Valfornace, demolizione e ricostruzione per il cineteatro: diventerà un centro polivalente

La Conferenza regionale ha approvato il progetto di fattibilità tecnico-economica inerente alla demolizione e ricostruzione del cineteatro di Valfornace (Mc), immobile gravemente danneggiato dagli eventi sismici del 2016/20167 e destinato a trasformarsi in una moderna sala polivalente a servizio della comunità.

Il progetto, inserito nell’ordinanza commissariale 137 del 2023 e finanziato per 1.085.000 euro, prevede la ricostruzione sul sedime originario, con una configurazione architettonica completamente rinnovata ma rispettosa del contesto urbano di Pievebovigliana, dove è ubicato l’edificio.

«Con la conclusione positiva della conferenza, l’intervento riceve l’approvazione necessaria per procedere alla fase esecutiva, passo decisivo verso la restituzione alla comunità di un luogo culturale centrale nella vita del paese e destinato a diventare un nuovo punto di riferimento per eventi, incontri ed attività sociali – conferma il commissario alla ricostruzione, Guido Castelli -. Ringrazio ovviamente per quanto fatto finora da tutte le componenti coinvolte, dal Comune fino all’Ufficio Speciale Ricostruzione ed alla Regione Marche guidata dal presidente Acquaroli».

“Ringrazio il commissario Castelli per la sua costante attenzione al nostro comune e a tutte le comunità colpite dal sisma. Questa è un’altra struttura che restituiamo alla nostra comunità, segnando un passo fondamentale. L’approvazione del progetto tecnico rappresenta l’avvio concreto per ridare alla comunità una struttura essenziale. Questo è un ulteriore tassello che si aggiunge al grande lavoro che stiamo portando avanti insieme alla struttura commissariale e alla Regione. Insieme, stiamo facendo un grande lavoro per le comunità.” dichiara il sindaco Massimo Citracca.

Il nuovo fabbricato manterrà sagoma e altezze analoghe a quelle preesistenti e sarà caratterizzato da una struttura in acciaio, fondazioni su pali, grandi ambienti flessibili disposti su due livelli e un profilo esterno armonizzato con le scelte cromatiche e formali del vicino polo museale. È prevista l’installazione di un impianto fotovoltaico integrato sulla copertura.

Servigliano, progetto per la riparazione dell’asse viario del centro storico

L’Ufficio Speciale Ricostruzione ha approvato il progetto esecutivo per la riparazione dell’infrastruttura viaria che circonda il centro storico di Servigliano (Fm), un intervento strategico che prevede anche l’eliminazione delle barriere architettoniche lungo via Circonvallazione Clementina. Il finanziamento, previsto dall’ordinanza commissariale 137 del 2023, ammonta complessivamente a 500.000 euro, interamente concessi al Comune, che agisce come soggetto attuatore.

«Con l’approvazione del progetto esecutivo e la contestuale concessione del contributo, l’intervento entra nella fase operativa, con la possibilità per il Comune di procedere all’avvio delle procedure di gara – conferma il commissario alla ricostruzione, Guido Castelli -. Una volta realizzato, il nuovo percorso viario restituirà sicurezza, accessibilità e continuità urbana al cuore cittadino, migliorando la qualità degli spazi e la fruibilità per residenti e visitatori, fatto per cui mi preme ringraziare, oltre al Comune, l’impegno congiunto dell’Usr e della Regione guidata dal presidente Acquaroli».

“È fondamentale risarcire le ferite del sisma, soprattutto quelle inferte a ridosso di un centro storico come quello di Servigliano, con la sua valenza urbanistica unica nel suo genere. Coniugare l’aspetto infrastrutturale di stabilità, qualità dell’intervento, accessibilità e inclusione sono sicuramente delle direttrici che proiettano un borgo come Servigliano in un’ottica futura, guardando naturalmente all’interesse che il borgo può offrire alla fruibilità dei propri cittadini e per quanti verranno a Servigliano.  È strategico e fondamentale farlo con la sensibilità necessaria nei confronti dei nostri cittadini più fragili, un elemento di grande crescita culturale. Nelle linee strategiche di sviluppo che il GAL e gli atenei universitari della regione Marche, in particolare il Politecnico, stanno delineando per i nostri borghi, è previsto anche un borgo modello. Da questo punto di vista, iniziare a definire le linee strategiche di questa direttrice è fondamentale, poiché rappresentano un importante elemento di sinergia tra le istituzioni che pianificano il futuro” dichiara il sindaco Marco Rotoni.

