissario Fitto le aree interne e rurali sono tornate al centro delle politiche europee con l’obiettivo di combattere la crisi demografica. Una politica e un obiettivo che stiamo portando avanti in Appennino centrale con progetti e soluzioni concrete per un’Europa dove i territori tornano a essere il riferimento non solo nella produzione di cibo, ma anche per la difesa dell’ambiente, per la sicurezza, la qualità della vita e la promozione del Made in Italy”.

Spoleto, approvato il progetto per i lavori della Chiesa di San Pietro

La Conferenza permanente ha approvato i lavori di miglioramento sismico della chiesa di San Pietro a Spoleto in località Bazzano. Il costo totale del progetto è di 750 mila euro. L’edificio ha subito danni a seguito delle ripetute scosse sismiche che hanno interessato il territorio, in particolare nell’ottobre del 2016, determinandone la vulnerabilità statica che ora richiede interventi finalizzati alla riparazione del danno e a un miglioramento sismico. “I luoghi di culto sono un punto di riferimento religioso, culturale e sociale di grande importanza per le comunità di tutto l’Appennino ed è anche per questa ragione che vi stiamo dedicando una costante attenzione – dichiara il Commissario Straordinario al sisma 2016 Guido Castelli -. Un lavoro che stiamo compiendo grazie alla proficua collaborazione con il Presidente della Regione Stefania Proietti, l’Arcivescovo Renato Boccardo, il sindaco Andrea Sisti e l’Ufficio speciale per la ricostruzione. Anche qui in Umbria il cambio di passo impresso nella ricostruzione sta mostrando i suoi effetti, che vogliamo rendere sempre più evidenti continuando ad accelerare, per restituire a questi territori condizioni di normalità e il loro patrimonio, con i valori che custodisce”.

Già esistente nel XIV secolo, ma probabilmente più antica, la Chiesa di San Pietro poco conserva dell’edificio originario, l’attuale struttura è in gran parte il risultato di un consistente rifacimento portato a termine sulla fine del XVIII o agli inizi del XIX secolo. Di origini romaniche, dipendeva giuridicamente dal priorato della collegiata di Eggi. Nel 1611 vi fu eretta la confraternita del Rosario. Il progetto riguarda l’esecuzione di un sistema adi interventi correlati che interessano coperture, solai, murature da effettuarsi in corrispondenza dei vari corpi costituenti l’edificio. Il progetto prevede il mantenimento della struttura delle travature esistenti cos’ come allo stato attuale. Si prevede un impalcato di legno collegato alle stesse per posa di barriera a vapore, isolamento, manto di copertura, cordolature perimetrali in acciaio ancorate alle murature esistenti. Verrà riproposto l’intradosso dei solai con tavolato di recupero integrato con elementi con caratteristiche analoghe. Ci saranno interventi locali a cuci/scuci, Gli intonaci esterni saranno consolidati e integrati con calce pura.

Rocca Santa Maria, approvato il progetto di restauro e miglioramento sismico della Chiesa di San Martino

La Conferenza permanente ha approvato il progetto di progetto di restauro con miglioramento sismico della Chiesa di San Martino a Rocca Santa Maria in provincia di Teramo. Situata nel centro storico del borgo di Fioli piccola frazione del comune di Rocca Santa Maria a 1024 metri slm, la chiesa è situata al margine dell’antico borgo montano di Fioli, probabilmente il nuovo aggregato urbano si sviluppa proprio intorno alla chiesa. “Il cambio di passo nella ricostruzione coinvolge e riguarda anche gli edifici di culto, ai quali dedichiamo una particolare attenzione. Un’altra chiesa, espressione di una comunità e della sua cultura, tornerà a nuova luce- commenta il Commissario alla riparazione sisma 2016 Guido Castelli -. Il nostro Appennino centrale è costellato di tanti piccoli gioielli come la Chiesa di San Martino, espressione di una cultura e di una devozione che merita di essere preservata. Per questo nuovo obiettivo che si va concretizzando ringrazio per la collaborazione il Presidente della Regione Marco Marsilio, il Vescovo Lorenzo Leuzzi, l’Ufficio speciale per la ricostruzione e il Sindaco, Lino Di Giuseppe”.

