Montemonaco, al via i lavori nella chiesa di San Giorgio all’Isola

Entro settembre inizieranno i lavori di riparazione, restauro conservativo e miglioramento sismico della Chiesa di San Giorgio all’Isola, situata nell’omonima frazione nel comune di Montemonaco (Ap), nei pressi del lago artificiale di Gerosa.

L’intervento, che vede nelle vesti di soggetto attuatore la Diocesi di San Benedetto del Tronto – Ripatransone – Montalto, rientra nel secondo piano di ricostruzione degli edifici di culto danneggiati dal sisma del 2016, come previsto dall’Ordinanza 105. Il progetto è sostenuto da un contributo complessivo di 800.000 euro, di cui 179.111 euro sono già stati liquidati dall’Ufficio Speciale Ricostruzione come primo acconto del 30% del contributo concesso.

«Si tratta di un passo significativo nella tutela del patrimonio culturale e religioso del territorio di Montemonaco, di cui siamo molto soddisfatti – spiega il commissario straordinario Guido Castelli -. Questi luoghi magnifici dei Sibillini stanno soffrendo le conseguenze negative del sisma, nostro dovere è di ridurre al minimo non solo i rischi per gli edifici, ma anche lo scoramento e la fatica delle persone. Andiamo avanti consapevoli che tanto è stato fatto e tanto c’è ancora da fare, grazie al lavoro costante che mettiamo ogni giorno in campo con Usr, Diocesi e con la Regione guidata dal presidente Acquaroli».

La Chiesa di San Giorgio, di origine romanica, risale probabilmente al X-XI secolo e ha attraversato numerose trasformazioni nel corso dei secoli. Tra queste, un ampliamento nel Quattrocento, interventi decorativi nel Cinquecento e restauri nel Novecento. L’edificio conserva affreschi bizantineggianti del XII secolo e pitture cinquecentesche di grande valore, tra cui una rappresentazione di San Giorgio che uccide il drago.

Il progetto prevede il consolidamento strutturale dell’edificio, con interventi mirati alla riduzione della vulnerabilità sismica, il recupero dei paramenti murari e il restauro dell’apparato decorativo. Particolare attenzione sarà dedicata al riposizionamento dei frammenti crollati del dossale d’altare e al recupero degli affreschi danneggiati. Sarà inoltre ripristinata la vela campanaria e rinnovato l’impianto elettrico, in modo da restituire alla comunità un luogo di culto sicuro, valorizzato e pienamente fruibile.

Doppio appuntamento questo weekend con il Festival dell’Appennino: sabato 26 luglio a Montecchio di Force (AP) “La tradizione della trebbiatura” con gli Zigà e domenica 27 luglio a Spelonga di Arquata del Tronto

Doppio appuntamento questo weekend con il Festival dell’Appennino, inclusivo di natura: Sabato 26 luglio arriva a Montecchio di Force (Ap) con una suggestiva escursione pomeridiana e al rientro rivivremo la tradizione della trebbiatura, poi nella serata concerto del gruppo Zigà, Domenica 27 luglio a Spelonga di Arquata del Tronto(Ap) con una suggestiva escursione pomeridiana alla Madonna dei Santi poi nella serata dj set Saturnino. Il Festival dell’Appennino quest’anno prevede 27 appuntamenti che si terranno tra il 4 maggio al 12 ottobre 2025 in 28 comuni distribuiti nelle quattro regioni dell’Appennino centrale colpite dal sisma del 2016-2017: Abruzzo Lazio, Marche e Umbria -. Borghi che custodiscono un prezioso patrimonio culturale storico, artistico, naturalistico e di tradizioni e che, dopo anni difficili, anche attraverso questa iniziativa vogliono rilanciarsi, crescere, attrarre nuovi visitatori. La manifestazione è promossa dal Commissario Straordinario al sisma 2016 e dal BIM Tronto, con la fondamentale collaborazione dei BIM Vomano-Tordino Teramo, Nera Velino Cascia e Nera-Velino Rieti.