Il progetto nasce dall’esigenza di intervenire sui danni riportati dal tratto stradale durante i terremoti del 2016 e 2017. Le pavimentazioni presentano tagli e fessurazioni, le cordolature risultano danneggiate e i percorsi pedonali mostrano cedimenti e ostacoli alla fruizione delle persone con disabilità. L’asse viario, lungo circa 580 metri, è uno dei principali collegamenti intorno al centro storico e si interseca con la provinciale 239, assumendo una funzione nevralgica sia per la mobilità quotidiana sia per la sicurezza.

L’intervento approvato comprende la ripresa delle pavimentazioni stradali, il risanamento dei sottofondi, la ricostruzione delle zanelle e il riposizionamento dei pozzetti, oltre alla realizzazione di nuove porzioni di marciapiede, in particolare in prossimità di Porta Navarra. Una parte significativa del progetto riguarda l’accessibilità, con l’inserimento di percorsi tattili e il superamento dei dislivelli attualmente presenti, in modo da restituire continuità e sicurezza alla mobilità pedonale.

Ancona 2028, Castelli: “Occasione storica per rilancio della città e delle Marche”

“È una vittoria storica, di grande valore, che premia non solo Ancona ma l’intera regione Marche. Il riconoscimento di Capitale italiana della Cultura 2028 rappresenta una grande occasione di rilancio, sviluppo e crescita per tutto il territorio”.

Lo dichiara il Commissario Straordinario al sisma 2016 Guido Castelli commentando l’assegnazione del titolo alla città dorica con il dossier “Ancona. Questo adesso”.

Castelli ha poi aggiunto: “Desidero ringraziare il Presidente della Regione Francesco Acquaroli per il sostegno convinto e il sindaco Daniele Silvetti per il grande lavoro svolto. Questo risultato è il frutto di una visione condivisa e strategica: un gioco di squadra che ha saputo valorizzare le potenzialità del territorio.

Tra la Struttura commissariale che guido e Ancona esiste un legame forte, consolidato dagli interventi per il sisma del 2022, con importanti risorse destinate alla città. Oggi questo riconoscimento rafforza ulteriormente un percorso di crescita che guarda al futuro con fiducia e ambizione. Come ha sottolineato il sindaco Silvetti – prosegue Castelli -, Ancona rappresenta l’intera regione e può diventare un motore di sviluppo anche per le nostre aree interne attraverso la valorizzazione del vasto patrimonio storico, artistico e culturale. È proprio in questo legame, tra costa ed entroterra, che si gioca una sfida decisiva. Questa vittoria – conclude Castelli – deve tradursi in investimenti duraturi, capaci di generare opportunità, lavoro e coesione sociale. Ancona può essere il punto di partenza di una nuova stagione per tutte le Marche”.

Oltre 1,1 milioni di euro per la scuola “Collodi” di Porto Sant’Elpidio

Prosegue il percorso di ricostruzione e messa in sicurezza dell’edilizia scolastica nei territori dell’Appennino centrale. È stato disposto il trasferimento di 1.101.705,21 euro all’Ufficio Speciale per la Ricostruzione della Regione Marche per l’intervento relativo alla scuola elementare “Collodi” nel comune di Porto Sant’Elpidio (Fermo).

Le risorse vengono trasferite a seguito del raggiungimento del 50% della spesa autorizzata per l’intervento, come previsto dalle procedure stabilite dall’ordinanza commissariale 161 del 2023 per garantire l’avanzamento dei lavori delle opere pubbliche inserite nelle ordinanze speciali.

