Rapagnano, lavori in corso di ultimazione della Sede del Comune

Sono in corso i lavori di riparazione del Palazzo comunale di Rapagnano, in provincia di Fermo, conseguenti all’evento sismico del 2016, per un importo di 1.825.000 euro.

Il Palazzo comunale di Rapagnano si trova nella Piazza intitolata a Papa Siccone. Il fabbricato risale al XVII secolo ed è opera dell’arch. Virginio Bracci inviato dal papa nella Marche per riprogettare la nuova Servigliano, distrutta dal terremoto.

Il complesso edilizio ospita la sede degli uffici comunali, contraddistinto da una vela campanaria in posizione centrale e da una nicchia circolare modanata, che ospita uno dei due caratteristici orologi.

«Si tratta di un intervento importante per la comunità e non solo, data anche la valenza simbolica e monumentale del complesso – spiega il commissario straordinario Guido Castelli -. La ricostruzione pubblica procede ormai come una macchina consolidata e sicura, nonostante la complessità delle opere. Devo ringraziare, di questo, il lavoro degli stessi Comuni, dell’Ufficio Speciale Ricostruzione e della Regione Marche guidata dal presidente Acquaroli».

“Dobbiamo ringraziare il Commissario per la Ricostruzione, Sen. Guido Castelli, e gli Uffici per Ricostruzione per la premura e la disponibilità avute nell’istruttoria relativa al Palazzo Comunale di Rapagnano. Non è semplice intervenire su immobili storici e vincolati.  Per la nostra comunità si tratta di un intervento estremamente importante che consentirà a breve di riprendere con normalità l’attività amministrativa che dal 2016 si è svolta in una struttura provvisoria e limitante” ha aggiunto il sindaco Elisabetta Ceroni.

Dunque, al termine delle lavorazioni Rapagnano potrà tornare ad utilizzare gli spazi che prima del sisma ospitavano la sede del Comune, la sala consiliare, gli uffici comunali, gli uffici della Polizia locale, le associazioni culturali, biblioteca, magazzini e depositi.

L’intervento punta al consolidamento statico ed all’adeguamento sismico delle strutture, al ripristino degli impianti ed alla ridistribuzione funzionale di alcuni spazi dei cinque piani (compreso il seminterrato) dell’edificio.

Curiosità. Nel XVII secolo il palazzo cadeva in rovina; molteplici furono le suppliche al Papa che pertanto inviò un suo tecnico di fiducia, appunto l’arch. Bracci, per un suo ammodernamento che peraltro non tardò a venire. Fu realizzato un intervento risolutivo di ristrutturazione dell’edificio, che anche al momento era sede di numerosi servizi pubblici, quali la farmacia, il forno e le attività scolastiche.

Ancona, trasferiti cinque milioni di euro per gli interventi previsti al Rettorato

Sono stati trasferiti 5.184.808,97 di euro previsti per l’intervento di adeguamento sismico del Palazzo del Rettorato dell’Università Politecnica delle Marche. Costruito alla fine, dell’800, venne inizialmente ideato come sede del Consiglio degli uffici della Provincia. Oggi è sede del Rettorato dell’Università Politecnica delle Marche ed è un edificio vincolato. L’intervento rientra nell’ Ordinanza commissariale n. 137/2023 “Approvazione del Programma straordinario di Rigenerazione Urbana connessa al sisma e del Nuovo Piano di ricostruzione di altre opere pubbliche per la Regione Marche nonché dell’elenco degli interventi per il recupero del tessuto socio-economico delle aree colpite dal sisma finanziati con i fondi della Camera dei deputati per la Regione Marche”

