Dissesto a Piattoni di Castel di Lama, situazione sbloccata per centinaia di abitazioni: ora si può ricostruire

Grazie all’approvazione del progetto di fattibilità tecnico-economica per il secondo stralcio delle opere di mitigazione del rischio franoso in località Piattoni, frazione di Castel di Lama (Ap), si apre una nuova fase fondamentale per la ricostruzione privata. Fondamentale, perché va ad agire su una zona, quella di via Roma, su cui insistono centinaia di abitazioni che ad oggi vedevano bloccate le proprio pratiche, rischiando la delocalizzazione.

«Si tratta di un risultato tanto atteso e necessario per velocizzare la ricostruzione in sicurezza e che restituisce fiducia a una intera comunità – dichiara il commissario straordinario Guido Castelli -. Con questo ulteriore passo si assicura una reale prospettiva per il futuro di questo territorio. Ringrazio la perizia ed il lavoro di squadra messo in campo dalla Struttura commissariale insieme all’Ufficio Speciale Ricostruzione e della Regione Marche guidata dal presidente Francesco Acquaroli».

L’Usr, che riveste il ruolo di soggetto attuatore, ha dunque formalizzato l’approvazione di un intervento da oltre 10,8 milioni di euro, finanziato nell’ambito dell’ordinanza speciale 137 del 2023 e aggiornato con l’ordinanza 231 dello scorso aprile. Questo passaggio tecnico-amministrativo consente ai cittadini proprietari di immobili danneggiati nella zona interessata di presentare i progetti per la riparazione delle proprie case.

L’area, precedentemente classificata a rischio idrogeologico molto elevato (R4) e la cui situazione è peggiorata dopo la crisi sismica del 2016/2017, è stata oggetto di approfonditi studi geotecnici e geofisici che hanno permesso di definire una strategia di intervento in grado di ridurre il rischio e rendere possibile la ricostruzione in sicurezza.

Turismo: il 30 luglio ad Ascoli la presentazione del volume “I Cammini della rinascita” con il Ministro Santanché

Mercoledì 30 luglio 2025 alle ore 19:00 ad Ascoli Piceno, presso il Palazzo dei Capitani del Popolo, nella Sala dei Savi, si terrà la presentazione del volume “I cammini della Rinascita”. Tesori nascosti nell’Appennino centrale”. Sono previsti gli interventi del Ministro del Turismo Daniela Santanché, del Commissario Straordinario per il sisma 2016, Guido Castelli, del Sindaco di Ascoli Marco Fioravanti, del Sottosegretario al Ministero dell’Economia e delle Finanze Lucia Albano e dell’Assessore della Regione Marche Andrea Maria Antonini.

La guida illustra il reticolo di cammini che attraversano l’area colpita dai sismi del 2016-2017 e, in particolare, Ascoli e il territorio piceno, come il Cammino Francescano della Marca, il Cammino dei Cappuccini e il Cammino nelle Terre Mutate. Si tratta dei territori dell’Appennino centrale da percorrere a ritmo lento, per incontrare la natura, la storia, le leggende, l’arte, la spiritualità che hanno dato vita a un patrimonio unico. I cammini rappresentano uno strumento essenziale di rigenerazione economica e sociale, grazie a quel “turismo lento” che offre occasioni per la crescita e la rinascita delle comunità che vivono in quei territori.

Teramo, al via la demolizione delle palazzine Ater in via Giovanni XXIII

A Teramo è partita la demolizione della prima delle quattro palazzine Ater di via Giovanni XXIII danneggiate dal sisma del 2016. Un concreto segno di rinascita volto a restituire abitazioni sicure ed efficienti.  Sono previsti due mesi per la demolizione delle quattro strutture inagibili, che saranno sostituite da nuove costruzioni.

“Questo è un passo decisivo verso una ricostruzione più sicura, moderna e dignitosa. Non si tratta solo di rimuovere ciò che non è più recuperabile, ma di restituire alle famiglie e alla comunità alloggi nuovi, antisismici ed efficienti dal punto di vista energetico. La rigenerazione urbana passa da qui: dal coraggio di ricostruire meglio, con tempi certi e attenzione al benessere sociale. È un segnale concreto di rinascita per il territorio teramano, per l’Abruzzo e per chi lo abita. Ringrazio il presidente della Regione Marco Marsilio, il direttore dell’Ater Alfredo Grotta e il sindaco Gianguido D’Alberto per la loro collaborazione” ha sottolineato il Commissario alla ricostruzione sisma 2016 Guido Castelli.