L’intervento sulla scuola “Collodi”, inserito nel Programma straordinario di ricostruzione delle strutture scolastiche previsto dall’Ordinanza speciale 31 del 2021, rappresenta un’opera strategica per la sicurezza degli studenti e per il rafforzamento dei servizi educativi nel territorio fermano.

I lavori, affidati dal Comune di Porto Sant’Elpidio – soggetto attuatore dell’intervento –riguardano la realizzazione di un edificio scolastico moderno, sicuro e adeguato alle normative più recenti in materia di edilizia scolastica e sicurezza sismica.

“La ricostruzione delle scuole è una priorità assoluta perché significa garantire ai nostri ragazzi ambienti sicuri, moderni e adeguati alla didattica contemporanea. Il trasferimento di queste risorse consente di sostenere concretamente l’avanzamento dei lavori e rappresenta un ulteriore passo avanti nel percorso di rinascita dei territori colpiti dal sisma. Desidero ringraziare il presidente della Regione Francesco Acquaroli, l’ufficio ricostruzione e il sindaco Massimiliano Ciarpella per la loro collaborazione” dichiara il commissario alla ricostruzione Guido Castelli.

“Un passo alla volta, ci avviciniamo alla realizzazione di un nuovo plesso che il quartiere Corva aspetta da decenni e che, con la disponibilità e il supporto della Struttura commissariale, abbiamo fatto ripartire e adeguato alle esigenze di bambini e personale. La nuova Collodi è una delle prime criticità che abbiamo dovuto affrontare all’inizio del mandato, una situazione complessa che, con un dialogo continuo tra istituzioni, l’aiuto della Regione, dal presidente Francesco Acquaroli al consigliere Andrea Putzu e dell’Ufficio speciale ricostruzione, con il commissario straordinario Guido Castelli, abbiamo risolto. Un lavoro in sinergia per avere una scuola all’avanguardia” ha dichiarato il sindaco Massimiliano Ciarpella.

Via libera all’ intervento di riparazione del danno e rafforzamento locale della chiesa di San Lorenzo Martire a Sassoferrato

La conferenza permanente ha dato il via libera all’ intervento di riparazione del danno e rafforzamento locale della chiesa di San Lorenzo Martire in frazione Coldellanoce a  Sassoferrato, in provincia di Ancona.

La Chiesa di S. Lorenzo sorge all’interno del nucleo storico dell’antico Castello Feudale di Coldellanoce, è costituita da muratura in conci di pietra calcarea squadrata ed è a navata unica. Il campanile e il portale di ingresso sono stati realizzati negli anni ‘50, il solaio è in cemento armato e la volta a rete metallica e cemento, la copertura è stata realizzata nel 2001 ed è in legno con cordolo tirante in acciaio, gli ambienti laterali alla chiesa – sagrestia e campanile – sono in pietrame calcareo e la casa parrocchiale ha pareti intonacate.

E’ prevista la rimozione dei depositi superficiali incoerenti a secco, la stabilizzazione dei macroelementi abside e facciate da possibili rotazioni con sistema reticolato, rinforzo e consolidamento dell’arco in corrispondenza della finestra collocata sul prospetto sud-ovest, nella zona sovrastante la copertura della casa parrocchiale, stilatura dei giunti esterni e interni di muratura, la ripresa di lesioni di assestamento su muratura portante all’interno e interventi di scuci-cuci localizzati sul campanile. Il costo dell’intervento è di 155.682,54 euro.

“Proseguiamo con quel cambio di passo che sta portando risultati concreti. La tutela delle chiese è un elemento essenziale del nostro lavoro. Li stiamo tutelando e riportando a nuovo splendore. Ringrazio il presidente della Regione Francesco Acquaroli, l’Arcivescovo Francesco Massara, l’ufficio ricostruzione e il sindaco Maurizio Greci per la loro collaborazione” dichiara il commissario alla ricostruzione Guido Castelli.

