Cingoli, sì al progetto per il nuovo mercato coperto e Centro Operativo Comunale

La conferenza regionale ha espresso il proprio via libera al progetto di fattibilità tecnico‑economica per la demolizione e ricostruzione del mercato comunale di Cingoli (Macerata), destinato a trasformarsi in un moderno mercato coperto e nella nuova sede del Centro Operativo Comunale. Il quadro economico ammonta a 1,7 milioni.

«Con questa approvazione il progetto compie un passo decisivo verso la realizzazione di una struttura moderna, sicura e funzionale, capace di migliorare la gestione delle emergenze, riqualificare un’area urbana centrale e offrire alla comunità un mercato coperto rinnovato e sostenibile – spiega il commissario straordinario, Guido Castelli -. Un intervento che si inserisce pienamente nel percorso di ricostruzione post‑sisma e nel rilancio dei servizi pubblici di Cingoli e non solo: ciò che stiamo portando avanti insieme all’Usr ed alla Regione guidata dal presidente Acquaroli punta a restituirci un territorio vitale e pronto a ripartire dopo le ferite procurate dal terremoto».

Dice il sindaco di Cingoli Michele Vittori: «Questo progetto rappresenta una scelta strategica per Cingoli, perché rafforza in modo concreto la capacità del Comune di rispondere alle emergenze attraverso la nuova sede del Centro Operativo Comunale e, allo stesso tempo, interviene su un’area centrale e preziosa della città. L’intervento coniuga funzionalità, qualità urbana e attrattività, con benefici  anche per i commercianti che opereranno all’interno della struttura. Il nuovo mercato coperto e il COC diventeranno un punto di riferimento all’interno di un contesto riqualificato, più vivibile e accessibile, capace di generare valore per i cittadini e per il tessuto urbano circostante. Ringrazio il Commissario straordinario al sisma 2016 Guido Castelli  e l’Ufficio Speciale Ricostruzione delle Marche per l’attenzione e l’impegno costante nell’affiancarci nel raggiungimento di questo obiettivo, che rappresenta un investimento importante per il futuro della nostra comunità».

Il progetto nasce dall’esigenza di delocalizzare alcune funzioni strategiche ospitate nel Palazzo Comunale, edificio storico vincolato e non adeguabile sismicamente in modo significativo. L’Ufficio Speciale Ricostruzione ha evidenziato come una valutazione costi‑benefici abbia dimostrato la maggiore efficacia della ricostruzione ex novo nell’area del mercato, soluzione in grado di garantire prestazioni sismiche elevate, standard energetici Nzeb, una distribuzione interna più funzionale e spazi adeguati per il Coc e per le attività mercatali.

L’intervento prevede la demolizione completa dell’attuale struttura e la realizzazione di un nuovo edificio con fondazioni in cemento armato, pilastri e travi gettati in opera, solai prefabbricati alveolari, tamponamenti in laterizio alleggerito con rivestimenti isolanti, copertura piana ventilata e un sistema impiantistico completo che comprende riscaldamento, climatizzazione, ventilazione meccanica controllata, impianto elettrico, fotovoltaico, idrico‑sanitario e antincendio. Sono previste anche nuove finiture interne ed esterne, infissi a taglio termico e la sistemazione delle aree esterne.

Montefortino, ok al ripristino della viabilità nel centro storico

La conferenza regionale ha dato il via libera al progetto di ripristino della viabilità del centro storico di Montefortino, borgo dei Sibillini in provincia di Fermo. Si tratta di un intervento da 1,2 milioni di euro inserito nell’ordinanza commissariale 137 del 2023.

«Tutto ciò consente al Comune di avanzare verso la realizzazione delle opere, fondamentali per restituire continuità urbana, sicurezza dei percorsi e qualità estetica al centro storico dopo anni di ferite sismiche – conferma il commissario alla ricostruzione, Guido Castelli -. Il lavoro costante svolto insieme allo stesso Comune, con l’Ufficio Speciale Ricostruzione e la Regione guidata dal presidente Acquaroli, ci consente di guardare al futuro con fiducia e consapevolezza».

«Si tratta di un tassello significativo nel percorso di riqualificazione del centro storico di Montefortino, al quale seguiranno ulteriori interventi nella parte più recente e urbanizzata del paese, sviluppatasi negli anni Settanta. Un sentito ringraziamento va agli uffici dell’USR Marche, al suo dirigente e al Commissario Castelli, che ha sempre dimostrato una costante vicinanza al territorio, anche nei momenti più difficili. Il suo lavoro sta producendo risultati concreti e questo sarà davvero l’anno della verità» ha dichiarato il sindaco Domenico Ciaffaroni.