 

Il Commissario al sisma 2016 Guido Castelli: “Cultura, storia, immersione nella natura e riscoperta delle tradizioni. Il Festival dell’Appennino racchiude in una sola esperienza tanti valori che arricchiscono sia i visitatori che gli abitanti delle comunità che ospitano la manifestazione. Si tratta di un’occasione di socialità che contenente di apprendere, conoscere e condividere e, dunque, rientra a pieno titolo tra le iniziative che stiamo mettendo in atto per la riparazione economica e sociale dei territori del sisma. La ricostruzione da sola non basta: è necessario ridare slancio alle nostre comunità, valorizzandole e rendendole più attrattive. È così che si possono generare nuove opportunità di crescita e sviluppo le quali, a loro volta, sono gli ‘strumenti’ più importanti per arrestare il fenomeno di spopolamento in corso da lungo tempo nell’Appennino centrale. Il Festival sta contribuendo in modo sostanziale a questa strategia di rinascita e mi preme ringraziare i quattro Bim coinvolti per l’impegno e il contributo che stanno dando alla riuscita dell’iniziativa”.

 

Il Presidente Bim Tronto Luigi Contisciani:”Siamo giunti a metà del Festival, questa weekend con doppio appuntamento nell’entroterra piceno, dove tradizione e natura si fondono in un abbraccio unico, portando a riscoprire la trebbiatura e la manifestazione della Festa Bella. Il Festival sta animando i suggestivi borghi e i paesaggi incontaminati dell’appennino centrale offrendo un’esperienza autentica ai visitatori e consolidando il legame con il nostro territorio.”

 

 

Il Sindaco di Force Amedeo Lupi: “Desidero esprimere la mia gratitudine agli Enti promotori e sostenitori del Festival dell’Appennino per aver incluso il nostro comune di Force nel programma degli eventi. Siamo entusiasti di poter condividere con i visitatori la bellezza del nostro territorio e le nostre tradizioni. Speriamo che questo evento possa contribuire a valorizzare il nostro territorio e a promuovere la nostra cultura e tradizioni. Un sentito ringraziamento va anche all’Associazione “Montecchio in Festa” per aver reso possibile la 18^ rievocazione della trebbiatura e la proposta gastronomica all’interno del Festival dell’Appennino poiché questa iniziativa contribuisce a valorizzare le tradizioni e la cultura del nostro territorio, offrendo ai visitatori un’esperienza autentica e coinvolgente”

 

 

Il Sindaco di Arquata del Tronto Michele Franchi: “Il Festival dell’Appennino, con il dj set di Saturnino, sarà proprio una vera anteprima della Festa Bella che si terrà ad agosto, l’evento nel  quale tutta la popolazione partecipa al ricordo della battaglia di Lepanto”

 

Sabato 26 luglio il ritrovo per l’escursione con partenza alle ore 17 a Montecchio di Force. L’escursione è un anello ha una difficoltà E, è lunga 5,54 km, con un dislivello di 257 mt e un tempo di percorrenza di circa 2 ore.

Al rientro dall’escursione assisteremo alla tradizione della trebbiatura e sarà possibile cenare nel punto ristoro dell’Associazione Montecchio in Festa menù a 18 euro: Tagliatelle al sugo de lo vatte (sugo papera e manzo rosso), salsiccia, braciola di capocollo, pomodoro a fette e pane, acqua e vino. Per esigenze di alternative per vegani e vegetariani inviare comunicazione via whatsapp sul numero del Festival +39 351 9618 267 entro venerdì 25 luglio ore 19.

Alle ore 21 concerto gli Zigà, un gruppo di musica popolare che ci condurrà in un viaggio travolgente tra pizziche, tammurriate e ritmi del sud che infiammano il cuore.

Domenica 27 luglio il ritrovo per l’escursione alle 16.15 con partenza alle ore 16.30 a Spelonga. L’escursione è un anello ha una difficoltà E, è lunga 7,7 km, con un dislivello di 210 mt e un tempo di percorrenza di circa 3 ore. Al rientro dall’escursione sarà possibile cenare nel punto ristoro dell’Associazione Santesi Festa Bella Spelonga.

Alle ore 21 dj set e performance di Saturnino bassista, compositore, produttore discografico e polistrumentista italiano. Nei suoi album si trovano diversi generi musicali, in cui sono percepibili le influenze classiche derivate dagli studi di violino in gioventù, ma anche di rock, jazz, hip hop e funk. È considerato dalla critica più accreditata uno dei migliori bassisti sulla scena internazionale. Autore di culto e popolare allo stesso tempo. Dal 1991 è il bassista di Jovanotti, conosciuto in uno studio di registrazione a Milano, con cui ha scritto molti brani.

La partecipazione è gratuita ma è necessaria la prenotazione al fine di organizzare meglio l’evento, compilando il form nella data sul sito www.festivaldellappennino.it.