Tolentino, nuovo progetto per l’edilizia residenziale pubblica: 2,7 milioni per via Nenni

 

Un nuovo passo avanti nel percorso di ricostruzione post-sisma interessa il comune di Tolentino (Mc). L’Ufficio Speciale Ricostruzione ha infatti approvato il progetto esecutivo relativo all’intervento di riparazione e rafforzamento dell’edificio residenziale di edilizia pubblica situato in via Nenni, di proprietà dell’Erap Marche. Contestualmente, è stata autorizzata e concessa la somma complessiva di 2.721.009 euro.

“Con questo intervento, la ricostruzione pubblica compie un ulteriore avanzamento, restituendo un immobile strategico per l’offerta abitativa sociale e migliorando la sicurezza strutturale e la qualità dell’abitare – conferma il commissario alla ricostruzione, Guido Castelli -. L’edilizia residenziale pubblica rappresenta un settore nodale del percorso di ripartenza dell’entroterra marchigiano colpito dal sisma, per cui è nostra intenzione proseguire su questa strada anche grazie all’apporto costante dell’Erap, dell’Usr e della Regione Marche guidata dal presidente Acquaroli”.

“A nome mio e di tutta la città, ringrazio il Commissario Castelli per l’attenzione costante e ininterrotta che continua a dedicare a questo territorio. L’edilizia popolare rappresenta un intervento fondamentale perché riguarda le fasce più deboli della popolazione, quelle che hanno maggiore bisogno di risposte concrete. Per questo rivolgo personalmente un plauso al Commissario Castelli.” aggiunge il sindaco Mauro Sclavi.

Il fabbricato, che ospita 24 unità abitative distribuite in quattro corpi di fabbrica collegati da un nucleo centrale, presenta una struttura in cemento armato con tamponature in laterizio, coperture piane e altezze variabili fino a otto livelli. I danni prodotti dal sisma hanno generato un diffuso quadro fessurativo sulle pareti esterne e interne, con distacchi delle tamponature dalle strutture principali e vulnerabilità localizzate in diversi punti dell’edificio.

Il progetto approvato prevede una serie di interventi di riparazione e rafforzamento locale mirati a ripristinare la piena agibilità dell’immobile e a migliorarne il comportamento sismico. Tra gli interventi più rilevanti figurano l’adeguamento delle tamponature con sistemi antiribaltamento, il confinamento di pilastri e nodi strutturali, il ripristino di calcestruzzi ammalorati e la sistemazione delle tramezzature interne.

Le lavorazioni saranno accompagnate dal ripristino degli impianti e delle finiture e includeranno anche opere di efficientamento energetico, come la coibentazione dell’involucro e la sostituzione degli infissi.

Smerillo, approvato il progetto esecutivo per la messa in sicurezza e il consolidamento della rupe sotto il centro storico

A Smerillo (Fm), l’Ufficio Speciale Ricostruzione ha approvato il progetto esecutivo relativo all’intervento di messa in sicurezza con consolidamento e ripristino della rupe nel versante sud-ovest, nella zona sottostante le abitazioni del centro storico.

L’opera, finanziata nell’ambito dell’ordinanza commissariale 137 del 2023, prevede un investimento complessivo di 950.000 euro, integralmente concesso al Comune.

«Con il nuovo decreto si conclude l’iter amministrativo e si apre la strada all’avvio delle procedure di gara e all’esecuzione dei lavori – conferma il commissario alla ricostruzione, Guido Castelli -. Il progetto è considerato strategico per la sicurezza del centro storico, per la tutela del suo patrimonio e per la fruibilità dell’area della rupe, uno dei luoghi più suggestivi del borgo. Prenderci cura del territorio e delle sue fragilità resta una delle nostre priorità, obiettivo che stiamo raggiungendo grazie anche alla fattiva collaborazione di Comuni, Usr e della Regione Marche guidata dal presidente Acquaroli».

“Era una nostra richiesta da tempo ed ora siamo soddisfatti. Il fatto di riaprire una zona che era interdetta e che permette di ripristinare un sentiero che dall’area camper permette di raggiungere l’area soprastante è un traguardo importante, atteso da tempo, che consentirà di rafforzare l’attrattività del territorio e favorire il ritorno dei turisti” aggiunge il sindaco Tonino Severini.