Il programma di intervento interessa diversi settori del centro. I muri di contenimento dell’ex ospedale e di via Papiri, gravemente danneggiati dagli effetti del sisma del 2016/2017, saranno demoliti e ricostruiti con nuove strutture in cemento armato, rivestite con materiali tradizionali e integrate con sistemi di drenaggio e regimentazione delle acque.  Il camminamento che collega Sant’Agostino a San Francesco, oggi impraticabile, verrà recuperato con un nuovo fondo in ghiaia stabilizzata e gradoni in legno, mentre le pavimentazioni storiche di via Roma, via Santa Lucia, Largo della Pieve, via Varano e dei vicoli adiacenti saranno restaurate mantenendo i materiali originari e i disegni a terra preesistenti. Scale, selciati, parapetti e muretti in pietra saranno oggetto di interventi puntuali di ripristino e messa in sicurezza.

Visso, demolizione e ricostruzione per il bocciodromo comunale: sport ma soprattutto socialità e aggregazione

La conferenza regionale ha dato il via libera al progetto di fattibilità tecnico-economica per la demolizione e ricostruzione del bocciodromo comunale di Visso, in provincia di Macerata, situato nell’area del Giardino del Lago. Il progetto, rientrante nell’ordinanza commissariale numero 137 del 2023, ha un quadro economico complessivo pari a 1.425.000 euro.

«Con questa approvazione il progetto supera la fase preliminare e può avviarsi verso la progettazione esecutiva, che dovrà recepire tutte le prescrizioni tecniche, paesaggistiche e ambientali indicate dagli enti – conferma il commissario alla ricostruzione, Guido Castelli –. Si tratta di un passo importante per la comunità di Visso, che con questo intervento ottiene non solo la ricostruzione di una struttura sportiva, ma anche un tassello significativo della più ampia rigenerazione urbana in corso dopo gli eventi sismici».

Dice il sindaco Rosella Sensi: «L’approvazione del progetto del bocciodromo rappresenta un passaggio importante per la nostra comunità. Non sarà soltanto un impianto sportivo ricostruito e migliorato sotto il profilo della sicurezza e dell’efficienza energetica, ma anche un luogo di aggregazione di cui Visso ha grande bisogno, uno spazio aperto a tutti dove si potranno svolgere attività sportive e quindi momenti di socialità. È un ulteriore passo nel percorso di resilienza che stiamo portando avanti con determinazione. Per questo ringrazio il Commissario Castelli e l’USR Marche per il lavoro svolto e per l’attenzione costante verso il nostro territorio».

La decisione di demolire l’attuale bocciodromo deriva dai gravi danni riportati a seguito del terremoto del 2016/2017. La struttura presentava lesioni e condizioni tali da rendere antieconomico un semplice recupero. La soluzione individuata è quindi una ricostruzione integrale, con un edificio moderno, energeticamente efficiente e adeguato agli standard sportivi attuali.

Il nuovo bocciodromo sarà costituito da due volumi affiancati, entrambi con copertura a doppia falda. Il corpo principale ospiterà i campi da gioco e le aree dedicate al pubblico, mentre quello secondario accoglierà uffici, servizi, spogliatoi, magazzino e un portico di ingresso. La struttura sarà in acciaio su fondazioni profonde, con copertura in legno lamellare e tamponamenti realizzati con un sistema a secco ad alte prestazioni energetiche.

Le scelte estetiche, formali e cromatiche sono state concepite per ridurre l’impatto visivo dell’edificio all’interno del contesto del Giardino del Lago. Le opere esterne comprendono anche un nuovo percorso pedonale perimetrale.

 

Grazie al Governo Meloni la Commissione Europea modifica il bilancio a favore dell’agricoltura e del territorio Castelli: “Importante risultato per gli interessi dell’Italia e dell’Appennino centrale che da fiducia all’impegno per la ricostruzione”

“L’approccio pragmatico e non ideologico del nostro Governo porta a risultati concreti per l’economia dell’Appennino centrale – dichiara Guido Castelli Commissario alla ricostruzione sisma 2016 – il gioco di squadra della maggioranza con il Presidente Meloni, il Commissario Fitto e il Ministro Lollobrigida ha ottenuto una significativa modifica al bilancio europeo restituendo dignità ai nostri agricoltori scongiurando i tagli previsti, anzi, ottenendo ulteriori 10 miliardi in più all’agricoltura italiana”.

