Sisma 2016, Castelli: “Riapre la SP. 64 Nursina, struttura strategica per l’Appennino umbro-marchigiano”

Con il completato dell’intervento di messa in sicurezza e ripristino della Strada Provinciale 64 “Nursina” oggi è stato compiuto un altro passo avanti nel percorso di rinascita dell’Appennino centrale. Si tratta di un’infrastruttura dall’importanza rilevante, nell’ambito del  collegamento interregionale tra le Marche e l’Umbria, che attraversa i territori del Comune di Arquata del Tronto. Ringrazio il Presidente Francesco Acquaroli per la suo costante impegno in favore dei nostri territori e  l’Anas, sia il lavoro svolto in questa occasione che per l’opera complessiva di miglioramento e ammodernamento della rete che sta compiendo nel cratere. E’ significativo che questa inaugurazione cada in una data particolarmente importante e simbolica, dal momento che oggi è la Festa di San Benedetto da Norcia.”.

Lo ha detto il Commissario Straordinario al sisma 2016 che questa mattina ha partecipato alla cerimonia di inaugurazione della “Nursina”, Strada Provinciale che aveva subito danni a seguito del sisma del 2016. L’arteria rappresenta un itinerario interregionale alternativo rispetto alla S.S. 685 “Tre Valli Umbre”, e collega nuclei importanti come Tufo e Capodacqua al resto del territorio. Alla cerimonia erano presenti tra gli altri l’Assessore regionale Andrea Maria Antonini, il Presidente della Provincia di Ascoli Sergio Loggi e il Sindaco di Arquata del Tronto Michele Franchi.

“La S.P. 64 Nursina – aggiunge Castelli – è molto più di una strada: è una delle arterie necessarie per ricucire quei collegamenti nell’Appennino centrale che sono fondamentali per far uscire i le nostre comunità dal loro lungoisolamento. Il suo ripristino rappresenta non solo un’opera tecnica rilevante, ma anche un segnale nei confronti dei nostri cittadini che da anni attendono di rivedere i territori interni pienamente connessi e accessibili. Restituire funzionalità e sicurezza a questa infrastruttura significa incentivare il turismo, supportare la vita quotidiana, l’economia locale e la ricostruzione sociale di queste aree duramente colpite.”

Il tratto, di quasi 15 chilometri della “Nursina”, era stato gravemente danneggiato dagli eventi sismici, con numerosi dissesti che avevano reso necessaria la chiusura al traffico e l’avvio di un articolato piano di ricostruzione e consolidamento. L’intervento conclusivo, del valore di oltre 15 milioni di euro, ha previsto opere strutturali di consolidamento della scarpata di valle mediante paratie di pali, e il rafforzamento della scarpata di monte attraverso reti chiodate e geostuoie.

Sisma 2016: Castelli incontra presidente Ance Brancaccio su accelerazione procedure

“Quello avuto ieri con la Presidente Brancaccio è stato un confronto costruttivo e approfondito, nel corso del quale abbiamo affrontato questioni centrali per la ricostruzione dell’Appennino centrale. La collaborazione costante con tutti i soggetti che operano nel cratere e il continuo adattamento ai mutamenti a cui è soggetta la ricostruzione sono presupposti essenziali per accelerare il processo di rinascita dei nostri territori”. Lo afferma il Commissario Straordinario al sisma 2016 Guido Castelli che ieri a Roma, presso la sede nazionale dell’Ance, ha incontrato la Presidente Federica Brancaccio e la struttura di coordinamento terremoto Centro Italia dell’Ance. “Nel corso dell’incontro – aggiunge Castelli – abbiamo affrontato questioni centrali come il Prezziario Unico del cratere 2025, che è in corso di definizione e sul quale dovremo confrontarci prima del definitivo via libera. Altro argomento molto importante è stato quello del Superbonus, alla luce della proroga per la rendicontazione al 31 dicembre 2026 di tutte le pratiche di ricostruzione privata nel cratere che avevano prenotato il plafond di 330 milioni. Una decisione, questa, assunta attraverso il Dl Economia, recentemente approvato dal Consiglio dei ministri che ha intrapreso il suo iter al Senato. Sempre relativamente al Superbonus, insieme all’Ance abbiamo cominciato a ragionare sul come affrontare nel modo meno impattante possibile il nodo della fuoriuscita da questo strumento. Ringrazio la Presidente Brancaccio e l’Ance – conclude Castelli – per la costruttiva collaborazione dimostrata anche in questa occasione, a conferma dell’unità di intenti che ci accomuna”. “Apprezziamo l’impegno del Commissario Castelli e la disponibilità a trovare soluzioni concrete per accelerare la ricostruzione nei territori. Auspichiamo che il confronto rimanga costante per affrontare tempestivamente i prossimi passi e garantire alle comunità una piena rinascita economica e sociale”. Dichiara la Presidente Ance, Federica Brancaccio.