L’intervento riguarda uno dei punti più delicati del borgo fermano: la parete occidentale dello sperone roccioso su cui sorge il centro storico, già soggetto a fenomeni di crollo aggravati dal sisma del 2016/2017 e dalle intense precipitazioni del 2023. Proprio questa situazione, documentata anche dai monitoraggi geomorfologici e dalle ordinanze comunali che ancora oggi limitano l’accesso ai sentieri sottostanti, ha reso urgente un’azione strutturale di consolidamento.

Il progetto prevede un insieme coordinato di opere volte a mettere in sicurezza la rupe e le aree pedonali circostanti: dalla bonifica dei massi instabili agli ancoraggi profondi degli ammassi rocciosi, dal posizionamento di reti metalliche ad alta resistenza all’inserimento di sistemi di protezione in pannelli fune. Sono inoltre programmati interventi per ridurre le infiltrazioni meteoriche, la sistemazione dei sentieri e delle murature a secco, l’aggiornamento dell’illuminazione e la predisposizione per un sistema di monitoraggio continuo.

Cammini: il turismo lento nell’Appennino centrale protagonisti a “Fa’ la cosa giusta!”

Due diverse iniziative, con un obiettivo comune: far conoscere e valorizzare i percorsi di turismo lento nei territori dell’Appennino centrale colpiti dal sisma del 2016. È questa la finalità della guida “I Cammini della Rinascita” e del podcast “Camminando nel Cratere”, presentati oggi nell’ambito della ventiduesima edizione di “Fa’ la cosa giusta!”, manifestazion presso la Fiera Milano Rho, dedicata alle buone pratiche di consumo e agli stili di vita sostenibili. La Struttura commissariale sisma 2016 è presente alla tre giorni con uno stand dedicato proprio al turismo lento in quella vasta area compresa tra Abruzzo, Lazio, Marche, Umbria.

Alla presentazione hanno preso parte Guido Castelli, Commissario Straordinario al sisma 2016; Stefania Proietti (in collegamento), presidente della Regione Umbria; Roberto Santangelo, assessore della Regione Abruzzo, Silvia Luconi, sottosegretario alla presidenza della Giunta regionale Marche, una rappresentanza della Regione Lazio e Bruno Pellegrini, CEO della piattaforma Loquis. L’incontro è stato moderato da Miriam Giovanzana.

L’iniziativa, promossa dal Commissario Castelli, si inserisce nel quadro delle attività istituzionali che affiancano alla ricostruzione fisica dei territori anche azioni mirate al rilancio economico e sociale delle quattro regioni colpite dal sisma. Il progetto mira a valorizzare l’intero territorio del cratere sismico – composto da 136 comuni, oltre ad altri centri oggetto in specifici interventi di ricostruzione – con l’obiettivo di far conoscere a un pubblico sempre più ampio il patrimonio diffuso di storia, cultura, religione, paesaggi e comunità dell’Appennino centrale.

“Attraverso la guida I Cammini della Rinascita e con il podcast Camminando nel Cratere – ha dichiarato il Commissario Straordinario Guido Castelli – vogliamo raccontare cosa sia oggi l’Appennino centrale: un territorio composto da comunità fiere delle proprie radici, che vogliono guardare al futuro. Accanto alla ricostruzione materiale è in atto la strategia di riparazione economica e sociale attraverso la quale stiamo dando vita a nuove opportunità di sviluppo, nel segno della sostenibilità. I cammini rappresentano uno straordinario strumento per valorizzare i nostri borghi, la natura, la spiritualità e le tradizioni delle comunità locali. Camminare in questi territori significa scoprire luoghi di grande bellezza ma anche sostenere concretamente la rinascita delle aree colpite dal sisma. È questa l’idea di fondo dei Cammini della Rinascita: trasformare il turismo lento in un motore di sviluppo, capace di restituire vitalità e prospettive all’Italia interna”.