“Per l’area sisma dell’Appennino centrale assicurare un reddito giusto a chi presiede e cura il territorio rappresenta una condizione imprescindibile per ricostruire il futuro del cratere – continua Castelli – dopo essere riusciti a superare i vincoli burocratici per le nostre imprese, il nostro Governo riesce a evitare i tagli a un settore strategico per il nostro territorio come l’agricoltura”. “Insieme alle Regioni dobbiamo dare seguito a questo straordinario risultato che vede finalmente il riconoscimento degli interessi dell’Italia in Europa – conclude Castelli – ora è necessaria un’azione coordinata per cogliere al meglio questa opportunità per creare le migliori condizioni di vita e lavoro sui nostri territori”

Per Fiuminata incrementi approvati dalla Cabina per garantire il completamento delle opere pubbliche

La Cabina di coordinamento sisma, riunita il 19 dicembre, ha approvato nuovi incrementi finanziari per il Comune di Fiuminata, finalizzati ad adeguare i quadri economici di interventi pubblici già programmati e a garantirne la piena realizzazione. Si tratta di risorse indispensabili per consentire ai cantieri di proseguire senza rallentamenti e per evitare ridimensionamenti delle opere.

«L’obiettivo non è aumentare la spesa, ma consentire ai cantieri di andare avanti e ai comuni di non restare bloccati. Gli incrementi approvati dalla Cabina servono a mettere in sicurezza interventi già programmati, adeguandoli ai costi reali e garantendo la continuità della ricostruzione senza scaricare nuovi oneri sugli enti locali», dichiara il Commissario straordinario alla ricostruzione Guido Castelli.

In particolare, l’intervento relativo ad una struttura polivalente di Fiuminata, vecchio sito industriale, passato negli anni al Comune e dichiarato inagibile dopo le scosse del 2016, vede l’importo complessivo per il recupero passare da 668.276,74 euro a 1.055.182,31 euro, grazie a un incremento pari a 386.905,57 euro. L’adeguamento si è reso necessario a seguito dell’aggiornamento dei costi e delle esigenze emerse in fase esecutiva, consentendo di mettere in sicurezza il progetto e quindi il completamento secondo gli standard previsti. Dice il sindaco di Fiuminata Vincenzo Felicioli: «E’ un recupero importante per la nostra comunità e la riqualificazione potrà avere anche risvolti anche per lo sviluppo economico e occupazionale nella nostra zona con nuove progettualità».

Sempre a Fiuminata, l’intervento sull’ex scuola in località Fonte di Brescia passa da un importo iniziale di 356.245,55 euro a 607.000 euro, con un incremento di 250.754,45 euro. Anche in questo caso, le risorse aggiuntive permettono di assicurare la continuità dell’opera e di evitare blocchi procedurali che avrebbero compromesso i tempi di realizzazione. La struttura, conferma il sindaco Felicioli, potrà essere riconvertita a vocazione abitativa ma anche ricettiva: «Il nostro paese ha tanto bisogno di strutture anche in chiave turistica. Tra l’altro quella di Fonte di Brescia è una zona preziosa, caratterizzata da un ambiente naturale ricco e incontaminato e nota per le sorgenti del fiume Potenza e di suggestivi percorsi cicloturistici apprezzati».

Gli incrementi destinati a Fiuminata rientrano in un quadro più ampio di decisioni assunte nell’ultima Cabina di coordinamento sisma che, la Regione Marche, ha approvato nel complesso adeguamenti finanziari per oltre 21 milioni di euro, con l’obiettivo di mettere in sicurezza opere pubbliche strategiche e garantire continuità alla ricostruzione nei territori colpiti dal sisma.

Castelli: “Con la legge di bilancio 2026 garantito il futuro del cratere: continuità dei cantieri e tutele per i territori colpiti”

È stata approvata in via definitiva la legge di bilancio 2026, che conferma e rafforza le misure a sostegno di tutti i territori colpiti dal sisma del 2016, assicurando continuità alla ricostruzione e certezze agli enti locali, ai cittadini e alle imprese coinvolte.

