Isola del Gran Sasso, approvato il progetto di restauro con riparazione e rafforzamento della chiesa dell’Immacolata Concezione

La Conferenza permanente ha approvato il progetto di restauro con riparazione e rafforzamento della chiesa dell’Immacolata Concezione ad Isola del Gran Sasso, in provincia di Teramo. Il primo impianto della chiesa risale al XVI secolo, e con ogni probabilità doveva essere a navata unica e pianta rettangolare con la facciata e l’ingresso rivolti a ovest. Quello che oggi rileviamo è una parte del corpo della chiesa corrispondente al vano voltato del presbiterio, l’impianto è stato modificato e trasformato nel XIX secolo compreso all’apparato decorativo interno. Il progetto prevede il risanamento delle pareti murarie dissestate e con lesionati passanti gravi mediante tecniche combinate e ricucitura mediante la tecnica del cuci e scuci, rigenerazioni murarie con iniezioni di malta di calce idraulica, il restauro completo dell’apparato murario e stilatura dei giunti con malta di calce strutturale, il rinforzo delle pareti con intonaco mediante posa di rete in fibra di basalto e acciaio affogata in geomalta a base di calce naturale e l’ancoraggio della vela campanaria alla muratura mediante barre armate. Il progetto ha un costo di 160.000,00 euro. “La ricostruzione si basa su una progettazione attenta e su un costante coordinamento tra enti, tecnici e comunità locali. Per questo ringrazio il presidente della Regione Marco Marsilio, il Vescovo Lorenzo Leuzzi, l’Ufficio ricostruzione e il sindaco Andrea Ianni per la loro collaborazione. E’ essenziale riportare al loro antico splendore questi pezzi pregiati del nostro territorio e insieme lo stiamo facendo con impegno e determinazione” ha sottolineato il Commissario alla ricostruzione sisma 2016 Guido Castelli.

Approvato l’intervento di riparazione e ripristino della chiesa di San Pietro Martire a Castel Castagna

Approvato, in Conferenza permanente, l’intervento di riparazione e ripristino della chiesa di San Pietro Martire a Castel Castagna, in provincia di Teramo. L’edificio sorge nella parte più alta del borgo all’interno delle mura fortificate, era già nota nel XIV secolo, ma l’assetto attuale è il frutto di un’importante opera di restauro del XVI secolo, in occasione della quale venne costruito il bel portale in pietra dai canoni rinascimentali. Il progetto prevede la sigillatura di tutte le lesioni con la tecnica più opportuna, rigenerazione di tutte le murature, inserimento di catene trasversali nell’aula a bloccare l’allontanamento e la tendenza al ribaltamento delle murature longitudinali, inserimento di imperniature armate nelle angolate a bloccare la tendenza al ribaltamento, soprattutto di facciata e controfacciata, il consolidamento delle volte dall’estradosso, il rinforzo del solaio in putrelle di copertura dell’aula mediante inserimento di piatti di collegamento trasversale dall’intradosso con rifacimento di intonaco ad alta resistenza e il rinforzo delle cornici interne sottostanti al solaio in putrelle con conseguente restauro e della cornice del timpano con conseguente restauro. 360.000,00 è il costo totale dell’intervento. “Ringrazio il presidente della Regione Marco Marsilio, l’Arcivescovo Tommaso Valentinetti, l’Ufficio ricostruzione e il sindaco Rosanna De Antoniis per la loro collaborazione sempre efficace. Insieme stiamo restituendo alla cittadinanza questi gioielli della tradizione. Questi lavori testimoniano la volontà concreta di ricostruire non solo muri, ma speranze” dichiara il Commissario straordinario sisma 2016 Guido Castelli.

Monte San Martino: approvato il progetto per l’Arco del Tornello e del Belvedere

L’Ufficio Speciale Ricostruzione ha approvato il progetto esecutivo che punta alla valorizzazione dell’Arco medievale del Tornello e dell’area del Belvedere, due luoghi simbolici del borgo maceratese di Monte San Martino. «Il restauro dell’Arco del Tornello e la riqualificazione del Belvedere rappresentano un esempio virtuoso di rigenerazione urbana integrata, capace di coniugare valore storico, qualità architettonica e fruibilità pubblica – spiega il commissario alla ricostruzione, Guido Castelli -. Un investimento che restituisce identità e bellezza a uno dei borghi più suggestivi dell’entroterra marchigiano. Ringrazio per il lavoro svolto, il Comune, l’Usr e la Regione Marche guidata dal presidente Acquaroli». «La riqualificazione dell’Arco del Tornello significa preservare la nostra storia, perché si tratta di un Arco molto antico ma vuol dire anche valorizzare architettonicamente e turisticamente tutta Monte San Martino. Verrà anche riqualificata anche un’area panoramica del nostro paese con cui potremo ridare alla a comunità uno spazio per eventidice il sindaco Matteo Pompei- Ringrazio il Commissario Castelli per l’attenzione che ha non solo verso la riparazione dei danni, ma anche verso lo sviluppo della nostra comunità». Il progetto, finanziato con 200.000 euro a valere sull’Ordinanza Commissariale n. 137 del 2023, si sviluppa su due aree distinte ma complementari. L’area del belvedere, affacciata su viale della Vittoria, sarà trasformata in una piazza pavimentata con impianto elettrico, nuovi muri in pietra arenaria, gradinate e un sistema di illuminazione. L’accesso sarà migliorato con l’apertura di un varco nel muro esistente, mentre la pavimentazione sarà posata a secco su uno strato stabilizzato. La Porta medievale del Tornello sarà oggetto di un restauro conservativo: pulizia della muratura, rimozione della vegetazione, consolidamento dell’arco e riapertura al passaggio pedonale. Sarà inoltre realizzata una scala leggera e un percorso perimetrale in pietra, con rimodellazione del terreno per rendere l’area completamente fruibile.