Architettonicamente il sistema risulta ascrivibile ad un rettangolare di cospicua altezza sormontato ad oriente da due falde simmetriche su struttura di capriate lignee affogate nella muratura, ad occidente dalla vela campanaria che costituisce un proseguo della muratura della facciata. La stessa vela, intersecando la linea inclinata della falda, emerge zoppa all’innesto e con fornici asimmetrici. L’intervento si può inquadrare come miglioramento sismico, mirato al raggiungimento del maggior grado di sicurezza possibile, compatibilmente con le esigenze di tutela del bene e con le risorse disponibili. Si prevede la demolizione del solaio sacrestia, la ricostruzione della copertura lignea, la rimozione e riparazione di manto di copertura con sostituzione fino al 60% di coppi esistenti, la ricostruzione pareti spanciati, la ripresa della stilatura dei giunti, la sarcitura di lesioni formata con catenelle di mattoni e la chiusura delle nicchie. Il costo dell’intervento è di 350.000,00 euro.

Muccia, sarà realizzata una nuova area camper da 16 piazzole

L’Ufficio Speciale Ricostruzione ha approvato il progetto esecutivo dell’area camper da realizzare a Muccia, nell’entroterra maceratese. L’importo previsto è di importo di 200.000 euro. Si tratta di un intervento ricompreso all’interno dell’ordinanza numero 77 del 2019, che ha l’obiettivo di definire le “Procedure per l’individuazione, la realizzazione e la fruizione di aree attrezzate per finalità turistiche” nei territori compiti dal terremoto del 2016/2017.

“La riparazione economica e sociale riveste un ruolo fondamentale per la rinascita delle nostre comunità colpite dal sisma, che vogliamo rilanciare anche turisticamente al fine di renderle attrattive e fruibili durante tutto l’anno – spiega il Commissario Straordinario Guido Castelli -. La realizzazione di questa nuova area camper a Muccia è un ulteriore esempio delle azioni che stiamo realizzando per far conoscere i nostri bellissimi territori e creare opportunità di lavoro e crescita. Il lavoro che stiamo portando avanti con i Comuni, l’Usr e la Regione Marche guidata dal presidente Acquaroli poggia su queste basi forti, ed è da qui che partiamo ogni giorno per perseguire l’obiettivo di restituire un futuro al cratere sismico”.

“Ringrazio il Commissario Castelli per questa opportunità, che rappresenta un incentivo per rendere turisticamente più attrattivo tutto il territorio dell’alto maceratese” ha dichiarato il Sindaco di Muccia, Mario Baroni. “Quest’area camper non solo verrà realizzata in una zona già messa in sicurezza attraverso il supporto della Protezione civile, ma sorgerà accanto a una nuova palestra, che sarà edificata grazie ai fondi sisma, e alle nostre Sae che, in futuro, potrebbero essere a loro volta utilizzate per finalità ricettive e turistiche. Insomma, questo spazio potrebbe diventare un polo e lavoreremo per far sì che queste nostre terre ferite dal sisma possano rialzarsi”.

Nel caso specifico, a Muccia il progetto prevede 16 nuove piazzole a ridosso del centro abitato, lungo la vallata che si estende fino alla frazione di Costafiore, su un’area di proprietà del Comune. Nel planning dei lavori, reti di allaccio dei sottoservizi, uno scatolare in cemento armato per l’attraversamento di un fosso e la sistemazione del fondo dell’area con rilevato, sottofondo stradale e successiva geogriglia salva prato.

Verranno poi realizzati l’impianto di illuminazione pubblica, le colonnine di erogazione dell’energia elettrica, un punto di carico acqua potabile e un punto di scarico delle acque reflue. L’area sarà infine oggetto di inerbimento e di impianto di essenze vegetali autoctone.

Cimitero di Acquasanta Terme,via libera al progetto da 1,9 milioni

La Conferenza regionale ha dato il via libera al progetto di fattibilità tecnico-economica per la riparazione del cimitero di Acquasanta Terme, comune piceno tra i più colpiti dal sisma del 2016/2017, per un importo di 1,9 milioni di euro. Si tratta di un intervento ricompreso all’interno dell’ordinanza numero 137 del 2023; tra i danni riportati dal complesso (costruito nel 1925), quelli alle strutture portanti dell’edificio in muratura contenente l’atrio di ingresso, depositi e servizi nonché danni alle parti pubbliche interne ed ai muri di cinta.

Un altro passo importante per uno dei territori più toccati dalla tragedia del terremoto, l’Acquasantano, che tanto sta facendo per rialzarsi definitivamente – spiega il Commissario Straordinario al sisma 2016, Guido Castelli -. Il complesso processo di ricostruzione prosegue nel suo compimento, agendo a raggiera su ogni aspetto di queste comunità. Ringrazio, per questo, i Comuni, l’Ufficio Speciale Ricostruzione e la Regione Marche guidata dal presidente Francesco Acquaroli”.

