Colli del Tronto inaugura il primo Festival della Restanza e della Tornanza

Con un’apertura carica di emozione, visione e partecipazione, si è conclusa la prima giornata del Festival della Restanza e della Tornanza, l’evento che per tre giorni, dal 20 al 22 giugno, trasforma Colli del Tronto nel cuore pulsante di un nuovo racconto per le aree interne dell’Appennino centrale. Un’occasione unica di confronto intergenerazionale e multidisciplinare, capace di mettere al centro il coraggio di restare, la forza di tornare e la responsabilità di ricostruire.

Al Parco della Pace, centinaia di persone hanno preso parte alla cerimonia di apertura, introdotta dal Sindaco di Colli del Tronto Andrea Cardilli, dal Presidente della Camera di Commercio delle Marche Gino Sabatini, dal Presidente di ANCI Marche e Sindaco di Ascoli Piceno Marco Fioravanti e dal Sottosegretario di Stato al MEF Lucia Albano. Presente anche il Commissario straordinario alla ricostruzione sisma 2016, Guido Castelli, tra i principali promotori del Festival.

“Il Festival nasce intorno all’idea che il futuro delle aree interne è, per noi, l’asse portante della nostra identità e la culla dell’autenticità che contraddistingue la nostra regione. Quella della ricostruzione post-sisma era una delle più grandi sfide aperte. In questi anni, le abbiamo riservato l’attenzione che era dovuta e necessaria, mettendo al centro della nostra agenda non solo il ripristino materiale dei territori colpiti così duramente, ma anche e soprattutto il rinsaldare le comunità e rilanciare l’economia e la sfera sociale del cuore del nostro Appennino” ha dichiarato Francesco Acquaroli, Presidente della Regione Marche, che ha aggiunto:Ospitare nelle Marche la prima edizione del Festival della Restanza e della Tornanza assume un valore speciale. Quello della testimonianza, della tenacia e della determinazione di chi come noi continua a credere nei nostri territori e lavora, giorno dopo giorno, con l’unico obiettivo senza il quale non ci sarebbe ragione né di restare né di tornare: il futuro.

La giornata è proseguita con due momenti di riflessione ad alta intensità: l’intervista a Francesco Chelli, Presidente ISTAT, e a Carlo Buttaroni, Presidente dell’Istituto di ricerca Tecnè, sull’inverno demografico e le sfide legate allo spopolamento, seguita dal dialogo tra Vito Teti, antropologo e scrittore (in collegamento), Guido Castelli ed Eugenia Roccella, Ministra per la Famiglia, su come costruire un ecosistema favorevole alla restanza e alla tornanza.

«Questo Festival è la prova che dalle macerie non nascono solo edifici, ma visioni, legami e opportunità. La Restanza e la Tornanza non sono solo parole, ma strumenti concreti per dare ai giovani un ruolo attivo nella rinascita. Non si ricostruisce solo il costruito, ma soprattutto il senso di appartenenza, la vitalità di un territorio – ha dichiarato Guido Castelli Commissario Straordinario per la Ricostruzione 2016 – Abbiamo voluto questo appuntamento perché la rigenerazione non è compito di pochi tecnici, ma di intere generazioni. I giovani del cratere sismico rappresentano il cuore di una nuova idea di futuro: fatta di innovazione, radicamento e partecipazione. Qui, la ricostruzione diventa anche culturale, sociale ed economica. E il futuro, finalmente, mette radici”

“Si parla tanto, soprattutto a livello europeo, della transizione ecologica e della transizione digitale, mentre la transizione più impattante di tutte è quella demografica. La denatalità incide non solo sull’economia, sul welfare, sulla sanità, ma anche sull’innovazione a causa dell’assottigliarsi del numero di giovani, e sull’ambiente, perché il vero nemico dell’ambiente non è l’uomo ma lo spopolamento. Ha dichiarato Eugenia Roccella Ministra per le pari opportunità e la famiglia in collegamento video –Il nostro governo ha messo il tema della natalità al centro della propria azione politica, promuovendo una grande alleanza con il territorio. Le Marche e l’Appennino centrale possono e devono diventare un modello in questo senso, non solo per la ricostruzione materiale e sociale dei luoghi e delle comunità colpiti dal sisma, ma anche e soprattutto per l’esempio di vitalismo che rende questo territorio un laboratorio di attrattività, di rinascita, di futuro”

Al tramonto, la poesia civile di Franco Arminio ha incantato il pubblico con il reading “Cedi la strada agli alberi”, accompagnato dagli interventi musicali di Livio e Manfredi Arminio. A chiudere la serata, balli popolari e socialità a cura di VeraTV, dopo l’apertura degli stand gastronomici, a testimonianza di un legame profondo tra cultura, tradizione e comunità.

Il Festival intende costruire un ponte tra passato e futuro, tra costa ed entroterra, tra chi è rimasto e chi ha voglia di tornare. Un progetto condiviso che vuole ridare centralità ai piccoli comuni, non come periferie da assistere, ma come territori da cui ripartire.