“Il Rettorato dell’Università Politecnica delle Marche è un edificio fondamentale per la città di Ancona e per tutta la regione- sottolinea il Commissario straordinario sisma 2016 Guido Castelli – L’Università è uno di quegli elementi che mettiamo in campo per far rimanere i nostri giovani nei nostri territori, per combattere lo spopolamento e il calo demografico, per attrarre giovani talenti, professionisti e investimenti, generando un indotto positivo che si riflette su imprese, istituzioni e cittadini. Ringrazio la costante collaborazione del presidente Francesco Acquaroli, dell’Ufficio ricostruzione, del Rettore Gian Luca Gregori e del sindaco Daniele Silvetti”

“Non possiamo che ringraziare la struttura commissariale e il senatore Guido Castelli per il prezioso contributo che rende possibile non solo il recupero di uno spazio di straordinario valore storico, ma anche la rinascita di un luogo fondamentale per la vita del nostro Ateneo. Questo intervento rappresenta molto più di un semplice restauro: è un gesto concreto che guarda al futuro della nostra comunità accademica. Gli spazi che restituiremo alla fruizione collettiva torneranno ad essere fondamentali nell’esperienza universitaria di studentesse e studenti e un ponte vivo tra l’università e la città. È la dimostrazione di quanto possa essere preziosa la collaborazione tra istituzioni quando è guidata dalla visione e dall’impegno comune per il bene collettivo” ha aggiunto il Rettore Gian Luca Gregori.

Monte Vidon Corrado, al via i lavori sulla chiesa di San Vito

Sono iniziati i lavori sulla chiesa di San Vito Martire, situata nel comune di Monte Vidon Corrado (Fermo), che contano su un importo di 1 milione di euro. L’Ufficio Speciale Ricostruzione, infatti, ha appena liquidato il primo acconto del 30% del contributo concesso (256.088 euro) per la riparazione del monumento situato in pieno centro storico, il cui aspetto odierno rappresenta la sintesi di una serie di eventi susseguitisi nell’arco dei secoli; a partire dalla sua edificazione che risale presumibilmente al XVI secolo fino alla successiva demolizione nel 1750 e alla ricostruzione, sei anni più tardi. La più importante ed antica cappella è quella dedicata a San Vito Martire, patrono di Monte Vidon Corrado, situata alla destra dell’entrata, residuo della più antica chiesa del XVI sec. «Si tratta di un altro tassello che andiamo a restituire al cratere, ed in particolare al territorio fermano – spiega il commissario alla ricostruzione, Guido Castelli -. Passo dopo passo stiamo cercando di riportare l’Appennino colpito dal sisma nel posto che merita, fatto di sicurezza e futuro. Un lavoro complesso, che portiamo avanti con costanza grazie a tutti gli attori coinvolti, in questo caso la Diocesi, l’Usr e la Regione guidata dal presidente Acquaroli». Le scelte progettuali messe in campo hanno l’obiettivo di ridurre le vulnerabilità dell’edificio. Si inizierà quindi con la tecnica dello scuci-cuci per ripristinare le murature, sostituendo i laterizi danneggiati. Le murature saranno consolidate con iniezioni di malta fluida, utilizzando materiali compatibili con quelli originali. Si procederà poi con interventi di riparazione delle lesioni e chiusura delle nicchie, inserendo tirantature metalliche per migliorare la resistenza sismica. I solai deteriorati saranno rifatti con strutture in legno massiccio. Le volte saranno consolidate con intonaco armato e rete in fibra, e la torre campanaria sarà messa in sicurezza con una struttura interna in acciaio.

Le finiture interne saranno riparate, sostituendo la pavimentazione con mattonelle in cotto. Gli elementi architettonici settecenteschi saranno restaurati, mentre gli affreschi nella cappellina di San Vito Martire saranno descritti e contabilizzati per futuri finanziamenti.