 “La ricostruzione dell’edilizia residenziale pubblica assume finalmente un ordine chiaro e condiviso: restituire alle famiglie sfollate le proprie abitazioni entro la fine del mandato.

Si tratta di un risultato importante, frutto di un lavoro intenso svolto negli ultimi mesi insieme agli uffici tecnici dell’ATER e alla struttura commissariale. Abbiamo voluto offrire un messaggio di serietà, trasparenza e rispetto nei confronti delle famiglie coinvolte. Complessivamente, gli interventi programmati riguardano 61 edifici danneggiati, per un totale di 94,8 milioni di euro già stanziati, di cui oltre 70 milioni concentrati nel solo Comune di Teramo, che rappresenta il cuore più colpito dal sisma per numero di famiglie da riportare a casa.  Sono 1.477 le persone interessate dal processo di ricostruzione, di cui 1.123 risultano essere sfollati ATER.  Sappiamo  che le procedure sono complesse e non tutte le variabili sono sotto controllo. Qualche gara fissata per il 2025 potrebbe slittare al 2026, così come alcune previste nel 2026 potrebbero concludersi nei primi mesi del 2027. Ma il messaggio è chiaro e forte: restituire le case entro la fine del mandato. Questo è il nostro obiettivo, e questo è il patto che oggi rinnoviamo con i cittadini. Un patto che abbiamo voluto siglare non con le parole, ma con i fatti: proprio mentre presentiamo il cronoprogramma, sono partite le prime quattro demolizioni a Colleatterrato, affidate nel 2023, a dimostrazione che il percorso è concreto e già in atto. Un ringraziamento sincero va al Commissario Straordinario per la Ricostruzione, senatore Guido Castelli, che con una visione illuminata e pragmatica ha sostenuto un approccio nuovo, orientato alla chiarezza, alla programmazione e al rispetto delle comunità. Allo stesso modo, un sentito ringraziamento va a Vincenzo Rivera, Direttore dell’Ufficio Speciale per la Ricostruzione Abruzzo, che guida con competenza non solo la struttura tecnica regionale ma anche 14 degli interventi previsti dal cronoprogramma, in qualità di soggetto attuatore” ha dichiarato il presidente dell’Ater Teramo Alfredo Grotta.

 

Matelica, dalla Conferenza Regionale ok per l’Abbazia di Roti e Ipsia “Pocognoni”

«La Conferenza regionale ha dato il via libera a due importanti progetti di ricostruzione post-sisma a Matelica, nel Maceratese; si tratta dei progetti di fattibilità tecnico-economica dell’Ipsia “Pocognoni” e dell’Abbazia di Roti».

A darne notizia è il commissario straordinario alla ricostruzione, Guido Castelli, che prosegue: «Entrambi rappresentano un passo concreto verso la rinascita di Matelica, con interventi che coniugano sicurezza, tutela del patrimonio e valorizzazione del territorio. Ringrazio il lavoro costante di tutte le componenti coinvolte, dal Comune fino all’Ufficio Speciale Ricostruzione, passando per la Regione Marche guidata dal presidente Acquaroli».

«Accogliamo molto positivamente questa notizia e ringraziamo il Commissario Castelli e tutto l’Usr per aver dato corso a due importanti progetti che interesseranno la nostra città. Nell’Abbazia di Roti,  un luogo molto caratteristico che ha subito gravi danni dal sisma,si ridarà vita anche ad una struttura che sarà adibita all’accoglienza, mentre l’istituto Pocognoni è un istituto storico del nostro territorio e c’è bisogno di un intervento per renderlo ancora una volta più funzionale e sicuro per i nostri ragazzi. E’ una promessa mantenuta da parte dell’USR e del Commissario Castelli» sottolinea il sindaco Denis Cingolani.

