Pioraco, 3,1 milioni di euro per l’Istituto del Sacro Cuore della Parrocchia di San Vittorino. Il paese si riappropria di un pezzo di storia per la comunità

Verrà presto ricostruito il complesso dell’Istituto del Sacro Cuore, nel cuore del borgo di Pioraco, nel Maceratese. Dall’Ufficio Speciale per la ricostruzione delle Marche arriva la firma del decreto n. 11887 dell’11 novembre 2025 che dispone la concessione di un contributo pari a 3.192.176,31 euro per il recupero e il miglioramento sismico dell’edificio della Parrocchia di San Vittorino di Pioraco, gravemente danneggiata dal sisma del 2016. La chiesa del Santo patrono di Pioraco era stata riaperta, dopo i lavori post sisma, nel 2020 e ora toccherà all’edificio attiguo che ha fatto la storia della “città dell’acqua”.

Negli anni ‘30 infatti furono i cartai a costruire l’edificio dove dimoravano le suore della Congregazione delle Sorelle dei Poveri di Santa Caterina da Siena,  che accudivano i bambini delle donne e degli uomini che lavoravano nelle cartiere e insegnavano l’arte del ricamo alle ragazze. La funzione di asilo venne portata avanti fino agli anni ‘90 e prima del sisma il luogo di proprietà della parrocchia diretta da Don Cherubino Ferretti, nell’ambito dell’arcidiocesi di Camerino – San Severino di Monsignor Francesco Massara, i locali accoglievano l’attività di oratorio a catechismo per i bambini e i ragazzi del paese. Una parte invece era riservata alla ricettività gestita da un privato, in particolare in estate e primavera per ritiri di squadre calcistiche in arrivo da tutta Italia. Le scosse di ottobre 2016 resero inagibile il complesso privando la comunità di uno spazio di ricettività, socializzazione, incontro per la comunità e catechesi per i giovani.

La ricostruzione ora prevede un intervento di miglioramento sismico rientrante nella procedura semplificata del Testo unico della ricostruzione privata, approvato con l’Ordinanza n. 130/2022 del Commissario Straordinario per la Ricostruzione Guido Castelli.  L’edificio, di rilevante valore storico e architettonico, è stato oggetto di un iter tecnico accurato che ha previsto la verifica e la determinazione positiva della Conferenza Regionale, che ha sostituito tutti i pareri paesaggistici e sismici necessari.

 

Soddisfatto Don Cherubino Ferretti: “Come parroco sono molto contento che la struttura torni a vivere come luogo di incontro per i parrocchiani e anche per i ragazzi e i bambini del paese che avranno nuovi spazi a disposizione. L’idea è mantenere anche il doppio uso che aveva prima del sisma, con una parte destinata alla ricettività di gruppi e turisti”.

“Con questo intervento restituiamo alla comunità di Pioraco, uno dei borghi più suggestivi del Maceratese, un edificio che rappresenta un luogo di identità, educazione e socialità – dichiara il Commissario Straordinario per la Ricostruzione, Guido Castelli –. L’ Istituto del Sacro Cuore tornerà a essere uno spazio vivo per i bambini, i giovani e le famiglie, ma anche una struttura capace di contribuire alla crescita economica legata al turismo, grazie alla sua vocazione ricettiva. È un esempio concreto di come la ricostruzione possa essere non solo recupero edilizio, ma rigenerazione di comunità e di futuro. Ringrazio l’Ufficio Speciale per la Ricostruzione delle Marche, il parroco don Cherubino Ferretti, il Comune di Pioraco e Monsignor Francesco Massara, sempre attento e puntuale nel seguire i cantieri della Chiesa, per la dedizione con cui sta riportando alla vita i luoghi simbolo del territorio”.