Andrea Cardilli, Sindaco di Colli del Tronto – «Siamo molto felici che Colli del Tronto sia il cuore di questo Festival perché crediamo che una realtà territoriale come la nostra possa accendere grandi riflessioni. Restanza e tornanza non sono solo parole, ma scelte di vita che riguardano la nostra comunità ogni giorno. Questo territorio ha conosciuto la fatica, lo spopolamento, ma anche la forza di rialzarsi. Oggi, con i giovani al centro, possiamo costruire un futuro che valorizzi le nostre radici e trasformi l’entroterra in un luogo di possibilità, non di rinunce»

Il ricco programma proseguirà anche nei prossimi giorni con talk, laboratori, mostre, concerti e degustazioni, dando voce a imprenditori, artisti, studenti e rappresentanti delle istituzioni. Tra gli ospiti attesi: il Ministro Andrea Abodi, il celebre imprenditore Brunello Cucinelli, il divulgatore Vincenzo Schettini, il poeta Davide Rondoni, il direttore Rai Angelo Mellone e molti altri.

Il Festival della Restanza e della Tornanza è a ingresso libero e vuole essere, prima di tutto, uno spazio collettivo di visione, ascolto e azione: un laboratorio civico per generare valore nei luoghi che oggi sembrano marginali, ma che custodiscono le chiavi di un’Italia più giusta, coesa e sostenibile.

Monte Cavallo: approvato il progetto per il nuovo Rifugio di Montefiatone

Un passo importante verso la valorizzazione del territorio e la sicurezza ambientale: l’Ufficio Speciale Ricostruzione ha approvato il progetto esecutivo per la realizzazione del nuovo Rifugio di Montefiatone, autorizzando un contributo di 246.276 euro.

«L’approvazione del progetto rappresenta un segnale concreto di attenzione verso le aree interne e il turismo sostenibile, con l’obiettivo di ampliare il bacino di utenza e offrire un punto di riferimento sicuro e funzionale per chi vive e visita il territorio – spiega il commissario alla ricostruzione, Guido Castelli -. Ringrazio l’Usr, il Comune e la Regione Marche guidata dal presidente Acquaroli per il lavoro svolto quotidianamente».

L’intervento nasce dalla necessità di rispondere ai danni causati dagli eventi sismici del 2016, che pur avendo provocato lesioni lievi all’edificio originario, hanno innescato un movimento franoso tale da compromettere la stabilità del muro di sostegno e rendere la struttura inutilizzabile. Dopo attente valutazioni tecniche ed economiche, si è deciso di delocalizzare il rifugio anziché intervenire con opere di contenimento, che avrebbero avuto un impatto ambientale significativo e costi non giustificabili.

Il nuovo rifugio sorgerà alle pendici del Monte di Cesure, dove attualmente si trova la struttura mobile del Mapre, che verrà smontata per fare spazio alla nuova costruzione. Il progetto prevede un edificio su un solo livello, con una sagoma fedele a quella del fabbricato da demolire, senza aumenti di volume. Sarà destinato a escursionisti e allevatori, con due camere matrimoniali e un bagno in comune.

Dal punto di vista architettonico, la struttura sarà realizzata in muratura portante su fondazione a platea, con tetto a capanna in legno e portico sul lato nord. Le finiture esterne rispetteranno il contesto paesaggistico: intonaco a base di calce, tinteggiatura tenue, infissi in legno e copertura in coppi.

Nonostante l’assenza di climatizzazione, il rifugio sarà dotato di impianto fotovoltaico da 4 kW con batteria di accumulo da 9,6 kWh, garantendo autonomia energetica. È prevista anche la realizzazione di un nuovo impianto di trattamento delle acque reflue, in sostituzione di quello preesistente.

Fondi per il miglioramento della fruibilità del Cammino Francescano della Marca

Grazie agli 8 milioni di euro messi a disposizione dalla struttura commissariale per il sisma, in accordo con il presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli, sarà possibile migliorare la fruibilità del Cammino Francescano della Marca. Questo percorso, lungo 167 chilometri, collega Umbria e Marche, parte da Assisi e arriva ad Ascoli Piceno, sotto il segno di San Francesco. Coinvolge quattro province e sedici comuni, con attività avviate in preparazione all’ottavo centenario della morte del Poverello di Assisi, previsto per il 2026.

Ad Ascoli Piceno si è svolto il primo incontro ufficiale per l’attuazione delle misure previste dall’Ordinanza 176, relativa al “Programma di sviluppo per la promozione del turismo lento”. A supporto del progetto, sono disponibili ulteriori 4 milioni di euro attraverso un bando rivolto ai 16 comuni marchigiani coinvolti.