Ad Arquata del Tronto consegna anticipata: al via lavori stabilizzazione del centro storico

“Un altro passo decisivo verso la rinascita del centro storico di Arquata del Tronto (AP). L’Ufficio Speciale Ricostruzione ha infatti autorizzato la consegna parziale anticipata per la realizzazione delle opere di stabilizzazione e sostegno necessarie alla futura ricostruzione degli aggregati pubblici, privati e delle infrastrutture del borgo. “Grazie alla recente Ordinanza Speciale numero 121 del 3 luglio, che ha introdotto una deroga al Codice dei Contratti, è stato possibile autorizzare la consegna parziale anticipata dei lavori, consentendo l’avvio immediato delle attività preliminari -spiega il Commissario Straordinario alla ricostruzione, Guido Castelli -. Stiamo parlando di progettazione esecutiva, allestimento del cantiere e lavori propedeutici alla sicurezza ed alla logistica. Questo significa che, pur in attesa delle verifiche formali, il cantiere può iniziare a muoversi da subito, evitando ulteriori ritardi”. “Si tratta di un momento importante, un segnale forte che permetterà al capoluogo di rivedere la luce partendo da un cronoprogramma ambizioso che stiamo rispettando tutti, ne sono felice, si prospetta un inverno di lavori – aggiunge il sindaco di Arquata, Michele Franchi -. Iniziano dunque fasi fondamentali e credo sia basilare che si prosegua sulla strada già tracciata, stiamo raccogliendo quello che abbiamo seminato nel tempo, premura nostra sarà dare tutto l’aiuto possibile alle ditte incaricate, visto che siamo sul territorio ogni giorno. Siamo convinti di poter rispettare i tempi definiti. Voglio infine rimarcare come il lavoro di squadra paghi sempre, dobbiamo continuare così, ascoltando i territori e le realtà più in difficoltà come la nostra”.

L’intervento rappresenta una delle operazioni più complesse e strategiche dell’intero cratere sismico. Si tratta infatti di un’opera propedeutica alla ricostruzione vera e propria, che interesserà l’intero impianto urbano di Arquata, distrutto dal sisma del 2016/2017. L’appalto è stato aggiudicato al costituendo raggruppamento temporaneo di imprese Dvc-Trevi-Turla-Scs (Mandataria: Di Vincenzo Dino & C spa; Mandanti: Turla Costruzioni Srl, Trevi Spa e Scs Soc. Coop.), per un importo contrattuale pari a 43,3 milioni di euro. L’aggiudicazione è attualmente “non efficace”, perché l’Usr sta completando le verifiche previste dal Codice dei contratti pubblici riguardanti l’operatore economico in oggetto. Un’operazione di grande portata, resa possibile dalla tempestiva azione di Struttura commissariale e Usr, che conferma l’impegno a restituire al borgo la sua identità, partendo dalle fondamenta.

Doppio appuntamento questo weekend con il Festival dell’Appennino, inclusivo di natura: sabato 19 luglio ad Amatrice (RI) “Alla scoperta della cascata delle barche” con Lui e gli Amici del Re e domenica 20 luglio Rocca Santa Maria (TE) “Ceppo il re della Laga” con I lupi della Maiella