Ascoli Piceno, inaugurato l’uso temporaneo nella ex caserma Umberto I

– L’Agenzia del Demanio ha affidato in uso temporaneo il giardino e le principali stanze di pregio dell’ex Caserma Umberto I di Ascoli Piceno alla F.RI.D.A. APS in attesa della riqualificazione dello storico edificio militare destinato a ospitare uno studentato e la nuova sede della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio (SABAP). L’ente del Terzo Settore, che opera attraverso la libera Accademia di Belle Arti e il museo di Arte Contemporanea, ha inaugurato questa mattina un polo e parco culturale. All’interno degli spazi è stato aperto il City Plan Center, un presidio permanente di partecipazione civica e centro di coordinamento delle attività del Piano Città degli Immobili Pubblici di Ascoli Piceno.

 

All’evento di inaugurazione hanno partecipato il Direttore dell’Agenzia del Demanio, Alessandra dal Verme, e il Sindaco di Ascoli Piceno, Marco Fioravanti, alla presenza del Commissario Straordinario Sisma 2016, Guido Castelli, del Sottosegretario di Stato al MEF, Lucia Albano, del Prorettore Vicario dell’Università di Camerino, Prof. Emanuele Tondi, e del Prof. Gianluigi Mondaini dell’Università Politecnica delle Marche.

 

“Luoghi in disuso diventano spazi attrattivi aperti alla cittadinanza dove è possibile creare centri diaggregazione, relazioni e cultura”, ha dichiarato il Direttore dell’Agenzia del Demanio, Alessandra dal Verme. “L’uso temporaneo è un’occasione per far rivive subito spazi e immobili pubblici nelle more della loro riqualificazione e per far partecipare la cittadinanza al processo di rigenerazione sul territorio. È fondamentale creare luoghi di relazioni e cultura immediatamente fruibili per rafforzare l’identità del cittadino attraverso il patrimonio immobiliare pubblico. La collaborazione con investitori privati è importante per accelerare la trasformazione della città e generare sviluppo e crescita economica, valore sociale e ambientale”

 

“L’affidamento in uso temporaneo dell’ex Caserma Umberto I alI’associazione segna una tappa fondamentale nel processo di valorizzazione di uno degli edifici storici più significativi di Ascoli Piceno” – ha dichiarato il Sottosegretario di Stato al MEF, Lucia Albano – “L’operazione non solo recupera un bene architettonico di rilevanza storica, ma lo trasforma in un fulcro di impegno sociale e culturale, creando nuovi luoghi di crescita, partecipazione e inclusione per la comunità. La rigenerazione urbana, integrata con la cultura, può diventare leva di sviluppo e coesione sociale, restituendo spazi vivi e significativi al territorio”

“L’inaugurazione del Temporary Use dell’ex Caserma Umberto I e l’apertura del City Plan Center confermano come le attività avviate circa un anno e mezzo fa, con la sottoscrizione del Piano Città, abbiano già raggiunto i primi risultati concreti” ha dichiarato il Sindaco di Ascoli Piceno, Marco Fioravanti. “Un percorso ambizioso e condiviso, con l’Agenzia del Demanio e gli altri Enti coinvolti, che ci permette di toccare con mano anche altri obiettivi: dall’Accordo di Reciprocità tra asset comunali e statali alla candidatura dell’area ex Carbon nell’ambito del Reinventing Cities sui progetti di sostenibilità. Rigenerazione degli immobili pubblici, attività artistiche e culturali, incremento dei servizi e sviluppo socio-economico della città: iniziamo a concretizzare la nostra splendida Ascoli del futuro”.

