Protocollo d’intesa tra Commissario sisma 2016 e Cgie sulla flat tax al 7% nell’Appennino centrale

La flat tax al 7%, strumento fiscale già attivo nel nostro Paese e dedicato ai cittadini pensionati residenti all’estero da almeno 5 anni, percettori di un reddito da pensione da un soggetto straniero, che vogliono venire a vivere dell’Appennino centrale.

Al fine di promuovere la diffusione di questa misura, in particolare presso la vasta platea dei cittadini italiani all’estero, mercoledì 2 aprile alle ore 12 presso la Sala Montecitorio di Palazzo Wedekind, (Piazza Colonna, 366) verrà siglato un protocollo d’intesa tra il Commissario Straordinario al sisma 2016, Guido Castelli, e il CGIE. Il Consiglio Generale degli Italiani all’Estero rappresenta le comunità italiane nel mondo ed è il principale organo di consulenza del Parlamento, del Governo e di tutte le istituzioni che pongono in essere politiche di loro interesse.

All’appuntamento interverranno il Commissario al sisma 2016 Guido Castelli, la Segretaria Generale del Cgie Maria Chiara Prodi e il Vicesegretario Generale del Cgie (per l’Europa e l’Africa del Nord) Giuseppe Stabile. Parteciperanno inoltre gli altri componenti del Comitato di Presidenza del Cgie.

Petriolo, dalla Conferenza regionale ok alla riparazione delle mura castellane

L’Ufficio Speciale Ricostruzione ha approvato il progetto esecutivo da 1.187.000 euro per la riparazione del cimitero di Pretare, frazione di Arquata del Tronto, nell’entroterra piceno, tra le più colpite dal terremoto del 2016/2017.

«Questo territorio ha subito una tragedia che non ha risparmiato niente e nessuno, ed i cui effetti distruttivi si sono riverberati su ogni aspetto quotidiano delle comunità che lo vivono – spiega il commissario alla ricostruzione Guido Castelli -. Per questo il nostro impegno qui non può e non deve conoscere esitazioni di alcun tipo. In tal senso, la collaborazione tra Comune, Usr e la Regione guidata dal presidente Francesco Acquaroli risulta a dir poco fondamentale».

Il complesso di Pretare è stato pesantemente compromesso, riportando gravi danni a due blocchi di loculi (lotto A e lotto B) e alla cappellina privata, con espulsione di diverse bare. Il progetto è dunque volto a demolire sia i due blocchi che la stessa cappellina, ricostruendoli con struttura portante in cemento armato e rivestimento in travertino. Prima della loro demolizione dovrà essere realizzato un nuovo blocco loculi, destinato ad ospitare le bare da estumulare.

portante in cemento armato e rivestimento composto dalle pietre di recupero derivanti dallo smontaggio del muro esistente. Sono previsti, inoltre, l’installazione di una cisterna interrata per la raccolta delle acque piovane, la nuova impermeabilizzazione delle coperture di tutti i loculi e il ripristino dell’impianto di illuminazione.

Arquata del Tronto, sì al progetto per il cimitero di Pretare

L’Ufficio Speciale Ricostruzione ha approvato il progetto esecutivo da 1.187.000 euro per la riparazione del cimitero di Pretare, frazione di Arquata del Tronto, nell’entroterra piceno, tra le più colpite dal terremoto del 2016/2017.

«Questo territorio ha subito una tragedia che non ha risparmiato niente e nessuno, ed i cui effetti distruttivi si sono riverberati su ogni aspetto quotidiano delle comunità che lo vivono – spiega il commissario alla ricostruzione Guido Castelli -. Per questo il nostro impegno qui non può e non deve conoscere esitazioni di alcun tipo. In tal senso, la collaborazione tra Comune, Usr e la Regione guidata dal presidente Francesco Acquaroli risulta a dir poco fondamentale».

