Norcia: 600 mila euro per le infrastrutture di Nottoria

 

Un nuovo passo avanti per la ricostruzione della frazione di Nottoria, nel comune di Norcia. Con il decreto n. 865 del 25 settembre 2026, il Commissario straordinario alla Ricostruzione Sisma 2016 Guido Castelli ha disposto il trasferimento di 600 mila euro all’Ufficio Speciale per la Ricostruzione della Regione Umbria per l’intervento denominato “Infrastrutture a rete e opere puntuali Nottoria – I stralcio”

L’opera dispone di un finanziamento complessivo programmato pari a 3 milioni di euro ed è ricompresa nell’Ordinanza speciale n. 64 del 28 novembre 2023, dedicata agli interventi di ricostruzione delle frazioni di Ancarano e Nottoria, nel territorio comunale di Norcia.

I 600 mila euro rappresentano il 20% dell’importo programmato e costituiscono l’anticipazione prevista dall’Ordinanza n. 161 del 2023, finalizzata a consentire l’avvio delle attività di progettazione e delle procedure di affidamento relative alla fase iniziale dei lavori. La richiesta era stata avanzata dal Comune di Norcia, in qualità di soggetto attuatore.     Decreto-n.-865-del-25.09.2026

“Con questo trasferimento mettiamo a disposizione risorse concrete per far progredire un intervento importante per la frazione di Nottoria – dichiara il commissario straordinario Guido Castelli – La ricostruzione delle frazioni di Norcia richiede un’azione puntuale anche sulle infrastrutture e sulle opere necessarie al pieno recupero degli abitati. Continuiamo a lavorare insieme alla Regione Umbria, all’USR e al Comune di Norcia per accompagnare questo percorso e restituire piena funzionalità e prospettive alle comunità colpite dal sisma”.

“Siamo naturalmente soddisfatti dell’intervento della Struttura commissariale e del commissario Guido Castelli, che ha accolto la nostra richiesta di aumento del 20% l’importo inizialmente previsto, pari a 3 milioni di euro, per le opere di urbanizzazione della frazione di Nottoria. Parliamo di una frazione che ha subito danni molto pesanti a causa del terremoto del 30 ottobre 2016 e sulla quale stiamo portando avanti, insieme alla struttura commissariale e ai progettisti, un lavoro di grande qualità. La maggiore copertura economica consentirà ora di procedere con le successive fasi amministrative e con l’affidamento dei lavori. È un risultato importante, che testimonia concretamente l’attenzione e la sensibilità della struttura commissariale e dell’Amministrazione comunale nei confronti delle frazioni maggiormente colpite dal sisma del 30 ottobre 2016” dichiara il sindaco Giuliano Boccanera.

Città nel futuro, Castelli: «Il Piano Casa parta dalla sicurezza e recuperi il patrimonio abbandonato»

 

Il commissario straordinario al sisma 2016, Guido Castelli, ha partecipato questa mattina al Museo MAXXI di Roma al panel “Piano casa, rigenerazione urbana e infrastrutture per l’adattamento”, che ha aperto la seconda giornata di “Città nel futuro 2030-2050”, l’iniziativa promossa dall’Ance e diretta da Francesco Rutelli.

Il confronto ha approfondito il rapporto tra politiche abitative, recupero del patrimonio edilizio, sicurezza, sostenibilità e capacità delle città e dei territori di adattarsi alle trasformazioni demografiche, economiche e climatiche.

Ad aprire i lavori sono stati il presidente dell’Ance Antonio Ciucci e Francesco Rutelli. Dopo il saluto istituzionale del presidente del Consiglio regionale del Lazio Antonello Aurigemma, è intervenuto il ministro per la Protezione civile e le Politiche del mare Nello Musumeci, che ha evidenziato come da parte dell’Europa occorra una maggiore sensibilità verso il rischio sismico degli edifici.

Al dibattito, moderato dalla giornalista del Tg1 Laura Chimenti, partecipano, insieme a Castelli, il sottosegretario all’Economia e alle Finanze Lucia Albano, la presidente del Gruppo del Partito democratico alla Camera Chiara Braga, la presidente della Fondazione MAXXI Maria Emanuela Bruni, il presidente di Federbeton Stefano Gallini, il presidente dell’Ania Giovanni Liverani, la presidente della Commissione speciale sulla crisi abitativa del Parlamento europeo Irene Tinagli, in collegamento video, e l’amministratore delegato di Fintecna Mario Valducci.

Tra i temi affrontati anche il ruolo delle aree interne e dei territori colpiti dagli eventi sismici. Nel suo intervento Castelli ha richiamato l’esperienza della ricostruzione dell’Appennino centrale, dove il recupero del patrimonio immobiliare è strettamente connesso al rafforzamento dei servizi e alla necessità di contrastare lo spopolamento.

