Strade: il Cipess finanzia nuovo tratto di lavori per la “Picente”

Da Roma giungono novità positive per la Strada Picente, la statale che collega Amatrice a l’Aquila. Il Cipess, infatti, ha appena approvato il finanziamento di tre ulteriori interventi lungo il tratto laziale (di cui era già finanziata la progettazione da precedenti ordinanze del Commissario Castelli) che si vanno ad aggiungere a quello già finanziato della variante di Amatrice. La SS260 è un’arteria strategica per il collegamento tra Alta Sabina e Abruzzo, danneggiata a seguito del sisma del 2016. Questi ulteriori interventi sono stati finanziati nell’ambito del Programma “RiViTA Rigenerazione Viaria dei Territori Appenninici” iniziativa per la ricostruzione delle strade nelle zone colpite dal sisma del 2016, promossa dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e dalle quattro regioni interessate (Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria) che prevede un investimento complessivo di circa 1,85 miliardi di euro. Nel tratto laziale della SS260 sono, pertanto, finanziati e appaltati 4 interventi per un importo complessivo di circa 120 milioni che vanno ad interessare un’estesa di oltre 8 km di tracciato.

Il Commissario al sisma 2016 Guido Castelli ha dichiarato: “La Picente è un’opera fondamentale nell’ambito della strategia attraverso la quale vogliamo rompere l’isolamento che caratterizza l’Appenino centrale da lungo tempo. Questa strada, infatti, collega la Valle dell’Aterno con quella del Tronto e, proseguendo lungo la Via Salaria, consente di raggiungere Roma e il Mare Adriatico. Dei buoni collegamenti sono a tutti gli effetti opere di riparazione economica e sociale, dal momento che avvicinano le comunità e rendono i nostri borghi più accessibili. Grazie alla decisione del Cipess e alla costante collaborazione con il Questore Trancassini e l’Assessore Rinaldi contiamo di completare quei lavori che possono contribuire ad accelerare la rinascita dei nostri territori”.

L’assessore alla Ricostruzione della Regione Lazio, Manuela Rinaldi: “Il finanziamento del nuovo tratto della strada Picente segna un nuovo passo nel rilancio delle aree colpite dal sisma del 2016. L’intervento infrastrutturale punta a migliorare i collegamenti nell’Appennino laziale e a sostenere la ripresa del tessuto economico locale. Questo intervento ci permette di proseguire la missione di connettere l’Appennino laziale e di costruire una strategia per lo sviluppo economico del territorio. Ringrazio il Governo, il Commissario Castelli e tutti gli enti coinvolti nel Programma ‘RiVita’ per l’impegno dimostrato. Una sinergia che porta benefici concreti ai territori del Cratere”.

Il Questore della Camera, onorevole Paolo Trancassini: “”L’approvazione da parte del Cipess del finanziamento per un nuovo intervento lungo il tratto laziale della Strada Statale Picente, importante arteria che collega Amatrice a L’Aquila, rappresenta un tassello fondamentale all’interno di una strategia più ampia che punta a restituire centralità e prospettiva alle aree interne del Paese. Garantire connettività significa riconoscere il diritto delle comunità dell’Appennino a disporre di collegamenti stradali sicuri ed efficienti, sui quali poter riannodare economie, relazioni sociali e opportunità di sviluppo. Questo ulteriore intervento, che si aggiunge ai quattro già finanziati e appaltati, conferma una visione concreta e coerente. Un ringraziamento sincero va al Commissario Straordinario alla Ricostruzione, Guido Castelli, all’Assessore regionale alle Infrastrutture, Manuela Rinaldi ed alla Sottosegretaria al Mef con delega alla Ricostruzione Lucia Albano per la costante attenzione e l’impegno determinato con cui stanno accompagnando questo processo di rinascita e coesione territoriale”.