Il primo intervento riguarda l’adeguamento sismico del corpo centrale dell’istituto professionale “Pocogononi”, sede di uffici e aule, situato in via Bellini. Il progetto, che vede la Provincia nelle vesti di soggetto attuatore, ha un valore complessivo di 2.775.456 euro ed agirà sui blocchi 1 e 2, per una superficie di 2.800 metri quadrati circa.

Tra le azioni previste, il rinforzo di travi e nodi trave-pilastro, la demolizione e ricostruzione di porzioni compromesse e l’adeguamento degli impianti. Le opere architettoniche saranno eseguite nel rispetto dell’aspetto originario dell’edificio.

Cupra Marittima, fondi per la riparazione danni e miglioramento sismico del cimitero

Fondi per la riparazione danni e miglioramento sismico del cimitero di Cupra Marittima, in provincia di Ascoli Piceno. Nell’ambito dell’Ordinanza commissariale n. 137/2023 “Approvazione del Programma straordinario di Rigenerazione Urbana connessa al sisma e del Nuovo Piano di ricostruzione di altre opere pubbliche per la Regione Marche nonché dell’elenco degli interventi per il recupero del tessuto socioeconomico delle aree colpite dal sisma finanziati con i fondi della Camera dei deputati per la Regione Marche, sono stati trasferiti 387.362,47 per il cimitero cittadino. Il totale degli interventi previsti è di 900.000,00 euro.

“L’avanzamento di queste opere è importante perché indica una spesa efficiente ed efficace delle risorse destinate dallo Stato all’obiettivo della ricostruzione. È importante restituire efficienza e sicurezza a questi luoghi della memoria- dichiara il Commissario alla ricostruzione sisma 2016 Guido Castelli – Ringrazio il presidente della Regione Francesco Acquaroli, l’Ufficio ricostruzione e il sindaco Alessio Piersimoni per la loro sinergia e collaborazione”.

“Per noi questo intervento è fondamentale perché ci consente di riaprire un’ala che era chiusa. Dal 2016, infatti, c’è una parte sotterranea del cimitero storico che è chiusa al pubblico. Con questa opera si ristruttura il cimitero storico nelle zone danneggiate dal sisma, è un intervento molto sentito dalla cittadinanza, che ci consente di ridare il giusto decoro e fruibilità ad un luogo al quale siamo legati, dove ci sono i nostri avi e familiari e la storia del nostro paese” aggiunge il sindaco Alessio Piersimoni.

Sarnano, approvato il progetto di fattibilità tecnico-economica per il Palazzo dei Priori

La Conferenza Regionale ha approvato il progetto di fattibilità tecnico-economica per la riparazione dei danni e il miglioramento sismico del Palazzo dei Priori, nel cuore del centro storico di Sarnano, nel Maceratese. L’intervento, dal valore complessivo di 2,3 milioni di euro, rientra nel Programma straordinario di rigenerazione urbana post-sisma previsto dall’ordinanza numero 137 del 2023.

«Questa approvazione rappresenta passaggio fondamentale per restituire alla comunità un bene identitario, rendendolo più sicuro, accessibile e pronto ad accogliere nuove funzioni al servizio del territorio – spiega il commissario alla ricostruzione, Guido Castelli -. Ringrazio per il lavoro costante il Comune, l’Ufficio Speciale Ricostruzione e la Regione Marche guidata dal presidente Francesco Acquaroli».

«Il Comune di Sarnano ha ottenuto un finanziamento di 2,3 milioni di euro per la riparazione dei danni miglioramento sismico del Palazzo dei Priori, un edificio iconico nel cuore del nostro centro storico. Un progetto che mira a trasformare un “vincolo” in un’opportunità, perché attraverso il restauro non si procede solamente alla conservazione, ma si avvia anche una rigenerazione urbana e un rilancio culturale in quanto gli spazi del palazzo saranno pensati come ambienti flessibili e multifunzionali destinati ad accogliere attività museali mostre laboratori e eventi culturali e di promozione territoriale. Un ringraziamento, quindi alla struttura commissariale all’ufficio speciale Ricostruzione e dal Commissario straordinario Guido Castelli per la vicinanza e per il supporto, sempre pronto  a garantire non solo la ricostruzione fisica ma anche il rilancio culturale di queste aree».dichiara il sindaco Fabio Fantegrossi.