«Ogni buona ricostruzione deve seguire il principio del “Build Back Better”: ricostruire meglio, tenendo insieme sicurezza, cambiamento climatico e dinamiche demografiche. Non basta ricostruire le case; bisogna creare le condizioni perché quelle case tornino a essere abitate e consentano la rinascita delle città e delle comunità». ha detto Guido Castelli nel suo intervento

Il commissario ha evidenziato le potenzialità rappresentate dal patrimonio immobiliare esistente, soprattutto nei borghi e nelle aree interne. Il recupero degli edifici inutilizzati o sottoutilizzati può contribuire ad ampliare l’offerta abitativa senza nuovo consumo di suolo e può rispondere alle necessità di giovani coppie, lavoratori, studenti, anziani e famiglie che non riescono ad accedere al mercato ordinario.

«La politica della casa non può prescindere dalle condizioni reali del Paese. Il Piano Casa deve confrontarsi con la fragilità del territorio, con gli immobili inutilizzati e con una trasformazione demografica che vede ormai il 36% delle famiglie italiane composto da una sola persona. Occorre quindi partire dalla sicurezza e recuperare il patrimonio esistente, misurandosi non soltanto con il consumo di suolo, ma anche con il suo abbandono “ha aggiunto Castelli.

La ricostruzione post-sisma rappresenta, da questo punto di vista, un laboratorio avanzato. Gli interventi non riguardano soltanto la riparazione del danno, ma comprendono il miglioramento sismico, l’efficienza energetica, la qualità degli spazi urbani e la ricostruzione delle infrastrutture sociali. Un’impostazione che può offrire indicazioni utili anche per la definizione delle nuove politiche nazionali sulla casa.

“Un Piano Casa credibile deve partire dalla sicurezza. Il 94% dei Comuni italiani è esposto al rischio idrogeologico e nel nostro Paese si concentra una parte rilevante delle frane attive in Europa. Non possiamo parlare di diritto all’abitare senza affrontare la fragilità del territorio e investire nella prevenzione». ha concluso Castelli

Un altro punto centrale ha riguardato la sostenibilità finanziaria degli interventi. Accanto alle risorse statali ed europee, è stata evidenziata l’importanza di attivare partenariati con investitori istituzionali, fondazioni, cooperative, imprese e soggetti del terzo settore, mantenendo una chiara finalità pubblica e garantendo canoni realmente accessibili.

La rigenerazione urbana è stata quindi affrontata come una politica che coinvolge non soltanto gli edifici, ma anche scuole, presidi sanitari, trasporti, infrastrutture digitali, spazi pubblici e servizi di prossimità. Elementi indispensabili per trasformare la disponibilità di un alloggio nella possibilità concreta di vivere stabilmente in un territorio.

 

Monsampolo del Tronto: via libera al progetto per la chiesa di Sant’Egidio

 

 

Un nuovo passo avanti per la ricostruzione della chiesa di Sant’Egidio, a Monsampolo del Tronto. L’Ufficio Speciale Ricostruzione Marche ha espresso parere favorevole al progetto esecutivo di riparazione e miglioramento sismico, per un importo ammissibile a contributo pari a 478.069,21 euro. Il soggetto attuatore dell’intervento è la Diocesi di Ascoli Piceno.

La chiesa, situata in località Sant’Egidio, era stata dichiarata inagibile a seguito del sisma del 2016. Il complesso presenta un nucleo originario riconducibile almeno al XVI secolo, successivamente modificato nei secoli XVII e XVIII, al quale si aggiunge un avancorpo realizzato intorno al 1950 e originariamente destinato a scuola rurale.

Il progetto interviene sui danni prodotti dagli eventi sismici, tra cui lesioni alle murature portanti e ai cantonali, danneggiamenti delle volte in camorcanna, distacchi degli intonaci, sconnessioni della copertura e cedimenti localizzati in fondazione. Le opere previste riguardano il consolidamento e il miglioramento sismico delle murature, il rifacimento e rafforzamento della copertura, l’inserimento di tiranti e cordoli metallici, interventi sulle volte, il consolidamento delle fondazioni mediante micropali e il recupero delle superfici e delle finiture.

“La ricostruzione delle chiese rappresenta una componente importante del recupero dei nostri borghi, perché questi edifici custodiscono storia, identità e relazioni comunitarie che sono essenziali  – dichiara il commissario straordinario Guido Castelli –Compiamo un altro passaggio concreto verso il recupero di un luogo che appartiene alla memoria e alla vita della comunità di Monsampolo del Tronto. Ringrazio il presidente della Regione Francesco Acquaroli, l’Arcivescovo Gianpiero Palmieri, l’Usr Marche e il sindaco Massimo Narcisi per la loro collaborazione”.

