Sisma 2016, in cabina nuovi interventi per scuole dell’Abruzzo

Nel corso dell’ultima Cabina di coordinamento sono state adottate diverse misure relative alla ricostruzione post-sisma 2016 in Abruzzo. Con la modifica e integrazione dell’Ordinanza 31/2021sono stati previsti incrementi di finanziamento per interventi strategici.

A Penne (PE), per l’Istituto “G. Marconi – Palazzo De Sterlich”, l’investimento complessivo sale a 5,74 milioni, con un incremento di 3,57 milioni, anche grazie alla compartecipazione della Provincia e al cofinanziamento del Conto Termico.

A Teramo, invece, le risorse vengono rimodulate per concentrare gli interventi sul Polo scolastico “Luca Tancredi”, rafforzandone la sostenibilità finanziaria senza nuovi oneri complessivi. L’aggiornamento dell’Ordinanza 250/2025, invece, è intervenuta su due opere pubbliche del Teramano, per un valore complessivo di 2 milioni di euro, per le quali si intervenuti confermando le risorse e per accelerare le procedure.

In particolare, a Colonnella i 200 mila euro inizialmente destinati all’Archivio comunale e ludoteca vengono riallocati su un “Edificio di proprietà comunale”. Il progetto originario ha infatti ottenuto una diversa copertura finanziaria tramite fondi PNRR. La rimodulazione consente di mantenere le risorse sul territorio, senza alcuna variazione di spesa, e di attivare rapidamente il nuovo intervento.

A Civitella del Tronto, invece, viene rettificato il Codice Unico di Progetto della “Scuola primaria da destinare a edilizia sociale”, finanziata con 1,8 milioni di euro nell’ambito della ricostruzione pubblica. Una modifica formale ma decisiva per allineare le banche dati di monitoraggio, assicurare la piena tracciabilità dei flussi finanziari e consentire il regolare avanzamento delle fasi progettuali e successive procedure di gara. Sempre a Civitella del Tronto, attraverso le modifiche all’Ordinanza 129/2022 è stata deliberata la rimodulazione del Completamento della Scuola media “A. Gasbarrini”, per un importo confermato di 600 mila euro.

Dichiarazione del Commissario Guido Castelli: “Gli incrementi dei finanziamenti e gli aggiornamenti tecnici sono fondamentali per rendere la ricostruzione più veloce ed efficace. Con questi provvedimenti assicuriamo la piena regolarità amministrativa e continuità operativa ai cantieri. Al pieno ripristino del tessuto edilizio scolastico dedichiamo una particolare attenzione: assicurare a studenti e famiglie il ritorno in scuole sicure, moderne, sostenibili e accessibili è un dovere. Inoltre, garantire nei nostri borghi un adeguato servizio essenziale, quale è l’istruzione, rappresenta un incentivo a restare nel proprio territorio di nascita. Anche così si contrasta lo spopolamento dell’Appennino centrale. Infine, ringrazio il Presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio, e l’Ufficio Speciale per la Ricostruzione per la collaborazione e il costante lavoro di coordinamento. La sinergia istituzionale è decisiva per non disperdere risorse e per trasformare ogni finanziamento in opere concrete a servizio delle comunità colpite dal sisma”.

Dichiarazione del Presidente Marco Marsilio:  “Gli interventi approvati in Cabina confermano la centralità dell’Abruzzo nella strategia di ricostruzione dell’Appennino colpito dal sisma 2016 e l’attenzione particolare che dedichiamo alle nostre scuole. A Penne, l’incremento di finanziamento per l’istituto ‘G. Marconi – Palazzo De Sterlich’ e, a Teramo, la scelta di concentrare le risorse sul polo scolastico ‘Luca Tancredi’ vanno nella direzione di garantire edifici più sicuri, moderni ed efficienti, senza disperdere un solo euro ma rafforzando la sostenibilità complessiva degli interventi. Allo stesso modo, le rimodulazioni a Colonnella e Civitella del Tronto dimostrano la capacità di aggiornare i programmi mantenendo le risorse sul territorio, accelerando le procedure e assicurando la piena regolarità amministrativa delle opere. Parliamo di scuole e di servizi essenziali che rappresentano il cuore delle nostre comunità: investire su questi presìdi significa contrastare lo spopolamento, dare fiducia alle famiglie e costruire le condizioni perché le nuove generazioni possano scegliere di restare nei propri paesi. Desidero ringraziare il Commissario Guido Castelli, l’Ufficio Speciale per la Ricostruzione e le amministrazioni locali per il lavoro quotidiano di coordinamento e progettazione. La leale collaborazione tra Governo, Commissario, Regione e Comuni è la chiave per trasformare rapidamente le decisioni in cantieri aperti e, soprattutto, in scuole sicure e accoglienti a servizio degli studenti abruzzesi”.

