“Nido delle Aquile”, più vicina la ricostruzione del rifugio-ristorante sul monte Prata a Castelsantangelo sul Nera

In questi giorni i tecnici sono saliti sul Monte Prata per picchettare l’area dove sorgerà il nuovo rifugio-ristorante “Nido delle Aquile”, avviando così le operazioni preliminari alla ricostruzione. Il Commissario straordinario del Governo per la riparazione e la ricostruzione post sisma 2016, Guido Castelli, ha firmato il Decreto n. 706/2025, che dispone il trasferimento di un acconto pari al 50% del contributo complessivo, per un totale di 527.573,21 euro, all’Ufficio Speciale per la Ricostruzione della Regione Marche.

L’intervento, inserito nell’Ordinanza n. 109/2020 e rimodulato con l’Ordinanza n. 218/2024, ha un valore complessivo di 1.274.477,28 euro (di cui oltre 120 mila euro destinati al conto termico) e prevede la demolizione e successiva ricostruzione del rifugio, che sarà realizzato con struttura in acciaio tamponata a secco.

Il nuovo edificio manterrà la funzione di ristorazione, ma sarà arricchito da importanti interventi di miglioramento impiantistico, igienico-sanitario e di accessibilità, così da rispondere al meglio alle esigenze di escursionisti e visitatori. Con un importo a base di gara pari a 1.012.103 euro, l’opera è strategica anche per la riapertura complessiva delle comprensorio sciistico di Monte Prata.

«Il recupero del Nido delle Aquile è un passo importante per il rilancio di Castelsantangelo e dell’intero comprensorio – sottolinea il Commissario Castelli –. La ricostruzione non è solo case e infrastrutture: significa restituire ai nostri territori luoghi identitari e attrattivi».

«Condivido pienamente quanto dichiarato dal Commissario – aggiunge il sindaco Alfredo Riccioni –. Aggiungiamo un altro tassello al complicato puzzle per far rinascere il nostro amato paese e riportare anche chi se n’è andato, creando nuove opportunità economiche e turistiche».

Strade: Castelli: “Avvio lavori Picente ad Amatrice strategico per superamento dell’isolamento”

“Il deficit infrastrutturale è l’ostacolo più grande che dobbiamo superare per la rinascita e lo sviluppo dell’Appennino centrale. Oggi, con l’avvio del l’avvio dei lavori del secondo lotto della ‘Picente’ abbiamo compiuto un ulteriore, importante, passo all’interno di quella strategia che, insieme al supporto del Ministero dei Trasporti e di Anas, abbiamo messo in campo per rendere la rete stradale dei territori del cratere più veloce, moderna e sicura. Un intervento la cui valenza è resa ancora maggiore dal fatto che ci troviamo ad Amatrice, la città più colpita dal sisma 2016, che riveste un ruolo centrale all’interno del percorso di ricostruzione. La Picente, in particolare, è un’arteria davvero strategica dal momento che non solo collega i territori dell’Alta Sabina con l’Aquilano ma, congiungendosi alla Via Salaria, consente di raggiungere Roma e il Mare Adriatico”.

Lo ha detto il Commissario al sisma 2016 Guido Castelli, che oggi ha partecipato all’inaugurazione dei lavori di adeguamento e potenziamento della S.S. 260 “Picente” (2 Lotto, Variante di Amatrice, dal km 43+800 al km 41+150) insieme all’Amministratore delegato di Anas, Claudio Andrea Gemme; al Sindaco di Amatrice, Giorgio Cortellesi, all’assessore alle Politiche di Ricostruzione, Viabilità e Infrastrutture, della Regione Lazio Manuela Rinaldi e al Soggetto Attuatore incaricato da Anas per la viabilità post-sisma 2016, l’ingegner Fulvio Maria Soccodato.