Raccomandazioni:

L’escursione è adatta a chi è allenato a camminare in montagna e in buona salute.

  • Obbligatorio indossare scarpe da trekking
  • avere con sè almeno un litro d’acqua e un cappello
  • portare kway
  • consigliato portare i bastoncini da trekking
  • consigliato un cambio completo da lasciare in auto
  • portare telo o plaid per assistere allo spettacolo

 

Festival dell’Appennino 2025, inclusivo di natura

Il Festival è promosso da Commissario Straordinario Ricostruzione Sisma 2016 e Bim Tronto, con la collaborazione di Bim Vomano-Todino Teramo, Bim Nera-Velino Cascia e Bim Nera-Velino Rieti, Regione Marche, Regione Umbria, Regione Abruzzo, Regione Lazio, in sinergia con i 28 Comuni dell’Appennino centrale, partner dell’evento, Camerino, San Severino Marche,  Sarnano, Visso, Amandola, Montefalcone Appennino, Montefortino, Acquasanta Terme, Arquata del Tronto, Ascoli Piceno, Castignano, Comunanza, Cupra Marittima, Force, Montegallo, Montemonaco, Palmiano, Roccafluvione, Castelli, Fano Adriano, Rocca Santa Maria, Cerreto di Spoleto, Preci, Sellano, Accumoli, Amatrice, Micigliano, Rivodutri con la direzione artistica dell’Associazione Culturale Appennino up e Mete Picene.

 

Ricostruzione più vicina a Valfornace: trasferiti oltre 790mila euro per case popolari e sede C.O.C.

Essere pronti ad affrontare le future emergenze con una sede del Coc, Centro Operativo Comunale, e dare una risposta alla crisi abitativa con nuovi appartamenti: è l’obiettivo del recupero di tre edifici in via Don Orione a Valfornace, nel cratere maceratese. Con il recente decreto n.359 firmato dal commissario per la Riparazione e la Ricostruzione sisma 2016 Guido Castelli c’è l’ok per il trasferimento di 792.875,02 euro all’Ufficio Speciale per la Ricostruzione della Regione Marche. Le risorse serviranno a coprire il 50% dell’importo autorizzato per l’intervento di acquisizione e completamento delle nuove strutture, in sostituzione del complesso demolito in via Roma dopo il sisma del 2016.

L’intervento, ritenuto urgente e strategico nell’ambito dell’Ordinanza Speciale n. 5 del 2021, ha un valore complessivo rimodulato pari a 2,9 milioni di euro, già coperto integralmente con fondi stanziati dal Commissario attraverso successivi provvedimenti. Con il nuovo decreto si completa il trasferimento della quota prevista per l’avvio operativo dei lavori.

I lavori puntano a restituire al territorio un presidio operativo e alloggi pubblici, garantendo sicurezza strutturale e nuove funzioni sociali per una comunità duramente colpita dal sisma.

“Con questo nuovo passo – ha dichiarato il Commissario alla ricostruzione sisma Guido Castelli – diamo concretezza a una ricostruzione che non è solo edilizia, ma anche sociale. A Valfornace non si ricostruiscono soltanto edifici, ma fiducia e servizi per i cittadini”.

Il sindaco Massimo Citracca sottolinea che “Queste abitazioni erano abbandonate da tempo. Finalmente i lavori sono partiti perché ci saranno 5 appartamenti destinati a case popolari e ci sarà la nuova sede del C.O.C. Siamo ancora in una sede comunale temporanea, vediamo questo tipo di intervento fondamentale per tutta la comunità e offrire i servizi nel modo migliore. Ringrazio il Commissario Castelli per la sua grande attenzione che ha sempre dimostrato verso il nostro territorio e verso tutto il cratere”.

Monte Rinaldo, aggiudicati i lavori per il nuovo Cumalab

L’Ufficio Speciale Ricostruzione ha ufficialmente concluso la gara per l’aggiudicazione dei lavori per la realizzazione di un centro polifunzionale destinato ad attività culturali, sociali, di servizi nel comune di Monte Rinaldo, in provincia di Fermo.  L’intervento ha un importo di 1.607.000 euro ed è inserito nel Programma straordinario di Rigenerazione Urbana previsto dall’Ordinanza 137 del 2023.