Doppio appuntamento questo weekend con il Festival dell’Appennino, inclusivo di natura: sabato 19 luglio ad Amatrice (RI) “Alla scoperta della cascata delle barche” con Lui e gli Amici del Re e domenica 20 luglio Rocca Santa Maria (TE) “Ceppo il re della Laga” con I lupi della Maiella. Sabato 19 luglio il Festival torna nel Lazio ad Amatrice con una suggestiva escursione pomeridiana dal Monte Sacro Cuore alla Cascata delle Barche per assistere poi nella serata al concerto di Lui e gli amici del re, tribute band ad Adriano Celentano. Domenica 20 luglio il Festival torna in Abruzzo con una suggestiva escursione a Ceppo di Rocca Santa Maria (TE) nel Parco dei Monti della Laga e del Gran Sasso e nel pomeriggio concerto de I lupi della Maiella, un viaggio musicale nel cuore della tradizione popolare. Il Festival dell’Appennino quest’anno prevede 27 appuntamenti che si terranno tra il 4 maggio al 12 ottobre 2025 in 28 comuni distribuiti nelle quattro regioni dell’Appennino centrale colpite dal sisma del 2016-2017: Abruzzo Lazio, Marche e Umbria -. Borghi che custodiscono un prezioso patrimonio culturale storico, artistico, naturalistico e di tradizioni e che, dopo anni difficili, anche attraverso questa iniziativa vogliono rilanciarsi, crescere, attrarre nuovi visitatori. La manifestazione è promossa dal Commissario Straordinario al sisma 2016 e dal BIM Tronto, con la fondamentale collaborazione dei BIM Vomano-Tordino Teramo, Nera Velino Cascia e Nera-Velino Rieti.

 

Il Commissario al sisma 2016 Guido Castelli: “Il Festival dell’Appennino è un’occasione preziosa per restituire centralità culturale, sociale e turistica a territori che per troppo tempo sono stati ai margini. Il doppio appuntamento di questo weekend unirà l’Alta Sabina con il Teramano e rappresenta un momento particolarmente importante anche in ragione del fatto che sabato ci ritroveremo ad Amatrice, città martire del sisma. Il Festival non rappresenta solamente un momento di festa e di riscoperta della natura, ma è anche un tassello concreto della riparazione sociale ed economica e della rinascita dei nostri territori. Eventi come questi contribuiscono a rafforzare il senso di comunità, a valorizzare le bellezze custodite in queste terre e a promuovere un turismo sostenibile. Portare musica, escursioni e narrazioni identitarie nel cuore della Laga significa valorizzare un patrimonio ambientale e umano straordinario. È questo l’Appennino che vogliamo: vitale, attrattivo e accogliente. Il successo che sta riscontrando la manifestazione, resa possibile dall’impegno dei quattro Bim coinvolti, testimonia che siamo sulla strada giusta”.

 

Il Presidente Bim Nera Velino Rieti Emiliano Salvati: “Il Festival ogni anno sta crescendo nel numero degli eventi, sta crescendo nel numero di persone che partecipano e quindi significa che questa formula funziona. Ringrazio il Presidente del Bim Tronto Luigi Contisciani che ci ha coinvolto insieme al Commissario Guido Castelli che ha avuto questa intuizione di allargare il Festival a tutte le regioni e quindi dare molta visibilità ai nostri territori, specialmente a quelli colpiti duramente dal sisma che sono nel comune di Amatrice. È un’iniziativa che deve essere mantenuta e implementata ogni anno per farla crescere e per far arrivare sui nostri territori più persone possibile per dare una mano nella ripartenza e nella crescita. Ringrazio tutta l’organizzazione per la qualità degli eventi e per aver ampliato questa iniziativa a più regioni.”

 

Il Presidente Bim Teramo Marco Di Nicola : “Per il 14esimo appuntamento, il Festival dell’Appennino torna il 20 luglio nel cuore dei Monti della Laga, a Rocca Santa Maria, una delle perle del nostro territorio. Ci aspettiamo grande partecipazione al doppio evento: il trekking nella secolare faggeta de Il Ceppo e il concerto dei Lupi della Maiella. Sarà una giornata di natura, cultura e tradizione. Il Festival si conferma un momento fortemente  identitario, che valorizza l’anima autentica del teramano”.

 

 

Il Sindaco di Amatrice Giorgio Cortellesi: “ E’ importante riportare attenzione nei nostri territori, far visitare le nostre aree. La catena della Laga è forse la più bella dell’Appennino, con cascate, laghetti e più di 300 chilometri di sentieri da percorrere. E’ un evento sempre molto importante per il nostro territorio”

 

Il Sindaco di Rocca Santa Maria Lino Di Giuseppe “Il comune di Rocca Santa Maria è lieto di ospitare in località Ceppo, l’evento del Festival dell’Appennino 2025 dove potremmo mettere in mostra le bellezze del territorio dei monti della Laga. Si promuove un’eccellenza del centro Italia, fra cascate e boschi lussureggianti. Questo evento rappresenta per noi un’opportunità straordinaria per valorizzare e premiare l’intero territorio dei monti della Laga, con una particolare attenzione al Ceppo e il bosco “Martese” territorio ricco di bellezza e di storia. Si coglie l’occasione per ringraziare gli organizzatori della manifestazione, il Commissario Straordinario alla Ricostruzione Sisma 2016 ed il Bim Vomano Tordino, che assieme ad altri, come la Regione Abruzzo, permettono la promozione di un territorio ferito ma in piena rinascita”.