 

La guida “I Cammini della Rinascita” mette al centro i principali percorsi di turismo lento inseriti nel Programma di sviluppo promosso dalla Struttura commissariale in collaborazione con le quattro Regioni. Attraverso nove itinerari – tra cui il Cammino Francescano della Marca, la Via Lauretana, il Cammino dei Cappuccini, il Cammino nelle Terre Mutate e il Cammino Naturale dei Parchi – il volume accompagna il lettore alla scoperta di città, luoghi della spiritualità, percorsi naturalistici, vie dell’acqua, patrimoni artistici e tesori meno conosciuti dell’Appennino. Un focus specifico è dedicato anche ai luoghi della ricostruzione, con i principali cantieri in corso e le opere già restituite alle comunità.

 

Accanto alla guida nasce anche il podcast “Camminando nel Cratere”, realizzato in collaborazione con la piattaforma Loquis, che racconta i territori del sisma attraverso un viaggio sonoro tra cammini, borghi e paesaggi delle quattro regioni coinvolte.

 

Il progetto è il risultato di un ampio lavoro di squadra che ha coinvolto istituzioni, enti locali, parchi nazionali, diocesi, associazioni e cittadini, contribuendo a valorizzare identità, tradizioni e prospettive di sviluppo dei territori. Nell’ambito di questa strategia il turismo rappresenta un volano fondamentale per la crescita culturale ed economica dell’Appennino centrale, sostenuto da un programma di interventi da 47 milioni di euro destinato al potenziamento dei cammini, alla sicurezza dei percorsi, allo sviluppo dei servizi per pellegrini e camminatori e al miglioramento dell’accessibilità.

Nel corso della giornata odierna, oltre alla presentazione della Guida e dei podcast, sono stati dedicati specifici panel ad alcuni tra i principali cammini che attraversano l’Appennino centrale. In particolare:

Il Cammino di San Giuseppe da Leonessa è un itinerario religioso e naturalistico ad anello, compreso tra Lazio, Abruzzo e Marche, inaugurato nel 2023 dalle proposte della comunità locale. Attraversa i luoghi simbolo della vita del santo (Leonessa, Posta, Borbona, Capitignano, Montereale, Campotosto, Amatrice, Accumoli, Arquata del Tronto e Cittareale) tra la Valle Santa reatina e i Monti della Laga.

Il Cammino di San Romualdo, denominato “Viae Sancti Romualdi, si snoda per 500 km in 30 tappe, da Sant’Apollinare in Classe (Ravenna, la città in cui nacque) a Fabriano (dove sono custodite le sue spoglie) coinvolgendo 4 regioni italiane: Emilia-Romagna, Toscana, Umbria e Marche.

La Via Lauretana è un antico percorso di pellegrinaggio che unisce Roma al Santuario della Santa Casa di Loreto. Il cammino collega le due importanti mete spirituali attraversando il Lazio, l’Umbria e le Marche. La Via Lauretana, che negli ultimi anni è stata oggetto di un importante progetto di recupero e valorizzazione, attraversa città d’arte, borghi storici e paesaggi appenninici di grande suggestione. Il progetto dei Cammini Lauretani mira a costruire una rete di itinerari culturali e spirituali. Al panel hanno preso parte, tra gli altri, il Sindaco di Tolentino, Mauro Sclavi, e l’assessore al Comune di Macerata Paolo Renna.

La Via di Francesco è un cammino che raggiunge Assisi partendo da Nord (Santuario della Verna, in Toscana) o da Sud (Roma). L’itinerario collega tra loro alcuni dei luoghi nei quali visse e predicò il Santo di Assisi: un cammino di pellegrinaggio, che vuole riproporre l’esperienza francescana di spiritualità, accoglienza e rispetto per la natura. L’importanza di questo percorso è accresciuta dal fatto che quest’anno si celebra l’ottavo centenario della morte di san Francesco.

Il Cammino dei Cappuccini attraversa la dorsale interna delle Marche per 400 chilometri, unendo Fossombrone ad Ascoli Piceno attraverso un percorso di oltre 370 chilometri che prevede 17 tappe. Il Cammino si snoda lungo l’entroterra collinare e montuoso e tocca antichi eremi e conventi, tra cui il luogo di nascita dell’ordine a Camerino. Luoghi dove la storia e la spiritualità si intrecciano con la bellezza della natura.