“L’approvazione del progetto per la chiesa di Sant’Egidio è una notizia straordinaria e molto attesa dalla nostra comunità – dichiara il Sindaco di Monsampolo del Tronto Massimo Narcisi – Non parliamo soltanto del recupero di un edificio danneggiato dal sisma del 2016 e ricco di storia, ma della restituzione ai cittadini di un punto di riferimento identitario e sociale fondamentale, in particolare per la frazione di Sant’Egidio. Ringrazio il Commissario Straordinario Guido Castelli, il Presidente della Regione Francesco Acquaroli, l’Usr Marche e la Diocesi di Ascoli Piceno per la preziosa sinergia istituzionale che ci permette di compiere questo ulteriore, concreto passo in avanti nella ricostruzione e nella rinascita dei nostri luoghi più cari”

Arquata, approvato il progetto di restauro della Chiesa di San Francesco

 

 

La Conferenza Regionale ha approvato il progetto di fattibilità tecnico-economica per il restauro e il risanamento conservativo della Chiesa di San Francesco nella frazione Borgo di Arquata del Tronto (Ap), gravemente danneggiata dal terremoto del 2016/2017. L’intervento prevede un investimento complessivo di 3.798.053 euro.

L’edificio religioso, parte di un antico complesso conventuale francescano fondato nella seconda metà del XIII secolo lungo la via Salaria, ha subito danni particolarmente gravi a seguito del terremoto e delle eccezionali nevicate del gennaio 2017, che provocarono il collasso della copertura e del soffitto ligneo, il crollo parziale del muro di spina interno e di una porzione della struttura che separa il presbiterio dalla Cappella Bucciarelli. L’intervento riveste particolare importanza in vista dell’ottavo centenario della morte del Santo di Assisi. Inoltre, da quest’anno, il 4 ottobre diventa festa nazionale.

“Si tratta di un intervento molto atteso, che rappresenta un ulteriore tassello nel percorso di recupero del patrimonio storico, culturale e religioso di Arquata, uno dei territori più colpiti dal sisma – conferma il commissario straordinario Guido Castelli -. Il progetto approvato punta al recupero integrale del bene monumentale attraverso il consolidamento delle strutture superstiti, la ricostruzione delle parti crollate e il restauro delle finiture storiche e delle opere artistiche presenti all’interno della chiesa. Ringrazio il Comune, l’Ufficio Speciale Ricostruzione, la Regione guidata dal presidente Acquaroli ma soprattutto gli arquatani che tanto sono legati a questo luogo e che attendevano questo passaggio nodale” .

“La Chiesa di San Francesco rappresenta davvero un baluardo importante del nostro territorio e un monumento di notevole pregio. Al suo interno custodisce preziosi affreschi e, soprattutto, la presenza di un estratto originale della Sacra Sindone, una testimonianza di straordinario valore religioso e storico che rende questo luogo ancora più significativo. Il risanamento e il ripristino della chiesa, con gli interventi necessari alla sua salvaguardia, rappresentano quindi una notizia importante per Arquata e per tutta la comunità. Recuperare e proteggere un luogo così ricco di storia significa preservare la nostra identità e il patrimonio che ci è stato tramandato. E, di pari passo, è importante procedere anche alla ricostruzione delle abitazioni dell’ex convento, attraverso una collaborazione tra pubblico e privato. Un progetto complessivo di recupero potrebbe diventare una bella opera per Arquata: salvaguardare la Chiesa di San Francesco e il suo patrimonio, valorizzare la presenza dell’estratto della Sindone e, allo stesso tempo, restituire vita agli spazi dell’ex convento” dichiara il sindaco Michele Franchi.

 

Tra gli interventi previsti figurano il ripristino della continuità muraria mediante opere di consolidamento, la ricostruzione delle porzioni crollate con murature in mattoni pieni e malta di calce, il recupero delle catene metalliche esistenti, il consolidamento delle fondazioni tramite cordoli in cemento armato affiancati alle murature perimetrali, la ricostruzione della copertura con struttura lignea, il recupero del campanile a vela e il consolidamento degli archi della parete centrale mediante sistemi innovativi con reti in fibra di acciaio e basalto.

Particolare attenzione sarà riservata anche agli apparati decorativi e agli elementi storico-artistici conservati all’interno dell’edificio, tra cui l’altare lapideo con il dipinto attribuito alla scuola di Cola dell’Amatrice, le decorazioni pittoriche superstiti, gli stucchi e gli elementi lapidei che hanno resistito al terremoto e ai successivi crolli.

Civitas Appenninica verso la candidatura a Capitale Europea della Cultura 2033: firmata la convenzione per la rinascita dei territori del sisma

 

 

È stata firmata oggi a Roma, presso la Sala Parlamentino di via della Panetteria, la Convenzione che dà ufficialmente il via al progetto “Civitas Appenninica Vetusta Nursia – Ex Malo Bonum. Rinascita Appenninica, la Cultura che Ricostruisce”, a sostegno del percorso di candidatura della Civitas Appenninica a Capitale Europea della Cultura 2033.