«La manovra – dichiara Guido Castelli, Commissario straordinario alla ricostruzione – garantisce il proseguimento di circa 5.000 cantieri, grazie alla contribuzione diretta dello Stato per la chiusura delle code finali del superbonus. Una scelta netta che evita blocchi, tutela il lavoro già avviato e consente di accelerare la conclusione degli interventi».

Tra le misure confermate figurano la Zona Franca Urbana, la copertura del contributo di disagio abitativo (CDA), le proroghe e le esenzioni sui principali tributi, la sospensione dei mutui e la prosecuzione dello stato di emergenza, strumenti indispensabili per sostenere comunità che da anni convivono con le conseguenze del sisma.

La legge di bilancio estende inoltre il modello dell’“Appennino centrale”, prevedendo dal 2026 il supporto anche ai comuni colpiti dal sisma del 18 settembre 2023 nella provincia di Forlì-Cesena, in Emilia-Romagna. «Un impegno che assumo con grande senso di responsabilità – prosegue Castelli – perché significa mettere a sistema competenze, procedure e risorse, evitando improvvisazioni e dispersioni».

Sul fronte delle tutele economiche, vengono mantenute la sospensione del pagamento dei mutui per la prima casa e dei finanziamenti alle attività produttive, con copertura degli interessi a carico dello Stato, insieme alle esenzioni fiscali e tributarie già previste per i fabbricati inagibili o distrutti: dall’Irpef e Ires all’IMU fino alla completa ricostruzione, dalle utenze nelle zone rosse fino all’imposta di bollo e di registro per istanze, contratti e atti della pubblica amministrazione.

È confermato anche il rifinanziamento della Zona Franca Urbana Sisma Centro Italia per il 2026, così come il sostegno ai Comuni colpiti dal sisma, a partire dal rinvio del pagamento delle rate dei mutui concessi da Cassa depositi e prestiti senza applicazione di sanzioni o interessi, e dalla copertura delle minori entrate e dei maggiori costi sostenuti per la gestione dei rifiuti urbani.

La manovra assicura inoltre la copertura finanziaria per il personale della pubblica amministrazione impegnato nella ricostruzione e consente la proroga o il rinnovo, fino al 31 dicembre 2026, dei contratti a tempo determinato degli Uffici speciali per la ricostruzione e degli enti ricompresi nel cratere, garantendo la fondamentale continuità amministrativa e operativa.

In questo quadro, la cabina di regia di fine anno della Struttura Commissariale,  ha approvato proroghe rilevanti valide per tutto il 2026, a partire dall’estensione al 31 dicembre 2026 dei termini per la presentazione delle domande di contributo per i danni gravi.

«È stato un fine anno intenso e impegnativo – conclude il Commissario. La ricostruzione non ammette pause né incertezze. Dobbiamo fare presto e fare bene, per restituire normalità e futuro a un Centro Italia bellissimo e fragile».

Via libera al potenziamento di interventi strategici in Abruzzo

La Cabina di coordinamento sisma, riunita nei giorni scorsi, ha espresso l’intesa sulle modifiche e integrazioni relativamente a Ordinanze speciali all’Abruzzo, finalizzate a garantire la piena realizzazione di interventi strategici di ricostruzione pubblica.

Il Commissario Straordinario per la ricostruzione sisma 2016, Guido Castelli ha disposto l’incremento delle risorse destinate a opere di particolare rilievo: un intervento di edilizia residenziale pubblica nel Comune di Teramo, la ricostruzione della Chiesa di Santa Maria Assunta nel Comune di Campotosto (Aq), per la chiesa di San Biagio a Montorio al Vomano (Te) e per il Palazzo ‘ex De Luca’  a Picciano (Pe).

Nel dettaglio, per l’intervento ATER di Teramo, in località Villa Gesso, è stato autorizzato un aumento del finanziamento che porta l’importo complessivo a oltre 1,5 milioni di euro, a seguito degli approfondimenti progettuali e della verifica di congruità tecnico-economica effettuata dall’Ufficio Speciale per la Ricostruzione Abruzzo.

Analogo potenziamento riguarda la ricostruzione della Chiesa di Santa Maria Assunta di Campotosto, per la quale l’importo complessivo dell’intervento viene aggiornato a oltre 6,4 milioni di euro, consentendo di affrontare in modo adeguato la complessità dell’opera e di tutelare un bene di grande valore storico e identitario per la comunità. Per la chiesa di San Biagio a Montorio al Vomano c’è un incremento pari a 140.000,00 euro che porta ad un totale di 210.000,00 euro. Infine per il Palazzo “Ex De Luca” ci sono ulteriori 1.525.606,64 euro che portano ad un nuovo totale del progetto che è di  5.224.590,14 euro.