Il Palazzo dei Priori, edificio simbolo della storia civica sarnanese, sorge nella parte sommitale del borgo medievale e rappresenta uno degli elementi architettonici più significativi del tessuto urbano. Venne edificato nella seconda metà del XIII ed era destinato all’alloggio dei dieci Priori di Sarnano, che a turno, due alla volta, governavano il Comune. Insieme al palazzo del Popolo, al palazzo del Podestà e alla Chiesa di Santa Maria costituisce la cortina scenica di Piazza Alta, da cui diparte la tipica forma a Castrum del borgo medievale.

Danneggiato dagli eventi sismici del 2016/2017, l’immobile sarà oggetto di un articolato intervento di consolidamento strutturale, restauro conservativo e riqualificazione funzionale. Il progetto prevede anche l’inserimento di nuovi impianti tecnologici, il miglioramento dell’accessibilità e la valorizzazione degli spazi interni, che saranno destinati ad attività museali, culturali e associative.

Apiro: inaugurata la nuova casa di riposo nell’ex convento di san Francesco

Una casa di riposo più grande, sicura e moderna nel cuore del paese, che restituisce vita a un luogo storico che rischiava di restare chiuso e inabile. È stata inaugurata oggi ad Apiro, nel cratere sismico maceratese, la nuova struttura per anziani realizzata all’interno dell’ex convento di San Francesco, un progetto che coniuga memoria e futuro, servizi alla persona e rigenerazione urbana.

L’intervento, dal valore complessivo di circa 2,5 milioni di euro, è stato finanziato per più della metà con risorse del Piano Complementare al PNRR per le aree colpite dal sisma 2009-2016, provenienti dal fondo per il rilancio economico e sociale del cratere gestito dalla struttura commissariale e per la restante parte con fondi comunali, tra cui il lascito della famiglia Rossi alla comunità di Apiro.

Il nuovo complesso non è solo un luogo di cura: oltre agli spazi dedicati alla residenzialità degli anziani, dispone di un chiostro e di un cortile aperti al pubblico, pensati per favorire l’incontro e la socialità. La nuova Casa di Riposo potrà accogliere fino a 34 ospiti, 10 in più rispetto alla precedente struttura, che necessitava comunque di una profonda riqualificazione.

“Con questa inaugurazione – ha dichiarato il Commissario Straordinario per la Ricostruzione Sisma 2016 Guido Castelli – consegniamo ad Apiro un’opera che unisce memoria storica e servizi alla persona. I nostri anziani sono la nostra storia e la nostra memoria: oggi possono affacciarsi alle finestre di questa struttura e continuare a vivere il borgo, restando parte integrante della comunità che hanno contribuito a costruire. La buona gestione del denaro pubblico è un imperativo morale per qualsiasi comunità. Qui ad Apiro possiamo dire che questo obiettivo è stato assolutamente centrato: abbiamo una casa di riposo nuova, scuole funzionali e sicure e una comunità che potrà visitare e condividere momenti di vita con i propri anziani, nel rispetto di quello che è il principio stesso delle comunità. Perché non dimentichiamo che siamo tutti figli di una storia”.

“Questa è una giornata importantissima per Apiro – ha sottolineato il Sindaco Ubaldo Scuppa – perché diamo una risposta concreta a una popolazione sempre più anziana. I nostri anziani sono la memoria, la cultura e le radici del paese e meritano di essere accuditi in un luogo sicuro e funzionale, dove vivere con serenità questa fase della loro vita. Abbiamo scelto l’ex convento, un edificio del ’600 che era stato anche scuola elementare, proprio perché volevamo mantenerli al centro del tessuto connettivo del borgo: delocalizzare la struttura a chilometri di distanza avrebbe significato isolarli. Ringrazio il Commissario Straordinario e l’Ufficio Speciale Ricostruzione delle Marche per la costante attenzione e il supporto”

Sabato 26 riapre la Cattedrale di Ascoli. Castelli: “Un nuovo segno del cambio di passo”

Sabato 26 luglio, giorno di S. Anna e inizio delle celebrazioni dedicate al Patrono della città S. Emidio, ci sarà la riapertura alle celebrazioni liturgiche, con una capienza quasi definitiva, della Cattedrale dedicata a Santa Maria Madre di Dio e a Sant’Emidio ad Ascoli . Il presbiterio è ancora chiuso e ci saranno altri lavori di restauro alle decorazioni in alcune pareti. La conclusione totale dei lavori è prevista per la fine dell’anno.

