Via libera al progetto di restauro e consolidamento della chiesa di Santa Maria della Pace a Capestrano

La conferenza permanente ha approvato il progetto di restauro e consolidamento della chiesa di Santa Maria della Pace a Capestrano (Aq). Alla conferenza era presente il sindaco Antonio D’Alfonso.

L’edificazione della chiesa attuale, secondo fonti documentali, si fa risalire al 1643, sulle fondamenta della vecchia fabbrica, e durò diversi decenni sino a diventare nel 1754 chiesa matrice della città; a seguire furono realizzate le otto cappelle laterali e nella prima metà del XIX secolo il campanile con la singolare cupola a cipolla rivestita in piombo; a seguito del sisma del1915 fu interessata da un importante intervento di restauro che ne modificò anche gli aspetti cromatici interni con la realizzazione di finti marmi, mentre nel 1965 il Genio Civile si interessò per il rifacimento delle coperture (con innalzamento del colmo), il consolidamento delle pareti e della facciata; anche il sisma del1984 colpì la chiesa e furono necessari ulteriori interventi di consolidamento e restauro.

La chiesa, seppur danneggiata dal sisma del 06 aprile 2009, è stata interessata dai maggiori danni provocati dagli eventi sismici del 2016-2017. Sono previste iniezioni di miscele leganti nelle murature; consolidamento dei pilastri mediante confinamento puntuale con connettori in acciaio iniettati con geomalta a base di calce,  perfori armati per cucitura delle murature, in particolar modo tra la facciata e le murature longitudinali retrostanti, ricucitura di lesioni mediante iniezione di miscele consolidanti oppure con cuci-scuci a seconda della gravità; cerchiatura di vani o aperture con profili in metallo, consolidamento di strutture orizzontali mediante cordoli perimetrali in acciaio, il consolidamento della struttura di copertura esistente del transetto, della cupola e dell’abside ma anche il restauro delle superfici esterne lapidee quali paramento del campanile in conci di pietra e paramento della facciata in conci lapidei mediante interventi di pre-consolidamento,il consolidamento materico e protezione finale mediante smontaggio del manto di copertura e la sostituzione del tavolato e di eventuali travi fatiscenti.. Il costo dell’intervento è di 4.476.721,72 euro.

“Stiamo proseguendo con quel cambio di passo che è essenziale per il recupero di tutti gli edifici religiosi danneggiati dal sisma- dichiara il commissario alla ricostruzione Guido Castelli – Questo gioiello storico e religioso è fondamentale per tutta la comunità di Capestrano,  non ci dobbiamo mai fermare per completare questo lavoro essenziale per la comunità. Desidero ringraziare il presidente della Regione Marco Marsilio, il Vescovo Michele Fusco, l’ufficio ricostruzione e il sindaco Antonio D’Alfonso per la loro collaborazione”.

“L’approvazione del progetto di restauro della chiesa di Santa Maria della Pace rappresenta un ulteriore passo avanti nel percorso di rinascita del nostro patrimonio storico e religioso. Capestrano custodisce una delle testimonianze più preziose della spiritualità abruzzese, e il suo recupero è un segno concreto di attenzione verso le nostre comunità. Ringrazio il commissario Castelli e tutti coloro che stanno contribuendo con impegno a restituire piena vita a questi luoghi di identità e memoria collettiva”, ha dichiarato il presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio.

“Desidero esprimere un sincero ringraziamento a tutti coloro che hanno contribuito a sbloccare e portare avanti questo importante progetto di restauro. Ringrazio il Commissario alla ricostruzione Guido Castelli, il presidente della Regione Marco Marsilio, il Vescovo Michele Fusco, Mario Fiorentini, coordinatore della Struttura di missione per il coordinamento dei processi di ricostruzione e di sviluppo nei territori colpiti dal sisma 2009, l’Ufficio ricostruzione e tutti i tecnici e professionisti coinvolti per il lavoro svolto con competenza e spirito di collaborazione. L’approvazione di questo intervento rappresenta un risultato significativo per la nostra comunità. La chiesa di Santa Maria della Pace non è soltanto un edificio di grande valore storico e architettonico, ma un simbolo identitario per Capestrano. Oggi compiamo un passo concreto verso la sua piena restituzione ai cittadini, nella consapevolezza che la ricostruzione è prima di tutto un percorso condiviso” ha aggiunto il sindaco Antonio D’Alfonso.