Commenta il sindaco di Pioraco Matteo Cicconi: “Abbiamo tutti un affetto particolare per questo edificio che è stato al centro della vita per tanti piorachesi. L’idea di tornare a riprendere anche la funzione ricettiva è molto importante per il nostro bellissimo borgo visitato da tante persone che spesso non hanno la possibilità di fermarsi per la penuria di posti letto. Ringrazio di cuore Don Cherubino e in particolare Mons. Massara per la prontezza e l’efficienza con cui sta portando avanti la ricostruzione dei beni della Chiesa importanti per ricostruire anche il tessuto umano fortemente disgregato dopo il sisma. Fondamentale l’attenzione e la sinergia con L’Usr Marche e il commissario al sisma 2016 Guido Castelli”.

 

 

Ponte Ancaranese, partiti i lavori di messa in sicurezza: iter record in quattro mesi

Dopo un anno tra chiusure e sensi di marcia alternati, il ponte Ancaranese arriva alla svolta: oggi, 13 novembre, sono partiti i lavori di messa in sicurezza che consentiranno la riapertura temporanea al traffico veicolare di questo nodale collegamento posto a cavallo dei comuni di Ascoli, Castel di Lama e Ancarano (e quindi tra le province di Ascoli e Teramo), snodo fondamentale per l’accesso e l’uscita dal raccordo autostradale “Ascoli-mare”, alla zona industriale di Campolungo ed alla strada statale “Bonifica”.

L’infrastruttura storica, costruita nel 1887 e vincolata dalla Soprintendenza, è stata chiusa nel 2024 per gravi problemi alle fondazioni, aggravati da fenomeni di scalzamento e rotazioni dell’impalcato.

«Oggi, grazie a un intervento modulare, potrà tornare a svolgere la sua funzione strategica per la viabilità tra Marche e Abruzzo, in attesa dell’intervento finanziato dall’ordinanza 122 per il nuovo ponte posto di fianco a quello oggetto dell’intervento – spiega il commissario alla ricostruzione, Guido Castelli -. Le lavorazioni dovrebbero concludersi nei primi mesi del 2026, salvo avverse condizioni meteo. Si tratta di un grande risultato che conferma la bontà del lavorio svolto finora e per cui non posso non ringraziare le componenti coinvolte».

«La consegna dei lavori del Ponte dell’Ancaranese rappresenta un momento di grande soddisfazione per la nostra comunità e per l’intero territorio di confine tra Abruzzo e Marche. Si tratta di un’infrastruttura fondamentale per la mobilità, la sicurezza stradale e lo sviluppo economico della zona, che collega due province e due comunità da sempre unite da rapporti sociali e produttivi. Come Amministrazione Comunale esprimiamo piena soddisfazione per l’avvio concreto di questo intervento, anche alla luce della nostra presenza costante e costruttiva durante tutto l’iter procedurale che ha condotto alla consegna dei lavori.Un ringraziamento particolare va al Senatore Guido Castelli, Commissario Straordinario alla Ricostruzione, per il fondamentale intervento nella programmazione finanziaria che ha reso possibile l’opera, nonché agli enti proprietari, Provincia di Teramo e Provincia di Ascoli Piceno, per il lavoro sinergico e l’impegno condiviso. Desidero inoltre ringraziare le strutture amministrative e tecniche competenti, che con professionalità e dedizione hanno contribuito al raggiungimento di questo importante traguardo. L’auspicio, ora, è che i lavori procedano con la massima celerità, per restituire quanto prima alle due comunità di confine un’infrastruttura strategica e sicura, a beneficio del territorio e del suo futuro sviluppo» ha dichiarato il sindaco di Ancarano Pietrangelo Panichi.

L’intervento da 1,5 milioni, progettato dall’Ufficio Speciale Ricostruzione e attuato grazie all’ordinanza speciale 122 dello scorso 3 luglio, è frutto di una sinergia tra Struttura Commissariale e lo stesso Usr.

Presenti oggi in cantiere, oltre al commissario Castelli, il presidente della Provincia di Teramo Camillo D’Angelo, il consigliere della Provincia di Ascoli Daniele Tonelli, il consigliere regionale Andrea Cardilli, il direttore dell’Usr Marco Trovarelli, il Rup Ing. Tommaso Everard Weldon e l’ingegnere Ivo Vanzi, che ha redatto il progetto esecutivo.