Il complesso di Pretare è stato pesantemente compromesso, riportando gravi danni a due blocchi di loculi (lotto A e lotto B) e alla cappellina privata, con espulsione di diverse bare. Il progetto è dunque volto a demolire sia i due blocchi che la stessa cappellina, ricostruendoli con struttura portante in cemento armato e rivestimento in travertino. Prima della loro demolizione dovrà essere realizzato un nuovo blocco loculi, destinato ad ospitare le bare da estumulare. Anche i muri perimetrali del cimitero verranno demoliti e ricostruiti con struttura portante in cemento armato e rivestimento composto dalle pietre di recupero derivanti dallo smontaggio del muro esistente. Sono previsti, inoltre, l’installazione di una cisterna interrata per la raccolta delle acque piovane, la nuova impermeabilizzazione delle coperture di tutti i loculi e il ripristino dell’impianto di illuminazione.

Servigliano: spazio laboratoriale, book shop e punto informativo per il Parco della Pace

L’Ufficio Speciale Ricostruzione ha dato l’ok a due progetti esecutivi relativi alla riqualificazione di una parte dell’ex campo di prigionia, all’ingresso del Parco della Pace di Servigliano, in provincia di Fermo.

Una premessa: il nome Parco della Pace è stato attribuito nel 2001, per un luogo che in passato fu campo di concentramento per i prigionieri della Prima guerra mondiale e campo profughi durante la Seconda guerra mondiale. Dal 1970 lo spazio è a servizio della città, come parco giochi e come area sportiva con numerose attrezzature presenti.

I progetti appena approvati, per un importo totale di 600.000 euro, rientrano all’interno dell’ordinanza numero 137 del 2023, che ha reperito fondi per ulteriori opere pubbliche da finanziare nel cratere sismico.

«Un piano di grande impatto sul processo di ricostruzione, che sta riverberando i suoi benefici effetti sui nostri territori così duramente colpiti dalla tragedia del terremoto – spiega il commissario straordinario Guido Castelli -. La riparazione prevista in una zona così pregna di storia e memoria assume poi una valenza anche simbolica molto importante. Ringrazio quindi il lavoro incessante di Comune, Usr e della Regione Marche guidata dal presidente Acquaroli».

I due edifici in oggetto, posti a poca distanza l’uno dall’altro, hanno dunque riportato danni a causa delle scosse del 2016/2017 e, dopo le lavorazioni, subiranno un cambio di destinazione d’uso: uno diverrà biglietteria/book shop e punto informativo con annessi sevizi, l’altro fungerà da spazio laboratoriale. Il tutto, ovviamente, migliorando sismicamente le strutture ed eliminando le vulnerabilità preesistenti.

Arquata del Tronto, giù l’ultimo muro della galleria Trisungo. Castelli: “Sia simbolo del cambio di passo”

“Oggi guardiamo avanti con fiducia perché assistiamo al completamento di uno scavo che, fino a qualche anno fa, sembrava inesorabilmente fermo a causa dei problemi dell’appalto. L’abbattimento dell’ultimo diaframma della galleria Trisungo lungo la Salaria sia quindi un simbolo concreto di fiducia per tutta la ricostruzione dell’Appennino centrale, che sta vivendo finalmente un cambio di passo”. A dirlo il Commissario alla Riparazione e Ricostruzione Sisma 2016 Guido Castelli, che oggi ha presenziato a una nuova, fondamentale, tappa della realizzazione della variante alla strada statale 4 “Salaria” tra Trisungo e la galleria Valgarizia, nel comune di Arquata del Tronto. È stato infatti completato questa mattina lo scavo della galleria “Trisungo”, lunga 1,8 chilometri. L’opera fa parte di un intervento strategico per il potenziamento dell’intera direttrice Roma-Ascoli, con un investimento complessivo di 2,1 miliardi di euro. Il progetto prevede la costruzione di due gallerie: la “Trisungo”, di 1,8 chilometri, e la “Monte Castello”, lunga circa 190 metri. Il tratto da realizzare si sviluppa per circa 2,6 km, prevalentemente in galleria, in variante al tracciato attuale tra l’abitato di Trisungo e l’esistente galleria “Valgarizia”. La piattaforma stradale prevista è di 10,5 metri di larghezza, con una corsia per ogni senso di marcia oltre alle banchine laterali. Sarà inoltre realizzato lo svincolo di Trisungo per l’interconnessione della nuova infrastruttura con la viabilità esistente e con l’attuale tracciato della Salaria che avrà funzione di viabilità locale. Lo svincolo comprende una rampa di 350 metri in direzione Trisungo parzialmente in galleria, una rampa in direzione Ascoli di 210 metri e una bretella bidirezionale di circa 530 metri. Per la costruzione delle rampe saranno necessarie numerose e impegnative opere minori come muri di sostegno, paratie di pali con tiranti e opere idrauliche.