 

Sabato 19 luglio il ritrovo per l’escursione dal Monte del Sacro Cuore è alle ore 16.45 con partenza alle ore 17. L’escursione è un anello ha una difficoltà E, è lunga 4,49 km, con un dislivello di 229 mt e un tempo di percorrenza di circa 2 ore. Per raggiungere il luogo dell’escursione consigliamo per chi viene dalla costa marchigiana di svoltare non alla prima uscita per Amatrice che trovate lungo la via Salaria, poiché è chiusa, ma consigliamo di uscire alla seconda uscita per Amatrice che affaccia sul lago Scandarello e proseguire per Capricchia. Da Capricchia al luogo di partenza dell’escursione si prosegue per circa 4 km lungo una strada che presenta tratti dissestati e a tratti strada bianca, consigliamo di guidare con cautela e solo con macchine alte. Al rientro dall’escursione ci si sposterà in auto ad Amatrice dove sarà possibile cenare presso le strutture ricettive presenti.

Alle ore 21, presso il piazzale del centro commerciale “Il Corso” di Amatrice, concerto di Lui e gli Amici del re, progetto nato nl 2002 dalla grande passione e straordinaria musica di Adriano Celentano. La naturale somiglianza estetica e vocale del leader Adolfo Sebastiani e la professionalità dello staff sul palco hanno consentito alla tribute band marchigiana di costruire negli anni uno spettacolo unico. Dieci musicisti, tra i quali una nutrita sezione fiati, e l’indubbio carisma di Adolfo, trascinano lo spettatore in un viaggio coinvolgente nella storia musicale del “Molleggiato”, uno dei personaggi più influenti del panorama artistico italiano, con la giusta sintesi tra musica e spettacolo.

 

Domenica 20 luglio il ritrovo per l’escursione alle ore 9.45 con partenza alle ore 10 da Ceppo. L’escursione è un anello ha una difficoltà E, è lunga 9,35 km, con un dislivello di 469 mt e un tempo di percorrenza di circa 3 ore e mezza. Al rientro dall’escursione sarà possibile pranzare presso le strutture ricettive presenti.

Alle ore 17 concerto de I lupi della Maiella con un repertorio variegato che spazia tra canti di lavoro, amorosi, devozionali o di scherno, serenate, strofe a suspette, ballate, passando poi per suonate a ballo di vario tipo tra cui polke, quadriglie, valzer, sino ad arrivare alla riproposta del ballo abruzzese più celebre: la saltarella. L’interesse del gruppo è quello di rivalutare il patrimonio culturale abruzzese e di sensibilizzare e coinvolgere le persone, affinché possano riavvicinarsi alle proprie tradizioni e memorie sociali.

La partecipazione è gratuita ma è necessaria la prenotazione al fine di organizzare meglio l’evento, compilando il form nella data sul sito www.festivaldellappennino.it.

Raccomandazioni:

L’escursione è adatta a chi è allenato a camminare in montagna e in buona salute.

  • Obbligatorio indossare scarpe da trekking
  • avere con sè almeno un litro d’acqua e un cappello
  • portare kway
  • consigliato portare i bastoncini da trekking
  • consigliato un cambio completo da lasciare in auto
  • portare telo o plaid per assistere allo spettacolo

 

Festival dell’Appennino 2025, inclusivo di natura

Il Festival è promosso da Commissario Straordinario Ricostruzione Sisma 2016 e Bim Tronto, con la collaborazione di Bim Vomano-Todino Teramo, Bim Nera-Velino Cascia e Bim Nera-Velino Rieti, Regione Marche, Regione Umbria, Regione Abruzzo, Regione Lazio, in sinergia con i 28 Comuni dell’Appennino centrale, partner dell’evento, Camerino, San Severino Marche,  Sarnano, Visso, Amandola, Montefalcone Appennino, Montefortino, Acquasanta Terme, Arquata del Tronto, Ascoli Piceno, Castignano, Comunanza, Cupra Marittima, Force, Montegallo, Montemonaco, Palmiano, Roccafluvione, Castelli, Fano Adriano, Rocca Santa Maria, Cerreto di Spoleto, Preci, Sellano, Accumoli, Amatrice, Micigliano, Rivodutri con la direzione artistica dell’Associazione Culturale Appennino up e Mete Picene.

 

Approvato l’Intervento di recupero e miglioramento sismico dell’ex convento di San Francesco a Treia

Grazie all’impulso della Struttura Commissariale per la Ricostruzione post-sisma 2016 e al costante coordinamento con l’Ufficio Speciale Ricostruzione della Regione Marche, si è conclusa positivamente la Conferenza dei Servizi Speciale relativa al progetto di recupero e miglioramento sismico dell’ex convento di San Francesco, a Treia. L’intervento, di rilevante valore storico e culturale, interessa un edificio situato nel centro storico della città, sviluppato su quattro livelli e con una superficie lorda complessiva di circa 1.557,56 mq. Il complesso, che ospita al piano seminterrato il museo archeologico, era parzialmente in uso alla Regione Marche alla data degli eventi sismici.