Civitella del Tronto, approvato il progetto per interventi di ripristino con riparazione del danno locale della chiesa di San Nicola di Bari

La Conferenza permanente ha approvato il progetto per interventi di ripristino con riparazione del danno locale della chiesa di San Nicola di Bari a Civitella del Tronto. La chiesa si trova a Gabbiano, una frazione di Civitella del Tronto posta sul versante orientale della Montagna dei Fiori. La Chiesa è in muratura portante realizzata con mattoni pieni e conci di pietra. L’interno, ad aula unica, ha pianta rettangolare. Le pareti imbiancate presentano un basamento di muratura rivestita da uno strato supplementare di intonaco e dipinto a finto marmo. E’ previsto il ripristino delle lesioni sia passanti che non, visibili nella muratura danneggiata dal sisma mediante cuci e scuci, inserimento di tiranti al fine di evitare l’insorgenza di meccanismi locali di danno, questi saranno realizzati in acciaio con capochiave opportunamente dimensionati per evitare l’insorgenza di meccanismi locali di ribaltamento delle facciate dell’edifici, ma anche la sostituzione di architravi non correttamente integrati nella muratura o svincolati dalla stessa, con dei nuovi in cemento e, rafforzamento della muratura circostante mediante cuci e scuci, l’inserimento di Barre di acciaio inossidabile nervato, per esecuzione di cuciture sulle angolate e il rinforzo e consolidamento di pareti del campanile a vela del tipo “faccia a vista”. Il costo totale dell’intervento è di 135.000 euro.

“Le chiese raccontano molto della nostra tradizione e del nostro retaggio, dobbiamo riportarle al loro antico splendore, lo stiamo facendo con impegno e determinazione- sottolinea il Commissario alla ricostruzione sisma 2016 Guido Castelli –  Ringrazio il presidente della Regione Marco Marsilio, il Vescovo Gianpiero Palmieri, l’Ufficio ricostruzione e il sindaco Cristina Di Pietro per la loro efficace collaborazione”

Ricostruzione e sviluppo dell’alta montagna: primo incontro tra la Struttura Commissariale, l’Ufficio Speciale Ricostruzione Marche e i Comuni della rete “Sibillini Italy Experience”

Si è tenuto il primo incontro operativo tra la Struttura Commissariale alla Ricostruzione, l’Ufficio Speciale Ricostruzione della Regione Marche e i Comuni della rete Sibillini Italy Experience, quali Arquata del Tronto, Bolognola, Castelsantangelo sul Nera, Fiastra, Montefortino, Montegallo, Montemonaco, Sarnano ed Ussita. Un appuntamento importante, che inaugura un percorso di ascolto e confronto con le comunità locali e che proseguirà nei prossimi mesi attraverso una serie di incontri tematici, dedicati a condividere strategie, obiettivi e visioni di rilancio per le aree dell’alta montagna.

All’incontro ha partecipato in collegamento il Commissario Guido Castelli, che ha ricordato come fin dall’inizio del suo mandato da Assessore alla ricostruzione, insieme al Presidente Francesco Acquaroli, sia stata riconosciuta la strategicità del territorio montano. “L’entroterra è un patrimonio fondamentale della nostra regione – ha dichiarato Castelli – e rappresenta un’occasione concreta per una nuova visione di sviluppo. L’obiettivo è costruire, insieme ai territori, un modello innovativo e sostenibile di turismo, capace di valorizzare le risorse naturali e culturali, di attrarre giovani e di generare nuove opportunità occupazionali”.

Durante l’incontro si è sottolineata l’importanza di mettere a sistema gli ingenti investimenti pubblici e privati attivati per la ricostruzione, per la rigenerazione e lo sviluppo, con l’obiettivo di creare un ecosistema territoriale integrato. Un turismo “tutto l’anno”, in grado di offrire servizi di qualità e rafforzare l’identità dei luoghi, promuovendo il territorio come nuovo landmark della regione Marche.

 

L’iniziativa, promossa in sinergia con le amministrazioni locali, si inserisce all’interno di una più ampia strategia di rilancio post-sisma e punta a coinvolgere attivamente il tessuto socio-economico delle aree montane, per costruire insieme un futuro sostenibile e attrattivo.