Approvato l’intervento di rafforzamento locale della chiesa di San Biagio in località Pianello a Perugia

Via libera, da parte della conferenza permanente, all’intervento di rafforzamento locale della chiesa di San Biagio in località Pianello a Perugia.

La chiesa presenta danni riconducibili alla sequenza sismica iniziata del 2016, tra cui lesioni nelle murature portanti interne ed esterne e distacchi tra la facciata principale e i muri laterali, segni tipici delle azioni sismiche che hanno interessato il territorio.

Il progetto prevede interventi mirati al rafforzamento della struttura e al ripristino delle condizioni di sicurezza, tra cui il consolidamento delle murature mediante tiranti metallici, il ripristino delle lesioni con tecniche di “scuci e cuci”, il miglioramento della copertura e la sistemazione degli elementi di gronda e di smaltimento delle acque meteoriche. Il progetto ha un costo di 85.000,00 euro.

“E’ fondamentale anche tutelare quei piccoli luoghi di culto che rappresentano un presidio identitario per le comunità locali. Interventi come quello sulla chiesa di San Biagio consentono di preservare il patrimonio storico e religioso dell’Appennino e restituire piena sicurezza a edifici che fanno parte della vita quotidiana dei territori-dichiara il commissario alla ricostruzione Guido Castelli – Per la loro collaborazione ringrazio la Regione Umbria, l’Arcivescovo Ivan Maffeis, l’ufficio ricostruzione e il sindaco Vittoria Ferdinandi”

Via libera al progetto esecutivo per il restauro e miglioramento sismico della chiesa di Sant’Ippolito a Cascia

La conferenza permanente ha dato il via libera al progetto esecutivo per il restauro e miglioramento sismico della chiesa di Sant’Ippolito a Cascia, in provincia di Perugia.

L’edificio appartiene ad un complesso, caratterizzato dalla chiesa, da un campanile a torre e da vari locali pastorali annessi nel lato sud-est e nord-est, testimonianze queste di diverse fasi costruttive. Il complesso si sviluppa con asse nord-est, sud-ovest; i due lati a sud si affacciano sui due principali spazi pubblici della frazione. La chiesa di pianta rettangolare ad unica navata, è divisa in quattro campate e coperta da volte a crociera con una sovrastante copertura a capanna. Il campanile a torre a sezione quadrata, è addossato alla parete laterale tra la terza e la quarta campata e si eleva superiormente al complesso per circa il doppio dell’altezza terminando con una cella campanaria aperta sui quattro lati.

Il progetto prevede una serie articolata di interventi finalizzati a garantire la salvaguardia dell’edificio e il miglioramento delle prestazioni sismiche, tra cui il consolidamento delle murature, il rafforzamento delle volte, il recupero della copertura e interventi specifici sul campanile, nel rispetto delle caratteristiche architettoniche e storico-artistiche del complesso.  Il costo dell’intervento ammonta a 2.000.000,00 euro.

“Le chiese rappresentano presidi identitari e culturali fondamentali per i territori dell’Appennino e dell’Umbria. Puntiamo ogni giorno a restituire sicurezza e valore a un edificio storico che appartiene alla memoria collettiva di Cascia e dell’intera regione– sottolinea il commissario alla ricostruzione Guido Castelli – Per questo voglio ringraziare la Regione Umbria, l’Arcivescovo Renato Boccardo, l’ufficio ricostruzione e il sindaco Mario De Carolis per la loro collaborazione”.

Sisma Umbertide: approvato il primo stralcio del piano ricostruzione di otto chiese

Durante la Cabina di Coordinamento dedicata all’evento sismico del 9 marzo 2023 avvenuto in Umbria è stato approvato il Primo Stralcio del Piano di ricostruzione delle principali chiese delle diocesi di Perugia – Città della Pieve e Umbertide, autorizzando le attività di progettazione e le connesse funzioni tecniche con un finanziamento anticipato fino al 10% del valore complessivo di ciascun intervento. Il Primo Stralcio del Piano rappresenta una tappa decisiva per il recupero degli edifici di culto, ponendo le basi per la ricostruzione futura e assicurando la continuità dei servizi religiosi, culturali e sociali nei territori colpiti dai terremoti.