Apiro: approvato il progetto per il recupero della ex Chiesa di San Francesco

Un nuovo capitolo si apre per la ex Chiesa di San Francesco di Apiro (Mc), nel cuore del centro storico. L’Ufficio Speciale Ricostruzione ha approvato il progetto esecutivo per il recupero dell’edificio, determinando il contributo in 515.500 euro per l’intervento, significativo, che lo restituirà all’utilizzo pubblico. L’edificio, situato lungo il corso principale del paese e adiacente all’antico convento francescano, è un esempio architettonico di grande valore, collegato da un lato al vecchio convento, con l’altro lato che si affaccia sul vicolo di San Francesco.

«Con interventi come questo rafforziamo il legame tra la comunità e il proprio patrimonio – spiega il commissario alla ricostruzione, Guido Castelli -. Restituiamo un bene architettonico alla sua funzione ed al tempo stesso facciamo anche un passo concreto verso la rinascita del centro storico di Apiro. Ringrazio come sempre il Comune, l’Usr e la Regione Marche guidata dal presidente Acquaroli».

«L’intervento di riparazione danni della ex Chiesa di San Francesco, di proprietà comunale, rientra in un più ampio programma di riqualificazione urbana iniziato con il recupero del palazzo comunale, la costruzione della nuova scuola primaria, proseguito con la realizzazione della nuova casa di riposo nell’ex convento di san Francesco, con l’acquisto e rifunzionalizzazione dell’ex Monastero di Santa Maria Maddalena (i cui lavori sono da poco iniziati) e con la prossima approvazione del progetto per la realizzazione della nuova caserma dei Vigili del Fuoco; La ex Chiesa di San Francesco in particolare sarà adibita a centro espositivo e sala convegni e sarà inoltre utilizzata nell’ambito delle manifestazioni storiche organizzate dal Comune di Apiro quali il festival internazionale del folclore e la festa della polenta e i mercatini natalizi. Il ripristino della ex chiesa è un importante tassello che si aggiunge al mosaico degli interventi programmati dall’Amministrazione Comunale dopo il sisma del 2016, progetti che mirano alla rivitalizzazione e riqualificazione del Centro Storico e volti ad attrarre turismo e nuovi residenti che potranno usufruire di servizi di qualità e ospitalità. Ringrazio il Commissario Castelli, il Direttore Trovarelli e tutti i funzionari dell’Ufficio Ricostruzione che sempre ci hanno dimostrato la loro disponibilità e che con professionalità ci hanno agevolato nella stesura di tutte le pratiche » ha spiegato il sindaco Ubaldo Scuppa.

Il progetto di recupero mira a restituire piena funzionalità e sicurezza, intervenendo sulle fragilità strutturali emerse nel tempo e aggravate dagli eventi sismici. Verranno rimossi i dispositivi di messa in sicurezza temporanei, ritensionati i tiranti esistenti e inseriti nuovi elementi per contrastare le spinte delle volte. La cupola e la volta in mattoni saranno oggetto di un attento rinforzo, mentre le murature lesionate saranno riparate con tecniche tradizionali di restauro, come il cuci-scuci e la stuccatura. Particolare attenzione sarà riservata alla cantoria e agli elementi decorativi interni

La ex Chiesa di San Francesco custodisce un importante patrimonio artistico, con affreschi e tele di epoca rinascimentale e barocca, alcuni dei quali attribuiti alla cerchia dei fratelli Salimbeni. Tra le opere più significative emerse nel tempo, spiccano la “Madonna con Bambino in gloria tra i Santi Andrea e Sebastiano” del 1511 e la “Natività con Annuncio ai pastori”, testimonianze di una vivace tradizione pittorica locale.

Petriolo punta sulla rigenerazione urbana: approvato progetto da 905.000 euro per il centro storico

La Conferenza regionale ha approvato il progetto di fattibilità tecnico-economica per un intervento di rigenerazione urbana nel Comune di Petriolo (Mc), finanziato con un contributo di 905.000 euro. L’intervento riguarda il rifacimento di tratti di pavimentazione e dei sottoservizi nelle aree storiche più danneggiate dagli eventi sismici del 2016/2017.