Da quel momento, grande speditezza delle pratiche: il 18 luglio è arrivato l’ok della Conferenza dei servizi, poi l’11 settembre durante le attività di bonifica degli ordigni bellici propedeutiche all’esecuzione dei lavori, è stato rinvenuto un ordigno risalente alla Seconda Guerra Mondiale lungo l’alveo del fiume Tronto, rimosso la settimana successiva. Il 6 novembre ecco l’approvazione progetto esecutivo a soli quattro mesi dalla pubblicazione dell’ordinanza speciale, il 12 novembre l’affidamento lavori ed oggi l’apertura del cantiere. Un iter lampo, reso possibile dalle norme straordinarie in materia di ordinanze speciali.

Il progetto esecutivo redatto da Vanzi rappresenta il connubio tra ingegneria civile e ottimizzazione delle risorse pubbliche. Prevede opere per consolidare le fondazioni, garantire la sicurezza e riaprire temporaneamente l’impalcato al senso di marcia. In particolare, prevede opere di consolidamento delle fondazioni esistenti attraverso un insieme di interventi quali iniezioni a bassa pressione per migliorare il terreno, pali di ripristino dei diaframmi e realizzazione di archi rovesci sulle pile oggetto di importanti situazioni roto-traslative.

L’obiettivo è restituire funzionalità al ponte eliminando l’impatto visivo e ambientale, in linea con i vincoli paesaggistici e storici.

Zes: Castelli: “Con il via libera della Camera per Marche e Umbria diventa realta’

“A meno di un mese dall’approvazione al Senato, oggi la Commissione Bilancio della Camera ha dato il via libera definitivo alla Proposta di legge che prevede l’estensione della Zes a Marche e Umbria. Si tratta di un risultato di grande importanza, voluto dal Governo e dal Presidente Meloni, che avrà un impatto positivo e propulsivo sulle economie delle due regioni dal momento che crea condizioni favorevoli per lo sviluppo di nuovi investimenti nelle due regioni, classificate come aree in transizione. Ora guardiamo anche al cratere laziale”.

Lo afferma Guido Castelli, senatore e Commissario Straordinario al sisma 2016.

“Procedure più rapide, riduzione della burocrazia e possibilità di accedere a incentivi fiscali – in particolare al credito d’imposta -: sono questi i principali vantaggi che comporta l’introduzione della Zes. Dalle opportunità di sviluppo, in particolare per l’industria manifatturiera, che può determinare la Zona economica speciale potranno trarre benefici anche i territori del sisma di Marche e Umbria. Ciò contribuirà a rafforzare quell’azione di riparazione economica e sociale che già stiamo adottando, al fine di creare le condizioni di un nuovo futuro di crescita e prosperità per le comunità che si stanno rialzando dopo anni particolarmente critici. La Zes è lo strumento giusto per dare ulteriore linfa alla voglia di tornare a correre che nell’Appennino centrale hanno in tanti. Ora dobbiamo lavorare affinché  anche il cratere laziale possa essere destinatario delle medesime opportunità.”.

Ordinanza speciale Unicam, un milione di euro in più per il Palazzo Battibocca

È stato firmato dal Commissario Straordinario per la Ricostruzione Sisma 2016, Guido Castelli, il decreto n. 982 del 5 novembre 2025 che assegna 1.011.418 euro in più all’intervento di riparazione dei danni e miglioramento sismico di Palazzo Battibocca, sede storica dell’Università di Camerino.
Il provvedimento integra le risorse già programmate con l’Ordinanza Speciale n. 1 del 9 aprile 2021, che aveva stanziato 5.268.582 euro, portando così il costo complessivo dell’intervento a 6.280.000 euro.
L’aumento dei costi è legato all’aggiornamento dei prezzari regionali e al rincaro dei materiali. L’Università di Camerino è soggetto attuatore dell’opera.