 

I lavori di riparazione della Cattedrale di Ascoli Piceno, per i danni causati dal terremoto hanno ricevuto dal Commissario Straordinario Ricostruzione Sisma 2016 un finanziamento complessivo pari a circa 1,5 milioni di euro. Particolarmente sentite per via della monumentalità del bene, completato nel 1539 e caratterizzato dalla pietra tipica, il travertino, con la facciata principale disegnata da Cola d’Amatrice, le lavorazioni si sono concentrate sulla ristrutturazione completa della copertura delle navate laterali lato nord e lato sud, sul consolidamento e rinforzo strutturale delle volte all’intradosso, sulla sistemazione di tiranti meccanici (catene) nel corpo del coro, sul rinforzo con cerchiatura metallica estradossale dei muri portanti del tamburo del transetto e sulla posa di tiranti sull’arco trionfale e la crociera del transetto.

“La Cattedrale di Ascoli non è solo un  luogo di culto, ma anche un simbolo della storia, dell’arte e dell’ identità della comunità ascolana. Questo è un ulteriore segno del cambio di passo che abbiamo intrapreso- dichiara il Commissario alla ricostruzione sisma 2016 Guido Castelli –  Ho seguito molto da vicino questo cantiere che per me un significato particolare da quando, da Sindaco della città, mettemmo in sicurezza la struttura dopo il terremoto. Per la grande collaborazione da sempre fornita, ringrazio il presidente della Regione Francesco Acquaroli, la Diocesi ed il vescovo Gianpiero Palmieri, le imprese ed i tecnici coinvolti, l’Usr e il Comune”.

Turismo: il Ministro Santanchè presenta la guida “i cammini della rinascita”. Un nuovo strumento per valorizzare l’Appennino centrale e rilanciare i territori del sisma 2016

Camminare per rinascere. È questa la scommessa dei territori dell’Italia Centrale colpiti dal sisma del 2016, che oggi puntano con forza sul turismo lento come leva di rilancio economico, sociale e culturale. Dall’adozione di questa strategia nasce la guida “I cammini della Rinascita. Tesori nascosti nell’Appennino centrale” di Chiara Giacobelli (Giunti Editore), presentata nella giornata odierna dal Ministro del Turismo Daniela Santanchè e dal Commissario Straordinario per il sisma 2016, Guido Castelli presso la Sala Stampa di Palazzo Chigi. Si sono collegati all’appuntamento il Presidente della Regione Abruzzo Marco Marsilio, il Presidente della Regione Umbria Stefania Proietti,  il Presidente del Comitato Nazionale per le celebrazioni dell’VIII Centenario della morte di San Francesco d’Assisi Davide Rondoni.

La guida è un viaggio tra natura, spiritualità, arte e storia, che attraversa i territori appenninici segnati dai sismi del 2016-2017, ma oggi proiettati verso una rinascita. Il “turismo lento”, infatti, rappresenta uno strumento essenziale di rigenerazione economica e sociale, che offre occasioni di ripartenza e crescita per le comunità che vivono in quei territori. I nove cammini raccontati nel volume (Cammino Francescano della Marca, Via Lauretana, Cammino dei Cappuccini, Cammino nelle Terre Mutate, Cammino di San Giuseppe da Leonessa, Cammino di San Benedetto, Via di Francesco, Cammino Naturale dei Parchi, Cammino dei Monti e dei Santi) compresi tra le quattro regioni del sisma (Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria) sono percorsi capaci di ricostruire non solo luoghi fisici, ma anche comunità e identità. Da conoscere e attraversare a ritmo lento, per incontrare la natura, la storia, le leggende, l’arte, la spiritualità che hanno dato vita a un patrimonio unico.