E’ molto positivo il fatto che si sia giunti all’avanzamento dei lavori in un altro cimitero del nostro Comune, dove sono già stati affidati i lavori in altri due cimiteri di nostre frazioni – ha dichiarato Sante Stangoni, sindaco di Acquasanta –. Grazie ai finanziamenti messi a punto nell’Ordinanza 137 dal Commissario Castelli stiamo restituendo la possibilità ai cittadini di riappropriarsi di luoghi particolarmente importanti e cari che, oltre a dover essere sicuri, grazie a questi interventi diventano anche beni monumentali del territorio”.

Le azioni in programma per il recupero prevedono, tra le altre cose, risarciture, cuci e scuci, cuciture dell’arco sulle strutture murarie dell’edificio a nord; interventi sulle coperture dei blocchi loculi che presentano danni fessurativi ed infiltrazioni di acqua; sistemazione dei percorsi interni con eliminazione delle barriere architettoniche; risarciture, cuci e scuci e ristilature sui muri di cinta; realizzazione della linea vita sulle coperture oggetto di intervento; rimessa in pristino del portale e della campana.

Curiosità. I lavori di edificazione del cimitero di Acquasanta lavori furono affidati alla ditta Cerasoli Luigi con contratto del 15 dicembre 1923. La data di realizzazione venne impressa sopra l’arco all’ingresso principale in travertino, e reca difatti la data 1925.

Dal 24 marzo su Ge.Di.Si saranno attive nuove funzionalità

Si comunica che a partire dal 24 marzo 2025 alle ore 12 sarà attivo l’adeguamento della procedura informatica di richiesta di contributo (R.C.R) sulla piattaforma telematica GE.DI.SI.
Tale adeguamento prevede la fruibilità per gli utenti della nuova versione del Foglio di calcolo di supporto ai professionisti, attraverso i quali sarà possibile avvalersi delle disposizioni di maggior favore previste dall’Ordinanza commissariale 222/2025.

Qui il link: https://gedisi.sisma2016.gov.it/s/

Il legno in edilizia strategico per la crescita sostenibile dell’Appennino centrale

Favorire l’utilizzo del legno nell’edilizia nel cantiere edile più grande d’Europa: quello del cratere sisma 2016-2017, nell’Appennino centrale. E questo l’obiettivo dell’Ordinanza varata dal Commissario Straordinario Guido Castelli, che prevede una maggiorazione del 10% sul contributo per la realizzazione di strutture portanti in legno, nel caso di demolizione con ricostruzione di edifici di privati con stato di danno L4 (danni gravi, strutturalmente compromessi).

Questa azione, a cui se ne accompagnano anche altre, è volta a valorizzare un materiale sostenibile e antisismico che, in quell’area di otto mila chilometri quadrati, rappresenta la risorsa locale più importante.  I contenuti dell’iniziativa sono stati illustrati oggi presso la sede del Masaf, nel corso di una conferenza stampa alla quale hanno preso parte il Ministro dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida; il Commissario Straordinario al Sisma 2016, Guido Castelli; il Questore anziano della Camera, Paolo Trancassini; il Presidente della Fondazione Symbola, Ermete Realacci; il Presidente di FederlegnoArredo, Claudio Feltrin e il Presidente del Cluster Nazionale Italia Foresta Legno, Alessandra Stefani.

Dichiarazione del Ministro Lollobrigida: “Rilanciare l’area del cratere del centro Italia significa ricreare una condizione economica di vivibilità, invertendo quello che era un flusso, non esclusivamente legato al terremoto, di spopolamento di quelle zone.  L’utilizzo della filiera del legno nella ricostruzione è sostenuto dal Ministero e permette di tornare ad avere una corretta gestione del bosco ed evitarne l’abbandono. Oltre a garantire nuove opportunità economiche è utile a rafforzare il contrasto al dissesto idrogeologico e a valorizzare queste aree.Guardiamo avanti considerando il punto di arrivo di oggi come un punto di partenza per nuovi obiettivi di sviluppo ambientale, economico e produttivo”.

Dichiarazione del Commissario Castelli: “Accanto all’obiettivo primario della ricostruzione materiale il Governo Meloni mi ha affidato anche il compito di realizzare la riparazione economica e sociale dell’Appennino centrale. La rinascita di queste comunità deve partire soprattutto dai valori espressi dal territorio, di cui il bosco rappresenta una caratteristica predominante. Valorizzando al meglio questa preziosa risorsa possiamo favorire la creazione di nuova occupazione, uno sviluppo sostenibile e, al contempo, migliorare il controllo del territorio, rendendolo così meno fragile. Crescita e lavoro, inoltre, sono quelle precondizioni essenziali per incentivare le persone a restare nella loro terra. Si tratta di una strategia complessa e articolata, che stiamo adottando grazie al costante sostegno del Ministro Lollobrigida e alla fattiva collaborazione di tutti gli attori intervenuti oggi”.