A breve partiranno le attività per la messa in sicurezza del Cammino, accompagnate dall’implementazione di servizi e dalla definizione di una gestione sostenibile della manutenzione. Tutto questo rientra in una più ampia strategia di sviluppo socioeconomico delle aree del cratere sismico. I comuni saranno chiamati a creare una rete per coordinare gli investimenti e diventare veri e propri custodi del territorio. Il Cammino rappresenta non solo un itinerario da percorrere a piedi, ma anche un simbolo dell’identità locale e uno strumento per stimolare nuove attività economiche e il coinvolgimento dei giovani.

Il Commissario straordinario per il sisma 2016, Guido Castelli, ha dichiarato: “Questo è uno dei tre cammini finanziati dalla struttura commissariale per affiancare alla ricostruzione fisica, una vera rivitalizzazione economica, tenendo conto dei flussi turistici che generano ricchezza. Sono stati stanziati 47 milioni di euro per i cammini nelle quattro regioni del cratere. Vogliamo condividere questo percorso in occasione del Giubileo della Speranza e in vista dell’ottavo centenario della morte di San Francesco, momenti in cui i nostri territori possono ricevere un’attenzione speciale”.

L’assessore regionale alle Attività produttive, Andrea Antonini, ha aggiunto: “Quando ero assessore provinciale, sono stato tra gli ideatori di questo percorso che unisce due regioni. Il cammino si snoda attraverso paesaggi straordinari, come quelli dei Monti Sibillini, e offre l’opportunità di creare microeconomie in queste aree. Presentiamo una regione meravigliosa da una prospettiva nuova: camminare significa conoscere profondamente il territorio e può incentivare il ritorno di chi lo ha amato e desidera investirvi. È un turismo religioso che si trasforma anche in esperienza culturale e personale, sulle orme di San Francesco, in un contesto di natura, sport e spiritualità.”

 

Valfornace, sì al progetto del cimitero di Fiordimonte. Approvazioni anche per Visso, Colli del Tronto e Roccafluvione

L’Ufficio Speciale Ricostruzione ha approvato il progetto esecutivo relativo al risanamento conservativo del complesso cimiteriale di Fiordimonte, nel comune di Valfornace (Macerata), per un contributo pari a 682.957 euro.

«La ricostruzione post-sisma non riguarda solo abitazioni e infrastrutture, ma anche luoghi profondamente simbolici per le nostre comunità, come i cimiteri – spiega il commissario straordinario Guido Castelli -. Intervenire su questi spazi significa restituire dignità, memoria e identità ai territori colpiti. Ringrazio i Comuni coinvolti, l’Ufficio Speciale Ricostruzione e la Regione Marche guidata dal presidente Acquaroli per il lavoro sinergico che sta permettendo di trasformare i progetti in realtà concrete».

Il cimitero di Fiordimonte è situato in via Roma ed è composto da edifici realizzati in differenti epoche costruttive e con altrettante diverse tipologie; all’interno si alternano cappelline private a colombari il cui numero di loculi varia a seconda delle dimensioni. Non tutti gli edifici presenti all’interno sono stati lesionati dagli eventi sismici del 2016-2017, pertanto è stato valutato di ripristinare solo alcuni manufatti.

A livello di edilizia cimiteriale sono arrivate altre tre approvazioni. Una riguarda il recupero del cimitero della frazione di Aschio, a Visso (Mc), per cui è stato concesso un contributo di 480.000 euro.

La seconda invece è inerente al cimitero di Meschia, nel comune di Roccafluvione (Ap), che conta su un importo di 149.500 euro.

L’ultima è quella del cimitero di Colli del Tronto, nel Piceno, dove verrà riparata la parte monumentale grazie ad un contributo di 450.000 euro ed alla stessa approvazione del progetto esecutivo.

Al via il primo Festival della Restanza e della Tornanza a Colli del Tronto

Si è tenuta oggi, nella Sala Stampa di Palazzo Chigi, la conferenza di presentazione del primo Festival della Restanza e della Tornanza, in programma dal 20 al 22 giugno a Colli del Tronto (AP), presso il Parco della Pace.

Alla presenza del Ministro per lo Sport e i Giovani Andrea Abodi, del Commissario Straordinario alla Ricostruzione Guido Castelli e del giornalista e direttore artistico Stefano Zurlo, è stato ufficialmente lanciato un evento che intende porre al centro il protagonismo giovanile, il futuro delle aree interne e la ricostruzione non solo fisica, ma anche sociale e culturale del Centro Italia.

«Il terremoto del 2016 ha creato un cratere umano che va curato con relazioni, visioni e nuove possibilità – ha dichiarato il Ministro Andrea Abodi –. Questo Festival è la dimostrazione che, restando o tornando, i giovani possono generare futuro. Serve un ascolto vero, una progettualità paziente e strumenti concreti. Il nostro impegno è accompagnarli, affinché diventino protagonisti del cambiamento».