A sottoscrivere la Convenzione sono stati Guido Castelli, Commissario Straordinario del Governo per la riparazione e la ricostruzione Sisma 2016, e Maurizio Frascarelli, Presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Ascoli Piceno.

La Struttura Commissariale Sisma 2016, che ha elaborato il progetto, assicura il coordinamento della rete di partenariato, il raccordo con le istituzioni e i territori coinvolti e la responsabilità della sua attuazione. Il progetto affianca alla ricostruzione materiale dei territori colpiti dal sisma un percorso di rigenerazione culturale, sociale e civile, fondato sul coinvolgimento delle comunità, sulla formazione e sulla costruzione di nuove reti nazionali ed europee.

La manifestazione di interesse per la candidatura è prevista entro il 2027, mentre il bando ufficiale è atteso nel 2028.

Il progetto si inserisce in un percorso condiviso dalle undici Fondazioni di origine bancaria dei territori del cratere, che hanno definito un modello comune di collaborazione e coordinamento per accompagnare unitariamente l’attuazione delle progettualità, favorendo il raccordo con i territori e la coerenza con le esigenze delle comunità locali.

Le Fondazioni coinvolte sono: Fondazione Cassa di Risparmio della Provincia dell’Aquila, Fondazione Cassa di Risparmio della Provincia di Macerata, Fondazione Cassa di Risparmio di Ascoli Piceno, Fondazione Casse di Risparmio di Fabriano Cupramontana e Ancona, Fondazione Cassa di Risparmio di Fermo, Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia, Fondazione Cassa di Risparmio di Spoleto, Fondazione Cassa di Risparmio di Terni e Narni, Fondazione Pescarabruzzo, Fondazione Tercas e Fondazione Varrone Cassa di Risparmio di Rieti.

Il programma ha un valore complessivo di 995.000 euro, di cui 750.000 euro sostenuti attraverso una parte del residuo delle risorse provenienti dalla raccolta nazionale promossa e coordinata da Acri presso le Fondazioni associate dopo gli eventi sismici del 2016-2017. I restanti 245.000 euro sono assicurati dal cofinanziamento della Struttura Commissariale Sisma 2016, della Regione Marche, della Regione Umbria e del Comune di Norcia.

La Fondazione Cassa di Risparmio di Ascoli Piceno opera quale soggetto attuatore, in raccordo con Acri e con le altre Fondazioni coinvolte. Il Comune di Norcia assume invece, nell’ambito del percorso di candidatura, il ruolo di capofila dei Comuni della Civitas Appenninica.

La Civitas Appenninica è una comunità diffusa che riunisce 546 Comuni di Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria – 138 dei quali situati all’interno del cratere relativo agli eventi sismici del 2016 e 2017, e da una storia secolare di relazioni culturali, economiche e spirituali.

Il progetto assume la cultura come infrastruttura della ricostruzione: uno strumento per rafforzare i legami sociali, contrastare lo spopolamento, creare opportunità per i giovani, valorizzare il patrimonio materiale e immateriale dell’Appennino e proiettare i territori in una dimensione nazionale ed europea.

A questa rete territoriale si affianca un network di 13 Università e centri di ricerca, che ha già dato vita a quattro programmi internazionali con capofila l’Università di Camerino per la scienza della ricostruzione, l’Università di Teramo per la filiera agroalimentare, l’Università di Perugia per i beni culturali e il territorio di Rieti per l’economia circolare.

Un ruolo strutturale è affidato anche al Terzo Settore, chiamato a contribuire alla coprogettazione delle attività culturali, sociali, sportive e territoriali, all’animazione delle comunità e alla sperimentazione di modelli innovativi di welfare culturale, turismo responsabile e sport di comunità.

Cuore del programma, che si svilupperà entro il 31 dicembre 2027,sarà il Festival itinerante “Cultura che Ricostruisce”, concepito come una vera infrastruttura culturale diffusa, capace di mettere in relazione memoria e futuro, spiritualità e innovazione, giovani e comunità e di contribuire alla costruzione di un network culturale permanente tra i territori della Civitas. Il Festival si sviluppa come un evento multi-tappa, che toccherà 16 Comuni, tra i quali vi sono alcuni dei centri maggiormente colpiti dal sisma 2016-2017.

Di seguito l’elenco delle tappe: Amatrice, Arquata del Tronto, Ascoli Piceno, Assisi, Camerino, Fermo, Macerata, Montefortino, Montereale, Norcia, Rieti, San Severino Marche, Spoleto, Teramo Tolentino e Visso.

Al programma culturale si affiancheranno azioni trasversali dedicate a sport, benessere, natura e territorio, anche in collaborazione con Sport e Salute e ANCI, con l’obiettivo di rafforzare coesione, inclusione e qualità della vita e favorire nel tempo la costituzione di una rete stabile di “Parchi della Cultura e del Benessere”.