 

Il Ministro del Turismo Santanché: ““Oggi, con la presentazione della guida ‘I Cammini della Rinascita’, avviamo un percorso di valorizzazione e rilancio del nostro straordinario Appennino centrale. Un territorio che, dopo la devastazione del sisma del 2016, merita di tornare a essere fiorente e vivo. Ed è proprio quello che sta succedendo, grazie anche al cambio di passo che, da due anni a questa parte, ha permesso una visibile accelerazione del processo di ricostruzione. Questa guida non è solo un compendio di itinerari, ma un invito a riscoprire la bellezza, la cultura e la spiritualità che caratterizzano queste terre. Il turismo lento rappresenta una strategia cruciale per la rinascita economica e sociale delle comunità colpite. Attraverso questi cammini, vogliamo ricostruire non solo le infrastrutture, ma anche i legami tra le persone e il loro territorio. Ogni passo che compiremo insieme lungo questi sentieri contribuirà a rigenerare l’identità e il patrimonio culturale di un’area che ha tanto da offrire. Questo si unisce alla strategia del Ministero del Turismo, che ha investito e sta investendo significativamente sui cammini e sull’Appennino centrale, favorendo la crescita di questi territori e offrendo opportunità per le comunità locali e sistemi di sviluppo sostenibile. In questo modo, ancora una volta, valorizziamo l’importanza strategica dell’azione sinergica della filiera istituzionale e della governance multilivello. È solo col lavoro di squadra che si raggiungono grandi risultati. E, in questo caso specifico, che vede operare congiuntamente le istituzioni centrali e le Presidenze delle singole Regioni coinvolte, diamo vita a un modello virtuoso che può benissimo essere replicato sull’intero Appennino”.

Il Commissario Straordinario Castelli: “La ricostruzione dei territori del sisma 2016 deve avvenire con ‘metodo sinodale’. Ovvero, ‘camminando insieme’ anche al fine di realizzare le attività di riparazione economica e sociale. I ‘Cammini della Rinascita’ sono un emblema di questo percorso condiviso e di questa nuova idea di ricostruzione: non solo materiale, ma soprattutto civica e identitaria. Camminare non significa soltanto spostarsi: ma riconnettere luoghi e comunità, generare valore dove la fragilità è stata più acuta. Questo progetto nasce da un’intesa virtuosa tra Stato, Regioni e comunità locali per costruire un modello di sviluppo che tiene insieme bellezza, sostenibilità e lavoro. L’Appennino centrale può diventare una delle mete più avanzate d’Europa per il turismo esperienziale, capace di generare reddito, rafforzare le radici e dare forma a un nuovo futuro. Nei 70 posti tappa posti lungo i nove cammini del cratere, presso i quali i posti letto sono attualmente molto ridotti, contiamo che in breve tempo nasca una rete di accoglienza, sia presso le abitazioni dei residenti, sia attraverso la riconversione di strutture dedicate. Scommettere sulla ‘lentezza’ significa accelerare la rinascita dell’Appennino centrale. Desidero ringraziare il Ministro Santanché e i Presidenti delle quattro Regioni per il costante spirito di collaborazione e per l’impegno profuso per la riuscita di questo importante progetto”.

 

Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria condividono una vocazione naturale a questa forma di viaggio lento, esperienziale e sostenibile. Una vocazione diventa strategia, grazie a un piano interregionale sostenuto da 47 milioni di euro messi in campo dalla Struttura Commissariale guidata da Guido Castelli, con l’obiettivo di trasformare la mobilità dolce in un modello stabile di sviluppo. Il più ingente investimento dedicato nel nostro Paese ai cammini ha l’obiettivo di valorizzare sentieri, borghi e cammini storici attraverso interventi per la sicurezza, l’intermodalità bici-trasporto pubblico, l’accessibilità universale e l’ospitalità diffusa. Le Marche guidano gli investimenti con 30 milioni di euro, seguite da Abruzzo, Lazio e Umbria con 5,6 milioni ciascuna, puntando a rafforzare le economie locali e l’accoglienza nei territori colpiti dal sisma. Valorizzare e strutturare i cammini che attraversano il cratere non è solo una necessaria opera a servizio del turismo locale: per queste aree dove attualmente i servizi dedicati ai visitatori sono limitati, sviluppare un sistema di cammini significa innescare processi di crescita della cultura dell’accoglienza tra gli abitanti locali e, soprattutto, porre le condizioni per fare in modo che questo tipo di turismo rafforzi l’economia legata all’ospitalità. Un turismo in grado di fornire reddito diretto ai residenti, che diventano protagonisti dell’economia territoriale.