Macerata, approvato l’intervento di riparazione danni e rafforzamento locale della chiesa dell’Immacolata

Approvato in Conferenza permanente l’intervento di riparazione danni e rafforzamento locale della chiesa dell’Immacolata a Macerata. L’altezza complessiva della facciata è di circa m. 22,50. Ai lati della zona absidale trovano luogo ad ovest la sagrestia e ad est alcuni locali parrocchiali entrambi edificati successivamente alla realizzazione della chiesa. Sono presenti lesioni passanti sulle murature portanti in corrispondenza delle chiavi di volta delle sei finestre archivoltate. È prevista la riparazione del danneggiamento sismico sulle murature portanti e il consolidamento delle strutture del cassettonato attraverso l’inserimento di strutture a presidio della stabilità delle stesse. Per la riparazione del danneggiamento sismico sulle murature portanti, valutata la limitata dimensione delle lesioni, si procederà alla ripresa attraverso la semplice ricarica con malta ricca di legante o la sugellatura con schegge di laterizio. Le piccole lesioni sulle murature, dovute anche allo scorrimento delle travi in legno, previa rimozione dell’intonaco o della stuccatura verranno riparate attraverso una sarcitura con utilizzo di catenelle di mattoni, il consolidamento delle strutture del cassettonato ligneo e dei sistemi di ancoraggio degli apparati decorativi. Il costo dell’intervento è di 1.217.000,00 euro.

“Stiamo lavorando senza sosta al recupero dei nostri gioielli che fanno parte della nostra storia e della tradizione- sottolinea il Commissario alla ricostruzione sisma 2016 Guido Castelli – Proseguiamo con determinazione su questo percorso anche grazie alla collaborazione del presidente della Regione Francesco Acquaroli, del Vescovo Nazzareno Marconi, dell’Ufficio ricostruzione e del sindaco Sandro Parcaroli”.

Approvati i progetti per le nuove caserme dei Carabinieri di Ussita e Visso

La Conferenza di servizi speciale ha approvato i progetti per l’intervento di demolizione e ricostruzione della caserma dell’Arma dei Carabinieri “Nucleo Carabinieri Parco” di Ussita e del progetto di fattibilità economica per appalto integrato relativo all’intervento   di realizzazione della nuova Caserma del Reparto Carabinieri Parco Nazionale “Monti Sibillini” nel Comune di Visso. Per quanto riguarda il progetto relativo alla caserma di Ussita, il costo totale di progetto è di 3.355.139,89 euro, mentre per il progetto relativo alla caserma di Visso, il costo totale di progetto è pari ad 4.238.122,94 euro.

“L’Arma dei Carabinieri conferma, ancora una volta, una presenza determinante nelle zone dell’Appennino centrale dove c’è sempre bisogno di quella presenza dello Stato che garantisce legalità e sicurezza- sottolinea il Commissario straordinario sisma 2016 Guido Castelli Nelle Marche ci sono 19 interventi in corso finanziati per mezzo dell’ordinanza speciale 27/2021 e l’ordinanza speciale 69/2023, per un totale di circa 108 milioni di euro. Questi risultati e questa accelerazione sono frutto di un intenso lavoro sinergico che è fondamentale per la rinascita dei nostri territori e, insieme ai Carabinieri e al Demanio, abbiamo l’obiettivo di  velocizzare i lavori per fornire strutture sicure ed efficienti agli uomini e alle donne dell’Arma”.

Ascoli, parte la macchina dei trasferimenti scolastici: al via i lavori sulla “Malaspina”

Ascoli, la ricostruzione scolastica post-sisma compie un passo decisivo. A fine agosto prenderanno infatti il via i lavori per la scuola elementare e dell’infanzia “Malaspina”, segnando l’inizio della prima movimentazione degli studenti verso la struttura provvisoria situata nei locali dell’ex sede della Banca d’Italia, ormai in fase di ultimazione.