«Sono tutti interventi calibrati e precisi per assicurare la qualità, la sicurezza e la durata delle opere. Ogni variazione è attentamente valutata, monitorata e giustificata e rientra in un percorso trasparente che riguardano edifici importanti per le comunità. Desidero ringraziare il presidente della Regione Marco Marsilio, l’Ufficio ricostruzione Abruzzo e i sindaci per la loro fattiva e decisiva collaborazione» ha dichiarato il commissario alla ricostruzione Guido Castelli.

“Queste decisioni rappresentano un passo concreto verso il rilancio delle nostre comunità colpite dal sisma. La sinergia tra Commissario, Regione e enti locali è la chiave per superare le complessità e restituire ai cittadini beni essenziali per la loro storia e il loro futuro. Ringrazio il Commissario Castelli per il lavoro instancabile” ha aggiunto il presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio.

“Queste integrazioni – dichiara l’assessore regionale Umberto D’Annuntiis – rappresentano un ulteriore segnale concreto dell’impegno della Regione Abruzzo nel garantire risposte rapide ed efficaci ai territori colpiti dal sisma. Continueremo a lavorare con determinazione per assicurare tempi certi e opere all’altezza delle aspettative delle nostre comunità”.

Il presidente di Ater Teramo Alfredo Grotta: “Accogliamo con favore l’autorizzazione all’incremento del finanziamento per l’intervento ATER di Teramo in località Villa Gesso. L’adeguamento delle risorse consentirà di garantire qualità, sicurezza e sostenibilità dell’opera. Ringrazio la struttura commissariale per l’attenzione costante verso le persone colpite dal sisma e il Governo regionale per il ruolo di indirizzo e supporto alla ricostruzione. Un passo concreto a beneficio delle famiglie e della ricostruzione pubblica”

Bolognola, incremento di risorse per l’ex scuola destinata ad asilo nido, biblioteca e ludoteca. Nuovi servizi per attrarre nuove famiglie

Per  Bolognola nell’ultima Cabina di coordinamento sisma è stata raggiunta l’intesa sull’Ordinanza che dispone l’incremento del contributo per l’intervento sull’ex scuola destinata ad asilo nido, biblioteca e ludoteca.

L’aumento delle risorse è pari a 722.200,20 euro, che porta il finanziamento complessivo a 2.700.000,00 euro, comprendendo il conto termico per migliorare l’efficienza energetica. L’adeguamento si è reso necessario a seguito degli approfondimenti progettuali e dell’aggiornamento dei prezzi, senza introdurre nuove opere rispetto a quanto già previsto, ma per garantire la piena realizzabilità dell’intervento e il rispetto degli standard attuali.

«Con questo incremento – dichiara Guido Castelli, Commissario straordinario alla ricostruzione – mettiamo in sicurezza un intervento fondamentale per Bolognola. Restituire servizi educativi e spazi di comunità nei piccoli comuni dell’Appennino significa dare concretezza alla ricostruzione e contrastare lo spopolamento, trasformando le risorse in cantieri e in luoghi di vita».

L’intervento rientra nel Programma straordinario di ricostruzione delle strutture scolastiche e socio-educative nei territori colpiti dal sisma del 2016 e consentirà di dotare Bolognola di un edificio moderno, sicuro e funzionale, al servizio delle famiglie e dell’intera comunità.

Dice la sindaca di Bolognola Cristina Gentili: «Questo intervento è molto importante per Bolognola perché restituirà alla comunità un vero centro di aggregazione. Attualmente la biblioteca si trova a Palazzo Primavera, che è l’unica struttura pubblica agibile del nostro comune ma si trova decentrato rispetto al cuore del paese. La nuova biblioteca ospiterà anche uno spazio attrezzato per i lavoratori in smart working per fornire nuovi servizi a chi deciderà di venire a vivere qui. Sempre in quest’ottica di attrattività l’asilo nido sarà un servizio fondamentale  per sostenere le famiglie: a Bolognola ci sono diverse coppie giovani e offrire servizi educativi di qualità significa creare le condizioni per riportare persone a vivere nel nostro borgo e nei comuni vicini, dando un servizio prezioso per l’intera vallata. Questo nuovo centro di aggregazione inoltre ci consentirà di accogliere per più giorni gruppi di giovani, tra cui gli scout che spesso sostano nel nostro paese. Con questo intervento avremo finalmente una struttura adeguata e centrale. Un ringraziamento va alla Struttura commissariale e al Commissario Guido Castelli. Grazie all’accordo quadro la ditta che ha vinto la gara d’appalto è già stata individuata e, subito dopo le festività, ci attiveremo per avviare questo intervento così importante per la nostra comunità».