“Il Piano Città rappresenta uno strumento concreto di valorizzazione del patrimonio immobiliare pubblico di cui oggi, attraverso la rigenerazione dell’ex Caserma Umberto I, vediamo un primo esempio” ha dichiarato il Commissario Straordinario Sisma 2016, Guido Castelli.Ad Ascoli saranno realizzati anche altri interventi, nell’ambito di un progetto che coinvolge altre quattro città marchigiane e che si integra con la programmazione comunale. Questa iniziativa conferma l’efficacia di quel modello regionale nella pubblica amministrazione basato sulla piena collaborazione istituzionale e sulla volontà di pianificare il rilancio dei nostri territori, anche attraverso la riqualificazione e il riuso del patrimonio immobiliare esistente. Infine, un ringraziamento particolare va all’Agenzia del Demanio, la cui preziosa collaborazione è essenziale per dare attuazione al Piano Città”.

L’iniziativa di concessione in uso temporaneo si inserisce tra le attività di valorizzazione previste dal Piano Città degli immobili pubblici sottoscritto alla fine del 2023 tra l’Agenzia del Demanio, il Comune di Ascoli Piceno, la Regione Marche, il Commissario Straordinario Ricostruzione Sisma 2016, l’Università di Camerino e l’Università Politecnica delle Marche. Si tratta di un patto istituzionale per pianificare in modo integrato gli interventi di valorizzazione del patrimonio immobiliare pubblico della città, in un’ottica di rigenerazione urbana, sviluppo sostenibile del territorio, miglioramento della qualità della vita. Quello di Ascoli Piceno è stato il primo tra i 23 Piani Città avviati dall’Agenzia del Demanio: un progetto pilota di sviluppo e ripresa economica post sima 2016 dei territori dell’Appennino centrale per la promozione di iniziative volte alla rigenerazione urbana, a rafforzare l’attrattività per i giovani, migliorare il turismo e soddisfare i fabbisogni delle Pubbliche Amministrazioni.

L’ex Caserma Umberto I, dismessa dal Ministero della Difesa nel 2013, rappresenta uno dei progetti chiave del Piano Città e sarà trasformata in uno student housing grazie a iniziative di Partenariato Pubblico Privato.

Durante l’inaugurazione del temporary use, l’Agenzia del Demanio ha presentato i progetti di riqualificazione degli spazi pubblici urbani, tra cui Piazza Arringo, e le principali iniziative di sviluppo digitale che rendono il Piano Città degli immobili pubblici di Ascoli Piceno uno spazio aperto all’innovazione, alla partecipazione e alla condivisione di una visione futura della città.

Scopri il Piano Città degli Immobili pubblici di Ascoli

 

Edilizia cimiteriale ad Ascoli Piceno: interventi in corso e nuovi progetti in arrivo