 

Le dichiarazioni

Guido Castelli, Commissario Straordinario del Governo per la riparazione e la ricostruzione Sisma 2016: “La candidatura della Civitas Appenninica a Capitale Europea della Cultura 2033 è una straordinaria occasione per affermare l’identità e la coesione dell’Appennino centrale, mettendo in rete esperienze, istituzioni e comunità. La firma dell’odierna Convenzione rappresenta un passo concreto di questo percorso e dà avvio a un progetto rilevante, che può dare nuova linfa ai nostri territori. Desidero ringraziare la Fondazione Cassa di Risparmio di Ascoli Piceno, le undici Fondazioni di origine bancaria coinvolte e Acri per aver condiviso questa sfida. Questo ambizioso progetto nasce dalla consapevolezza di quanto la valorizzazione della cultura possa essere uno ‘strumento’, capace di affiancare alla ricostruzione materiale post-sisma una efficace riparazione economica e sociale di questa vasta area del Paese. Insieme, vogliamo trasformare una storia comune e un patrimonio unico in nuove opportunità di sviluppo, lavoro e crescita, soprattutto per le giovani generazioni”.

Maurizio Frascarelli, Presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Ascoli Piceno:

“Questo progetto è l’epilogo di un percorso nato dalla solidarietà e dalla collaborazione tra le Fondazioni. Il progetto promosso dalla Struttura Commissariale ha trovato la piena condivisione delle undici Fondazioni coinvolte, che hanno contribuito alla sua definizione. È questa capacità di fare sistema, mettendo a fattor comune competenze, esperienze e conoscenza dei territori, a dare oggi forza e slancio alla sua realizzazione. Continueremo a lavorare in rete, perché ogni risorsa possa tradursi in concrete opportunità di rinascita, valorizzando l’identità delle nostre comunità, la bellezza delle tradizioni e il patrimonio umano e culturale dell’Appennino”.

 

San Benedetto del Tronto: parere favorevole per l’Ipsia “Guastaferro”

 

Un ulteriore passo avanti per l’adeguamento sismico e l’efficientamento energetico dell’IPSIA “A. Guastaferro” di San Benedetto del Tronto. L’Ufficio Speciale Ricostruzione Marche ha espresso parere favorevole sulla congruità economica del progetto definitivo, relativo ai corpi B e C dell’istituto, per un importo complessivo di 11.590.000 euro.

L’intervento rientra nel programma straordinario per la ricostruzione delle strutture scolastiche previsto dall’Ordinanza Speciale n. 31/2021, successivamente modificata e integrata dall’Ordinanza Speciale n. 92/2024. Il soggetto attuatore è la Provincia di Ascoli Piceno.

Il progetto interessa i corpi B e C, per una superficie lorda complessiva di circa 6.552 metri quadrati, e prevede opere finalizzate al pieno adeguamento sismico degli edifici e al miglioramento delle loro prestazioni energetiche.

Sul piano strutturale, per il Corpo B il progetto prevede, tra le altre opere, la realizzazione di due esoscheletri dissipativi fondati su micropali, nuovi elementi in acciaio e interventi per migliorare il comportamento complessivo della struttura. Sul Corpo C sono previsti 17 nuovi setti in calcestruzzo armato, anch’essi fondati su micropali, il rinforzo dei nodi trave-pilastro, l’impiego di elementi in acciaio e ulteriori opere di consolidamento.

Il progetto comprende inoltre interventi di efficientamento energetico, con nuovi generatori di calore a condensazione, pompe di circolazione a inverter, un moderno sistema di termoregolazione, isolamento termico delle pareti e delle coperture, sostituzione di infissi e corpi illuminanti.

“Continuiamo a investire con determinazione sulla sicurezza delle nostre scuole, perché la ricostruzione degli edifici scolastici rappresenta una delle priorità assolute dell’azione commissariale – dichiara il Commissario straordinario Guido Castelli –. Il parere favorevole sul progetto del “Guastaferro” consente di compiere un altro passaggio concreto verso un intervento importante per San Benedetto del Tronto e per l’intero territorio Piceno. Parliamo di un investimento da 11,59 milioni di euro che permetterà di intervenire in maniera strutturale su due corpi dell’istituto, coniugando sicurezza sismica, qualità degli spazi ed efficientamento energetico. Ricostruire e rendere più sicure le scuole significa investire direttamente sul futuro delle nostre comunità e sulle nuove generazioni. Ringrazio il presidente della Regione Francesco Acquaroli, l’Usr, il presidente della Provincia Fabio Salvi e il sindaco Nicola Mozzoni per la loro collaborazione”.

“Questa è un’ottima notizia per l’amministrazione provinciale e per il territorio. Quando si interviene sulle scuole, si accresce il patrimonio socioculturale dell’area, mentre la sicurezza degli studenti ci permette di crescere come comunità nel suo insieme. Stiamo lavorando su molti edifici e, dopo anni, poterli mettere in sicurezza è un risultato davvero straordinario. Ringrazio la struttura commissariale e il commissario Castelli per il sostegno costante e l’attenzione a questi temi “ dichiara il presidente della Provincia Fabio Salvi.