Il Commissario Straordinario al sisma Guido Castelli ha dichiarato: “L’avvio dei lavori nelle chiese danneggiate non rappresenta solo il recupero di luoghi di culto, ma il rafforzamento dei punti di riferimento sociali, culturali e comunitari di intere città e comunità. Desidero inoltre esprimere il mio ringraziamento al Sottosegretario Emanuele Prisco, alla Presidente Stefania Proietti e ai sindaci coinvolti per la costante collaborazione, fondamentale per garantire la rapidità e l’efficacia del percorso di ricostruzione. Abbiamo compiuto un primo passo molto importante, che conferma la volontà di agire per riportare le comunità colpite alla normalità nel minor tempo possibile, al quale sappiamo che ne dovranno seguire ancora molti altri”.

“Questo primo stralcio del piano di ricostruzione segna l’ingresso in una fase operativa importante e concreta per il nostro territorio. Con il finanziamento anticipato avviamo la progettazione di interventi attesi e necessari, che riguardano beni di culto di grande valore per l’Umbria e per le realtà locali – dichiara la presidente della Regione Umbria Stefania Proietti -. È un risultato importante, frutto di un lavoro condiviso tra struttura commissariale, Regione, diocesi, Comuni e uffici tecnici, che conferma la volontà di procedere con serietà e rapidità. Ringrazio il Commissario Guido Castelli e tutti i soggetti coinvolti per la collaborazione istituzionale che ha reso possibile questo primo passo. Il lavoro che stiamo portando avanti punta a garantire tempi rapidi, qualità progettuale e piena attenzione ai territori più colpiti. Ogni intervento richiede responsabilità, coordinamento istituzionale e capacità di accompagnare passo dopo passo il percorso di recupero. La Regione Umbria continuerà a seguire questa fase con la massima determinazione, perché la ricostruzione procede con atti veloci e concreti, con scelte efficaci e con una presenza costante accanto ai Comuni e alle diocesi coinvolte”.

Interventi approvati:

  • Chiesa della Madonna della Neve, Umbertide – Totale: 343,21 euro; anticipo: 19.834,32 euro
  • Chiesa della Madonna della Piazza, Umbertide – Totale: 697,41 euro; anticipo: 12.369,74 euro

Chiesa della Madonna della Neve, Umbertide – Totale: 198.343,21 euro; anticipo: 19.834,32 euro

  • Chiesa della Madonna della Piazza, Umbertide – Totale: 123.697,41 euro; anticipo: 12.369,74 euro
  • Chiesa di San Pietro in Romeggio, Umbertide – Totale: 984.067,85 euro; anticipo: 98.406,78 euro
  • Chiesa di Santa Maria Assunta, Mantignana (Corciano) – Totale: 857.546,86 euro; anticipo: 85.754,69 euro
  • Chiesa di Santa Maria Maddalena, Cenerente – Totale: 787.482,93 euro; anticipo: 78.748,29 euro
  • Chiesa di San Giovanni Battista e San Michele, Coltavolino – Totale: 1.294.160,36 euro; anticipo: 129.416,04 euro
  • Chiesa di Santa Maria della Misericordia, Rancolfo – Totale: 1.506.037,37 euro; anticipo: 150.603,74 euro
  • Chiesa di Santa Teresa degli Scalzi, Perugia – Totale: 2.204.108,51 euro; anticipo: 220.410,85 euro

 

Sarnano, progetto da 4,1 milioni per la struttura sanitaria di Gabella Nuova

La Conferenza regionale ha approvato il progetto di ricostruzione e ampliamento del Centro socio-sanitario di Gabella Nuova, nel comune di Sarnano (Mc), struttura destinata a Centro diurno socio-educativo riabilitativo per disabili e a Residenza socio-sanitaria assistenziale.

L’intervento, proposto dall’Unione Montana dei Monti Azzurri, riguarda un complesso profondamente danneggiato dagli eventi sismici del 2016/2017, composto da due corpi di fabbrica che – in base alle valutazioni tecniche – saranno entrambi demoliti e ricostruiti con ampliamento, così da garantire standard strutturali, sismici e funzionali coerenti con le normative attuali.

Il progetto risulta conforme con il quadro normativo vigente e con gli obiettivi di ricostruzione delle strutture socio-sanitarie del territorio ed ha un importo di 4.179.034 euro.