Procede il programma di interventi sull’edilizia cimiteriale, volto a migliorare le strutture esistenti e a rispondere alle esigenze delle comunità locali, sia nella città di Ascoli Piceno che nelle frazioni. Al cimitero monumentale del capoluogo, in particolare nell’area del Famedio e nei lotti 42, 43 e 44, l’Ufficio Speciale Ricostruzione ha autorizzato e concesso un contributo pari a 600.000 euro. L’intervento è attualmente in attesa di affidamento, ma rappresenta uno dei progetti più significativi per la valorizzazione e la manutenzione del patrimonio storico e architettonico cittadino. «Questo piano diffuso di interventi dimostra l’impegno nel garantire decoro, sicurezza e funzionalità ai luoghi di sepoltura, rispondendo in modo concreto alle esigenze delle comunità locali e alla tutela del territorio – spiega il commissario alla ricostruzione, Guido Castelli -. Ringrazio il lavoro costante di Comune, dell’Usr e della Regione Marche guidata dal presidente Acquaroli». Numerosi cantieri sono già attivi nelle frazioni. A Porchiano sono in corso lavori per un importo di 80.000 euro, mentre a Castel Trosino si sta intervenendo con un investimento di 150.000 euro. Anche i cimiteri di Rosara-Coperso (50.000 euro), Lisciano (100.000 euro), Giustimana (50.000 euro), Casalena (50.000 euro) e Mozzano (40.000 euro) sono interessati da lavori in corso. A Piagge i lavori sono stati consegnati e ammontano a 70.000 euro. In altri casi, come a Polesio (200.000 euro), Funti (50.000 euro) e Pianaccerro (50.000 euro), si è in attesa dell’affidamento dei lavori. Situazione analoga anche per Venagrande, dove è previsto un intervento da 400.000 euro. Infine, a Poggio di Bretta si è in attesa dell’approvazione del progetto di fattibilità tecnicoeconomica, che prevede un investimento di 260.000 euro.

Approvato l’intervento di miglioramento sismico della chiesa di Sant’Eutizio ad Aliena di Norcia

Approvato in Conferenza permanente l’intervento di miglioramento sismico della chiesa di Sant’Eutizio a Norcia, nella frazione Aliena. La sua edificazione risale a prima dell’anno mille e che venne in seguito ricostruita tra il XVI ed il XVII sec. a causa del pessimo stato di conservazione in cui versava. L’intervento prevede la risarcitura delle lesioni sulle pareti mediante la tecnica dello scuci-cuci, la stuccatura di lesioni su archi dall’intradosso per cucitura delle lesioni presenti, la realizzazione di presidi per la stabilizzazione delle pareti con perforazioni armate, l’inserimento di nuovi tiranti alle reni degli arconi, la sostituzione di nuove architravature in acciaio. Il costo dell’intervento è di 435.000 euro.

“La tutela del nostro patrimonio culturale e religioso è uno degli architravi del nostro compito, stiamo restituendo i gioielli della nostra tradizione ai nostri concittadini- dichiara il Commissario alla ricostruzione sisma 2016 Guido Castelli- Ringrazio il presidente della Regione Stefania Proietti, l’Arcivescovo Renato Boccardo, l’Ufficio ricostruzione e il sindaco Giuliano Boccanera per la loro collaborazione”.

“Un’ulteriore approvazione di un intervento di miglioramento sismico di una chiesa, nel caso specifico di quella di S. Eutizio ad Aliena di Norcia, rientra nell’operazione grande e significativa di ricostruzione che tutti insieme stiamo portando avanti”, dichiara l’arcivescovo di Spoleto-Norcia Mons. Renato Boccardo. “Nell’altipiano tra Cascia e Norcia – prosegue il Presule – abbiamo già riaperto al culto la piccola chiesa di S. Giovanni ad Agriano di Norcia, è in fase di avviamento il cantiere per quella di S. Vito sempre ad Agriano ed ora per questa di Aliena si avvia la fase di recupero. La nostra speranza è che presto arrivino buone notizie anche per la bellissima chiesa di S. Procolo ad Avendita di Cascia”.