“Il nostro territorio – ha ricordato Castelli nel suo intervento – ha subìto una devastazione storica, paragonabile a quella del 1703. Dopo tante false partenze, ora stiamo trovando il giusto abbrivio. La ricostruzione non poteva limitarsi alle case: era fondamentale garantire che la comunità restasse vitale, forte, collegata. È nato così il piano Rivita, che parte dall’idea che l’infrastrutturazione pubblica, viaria e digitale sia imprescindibile per dare un destino nuovo e migliore a questi territori. Un progetto che sfida la geografia, collegando Fabriano, Ascoli, Amatrice, Norcia, Spoleto, L’Aquila, e oltre. Percorrere il Tirreno e l’Adriatico non deve più essere un atto di eroismo. Per portare avanti questo impegno abbiamo scelto il principio ‘e pluribus unum’: fare le cose insieme. E molte strade saranno riparate grazie a questa collaborazione. Un ringraziamento particolare va al Presidente della Regione Francesco Acquaroli, che con caparbietà ha lavorato affinché i fondi del Pnc si potessero utilizzare anche per le strade, contro un certo ambientalismo ideologico che le considera ‘nemiche dell’ambiente’. È stata questa spinta che ha propiziato la sensibilità del Governo e la costruzione di un mosaico di interventi. Stiamo costruendo una buona prassi italiana, fatta di concertazione e impegno. Noi le cose le finanziamo, ma qualcuno le deve fare, e per questo ringrazio anche l’Anas e l’impresa all’opera. Tutti insieme stiamo facendo il nostro dovere: la cosa più bella per chi è chiamato a decidere per il bene pubblico”.

Alla cerimonia per l’abbattimento dell’ultimo diaframma hanno preso parte il Sottosegretario alle Infrastrutture Tullio Ferrante, il Commissario straordinario per la Salaria Fulvio Maria Soccodato, il Commissario alla Riparazione e Ricostruzione Sisma 2016 Guido Castelli, il Presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli, il Sindaco di Arquata del Tronto Michele Franchi e l’Amministratore delegato di Anas Claudio Andrea Gemme.
Gli interventi sulla viabilità dell’Appennino centrale, oltre ai fondi ministeriali, sono sostenuti anche della programmazione finanziaria di RiViTA, il programma che nasce da un’intesa tra il Ministero delle Infrastrutture e Trasporti e le Regioni Marche, Abruzzo, Umbria e Lazio, come strumento per sostenere la coesione e lo sviluppo delle aree appenniniche interne colpite dai terremoti del 2009 e 2016. RiViTA si inserisce nella Misura A4.4 del Piano Nazionale Complementare al PNRR, e integra gli investimenti già previsti dal MIT sulla rete stradale statale. Il piano punta non solo al ripristino post-sisma, ma al potenziamento e alla resilienza della rete, con interventi coordinati volti a migliorare sicurezza, funzionalità e tempi di percorrenza. L’investimento complessivo previsto è di 2,8 miliardi di euro, destinati a 40 lotti funzionali su 6 itinerari principali, con oltre 350 chilometri di strade interessate. A oggi sono stati finanziati 23 lotti per un totale di 1,1 miliardi di euro: gli appalti sono stati aggiudicati e per 3 lotti i cantieri sono già in fase di avvio.