Determinante in questo percorso è stato l’impegno del commissario straordinario per la ricostruzione del sisma 2016, senatore Guido Castelli, che ha fortemente creduto nella centralità della scuola come presidio di comunità e motore di rinascita dei territori. La sua azione, incisiva e costante, ha assicurato risorse, strumenti e fiducia a una macchina che oggi dimostra concretezza e visione: conferma si è avuta anche con lo sblocco dell’Accordo quadro, che consente di avere la ditta esecutrice dei lavori senza dover indire una gara, aspetto che velocizza le tempistiche burocratiche e amministrative.

«Questo trasferimento rappresenta il primo tassello di un’operazione strategica su scala comunale – conferma Castelli -. Un piano a tappe che consentirà, mano a mano, il trasferimento ordinato e sicuro degli alunni in ambienti temporanei, liberando progressivamente i plessi da ristrutturare o ricostruire» .

L’intervento sulla “Malaspina” è sostenuto da un contributo riconosciuto pari a 5.659.960 euro, aggiornato rispetto all’importo iniziale di 4.500.000 euro grazie all’integrazione per incremento prezzi e fondo. L’impresa affidataria dei lavori è la Lucci Salvatore di Napoli, vincitrice dell’accordo quadro con un ribasso del 20,71%.

«Il rispetto rigoroso del cronoprogramma, fin qui millimetrico, è la prova concreta di una sinergia efficace tra istituzioni, Comune, struttura commissariale e soggetti attuatori – continua Castelli -. Un lavoro corale che mette al centro la sicurezza e la qualità dell’ambiente scolastico, con l’obiettivo di garantire ai bambini spazi rinnovati e funzionali senza sacrificare la continuità didattica».

Turismo: Via Lauretana, devozione e sviluppo per il rilancio dell’Appennino centrale

– È il cammino mariano più antico del mondo, che unisce Roma al Santuario della Santa Casa, passando attraverso Lazio, Umbria e Marche. Si tratta della Via Lauretana, percorso da compiere a piedi o in bicicletta che si sta affermando come volano di quel turismo lento che punta al rilancio, in chiave sostenibile, dell’Appennino centrale.

Proprio alla Via Lauretana è stato destinato un finanziamento di 9 milioni di euro per il tratto, lungo 150 chilometri, che va da Assisi a Loreto. Risorse che fanno parte dei complessivi 47 milioni dedicati allo sviluppo dei cammini nell’Appennino centrale e, in particolare, di quelli ricadenti nei territori feriti dal sisma del 2016. Tali interventi sono stati approvati dal Commissario Straordinario al sisma 2016 Guido Castelli, in attuazione del programma di sviluppo del turismo lento proposto dalle quattro Regioni del cratere: Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria.

Per presentare le azioni, in corso o previste, dedicate all’ulteriore valorizzazione della Via Lauretana oggi, presso la Biblioteca Chigiana di Palazzo Chigi, si è tenuta una conferenza stampa dal titolo “Via Lauretana: rilancio e sviluppo dell’Appennino centrale” alla quale hanno preso parte il Commissario straordinario sisma 2016, Guido Castelli,; il Vescovo di Macerata e Presidente della Conferenza episcopale marchigiana, Monsignor Nazzareno Marconi; la Senatrice Elena Leonardi; l’Onorevole Gianluca Caramanna, consigliere del Ministro del Turismo Daniela Santanchè; il Sindaco di Tolentino, Mauro Sclavi; il Presidente Tavolo di Concertazione per il Recupero e la Valorizzazione della Via Lauretana, Renato Poletti e ⁠⁠Paolo Renna, Referente ciclopedonali e cammini del Comune di Macerata. Si è collegato all’appuntamento anche Francesco Acquaroli, Presidente Regione Marche.