Nuove risorse per i progetti di filiera forestale del cratere

Grazie alla messa a disposizione di 50 milioni di euro da parte del Ministero dell’Agricoltura della Sovranità Alimentare e le Foreste, i progetti di filiere forestali dell’area del cratere che hanno partecipato al bando del MASAF ed erano stati esclusi per carenza di fondi, potranno essere finanziati. “È la conferma con i fatti e non a parole dell’impegno del Ministro Lollobrigida per la salvaguardia e valorizzazione di quell’inestimabile patrimonio che è costituito dalle nostre foreste – dichiara il Commissario alla ricostruzione Guido Castelli – un patrimonio che, dopo anni di abbandono, stiamo mettendo a sistema nell’interesse delle comunità del cratere costruendo nuovi processi che creano occupazione e sviluppo sostenibile”. “Si tratta di un intervento fondamentale per le nostre aree montane i cui progetti di filiera erano rimasti esclusi, ora – prosegue Castelli – ci impegneremo per assicurare lo scorrimento della graduatoria del bando ministeriale in modo da attivare opportunità di lavoro che si aggiungono a quelle avviate con le filiere finanziate con NextAppennino”. “Come Struttura Commissariale collaboreremo con il Ministero e le Regioni affinché nell’ambito della nuova misura del Fondo Rotativo Contratti di Filiera del PNRR sia assicurato anche il finanziamento di soggetti pubblici compresi negli Accordi di filiera – conclude Castelli – riteniamo che i Comuni e gli Enti sovracomunali proprietari di superfici a bosco svolgono un ruolo decisivo nella costruzione di filiere a vantaggio delle imprese e delle comunità locali”.

Castelli: “Anche a Fermo si premia la buona amministrazione delle Marche

“C’è un modello Marche nella Pubblica Amministrazione locale che funziona e che i cittadini apprezzano” sostiene Guido Castelli, Commissario straordinario alla ricostruzione e rigenerazione delle aree colpite dal sisma 2016. “Oltre al primo posto di Marco Fioravanti, sindaco di Ascoli Piceno, nella classifica dei sindaci più amati d’Italia c’è anche da segnalare il quinto posto di Paolo Calcinaro, sindaco di Fermo. Un segno ulteriore della qualità e l’efficacia di una grande classe dirigente locale, che sta lavorando per il bene delle comunità”. Castelli conclude: “La nostra regione è stata la più colpita dalla sequenza sismica del 2016-2017, ma l’apprezzamento che i cittadini hanno dimostrato ai loro sindaci è una conferma di qualcosa di buono che stiamo facendo, insieme, in una governance multilivello che ha saputo mettere insieme il ruolo del Governo centrale, attraverso la Struttura Commissariale che ho l’onore e l’onere di guidare da due anni, in stretta collaborazione con il vertice della Regione Marche, nella persona del suo presidente, Francesco Acquaroli e i sindaci dei Comuni colpiti, come è il caso di Fermo e del suo bravissimo sindaco Calcinaro”.

 

Castelli: “Bravo Fioravanti, c’e’ un modello Marche di buon governo”

“Ascoli Piceno ha il sindaco più amato d’Italia: da ascolano (e da ex sindaco) voglio fare i complimenti a Marco Fioravanti che al suo secondo mandato ha dimostrato che chi lavora bene per i cittadini è apprezzato”. Lo ha detto Guido Castelli, Commissario straordinario alla ricostruzione e rigenerazione delle aree colpite dal sisma 2016 (sindaco per dieci anni ad Ascoli, prima di Fioravanti), commentando la classifica stilata dal Sole-24 Ore.  C’è un modello Marche nella buona amministrazione pubblica che si afferma e che deve essere confermato.

“Un modello che è fatto anche di continuità: mi piace ricordare – prosegue Castelli – che Marco Fioravanti in qualità di  giovanissimo presidente del consiglio comunale è’ stato il mio principale collaboratore quando sono stato sindaco: ho avuto la fortuna di veder crescere in età, competenza ed entusiasmo una vera risorsa delle autonomie locali.

E ha aggiunto: “I tanti cantieri post sisma nella nostra città sono stati visti dalla popolazione come un segno tangibile dell’impegno nella ricostruzione e nella rigenerazione dopo il terremoto, che ha colpito duramente Ascoli e la sua provincia. La collaborazione tra la struttura commissariale di Governo che ho l’onore di guidare da due anni, il sindaco Marco Fioravanti, e il presidente della Regione, Francesco Acquaroli, dà i suoi risultati.