Umbertide, approvato l’ intervento di rafforzamento locale della chiesa di San Giovanni Evangelista

La conferenza permanente ha approvato l’intervento di rafforzamento locale della chiesa di San Giovanni Evangelista  in Località Serra Partucci a Umbertide (Pg).

La Chiesa consiste in un unico volume con tetto a capanna. La copertura dell’aula presenta capriate e soprastante doppia orditura in legno, su cu è posato un pianellato in laterizio. Dal punto di vista dell’entità del danno causato dal sisma, il fabbricato presenta alcuni danni nei maschi murari della porzione destinata a chiesa, distacchi sugli angoli, che vanno ad interessare solo la muratura interna della parete “a sacco” e lesioni negli archi sopra la porta di ingresso e sopra gli architravi di alcune finestre.

Tra gli interventi previsti c’è il consolidamento dell’apparato murario, saranno effettuati saggi stratigrafici, effettuati dal restauratore incaricato. Nel paramento murario interno in corrispondenza delle lesioni saranno realizzati interventi di scuci-cuci. Gli architravi delle finestre sul lato a sud e della porta di ingresso che presentano lesioni in chiave, saranno consolidati con nastri in fibre di acciaio acciaio galvanizzato con connettori a tassello e malte a base calce. Per questi interventi, prima del consolidamento, si provvederà alla spicconatura dell’intonaco ancora presente. Una volta effettuato l’intervento di consolidamento sarà effettuata la ripresa di intonaco con malta avente le caratteristiche di quella esistente. Il costo dell’intervento è di 200.000 euro.

“Desidero ringraziare la Regione Umbria, il Vescovo Luciano Paolucci Bedini, l’ufficio ricostruzione e il sindaco Luca Carizia per la loro collaborazione. Il recupero di questi straordinari elementi della nostra tradizione è fondamentale. Insieme lavoriamo senza sosta per accelerare ulteriormente il loro recupero” spiega il commissario alla ricostruzione Guido Castelli.

Roccafluvione, progetto esecutivo per il rifacimento della “Ripa a Monte” e la sistemazione della strada di Ciarpellesco

L’Ufficio Speciale Ricostruzione ha approvato il progetto esecutivo relativo all’intervento di riparazione post-sisma che riguarda il rifacimento del muro di contenimento della “Ripa a Monte” e la sistemazione della sede stradale della comunale Ciarpellesco, nel territorio di Roccafluvione (Ap). Si tratta di un’opera inserita nel Programma straordinario di Rigenerazione Urbana previsto dall’ordinanza commissariale 137 del 2023, che assegna al Comune un finanziamento pari a 172.500 euro.

«L’approvazione del progetto esecutivo rappresenta un passaggio determinante per l’avvio dei lavori – spiega il commissario alla ricostruzione Guido Castelli -. L’intervento permetterà di ristabilire piena funzionalità e sicurezza nel collegamento verso la frazione di Ciarpellesco, restituendo al territorio un’infrastruttura danneggiata in maniera significativa. Importante anche in questo caso la sinergia tra Comune, Usr e la Regione Marche guidata dal presidente Acquaroli».

L’intervento riguarda uno dei tratti maggiormente compromessi dagli eventi sismici del 2016/2017 e dal successivo passaggio di mezzi pesanti impegnati nei cantieri della ricostruzione.