“Il complesso di Gabella Nuova rappresenta un presidio socio-sanitario fondamentale per il territorio montano e la sua ricostruzione, modernizzazione e ampliamento consentiranno di restituire ai cittadini un servizio essenziale, indispensabile per la tutela delle persone con disabilità – spiega il commissario alla ricostruzione, Guido Castelli – Con l’approvazione della Conferenza regionale, l’intervento ottiene il via libera formale richiesto per procedere alla successiva fase amministrativa, che culminerà con l’approvazione del progetto esecutivo e con l’assegnazione del contributo. Ringrazio per il puntuale lavoro tutte le componenti coinvolte, tra cui l’Ufficio Speciale Ricostruzione e la Regione Marche guidata dal presidente Acquaroli”.

“Un ringraziamento al Commissario straordinario Guido Castelli e la sua struttura, nonché all’Unione Montana e del suo Presidente Giampiero Feliciotti. Una struttura che è di fondamentale importanza per tanti ragazzi, per ritrovare quegli spazi, ridare dignità e tutela, nonché supporto anche alle famiglie” aggiunge il sindaco Fabio Fantegrossi.

La nuova struttura ospiterà fino a 20 posti residenziali e 15 posti per il centro diurno, consentendo il ripristino e il potenziamento dei servizi socio-assistenziali precedentemente operativi in loco. Il progetto è stato predisposto in modo da suddividere e organizzare gli spazi delle due attività, mantenendo aree comuni funzionali e garantendo accessibilità, sicurezza e adeguamento sismico. All’esterno sono previste nuove aree a parcheggio, percorsi pedonali, spazi verdi e sistemazioni a servizio degli utenti e degli operatori.

Ascoli, studio sulla frana tra Piagge e il Castellano: finanziati approfondimenti geologici per la sicurezza del versante

Sono partite le attività di studio e monitoraggio del territorio nell’area compresa tra la frazione di Piagge e il torrente Castellano, ad Ascoli, dove è stato individuato un ampio fenomeno di dissesto idrogeologico che interessa il versante fino alla zona del parcheggio di Porta Torricella.

L’area è interessata da un movimento franoso già censito dal Piano per l’Assetto Idrogeologico e classificato con un livello di pericolosità elevato. Il dissesto interessa una porzione significativa del versante, con uno sviluppo longitudinale che supera il chilometro e una larghezza variabile tra alcune centinaia di metri, coinvolgendo anche parti di viabilità e aree urbanizzate.

«I risultati delle attività di indagine saranno utili per orientare le future scelte di pianificazione e per consentire, dove possibile, la ricostruzione degli edifici danneggiati dal sisma in condizioni di maggiore sicurezza – conferma il commissario straordinario Guido Castelli -. L’obiettivo è quello di garantire una conoscenza più approfondita delle dinamiche geologiche dell’area e individuare le strategie più efficaci per ridurre il rischio idrogeologico e tutelare il territorio e la comunità, oltre che mettere in sicurezza un’arteria fondamentale della viabilità cittadina, cioè via Adriatico».

“Questo studio rappresenta un passaggio molto importante per aumentare la sicurezza del versante tra Piagge e il Castellano, nonché per programmare interventi efficaci di prevenzione del rischio idrogeologico in un’area nevralgica della città” ha dichiarato il sindaco di Ascoli Piceno, Marco Fioravanti “L’obiettivo, condiviso con il commissario Castelli, è quello di garantire maggior tutela ai residenti e a chi frequenta quelle zone, migliorando la sicurezza della viabilità”.

Nel corso degli anni sono stati riscontrati diversi segnali di instabilità, tra cui cedimenti localizzati lungo alcune infrastrutture e lesioni su opere di contenimento e fabbricati presenti nell’area. All’interno del perimetro interessato dal fenomeno sono presenti numerosi edifici privati che hanno riportato danni anche in seguito agli eventi sismici del 2016/2017.

Proprio per approfondire la conoscenza del fenomeno e valutare con precisione le condizioni di stabilità del versante, è stato disposto un finanziamento di 125.000 euro destinato alla realizzazione di uno studio geologico e geotecnico di dettaglio condotto dal Settore soggetto attuatore e ordinanze speciali dell’Ufficio Speciale Ricostruzione.

Le risorse consentiranno di svolgere indagini geognostiche, geofisiche e sismiche, finalizzate alla definizione di un modello geologico-tecnico dell’area e alla valutazione dell’effettivo livello di pericolosità del dissesto.