«Non si ricostruiscono solo edifici, ma comunità – ha aggiunto Guido Castelli –. Abbiamo voluto questo appuntamento perché la rigenerazione non è compito di pochi tecnici, ma di intere generazioni. I giovani del cratere sismico rappresentano il cuore di una nuova idea di futuro: fatta di innovazione, radicamento e partecipazione. Qui, la ricostruzione diventa anche culturale, sociale ed economica. E il futuro, finalmente, mette radici». Il Festival, promosso dalla Struttura commissariale sisma 2016 e dal Ministro per lo Sport e i Giovani attraverso il Dipartimento per le Politiche Giovanili e il Servizio Civile Universale, si svolgerà per tre giorni in una terra simbolo del cratere sismico, con un fitto programma di laboratori, incontri, talk, mostre, concerti e spazi dedicati all’imprenditorialità giovanile.

“Non si tratta solo di ricostruire edifici – ha concluso Castelli – ma di accompagnare una nuova generazione nel farsi carico, in prima persona, del futuro del Paese. Continueremo su questa strada, portando iniziative di questo tipo in molti altri comuni del cratere, a partire da Norcia, Amatrice, Camerino e tanti altri.”

Qui il programma completo:Restare Partire Tornare Festival – IL PROGRAMMA

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Nono appuntamento del Festival dell’Appennino, inclusivo di natura domenica 22 giugno “Dall’alba al tramonto”

Nono appuntamento del Festival domenica 22 giugno “Dall’Alba al tramonto”, in concomitanza con il solstizio d’estate, che inizierà con un concerto all’alba a Cupra Marittima (AP) Alla Dea Cupra con Frida Neri, un’escursione mattutina al canion di Cupra e si concluderà al tramonto ad Accumoli (RI)- Zona Chiesa Madonna delle Coste con concerto Eugenio Finardi. A causa delle condizioni meteo avverse il concerto di Finardi inizialmente previsto ai Pantani di Accumoli si svolgerà nella nuova location ad Accumoli. Una data imperdibile per scoprire come nell’arco di un’ora è possibile passare dal mare ai monti nel cuore dell’Appennino centrale. Il Festival dell’Appennino quest’anno prevede 27 appuntamenti che si terranno tra il 4 maggio al 12 ottobre 2025 in 28 comuni distribuiti nelle quattro regioni dell’Appennino centrale colpite dal sisma del 2016-2017: Abruzzo Lazio, Marche e Umbria -. Borghi che custodiscono un prezioso patrimonio culturale storico, artistico, naturalistico e di tradizioni e che, dopo anni difficili, anche attraverso questa iniziativa vogliono rilanciarsi, crescere, attrarre nuovi visitatori. La manifestazione è promossa dal Commissario Straordinario al sisma 2016 e dal BIM Tronto, con la fondamentale collaborazione dei BIM Vomano-Tordino Teramo, Nera Velino Cascia e Nera-Velino Rieti.

 

Il Commissario al sisma 2016 Guido Castelli: “Il passaggio dalla primavera all’estate, dall’alba al tramonto e dal mare alla montagna fanno di questo doppio appuntamento del Festival un evento davvero speciale. È davvero una manifestazione unica e questa edizione 2025 fa segnare una crescita ulteriore, frutto dell’impegno e della collaborazione dei 4 Bim coinvolti e dei 28 Comuni che hanno aderito all’iniziativa. L’appennino centrale è un territorio di grande bellezza naturalistica, che conserva un patrimonio unico fatto di arte, storia, religione e cultura. Il grande pregio del Festival è quello di valorizzare queste ricchezze, unendo in un grande abbraccio le quattro regioni colpite dal sisma e coinvolgendo tanti turisti, visitatori e curiosi. Come Commissario al sisma poi, mi preme sottolineare la valenza, anche simbolica, di una giornata che si concluderà ad Accumoli, uno dei comuni maggiormente colpiti dal sisma, che ha pagato un doloroso tributo di vittime. A distanza di anni, il messaggio di rinascita e di speranza che vogliamo condividere nasce dalla consapevolezza che, pur tra mille difficoltà, queste nostre comunità sono vive e hanno tutte le capacità e qualità per rialzarsi in piedi. A questo percorso, che stiamo compiendo tutti insieme, diamo il nostro contributo anche attraverso il Festival dell’Appennino, che rappresenta un riuscito esempio di riparazione economica e sociale”.

 

Il Presidente Bim Tronto Luigi Contisciani: “Siamo orgogliosi di annunciare l’apertura della fase estiva del festival, portando con noi l’incredibile successo della stagione primaverile. Aver visto partecipare oltre 5000 persone è la conferma che la nostra scommessa sulla destagionalizzazione è stata vinta: abbiamo attirato turisti, curiosi e appassionati di montagna a scoprire la bellezza nascosta dell’entroterra e dei borghi del nostro Appennino centrale, anche fuori dai periodi tradizionali. Ora ci apprestiamo a inaugurare questa nuova fase con una data che unisce simbolicamente il mare ai monti, in un viaggio emozionale dall’alba al tramonto. Questo evento rappresenta l’essenza stessa della nostra missione: creare connessioni, valorizzare l’intero territorio e offrire quelle esperienze autentiche e immersive che sono il cuore pulsante del festival. Continuiamo a tessere questa rete virtuosa, attraverso la collaborazione tra le istituzioni e gli enti locali con il contributo del Commissario Straordinario al sisma 2016 Guido Castelli e alla collaborazione dei Bim coinvolti.”