“Grazie alla misura del Programma Next Appennino dedicata alle strade del cratere e al Programma RiVita, frutto della collaborazione istituzionale tra il Ministero dei Trasporti e le Regioni del sisma, abbiamo l’opportunità di finanziare quelli interventi che ci consentiranno di rompere il tradizionale isolamento di cui soffre l’Appennino centrale. Accanto alla doverosa ricostruzione materiale delle abitazioni, infatti, abbiamo la necessità di realizzare opere di riparazione economica e sociale che diano l’opportunità di dare un nuovo futuro alle nostre comunità ferite. In quest’ottica, realizzare strade efficienti e dalla percorrenza più elevata consente di rendere più accessibili i nostri borghi, anche in chiave turistica, e facilita la mobilità di persone e merci”.

“L’inizio dei lavori per la variante di Amatrice sulla strada ‘Picente’ rappresenta un passo fondamentale per lo sviluppo dell’Appennino centrale. Il nostro impegno quotidiano è quello di portare avanti una ricostruzione capace di rilanciare anche le economie del territorio. Si tratta di una sfida non semplice, a nove anni dal sisma, ma la nostra determinazione ci consentirà di raggiungere gli obiettivi prefissati e di restituire un sorriso agli abitanti delle zone colpite. Per questo ringrazio il Commissario Guido Castelli, il sub-commissario Fulvio Soccodato, Anas e tutti i tecnici degli uffici, che con determinazione ci permettono di affrontare e vincere importanti sfide quotidiane”, ha dichiarato l’assessore alla Ricostruzione della Regione Lazio, Manuela Rinaldi.

 

 

Al via i lavori di ammodernamento della Pedemontana Sud. Castelli: “Un sogno atteso da 50 anni diventa realtà”. E poi la Zes per Marche e Umbria.

“Oggi è una giornata storica: la ricostruzione è anche infrastrutturale e con l’avvio della Pedemontana Sud, nel tratto di 1,7 km della strada statale 502-78 nel comune di maceratese di Cessapalombo, compiamo un passo decisivo”, ha dichiarato il Commissario Straordinario del Governo per la ricostruzione Sisma 2016, Guido Castelli, in occasione dell’apertura del cantiere alla presenza anche del Presidente del Consiglio Giorgia Meloni. “Tutto nasce anni fa in Cabina di Coordinamento, quando portammo avanti una battaglia per utilizzare i fondi del programma Next Appennino anche per le strade, riuscendo così ad avviare il programma RiViTA che da Fabriano all’Aquila, passando per Spoleto e Rieti, ricuce l’Appennino fino a riconnetterlo con le Marche. Da un’intuizione del Presidente della Regione Francesco Acquaroli siamo oggi qui a celebrare l’inizio di una storia attesa da 50 anni. Quest’opera cambierà la viabilità come già accaduto con il collegamento Foligno-Civitanova, consentendo tempi di percorrenza commercialmente competitivi tra Fabriano e Ascoli Piceno. Il nostro entroterra, vitale ma segnato dallo spopolamento, ha bisogno di essere interconnesso: investire in infrastrutture significa investire nelle persone e nelle comunità”.

Aggiunge il commissario Guido Castelli: “E’ una giornata storica anche perché il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha annunciato l’istituzione della Zona Economica Speciale per Marche e Umbria: una decisione che rafforza la prospettiva di sviluppo per i nostri territori, accompagnando gli investimenti infrastrutturali con strumenti concreti per attrarre imprese e creare lavoro. Per anni abbiamo visto come questo strumento abbia dato impulso all’economia abruzzese. Ora anche le nostre imprese potranno beneficiare di un vantaggio competitivo che colma la disparità e apre nuove prospettive di crescita. È il segno concreto che il Governo guarda alle Marche con attenzione e visione. Da qui riparte una nuova stagione di fiducia e sviluppo per il nostro territorio. Ringrazio il Presidente Meloni per le belle parole spese per la nostra gente e per il nostro territorio, e per il lavoro che sta portando avanti con il Governo”.

La Pedemontana Sud. I lavori di ammodernamento dell’itinerario Belforte del Chienti (MC) – Mozzano (AP), costituiranno la “Pedemontana Sud delle Marche”. Il primo intervento riguarda 1,7 chilometri della strada statale 502-78, nel comune di Cessapalombo.