Presentati i lavori di recupero e miglioramento sismico del Palazzo Storico del Rettorato dell’Università Politecnica delle Marche

Sono stati presentati questa mattina, in Piazza Roma ad Ancona, i lavori di recupero e miglioramento sismico del Palazzo Storico del Rettorato dell’Università Politecnica delle Marche. L’intervento, avviato ufficialmente lo scorso 24 marzo, rappresenta un’opera strategica per l’Ateneo dorico, per la città e per l’intero territorio regionale.

All’incontro con la stampa hanno partecipato Gian Luca Gregori, Rettore dell’Università Politecnica delle Marche; Francesco Acquaroli, Presidente della Regione Marche; Daniele Silvetti, Sindaco di Ancona; Guido Castelli, Commissario straordinario alla ricostruzione; Marco D’Orazio, Pro Rettore Univpm, Alessandro Iacopini, Direttore Generale Univpm e Michele Pompili, Dirigente Area Edilizia Univpm.

Il progetto prevede il restauro conservativo, il miglioramento sismico e la rifunzionalizzazione dell’intero immobile — circa 5.210 mq — duramente colpito dagli eventi sismici del 2016. I danni alle murature e alla copertura lignea avevano reso l’edificio inagibile, decretando la necessità di un intervento complesso e articolato.

L’intervento si inserisce in una visione strategica più ampia, che mira a rafforzare la presenza dell’Università nel cuore della città, rendendo il centro storico di Ancona un polo attivo di vita culturale e accademica. Il progetto prevede la connessione tra il Palazzo Storico e l’ex “Palazzo di Vetro”, già oggetto di recupero e destinato a ospitare anche gli uffici amministrativi dell’Ateneo e spazi per studenti e studentesse. La corte interna e la futura piazzetta tra i due edifici si collegheranno a piazza Pertini e alla centrale Piazza Roma, creando un sistema di spazi urbani integrati, a servizio dell’intera comunità.

CENNI STORICI – L’edificio, costruito alla fine dell’Ottocento e vincolato dalla Soprintendenza, sorge su un’area di grande rilevanza storica ed è uno degli elementi architettonici distintivi della Piazza Roma. Originariamente sede delle Poste è divenuta sede del Rettorato dal 1980. Il progetto di restauro conserverà gli elementi architettonici esistenti – tra cui il Salone d’Onore con rivestimenti e affreschi storici – mantenendo intatti materiali, partiture e distribuzioni originali.

NOTE TECNICHE – I lavori, affidati alla ditta Torelli e Dottori, prevedono la conclusione delle demolizioni entro ottobre 2025, il completamento delle opere strutturali entro giugno 2026 e l’ultimazione dell’intero intervento entro luglio 2027. Il finanziamento complessivo, pari a 17.538.290,61 euro, è sostenuto in larga parte da fondi per la ricostruzione post-sisma, con 12,3 milioni di euro stanziati dalla Struttura commissariale.

Il gruppo di progettisti coinvolto – ACALE s.r.l.; FIMA ENGINEERING s.r.l.; TFE ingegneria s.r.l.; Ingg. Marija Golubovic e Lorenzo Sensini; Archeolab Soc. Coop. – è lo stesso che ha curato il recupero dell’ex Palazzo di Vetro, garantendo così continuità nella visione progettuale.

“Il Rettorato storico è un’opera simbolica e concreta al tempo stesso, un modo per rafforzare il legame tra Università, città e territorio – ha affermato il Rettore Gian Luca Gregori –. Restituire alla città e all’Ateneo la sede storica del Rettorato significa riconnettere passato e futuro, e valorizzare Ancona nel suo ruolo di città universitaria. È un passo importante nel percorso di sviluppo e identità collettiva che stiamo tracciando in collaborazione con le istituzioni del territorio e nella costruzione di un’Università sempre più aperta, integrata e riconoscibile nel tessuto urbano. Abbiamo voluto fortemente che questo edificio tornasse a essere ciò che è sempre stato: un punto di riferimento per la vita istituzionale, culturale e simbolica del nostro Ateneo. L’opera che oggi presentiamo guarda al futuro: un futuro che si costruisce attorno agli studenti e alle studentesse, veri protagonisti della nostra missione educativa e culturale. Si ringraziano il presidente Francesco Acquaroli e il senatore Guido Castelli, commissario straordinario per la ricostruzione per il contributo che ha reso possibile che tutto ciò diventasse reale”.