“Con questo intervento, uno dei più consistenti mai registrati per l’edilizia scolastica in questa città – afferma il sindaco di San Benedetto del Tronto Nicola Mozzoni – si compie un importantissimo passo in avanti sul fronte della sicurezza e del benessere ambientale per i nostri ragazzi e per chi nella scuola lavora. Ed è significativo che ciò avvenga in una scuola, il “Guastaferro”, che, per la qualità dei suoi corsi e dei suoi docenti, raccoglie studenti da un ampio territorio che va ben oltre i confini comunali e provinciali”.

Fondi europei, Marche in testa. Castelli :“Quando le risorse si trasformano in risultati”

 

Le Marche dimostrano che le risorse europee, quando vengono programmate e utilizzate con efficacia, possono diventare uno strumento concreto di crescita e sviluppo.

I dati riportati oggi dal Sole 24 Ore parlano chiaro: nell’attuazione del FSE+, le Marche sono prime in Italia per avanzamento dei pagamenti. Al 30 aprile 2026 era stato pagato il 33,24% delle risorse, contro una media nazionale del 18%. Anche sul FESR la Regione si colloca ai primi posti, con il terzo livello di avanzamento degli impegni.

“Non sono semplicemente numeri – sottolinea il commissario alla ricostruzione Guido Castelli – ma la fotografia di una Regione che sa programmare, assumersi responsabilità e trasformare le risorse europee in opportunità concrete. Dietro quel 33,24% ci sono politiche per i giovani, la formazione, la ricerca, l’innovazione e il sostegno alle imprese. C’è una capacità amministrativa che produce risultati e che merita di essere riconosciuta”.

“Per questo – prosegue Castelli – voglio ringraziare il presidente Francesco Acquaroli, l’assessore Giacomo Bugaro e tutte le persone che hanno lavorato per raggiungere questo risultato. Quando istituzioni e struttura amministrativa lavorano nella stessa direzione, i risultati arrivano e diventano patrimonio dell’intera comunità regionale”.

 

“Cambio di passo” a San Ginesio: inaugurato il nuovo manto dello stadio Corridoni

 

Un “Cambio di passo” sul campo, ma anche nel percorso di ricostruzione e rilancio dei territori colpiti dal sisma. È stato inaugurato domenica pomeriggio (27 settembre)  a San Ginesio il nuovo manto erboso dello stadio “Mario Corridoni”, riqualificato nell’ambito del CIS – Contratto Istituzionale di Sviluppo Sisma, con un investimento di circa 700 mila euro.

L’intervento rientra nel progetto che vede San Ginesio Comune capofila insieme a Colmurano, Corridonia, Gualdo, Loro Piceno, Ripe San Ginesio, Sant’Angelo in Pontano e Urbisaglia, otto Comuni uniti in un programma di riqualificazione e rilancio del territorio del valore complessivo di circa 10 milioni di euro.

A inaugurare simbolicamente il nuovo terreno di gioco, con il calcio d’inizio, è stato il Commissario Straordinario alla Ricostruzione Sisma 2016 Guido Castelli, che ha partecipato al primo torneo “Cambio di passo”. In campo le rappresentative dei sindaci, dei Carabinieri, dell’Ordine degli Ingegneri e una rappresentativa dell’ASD Calcio San Ginesio. Il quadrangolare ha trasformato l’inaugurazione in un momento di incontro tra istituzioni, professionisti, forze dell’ordine e comunità, riconoscendo nello sport e nella convivialità gli strumenti per rafforzare i legami sul territorio. Presenti tra gli altri anche il presidente della Provincia di Macerata Alessandro Gentilucci e, in rappresentanza della Regione Marche, il consigliere regionale Pierpaolo Borroni.

«Il nome scelto per questo torneo, “Cambio di passo”, racconta bene quello che stiamo facendo – dichiara il Commissario Guido Castelli –. Negli ultimi tre anni la ricostruzione ha cambiato passo e oggi, accanto alla riparazione e alla ricostruzione materiale di case ed edifici pubblici, dobbiamo continuare a investire sulla qualità della vita, sui servizi e sulle opportunità che rendono questi territori attrattivi e capaci di guardare al futuro. Il CIS va esattamente in questa direzione: mette insieme i Comuni e costruisce una strategia comune di sviluppo. Restituire ai ragazzi e alle famiglie un impianto sportivo riqualificato significa ricostruire comunità. San Ginesio, con il secondo intervento concluso e con i nuovi cantieri già partiti, dimostra concretamente che questa strategia sta diventando realtà».

Per San Ginesio si tratta dunque del secondo intervento del CIS portato a termine, dopo l’acquisto dell’Albergo Centrale, destinato a rafforzare l’accoglienza e l’offerta turistica. Sono invece già partiti i lavori per il “Parco lineare”, un percorso di quasi quattro chilometri di pista ciclopedonale intorno alle mura storiche, con aree attrezzate e spazi gioco dedicati ai bambini.