«L’intervento su Palazzo Battibocca – dichiara il Commissario Straordinario Guido Castelli – è parte del più ampio piano di ricostruzione dell’Università di Camerino, uno dei poli simbolo del rilancio culturale e civile del cratere sismico. Con questo decreto assicuriamo la piena copertura finanziaria di un’opera strategica che unisce tutela del patrimonio storico e modernizzazione delle strutture universitarie. Camerino è un laboratorio della ricostruzione post sisma e un motore per la rinascita dell’entroterra marchigiano».

“Ringrazio sentitamente a nome di tutta la comunità universitaria Unicam – ha dichiarato il Rettore Graziano Leoni – il Commissario Straordinario Guido Castelli e tutta la Struttura Commissariale per l’attenzione costante riservata all’Università di Camerino e per la sensibilità dimostrata verso un edificio che rappresenta una parte importante della nostra storia. Con la piena copertura finanziaria potremo proseguire con fiducia e determinazione nella ricostruzione del nostro patrimonio edilizio, continuando a restituire vita e funzioni al centro storico di Camerino. È un passo ulteriore nel percorso di rinascita che unisce memoria, identità e futuro dell’Ateneo e della città”.

L’intervento prevede il miglioramento sismico e il restauro conservativo di Palazzo Battibocca, edificio di pregio storico inserito nel tessuto del centro storico in ricostruzione, che ospiterà alcuni uffici amministrativi dell’Ateneo. L’opera rientra tra gli interventi di particolare criticità e urgenza individuati nella prima Ordinanza Speciale del 2021 dedicata all’Università di Camerino.

L’ordinanza speciale Unicam: aggiudicati i lavori per Palazzo Varano. Più in generale il programma specifico dell’ordinanza speciale Unicam comprende fonti di finanziamento dalla Struttura Commissariale Sisma 2016 che superano i 46 milioni di euro. Dopo la consegna del Polo Studenti ex Magistrali (1 milione e 200 mila euro), sono in corso i lavori sul Collegio Fazzini (quasi 8 milioni di euro), l’Edificio Granelli (4 milioni e 300 mila euro) nel quale hanno sede la scuola di specializzazione e lo studentato universitario, l’ex Convento di San Domenico (9 milioni e 200 mila euro), che comprende l’edificio sede del Museo Civico e del Museo Universitario di Scienze Naturali; terminati i lavori su Palazzo Ribechi (2 milioni e 100 mila €). Per il prestigioso Palazzo Varano, al quale sono stati destinati 14 milioni e 800 mila euro, sono stati appena aggiudicati i lavori per la partenza del cantiere.

Acquasanta Terme, dalla Conferenza regionale ok per il ponte romano di Matera: investimento da 1,25 milioni di euro

La Conferenza regionale ha dato il via libera al progetto di fattibilità tecnico-economica per l’intervento di riparazione del ponte romano sulla strada di Matera, nel comune di Acquasanta Terme (Ap). L’opera rientra nel programma straordinario di rigenerazione urbana connessa al sisma, approvato con l’ordinanza commissariale 137 del 2023.

Il progetto prevede un investimento complessivo di 1.250.000 euro.

«Si tratta di un altro passo verso il ritorno alla piena operatività dell’Appennino così duramente provato dal terremoto – spiega il commissario straordinario, Guido Castelli -. La nostra visione di ricostruzione è improntata verso il territorio, verso il suo futuro e la sua piena fruibilità, intervento come questo confermano la bontà di un lavoro congiunto che coinvolge attivamente Comuni, Ufficio Speciale Ricostruzione e la Regione guidata dal presidente Acquaroli».

«Questo ponte, insieme a quello di Quintodecimo, che a breve avrà il suo decreto, e a quello di Ponte d’Arli, saranno importanti per creare quel percorso culturale attraverso determinati abbellimenti che saranno realizzati proprio sui ponti- aggiunge il sindaco Sante Stangoni – I ponti romani saranno di buon auspicio per il rilancio turistico dei territori».