Il progetto prevede la riparazione dei danni e il restauro dell’immobile, il miglioramento sismico con interventi strutturali significativi, tra cui il rifacimento di un solaio e della copertura, l’adeguamento e l’efficientamento degli impianti termo-idraulici, elettrici e di condizionamento. L’importo complessivo dell’intervento ammonta a € 2.555.500,00, interamente previsto dalla Ordinanza Speciale n. 83/2024. L’esito positivo della Conferenza dei Servizi rappresenta un ulteriore risultato concreto del lavoro svolto nell’ambito delle Ordinanze Speciali, strumento che consente di garantire rapidità ed efficacia nell’attuazione degli interventi di ricostruzione pubblica.

“La rigenerazione urbana è uno degli elementi fondamentali della rinascita di tutto l’Appennino Centrale- sottolinea il Commissario alla ricostruzione sisma 2016 Guido Castelli –  Il recupero del patrimonio culturale e architettonico avrà molti benefici per la comunità locale e per il turismo, un grande volano di crescita. Ringrazio il presidente della Regione Francesco Acquaroli, l’Ufficio ricostruzione e il sindaco Franco Capponi per la grande collaborazione messa in campo”.

Osimo, approvato il progetto per la Chiesa dell’Annunziata

L’Ufficio Speciale Ricostruzione ha approvato il progetto esecutivo per la ristrutturazione con miglioramento sismico della Chiesa dell’Annunziata, situata nel cuore del Cimitero Maggiore di Osimo, in provincia di Ancona. L’intervento, inserito nell’ambito dell’Ordinanza 137 del 2023, prevede un investimento complessivo di 650.000 euro, di cui 500.000 euro finanziati con fondi della ricostruzione e 150.000 euro a carico del Comune.

«Questa chiesa rappresenta un punto di riferimento per la comunità, soprattutto nei momenti di raccoglimento e commemorazione – spiega il commissario alla ricostruzione, Guido Castelli -. Il progetto non solo risponde a esigenze tecniche e normative, ma si fonda su una profonda analisi storico-critica che ha guidato le scelte, nel rispetto della memoria e della dignità del luogo. Con questo intervento, Osimo conferma il proprio impegno nella valorizzazione del patrimonio culturale e spirituale, trasformando la ricostruzione in un’occasione di ripartenza. Ringrazio il Comune, l’Usr e la Regione guidata dal presidente Acquaroli».

La Chiesa dell’Annunziata, danneggiata dagli eventi sismici del 2016/2017, è molto più di un edificio religioso. Oltre alla sua funzione liturgica, ospita il Sacrario dei Caduti osimani della Prima Guerra Mondiale, con 380 nomi incisi su lastre marmoree. L’edificio conserva anche elementi architettonici e decorativi di pregio, come il portale in pietra con altorilievo dell’Annunciazione, altari barocchi settecenteschi, lapidi commemorative dal Quattrocento al Seicento e una preziosa cornice dorata che un tempo ospitava una pala di Lorenzo Lotto, oggi sostituita da una copia.

L’intervento approvato mira a ripristinare la sicurezza e la funzionalità dell’edificio, con particolare attenzione alla sua valenza storica e artistica. Il progetto prevede il consolidamento strutturale dell’intero complesso, la riparazione degli elementi decorativi e architettonici danneggiati, il miglioramento degli impianti e dell’accessibilità, e il rinforzo della torre campanaria, con l’installazione di una scala interna e l’inserimento di cuciture armate.

CER, nell’Appennino centrale salgono da 23 a 40 i progetti finanziati

“Una buona notizia per la sostenibilità energetica e ambientale dell’Appennino Centrale – commenta il Commissario alla Riparazione e Ricostruzione Sisma 2016 Guido Castelli -. Grazie a una gestione attenta delle risorse e alla collaborazione costante con i territori siamo riusciti a finanziare altri 17 progetti per la realizzazione di Comunità Energetiche Rinnovabili, che rappresentano uno dei tasselli della rigenerazione economica e sociale che stiamo portando avanti nelle aree interne grazie ai fondi del Piano nazionale complementare sisma. Le CER sono uno strumento fondamentale per rendere più autonome e sostenibili le nostre comunità, nell’ottica di un ambientalismo non ideologico che metta al centro l’essere umano e il suo abitare il territorio come forma massima di prevenzione dalle calamità. Ringrazio tutti gli enti coinvolti e, in particolare, i Presidenti delle quattro Regioni del sisma per il lavoro condiviso che ci consente di raggiungere questi importanti traguardi”.

È stato possibile scorrere la graduatoria del bando per le Comunità Energetiche Rinnovabili (CER) nelle aree del cratere sismico 2016 grazie alle economie generate dall’applicazione dei massimali di spesa stabiliti dal decreto CACER e dalle ottimizzazioni progettuali suggerite dalla Struttura commissariale. In quasi tutti i casi il cofinanziamento pubblico si conferma pari al 40% del valore complessivo dell’investimento, una scelta effettuata da molti enti per cumulare il contributo con la Tariffa Incentivante Premiale prevista dal decreto CER del Ministero dell’Ambiente. Con l’ultima ordinanza firmata il 2 luglio 2025, salgono così a 40 i progetti finanziati per un valore complessivo di circa 126 milioni di euro, a fronte di 59 milioni di contributi pubblici già concessi. Le amministrazioni coinvolte diventano 84.