«Il progetto rappresenta un passo importante per la valorizzazione del patrimonio storico e urbano di Petriolo, con l’obiettivo di restituire piena funzionalità e decoro a spazi pubblici fondamentali per la vita della comunità – spiega il commissario alla ricostruzione Guido Castelli – Ringrazio per il lavoro costante tutte le componenti coinvolte, dal Comune fino all’Ufficio Speciale Ricostruzione ed alla Regione Marche guidata dal presidente Acquaroli».

Il progetto si inserisce nel quadro del Programma straordinario di Rigenerazione Urbana connessa al sisma, approvato con l’Ordinanza n. 137 del 2023, e interessa due lotti localizzati nel cuore del centro storico: il Borgo della Sbarra e l’antico Borgo del Castello, entrambi ricadenti nella zona A, di interesse storico-artistico.

Le criticità rilevate includono disconnessioni e avvallamenti nelle pavimentazioni in selciato e conglomerato bituminoso. Gli interventi previsti mirano a ripristinare la fruibilità e l’identità architettonica dei luoghi, con particolare attenzione alla qualità dei materiali e all’efficienza dei sottoservizi.

Nel Lotto 1, che comprende via della Croce e piazza della Croce, si procederà alla sostituzione della pavimentazione in arenaria (riutilizzandone il 50%) e alla realizzazione di una nuova superficie in asfalto con cordoli in pietra. Saranno inoltre riorganizzati i sottoservizi per energia elettrica, fibra e pubblica illuminazione.

Nel Lotto 2, che interessa il borgo interno all’incastellamento, si interverrà con la sostituzione delle pavimentazioni esistenti con sampietrini in arenaria, uniformando l’aspetto urbano in tratti come Vicolo del Suffragio, via Garibaldi, largo Ginobili e via Catalani.

L’intervento progettuale legato alla ripavimentazione dell’area del centro storico in questione prevede anche il rifacimento dei seguenti sottoservizi: rete per la distribuzione energia elettrica; rete per la distribuzione fibra e/o telefonia; rete per la pubblica illuminazione.

Offida, approvato il progetto di intervento di riparazione danni e rafforzamento locale della chiesa di Maria Santissima Assunta o Collegiata

Approvato in Conferenza permanente il progetto di intervento di riparazione danni e rafforzamento locale della chiesa di Maria Santissima Assunta o Collegiata ad Offida (Ap). La chiesa Collegiata, consacrata a Maria Assunta in Cielo, è situata nel centro storico del Comune di Offida e sorge sul posto dove si trovava l’Oratorio della Trinità, che fu demolito. Internamente è stata decorata con strucchi. In fondo al presbiterio, in alto, vi sono degli angeli; alcuni di essi sorreggono il nome di Maria, altri sono in atto di gettare fiori sul campo dell’Assunta in cielo. Gli interventi prevedono il consolidamento della cupola all’estradosso mediante la realizzazione di una cappa collaborante con rete strutturale in fibra di vetro, la ristilatura armata dei giunti della muratura faccia a vista con barre elicoidali in acciaio inox allettante con malta,  il ripristino delle porzioni di intonaco distaccate dal supporto murario tramite intervento di consolidamento puntuale e manuale dell’intonaco, con successiva integrazione della tinteggiatura esistente e l’ installazione di una centralina per l’acquisizione dei dati del sistema di monitoraggio sismico, posta in corrispondenza del balcone al secondo piano della casa canonica, e due sensori di monitoraggio posti uno sulla sommità del campanile ed uno in corrispondenza della cupola centrale. Il progetto ha un costo di 350.000,00 euro.

“Proseguiamo con il cambio di passo che abbiamo intrapreso, coinvolgendo anche questi preziosi tasselli della nostra tradizione che sono le nostre chiese- evidenzia il commissario straordinario alla ricostruzione sisma 2016 Guido Castelli – La sinergia con le istituzioni è fondamentale e per questo ringrazio il presidente della Regione Francesco Acquaroli, l’Arcivescovo Gianpiero Palmieri, l’Ufficio ricostruzione e il sindaco Luigi Massa per la loro collaborazione”.