«Questa azione rappresenta un tassello importante per la valorizzazione del patrimonio storico e paesaggistico del territorio, e contribuisce al rilancio culturale e sociale dell’intera area archeologica “La Cuma” – spiega il commissario alla ricostruzione Guido Castelli -. Anche da interventi del genere passa il rilancio dei territori colpiti dal sisma del 2016/2017. Ringrazio il lavoro incessante di Comune, Usr e della Regione Marche guidata dal presidente Acquaroli».

L’appalto è stato aggiudicato alla ditta Felici S.r.l. de L’Aquila, col prossimo step rappresentato dalla partenza dei lavori. Il progetto prevede lo smontaggio controllato e la ricostruzione conservativa di un edificio rurale, con l’obiettivo di trasformarlo in un laboratorio archeo-agro-naturalistico.

Il nuovo centro ospiterà una biglietteria multimediale, uno spazio espositivo legato al sito archeologico, una sala polifunzionale per eventi e attività didattiche, oltre ad ambienti destinati a iniziative ricreative e alla valorizzazione delle produzioni locali.

Arquata, fondi per i cimiteri delle frazioni di Spelonga e Colle

Ad Arquata del Tronto, nell’ambito dell’Ordinanza commissariale n. 109/2020 “Approvazione elenco unico dei programmi delle opere pubbliche nonché disposizioni organizzative e definizione delle procedure di semplificazione e accelerazione della ricostruzione pubblica”, sono stati trasferiti 188.297,63 euro per i lavori previsti nei cimiteri delle frazioni di Spelonga e Colle. Il costo totale degli interventi è di 400.000,00.

“Ridare dignità ai luoghi della memoria è un dovere morale oltre che istituzionale. Per noi è fondamentale mantenere un impegno importante verso le comunità: ridare rispettabilità a spazi che custodiscono affetti e storie collettive. La ricostruzione comprende anche questi luoghi silenziosi che rappresentano la continuità tra le generazioni. Ringrazio il presidente della Regione Francesco Acquaroli, l’Ufficio ricostruzione e i tecnici e il sindaco Michele Franchi per la costante ed efficace sinergia, essenziale per portare a termine il nostro compito” ha dichiarato il Commissario alla ricostruzione sisma 2016 Guido Castelli.

Il sindaco Michele Franchi sottolinea che “Per Colle e Spelonga i lavori stanno terminando, in quelli di Faete sono già terminati. Ci auguriamo che tutto venga terminato nel breve termine, il tutto entro l’estate. A breve dovrebbero partire i lavori del cimitero di Pretare, mentre si sta lavorando anche in quello di Capodacqua”.

Via D’Amelio, Castelli: “Nel nome di Borsellino, ricostruzione fondata su legalità e trasparenza”

“Nel giorno in cui ricordiamo il giudice Paolo Borsellino, assassinato dalla mafia il 19 luglio 1992 insieme ai cinque agenti della sua scorta in via D’Amelio, sentiamo il dovere di raccogliere un’eredità che dobbiamo coltivare ogni giorno per poi trasmetterla alle nuove generazioni, affinché crescano nella cultura della responsabilità e della legalità”.

Lo dichiara il Commissario Straordinario per la Ricostruzione post sisma 2016, Guido Castelli, nel 32° anniversario della strage.

“Nell’Appennino centrale questa eredità si concretizza attraverso l’impegno costante che dedichiamo a una ricostruzione  abbia come pilastri la legalità, la giustizia e la trasparenza. Ogni cantiere, ogni opera, ogni risorsa pubblica destinata alla rinascita dei territori colpiti dal terremoto — sottolinea Castelli — deve essere tutelata da qualsiasi rischio di infiltrazione o distorsione criminale. La ricostruzione non è soltanto un insieme di interventi materiali: è anche ricostruzione morale, riscatto civico, affermazione concreta dei valori repubblicani. Oggi – conclude Castelli – il modo migliore per onorare il sacrificio di questi servitori dello Stato è tradurre la memoria in azione, lavorando ogni giorno affinché la ricostruzione sia anche occasione di rigenerazione etica e culturale per i nostri territori”.

 

Arquata, aggiudicati i lavori per il nuovo rifugio escursionistico di Colle Le Cese

L’Ufficio Speciale Ricostruzione ha ufficialmente concluso la gara per l’aggiudicazione dei lavori per la demolizione e ricostruzione del rifugio escursionistico di Colle Le Cese, nel territorio del Parco Nazionale dei Monti Sibillini, nel comune di Arquata del Tronto.