Il Sindaco di Cupra Marittima Alessio Piersimoni: “Per noi è un orgoglio rappresentare una tappa di questo Festival così importante che valorizza il territorio e che rappresenta la vicinanza mare-monti, che è la peculiarità della nostra regione, un luogo dove si passa velocemente dalla bellezza del mare a quella delle montagne. Siamo felici che si sia scelto un momento così suggestivo qual è quello dell’alba, per poter vivere un’esperienza bella anche in questa fascia oraria particolare. Puntiamo molto al turismo esperienziale, siamo sicuri che sarà un momento che resterà nella memoria di chi parteciperà. Ringrazio il Commissario Castelli e il presidente del Bim Tronto Luigi Contisciani: ci apprestiamo a vivere questo momento magico dell’alba sul mare”.

Il Sindaco di Accumoli Mauro Tolomei “Siamo orgogliosi di ospitare il primo evento della fase estiva del Festival con un concerto di un grande artista in uno scenario unico che i parchi dei Monti Sibillini e i Monti della Laga sanno offrire al tramonto. Ringraziamo l’organizzazione del Festival dell’Appenino per aver inserito un evento ad Accumoli, siamo convinti che sarà un momento di condivisione, buona musica e allegria. Vi aspettiamo e siamo convinti che vi piacerà”.

Il programma della prima parte della giornata inizierà con il concerto all’alba inizierà alle ore 5 al Parco Padre Emilio Martelli sul lungomare di Cupra Marittima “Alla dea Cupra” di Frida Neri accompagnata dai musicisti Francesco Savoretti e Fabio Mina. Un viaggio musicale che si propone di ammaliare l’ascoltatore e di veicolare a lui attraverso un paesaggio sonoro, gli echi di un mondo antico. Al termine alle ore 6 sarà possibile fare colazione nelle strutture ricettive per poi spostarsi in auto al luogo dell’escursione, sempre a Cupra Marittima, l’anello del Canion partenza escursione ore 7, un anello di 2 ore con dislivello di 110 mt. Al termine dell’escursione sarà possibile scegliere autonomamente come proseguire la mattinata.

L’appuntamento con la seconda parte del programma della giornata prevede dalle ore 16.30 la possibilità di accedere alla zona del concerto nel prato ad Accumoli, nella zona Chiesa Madonna delle Coste dove alle ore 18 assisteremo al concerto al tramonto di Eugenio Finardi in “Tutto ’75-“25 Tour” in cui racconterà 50 anni di carriera, senza mai diventare una celebrazione nostalgica, attraverso i suoi brani storici unitamente alle nuove canzoni di “TUTTO”, in un dialogo tra passato e presente. Con questo disco, il 20° di brani originali, Eugenio Finardi firma quella che potrebbe essere la sua ultima opera inedita, una sorta di testamento musicale e spirituale, carico di consapevolezza, libertà espressiva e ricerca interiore. Capace di fondere il linguaggio cantautorale con una nuova forma di sperimentazione lirica e sonora, gli 11 brani che compongono l’album affrontano con lucidità e sensibilità i grandi temi del presente: dalla crisi sociale e politica ai misteri dell’esistenza, passando per riflessioni su amore, destino, fisica quantistica e spiritualità.

Al termine del concerto si ritornerà autonomamente alle auto e consigliamo di cenare nelle strutture ricettive presenti nella zona per godere dello spettacolo naturale del posto, nel cuore del Parco di Monti Sibillini.

Indicazioni stradali per chi ci raggiunge dalla costa passando per la via Salaria girare per Accumoli, zona Sae, e arrivare alla zona Chiesa Madonna delle Coste seguendo le frecce del Festival.

La partecipazione è gratuita ma è necessaria la prenotazione al fine di organizzare meglio l’evento, compilando il form nella data sul sito www.festivaldellappennino.it.

Raccomandazioni:

L’escursione è adatta a chi è allenato a camminare in montagna e in buona salute.