Commenta il sindaco di San Ginesio Giuliano Ciabocco: «Una giornata importante per San Ginesio, perché inauguriamo il nuovo manto erboso dello stadio “Mario Corridoni”, un intervento che rende la struttura più funzionale e rafforza gli spazi dedicati allo sport e alla socialità. Un risultato che si inserisce nel percorso di investimenti portato avanti dall’Amministrazione. Desidero ringraziare il Commissario Straordinario alla Ricostruzione Sisma 2016, Sen. Guido Castelli, per la presenza e per l’attenzione riservata al nostro territorio. Grazie anche alla Regione Marche e a tutte le istituzioni e gli enti coinvolti, tra i quali Coni e Figc.  Con questa inaugurazione prende il via anche la raccolta fondi “A tutta salute – San Ginesio cardioprotetta”, per acquistare e mettere in funzione nuovi defibrillatori in punti strategici del territorio comunale, rafforzando prevenzione e sicurezza. “Cambio di passo” rappresenta una visione più ampia: vogliamo una San Ginesio che torni ad essere pienamente vissuta, nei suoi spazi, nelle sue piazze e nelle occasioni di incontro. Una città più viva e partecipata, capace di ritrovare senso di appartenenza e guardare con fiducia al futuro».

Palazzo Varano, nuovo passo avanti verso l’apertura del cantiere

 

Un altro passo avanti verso l’apertura del cantiere per Palazzo Varano a Visso, uno degli immobili simbolo del borgo, risalente al XVI secolo, tutelato ai sensi del Codice dei beni culturali e dichiarato inagibile dopo gli eventi sismici del 2016.

Si è conclusa positivamente la Conferenza dei Servizi Speciale relativa al progetto esecutivo per il miglioramento sismico dell’edificio, nell’ambito delle Ordinanze Speciali n. 26/2021 e n. 61/2023. Palazzo Varano rientra tra gli interventi individuati come necessari e urgenti per la ricostruzione di Visso, con l’Ufficio Speciale per la Ricostruzione della Regione Marche quale soggetto attuatore. Ora si apre la fase della procedura di affidamento dei lavori.

Il progetto esecutivo prevede un quadro economico complessivo di 3 milioni e 450 mila euro. L’importo tiene conto anche delle lavorazioni aggiuntive emerse nel corso dell’iter progettuale, tra cui quelle necessarie a garantire la piena accessibilità dell’edificio e gli interventi di restauro richiesti dalla Soprintendenza.

La Struttura Commissariale, diretta da Guido Castelli, ha espresso parere favorevole sulla congruità economica del progetto, verificando la corretta applicazione dei prezzari di riferimento e la giustificazione dei costi previsti per l’intervento.

La ricostruzione intanto prende forma nel centro storico di Visso, rimasto per lunghi anni stretto nella zona rossa. Nei mesi scorsi è stato consegnato il cantiere di Palazzo dei Priori, uno degli interventi più rilevanti previsti nell’ambito delle Ordinanze Speciali dedicate alla rinascita del centro storico. È invece in fase di progettazione esecutiva Palazzo Governatori, mentre è in dirittura d’arrivo il progetto esecutivo per Palazzo San Giacomo.

«Stiamo entrando sempre più nel vivo della ricostruzione del centro storico di Visso – dichiara il Commissario Straordinario Guido Castelli –. Il passo avanti su Palazzo Varano si inserisce in un percorso più ampio che sta interessando alcuni degli edifici più importanti e identitari del borgo. Dopo anni difficili, segnati dalla zona rossa, dobbiamo continuare ad accelerare e trasformare progressivamente la progettazione in cantieri. Ringrazio la Struttura Commissariale, l’USR Marche, il presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli, il Comune e tutti gli enti coinvolti per il lavoro portato avanti. Ricostruire questi edifici significa accendere il cuore di Visso e restituirlo alla sua comunità».

Commenta il sindaco di Visso Rosella Sensi: «Questo nuovo passo avanti per Palazzo Varano rappresenta un segnale importante per Visso e per la ricostruzione del suo centro storico. Ringrazio il Commissario Guido Castelli, il presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli, la Struttura Commissariale e l’Usr. La piazza è sempre stata il cuore pulsante della nostra città e vedere che, tra cantieri già avviati e interventi che si preparano a partire, la ricostruzione sta progressivamente entrando nel vivo è motivo di grande soddisfazione. Palazzo Varano è uno degli edifici simbolo della nostra storia e il suo prossimo ingresso nella fase di affidamento dei lavori conferma il ritmo che stiamo riuscendo a dare alla ripartenza».