La strada comunale Ciarpellesco presenta un manto profondamente ammalorato, avvallamenti, buche diffuse e un muro di contenimento ormai deteriorato. Una condizione che ha reso necessario un progetto di intervento mirato. L’opera prevede la demolizione e la ricostruzione del muro della ripa a monte, che verrà rivestito in pietra per armonizzarsi con il contesto paesaggistico. Saranno inoltre ripristinati la pavimentazione stradale, la regimentazione delle acque con nuove zanelle, la barriera di protezione in legno e acciaio corten e il tombino nei pressi dell’incrocio con la provinciale.

 

NextAppennino: la “Vipal” di Ferentillo esempio di impresa innovativa dell’Appennino centrale La storia in onda domenica su Rai 3 a “Il posto giusto”

“Dalla ricostruzione post- sisma alla crescita economica, attraverso quelle realtà che hanno scelto non solo di restare nell’Appennino centrale, ma che hanno capito l’importanza di sanno rinnovarsi e di innovare”. Lo afferma il Commissario Straordinario al sisma 2016 Guido Castelli commentando il caso dell’azienda Vipal di Ferentillo (Terni), azienda umbra specializzata nella progettazione e realizzazione di ascensori e impianti di sollevamento elettrici, sostenuta dai fondi NextAppennino attraverso il bando B.13c dedicato alle imprese innovative di media dimensione. La storia dell’azienda sarà raccontata domenica 15 febbraio alle ore 13 su Rai 3, nel programma “Il posto giusto”, che dedicherà un servizio all’esperienza produttiva e tecnologica nata nel cuore della Valnerina.

Fondata nel 1983, Vipal opera in uno stabilimento di oltre 6.000 metri quadrati articolato in nove reparti produttivi e conta 49 dipendenti tra ingegneri, progettisti e tecnici specializzati. L’azienda segue internamente l’intero ciclo produttivo — dalla progettazione al collaudo fino alla manutenzione — garantendo impianti “chiavi in mano” destinati al mercato nazionale ed estero, interamente basati su design e tecnologia italiana. Grazie agli investimenti sostenuti dal Piano Nazionale Complementare Sisma, l’impresa ha potuto rafforzare i processi di innovazione tecnologica, digitalizzazione e transizione energetica, acquistando macchinari di ultima generazione e realizzando un impianto fotovoltaico che oggi copre circa l’80% del fabbisogno energetico dello stabilimento. Tra le innovazioni sviluppate spicca la tecnologia “Hybrid”, che consente agli impianti di funzionare anche in caso di blackout prolungato con consumi energetici estremamente ridotti. Infine, grazie a NextAppennino la Vipal ha potuto assumere nuovo personale specializzato.

“Questo caso virtuoso ci ricorda come la ricostruzione – aggiunge il Commissario Castelli – non riguarda soltanto case e edifici pubblici. Il vero obiettivo è restituire lavoro, prospettive e fiducia alle comunità, anche al fine di contrastare il fenomeno dello spopolamento dei nostri territori. La Vipal dimostra che nei territori del cratere è possibile fare impresa ad alto contenuto tecnologico, creare occupazione qualificata e competere sui mercati internazionali. NextAppennino è nato proprio a questo scopo proprio per questo: trasformare l’emergenza in occasione di sviluppo. Sostenere aziende radicate nel territorio – prosegue Castelli – significa contrastare concretamente lo spopolamento. Ogni investimento produttivo mantiene vive le competenze locali e rende possibile la permanenza delle famiglie. La rinascita dell’Appennino centrale passa anche da questa capacità di coniugare tradizione manifatturiera e innovazione. Quando un’impresa cresce qui, cresce l’intera comunità”.