 

Dichiarazione del Questore Trancassini: “La crescita e il lavoro sono condizioni essenziali per incentivare le persone a rimanere sul territorio e combattere lo spopolamento delle aree interne. Per questo, oltre alla Ricostruzione materiale, il governo Meloni sta lavorando per promuovere anche la ricostruzione economica e sociale. L’ordinanza presentata oggi al Masaf va proprio in questa direzione: rilanciare la filiera del legno, una risorsa strategica per i nostri territori, con l’obiettivo di coniugare il sostegno all’occupazione e la tutela ambientale”.

Dichiarazione del Presidente Realacci: ““Grazie alla nuova ordinanza del Commissario alla ricostruzione Guido Castelli – dichiara Ermete Realacci, presidente della Fondazione Symbola – Fondazione Symbola con FederlegnoArredo avvieranno una campagna di sensibilizzazione per l’utilizzo del legno nella ricostruzione post sisma. Infatti, nelle prossime settimane Fondazione Symbola e FederlegnoArredo, con la collaborazione della Struttura Commissariale, avvieranno un nuovo ciclo di incontri nell’area del cratere per presentare le importanti opportunità di questa misura per i cittadini, le pubbliche amministrazioni e le imprese. Oggi il 70% del cratere è coperto da boschi per la maggior parte sottoutilizzati a causa dello spopolamento e dell’abbandono che vengono così a costituire una minaccia per i territori interessati dalla stessa ricostruzione, esposti più di altri ai sempre più numerosi eventi estremi meteorologici conseguenti alla crisi climatica. La filiera del legno, oltre a rafforzare il tessuto economico locale e nazionale, contribuisce in maniera importante a ridurre le emissioni di CO2. Prevedere un’incentivazione del 10% per la realizzazione di strutture portanti in legno nel caso di ricostruzione di edifici gravemente danneggiati nel cantiere edile più grande d’Europa è dunque una scelta innovativa a livello nazionale ed anche europeo che renderà la ricostruzione più efficiente da un punto di vista ambientale, energetico e antisismico per fare della gestione sostenibile del bosco una importante risorsa economica per il territorio”.

Dichiarazione del Presidente Feltrin: “Ringrazio il ministro Lollobrigida e il Commissario Castelli per aver portato a compimento un provvedimento di così grande rilevanza che ci auguriamo segni uno spartiacque, anche culturale, nel concetto di decarbonizzazione dell’edilizia e di ricostruzione post sisma. Prevedere un incentivo del 10% per chi sceglie il legno per la ricostruzione degli edifici, significa riconoscerne il valore, quale materiale naturale in grado di coniugare alte prestazioni di sicurezza, resistenza sismica, efficienza energetica e innovazione. Un materiale indispensabile per una ricostruzione veloce e di qualità. Come FederlegnoArredo, siamo felici di proseguire la collaborazione con Ministero e Struttura commissariale affinché la misura possa tradursi anche in un’opportunità di crescita e sviluppo per i territori interessati, per il tessuto imprenditoriale e per i cittadini, rafforzando la filiera boschiva, creando anche nuove opportunità occupazionali nelle aree interne appenniniche. In un momento economico complesso crediamo che promuovere l’edilizia in legno significhi non solo investire in qualità e riduzione dell’impatto ambientale, ma anche in sviluppo sociale ed economico, secondo il modello della bioeconomia circolare”.

 

Dichiarazione del Presidente Stefani: “Oggi si mettono in luce risultati di un lavoro importante e condiviso, che rende la ricostruzione appenninica un prototipo per l’attenzione all’innovazione nel rispetto dei saperi tradizionali. La filiera del legno rappresenta in questo quadro un tassello importante, e l’esperienza maturata sarà certo di indirizzo per altri territori italiani, grazie al lavoro di diffusione delle buone pratiche cui si dedica con convinzione il Cluster Italia Foresta Legno nell’ambito della Strategia Forestale Nazionale”.