Il ponte romano, che collega la strada statale Salaria con l’antica viabilità verso la frazione di Matera, ha subito gravi danni a seguito degli eventi sismici del 2016-2017: deformazioni permanenti della piattaforma stradale, lesioni diffuse sui paramenti murari in travertino, crollo di elementi lapidei e disgregazione della malta nei giunti. Gli interventi mirano a ripristinare la funzionalità e la sicurezza del manufatto, riducendo la vulnerabilità sismica e salvaguardando il valore storico e paesaggistico del ponte.

Il progetto prevede il consolidamento delle murature con iniezioni di malte e collegamenti con barre inghisate, la ristilatura armata dei giunti con sistema “Reticola”, il consolidamento delle volte con cappa in malta fibrorinforzata e barre in acciaio, il ripristino dei parapetti in pietra, la nuova pavimentazione in cubetti di arenaria e l’installazione di un impianto di illuminazione. È prevista anche la segnaletica con divieto di transito per mezzi oltre 7,5 tonnellate.

Il ponte, risalente all’epoca augustea, è realizzato in travertino e presenta una struttura ad unica arcata con ampliamenti successivi. La sua posizione lungo la Salaria testimonia l’importanza di questa antica arteria di collegamento tra Tirreno e Adriatico. L’area è inserita nel Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, in un contesto di elevato pregio paesaggistico e turistico.

Riconosciamo il ruolo di custodi del territorio a chi vive nel cratere. Castelli: “In occasione della giornata nazionale dell’agricoltura celebriamo il ruolo di presidio territoriale di chi vive e lavora in Appennino centrale fondamentale per la ricostruzione post sisma 2016

Domenica 9 novembre si celebra la giornata nazionale dell’agricoltura istituita dal Ministro Lollobrigida per valorizzare il ruolo dell’agricoltore nella tutela dell’ambiente e del territorio. “Gli agricoltori, ma anche tutti gli altri lavoratori che hanno deciso di rimanere nel cratere per le loro attività, ricoprono un ruolo decisivo per assicurare un presidio fondamentale per la ricostruzione – dichiara il Commissario Guido Castelli – senza una presenza attiva tutti i giorni dell’anno di chi con il proprio lavoro crea valore aggiunto e permette il consolidamento di servizi e cura del territorio, la ricostruzione non avrebbe senso”. “Non possiamo pensare di investire risorse importanti per creare seconde case per i fine settimana – prosegue Castelli – i nostri sforzi sarebbero vani senza il contributo di chi fa impresa e ci permette di programmare un futuro dignitoso per il nostro Appennino centrale. Stiamo lavorando affinché fare impresa nel cratere non venga vista come una scelta eroica ma, anzi, sia considerata una concreta opportunità anche per i giovani e per chi vuole fare innovazione”.

“Il nostro Governo, grazie al Ministro Lollobrigida e ai Parlamentari europei della maggioranza, ha già ottenuto in Europa risultati impensabili fino a qualche tempo fa: come il recupero di risorse importanti per il settore, oppure come il pacchetto semplificazioni della PAC che, oltre a rappresentare un vantaggio immediato calcolato in sette giorni di lavoro in meno all’anno e un risparmio di 1.230 euro, prevede il riconoscimento automatico della conformità alle norme ambientali agli agricoltori dei siti Natura 2000 che nel cratere interessano il 50% del territorio”. “Si tratta – conclude Castelli – di un riconoscimento di fatto del ruolo di custodi della natura per gli agricoltori che, per il cratere andrebbe esteso a tutti quelli che ci vivono e lavorano che, grazie alle loro attività e alla loro presenza, ci permettono di continuare a investire in servizi e infrastrutture per ricostruire un futuro solido e dignitoso”.

Calamita’: Castelli, “Necessaria governance che superi frammentazione amministrativa”

“Alla luce delle caratteristiche dell’Italia, quella della governance nei casi di calamità è una questione che non può essere derubricata al ‘ci vuole il Commissario’. Servono dispositivi che esprimano la capacità di superare la frammentazione, che è il vero nodo da affrontare. Alla luce di ciò, dunque, il vero tema è quello della governance. Per intervenire in maniera coordinata e preventiva, infatti, bisogna avere dispositivi decisionali che non obbediscano a una logica meramente gerarchica, ma che esprimano un valore multilivello”.