Approvato l’intervento di miglioramento sismico della chiesa di Sant’Antonio Abate ad Acquasanta Terme

La Conferenza permanente ha approvato l’intervento di miglioramento sismico della chiesa di Sant’Antonio Abate ad Acquasanta Terme (Ap).  La chiesa, ubicata all’interno del tessuto storico della frazione Peracchia, presenta un impianto ad aula unica con struttura verticale in muratura portante mista in pietra e laterizio, avente il paramento esterno interamente a facciavista, finitura tipo che caratterizza l’intero borgo antico della frazione. L’interno è caratterizzato da una finitura ad intonaco priva di qualsiasi forma di decorazione di carattere pittorico ed artistico; sono presenti però elementi sacrali quali l’altare, gli apparati scultorei e le pale di decorazione realizzati in legno. E’ prevista la realizzazione di un cordolo sommitale in acciaio, il rinforzo delle murature interne mediante intonaco armato con rete in fibra di vetro, la stilatura armata dei giunti dei paramenti murari, cuciture armate per solidarizzazione murature ortogonali,  il risanamento mediante metodo scuci-cuci e ripristino della congruità muraria e  lo smontaggio e successiva ricostruzione della vela campanaria, utilizzando i medesimi conci in pietra, con inserimento di un nucleo centrale in malta strutturale armata. Il costo totale dell’intervento è di 400.000,00 euro.

“Restituire alla comunità luoghi identitari e di fede come questa chiesa in questa frazione rappresenta uno degli obiettivi più significativi del nostro impegno nella ricostruzione post-sisma che sta avanzando in maniera decisa- dichiara il commissario alla ricostruzione sisma 2016 Guido Castelli – Ringrazio il presidente della Regione Francesco Acquaroli, l’Arcivescovo Gianpiero Palmieri, l’Ufficio ricostruzione e il sindaco Sante Stangoni per la loro preziosa collaborazione”.

Presentato il Rapporto Montagne Italia 2025. Castelli: “Il modello Appennino centrale uno strumento efficace per combattere lo spopolamento”

Uncem (Unione Nazionale Comuni Comunità Enti Montani) ha presentato a Roma il Rapporto “Montagne Italia 2025”. Il rapporto nasce nell’ambito del Progetto Italie e del Dipartimento per gli Affari regionali e le Autonomie della Presidenza del Consiglio dei ministri e attuato dall’ UNCEM per descrivere come si manifesta la contemporaneità nelle montagne italiane tra criticità, opportunità e nuovo protagonismo.  Le montagne italiane raccontate attraverso la illustrazione delle dinamiche socioeconomiche che le caratterizzano e le strategie territoriali che le attraversano. Un quadro completato dalle riflessioni argomentate e informate sul percorso fatto dalla Strategia delle Aree Interne e sulla novità dei processi in atto connessi alla Strategia delle green Community, precedute da un approfondimento sui temi dello spopolamento e del neopopolamento che molto hanno a che fare con entrambe le strategie.

Il Rapporto Montagne Italia 2025 presentato oggi a Roma presso l’Università Mercatorum, chiarisce diversi aspetti oggetto di discussione sullo spopolamento delle aree interne e montane. Il primo lo ha chiarito il Commissario alla ricostruzione sisma 2016 Guido Castelli circa la presunta intenzione di accompagnare queste aree alla scomparsa: “È stato proprio il governo Meloni a volere accanto alla ricostruzione il rilancio economico e sociale del territorio – ha dichiarato Castelli – con il programma NextAppennino abbiamo lavorato non solo per creare e rilanciare imprese e servizi, ma anche per la ricostruzione di comunità lacerate dal sisma. La settimana scorsa, nell’ambito del Festival della restanza e della tornanza a Colli del Tronto – ha ricordato Castelli – il presidente dell’Istat Chelli ha certificato gli effetti dei nostri sforzi registrando un cambio di direzione nel 2024 nella curva demografica che era in picchiata da decenni”.