L’iniziativa nasce da una segnalazione del Comune che ha evidenziato l’evoluzione del fenomeno franoso e la necessità di procedere con ulteriori approfondimenti tecnici per individuare le soluzioni più adeguate alla mitigazione del rischio.

Lo studio, attualmente in fase di svolgimento con l’avvio delle indagini sul campo, consentirà di definire un quadro conoscitivo più dettagliato del comportamento del versante e rappresenterà uno strumento fondamentale per programmare eventuali interventi di messa in sicurezza.

Per consentire l’esecuzione delle indagini geologiche, via Adriatico sarà chiusa al traffico nei giorni 11, 12 e 13 marzo, dalle ore 8.30 alle 12.30, come disposto dall’Ordinanza Comunale n. 133. La chiusura riguarderà tratti diversi a seconda delle giornate e sarà garantito comunque l’accesso al parcheggio di Porta Torricella. Pertanto residenti e automobilisti sono invitati a prestare attenzione alla segnaletica provvisoria e a programmare per tempo eventuali spostamenti, al fine di ridurre i disagi.

 

Cabina sisma, intervento sulla S.R. 209 a Villa Sant’Antonio di Visso: investimento da oltre 2,1 milioni per sicurezza e viabilità

La cabina sisma, coordinata dal commissario alla ricostruzione Guido Castelli, ha disposto integrazioni e modifiche all’Ordinanza speciale  26 del 2021 per consentire la realizzazione di un intervento strategico sulla strada regionale 209 in località Villa Sant’Antonio nel comune di Visso.

L’ordinanza prevede un investimento complessivo di 2,146 milioni di euro, destinato alla messa in sicurezza dell’area e alla realizzazione di un nuovo tracciato stradale che sostituirà l’attuale attraversamento dell’abitato.

Il tratto interessato rappresenta infatti un’infrastruttura strategica per il collegamento dei comuni dell’Alto Nera con il resto della provincia di Macerata, fortemente danneggiata dagli eventi sismici del 2016 e oggi caratterizzata da criticità legate alla sicurezza, alla conformazione della carreggiata e all’aumento previsto dei flussi di traffico legati alla ricostruzione.

L’intervento consentirà di migliorare la funzionalità e la sicurezza della viabilità, riducendo il rischio legato alla vulnerabilità del sistema urbano e garantendo condizioni più adeguate al traffico e per le attività connesse alla ricostruzione.

Per quanto riguarda l’attuazione degli interventi, l’ordinanza individua l’Ufficio Speciale Ricostruzione Marche come soggetto attuatore per le demolizioni, la rimozione delle macerie e la riconfigurazione dell’area urbana e la Regione Marche come soggetto attuatore per la realizzazione del nuovo tracciato della strada e per le procedure di esproprio.

“Si tratta di un nuovo passo importante per la sicurezza e la funzionalità della viabilità nell’area dell’Alto Nera. Parliamo di un collegamento fondamentale per i territori più colpiti dal sisma, che sarà adeguato alle esigenze attuali e future della ricostruzione. Migliorare le infrastrutture significa rendere più sicuri i centri abitati, facilitare i cantieri e restituire qualità urbana e accessibilità ai cittadini. Ringrazio il presidente della Regione Francesco Acquaroli, l’ufficio ricostruzione e il sindaco Rosella Sensi per la loro essenziale collaborazione” dichiara il commissario alla ricostruzione Guido Castelli.

Il sindaco Rosella Sensi: “Ringrazio il presidente Acquaroli e il commissario Castelli per aver compreso quanto questa strada rappresenti un ulteriore passo importante per la sicurezza dei nostri territori. È un intervento che consentirà di migliorare la viabilità del nostro comune e non solo. Li ringrazio ancora una volta per l’attenzione che ci dedicano e per voler riportare il nostro comune a quella normalità tanto attesa dopo il sisma”.

Edilizia religiosa: lavori ad Acquasanta, Arquata e Montegallo

La ricostruzione del patrimonio religioso ferito dal sisma del 2016 compie un nuovo passo avanti nell’entroterra ascolano, dove quattro chiese – tra Acquasanta Terme, Montegallo e Arquata del Tronto – stanno per avviare o hanno già avviato interventi significativi di restauro e miglioramento sismico, frutto della collaborazione tra la Diocesi di Ascoli Piceno, l’Ufficio Speciale Ricostruzione e la Struttura commissariale.