L’intervento prevede un investimento complessivo di 2,5 milioni. L’aggiudicazione è stata formalizzata alla Albertani Corporates di Brescia. Il rifugio sorge in località Forca Canapine – Colle Le Cese, in un’area strategica per il turismo escursionistico e naturalistico.

«Questo intervento rappresenta un tassello importante nella strategia di rilancio delle aree interne e montane colpite dal sisma – conferma il commissario alla ricostruzione, Guido Castelli -. Il nuovo rifugio sarà un presidio di accoglienza e un punto di riferimento per escursionisti e visitatori, contribuendo alla rinascita economica e sociale del territorio. Insieme alla recente riapertura della SP 64 “Nursina”,  è  parte di una strategia complessiva di rilancio dell’intera zona, soprattutto dal punto di vista turistico. Il prossimo step è la sottoscrizione del contratto e il successivo avvio dei lavori. Ringrazio la preziosa sinergia tra il Parco dei Sibillini, l’Usr e la Regione guidata dal presidente della Regione Acquaroli».

 

«Insieme alla riapertura della SP64 Nursina, questa stazione va nell’ottica della valorizzazione di una stazione invernale come Forca Canapine che deve ripartire anche in chiave estiva- sottolinea il sindaco Michele Franchi- Insieme a Norcia, vogliamo realizzare una stazione che duri tutto l’anno. Faremo di tutto che possa ripartire il prima possibile. Le strutture ricettive sono di fondamentale importanza, c’è un panorama bellissimo  e a breve faremo anche il Sibillini Astrofest, visto che il cielo di Forca Canapine è stato decretato come uno dei cieli migliori per gli astrofili».

 

Il progetto prevede la demolizione dell’edificio esistente e la ricostruzione di una nuova struttura conforme alle normative antisismiche e ambientali, con l’obiettivo di rilanciare l’offerta turistica e valorizzare il patrimonio naturale del Parco. Sarà ricostruito con una struttura portante in legno, scelta per le sue qualità di durabilità, sicurezza sismica e antincendio, isolamento acustico, efficienza energetica, sostenibilità ambientale e rapidità di costruzione.

Mille giorni di Governo Meloni, Castelli: “Registrati il massimo dell’occupazione e il minimo dello spread”

I mille giorni del Governo Meloni hanno coinciso con una stagione dell’economia nazionale che ha fatto registrare il massimo dell’occupazione e il minimo dello spread. Ma soprattutto – ha dichiarato il senatore Guido Castelli, commissario straordinario per la ricostruzione e la riparazione sisma 2016 – il Governo Meloni ha dimostrato un’attenzione costante alle criticità del Paese. Negli ultimi due anni e mezzo ho avuto l’onore e l’onere di rappresentare il Governo nel complesso percorso di rinascita (ricostruzione e riparazione) delle aree del Centro Italia colpite dalla devastante sequenza sismica tra il 2016 e il 2017. Il cambio di passo che è stato impresso nell’opera di ricostruzione è stato reso possibile all’attenzione e all’ascolto costante nei confronti delle comunità ferite dal sisma. Il Governo ha saputo avviare un modello di governance multilivello con la piena collaborazione delle 4 regioni e dei 138 comuni coinvolti”.

“Con le risorse del programma NextAppennino – ha aggiunto Castelli – il Governo ha finanziato quasi 2 miliardi di euro per infrastrutture fisiche e digitali, per la transizione energetica, per l’innovazione e per la ripresa economica e sociale di un territorio vasto come la contea dell’Olanda. In questo modo l’attività di ricostruzione e di riparazione e rilancio sta contrastando attivamente lo spopolamento in atto in molte aree interne del Paese. Non c’è nulla di irreversibile quando si governa per il bene delle comunità, dei cittadini e delle imprese. La continuità del Governo Meloni è la garanzia di un percorso di rinascita di tutto il Centro Italia e del Paese intero”.

Montemonaco, approvato il progetto esecutivo per il restauro del Palazzo Municipale

L’Ufficio Speciale Ricostruzione ha approvato il progetto esecutivo per l’intervento di miglioramento sismico del Palazzo Municipale di Montemonaco (Ap), edificio storico risalente al 1549 e situato nel cuore del centro storico.

L’intervento prevede un investimento complessivo di 1.646.100 euro, di cui 950.000 già programmati e 696.100 da coprire con fondi integrativi della Struttura Commissariale.