Il Rapporto Montagne Italia 2025 è un lavoro di 800 pagine, tra numeri, analisi, dati, approfondimenti per affermare che è possibile arrestare lo spopolamento se si lavora per migliorare la governance e se si mantengono vive le comunità.

“Il lavoro della Struttura Commissariale sisma 2016 va proprio in questa direzione – continua Castelli – grazie a una governance multilivello in costante ascolto con i territori e i loro rappresentanti abbiamo assicurato efficienza ed efficacia delle azioni. Un enorme lavoro portato avanti anche grazie alle quattro Regioni – conclude Castelli – che ha come obiettivo ricostruire e mettere in sicurezza le case e le infrastrutture senza dimenticare il ruolo delle comunità locali che è fondamentale per dare un futuro ai nostri territori”.

Canzano, approvato l’intervento di miglioramento sismico della chiesa di San Salvatore

Approvato in Conferenza permanente, l’intervento di miglioramento sismico della chiesa di San Salvatore a Canzano, in provincia di Teramo. La chiesa è sita poco fuori del centro abitato del comune di Canzano, un tempo era annessa ad un monastero tenuto dai Padri Benedettini, in un contesto di campagna collocata nei pressi del cimitero cittadino, tanto che nel XVI secolo fu destinata a cappella cimiteriale. Annoverata nell’Elenco degli edifici monumentali della provincia di Teramo, è stata restaurata negli anni 1968-1969. Sulle pareti e sui lati inferiori degli archi sono ben visibili numerosi affreschi, alcuni realizzati tra il XIV ed il XV secolo, ed altri tra il XV ed il XVIII secolo; in particolare, in una nicchia sulla parete sinistra si trova una bellissima Madonna con bambino in trono.

Tra gli interventi previsti c’è il consolidamento murature con iniezioni di malta base calce; la stilatura profonda dei giunti e sarcitura delle lesioni ove presenti, la sarcitura delle lesioni con malta base di calce ed esecuzione dell’intervento “scuci e cuci”, la cucitura a secco delle lesioni sulle murature mediante barre elicoidali, il consolidamento delle fondazioni e sottofondazioni con minipali e del tetto e l’inserimento del cordolo sommitale in acciaio.  L’importo previsto per i lavori è di 1.500.000,00 euro.

 

“Prosegue il cambio di passo che abbiamo intrapreso per restituire ai cittadini luoghi importanti della loro memoria e della loro vita collettiva. Anche questo è un ulteriore segnale di rinascita del territorio, nel segno della bellezza e della coesione sociale- sottolinea il Commissario alla ricostruzione sisma 2016 Guido Castelli – Ringrazio il presidente della Regione Marco Marsilio, il Vescovo Lorenzo Leuzzi, l’Ufficio ricostruzione e il direttore Vincenzo Rivera e il sindaco Maria Marsilii per la loro collaborazione”.

Ricostruzione e rilancio dell’edilizia residenziale pubblica: approvati due progetti a Gagliole e Montegallo

L’Ufficio Speciale per la Ricostruzione ha dato il via libera a due interventi di edilizia residenziale pubblica, destinati a riqualificare immobili comunali danneggiati dal sisma e a restituirli alla comunità con nuove funzioni abitative.

A Gagliole (Mc) è stato approvato il progetto esecutivo per la riconversione dell’ex scuola comunale, situata nel cuore del centro storico tra il castello medievale e la cinta muraria. L’intervento, dal valore di 342.029 euro, prevede la trasformazione dell’edificio – articolato su tre livelli più un sottotetto – in un’abitazione distribuita su due piani, con zona giorno e zona notte collegate da una scala interna. L’immobile, un tempo sede scolastica, ha cambiato destinazione d’uso nel tempo, adattandosi alle esigenze del Comune.

«Dopo tante incertezze, la ricostruzione ha finalmente cambiato passo – conferma il commissario alla ricostruzione, Guido Castelli -. Oggi vediamo i cantieri riempire il territorio del cratere, segno tangibile di un impegno concreto. Vogliamo costruire un Appennino contemporaneo, attrattivo e vivo, che conservi la sua identità ma sia anche capace di offrire nuove opportunità di vita e lavoro. Ringrazio il lavoro costante compiuto dai Comuni, dall’Usr e dalla Regione Marche guidata dal presidente Acquaroli».