 

 

A Filottrano la riapertura del Monastero delle Clarisse nel segno dell’affetto e della gioia natalizia

Nei giorni delle festività natalizie, la ricostruzione post sisma restituisce a Filottrano, in provincia di Ancona, un luogo di profondo valore storico, spirituale e identitario. È stata infatti riaperta una parte del Monastero delle Clarisse, a conclusione della prima fase dei lavori di recupero dell’edificio danneggiato dagli eventi sismici del 2016.

«La sequenza sismica ha colpito in maniera più lieve, ma reale, anche i comuni fuori cratere, come Filottrano – ha dichiarato il Commissario straordinario alla ricostruzione Guido Castelli –. Oggi comprendiamo finalmente che il cambio di passo impresso alla ricostruzione consente di affrontare anche il danno diffuso che ha interessato diversi edifici su tutte le Marche».

Un momento che, proprio nel tempo del Natale, assume un valore che va oltre l’intervento edilizio. «Questo monastero ha attraversato una fase complessa – ha aggiunto Castelli –. Oggi siamo qui a solennizzare la conclusione di una parte dei lavori, ma soprattutto restituiamo alle Clarisse  la possibilità di vivere in spazi dignitosi, all’altezza della storia e del prestigio di questo luogo. Ho riscontrato affetto e gioia autentici: è così che si onorano davvero le festività natalizie».

Il Monastero delle Clarisse, edificato nel XVI secolo e ampliato nel tempo fino a occupare un intero isolato del centro storico, ingloba al suo interno tratti delle antiche mura cittadine e rappresenta un riferimento identitario per l’intera comunità. A seguito del sisma del 2016, l’edificio è stato dichiarato inagibile con esito AeDES “C” e sottoposto a ordinanza sindacale di inagibilità nel 2018.

L’intervento di recupero, avviato nel 2022 e finanziato nell’ambito della ricostruzione post sisma, interessa un complesso edilizio di circa 5.382 metri quadrati, articolato su più livelli e con corpi di fabbrica alti fino a cinque piani. I lavori, nella loro interezza, prevedono un miglioramento sismico complessivo dell’immobile. Nel dettaglio, gli interventi realizzati nella prima fase hanno riguardato il restauro e il consolidamento delle facciate, il rifacimento delle coperture con sostituzione delle travi ammalorate, il consolidamento e la cerchiatura dei solai, il rifacimento degli intonaci, degli infissi e degli impianti elettrici e di riscaldamento. In termini volumetrici, è stato recuperato gran parte dell’edificio.

Con la conclusione di questa fase vengono riaperti ambiente importanti per la vita della comunità monastica tra cui  l’ingresso, il parlatorio e il refettorio. Le dieci monache di clausura che vivono nel complesso possono ora trasferirsi nella parte recuperata dell’edificio, consentendo l’avvio dei lavori sulla restante porzione del monastero e garantendo la continuità della vita monastica.

«Oggi mettiamo un segno importante su una grande opera di ricostruzione – ha dichiarato il sindaco di Filottrano Luca Paolorossi –. Questo intervento rappresenta un vero abbraccio al centro storico: il monastero ne è parte integrante e senza il lavoro della Struttura Commissariale e del Commissario Castelli non sarebbe stato possibile recuperare una bellezza così significativa per la nostra comunità».

Il valore complessivo dell’intervento ammonta a circa 9,3 milioni di euro. Ad oggi è stato liquidato circa il 70 per cento dell’importo complessivo. I lavori proseguiranno senza interruzioni sulla parte restante del complesso.

Il Commissario Castelli ha infine ringraziato le monache, l’Arcivescovo di Ancona-Osimo Angelo Spina e l’amministrazione comunale, l’Usr e il presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli,  per il momento di condivisione, sottolineando come anche attraverso interventi come questo la ricostruzione ritrovi il suo significato più autentico: restituire luoghi iconici e beni culturali.