Anno 2026, dichiarazione dei requisiti per CDA, SAE e MAPRE entro il 31 marzo 2026

Si informano i beneficiari di CDA (ex CAS), SAE, MAPRE ed altre forme di assistenza abitativa, che dalle ore 12.00 di venerdì 06 febbraio 2026, è stata riattivata la piattaforma informatica SEM attraverso la quale presentare la dichiarazione per il mantenimento dei requisiti dei benefici di assistenza a favore dei cittadini colpiti dagli eventi sismici del 2016, per l’anno 2026.

All’indirizzo Internet https://appsem.invitalia.it sarà possibile compilare e caricare la dichiarazione, la cui scadenza è fissata entro e non oltre le ore 23:59 del 31 marzo 2026.

La Dichiarazione del mantenimento dei requisiti per beneficiare dell’assistenza e delle eventuali cause impeditive alla presentazione della richiesta di contributo per la ricostruzione deve essere presentata per via telematica da un qualsiasi membro del nucleo familiare percettore dei benefici, accedendo alla piattaforma online con le credenziali di identità digitale, come Spid, Carta d’identità elettronica o Carta Nazionale dei Servizi, ma può essere presentata anche da soggetti delegati o dallo stesso Comune di residenza.

Staffolo, approvato il progetto di fattibilità per il restauro della chiesa di Santa Teresa

La ricostruzione della chiesa di Santa Teresa, a Staffolo (An), entra nella fase decisiva. La Conferenza regionale ha approvato il progetto di fattibilità tecnico‑economica per gli interventi di restauro e consolidamento dell’edificio sacro di via delle Monache, per un importo di 825.601 euro.

La chiesa di Santa Teresa, edificata nel 1778 e dotata di un campanile risalente al 1823, costituisce uno dei luoghi identitari del centro storico. Danneggiata dalle scosse del 2016/2017, presenta un quadro lesivo diffuso: fessurazioni interne, criticità nelle volte in camorcanna, lesioni sui paramenti murari e problemi legati al solaio in laterocemento inserito negli interventi degli anni Cinquanta.

«Il decreto di conclusione della Conferenza regionale consente di avviare la fase successiva, quella della progettazione esecutiva, propedeutica all’appalto dei lavori – conferma il commissario alla ricostruzione Guido Castelli -. Un traguardo atteso dalla comunità locale grazie ed un restauro che punta a coniugare sicurezza strutturale, rispetto dell’identità storica e piena valorizzazione dell’edificio. Ringrazio come sempre il lavoro puntuale svolto da Diocesi, Ufficio Speciale e dalla Regione guidata dal presidente Acquaroli».

La relazione storico‑artistica e la documentazione progettuale descrivono con chiarezza la necessità di un intervento completo di consolidamento, mirato a restituire stabilità strutturale e corretta fruibilità all’edificio liturgico.

Il progetto approvato prevede un insieme coordinato di opere: la sostituzione dell’attuale copertura con un nuovo solaio ligneo, il consolidamento delle murature attraverso tecniche tradizionali, la ristilatura dei giunti, le cuciture armate e l’inserimento di diatoni a fiocco.

Le volte e gli archi verranno rinforzati mediante applicazione di reti in fibra di vetro e tessuti tecnici, mentre il campanile sarà oggetto di un consolidamento. Il progetto comprende anche l’adeguamento degli impianti, il restauro di infissi, pavimenti, arredi lignei, la revisione del sistema di raccolta delle acque e nuove finiture interne in malta a calce.

Castelsantangelo sul Nera, via libera al progetto di fattibilità tecnico-economica per l’ex sede comunale

La ricostruzione dell’ex sede comunale di Castelsantangelo sul Nera (Mc) compie un passo decisivo. La Conferenza regionale si è infatti espressa in modo favorevole sul progetto di fattibilità tecnico-economica, approvando gli atti necessari per procedere all’intervento che rientra nel Programma straordinario di Rigenerazione Urbana previsto dall’ordinanza commissariale 137 del 2023.

Il fabbricato, situato in via Santo Stefano, è stato gravemente danneggiato dal sisma del 2016/2017, fino a essere dichiarato totalmente inagibile, con conseguente demolizione delle parti pericolanti e conservazione dei soli muri perimetrali.