  • Obbligatorio indossare scarpe da trekking
  • avere con sè almeno un litro d’acqua e un cappello
  • portare kway
  • consigliato portare i bastoncini da trekking
  • consigliato un cambio completo da lasciare in auto
  • portare telo o plaid per assistere allo spettacolo

 

Festival dell’Appennino 2025, inclusivo di natura

Il Festival è promosso da Commissario Straordinario Ricostruzione Sisma 2016 e Bim Tronto, con la collaborazione di Bim Vomano-Todino Teramo, Bim Nera-Velino Cascia e Bim Nera-Velino Rieti, Regione Marche, Regione Umbria, Regione Abruzzo, Regione Lazio, in sinergia con i 28 Comuni dell’Appennino centrale, partner dell’evento, Camerino, San Severino Marche,  Sarnano, Visso, Amandola, Montefalcone Appennino, Montefortino, Acquasanta Terme, Arquata del Tronto, Ascoli Piceno, Castignano, Comunanza, Cupra Marittima, Force, Montegallo, Montemonaco, Palmiano, Roccafluvione, Castelli, Fano Adriano, Rocca Santa Maria, Cerreto di Spoleto, Preci, Sellano, Accumoli, Amatrice, Micigliano, Rivodutri con la direzione artistica dell’Associazione Culturale Appennino up e Mete Picene.

Ascoli, la chiesa di Santa Maria Intervineas sorvegliata speciale: rischio frane sul versante del Tronto

La suggestiva Chiesa di Santa Maria Intervineas, incastonata nel cuore del centro storico di Ascoli, si trova in una zona a rischio idrogeologico. È quanto emerge da uno studio specialistico condotto dall’Ufficio Speciale Ricostruzione – Settore Ordinanze Speciali, che ha acceso i riflettori sull’area adiacente alla chiesa, minacciata da un fenomeno franoso attivo.

«La presenza di un rischio idrogeologico attivo in quest’area richiede un approccio rigoroso, fondato su conoscenza tecnica, attenzione costante e lungimiranza – spiega il commissario alla ricostruzione, Guido Castelli -. La sicurezza delle persone e la tutela del nostro patrimonio sono priorità assolute: per questo, ogni intervento è guidato da criteri di sostenibilità e prevenzione, affinché la ricostruzione non sia solo un ritorno al passato, ma un investimento consapevole nel futuro. Ringrazio, come sempre, gli attori coinvolti, dall’Usr alle monache benedettine passando per la Regione Marche guidata dal presidente Acquaroli».

Mediante un approccio interdisciplinare, basato su indagini geofisiche, sondaggi rilievi topografici e modellazione 3D dell’area, lo studio ha confermato la presenza di una frana da crollo-ribaltamento in stato attivo, già classificata nel PAI 10001-H3. Il movimento interessa la scarpata che collega il terrazzo su cui sorge il centro storico con l’alveo del fiume Tronto, situato circa trenta metri più in basso. Le cause? Un substrato roccioso composto da arenarie e marne, fortemente fratturato e instabile nei primi metri di profondità, reso ancora più vulnerabile da infiltrazioni d’acqua provenienti sia da infiltrazioni superficiali di acque meteoriche che da vecchi scarichi fognari ormai in disuso ma ancora attivi come canali di drenaggio.

Nel corso degli ultimi decenni sono stati effettuati diversi interventi di consolidamento: micropali, tiranti, reti metalliche, gabbionate. Tuttavia, questi lavori – realizzati con tecniche diverse a seconda del periodo e del sito – non garantiscono oggi una mitigazione completa del rischio crollo.

Di conseguenza, l’area è stata classificata con “ri-edificabilità condizionata”, ovvero sarà possibile ricostruire solo gli edifici già esistenti, previa messa in sicurezza delle strutture di fondazione. Nessun via libera, quindi, a nuove edificazioni.

Per garantire una ricostruzione davvero sicura, i tecnici raccomandano una serie di interventi mirati:

  • Rafforzamento corticale della scarpata mediante pulizia, chiodatura e sistemazione delle protezioni esistenti.
  • Drenaggi sub-orizzontali per evitare l’infiltrazione delle acque.
  • Controllo e manutenzione delle reti idriche e fognarie pubbliche, spesso vetuste e soggette a perdite.
  • Monitoraggio regolare dell’alveo del Tronto, in particolare in prossimità del Monastero di San Onofrio, dove É stata riscontrata una repentina accelerazione della corrente del Fiume Tronto che col tempo potrebbe provocare erosione della sponda fluviale e innescare ulteriori movimenti franosi, sebbene allo stato attuale non sono state riscontrate criticità in questo senso.

 

Villa Rambelli, approvato il progetto da 3,5 milioni: la storica dimora diventerà un polo museale

Un nuovo futuro per Villa Cerboni Rambelli: la Conferenza regionale ha approvato il progetto di fattibilità tecnico-economica per il consolidamento e il restauro conservativo della storica villa ottocentesca di San Benedetto del Tronto, con una nuova destinazione d’uso a carattere museale. L’intervento, finanziato con 3,5 milioni di euro nell’ambito dell’ordinanza 137/2023, rientra nel Programma straordinario di Rigenerazione Urbana connessa al sisma e nel nuovo piano di ricostruzione delle opere pubbliche della Regione Marche.