Il Presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli ha aggiunto: “Il recupero del Palazzo Storico del Rettorato rappresenta non solo un’opera di restauro e adeguamento sismico, ma un gesto concreto di attenzione verso la città di Ancona, l’Università e il nostro patrimonio pubblico e universitario. Restituire questo edificio alla città, in pieno centro, significa rafforzare il legame tra le istituzioni, la comunità universitaria e il territorio, promuovendo uno sviluppo che mette al centro la cultura, la formazione e l’innovazione e il recupero del patrimonio. La Regione Marche sostiene un progetto che guarda al futuro senza dimenticare le proprie radici e l’importanza degli atenei, contribuendo a fare di Ancona una città universitaria sempre più viva e integrata nel cuore del capoluogo. Ringrazio l’Università Politecnica delle Marche, il Commissario per la ricostruzione, l’Amministrazione comunale e tutti coloro che hanno reso possibile l’avvio di questo percorso”.

“Presentiamo un cantiere molto importante per Ancona, con 12 milioni di euro di lavori, attualmente in corso – afferma il Commissario Straordinario alla Ricostruzione Sisma 2016 Guido Castelli. Si tratta della sede storica del Rettorato di Ancona danneggiata dal terremoto del 2016. Ringrazio il presidente Acquaroli e il Rettore Gregori per la sinergia dimostrata per l’avvio di questi lavori così impegnativi e strategici. Recentemente è stata assegnata alla struttura commissariale anche la gestione anche del sisma del 2022. Proprio nella cabina di coordinamento di mercoledì 2 luglio abbiamo adottato una prima ordinanza per definire tempi e procedure e partire spediti”.

“Si tratta di un intervento – ha sottolineato il Sindaco di Ancona Daniele Silvetti – che non solo restituisce un palazzo storico all’Ateneo, ma che riqualifica la città di Ancona e rimette a disposizione di tutti un edificio identitario, che fa da cornice a una delle principali e più amate piazze della città. Ancora una volta ci rendiamo conto di quanto la dimensione di Ancona Città Universitaria incida concretamente nella vita quotidiana del capoluogo e degli anconetani. Per la realizzazione di questo progetto ringrazio tutte le Istituzioni che ai massimi livelli si sono adoperate.
È bello che questa restituzione così densa di significato sia partita concretamente in coincidenza con la conclusione del mandato del Magnifico Rettore professor Gregori, a testimonianza del tanto lavoro fatto per l’Università, che in questi anni è cresciuta esponenziale, e per la città, che sempre più sta scoprendo l’importanza e l’onore di ospitare un Ateneo così prestigioso”.

Commenta il Pro Rettore Marco D’Orazio: “L’intervento mira a rafforzare il ruolo di Ancona come città Universitaria ed il legame tra l’Ateneo ed il territorio. L’intervento si colloca infatti in un più ampio quadro di opere che mira a creare, attraverso le strutture universitarie, spazi urbani di connessione e di vita in una zona centrale della città, rendendo maggiormente visibile la presenza dell’ateneo nel centro storico e fulcro di spazi pubblici ad uso della città”.

“Si avvia un percorso di ristrutturazione impegnativo dal punto di vista tecnico, volto a dare nuova vita a un bene di straordinario valore storico e architettonico situato nel pieno centro della città di Ancona – ha dichiarato il Direttore Generale Univpm, Alessandro Iacopini –. Questo intervento rappresenta per noi molto più di un articolato progetto edilizio: si tratta di restituire la sede storica e simbolica dell’Università Politecnica delle Marche – il cuore pulsante del nostro Ateneo – a tutta la Comunità, accademica e cittadina. Riqualificare questo spazio significa rafforzare un’identità condivisa, un patrimonio che appartiene alla collettività, ed è per noi un gesto di responsabilità pubblica che rafforza il nostro legame con la città. Ringrazio vivamente le Istituzioni che hanno sostenuto questo progetto”.