Il presidente della Regione Marche, Francesco Acquaroli: “La Via Lauretana non è soltanto un cammino unico, che attraversa i nostri borghi marchigiani dall’entroterra fino alla Basilica di Loreto. È anche uno strumento di valorizzazione del territorio che abbiamo la volontà e il dovere di rendere ancora più attrattivo. Lungo il suo percorso si intrecciano arte, cultura, devozione e tradizioni: un patrimonio che vogliamo far conoscere a un numero sempre maggiore di visitatori”.

Dichiarazione del Commissario Guido Castelli: “Lo sviluppo e la valorizzazione del turismo ‘lento’ è uno degli strumenti più rilevanti sui quali possiamo contare per dare slancio alla riparazione economica e sociale del cratere sisma. Questi territori che hanno una antichissima, naturale, vocazione verso i cammini e, in particolare, quelli a carattere religioso. Percorsi che in molti casi sono stati curati, con ottimi risultati, attraverso iniziative di volontariato e di associazionismo che, adesso, vogliamo mettere a regime per svilupparne le potenzialità attraverso un approccio strategico. Di questa strategia la Via Lauretana, che attraversa territori dalla natura rigogliosa, ricchi di storia, religione, cultura, tradizione, è uno dei principali protagonisti. Un cammino la cui importanza oggi è accresciuta dal fatto che si tratta di uno dei cammini riconosciuti nell’ambito del Giubileo 2025. Si tratta, dunque, di un patrimonio che vogliamo far conoscere e percorrere da un numero sempre maggiore di pellegrini e visitatori e, a questo scopo, è indispensabile realizzare opere di miglioria lungo il percorso. Un progetto lungimirante che ho condiviso fin dall’inizio con il Presidente Acquaroli e con tutte le istituzioni coinvolte, che ringrazio per la collaborazione e lo spirito di squadra dimostrato”.

Dichiarazione di Mons. Nazzareno Marconi: “In questo anno giubilare la via lauretana costituisce una grande opportunità per i territori del cratere sismico. I pellegrini che la percorrono sostenuti da una tradizione centenaria e che crescono di anno in anno scoprono la bellezza, il valore culturale, la natura e lo stile di vita di questi territori. La via lauretana è una esperienza di recupero di senso della vita, di gioia dell’incontro tra le persone, di conoscenza delle cose buone e belle che solo qui si possono sperimentare. Ciò che è unico e speciale avrà sempre un futuro. Il giubileo dedicato alla speranza per i nostri territori è una grande occasione che non vogliamo perdere per ripartire davvero, e tanti bei segni ci sono già. A cominciare dai 70.000 pellegrini della Macerata Loreto, che percorrendo nella notte del 14 giugno, l’ultima tappa della Lauretana, saranno i testimoni di questa bella esperienza. In luglio i giovani delle Marche percorreranno la via da Loreto verso Roma per partecipare al giubileo dei giovani. E durante l’estate sono già prenotati gruppi per più di 2000 pellegrini totali che faranno a piedi il percorso marchigiano”.

Dichiarazione dell’Onorevole Gianluca Caramanna: “Grazie al lavoro svolto dal Commissario Castelli, dal Presidente Acquaroli e dal Ministero per il Turismo oggi torniamo a dare dato il giusto rilievo a un cammino di grande importanza. La Via Lauretana può contribuire in modo importante a far crescere i flussi turistici nei territori delle Marche e dell’Appennino centrale. La crescita che caratterizza il turismo lento è un’opportunità che vogliamo cogliere anche per far conoscere i borghi storici presenti lungo il percorso di questo cammino e creare così nuove opportunità di crescita”.