Partendo dalla Strada Statale 4 Salaria, considerata asse principale di accessibilità per le aree del cratere sismico e già destinataria di un piano commissariale da 1,85 miliardi di euro (di cui 1,43 miliardi già finanziati e appaltati al 2023), il Programma RiViTA prevede interventi su altri 5 itinerari interregionali, con un investimento complessivo di circa 2,8 miliardi di euro. Di seguito le altre direttrici finanziate. La S.S. 685 “Tre Valli Umbre” collega Ascoli Piceno e Arquata del Tronto (Marche) con Norcia, Cascia e Preci (Umbria), interconnettendo la Salaria con la E45 verso Perugia. La S.S. 260 “Picente”, che connette Amatrice e Accumoli (Lazio) con Montereale e L’Aquila (Abruzzo), collegando la Salaria con l’autostrada A24. La S.S. 81 “Piceno Aprutina”, che unisce Ascoli Piceno (Marche) con Teramo (Abruzzo), collegando la Salaria all’autostrada A24. La Pedemontana abruzzese della Val Vibrata, che collega Ascoli Piceno con la Val Vibrata verso Teramo (Abruzzo), completando un collegamento veloce avviato già dagli anni ’90, con connessione alla A24. E infine il sistema delle Pedemontane delle Marche, che collega la Salaria alle strade di grande scorrimento S.S. 77, S.S. 76 e E78, creando un corridoio intervallivo tra Ascoli, Macerata, Fabriano e Fano.

Castelli: con Ordinanza Caserme in corso 34 interventi per 108 milioni

“Un incontro estremamente collaborativo e fattivo che ci ha consentito di fare il punto sulla riparazione e ricostruzione delle caserme dei Carabinieri danneggiate a seguito del sisma 2016. La presenza dell’Arma ha una funzione strategica nell’Appennino centrale dove, accanto alla necessità di ricostituire i nostri borghi, è anche indispensabile ripristinare appieno quei presidi di legalità e sicurezza che fanno percepire in modo chiaro la presenza dello Stato e restituiscono un senso di normalità”.

Lo ha detto il Commissario Straordinario al Sisma 2016 Guido Castelli al termine dell’incontro avuto oggi a Roma, presso la Strutturale Commissariale con il Generale di Divisione Antonio Di Stasio, capo del quarto Reparto Logistico presso il Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri e il Colonnello Pasqualino Toscani, Capo Ufficio Infrastrutture del Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri.

“Nelle regioni Abruzzo, Lazio Marche e Umbria – prosegue Castelli – risultano in fase di attuazione 34 interventi (19 nelle Marche, 8 in Abruzzo, 6 nel Lazio, 1 in Umbria). I lavori sono finanziati attraverso l’ordinanza Ordinanza Speciale 27/2021 e Ordinanza Speciale 69/2023, per un importo complessivo di circa 108 milioni di euro. L’obiettivo comune resta immutato: continuare nel lavoro in corso di svolgimento con i Carabinieri e l’Agenzia del Demanio per completare i lavori il prima possibile”.

In Abruzzo sono previsti otto interventi, di cui 4 in corso, per un importo complessivo di fondi commissariali pari a oltre 21 milioni di euro. Di questi otto, cinque riguardano la demolizione e ricostruzione di caserme. Si tratta di Montereale (Aq), dove sono in corso in fase di esecuzione i lavori di demolizione e ricostruzione della caserma dei Carabinieri e dei carabinieri forestali. A Teramo sono in corso di esecuzione i lavori di manutenzione straordinaria della caserma Vigili del fuoco. A Sulmona (Aq) sono in corso le indagini preliminari per la demolizione e ricostruzione della caserma per gli agenti della Polizia Penitenziaria mentre è in fase di verifica il progetto definitivo per l’adeguamento sismico della stazione del Comando dei Carabinieri. A Castelli (Te) sono in corso gli studi e le indagini preliminari per la nuova costruzione della stazione comando dei Carabinieri Forestali. A Teramo sono in corso di esecuzione i lavori di manutenzione straordinaria sia delle ex carceri giudiziarie che dell’ex ufficio del registro, mentre è in fase di verifica il progetto definitivo per il miglioramento sismico di una porzione del Convento di San Domenico.

Nel Lazio, in provincia di Rieti, sono previsti 6 interventi, di cui 5 inerenti caserme, per un importo complessivo di oltre 29 milioni di euro. Si tratta della ricostruzione della caserma dei Carabinieri e del Corpo forestale (Verifica del progetto esecutivo), della demolizione e ricostruzione caserma dei Carabinieri di Accumoli (Gara appalto integrato), dell’adeguamento sismico dell’Hangar XVI del Nucleo Elicotteri Carabinieri a Rieti (progettazione esecutiva), del miglioramento sismico della caserma dei Carabinieri (gara per i lavori in corso) e del miglioramento sismico del Comando Scuola Forestale (lavori in esecuzione) di Cittaducale. Sono inoltre previsti i lavori di demolizione e ricostruzione dell’ex palazzina R.U.N.A a Rieti.