All’iniziativa erano presenti la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, il Presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli, l’Amministratore Delegato di Anas Claudio Andrea Gemme, il Presidente di Anas Giuseppe Pecoraro, il Soggetto attuatore del piano di ripristino della viabilità post sisma Fulvio Maria Soccodato e il sindaco di Cessapalombo Giuseppina Feliciotti.

 

“L’avvio dei lavori per la Pedemontana Sud è un momento storico: un’infrastruttura attesa da oltre cinquant’anni, che per le nostre comunità ha sempre rappresentato un sogno e oggi diventa realtà. Grazie all’impegno congiunto del Governo, della Regione e della struttura commissariale possiamo guardare a un futuro di sviluppo e nuove opportunità per le aree interne”, ha commentato Giuseppina Feliciotti, sindaca di Cessapalombo, esprimendo “sincera gratitudine per l’attenzione riservata a questo territorio e per l’importanza strategica di quest’opera. Un ringraziamento particolare al Commissario Guido Castelli, che con la sua costante presenza e la profonda conoscenza delle problematiche locali è per noi amministratori un punto di riferimento fondamentale”.

 

Norcia, approvato l’ intervento di miglioramento sismico della chiesa di San Lorenzo in frazione Ospedaletto

La Conferenza permanente ha approvato l’intervento di miglioramento sismico della chiesa di San Lorenzo a Norcia in frazione Ospedaletto . Le murature di tutto il complesso presentano un quadro fessurativo lieve, seppur diffuso, l’archivolto della porta di ingresso presenta diverse fessurazioni cosi come le fasce di piano dello stesso prospetto principale. Il campanile presenta il crollo del maschio murario più esterno oltre che sensibili lesioni della porzione restante e per esso è stata effettuata la messa in sicurezza mediante schiume poliuretaniche. L’intervento in copertura si intende realizzato mediante il rinforzo strutturale delle attuali capriate con l’inserimento di nuovi profili metallici saldati agli esistenti, ci sarà la realizzazione di un piano di lavoro e protezione, la ricostruzione e rafforzamento del campanile a vela, inserimento di catene di contenimento nella facciata, la riparazione di murature e la chiusura di vacazioni murarie. Il costo totale dell’intervento è di 309.000,00 euro

 

“La tutela e il recupero dei nostri beni più preziosi è uno dei fondamenti del nostro compito- afferma il Commissario alla ricostruzione sisma 2016 Guido Castelli- Come struttura commissariale, siamo pienamente impegnati per garantire tempi certi, qualità dei lavori e il pieno coinvolgimento di diocesi, tecnici e amministrazioni locali. Per questo ringrazio il presidente della Regione Stefania Proietti, l’Arcivescovo Renato Boccardo, l’Ufficio ricostruzione e il sindaco Giuliano Boccanera per la loro efficace collaborazione”.

Fiastra, inaugurati il nuovo Urban Park e la sede comunale

“I veri professionisti sono i bambini”, diceva Madre Teresa, e sono stati proprio loro i primi a testare il nuovo Urban Park di San Lorenzo al Lago, un parco completamente ridisegnato e dotato di nuovi giochi e arredi esterni,  in una giornata di festa per il comune del cratere maceratese dove è anche stata inaugurata anche la nuova sede comunale che sostituisce i container di piazza Dario Conti. Si tratta delle prime due opere pubbliche di Fiastra dopo il sisma.

Il nuovo Urban Park, realizzato grazie ai fondi del PNRR (PNC rigenerazione urbana) per 850.000 euro, ha trasformato un giardino già esistente,  grande quanto un campo sportivo ma scarsamente illuminato, poco protetto e poco curato,  in uno spazio sicuro e moderno per famiglie e bambini, con aree gioco, percorsi pedonali, piccole colline con scivoli, nuovi arredi esterni, illuminazione potenziata e una recinzione perimetrale che verrà presto installata per evitare incidenti come purtroppo in passato ci sono stati. Un intervento pensato per garantire maggiore sicurezza e per fare del parco un luogo di incontro e socialità, ma anche un nuovo punto di attrazione per i turisti che sempre più scelgono San Lorenzo al Lago come meta per escursioni e attività all’aria aperta.