«La rigenerazione di Villa Rambelli è un esempio virtuoso di come la ricostruzione post-sisma possa diventare occasione di rilancio culturale e sociale – ha dichiara il Commissario Straordinario alla Ricostruzione, Guido Castelli -. Investire nella tutela del patrimonio significa restituire valore alle comunità e costruire luoghi di memoria e futuro. Ringrazio l’Usr, il Comune e la Regione Marche guidata dal presidente Acquaroli».

Costruita a partire dal 1870 come residenza della famiglia Cerboni De Santis, Villa Rambelli è oggi di proprietà del Comune grazie a un lascito testamentario. L’edificio, tutelato dal 1983, è un raffinato esempio di architettura signorile ottocentesca, immerso in un parco vincolato di circa 12.000 metri quadrati. Il complesso si sviluppa su una superficie lorda di circa 1.270 metri quadrati, articolata in quattro corpi principali.

Il progetto prevede un restauro conservativo e un miglioramento sismico dell’intera struttura, con l’obiettivo di trasformare la villa in un centro culturale e museale. I corpi A e C ospiteranno sale espositive e museali, il corpo B sarà destinato ad attività ricreative e di incontro, mentre il corpo D accoglierà uffici e ulteriori spazi espositivi.

Tra gli interventi previsti: bonifica dell’amianto, consolidamento delle murature, rifacimento degli impianti, installazione di ascensori, restauro delle volte decorate e recupero delle pavimentazioni storiche. Il tutto nel rispetto dell’identità architettonica e storica del complesso.

«Voglio ringraziare ancora una volta la struttura commissariale guidata dal sen. Castelli per aver accolto la nostra proposta finalizzata al recupero di una stupenda villa ottocentesca immersa in un parco e situata nel cuore cittadino – dice il sindaco di San Benedetto del Tronto Antonio Spazzafumo – Desidero ricordare che il Fondo per l’Ambiente Italiano ha già designato Villa Cerboni – Rambelli come “Luogo del Cuore”. La restituzione della villa e del relativo parco alla città dopo tanti anni rappresenterà una grande opportunità per incrementare l’attrattività di San Benedetto e di tutto il Piceno. Abbiamo perseguito quest’obiettivo sin dai primissimi giorni successivi al nostro insediamento ma senza il contributo dei soggetti istituzionali competenti il risultato non sarebbe stato raggiunto».

Fiastra, nuovi fondi per la demolizione e ricostruzione della caserma dei Carabinieri

A Fiastra, nell’ambito dell’Ordinanza Speciale n. 27 del 14 ottobre 2021 “Interventi di ricostruzione per la riparazione, il ripristino o la demolizione e ricostruzione di immobili pubblici rientranti nel patrimonio dell’Agenzia del Demanio dislocati nelle regioni Umbria, Marche, Lazio e Abruzzo ed interessate dagli eventi sismici a far data dal 24 agosto 2016” è stato assegnato un ulteriore importo di 1.031.903  a favore dell’intervento di demolizione e ricostruzione della caserma dei Carabinieri. Il totale previsto per i lavori ammonta a 4.058.076,76 euro.

“I Carabinieri sono un presidio di legalità all’interno del cratere.  Questi nuovi fondi a disposizione sono frutto di una sinergia essenziale per la rinascita dei nostri territori. L’Arma ha bisogno di strutture efficienti e sicure per poter operare quotidianamente- dichiara il Commissario alla ricostruzione sisma 2016 Guido Castelli- Nelle Marche ci sono 19 interventi in corso finanziati per mezzo dell’ordinanza speciale 27/2021 e dell’ordinanza speciale 69/2023, per un totale di circa 108 milioni di euro. Insieme al Demanio, l’Ufficio ricostruzione e la Regione Marche stiamo lavorando intensamente per velocizzare il tutto e consegnare quanto prima queste strutture essenziali per il territorio”.

Ad Amatrice riparte “Casa futuro”, il piu’ grande cantiere della ricostruzione privata del sisma 2016