All’interno del finanziamento (previsto dall’Ordinanza 128) di 47 milioni di euro destinati alle quattro regioni del sisma le Marche, che hanno ricevuto 30 milioni, hanno destinato le risorse a tre cammini: il Cammino Francescano della Marca, il Cammino dei Cappuccini e la Via Lauretana. Un vero e proprio “reticolo” di antichi percorsi, che si incrociano in più punti, che stanno richiamando nella regione un numero crescente di visitatori. Una tendenza, questa, confermata anche dai dati dell’Osservatorio del Turismo che, per le Marche, nel 2024 hanno fatto registrare un sensibile aumento delle presenze (+2,94%). I nove milioni di euro per la Via Lauretana sono dedicati in particolare a interventi che includono la sistemazione di percorsi, ponti, segnaletica finalizzati a migliorare la fruibilità e l’accessibilità, rafforzando la sicurezza. Sono previsti anche fondi per l’attraversamento del Chienti e per i servizi di informazione e promozione del cammino. L’obiettivo fissato è anche quello di definire interventi complementari e sinergici rispetto a quanto in programma o già sviluppato, al fine di valorizzare il territorio circostante e rendere così più attrattivo e ricettivo tutto il territorio. Lungo il percorso da Roma a Loreto, infatti, nel tratto marchigiano la Via Lauretana tocca numerosi borghi storici e luoghi di interesse religioso e artistico come le abbazie di Rambona (Comune di Pollenza), di San Claudio al Chienti (Corridonia) e di Chiaravalle (Tolentino e Urbisaglia), o la chiesa di San Giusto a San Maroto (Pieve Bovigliana). Quello che si sta concretizzando per la via Lauretana è un nuovo modello di Governance che unisce Comuni ed Enti ecclesiastici, incentiva il coinvolgimento e la formazione delle comunità locali e di quanti erogano servizi, promuove il cammino in modo sempre più mirato nei confronti dei diversi utenti potenziali (attraverso la comunicazione tradizionale e digitale, lo sviluppo del marchio e dei servizi ad esso associati per mezzo dei disciplinari che garantiscono il livello del servizio) e cura la manutenzione in modo strutturale. Tra gli obiettivi dell’iniziativa vi è anche quello di candidare la Via Lauretana, presso il Consiglio d’Europa, a Itinerario culturale europeo. Un nuovo modello la cui efficacia passa anche attraverso il rafforzamento delle attività socioeconomiche del territorio, che gravitano intorno al cammino. A tale  scopo sono stati previsti il bando voucher (1 milione di euro complessivo, per interventi di riqualificazione e ammodernamento degli spazi) e il bando investimenti (4 milioni di euro complessivi, per lo sviluppo del sistema di accoglienza). Finanziamenti che rientrano in quella strategia di riparazione in atto nell’Appennino centrale i cui potenziali soggetti beneficiari sono microimprese e Pmi, associazioni e Pro Loco di tutto il cratere sisma Marche.

Monte San Giusto, approvati i progetti per le scuole “Lotto” e “Falcone e Borsellino”

Approvati, in Conferenza dei Servizi speciali, i progetti relativi a due importanti plessi scolastici nel comune di Monte San Giusto.  Si tratta della scuola secondaria di primo grado” L. Lotto” e scuola primaria “Falcone e Borsellino”.  Nel corso delle due sedute è stato espresso parere favorevole per il progetto definitivo per la Scuola “Lorenzo Lotto” che prevede un investimento complessivo pari a 8.246.826,41 di euro, mentre per la scuola primaria “Falcone e Borsellino” è stato approvato un progetto del valore di 8.605.225,15 di euro.

“La scuola è uno degli elementi più importanti di coesione e di sviluppo di una società. Con questi due importanti progetti proseguiamo con quel cambio di passo che ormai abbiamo intrapreso e che non dobbiamo mai fermare- evidenzia il Commissario alla ricostruzione sisma 2016 Guido Castelli – È vitale offrire sicurezza e spazi appropriati ai nostri studenti e alle loro famiglie che rappresentano speranza e futuro del territorio. Ringrazio il presidente della Regione Francesco Acquaroli, l’Ufficio ricostruzione e i tecnici e il sindaco Andrea Gentili per la loro fondamentale collaborazione”.