Poi la nuova sede comunale decentrata in via Marconi, che sostituisce i container provvisori dove per anni il lavoro era stato reso difficile dagli spazi angusti e poco confortevoli. Il nuovo municipio, costruito grazie a oltre 1 milione di euro di fondi per la ricostruzione post-sisma – fondi gestiti dalla Struttura commissariale guidata da Guido Castelli – ospita tutti gli uffici comunali e delocalizza le funzioni strategiche, compreso il Centro Operativo Comunale (COC), indispensabile per la gestione delle emergenze.

Grazie ai fondi messi a disposizione dalla Regione Marche e con la compartecipazione della Regione Toscana, è stato possibile realizzare un corpo adiacente di 84 mq che ospita i servizi socio-sanitari (per un ulteriore investimento di 170.000 euro). Inoltre, grazie ai fondi del Commissario Straordinario, resi disponibili nel 2022 attraverso l’Ordinanza Speciale per Fiastra, è stata completata la sistemazione esterna dell’area, con opere di urbanizzazione, la realizzazione di una pensilina e l’installazione di un impianto fotovoltaico.

“Uscire dai container e dare una casa vera ai servizi comunali e alla nostra comunità era una priorità – ha aggiunto il Sindaco Giancarlo Ricottini –. Inauguriamo una struttura moderna, funzionale e in grado di rispondere alle esigenze dei cittadini e del territorio, anche in caso di nuove emergenze.”

“Abbiamo inaugurato l’Urban Park, un luogo meraviglioso testato già dai bambini, in questo luogo incantevole come Fiastra, di grande attrattiva turistica. E poi il municipio: dopo quelli di Matelica e San Severino, un nuovo Comune anche per Fiastra, così i lavoratori potranno affrontare le fatiche della ricostruzione in un luogo confortevole per lavorare e ricostruire presto e bene. Fiastra è davvero un luogo incantevole e, grazie a un accordo di partenariato pubblico-privato, stiamo lavorando per la valorizzazione della spiaggia del lago, che nulla ha da invidiare ad altre località anche costiere”,  ha dichiarato il Commissario straordinario alla ricostruzione Guido Castelli.

Approvato l’intervento di ricostruzione, riparazione e ripristino della chiesa abbaziale di S. Lorenzo a Pizzoli

La Conferenza permanente ha approvato l’intervento di ricostruzione, riparazione e ripristino della chiesa abbaziale di S. Lorenzo a Pizzoli, in provincia di L’Aquila. La chiesa abbaziale di San Lorenzo Martire, posta al centro di contrada Marruci, risale al VI secolo,

ricostruita nel XIV-XVIII secolo. La chiesa è molto antica e di grande importanza, perché per 1000 anni ospitò le reliquie dell’abate Sant’Equizio, compatrono dell’Aquila con San Massimo di Aveia, San Bernardino e San Pietro Celestino. L’Abbazia di Sant’Equizo, e conseguentemente la Parrocchia di San Lorenzo, vantano dunque una storia antica di quindici secoli, ricca di tradizione, cultura e spiritualità.

E’ previsto il consolidamento e miglioramento sismico della copertura preservando il sistema originario dell’impianto con un tetto costituito da 15 capriate in legno con una luce di circa 14 m, il  consolidamento di tutti i muri perimetrali, compreso quelli della sacrestia, con l’inserimento di una malta ad alta pressione che consenta alle murature di pietrame disordinato di riacquisire una consistenza muraria sufficiente a sopportare i carichi verticali. A completamento del ciclo di restauro dei paramenti murari, è prevista la manutenzione dei manti di copertura della chiesa e della sagrestia. Il progetto totale ha un costo di € 1.779.726,38 euro.