Le Marche hanno una programmazione totale di circa 54 milioni di euro. In provincia di Macerata sono finanziate le demolizioni e ricostruzioni delle caserme di Visso, Serravalle di Chienti, Camerino, Fiastra, Pieve Torina, Ussita, Castelsantangelo sul Nera, la nuova costruzione del reparto Carabinieri “Monti Sibillini” a Visso e le manutenzioni straordinarie dei presidi a San Severino Marche e Tolentino, della Caserma dei Vigili del Fuoco di Camerino e di un’altra struttura a Castelsantangelo sul Nera e l’adeguamento sismico della Stazione Carabinieri a Fiuminata. In provincia di Ascoli, la demolizione e ricostruzione riguarda le caserme di Arquata del Tronto e Montegallo. La manutenzione straordinaria è prevista per le caserme dei Carabinieri di Ascoli Piceno, Castignano e Montemonaco, sempre ad Ascoli per la Caserma della Guardia di Finanza.

In Umbria è in corso la redazione del progetto definitivo/esecutivo dell’intervento, finanziato con Ordinanza 109 di adeguamento sismico della Caserma dei Carabinieri di Norcia, per un importo programmato di 4,4 milioni di euro.

Turismo: grazie al Commissario Castelli prosegue il progetto del Cis “Living Gran Sasso”

A Roma si è tenuto un incontro con i 22 sindaci coinvolti, parlamentari e istituzioni abruzzesi

Il progetto di crescita e di sviluppo in chiave turistica promosso attraverso il progetto Living Gran Sasso prosegue, grazie all’intervento del Commissario al sisma 2016 Guido Castelli. Attraverso il suo intervento, realizzato secondo il criterio della sinergia istituzionale e in una logica sistemica, ha consentito di prorogare i tempi per le attività di progetto e dato la possibilità di massimizzare gli investimenti, anche in una logica di valorizzazione integrata con Next Appennino che ha permesso di completare i fondi necessari.

Dare nuovo slancio al progetto Living Gran Sasso, infatti, significa garantire sinergie di rete e di ecosistema nei 22 Comuni coinvolti, di tre province abruzzesi (Teramo, L’Aquila e Pescara), distribuiti in cinque aree territoriali – Alto Vomano, Alto Aterno, Valle Siciliana, Monti Gemelli e Città Capoluogo – con il Comune di Crognaleto nel ruolo di capofila. L’obiettivo di questa iniziativa è di migliorare l’accessibilità, la fruibilità e la visibilità delle aree interne, dove l’area del cratere ne è Laboratorio. Gli interventi finora realizzati sono stati finanziati per 3,240 milioni di euro dal Contratto istituzionale di sviluppo “Aree sisma – Cratere Centro Italia”.

Oggi a Roma, presso la Sala Monumentale della Presidenza del Consiglio dei ministri, si è tenuto un incontro nel corso del quale sono state illustrate le novità che consentiranno di far avanzare il progetto ed è stato fornito un aggiornamento degli interventi in corso. Erano presenti il Commissario Straordinario al sisma 2016 Guido Castelli, il Presidente dell’Anci Abruzzo e Sindaco dell’Aquila Pierluigi Biondi, il Consigliere regionale Marilena Rossi, i 22 sindaci del progetto “Living Gram Sasso”, parlamentari abruzzesi e autorità del territorio.