I nuovi enti finanziati sono: per le Marche i Comuni di Tolentino (3,4 milioni di euro), Servigliano (716 mila euro), Fabriano (1,1 milioni di euro), Montegiorgio (2,2 milioni di euro), Pieve Torina (254 mila euro) e Montalto delle Marche (880 mila euro); per l’Umbria Spoleto (463 mila euro); per il Lazio Leonessa (658 mila euro), Cittaducale (316 mila euro), Borgo Velino (685 mila euro) e Rieti (1,2 milioni di euro); per l’Abruzzo Arsita (328 mila euro), Collarmele (277 mila euro), Popoli (2,5 milioni di euro), Montebello di Bertona (462 mila euro), Rocca Santa Maria (190 mila euro) e Isola del Gran Sasso d’Italia (371 mila euro).

Un percorso accompagnato passo dopo passo. La Struttura commissariale ha supportato gli enti con tecnici esperti e strumenti operativi, tra cui linee guida e modelli tipo, raccolti nell’Ordinanza 97 del 2023. Sono stati anche organizzati webinar per formare amministratori, tecnici e operatori economici del cratere. Con l’uscita del Decreto CER del MASE (gennaio 2024) e del Regolamento operativo GSE (febbraio 2024), è stato avviato un confronto per garantire la compatibilità tra i finanziamenti del bando e gli incentivi statali. Alcuni enti hanno scelto di ridurre il contributo pubblico al 40% per poter accedere anche alla Tariffa Incentivante Premiale (TIP), facendo così scorrere la graduatoria. A ottobre 2024 è partito un processo di aggiornamento dei quadri economici dei progetti per rispettare i nuovi limiti di costo, concluso ad aprile 2025 con l’Ordinanza 113. Questo ha prodotto nuove economie, utili per ulteriori scorrimenti.

Palmiano, approvati quattro progetti: Municipio, ex molino, cimitero e sottoservizi per la frazione di Appoiano

Nel cuore del Piceno, Palmiano si prepara a voltare pagina grazie a un articolato piano di ricostruzione post-sisma che coinvolge edifici pubblici, infrastrutture e servizi essenziali. Con l’approvazione di quattro progetti esecutivi da parte dell’Ufficio Speciale per la Ricostruzione, il piccolo borgo dell’entroterra può contare su quasi 2 milioni di euro, destinato a restituire funzionalità, sicurezza e dignità a luoghi simbolici della vita comunitaria.

«Tre di questi interventi, tranne quello sull’ex molino, vedono l’Usr nelle vesti di soggetto attuatore, a testimonianza dell’impegno fattivo che l’ufficio svolge quotidianamente a sostegno delle comunità – spiega il commissario alla ricostruzione, Guido Castelli -. Essi rappresentano un passo concreto verso la rinascita di Palmiano, il comune più piccolo della provincia di Ascoli. Un segnale forte di attenzione istituzionale e di fiducia nel futuro, che passa attraverso la cura dei luoghi, la sicurezza delle persone e la valorizzazione del patrimonio locale. Ringrazio, oltre al Comune, la Regione Marche guidata dal presidente Acquaroli».

Il progetto più consistente riguarda la sede comunale, un edificio articolato in due blocchi – uno storico in muratura e uno più recente in cemento armato – che sarà oggetto di un intervento di adeguamento sismico. I lavori prevedono il consolidamento delle pareti con intonaco armato, il rinforzo dei pilastri, la costruzione di nuovi elementi strutturali in cemento armato e l’installazione di un ascensore esterno. A completare l’opera, il rifacimento degli impianti, l’isolamento termico con cappotto e la sostituzione degli infissi. Un intervento da 722.000 euro che restituirà piena funzionalità e sicurezza alla casa comunale.

Altro tassello fondamentale è il ripristino del civico cimitero, danneggiato dal sisma e oggi al centro di un progetto di miglioramento sismico. Le due strutture ai lati dell’ingresso, realizzate in muratura, saranno consolidate con tecniche tradizionali come il “cuci e scuci”, intonaci armati e catene metalliche per evitare il ribaltamento delle facciate. Il tetto sarà riparato e gli architravi sostituiti, per un intervento dal valore di 130.000 euro che unisce rispetto per la memoria e attenzione alla sicurezza.

Un terzo intervento, più tecnico ma altrettanto strategico, riguarda la frazione di Appoiano, dove saranno ripristinate e potenziate le infrastrutture e i sottoservizi. Il progetto prevede la posa di nuove condotte per acque bianche e nere, una nuova linea idrica, elettrica e telefonica, l’installazione di pali della luce e la realizzazione di una nuova massicciata stradale. Un’opera da 148.000 euro che migliorerà la qualità della vita dei residenti e la resilienza del territorio.