Questo piano per i cammini si intreccia con appuntamenti di forte richiamo spirituale e culturale che coinvolgono particolarmente l’Appennino centrale: l’Anno Santo del 2025, gli 800 anni dalla morte di San Francesco nel 2026 e i 500 anni dell’ordine dei Cappuccini nel 2028. A questi si aggiunge la candidatura di Norcia a Capitale Europea della Cultura 2033, un simbolo e una sfida per l’intero territorio.

 

Cammini, la crescita del turismo lento in Italia

Sulla base del Dossier “Italia, Paese di Cammini” di Terre di Mezzo nel 2024, in Italia, si contano almeno 191.465 camminatori che hanno percorso i cammini, con un aumento del 29% rispetto all’anno precedente. Questo dato tiene conto sia dei camminatori “certificati” tramite Credenziali (circa 122 mila) sia di quelli che non ritirano la Credenziale ma comunque partecipano al cammino.   La prospettiva di crescita si conferma ormai da diversi anni: nel 2023 infatti erano stati certificati poco più di 101 mila camminatori, con una crescita continua dal 2017. I pernottamenti legati a questi cammini hanno superato 1,4 milioni nel 2024, con un aumento del 6% rispetto al 2023.  Questo fenomeno coinvolge un numero crescente di itinerari e un turismo sempre più valorizzato sia a livello nazionale che internazionale, anche attraverso iniziative come “Cammini Aperti” che promuovono cammini storici e spirituali tra cui quelli di San Francesco, San Benedetto e le Vie Lauretane, coinvolgendo regioni come Emilia-Romagna, Lazio, Marche, Toscana e Umbria.  In sintesi, i fruitori dei cammini in Italia sono oggi stimati intorno a 190-200 mila persone all’anno, con un trend in espansione costante.

 

 

Treia, dalla Conferenza regionale ok al progetto per il restauro del cimitero monumentale

È stato approvato dalla Conferenza Regionale il progetto di fattibilità tecnico-economica per i lavori di restauro e ripristino della parte monumentale del civico cimitero di Treia (Mc), danneggiato dagli eventi sismici del 2016/2017. L’intervento, inserito nell’Ordinanza commissariale 137 del 2023, prevede un investimento complessivo di 4,5 milioni di euro.

L’intervento riguarda l’insediamento cimiteriale monumentale sito a nord ovest del centro storico che può essere distinto in tre parti; un impianto originario e due ampliamenti.

«L’impegno e la costanza che stiamo mettendo quotidianamente per restituire futuro al cratere sismico non deve conoscere soste – spiega il commissario alla ricostruzione Guido Castelli -. Ci sono comunità che devono rimettere insieme i pezzi, e noi siamo qui per questo. Mi conforta sapere che lo stiamo facendo al meglio, grazie soprattutto alla filiera composta dai Comuni, dall’Ufficio Speciale Ricostruzione e dalla Regione Marche guidata dal presidente Acquaroli, che opera con puntualità ed efficienza».

L’impianto originario risale alla seconda metà del secolo XIX. Le opere previste riguardano 14 unità strutturali per una superficie complessiva superiore ai 3.000 metri quadrati e comprendono interventi locali di consolidamento, miglioramento sismico, adeguamento impiantistico e abbattimento delle barriere architettoniche.

Curiosità.  L’edificazione dell’impianto originario dovrebbe risalire agli anni tra il 1870 e il 1900. A ciò si giunge affidandosi alla relazione del progettista, Alessandro Chelini, redatta nel settembre del 1870 per conto dell’Amministrazione comunale e ad oggi conservata negli archivi comunali, secondo cui il nuovo cimitero sarebbe stato costruito sul luogo della struttura già esistente, “attuale muro di cinta”, e la cui realizzazione avrebbe dovuto impiegare circa dieci anni.