Conosciuto come “casa della guaita”, si colloca nel cuore storico del capoluogo. Prima del sisma ospitava cantine al piano seminterrato, uffici comunali al piano terra e un’abitazione al livello superiore, servita da scala esterna.

“Con il via libera della Conferenza regionale e la definizione delle prescrizioni tecniche, è adesso possibile avviare la fase successiva di redazione del progetto esecutivo – conferma il commissario alla ricostruzione Guido Castelli -. L’edificio tornerà a occupare il suo posto nel tessuto storico del capoluogo, coniugando sicurezza strutturale, rispetto dell’identità architettonica e adeguamento agli standard energetici contemporanei. Il tutto grazie al lavorio sinergico tra Comune, Ufficio Speciale Ricostruzione e la Regione Marche guidata dal presidente Acquaroli”.

“ Stiamo di fatto ricostruendo un puzzle, siamo ancora all’inizio, nel momento in cui ci  sono più difficoltà. Questo è un altro tassello che mettiamo nel progetto della ricostruzione” ha dichiarato il sindaco Alfredo Riccioni.

Il progetto prevede la ricostruzione in sagoma dell’immobile, nel pieno rispetto delle volumetrie originarie e dell’impianto distributivo storico. Saranno riproposti i tre livelli già presenti, con mantenimento delle destinazioni d’uso: locali tecnici e cantine al piano seminterrato, uffici al piano terra, abitazione al primo piano.

La nuova struttura sarà realizzata con fondazioni a platea, pareti in calcestruzzo armato e murature debolmente armate rivestite in pietra locale. I solai e la copertura saranno in legno massiccio, con orditura tradizionale e soletta collaborante, mentre le gronde saranno riproposte con zampini lignei, secondo i caratteri costruttivi del borgo.

Particolare attenzione è riservata al recupero dell’affresco storico situato sul prospetto nord‑est, rimosso prima della demolizione e ora destinato a essere reinstallato nella posizione originaria con un sistema di protezione dagli agenti atmosferici, secondo le indicazioni della Soprintendenza.

Il fabbricato sarà efficientato dal punto di vista energetico e impiantistico.

La Conferenza regionale ha approvato anche la congruità economica del quadro predisposto dal progetto, pari a 1.289.487 euro.

Caldarola, progetto esecutivo per il Palazzo delle Associazioni: in arrivo 1,2 milioni di euro

Il Palazzo delle Associazioni di Caldarola (Mc) si avvicina a un nuovo corso. L’Ufficio Speciale Ricostruzione ha infatti approvato il progetto esecutivo relativo all’intervento di restauro e risanamento conservativo con miglioramento sismico, efficientamento energetico ed eliminazione delle barriere architettoniche, concedendo al Comune un finanziamento pari a 1.200.000 euro.

“Con l’approvazione del progetto esecutivo e la concessione del contributo, per il Palazzo delle Associazioni si apre ora la fase operativa che condurrà alla gara e poi all’avvio dei lavori – spiega il commissario alla ricostruzione Guido Castelli -. Un passaggio decisivo per restituire alla comunità uno dei suoi edifici più rappresentativi, destinato a tornare fruibile, sicuro ed energeticamente efficiente nel cuore del centro storico. Ringrazio per questo il lavoro costante di Comune, Usr e della Regione guidata dal presidente Acquaroli”

“Questo è uno dei tanti progetti che stiamo mettendo in campo per ricostruire il centro storico di Caldarola. Il palazzo delle Associazioni è una struttura particolarmente importante per noi perché ci consente di far rientrare, una volta effettuati i lavori, tutte le varie associazioni che erano precedentemente allocate in quell’edificio e che adesso sono provvisoriamente sistemate nei container, in una situazione di obiettivo disagio. Il ritorno alla funzionalità del Palazzo assume un’importanza strategica anche per la vita comunitaria” dichiara il sindaco Giuseppe Fabbroni.