 

Dopo la cessazione del Superbonus, dunque, grazie a questa Ordinanza del Commissario Castelli (la prima nel suo genere) potrà realizzarsi l’obiettivo di garantire ai cittadini colpiti dal sisma 2016 la ricostruzione delle proprie case anche attraverso un contributo aggiuntivo per chi sceglie di utilizzare strutture portanti in legno. Una scelta innovativa e sostenibile, attenta alla realtà locale e alle sue caratteristiche. Vengono così poste le basi per avviare un processo economico, sociale e ambientale che assicurerebbe sia la messa in sicurezza del territorio, sia la creazione di nuove opportunità di lavoro per gli abitanti dell’Appennino centrale. Favorire il legno nell’edilizia nell’Appennino centrale è una misura nel solco della Strategia forestale nazionale e consolida l’impegno del Ministro Lollobrigida per valorizzare il sistema foresta-legno italiano e rafforzare la competitività della filiera.

L’iniziativa odierna sarà presentata sul territorio attraverso una serie di appuntamenti organizzati dalla Fondazione Symbola e da FederlegnoArredo, con il supporto della Struttura Commissariale. Nei mesi di aprile e maggio saranno fornite indicazioni e suggerimenti sui vantaggi del legno in edilizia ai proprietari delle case, ai tecnici e alle imprese. Si parte il 12 aprile alle ore 15 a San Ginesio (MC), a seguire ad Amatrice il 15 aprile e a Camerino il 24 aprile. Gli appuntamenti del mese di maggio si svolgeranno ad Arquata del Tronto, Ascoli Piceno, Norcia e Teramo.

 

Il cratere sisma 2016-2017

Si tratta di un’area di circa otto mila chilometri quadrati compresa tra Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria al cui interno sono compresi 138 comuni. Per la ricostruzione pubblica e privata sono previsti lavori per 28 miliardi di euro e, in questo momento, grazie al cambio di passo impresso sono in corso oltre 8 mila cantieri di ricostruzione privata (quelli già conclusi sono più di 12 mila). La ricostruzione pubblica, invece, conta ulteriori 3.537 interventi, il 50% dei quali sono giunti alla fase di progettazione.

 

Potenzialità della risorsa forestale nel cratere sisma 2016-2017

I boschi maturi occupano una superficie di circa 3.600 chilometri quadrati all’interno del cratere sisma 2016, a cui vanno aggiunti 2 mila chilometri quadrati di bosco in avanzamento, derivante dall’abbandono di prati e pascoli. In totale circa il 70% degli 8 mila chilometri quadrati del cratere sono occupati da una copertura boschiva di varia natura, il 60% dei quali è in stato abbandonato e privi di gestione, mentre solo l’1,6% è certificato. 10 comuni compresi all’interno di questa area hanno una superfice boscata superiore al 90% del territorio comunale: (Accumoli, Acquasanta Terme, Bolognola, Borgo Velino, Crognaleto, Fano Adriano, Micigliano, Montegallo, Polino, Valle Castellana).

La foresta nel cratere produce un valore aggiunto lordo di 18,3 euro per ettaro: una cifra molto bassa dovuta al diffuso abusivismo e all’utilizzo quasi esclusivo della legna per ardere. Questa materia prima, dunque, potrebbe essere indirizzata per creare maggiore valore aggiunto e occupazione nei territori di montagna. Per comprendere l’enorme potenziale non utilizzato, le foreste in Italia producono un valore aggiunto lordo di 40,9 euro/ha, in Francia 168 e in Germania 158.

Ipotizzando una gestione certificata della trasformazione del legno, per semilavorati nell’arredo e nelle costruzioni, e intervenendo solo sul 50% dell’accrescimento annuo della biomassa dei boschi maturi del cratere, si potrebbero attivare circa 4 mila posti di lavoro.

Fonte: “Analisi e potenzialità economiche e occupazionali dei boschi dei comuni del cratere sisma 2016” – Fondazione IFEL e Fondazione Symbola – 2024.

 

Il macrosistema legno, la filiera legno-arredo, prodotti per l’edilizia in Italia

Il macrosistema legno in Italia ha chiuso il 2023 con un fatturato alla produzione di 21,6 miliardi di euro. Le imprese italiane operanti nel settore ammontavano a 30.200, mentre gli addetti erano pari a 131.167 unità.

La fiIiera legno-arredo nel nostro Paese fa registrare una carenza di materia prima che ne determina la dipendenza dall’estero per il reperimento di Iegname: neI 2023 iI vaIore deIIe importazioni è stato pari a 5,9 miIiardi di euro.

Il fatturato alla produzione del sistema prodotti in legno per l’edilizia nel 2023 ha chiuso in crescita (+2%) rispetto al 2022, per un valore pari a 3,3 miliardi di euro. Le imprese italiane che operano in questo segmento sono 10.580, mentre gli addetti sono 27.915.

Fonte: dati Centro Studi FederlegnoArredo