 

“Il cambio di passo è evidente e si vede anche da questi importanti interventi che riguardano un gioiello del territorio abruzzese- dichiara il Commissario alla ricostruzione sisma 2016 Guido Castelli – La loro ricostruzione ha un valore profondo: restituire questi spazi significa restituire memoria, coesione e speranza alle popolazioni colpite. Ringrazio il presidente della Regione Marco Marsilio, il Ministero della Cultura, l’Arcivescovo Antonio D’Angelo e il sindaco Giovannino Anastasio per la  loro collaborazione”

Valfornace, insieme alle bimbe e ai bimbi del paese mattoni e cemento per il futuro: posata la prima pietra del nuovo Polo Scolastico “Ugo Betti”

Insieme alle bambine e ai bambini del paese, Valfornace ha messo oggi “mattoni e cemento per il futuro”. È stata infatti posata in viale Filippo Marchetti la prima pietra del nuovo Polo Scolastico “Ugo Betti”, un’opera che unisce sicurezza, innovazione e sostenibilità e che segna una tappa fondamentale nel percorso di rinascita della comunità.

Il nuovo complesso sorgerà al posto dell’edificio demolito perché gravemente danneggiato dal sisma del 2016 e avrà una superficie lorda di 1.381 mq, con spazi in grado di accogliere 103 alunni: 15 bambini della scuola dell’infanzia, 55 della primaria e 33 studenti della secondaria di primo grado. Il progetto comprende anche una mensa di circa 90 mq e una palestra di tipo A1 di 330 mq con copertura in legno lamellare.

Il nuovo polo sarà realizzato su un unico piano, con una progettazione che favorisce la connessione tra spazi interni ed esterni secondo i principi dell’outdoor schooling. La struttura, pensata anche per il tempo prolungato, consentirà attività con classi aperte e laboratori, favorendo l’acquisizione di un metodo di studio autonomo e l’incontro tra bambini e ragazzi di età diverse, un arricchimento per tutto il percorso educativo.

Costruito in classe d’uso IV, la più alta categoria prevista per gli edifici strategici, il nuovo polo sarà in grado di resistere a eventi sismici e potrà fungere da luogo sicuro per affrontare le emergenze, assicurando la continuità dei servizi essenziali. Sarà inoltre realizzato secondo gli standard Nzeb (Near Zero Energy Building), con più corpi edilizi collegati e struttura a telaio in cemento armato per garantire il massimo livello di sicurezza antisismica ed efficienza energetica.

L’intervento, avviato con un importo iniziale di 2,43 milioni di euro, ha visto una rimodulazione fino a raggiungere un investimento complessivo di 5.140.655,54 euro, finanziato attraverso le Ordinanze Speciali n. 31/2021 e n. 80/2024, con il supporto del Fondo di accantonamento e l’attestazione di incentivo del Conto Termico per oltre 658 mila euro. La conclusione dei lavori è prevista per i primi mesi del 2026, con l’obiettivo di aprire le porte ai bambini e ai ragazzi già dall’anno scolastico 2026/27.

Dal 2017 gli alunni di Valfornace studiano in una struttura provvisoria donata da Salini Impregilo nell’area SAE di Piazza Vittorio Veneto. Con questo nuovo Polo Scolastico la comunità potrà finalmente restituire ai propri giovani una scuola moderna, sicura e accogliente, che diventerà anche un punto di riferimento per le famiglie e uno strumento concreto per contrastare lo spopolamento delle aree interne.

«Passiamo dalla fase progettuale a quella del lavoro vero – ha dichiarato il sindaco di Valfornace, Massimo Citracca –. Questa struttura sicura e dotata di laboratori non è solo una scuola: potrà diventare un vero e proprio centro di aggregazione per tutto il paese, un punto di riferimento per bambini, ragazzi, famiglie e per l’intera comunità. La ricostruzione sta andando avanti: oltre alla scuola, sono in costruzione il COC (Centro Operativo Comunale) e il recupero di appartamenti destinati all’edilizia residenziale pubblica. In più, prossimamente, saranno ricostruite le due sedi comunali di Fiordimonte e Pievebovigliana. Il conto alla rovescia è partito, grazie a USR Marche e al Commissario Castelli che ci sono stati sempre vicino. Avremo una struttura all’avanguardia, importante anche come polo attrattivo per le famiglie, per arginare lo spopolamento che colpisce le aree interne».