L’intervento, che rientra nell’ordinanza commissariale 137 del 2023, assume particolare rilevanza per un immobile danneggiato dal terremoto del 2016/2017, conserva un forte valore storico per la comunità. Costruito tra la fine del Cinquecento e l’inizio del Seicento per volontà del cardinale Evangelista Pallotta come parte del nuovo centro amministrativo cittadino, l’edificio sorge in via Pallotta, in adiacenza al teatro comunale. Si sviluppa su quattro livelli fuori terra più un piano interrato e presenta strutture miste in muratura laterizia e pietra calcarea, con volte a botte e un articolato sistema di ambienti e collegamenti verticali.

La relazione chiarisce come l’intervento persegua al tempo stesso la tutela dell’impianto architettonico e il miglioramento delle prestazioni strutturali e funzionali. Dal punto di vista architettonico sono previsti il rifacimento degli intonaci ammalorati con malte traspiranti compatibili, il recupero delle pavimentazioni storiche con tecniche conservative, l’inserimento di cappotti interni in lana di roccia e la sostituzione degli infissi con modelli ad alte prestazioni energetiche, mantenendo l’aspetto originario.

Particolare attenzione è dedicata al comfort interno e al trattamento acustico degli ambienti destinati a uffici, con pannelli fonoassorbenti e serramenti certificati per elevate prestazioni di isolamento.

 

Trasferiti oltre 453 mila euro per il Municipio di Rapagnano

E’ stato disposto il trasferimento di 453.381,14 euro per l’intervento di riparazione e ricostruzione del Municipio del Comune di Rapagnano, in provincia di Fermo.

La somma rappresenta il terzo acconto fino al raggiungimento dell’80% del contributo complessivo finanziato, che per l’opera ammonta a 2.380.415,72 euro. Il trasferimento rientra nella programmazione prevista dall’ Ordinanza commissariale n. 109/2020 “Approvazione elenco unico dei programmi delle opere pubbliche nonché disposizioni organizzative e definizione delle procedure di semplificazione e accelerazione della ricostruzione pubblica”

“Con questo nuovo stanziamento – dichiara il Commissario alla ricostruzione Guido Castelli – continuiamo ad assicurare continuità finanziaria agli interventi strategici nei territori colpiti dal sisma. Il Municipio di Rapagnano è un presidio fondamentale e centro vitale della sua comunità: garantire tempi certi e risorse adeguate significa rafforzare la fiducia dei cittadini e sostenere concretamente la ripartenza. Ringrazio il presidente della Regione Francesco Acquaroli, l’ufficio ricostruzione e il sindaco Elisabetta Ceroni per la loro collaborazione”.

“Siamo veramente grati al Commissario Castelli per la sensibilità e la celerità dimostrate nell’accogliere le nostre istanze, così come a tutto il personale dell’ufficio Speciale per la ricostruzione. Queste risorse ci consentono di proseguire i lavori, ormai giunti alla fase finale. A breve contiamo di poter rientrare nella sede del Comune di Rapagnano, resa più sicura e funzionale.  Siamo inoltre soddisfatti perché l’intervento ha permesso di recuperare un edificio di grande valore storico, artistico e culturale per tutta la comunità” ha dichiarato il sindaco Elisabetta Ceroni.

Alla BIT approda “Living Gran Sasso”, progetto di turismo sostenibile nell’Appennino centrale

Living Gran Sasso approda alla BIT di Milano, portando nella più importante fiera del turismo italiano la valorizzazione del territorio e la visione di sviluppo sostenibile dei borghi dell’Appennino abruzzese. Allo stand della Regione Abruzzo, il progetto “Unico Gran Sasso Living” è stato protagonista dell’evento dedicato alla nuova strategia di promozione dei 22 Comuni coinvolti, con il Comune di Crognaleto capofila.