Lo ha detto il Commissario Straordinario al sisma 2016 Guido Castelli che, questa mattina, è stato audito alla Camera (Palazzo San Macuto) dalla Commissione parlamentare di inchiesta sul rischio idrogeologico e sismico del territorio italiano.

“Nel caso del sisma 2016 – ha aggiunto Castelli – abbiamo definito una governance che prevede un commissario di Governo, le quattro Regioni coinvolte – con le quali ci coordiniamo -, a cui si aggiungono i 138 Comuni del cratere. Questo modello ci consente di programmare, di esercitare una funzione sostitutiva – qualora si renda necessaria – e di standardizzare i meccanismi, superando i perimetri amministrativi. Del resto, nella realtà spesso gli eventi catastrofali non avvengono all’interno del perimetro definito dal Titolo V della Costituzione. Attraverso questa nostra governance multilivello noi interiorizziamo le potenzialità e gli indirizzi delle Regioni, senza rimanere vincolati e condizionati dai limiti dettati dai confini amministrativi”.

Nel corso dell’audizione – prosegue il Commissario – ho ricordato come la fragilità del nostro Paese rappresenti una costante storica e strutturale, che negli ultimi anni si manifesta con crescente frequenza, causando perdite umane, danni economici e compromissioni del patrimonio ambientale e culturale. Nell’Appennino centrale, in particolare, i rischi sismici, idrogeologici e socioeconomici si intrecciano profondamente. In questo quadro, la sicurezza del territorio rappresenta il cardine del nostro lavoro, dal momento che costituisce la premessa alla ricostruzione materiale e alla successiva possibilità di creare, per queste comunità, nuove opportunità nel segno dello sviluppo sostenibile. A tale scopo abbiamo avviato le attività volte a superare le criticità legate alle norme di attuazione dei Piani per l’Assetto Idrogeologico, così come gli studi condotti con l’INGV sulle faglie attive e  dissesti capaci ci hanno consentito di ridefinire le zone di attenzione e le aree di suscettività sismica. Un aspetto innovativo del nostro lavoro riguarda il monitoraggio del territorio sopra e sotto il suolo, attraverso la digitalizzazione delle infrastrutture e delle reti di sottoservizi. In conclusione, la Struttura commissariale occupata non solo della ricostruzione, ma anche della gestione del rischio territoriale, con una visione integrata che unisce prevenzione, pianificazione e consapevolezza collettiva”.

Montegranaro, lavori in corso al Palazzo Comunale

A Montegranaro (Fm) sono in corso i lavori di restauro e miglioramento sismico del Palazzo Comunale, edificio storico situato in Piazza Mazzini, cuore e punto più alto della città. L’intervento ha visto una rideterminazione del contributo in 3.537.070 euro da parte dell’Ufficio Speciale Ricostruzione, che al tempo stesso ha approvato una perizia di variante in corso d’opera.

«I beni culturali di cui si compongono le città e i borghi del nostro Appennino sono tantissimi, ed in ognuno di loro vi sono tesori di certificata storicità, come in questo caso – spiega il commissario alla ricostruzione Guido Castelli – Montegranaro ritroverà presto un tassello fondamentale della sua vitta cittadina grazie all’impegno congiunto di tutti, dal Comune, soggetto attuatore dell’intervento, fino all’Usr ed alla Regione Marche guidata dal presidente Francesco Acquaroli».

«E’ un lavoro importantissimo per la nostra comunità, per questo ringrazio molto il senatore Castelli e il direttore Marco Trovarelli- sottolinea il sindaco Endrio Ubaldi -C’è una ditta che sta lavorando molto bene e la tempestività è fondamentale. Il nostro obiettivo è terminare il tutto entro l’estate, al massimo entro la festività di S. Serafino ad ottobre».