Ricostruzione post sisma: intesa sulle proroghe per garantire continuità a cantieri e procedure

La Cabina di coordinamento sisma, presieduta dal Commissario Guido Castelli, riunita il 19 dicembre, ha raggiunto l’intesa su un pacchetto di proroghe strategiche finalizzate a garantire piena continuità amministrativa e operativa alla ricostruzione dei territori colpiti dagli eventi sismici, sia sul versante pubblico sia su quello privato.

Le misure sono orientate a prevenire rallentamenti e interruzioni procedurali, offrendo a enti locali, cittadini e imprese tempi adeguati per portare a compimento i procedimenti in corso e consolidare la programmazione degli interventi.

 

«Queste proroghe mettono in sicurezza il lavoro degli enti attuatori e garantiscono continuità a una ricostruzione che non può permettersi pause », dichiara Guido Castelli, Commissario straordinario alla ricostruzione. «L’obiettivo è trasformare le risorse disponibili in cantieri, accelerando i tempi senza comprometterne la qualità, e rispondendo alle esigenze emerse nel confronto costante con i territori».

Per la ricostruzione pubblica del sisma 2016, la Cabina ha disposto una serie di proroghe volte a garantire la piena operatività degli enti attuatori e la continuità dei cantieri già avviati e di quelli in fase di avvio. In particolare, è prorogata fino al 31 dicembre 2026 la deroga all’obbligo di qualificazione delle stazioni appaltanti per la fase di esecuzione dei contratti in capo ai Comuni. Al medesimo termine è esteso anche il regime transitorio in materia di Building Information Modeling (BIM), così da evitare criticità operative che potrebbero incidere sull’avanzamento degli interventi.Le stesse proroghe trovano applicazione anche nei cantieri che beneficiano, in tutto o in parte, di risorse del PNC – Piano Nazionale per gli Investimenti Complementari al PNRR.

 

Sono inoltre prorogati al 31 dicembre 2025 i termini per l’affidamento delle progettazioni delle opere ricomprese nelle ordinanze n. 137 del 2023, n. 129 del 2022 e n. 109 del 2020. Il termine per l’affidamento dei lavori relativi alle medesime ordinanze è fissato al 31 maggio 2026. L’intervento è sottoposto a istruttoria della struttura commissariale e degli Uffici Speciali per la Ricostruzione territorialmente competenti.

 

Per la Ricostruzione privata del sisma 2016, le ordinanze approvate prorogano al 31 dicembre 2026 i termini per la presentazione delle domande di contributo e le scadenze connesse agli interventi per danni gravi. Sono altresì prorogati, fino al medesimo termine, i tempi relativi alla conservazione provvisoria e definitiva delle strutture temporanee a servizio delle attività economiche, agricole e zootecniche. Si tratta di una scelta orientata a garantire continuità agli interventi in corso e a superare criticità emerse in fase attuativa, evitando disallineamenti normativi che avrebbero potuto penalizzare cittadini e imprese.

Per i territori colpiti dagli eventi sismici che hanno interessato Ancona, Pesaro e Fano nelle Marche il 9 novembre 2022 e Umbertide, Gubbio e Perugia in Umbria il 9 marzo 2023, sul fronte della ricostruzione privata sono prorogati al 31 marzo 2026 i termini per la presentazione della manifestazione di volontà a richiedere il contributo di ricostruzione e per l’invio all’Ufficio Speciale per la Ricostruzione della domanda di valutazione preventiva del livello operativo. La proroga consente ai cittadini di avviare correttamente i percorsi di ricostruzione degli immobili danneggiati e, al contempo, permette agli USR di programmare in modo ordinato e sostenibile le successive fasi istruttorie.

Per la ricostruzione pubblica, le deroghe al sistema di qualificazione delle stazioni appaltanti sono estese fino al 31 dicembre 2026 per la fase di esecuzione dei contratti pubblici. Per gli Uffici Speciali per la Ricostruzione di Marche e Umbria, la proroga è estesa fino al 31 dicembre 2026 anche alle fasi di progettazione e di affidamento, così da assicurare coerenza e continuità lungo l’intero ciclo dell’intervento.

Infine, per consentire una programmazione progettuale solida e coerente, il termine per la trasmissione agli USR dei Documenti di indirizzo alla progettazione o dei livelli progettuali già predisposti è differito dal 31 dicembre 2025 al 31 marzo 2026.