Ripartono ad Amatrice i lavori di “Casa Futuro”. Il più grande cantiere della ricostruzione privata del sisma 2016 sorgerà al posto del l’ex complesso Don Minozzi, l’enorme complesso sito nel comune reatino, di proprietà dell’Opera Nazionale per il Mezzogiorno d’Italia, che aveva subito ingenti danni a causa del sisma. Questa mattina ad Amatrice si è tenuta una cerimonia per ufficializzare la ripartenza del cantiere alla presenza del Commissario al sisma 2016, Guido Castelli; dell’Assessore alla Ricostruzione della Regione Lazio Manuela Rinaldi; del Sindaco Giorgio Cortellesi, del Vescovo di Rieti, Monsignor Vito Piccinonna, e del Presidente dell’Opera Don Minozzi, don Savino D’Amelio. Si è collegato all’appuntamento anche l’Architetto Stefano Boeri, che ha ideato il Progetto di “Casa Futuro”. Il progetto di Boeri, pur mantenendo i precedenti volumi, costituisce un’opera innovativa per funzioni, materiali e processi di lavorazione. Iniziato nel 2021, il cantiere (il cui valore è di 54,7 milioni di euro) era stato temporaneamente interrotto nel 2023 e, a marzo del 2025, grazie all’impegno del Commissario Castelli, i lavori sono ripartiti con un nuovo gruppo di imprese. L’obiettivo fissato è quello di realizzare e consegnare “Casa Futuro” nel 2027. Dichiarazione del Commissario Guido Castelli: “Questo è un giorno importante non solo per la comunità di Amatrice, ma per tutto il cratere sisma. Il valore materiale, sociale e culturale del Don Minozzi ne fa un simbolo della rinascita dell’Appennino centrale e, dunque, la sua realizzazione è prioritaria per riaccendere la speranza nel nostro futuro e per dimostrare che la ricostruzione è in grado di portare a termine anche gli interventi più sfidanti. Casa Futuro, infatti, oltre a essere un’opera innovativa e sostenibile di altissimo pregio, è il più grande cantiere della ricostruzione privata del sisma 2016 il quale è, a sua volta, il più grande cantiere d’Europa. Elementi che ci danno la dimensione dell’intervento che ci impegna e che tutti insieme vogliamo veder completata il prima possibile”. Dichiarazione dell’Architetto Stefano Boeri: “A distanza di quasi nove anni dalla tragedia del terremoto, il cantiere per la ricostruzione del complesso del Don Minozzi ad Amatrice sta procedendo con l’obiettivo di terminare i lavori entro il 2027. Il cantiere copre un’area di 50.000 mq e riguarda 5 manufatti parzialmente o totalmente compromessi dal terremoto del 24 agosto 2016: si tratta di un progetto fondamentale per tutta l’area del Cratere, perché rappresenterà la prima grande architettura sociale per la comunità di Amatrice”.

Dichiarazione dell’Assessore Manuela Rinaldi: “Quella di oggi è una bella giornata per Amatrice: la ripresa del cantiere Casa Futuro rappresenta un modello di buona amministrazione. L’Ufficio Speciale per la Ricostruzione del Lazio ha sempre fornito il supporto necessario per individuare le soluzioni utili a riprendere al più presto i lavori. Si è trattato di un lavoro basato sulla massima collaborazione, sia per la gestione della sospensione del cantiere sia per la rimodulazione dei tempi di realizzazione, passati da 24 a 48 mesi. La ricostruzione, in uno dei cantieri più grandi d’Europa, continua. Il nostro compito è garantire la massima trasparenza e collaborazione per superare ogni difficoltà e restituire finalmente nuova vita a questo territorio”. Dichiarazione del Sindaco Giorgio Cortellesi: “Speriamo che questa volta sia quella buona. Come noto, il cantiere in questione è stato al centro di tante problematiche che ne hanno ritardato i lavori. Casa Futuro fa parte a pieno titolo della nostra storia ed è uno dei fiori all’occhiello della ricostruzione di Amatrice che ha bisogno di un impegno collettivo da parte di tutti, amministrazione, istituzioni, tecnici, proprietari, imprese. La scommessa che dobbiamo vincere è il veloce ritorno alla normalità”. Il progetto di Casa Futuro è articolato in quattro aree a corte – Corte Civica, Corte del Silenzio, Corte dell’Accoglienza, Corte delle Arti e del Mestieri – ognuna delle quali ospiterà diverse funzioni di utilità sociale, con l’obiettivo di offrire un nuovo spazio pubblico alla città di Amatrice e rappresentare un luogo di accoglienza e formazione aperto alle nuove generazioni. Tra gli aspetti fondamentali di cui il progetto tiene conto, è previsto il recupero del 70% delle macerie del precedente Centro distrutto dal sisma, impiegate per la realizzazione di sottofondi stradali, aree pavimentate e superfici drenanti. Allo stesso modo, particolarmente interessante è il recupero degli elementi di carattere storico presenti sul sito e, in particolare, l’allineamento con la chiesa di Santa Maria Assunta, la Fontana delle Pecore e la Torre Civica di Amatrice, per valorizzare la riconnessione del complesso con il tessuto. Il nuovo gruppo di imprese che sta lavorando sul cantiere, sotto la Direzione Lavori di Stefano Boeri con l’architetto Corrado Longa (Direttore del Dipartimento di Urbanistica di Stefano Boeri Architetti), è guidato dalle imprese Di Vincenzo Dino & C spa, MIC srl, Turla Costruzioni srl, che hanno costituito una società consortile (DMT Scarl). Hofpro ha seguito la progettazione strutturale e segue la direzione lavori delle strutture. Esa Engineering segue la progettazione impianti, energetica, prevenzione incendi, acustica, sottoservizi e direzione lavori degli impianti; ErreB2 è il coordinatore della sicurezza in fase di progettazione e di esecuzione.