Il progetto si propone di restituire piena funzionalità all’immobile, con particolare attenzione alla storica sala del Teatro Novelli, che sarà riconvertita in sala consiliare. Il teatro, inaugurato nel 1899 e intitolato all’attore Ermete Novelli, ha rappresentato per decenni il principale luogo di spettacolo e ritrovo cittadino. Oggi, della sua struttura originale restano solo i palchi di proscenio e le decorazioni pittoriche del soffitto, che saranno oggetto di un delicato intervento di recupero.

Il Palazzo, progettato nel XVIII secolo da Virginio Bracci, è vincolato dal Ministero per i Beni Culturali dal 1992. Si sviluppa su cinque livelli, di cui due seminterrati, e presenta una struttura in muratura portante con volte a botte, padiglione e crociera. Tra gli ambienti più significativi si trovano le sale delle maschere, degli scudi e degli stemmi, con soffitti decorati in stile neoclassico e liberty. Particolarmente prezioso è un lacerto pittorico del 1622, rinvenuto durante precedenti lavori, che raffigura stemmi vescovili legati alla Diocesi di Fermo.

È previsto il consolidamento delle murature e delle volte con tecniche compatibili con i materiali originali, il rifacimento della copertura in legno e la realizzazione di un ballatoio in acciaio e vetro nella sala consiliare, in memoria dei palchetti del teatro. In programma anche l’adeguamento impiantistico, con illuminazione a led e impianto antincendio negli archivi.

Avanza la ricostruzione del nuovo studentato all’ex Monastero Corpus Domini: riqualificazione e accoglienza a Macerata, città universitaria

Passi avanti a Macerata per il nuovo studentato che nascerà con la riqualificazione dell’ex Monastero Corpus Domini: è stato firmato dal Commissario Straordinario del Governo per la Ricostruzione, Guido Castelli, il decreto n. 983 del 5 novembre 2025, che dispone il trasferimento di 1.947.205,07 euro all’Ufficio Speciale Ricostruzione Marche per il prosieguo dei lavori di restauro e risanamento conservativo con miglioramento sismico e riqualificazione energetica della struttura, come previsto dall’Ordinanza Speciale n. 68 del 21 dicembre 2023.

L’importo corrisponde al 50% del finanziamento sisma autorizzato, pari a 3.894.410,14 euro, e consente di garantire continuità a un intervento di grande valore storico e sociale, curato da  ERDIS Marche in qualità di soggetto attuatore. Il quadro economico del progetto, del valore complessivo di oltre 14 milioni di euro, è finanziato con 3.951.011,47 euro provenienti dai fondi dell’Ordinanza Speciale n. 68/2023 della Struttura Commissariale Sisma 2016, 8.287.506,00 euro dai fondi del Ministero dell’Università e della Ricerca e 1.795.343,75 euro a valere sui fondi di Erdis.

Il progetto di restauro e riqualificazione ha un rilevante valore sociale e culturale. L’edificio del XVII secolo, uno dei simboli della città, si trova nel cuore del centro storico di Macerata e nel corso dei secoli ha subito diverse trasformazioni. I danni provocati dal sisma del 2016 hanno reso necessari interventi strutturali approfonditi. Si procederà, dunque, con un restauro conservativo mirato, che non solo preserverà il valore storico e architettonico dell’ex Monastero, ma lo renderà anche sicuro e funzionale rispetto agli standard moderni, migliorandone la resistenza sismica e l’efficienza energetica.

La riqualificazione di questo storico edificio contribuirà a rafforzare il tessuto urbano del centro storico di Macerata, sostenendone il rinnovamento e l’attrattività. La restituzione alla città dell’ex Monastero rappresenta inoltre una risposta concreta alla crescente necessità di alloggi per studenti universitari. Con 91 posti letto, suddivisi in 27 camere doppie e 37 singole, l’ex monastero diventerà una residenza studentesca moderna e accogliente. Oltre agli spazi abitativi, il progetto prevede aree dedicate allo studio e al tempo libero, tra cui una biblioteca, una sala studio, una sala polifunzionale nell’ex chiesa, spazi per la preparazione e consumazione dei pasti, depositi, lavanderia, archivio e magazzino.