«La posa della prima pietra è sempre un momento emozionante – ha aggiunto il Commissario straordinario alla ricostruzione, Guido Castelli –. Qui ancora di più perché questa scuola era attesa da molto tempo. Una scuola sicura, sostenibile, tutta su un piano, che potrà favorire l’aggregazione e diventare un punto di riferimento per l’intera comunità. Questo è un altro segno tangibile che la ricostruzione pubblica sta avendo un impulso importante. Sarà un fiore all’occhiello, anche per il servizio scolastico integrato con trasporto e tempo prolungato, capace di creare relazioni, senso di appartenenza e il desiderio dei ragazzi di tornare e restare in questi territori. Quello che succede oggi a Valfornace è un fatto storico».

Frazioni di Ussita: approvato il progetto per il ripristino della rete idrica

È stato approvato il progetto di fattibilità tecnico-economica per il ripristino della rete acquedottistica in alcune frazioni del comune di Ussita, danneggiata dagli eventi sismici del 2016. L’intervento, che riguarda Casali, Tempori e Vallestretta, ha ottenuto il via libera dalla Conferenza regionale e coinvolge numerosi enti territoriali e tecnici.

Il progetto ha un valore complessivo di circa 1,4 milioni. Le opere previste mirano a garantire la continuità del servizio idrico e a migliorare la sicurezza e l’efficienza dell’intera rete.

«L’approvazione è stata accompagnata da pareri favorevoli e nulla osta da parte di tutti gli enti coinvolti e rappresenta un passo importante per la ricostruzione post-sisma e per la tutela delle infrastrutture essenziali in un territorio montano strategico e fragile – spiega il commissario straordinario Guido Castelli -. Continuiamo a lavorare in stretta sinergia con i Comuni, con l’Ufficio Speciale Ricostruzione e con la Regione Marche guidata dal presidente Acquaroli, anche e soprattutto per le zone dell’Appennino che sono più in sofferenza» .

 

«Esprimo profonda soddisfazione per i risultati conseguiti soprattutto grazie al formidabile lavoro di squadra portato avanti con costanza e dedizione. Proseguiamo nella ricostruzione dei nostri borghi, passo dopo passo, ma con grandi risultati, per i quali ringrazio in particolare il Commissario alla Ricostruzione, sen. Guido Castelli, e il Presidente della Regione Marche, Francesco Acquaroli» ha aggiunto il sindaco Silvia Bernardini.

 

Tra gli interventi principali previsti dal progetto di fattibilità tecnico-economica, figurano la sistemazione della sorgente Acqua del Pero, il consolidamento della strada di accesso, il ripristino del serbatoio di Casali e la costruzione di un nuovo serbatoio interrato a Vallestretta, necessario per garantire l’approvvigionamento anche nelle zone più alte dell’abitato. Il progetto prevede inoltre il rifacimento delle condotte idriche e l’adeguamento degli impianti elettrici e di monitoraggio.

Turismo: il volume “I Cammini della Rinascita” presentato ad Ascoli dal Ministro Santanché

Un potente strumento di valorizzazione del patrimonio storico, culturale, artistico e paesaggistico marchigiano, e piceno in particolare. È questa la funzione che sono in grado di svolgere i cammini, attraverso quel turismo lento che può portare, in particolare nei territori del sisma, nuove opportunità di crescita e sviluppo.

È stato questo il tema al centro del confronto che si è tenuto ieri nel Palazzo dei Capitani di Ascoli Piceno, dove si è tenuta la presentazione del volume “I cammini della Rinascita”. Tesori nascosti nell’Appennino centrale”, di Chiara Giacobelli (Giunti Editore), alla quale sono intervenuti il Ministro del Turismo Daniela Santanché, il Commissario Straordinario per il sisma 2016, Guido Castelli, il Sindaco di Ascoli Marco Fioravanti, l’Assessore della Regione Marche Andrea Maria Antonini e il Presidente di Camera Marche Gino Sabatini.