A Montegallo (Ap), nella frazione di Propezzano, è stato invece approvato il progetto per la riparazione e il miglioramento sismico di un fabbricato comunale risalente agli anni ’50, che richiede una copertura di 427.309 euro. L’edificio, composto da due unità immobiliari sovrapposte, sarà oggetto di un intervento strutturale profondo: rinforzo delle murature, adeguamento dei solai, realizzazione di un vespaio aerato e miglioramento energetico con nuovi infissi, isolamento termico e caldaie a condensazione. L’obiettivo è restituire due appartamenti sicuri, efficienti e conformi alle normative vigenti, destinati all’edilizia residenziale pubblica.

Ad Ascoli la firma del Protocollo d’Intesa per il rafforzamento dei flussi informativi e delle misure di prevenzione contro i tentativi di infiltrazione mafiosa nei cantieri della ricostruzione pubblica

Venerdì 27 giugno alle ore 12.00 presso la Sala Ceci del Palazzo dell’Arengo, il Commissario Straordinario del Governo per la Ricostruzione Sisma 2016, Avv. Guido Castelli, e il Prefetto Canaparo, responsabile della Struttura di Missione del Ministero dell’Interno, procederanno alla firma del Protocollo d’Intesa per il rafforzamento dei flussi informativi e delle misure di prevenzione contro i tentativi di infiltrazione mafiosa nei cantieri della ricostruzione pubblica e privata con contributo pubblico nei territori colpiti dal sisma del 2016.

La sottoscrizione del Protocollo concluderà la riunione operativa prevista in mattinata tra il Commissario Castelli, il Prefetto Canaparo, i Prefetti delle province interessate, il Direttore Generale della DIA e il Direttore Agenzia unica per le ispezioni del lavoro, dedicata a fare il punto sulle attività di controllo della legalità nei cantieri del cratere sismico.

Il Protocollo – in attuazione dell’Ordinanza n. 2016 del 27 dicembre 2024 “Disciplina delle misure in favore del controllo, della sicurezza e dell’innovazione nei cantieri, ai sensi dell’art. 35 del decreto legge 17 ottobre 2016, n. 189, nei territori delle regioni Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria colpiti dagli eventi sismici a far data dal 24 agosto 2016” ha l’obiettivo di rafforzare la legalità e la trasparenza nei cantieri della ricostruzione attraverso l’interoperabilità dei dati della piattaforma digitale GE.DI.SI. verso gli organi di controllo, velocizzando i controlli antimafia e promuovendo un’azione coordinata tra le istituzioni per prevenire infiltrazioni illecite e tutelare i diritti dei lavoratori.

“Restare, Partire, Tornare” – Un successo straordinario per il primo Festival della Restanza e della Tornanza

Un’ondata di idee, emozioni e partecipazione ha travolto Colli del Tronto nei tre giorni del Festival della Restanza e della Tornanza, che si è chiuso domenica 22 giugno con numeri da record e una straordinaria risposta del pubblico. Oltre duemilacinquecento le persone presenti al Parco della Pace, provenienti da tutta l’Italia centrale per condividere un messaggio chiaro: le aree interne non sono “margini”, ma cuori pulsanti di visioni e responsabilità.
Tre giornate ricche di incontri, dialoghi, laboratori, lezioni spettacolo, concerti e tavole rotonde. Al centro, i giovani e il loro ruolo nella rinascita dei territori colpiti dal sisma del 2016, ma anche più in generale nella rigenerazione dell’Italia profonda, quella dei piccoli paesi, delle montagne, dei borghi, dei legami comunitari.