Infine, il progetto più ambizioso e simbolico: la riqualificazione dell’ex Molino Elettrico e dell’Ufficio Postale, un edificio storico nel centro del paese. L’intervento, dal valore di 955.000 euro, prevede un adeguamento sismico completo, con sottofondazioni, rinforzi murari, demolizione e ricostruzione dei solai, nuova copertura in legno, impianti moderni e l’inserimento di un ascensore interno. L’obiettivo è restituire alla comunità un edificio multifunzionale, capace di ospitare servizi e attività pubbliche. Al momento, il contributo è stato determinato ma la concessione è subordinata all’assegnazione delle risorse da parte del commissario straordinario.

Avviato il cantiere della nuova cabinovia Frontignano-Cornaccione

Minor impatto ambientale, destagionalizzazione ed inclusività a sostegno dell’economia delle aree interne delle Marche. Un nuovo inizio per Ussita e la montagna marchigiana. Sabato 12 luglio, nel Piazzale Selvapiana di Frontignano di Ussita (MC), si è tenuta la cerimonia di avvio del cantiere per la realizzazione della cabinovia Frontignano-Cornaccione (1350 metri-1909 metri).

Molte le autorità presenti  tra cui Il Presidente della Regione Marche, Francesco Acquaroli, il Senatore Guido Castelli, Commissario straordinario ricostruzione sisma 2016, l’Arcivescovo Francesco Massara, Andrea Spaterna, già Presidente dell’Ente Parco Nazionale dei Monti Sibillini, Alessandro Gentilucci, Presidente dell’Unione Montana Marca di Camerino, Silvia Bernardini Sindaco di Ussita e molti sindaci del territorio.

L’impianto di risalita che vede l’avvio dei lavori (fine prevista entro dicembre 2025) è composto da capienti cabine di 10 posti per un numero totale di 49 veicoli e si estende per un dislivello di 558 metri su una lunghezza inclinata di 2.069 metri. La potenzialità massima di trasporto è di 1.200 persone l’ora con un potenziamento fino a 1.800 persone l’ora, il tempo di percorrenza è di 7 minuti e 35 secondi. Verranno smantellati 3 vecchi impianti e il rifugio Cornaccione verrà sviluppato sopra la stazione di arrivo, restituendo spazi naturalistici all’area naturalistica del parco. Un moderno impianto che può trasportare persone, biciclette, carrozzine consentendo l’utilizzo anche alle persone con disabilità per far fruire la montagna a tutti. L’impegno complessivo di spesa è di 16 milioni di Euro la maggior parte stanziati dai fondi Nextappennino.

Il Commissario al sisma 2016 Guido Castelli spiega che «L’avvio del cantiere della nuova cabinovia Frontignano–Cornaccione è una notizia di grande importanza per il territorio di Ussita e per lo sviluppo del turismo montano nel Maceratese. Si tratta di un’opera moderna e sostenibile, frutto di un lavoro lungo e condiviso, che ho seguito fin dal principio, e di una visione che mette al centro l’ambiente, l’accessibilità e la sicurezza. Un risultato, quello odierno, reso possibile grazie all’impegno del Presidente Francesco Acquaroli e del Sindaco Silvia Bernardini, che conferma come nelle Marche vi sia un modello di collaborazione istituzionale efficace e concreto. Restituire attrattività a questi luoghi, favorendo un turismo destagionalizzato capace di generare sviluppo economico e sociale, significa creare nuove  opportunità per il futuro delle nostre comunità. È così che la montagna torna protagonista: non solo come meta, ma come motore della ripartenza”.

“La ricostruzione dell’impianto di risalita di Frontignano rappresenta sicuramente uno di quegli interventi essenziali e fondamentali per il rilancio di questo territorio, non solo relativamente alla ricostruzione post-sisma ma di un intero comprensorio che rappresenta un fiore all’occhiello delle Marche e del centro Italia, che non può prescindere dal nostro meraviglioso entroterra e dal suo potenziale turistico ed economico – ha detto Francesco Acquaroli, Presidente della Giunta regionale – Occorreva individuare strumenti strategici che aprissero a nuove prospettive per una comunità ferita e disillusa che non credeva più nella opportunità di tornare in questo territorio. Voglio ringraziare i sindaci, gli imprenditori e quei cittadini che non hanno mai lasciato questo territorio che hanno fatto impresa, tenuto aperto i servizi, gli allevamenti e le attività. È grazie a loro se siamo arrivati qui e che ci hanno dato una base per futuro sviluppo. Lo voglio dire in una frase: nulla èimpossibile a chi ci crede! E quindi facciamo insieme lo sforzo di vedere il futuro di queste comunità, che stiamo costruendo con visione e coraggio”.