La guida illustra il reticolo di nove cammini che attraversano i territori delle quattro regioni (Abruzzo, Lazio, Marche, Umbria) colpite dai sismi del 2016-2017 ai quali sono stati destinati complessivamente 47 milioni di euro (di cui 30 per le sole Marche). Risorse messe in campo dalla Struttura Commissariale guidata da Guido Castelli, con l’obiettivo di trasformare la il turismo lento in un modello stabile di sviluppo attraverso investimenti destinati a valorizzare sentieri, borghi e cammini storici attraverso interventi per la sicurezza, l’intermodalità bici-trasporto pubblico, l’accessibilità universale e l’ospitalità diffusa. Di questi cammini, tre in particolare attraversano il territorio Piceno. Si tratta del Cammino Francescano della Marca, il Cammino dei Cappuccini e il Cammino nelle Terre Mutate.

Il Ministro Santanché ha dichiarato: “Fin dal primo giorno del mio mandato da Ministro mi sono messa a lavorare per la valorizzazione degli Appennini, che sono la spina dorsale del nostro Paese. Sono i luoghi che raccontano la nostra identità, l’eccellenza delle cucine regionali. È un mondo che vogliamo far conoscere del di più. Io sono appassionata dell’undertourism e, dal momento che il 75% dei turisti che vengono in Italia si concentrano nel 4% del nostro territorio, abbiamo un restante 96% rispetto al quale dobbiamo lavorare di più, tutti insieme, perché siamo la Nazione più bella del mondo”.

Il Commissario Straordinario Castelli: “Nel territorio Piceno e nelle aree interne in particolare, il turismo lento rappresenta una grande occasione che stiamo agganciando. La ricostruzione dei territori colpiti dal sisma del 2016 deve essere un percorso corale, fatto di partecipazione e di cammino condiviso. È quello che mi piace definire un metodo “sinodale”: procedere insieme, Stato, Regioni e comunità locali, non solo per ricostruire case e infrastrutture, ma per restituire identità, fiducia e opportunità. In questa prospettiva, i ‘Cammini della Rinascita’ rappresentano un simbolo e, al tempo stesso, uno strumento concreto di questo percorso. Si tratta di un progetto nasce da una collaborazione virtuosa fra istituzioni e territori, con l’obiettivo di costruire un modello di sviluppo che tenga insieme bellezza, sostenibilità e lavoro e il Piceno può diventare una delle destinazioni più avanzate d’Europa per il turismo esperienziale. Investire su questa strategia significa dare linfa allo sviluppo e alla rinascita delle nostre terre”.

 

 

Monte San Giusto, lavori in corso alla Collegiata di Santo Stefano

Sono in corso i lavori di riparazione e restauro della Collegiata di Santo Stefano a Monte San Giusto (Mc), uno degli edifici di culto più rappresentativi del territorio, danneggiato dal sisma del 2016. L’intervento, finanziato con un contributo complessivo di 500.000 euro, è attuato dall’Arcidiocesi di Fermo.

«Questo intervento rappresenta un ulteriore passo nella tutela e valorizzazione di un patrimonio che è parte integrante della storia e dell’identità della comunità sangiustese e non solo – spiega il commissario straordinario, Guido Castelli -. Constatare l’avanzamento dei cantieri è un modo per rappresentare il procedere di una ricostruzione, quella relativa all’edilizia religiosa, complessa eppure avviata sulla buonissima strada. Ringrazio, oltre alle Diocesi, l’Ufficio Speciale Ricostruzione e la Regione Marche guidata dal presidente Acquaroli».

I lavori stanno riguardando il consolidamento strutturale e il restauro delle superfici decorate, con particolare attenzione alla volta della navata, alle arcate del transetto e all’abside, dove si trovano affreschi di pregio. Gli interventi sono progettati per essere il meno invasivi possibile, nel rispetto dell’identità storica e architettonica dell’edificio.

La Collegiata di Santo Stefano, costruita a partire dal 1776 sul sito della precedente “Nuova Pieve”, fu consacrata nel 1791 e divenne Collegiata nel 1828. L’edificio, in stile neoclassico, presenta una pianta a croce latina con navata unica, transetto e cupola, ed è arricchito da un organo Callido del 1792, un affresco trecentesco della Madonna del Latte e una statua lignea cinquecentesca della Madonna Incoronata.