«Il recupero dell’ex Monastero Corpus Domini – dichiara il Commissario Straordinario Guido Castelli – rappresenta un tassello importante della ricostruzione pubblica a Macerata. Si tratta di un intervento che recupera e riqualifica una struttura storica, restituendole una destinazione che rafforza l’accoglienza di Macerata, città universitaria per eccellenza. È un’opera che unisce tutela del patrimonio storico e nuova funzione sociale, restituendo alla città un bene di grande valore culturale e civile. Con questo decreto proseguiamo nel percorso che traduce le ordinanze speciali in cantieri concreti, per una ricostruzione che guarda al futuro e sostiene la vita delle comunità universitarie dell’entroterra».

«Entro la fine del 2025 – afferma la Presidente di ERDIS Marche, Agnese Sacchi – completeremo la parte prevalente delle lavorazioni strutturali, mentre a gennaio del 2027 concluderemo la ristrutturazione. Il nuovo studentato sarà pronto per l’anno accademico 2027-2028. Siamo dunque perfettamente in linea con le tempistiche del cronoprogramma, che prevedono la realizzazione dell’opera entro due anni dalla consegna del cantiere. La perfetta sinergia e virtuosa collaborazione fra le istituzioni coinvolte e la solidità finanziaria di ERDIS, ci consente di mettere a terra un progetto che darà nuova vita all’ex monastero Corpus Domini. Questa non è soltanto la rinascita di un luogo simbolo della città di Macerata, dopo il sisma del 2016. E’ anche la risposta concreta all’esigenza di alloggi per studenti universitari, che mira a rafforzare e a rendere ancora più attrattivo il nostro sistema formativo. Il cantiere delle Monachette è un esempio di efficacia della nostra azione volta a creare valore pubblico e di cui andiamo molto orgogliosi».

Cascia, approvato l’ intervento di miglioramento sismico della chiesa di san Procolo in Località Avendita

La Conferenza permanente ha dato il via libera all’ intervento di miglioramento sismico della chiesa di San Procolo in Località Avendita a Cascia (Pg). L’edificio presenta una sola navata con altari barocchi e tele, tra le quali: copia del San Michele Arcangelo del Reni (anno 1797); statua lignea policroma della Madonna con Bambino del XVI secolo e l’ organo del XVI secolo a due ante decorate. Si prevede di demolire gli intonaci interni ed esterni di recente realizzazione, tranne sulle volte, per eseguire una scarnitura profonda dei giunti con malta di migliori caratteristiche meccaniche. Sulle arcate longitudinali, visti alcuni leggeri segni di apertura in chiave, si è valutato il completamento del rinforzo tramite perforazioni armate, eseguito nel corso dell’esecuzione dei lavori post-sisma 1979. Si prevede lo smontaggio della cella campanaria, con l’assistenza di un restauratore qualificato per il rilievo, la numerazione, la catalogazione e la cernita degli elementi da recuperare, fino alla cornice posta alla base dei piedritti. La parte inferiore dovrebbe risultare di più difficile recupero essendo stata interessata da perforazioni armate orizzontali continue per tutto il perimetro a costituire un blocco monolitico sul quale risulta difficile ipotizzare qualsiasi intervento di recupero se non quello delle pietre angolari, essendosi lo stesso distaccato dalla parte inferiore del campanile. Verrà rifatta la copertura con una capriata lignea ordita lungo una diagonale sulla quale poggiano due travi lignee ordite lungo l’altra diagonale. Il costo totale dell’intervento è di 2.500.000,00 euro.

“Questo intervento è un nuovo tassello importante  che punta alla salvaguardia e alla tutela del patrimonio religioso, culturale e storico umbro- dichiara il commissario alla ricostruzione sisma 2016 Guido Castelli –  E’ un progetto importante per una regione che ospiterà l’ottavo centenario della morte di San Francesco che si celebrerà nel 2026 . Per la loro collaborazione ringrazio il presidente della Regione Stefania Proietti, l’Arcivescovo Renato Boccardo, l’Ufficio ricostruzione e il sindaco Mario De Carolis”.