«Siamo davanti a un ulteriore passo concreto nel percorso di rinascita dei borghi dell’Appennino colpiti dal sisma – spiega il commissario alla ricostruzione Guido Castelli -. Restituire alla comunità un edificio storico come questo, simbolo dell’identità civica e della memoria collettiva, significa non solo ricostruire muri, ma rafforzare il legame tra territorio e istituzioni. La Struttura commissariale continuerà a sostenere con determinazione gli enti locali, affinché ogni progetto si traduca in un’opportunità di rilancio e sviluppo per le aree interne, il tutto in piena collaborazione con gli stessi Comuni, l’Usr e la Regione guidata dal presidente Acquaroli».

«Siamo molto soddisfatti per l’approvazione del progetto esecutivo riguardante la riparazione del Palazzo Municipale, storica sede dell’amministrazione comunale. Attualmente, gli uffici dislocati in sedi provvisorie stanno penalizzando l’efficienza dell’attività amministrativa e causando disagi ai nostri dipendenti e cittadini. Non vediamo l’ora di poter rientrare nella sede principale, una volta completati i lavori di riparazione, per ripristinare la normale operatività e migliorare i servizi offerti alla comunità. Questo importante intervento consentirà di ripristinare la struttura e valorizzare ulteriormente il patrimonio architettonico del nostro Comune. Un sentito ringraziamento va al Commissario Castelli, al Presidente Acquaroli, alla struttura commissariale, all’USR e a tutti i tecnici che hanno contribuito alla realizzazione di questo importante progetto. Siamo fiduciosi che il Palazzo Municipale tornerà a essere un simbolo di orgoglio per la nostra comunità» ha detto il sindaco Francesca Grilli.

L’intervento è finalizzato al miglioramento sismico, con l’obiettivo di preservare la struttura storica e garantire maggiore sicurezza. L’edificio, con una superficie lorda di circa 868 metri quadrati, sarà oggetto di un ampio intervento di consolidamento strutturale e restauro. I lavori prevedono il ripristino delle murature, il rinforzo dei maschi murari, il consolidamento delle volte a crociera, il rifacimento del manto di copertura e delle finiture, il recupero della torre campanaria e l’inserimento di un ascensore per l’abbattimento delle barriere architettoniche.  Il progetto non introduce nuove volumetrie, ma si concentra esclusivamente sul ripristino e sull’adeguamento normativo delle strutture danneggiate dal sisma del 2016/2017.

Ponte sull’Ancaranese: dalla Conferenza dei servizi via libera ai lavori

Un’accelerata decisiva verso la rigenerazione infrastrutturale dell’area di confine tra Marche e Abruzzo: nella giornata di ieri, 16 luglio, la Conferenza dei servizi ha espresso parere favorevole all’unanimità per il progetto di fattibilità tecnico-economica relativo alla messa in sicurezza ed alla riapertura temporanea al traffico veicolare del ponte in muratura sul fiume Tronto, lungo le strade provinciali SP 3 Ancaranese (Provincia di Ascoli Piceno) e SP 1B (Provincia di Teramo).

L’intervento, inserito nel quadro della nuova Ordinanza Speciale 122 firmata il 3 luglio dal commissario alla ricostruzione Guido Castelli, vede l’Ufficio Speciale Ricostruzione nelle vesti di soggetto attuatore e rappresenta una delle opere strategiche previste dal Programma straordinario di Rigenerazione Urbana connesso al sisma del 2016, finanziato anche con fondi della Camera dei Deputati.

«Tutti i tanti enti coinvolti, tra cui Ministero della Cultura, Anas, Province, Comuni, Regioni e Arpa, hanno espresso parere favorevole seppure con qualche piccola prescrizione, fatto che ci conferma che siamo sulla strada giusta – spiega il commissario Castelli -. Con l’ordinanza speciale abbiamo impresso una netta sterzata all’intervento, l’obiettivo è concludere i lavori entro i primi mesi del 2026, restituendo piena funzionalità a un’infrastruttura cruciale per la mobilità tra Marche e Abruzzo».

Il progetto approvato riguarda la messa in sicurezza del ponte esistente in muratura e la riapertura temporanea al traffico per ripristinare il collegamento ed eliminare i disagi all’utenza. Il costo complessivo è stimato in 1,5 milioni di euro. Prossimo step, l’approvazione del progetto esecutivo.