Il Commissario Guido Castelli ha dichiarato: “Il gioco di squadra istituzionale è stato la chiave che ha consentito di realizzare questo risultato e sono lieto di aver potuto contribuire al buon esito di un’operazione estremamente importante per molte comunità abruzzesi. Sono convinto che la bellezza dei nostri territori e il loro patrimonio storico, artistico e culturale siano lo strumento più potente che abbiamo a disposizione per tornare a crescere e per contrastare il processo di spopolamento. Questo progetto, in particolare, esprime appieno sia la strategia di riparazione economica e sociale in atto nell’Appennino centrale, sia l’approccio, che ho definito “metodo sinodale”. Infatti, è solo camminando insieme ed esprimendo una visione comune che possiamo dare forma a una rinascita strutturale e duratura delle nostre comunità. L’ampia partecipazione del mondo istituzionale abruzzese a questo appuntamento odierno è la migliore dimostrazione di questo spirito collaborativo, che deve spingerci a proseguire lungo il solco tracciato”.

Gli interventi realizzati e programmati
L’obiettivo del progetto è il rilancio e alla valorizzazione del comprensorio del Gran Sasso d’Italia, adottando un modello di turismo sostenibile in grado di generare benefici concreti attraverso quattro pilastri fondamentali: economia, diversità culturale, società e ambiente.

Attraverso la prima trance di finanziamenti del Cis, Living Gran Sasso ha già visto la realizzazione di numerose opere presso i Comuni aderenti. A Cortino è stata effettuata la sistemazione dell’area pic-nic lungo il fiume Tordino, mentre a Montereale è stata fornita una flotta di e-bike per lo sviluppo della mobilità sostenibile. A Pietracamela il “Rifugio delle guide” è stato sottoposto a interventi di rifunzionalizzazione e a Castel Castagna è stata realizzata una terrazza panoramica che offre una vista suggestiva sul Gran Sasso. A Valle Castellana è stata riqualificata Piazza Gabriele D’Annunzio mentre a Fano Adriano, Capitignano, e Crognaleto sono state create ulteriori aree attrezzate per la sosta camper. Ancora, a Torricella Sicura è stata realizzata la sistemazione di spazi pubblici e aree verdi (attraverso opere di manutenzione straordinaria), Campli ha visto il completamento delle opere per la realizzazione di un parco giochi, a Isola del Gran Sasso d’Italia è stato migliorato il sistema di viabilità pedonale, mentre a Civitella del Tronto è stata fornita una nuova dotazione di arredo urbano. Infine, a Rocca Santa Maria è stato realizzato il Museo del Fungo.

Attualmente è nella fase di implementazione un sistema di fruizione virtuale del patrimonio culturale e di sviluppo di soluzioni tecnologiche smart volte a offrire, attraverso le nuove tecnologie e la digitalizzazione, esperienze turistiche immersive mirate. Oltre all’adozione di un Destination Management System, utilizzato da oltre 90 operatori, che consente una gestione integrata del territorio, a breve saranno lanciati nuovi servizi digitali, tra cui portali web e attività di digital marketing, supportati dall’installazione di 166 pannelli informativi intelligenti e dalla realizzazione di 44 produzioni audiovisive, al fine di rafforzare il brand del comprensorio.

Fiuminata, approvato il progetto per parcheggio, viabilità e area giochi a supporto del complesso scolastico

L’Ufficio Speciale Ricostruzione ha approvato il progetto esecutivo relativo ad una serie di opere a supporto del complesso scolastico di via Dante Alighieri, a Fiuminata, in provincia di Macerata, per un importo di 700.000 euro. Si tratta di un intervento che andrà a realizzare un parcheggio, migliorare la viabilità circostante e sistemare l’area gioco per gli alunni, il tutto su quattro distinte aree adiacenti. «Dopo la riapertura della scuola, un altro passo verso il miglioramento degli spazi e della fruibilità per i piccoli alunni di Fiuminata – spiega il Commissario straordinario Guido Castelli -. Questo perché la nostra visione di ricostruzione è mirata a restituire alle comunità colpite dal sisma spazi migliorati e votati al futuro. Ringrazio per il lavoro messo in campo il Comune, l’Usr e la Regione guidata dal presidente Francesco Acquaroli». Nello specifico, a corredo del parcheggio ci sarà una muratura di contenimento sui lati a monte. La costruzione sarà rifinita con asfaltature per le corsie di manovra e con pavimentazioni permeabili per gli stalli di sosta degli automezzi. Per la fruizione pedonale, sarà dotato di marciapiedi pavimentati e saranno identificati corridoi a priorità (segnalati a terra) ma ad uso promiscuo, per una più facile fruizione di manovra dei veicoli. Sono poi previste balaustre salva pedoni nei punti più trafficati e due attraversamenti pedonali, di cui uno con asfalto rialzato in piano con il marciapiede. Il progetto prevede anche una nuova bretella per il traffico locale di uscita, con relative fondazioni, rete di raccolta delle acque pluviali, illuminazione, tappetino asfaltato e la riqualificazione della strada di accesso alla scuola dal centro storico, con la rimozione delle vecchie zanelle in cubetti di porfido e la sostituzione del manto di asfalto. Infine, la nuova area giochi per i bambini della scuola dell’infanzia, che vedrà la luce su una zona alberata della corte scolastica posta di fianco a quella sportiva e verrà dotata di pavimento antitrauma in gomma colorata