«Questo Festival è la prova che dalle macerie non nascono solo edifici, ma progetti, relazioni e possibilità. “Restanza” e “tornanza” non sono parole astratte, ma strumenti concreti per dare ai giovani un ruolo attivo nella rinascita e la ricostruzione deve essere soprattutto culturale, sociale, economica. Vogliamo che il cratere post-sisma sia laboratorio di rinascita e modello per tutto il Paese». Ha dichiarato Guido Castelli, Commissario Straordinario per la Ricostruzione 2016 e promotore dell’iniziativa.

A rappresentare pienamente questa visione proiettata in avanti sono stati proprio i più giovani: oltre 500 studenti delle scuole superiori del Piceno e ragazzi del Servizio Civile Universale, hanno attraversato il Festival con entusiasmo e spirito critico partecipando a laboratori su imprenditorialità giovanile, comunicazione, intelligenza artificiale e territorio, accanto a divulgatori come Vincenzo Schettini, fisico e influencer da milioni di follower.
Una presenza non soltanto numerosa ma profondamente significativa: le nuove generazioni sono state l’orizzonte a cui il Festival ha guardato e si è rivolto, dimostrando che restare, partire e tornare possono essere scelte consapevoli e non condizioni imposte.

A portare un contributo, durante l’incontro istituzionale che ha visto sul palco anche il Presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli e il Commissario Castelli, è stato Michele Sciscioli, Capo Dipartimento per le Politiche Giovanili della Presidenza del Consiglio: «Investire nelle energie emergenti significa investire nei territori. Questo Festival è un esempio di alleanza tra istituzioni e chi guarda avanti. I giovani hanno idee, visione, capacità e  sono la chiave per trasformare l’Italia interna in risorsa per il Paese. Il governo continuerà a stare al loro fianco, con l’impegno di ascoltarli e sostenerli con politiche concrete e lungimiranti».
Grande attenzione per i talk istituzionali e culturali dell’ultima giornata. Nella tavola rotonda “La crisi di una civiltà e l’avvilimento dei cuori”, coordinata da Angelo Mellone, giornalista e direttore del daytime Rai, si sono confrontati il poeta, scrittore e drammaturgo Davide Rondoni e Padre Francesco Piloni, Ministro della provincia serafica di S.Francesco d’Assisi di Umbria e Sardegna, in un dialogo intenso su spiritualità, fragilità contemporanee e resistenza interiore. E proprio Mellone ha sottolineato il valore simbolico e strategico del Festival: «C’è una parte d’Italia che non si arrende. Qui ho visto intelligenze e sensibilità capaci di dare forma a una nuova idea di patria: non nostalgia, ma progetto. Restare o tornare deve essere una scelta libera, bella, desiderabile. L’entroterra non è un museo, è il luogo della complessità, del senso, della profondità. L’entroterra italiano è il luogo dove vanno costruite e pensate le nuove città».
A seguire, il panel “Giovani e imprenditoria: come creare opportunità nelle aree interne”, coordinato dal senatore e giornalista Tommaso Cerno, ha visto la partecipazione del Rettore dell’Università Politecnica delle Marche Gian Luca Gregori e dell’imprenditore e mecenate Brunello Cucinelli, simbolo di un nuovo umanesimo applicato all’economia. Un confronto ricco e ispirato, che ha messo in luce le condizioni necessarie per far nascere impresa nei territori dell’Italia interna.
Sempre nell’ambito del rilancio economico e sociale del cratere sismico, il direttore artistico del festival Stefano Zurlo ha consegnato targhe di riconoscimento a giovani ed imprenditori che si sono distinti per impegno, innovazione e capacità di visione nel contesto delle aree terremotate.

Il Festival ha rappresentato un modello replicabile di rigenerazione territoriale, mettendo in connessione scuola, impresa, cultura e comunità. Un ponte tra costa ed entroterra, tra chi è rimasto e chi vuole tornare, tra le ferite del sisma e una nuova progettualità condivisa.

Le serate si sono concluse con concerti e momenti di festa collettiva, in un mix tra musica, tradizione e futuro.

Il Festival della Restanza e della Tornanza si conferma un punto di riferimento nazionale per la rigenerazione dell’Italia interna. Un luogo dove idee, emozioni e visioni diventano azioni concrete.