Palazzo Varano, un presidio di storia. La storia di Palazzo Varano si intreccia con quella del centro storico di Visso e con le diverse trasformazioni che, nel corso dei secoli, hanno interessato il tessuto urbano della città. Dopo il Mille, l’abitato si sviluppò inizialmente sul Colle di San Giovanni, dove nel XIII secolo fu edificata la Rocca, per poi spostarsi progressivamente verso il fondovalle, intorno alla Pieve di Santa Maria. Un momento decisivo fu rappresentato dal terremoto del 1328, al quale seguì una fase di ricostruzione e riorganizzazione dell’insediamento. Nel luogo dove oggi sorge Palazzo Varano erano presenti edifici di origine medievale, tra cui la Casa Paziani e il palazzetto del Capitano, caratterizzati da una struttura di tipo fortificato. È su queste preesistenze che, nel Cinquecento, si innesta la nuova residenza voluta da Giovanni Maria Varano, duca di Camerino. Nel 1516 il complesso assume infatti la forma di una dimora signorile destinata anche alla permanenza estiva della famiglia ducale, attratta dal paesaggio e dal clima di Visso. La costruzione rinascimentale si inserisce così in un tessuto urbano ancora fortemente medievale. È proprio questa sovrapposizione di epoche a rappresentare uno degli elementi più significativi del palazzo: la facciata regolare e simmetrica, affacciata sulla piazza, convive con parti dell’edificio più antico, ancora leggibili nella struttura e negli elementi architettonici. Palazzo Varano testimonia quindi il passaggio dall’architettura medievale a quella rinascimentale, senza una netta cancellazione delle preesistenze, ma attraverso una progressiva trasformazione dell’edificio. Nei secoli successivi il palazzo fu interessato da ulteriori interventi, in particolare nell’Ottocento, che modificarono alcuni degli elementi originari. La sua storia rimane tuttavia leggibile nella stratificazione delle murature, nelle forme architettoniche e nel rapporto con il tessuto storico di Visso. Sino a metà del secolo scorso Palazzo Varano è stato anche sede della tenenza dei carabinieri.

 

 

 

Pieve Torina, con la ricostruzione prende forma il Centro Sportivo e Benessere

 

 

Via libera in Cabina di coordinamento all’incremento delle risorse destinate al completamento del Centro Sportivo e Benessere di Pieve Torina. La modifica all’Ordinanza speciale n. 20 del 2021 autorizza infatti ulteriori 500 mila euro per l’intervento di recupero degli impianti sportivi di viale Marconi. Il finanziamento complessivo passa così da 2.949.483,06 euro a 3.449.483,06 euro. Le nuove risorse finanziano il Lotto funzionale n. 6, relativo alle opere di completamento del Centro Sportivo e Benessere e all’acquisto delle attrezzature danneggiate dal sisma necessarie alla ripresa delle attività. L’obiettivo è arrivare alla piena funzionalità del complesso attraverso interventi strettamente connessi alle opere già realizzate e necessari anche per l’adeguamento alle prescrizioni igienico-sanitarie e paesaggistiche.

Nel dettaglio, circa 300 mila euro sono destinati alle opere complementari, necessarie anche per rispettare i requisiti igienico-sanitari relativi alla piscina e alle vasche accessorie e le prescrizioni della Soprintendenza per l’autorizzazione paesaggistica dell’area benessere. Altri 100 mila euro sono previsti per l’acquisto di arredi e attrezzature dell’edificio adibito a bar e spogliatoi e ulteriori 100 mila euro per arredi e attrezzature del centro benessere, così da consentire la ripresa delle attività presenti nel complesso prima del sisma del 2016.

«Con questo ulteriore finanziamento – dichiara il Commissario straordinario alla ricostruzione Guido Castelli – mettiamo Pieve Torina nelle condizioni di completare un intervento importante per la comunità e di restituire alla piena fruizione il Centro Sportivo e Benessere. Non si tratta soltanto di terminare delle opere, ma di recuperare servizi, spazi di aggregazione e attività per favorire la permanenza della popolazione e offrire nuove opportunità a chi decide di restare e anche tornare. Ringrazio il presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli, l’Ufficio Speciale Ricostruzione Marche e il sindaco di Pieve Torina Alessandro Gentilucci, con il quale prosegue una collaborazione costante e concreta nell’interesse del territorio e della comunità».

«Ringrazio il Commissario straordinario Castelli per l’impegno nel garantire risorse aggiuntive per il completamento del centro sportivo e benessere di Pieve Torina: non era scontato» sottolinea il sindaco, Alessandro Gentilucci. «Nel merito, ciò ci consentirà di perfezionare un complesso unico nel suo genere a livello territoriale, offrendo un servizio esclusivo per la cittadinanza e per i visitatori che potranno così godere di un’esperienza straordinaria in un contesto naturale di assoluta qualità».

Il completamento delle opere e il ripristino delle attrezzature sono ritenuti indispensabili per assicurare la piena funzionalità, la sicurezza e la fruibilità del complesso e consentirne la concreta riapertura alla collettività.