Venarotta, approvato l’intervento di riparazione danni e miglioramento sismico della chiesa di Santa Maria delle Grazie

La Conferenza permanente ha approvato l’intervento di riparazione danni e miglioramento sismico della chiesa di Santa Maria delle Grazie a Venarotta. La Chiesa è localizzata nella Frazione Portella Si tratta di una Chiesa a navata unica, realizzata con muratura portante in tufo e con pareti murarie dallo spessore di 70cm. Le murature sono “a sacco” con paramenti accostati e materiale di riempimento interno. Gli interventi progettati sono finalizzati al miglioramento sismico tramite la riparazione dei danni e la riduzione/eliminazione delle vulnerabilità riscontrate. Si rende necessaria la rimozione totale della copertura in prossimità dei timpani da ricostruire e la rimozione del solo manto di copertura nella zona centrale delle falde. Sarà applicato un intonaco armato interno con rete in fibra di vetro, collegato esternamente alla stilatura armata in cordino di acciaio all’interno dei filari di malta presenti tra un concio e l’altro. La cella campanaria verrà smontata e ricostruita. Saranno effettuati interventi di scuci-cuci sulle pareti profondamente lesionate e verrà effettuato lo smontaggio della muratura rimanente sui timpani e la loro fedele ricostruzione. Per una migliore resistenza alle azioni fuori piano, verranno create tre perforazioni armate di grande diametro con barra filettata interna e piastra di contrasto sommitale. Il pavimento della chiesa e il relativo sottofondo verranno demoliti e ripristinati con un nuovo massetto e una nuova pavimentazione in pietra arenaria. Il costo dell’intervento è di 450.000,00 euro.

“La ricostruzione ha decisamente cambiato passo e questo è stato possibile anche grazie all’essenziale sinergia tra le istituzioni che collaborano a questo grande progetto che è la rinascita del nostro patrimonio storico, religioso e architettonico. Ringrazio il presidente della Regione Francesco Acquaroli, l’Arcivescovo Gianpiero Palmieri, l’Ufficio ricostruzione e i tecnici e il sindaco Fabio Salvi per il prezioso e costante aiuto”.

 

La Porziuncola di Assisi più sicura: conclusi i lavori della cupola di Santa Maria degli Angeli

Celebrata con una festa speciale la fine degli interventi di ripristino statico della Basilica, dopo il sisma del 2016 – Castelli: “Il segno tangibile dell’impegno per rilanciare il territorio” – Padre Piloni: “Questo luogo sacro caro a San Francesco torna a risplendere”.

Lo scrigno monumentale in cui è protetta la Porziuncola è tornato a splendere, in sicurezza e bellezza. Oggi pomeriggio una festa di musica e di parole ha celebrato la riconsegna della Basilica di Santa Maria degli Angeli ai pellegrini, ai turisti e ai fedeli che vogliono sostare davanti al luogo dove San Francesco ha segnato gran parte del suo pellegrinaggio terreno, e dove ha terminato la sua vita. I lavori di ripristino statico e di miglioramento sismico si sono conclusi con grande celerità ed efficacia.