 

Le vecchie seggiovie smantellate

Il nuovo impianto ‘sostituisce’ le vecchie seggiovie “Selvapiana” e “Cornaccione”, a servizio del settore del Canalone e la biposto “Ginepro” a servizio del settore Saliere. Strutture ormai obsolete e non più rispondenti a criteri di compatibilità ed economicità.

 

Un impianto per tutti

La scelta di una cabinovia ad ammorsamento automatico, in luogo della seggiovia, ha l’obiettivo principale di rendere il servizio di trasporto sicuro, efficace ed agevole anche per le categorie di utenti diversamente abili, per persone anziane o con ridotta mobilità e famiglie, in ogni periodo dell’anno. Le persone, infatti, potranno facilmente utilizzare la cabinovia con ogni condizione climatica, per attività escursionistiche estive e invernali e per l’accesso diretto al nuovo Rifugio di monte, favorendo la destagionalizzazione con un impianto opportunamente dimensionato per una pressione sostenibile sull’area servita.

Un progetto per lo sviluppo concertato con tutte le istituzioni

Questo traguardo è il risultato di un complesso iter progettuale svolto in concertazione con tutti gli Enti interessati, quelli di tutela del territorio in primis, con l’obiettivo di realizzare un’infrastruttura strategica per lo sviluppo dell’economia locale e, al contempo, fortemente migliorativa in termini d’impatto ambientale rispetto alla situazione preesistente.

“Un traguardo significativo – ha affermato Silvia Bernardini, Sindaco di Ussita – frutto di un lungo iter burocratico e di una visione condivisa per lo sviluppo economico e nel rispetto del nostro prezioso ambiente montano. È un progetto che nasce da lontano, quando, ormai 25 anni fa (2001), una giovane Sindaco Bernardini ed un Parco nato da poco, con l’allora Presidente Graziani, sottoscrissero per i relativi Enti, un protocollo di Intesa, per far sì che le due realtà, Comprensorio sciistico di Frontignano e zona a tutela integrale del Parco, potessero coesistere e lavorare nella stessa direzione. Ci sono voluti 25 anni, ma quando un progetto è valido, viene condiviso e realizzato. Ed io ho la grande soddisfazione di averlo avviato e di poterlo vedere realizzato.

Il protocollo prevedeva di dimezzare il numero di impianti, ma soprattutto la rimozione completa e definitiva di quelli più impattanti della catena dei Monti Sibillini, quali la Funivia Vallone di Selvapiana-Malghe delle Spigare che attraversa la meravigliosa Val di Bove e lo skilift delle Spigare, opere sicuramente avveniristiche per l’epoca in cui sono state realizzate, ma altamente impattanti. Quest’opera è emblematica di come la Comunità della montagna creda fortemente nel rispetto dell’ambiente in cui vive e nel rilancio dei luoghi, nell’economia dei territori montani e nel suo futuro. Le aree interne ed i Comuni come il nostro possono e devono fare molto nella ricostruzione post-sisma 2016, non solo fisica, ma anche delle Comunità, dando valore ai territori e alle persone”.

“L’impianto di risalita, completamente green, rappresenta la possibilità di un turismo lento e di un accesso più friendly verso la montagna   ha continuato il Sindaco Bernardini – Basti pensare che lo scorso anno il numero delle persone che hanno usufruito degli impianti di risalita è stato di oltre 54 mila, questo in una annata con uno scarso innevamento e pochissimi giorni di apertura per lo sci, e quindi la maggior parte dei passaggi sono stati effettuati da amanti della montagna, per trekking, utilizzo del bike Park o esperienze ambientali, in stagioni diverse da quella invernale.

Numeri significativi per l’economia del nostro territorio montano che mostra capacità di resilienza e volontà di rinascita. Come ci amiamo definire, i nostri sono Territori Forti e Fluidi”.

Non solo neve, ma un turismo per la montagna tutto l’anno

L’utenza target che potrà usufruire del nuovo impianto è molto più ampia rispetto alla categoria degli sciatori (che interessa un periodo ristretto, nonostante la conca del Canalone conservi a lungo la neve caduta) e sarà inoltre sensibilizzata mediante campagne di educazione ambientale già definite in sede di Valutazione di impatto ambientale, per permettere di godere del panorama unico offerto dal Monte Bove o trattenersi per passare una giornata in un ambiente naturale di pregio, nel pieno rispetto dell’ambiente circostante, godendo dell’unicità di questo impianto, sicuramente il più ad alta quota delle Marche, con affaccio su un terrazzo sorprendente.

La stazione a monte si integra con l’ambiente

Il progetto della stazione a monte, rimodulato anche a seguito della richiesta di integrazioni da parte dell’Ente Parco Nazionale dei Monti Sibillini, prevede una stazione che si integra il più possibile nel paesaggio naturale, cercando di minimizzare l’impatto visivo e ambientale. L’idea centrale è quella di realizzare una struttura completamente interrata, seguendo il profilo del terreno, con l’utilizzo di tecniche di ingegneria naturalistica per rinforzare e rinaturalizzare le pareti laterali del rilevato.