“Si tratta di opere che restituiscono identità, memoria e centralità ai luoghi simbolo delle comunità, riportando alla vita edifici che attendono di essere restituiti al culto e alla fruizione – conferma il commissario straordinario Guido Castelli -. Questi interventi, diversi per entità ma uniti da un’unica visione di tutela e rinascita, rappresentano un tassello fondamentale nel percorso di ricostruzione dei luoghi di culto del cratere marchigiano, per cui ringrazio tutte le componenti coinvolte, tra cui la Regione guidata dal presidente Acquaroli. Un segno concreto di come la ricostruzione non riguardi solo la sicurezza fisica degli edifici, ma anche il ritorno dei luoghi della memoria collettiva, della vita comunitaria e delle radici culturali che, nelle terre dell’Appennino, si identificano da sempre con le loro chiese”.

Ad Acquasanta stanno per prendere avvio i lavori nella chiesa di Sant’Antonio Abate (contributo di 400.000 euro), nella frazione di Peracchia, un edificio gravemente colpito dal terremoto e caratterizzato da un quadro fessurativo esteso, crolli localizzati e criticità strutturali diffuse. Il progetto prevede interventi completi di riparazione e miglioramento sismico su tutte le murature portanti e sugli orizzontamenti lignei, con tecniche avanzate quali intonaci armati in fibra di vetro, stilature armate dei giunti, cuciture metalliche, consolidamenti locali e ricostruzioni delle parti crollate. È prevista anche la revisione totale del manto di copertura e l’installazione del sistema di linea vita, oltre al restauro delle finiture interne e degli elementi di pregio.

Sempre nel territorio comunale di Acquasanta stanno per iniziare anche i lavori sulla chiesa della Santissima Annunziata, nella frazione di Arli (115.460 euro). L’edificio, di antica tradizione e già evacuato nel 2017, presenta lesioni diffuse soprattutto sul paramento interno, danni alle volte in camorcanna e infiltrazioni dovute allo scivolamento della copertura. Il progetto interviene con un insieme mirato di opere di rafforzamento locale: l’inserimento di nuove catene metalliche, il consolidamento delle esistenti, il recupero delle porzioni di muratura lesionate mediante tecniche di scuci‑cuci, la posa di malte ad alta duttilità e reti in fibra di basalto, oltre a interventi sulla copertura e sulle finiture.

A Montegallo i lavori sono già in corso sul complesso monumentale di Santa Maria in Lapide (895.012 euro), uno degli edifici storicamente più rilevanti dell’area. Il progetto prevede un’ampia campagna di riparazione e consolidamento: dalle murature portanti alle strutture voltate, dalla copertura agli apparati decorativi, con un’attenzione rigorosa alle esigenze conservative e alla sicurezza sismica future dell’edificio.

Nel comune di Arquata del Tronto, infine, a breve partiranno i lavori per la chiesa del Santissimo Crocifisso di Pretare (600.000 euro), un edificio del XVI secolo, profondamente segnato dagli eventi sismici del 2016. La relazione tecnica ha evidenziato un quadro di danno severissimo, con crolli delle volte, distacchi della facciata, lesioni diagonali passanti e vulnerabilità strutturali accentuate. Dopo un primo intervento di messa in sicurezza eseguito nel 2018, l’attuale progetto si sviluppa come un restauro conservativo integrale: nuovi tiranti e incatenamenti, cordoli in acciaio, perfori armati, ricostruzione delle parti crollate, consolidamento delle murature e delle volte, rifacimento della copertura, interventi sugli intonaci e restauro dell’apparato decorativo, comprendente altari, apparati lignei e superfici dipinte.

Castelli nel terzo anniversario del sisma di Umbertide. Approvata nuova ordinanza per accelerare la ricostruzione

“Ricordiamo l’evento sismico che tre anni fa ha colpito le comunità di Umbertide, Perugia e Gubbio. In questo anniversario l’obiettivo del lavoro che stiamo svolgendo resta immutato: restituire il prima possibile ai cittadini le loro case, i loro spazi pubblici e le loro attività produttive. Sappiamo che il sisma è un evento imprevedibile, purtroppo ricorrente nel nostro Appennino centrale. A noi spetta il dovere di garantire una ricostruzione fondata sulla sicurezza e la sostenibilità. Proprio a tale scopo, nei giorni scorsi è stata pubblicata una nuova Ordinanza che completa il quadro normativo, già delineato dalle precedenti ordinanze, al fine di rendere più efficace e rapido l’avvio dei lavori”.