“Meno di due anni di lavori, condotti con perizia artigianale, con tecnologia all’avanguardia e con tempestività che è giusto celebrare – ha detto Guido Castelli, Commissario Straordinario per la Ricostruzione post sisma 2016 -. Si è trattato dell’intervento più esteso e pervasivo, dopo quello che si era reso necessario in seguito al terremoto del 1832”. Grazie al finanziamento assicurato dalla Struttura commissariale (7,6 milioni, a cui si sono aggiunti altri 1,5 milioni per l’intervento ancora in corso sul campanile) è stata restituita in piena sicurezza una delle mete insostituibili nell’agenda e nei percorsi dei fedeli e dei turisti di tutto il mondo nell’anno giubilare e alla vigilia delle celebrazioni dell’ottavo centenario della morte del Santo di Assisi.
Proprio alla Porziuncola San Francesco morì nella notte tra il 3 e il 4 ottobre del 1226. E proprio alla Porziuncola si unirono a Francesco i suoi i primi compagni di vita e di sacrificio e da dove con lui partirono per annunciare il Vangelo in povertà.

Oggi 25 marzo la giornata offre altre due ragioni di coincidenze fortunate: è il giorno dell’Annunciazione ma anche l’anniversario della posa della prima pietra della Basilica nel 1569.

“Dobbiamo ringraziare i soggetti attuatori – ha aggiunto Castelli – la Provincia Serafica di San Francesco di Assisi dei Frati minori di Umbria e Sardegna, la Presidente della Regione Umbria Stefania Proietti e l’Usr dell’Umbria, per un impegno e per una collaborazione che hanno contribuito – in questo intervento – a quel cambio di passo nella ricostruzione che si è percepito in questi due ultimi anni. Voglio ricordare il quotidiano lavoro affinché questi luoghi di culto, simboli del genio italiano e della spiritualità francescana, siano il più possibile tutelati e rafforzati per tramandarli alle future generazioni. Non bisogna dimenticare l’eccellenza e la perizia delle imprese locali (anche questo è un dato importante per la ripresa economica e sociale del territorio) che hanno operato gli interventi in questo anno e mezzo di lavori celeri e rispettosi del luogo – la Basilica non è mai stata chiusa al culto e alla visita dei fedeli, grazie ai ponteggi mobili nelle navate – condotti con soluzioni tecnologiche all’avanguardia”.

I lavori sulla cupola del Vignola sono stati svolti con ponteggi “in sospensione” fino a 65 metri da terra. Il peso totale della struttura è stato di 132 tonnellate, la superficie della piattaforma installata sotto la cupola per poter lavorare era di 286 metri quadrati. Per il montaggio di questa gabbia che ha consentito i lavori senza turbare la sicurezza della Porziuncola e senza interrompere il flusso delle visite dei pellegrini, sono bastate solo nove settimane.

La giornata di festa è stata segnata da un confronto e da alcune riflessioni con numerosi interventi, tra cui quello del sottosegretario al ministero dell’Interno onorevole Emanuele Prisco, della Presidente della Regione Umbria Stefania Proietti, del commissario senatore Guido Castelli, del Direttore Generale Archeologia, Belle arti e Paesaggio del ministero della Cultura con funzioni di direzione della Soprintendenza Speciale per il Piano nazionale di ripresa e resilienza Luigi La Rocca, di frate Francesco Piloni, ministro provinciale dei Frati Minori di Umbria e Sardegna, del sindaco di Assisi, Valter Stoppini, e del direttore della Galleria nazionale dell’Umbria, Costantino D’Orazio, coordinato dall’attore e regista Michele la Ginestra. Sono seguiti momenti musicali, a cura della Corale Porziuncola, diretta da fra Matteo Ferraldeschi e accompagnata all’organo da Jacopo Zembi.
“Dopo un attento e meticoloso lavoro, questo luogo sacro, che ha visto san Francesco pregare, meditare e accogliere i primi fratelli, torna a risplendere – ha affermato fra Francesco Piloni –. Questo evento non è solo un traguardo, ma un nuovo inizio. Il mondo ha bisogno di ascoltare il messaggio di pace, perdono e amore che qui è nato e che oggi, più che mai, vogliamo rilanciare. La Porziuncola è tornata al suo antico splendore e con essa il cuore del messaggio di San Francesco: un messaggio che, oggi più che mai, il mondo ha bisogno di ascoltare”.