All’incontro hanno preso parte il Commissario Straordinario al sisma 2016 Guido Castelli; Daniele D’Amario, sottosegretario alla Presidenza della Giunta regionale d’Abruzzo, il Sindaco di Crognaleto, Orlando Persia,il Sindaco di Teramo, Gianguido D’Alberto, il Sindaco di Colledara Manuele Tiberii, il Sindaco di Caprignano Franco Pucci e il Sindaco di Castel Castagna Rosanna De Antoniis. Sono inoltre intervenuti Filippo Lucci, presidente del Consorzio Punto Europa, e Bernardo Pio, professore di Storia medievale all’Università di Bologna; ha moderato il giornalista Gianluca Marchesani.​

“Il gioco di squadra istituzionale è stato la chiave che ha consentito di arrivare fin qui e di dare una prospettiva concreta di crescita a queste comunità abruzzesi” ha sottolineato il Commissario alla ricostruzione 2016 Guido Castelli. “Living Gran Sasso dimostra che la bellezza dei nostri territori, unita al patrimonio storico, artistico, culturale e naturalistico è lo strumento più potente che abbiamo per tornare a crescere, creare lavoro e contrastare lo spopolamento.”​

Il progetto, sostenuto da 3,24 milioni di euro del CIS Sisma, integrati da Next Appennino, punta a un modello di turismo sostenibile fondato su quattro pilastri: economia, diversità culturale, società e ambiente. “Questa iniziativa – prosegue Castelli – esprime appieno la strategia di riparazione economica e sociale dell’Appennino centrale e quel ‘metodo sinodale’ che si basa su una visione condivisa tra istituzioni, territori e comunità. Solo camminando insieme possiamo garantire una rinascita strutturale e duratura.”

“È per noi un grande onore rappresentare Unico Living Gran Sasso alla Borsa Internazionale del Turismo, uno degli appuntamenti più importanti per la promozione dei territori a livello nazionale e internazionale– dice il sindaco di Crognaleto Orlando Persia-  I nostri borghi rappresentano il cuore autentico del Gran Sasso d’Italia: un territorio ricco di natura incontaminata, borghi storici, tradizioni secolari ed eccellenze enogastronomiche che raccontano l’identità più vera dell’Abruzzo montano. Qui il turismo non è soltanto visita, ma esperienza: è camminare tra i nostri sentieri, vivere i nostri borghi, scoprire una comunità accogliente che custodisce e valorizza il proprio patrimonio. La nostra presenza alla BIT rappresenta un’occasione strategica per promuovere un modello di turismo sostenibile, lento e di qualità, capace di coniugare sviluppo economico e tutela del territorio. Puntiamo su un’offerta che valorizzi le quattro stagioni, dal turismo naturalistico e sportivo agli eventi culturali e alle tradizioni locali. Living gran sasso vuole essere protagonista di un rilancio delle aree interne, dimostrando che anche i piccoli comuni possono diventare destinazioni attrattive, innovative e competitive, se sostenuti da una visione chiara e da una rete di collaborazione tra istituzioni e operatori”.

Nel corso del confronto sono state anche ricordate alcune tra le numerose attività realizzate attraverso “Unico Gran Sasso Living”. A Cortino, ad esempio, è stata riqualificata l’area pic-nic lungo il Tordino, Montereale dispone ora di una flotta di e‑bike, a Pietracamela è stato rifunzionalizzato il “Rifugio delle guide”, a Castel Castagna è nata una terrazza panoramica sul Gran Sasso, mentre a Fano Adriano, Capitignano e Crognaleto sono state realizzate aree attrezzate per la sosta camper; a Campli è stato completato un nuovo parco giochi e a Rocca Santa Maria è stato inaugurato il Museo del Fungo.  E’ stato anche realizzato un marchio per l’area vasta per la promozione turistica “Borghi del Gran Sasso”