Lo afferma il Commissario Straordinario Guido Castelli che ieri pomeriggio ha partecipato alla cerimonia commemorativa delle scosse che il 9 marzo 2023 hanno interessato l’area tra Perugia e Città di Castello, con un evento principale di magnitudo 4.5 nei pressi di Umbertide e della frazione di Pierantonio. All’appuntamento  hanno preso parte anche il sottosegretario al Ministero dell’Interno Emanuele Prisco, la Presidente della Regione Stefania Proietti e l’Arcivescovo di Perugia-Città della Pieve Ivan Maffeis.

“La ricostruzione delle comunità colpite dal sisma del 2023 – prosegue Castelli – è stata affidata alla Struttura commissariale da me guidata per garantire che le risorse disponibili vengano trasferite il più efficacemente possibile, sulla base dei fondi già stanziati e del quadro normativo, già molto semplificato a seguito dell’esperienza del sisma 2016. Dopo il completamento della ricognizione dei danni, stimati complessivamente in circa 470 milioni di euro (431 milioni per la ricostruzione privata e 42 milioni per la ricostruzione pubblica) siamo ora giunti a una fase cruciale: il passaggio dalle norme ai cantieri. Da questa esigenza nasce la nuova Ordinanza che è intervenuta su tre ambiti principali: ricostruzione privata, ricostruzione pubblica e interventi su chiese ed edifici di culto. Il lavoro compiuto è stato il frutto della costante collaborazione con la Presidente Stefania Proietti, gli Uffici Speciali per la Ricostruzione e i Sindaci umbri coinvolti. Ancora una volta, la sinergia istituzionale ha confermato di essere una premessa indispensabile per agire e dare risposte in modo efficace”.

Di seguito le caratteristiche principali dell’Ordinanza.

Ricostruzione privata. È già operativa la piattaforma Ge.Di.Si, lo strumento unico digitale per la gestione delle pratiche di ricostruzione privata. Attraverso la piattaforma, professionisti e cittadini possono presentare le istanze di contributo. Il cronoprogramma prevede che entro il 31 marzo 2026 venga presentata la valutazione preventiva del livello operativo, della richiesta di autorizzazione al miglioramento e della manifestazione di volontà. A seguire, entro il 30 giugno 2026 dovrà avvenire il deposito del contratto di incarico al professionista presso l’USR ed entro il 31 dicembre 2026 andrà presentata la richiesta di contributo. Infine, si ricorda che dal 1° gennaio 2026 è inoltre attivo il Contributo per il Disagio Abitativo (CDA) destinato ai nuclei familiari la cui abitazione principale sia stata distrutta o gravemente danneggiata. Sono esclusi i locatari, salvo gli assegnatari di edilizia residenziale pubblica.

Ricostruzione pubblica. La nuova Ordinanza disciplina in modo puntuale la procedura di esame dei Documenti di Indirizzo alla Progettazione (DIP). I primi DIP relativi alla ricostruzione pubblica e agli edifici di culto sono già in fase di valutazione. Gli Uffici Speciali per la Ricostruzione effettuano la verifica tecnico-amministrativa e trasmettono gli atti al Commissario, che individua gli interventi finanziabili d’intesa con la Regione. È prevista un’anticipazione fino al 10% del valore dell’intervento per consentire l’immediato sviluppo del progetto di fattibilità tecnico-economica, favorendo una più rapida apertura dei cantieri.

Un capitolo specifico riguarda le chiese e gli edifici di culto, con una disciplina modellata sull’esperienza del sisma 2016 e la distinzione tra ricostruzione pubblica e privata, prevedendo anche in questo caso anticipazioni per le attività progettuali. A tale riguardo si segnala che nell’ultima Cabina di coordinamento è stato approvato il Primo Stralcio del Piano di ricostruzione delle principali chiese delle diocesi di Perugia-Città della Pieve e Umbertide, autorizzando le attività di progettazione e le connesse funzioni tecniche con un finanziamento anticipato fino al 10% del valore complessivo di ciascun intervento.