“Il recupero del Palazzo Storico, fortemente danneggiato dagli eventi sismici del 2016, coniuga restauro, miglioramento sismico e riqualificazione funzionale degli spazi su una superficie di oltre 5.200 mq – ha spiegato l’Ing. Michele Pompili, Dirigente dell’Area Edilizia dell’Ateneo –. Nel rispetto dei principi del restauro conservativo verranno valorizzati decori, pavimentazioni e ambienti rappresentativi. Sarà inoltre garantita la sostenibilità energetica e con essa l’adeguamento alle esigenze di funzionalità grazie ad impianti tecnologici assolutamente innovativi e rispettosi del valore e della tipicità del fabbricato”.

12 milioni di euro in più per accelerare la ricostruzione pubblica nel Maceratese. Castelli: “Adeguamento risorse fondamentale per proseguire nel cambio di passo”

La Cabina sisma ha approvato quasi 12 milioni di euro di risorse aggiuntive per tutta una serie di interventi di ricostruzione pubblica in Provincia di Macerata. Tra nuove opere da finanziare e interventi da completare, “proseguiamo nell’impegno costante di una ricostruzione che tuteli la nostra storia, migliori i servizi educativi e potenzi la sicurezza e la vita culturale delle comunità colpite dal sisma 2016 – sottolinea il commissario Guido Castelli –. Adeguare le risorse è fondamentale per rispecchiare la realtà della fase attuativa delle opere e per proseguire nel cambio di passo testimoniato anche dai dati presentati con il Rapporto 2025, con il 98% delle opere avviate e 1.200 cantieri di ricostruzione pubblica che si apriranno in tutto il cratere nel corso dell’anno. Ringrazio il presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli, l’Ufficio speciale ricostruzione e tutti i sindaci del territorio per il prezioso lavoro di squadra”.

A Treia sono stati destinati 1,6 milioni per il consolidamento e restauro di Palazzo Leonori Simboli, inserito nell’Ordinanza speciale. A Gagliole l’edificio dell’ex scuola riceve un incremento di 282 mila euro, per un nuovo totale di 342 mila euro. Loro Piceno ottiene 210 mila euro in più per l’asilo nido “Cardinale G. Mori” con annesso centro sociale polivalente, per un nuovo totale di 700 mila euro. A Pieve Torina gli impianti sportivi beneficiano di un incremento di circa 191 mila euro, per un nuovo contributo complessivo di 2,9 milioni, mentre per la ricostruzione del Teatro comunale è assegnato un incremento di 1,84 milioni, per un totale di 8,12 milioni destinati alla complessiva riqualificazione e completamento dell’intera area di S. Agostino.  Nel quartiere La Madonnetta di Pioraco arrivano 200 mila euro per indagini aggiuntive e la progettazione delle opere di mitigazione del rischio idraulico.

San Ginesio vede crescere di circa 678 mila euro il finanziamento per la Pinacoteca Antica, per un nuovo totale di 855 mila euro e di 1,3 milioni di euro quello per il completamento del Teatro “Giuseppe Leopardi”.

Nel comune di Ussita l’importo per la scuola dell’infanzia “P. Gasparri” cresce di circa 228 mila euro (nuovo totale 587 qmila euro) mentre la piastra tecnologica del campo base ex ECA ottiene 2,06 milioni di euro aggiuntivi, per un nuovo totale di 3,26 milioni. Infine, per la sede della Prefettura – Palazzo del Governo e Loggia dei Mercanti, la Provincia di Macerata riceve 3,1 milioni di euro in più, per un nuovo contributo complessivo di 16,4 milioni di euro.