 

Castelli: “Il futuro dei Sibillini passa dal turismo lento”. A Montemonaco incentivi per le imprese e al via il progetto “Le terre della Sibilla”

Il turismo lento come leva per lo sviluppo dell’Appennino e per contrastare lo spopolamento delle aree interne. È questo il tema al centro dell’incontro che si è svolto oggi a Montemonaco, dedicato alle opportunità per imprese e giovani e alle strategie di valorizzazione turistica dei Sibillini. Ad aprire l’iniziativa è stata la sindaca di Montemonaco Francesca Grilli, che ha portato il saluto della comunità locale e ha sottolineato l’importanza di momenti di confronto come questo per costruire nuove prospettive di sviluppo per il territorio. Subito dopo è intervenuto il sindaco di Montefortino Domenico Ciaffaroni, comune capofila della DMO Sibillini, che ha ricordato il lavoro portato avanti negli ultimi anni per costruire una strategia turistica condivisa. L’obiettivo, ha spiegato, è quello di dare una prospettiva concreta ai Sibillini, rafforzando l’offerta turistica e creando nuove opportunità economiche per chi vive e lavora in questi territori. In collegamento è intervenuta anche Silvia Luconi, sottosegretario alla Presidenza della Regione Marche, che ha ribadito il sostegno della Regione alle iniziative di sviluppo dell’area del cratere. «La missione dell’Ufficio speciale per la ricostruzione – ha sottolineato – non riguarda soltanto la ricostruzione degli edifici, ma anche la costruzione di nuove opportunità di crescita e lavoro. Il progetto dei Sibillini rappresenta una grande occasione per il territorio e la Regione Marche è al fianco delle comunità locali per accompagnare questo percorso».

Il Commissario straordinario alla ricostruzione Guido Castelli ha posto l’accento sulla necessità di affiancare alla ricostruzione materiale una vera strategia di sviluppo.

«La ricostruzione non può limitarsi alle mura delle case: deve riguardare il futuro delle comunità. Se vogliamo contrastare davvero lo spopolamento dell’Appennino dobbiamo creare lavoro e nuove opportunità. Il turismo lento, i cammini, la montagna e l’autenticità dei nostri borghi rappresentano una leva straordinaria per generare economia e attrarre nuove energie. I Sibillini hanno tutte le caratteristiche per diventare una destinazione turistica di riferimento, ma serve fare sistema e lavorare insieme per trasformare questo potenziale in sviluppo concreto».

Nel corso dell’incontro la dirigente dell’USR Marche Chiara Ercoli ha illustrato le opportunità di finanziamento dedicate alle imprese del territorio. In particolare sono state presentate tre linee di intervento pensate per sostenere gli investimenti turistici nel cratere sismico: due misure già attive dedicate alla riqualificazione dell’accoglienza e al miglioramento dell’esperienza del visitatore, anche attraverso voucher per le imprese turistiche, e una terza linea di finanziamento in uscita che sarà rivolta a investimenti imprenditoriali più strutturati.

Durante la mattinata è stata inoltre presentata l’identità del progetto turistico con il nuovo logo della destinazione Sibillini, già presentato alla BIT 2026 di Milano, insieme al progetto artistico realizzato dall’illustratore Guasco. L’artista ha creato una serie di nove iconografie, una per ciascuno dei nove comuni coinvolti nel progetto, trasformate in altrettanti manifesti artistico-culturali che raccontano in chiave contemporanea i simboli, i paesaggi e l’identità dei diversi territori dei Sibillini.

L’intervento di Paolo Borroi, destination manager del progetto e consulente con una lunga esperienza nella gestione delle destinazioni turistiche alpine, ha invece offerto una visione più operativa sul percorso che si sta costruendo. Borroi ha spiegato gli step che porteranno alla strutturazione dell’offerta turistica dei Sibillini: dalle escursioni e dalle esperienze sul territorio fino alla creazione di veri e propri pacchetti turistici integrati che verranno caricati e promossi attraverso i portali dedicati alla destinazione. Un processo che si baserà anche sulla collaborazione degli operatori del territorio, chiamati a mettere a disposizione informazioni, dati e materiali delle proprie attività – dalle descrizioni alle fotografie – così da costruire una rete sempre più ampia e rafforzare il brand Sibillini. Più prodotti turistici saranno messi a sistema, maggiore sarà infatti la forza del portale e della destinazione sul mercato. Con questa collezione di manifesti prende ufficialmente avvio anche il progetto “Le Terre della Sibilla”, un percorso di valorizzazione culturale e turistica che punta a rafforzare l’identità condivisa dei comuni coinvolti e a promuovere il territorio attraverso un racconto visivo capace di unire arte, paesaggio e tradizione. Nel pomeriggio l’iniziativa è proseguita con un incontro operativo dedicato agli operatori del mondo bike, trekking e montagna, con l’obiettivo di coinvolgere il territorio nella costruzione della “DMO Sibillini”, lo strumento pensato per coordinare azioni, servizi e strategie di promozione turistica dell’area.