Il Cammino Francescano della Marca si snoda luoghi ricchi di tradizione francescana, unendo Assisi e Ascoli Piceno attraverso un percorso di 176 chilometri. Compreso tra due regioni, il Cammino offre l’occasione per vivere quella parte d’Italia compresa tra l’Appenino Umbro-Marchigiano e il Parco Nazionale dei Sibillini e per ripercorrere una delle vie che San Francesco utilizzò per le sue predicazioni nelle Marche meridionali.

Il Cammino dei Forti invece racconta la storia militare e difensiva delle aree montane dell’Appennino marchigiano. Si tratta di un percorso ad anello lungo 120 Km, che parte e finisce a San Severino Marche (MC), passando per località quali Serrapetrona, Castelraimondo, Gagliole e Matelica.

Nella giornata di ieri, invece, lo stand della Struttura Commissariale aveva ospitato i panel dedicati al Cammino di San Benedetto, il Cammino Naturale dei Parchi, il Cammino delle Terre Mutate e il percorso dell’ex ferrovia Spoleto-Norcia.

Acquaviva Picena, via libera per la ricostruzione della scuola “De Carolis”

La Conferenza dei Servizi Speciale ha approvato il progetto di fattibilità relativo alla nuova scuola “De Carolis” di Acquaviva Picena, segnando un passaggio decisivo nel percorso di ricostruzione e ammodernamento dell’edificio scolastico che ospiterà primaria e secondaria di primo grado.

L’intervento prevede la completa demolizione del plesso esistente e la costruzione di un nuovo edificio progettato per accogliere circa 200 studenti, suddivisi tra cinque classi di scuola primaria e tre di scuola secondaria.

“Con questo passaggio, la nuova scuola si avvicina in modo concreto alla fase realizzativa, offrendo al comprensorio di Acquaviva una prospettiva chiara di investimento sulla qualità dell’istruzione e sulla sicurezza delle future generazioni – spiega il commissario alla ricostruzione, Guido Castelli -. Ringrazio il lavoro incessante condotto in tandem tra tutte le componenti, dal Comune fino all’Usr ed alla Regione Marche guidata dal presidente Acquaroli”.

“L’approvazione del progetto rappresenta un momento di importante per l’intera comunità di Acquaviva Picena. Questo è un traguardo che abbiamo perseguito con estrema determinazione, consapevoli che la ricostruzione e l’ammodernamento di plesso scolastico siano essenziali per offrire una prospettiva chiara di sicurezza e qualità dell’istruzione alle nostre future generazioni. Il nuovo edificio, non sarà solo una struttura scolastica all’avanguardia, ma riqualificherà una intera zona del paese. Un sentito ringraziamento va agli uffici comunali e a tutti gli enti interessati per il lavoro condotto in sinergia. In particolare, desidero esprimere un profondo riconoscimento al commissario per la Ricostruzione Guido Castelli e all’Ufficio Speciale Ricostruzione per il supporto costante e il fondamentale lavoro tecnico svolto. Ora ci concentreremo sul progetto esecutivo con l’obiettivo di consegnarlo alla collettività nel minor tempo possibile” dichiara il sindaco Sante Infriccioli.

Il complesso è articolato in tre volumi distinti distribuiti su tre livelli: al piano terra troverà posto la primaria, mentre la palestra – caratterizzata da una doppia altezza – occuperà parte del piano terra e del primo piano; al secondo livello saranno collocati gli uffici amministrativi e gli spazi destinati alla secondaria di primo grado.

La superficie complessiva del nuovo edificio sarà pari a circa 1.900 metri quadrati. Il costo totale dell’opera ammonta a 6.860.000 euro, come da congruità economica verificata dall’Ufficio Speciale Ricostruzione.

Contestualmente alla ricostruzione, il progetto prevede interventi di riqualificazione delle aree esterne con opere di contenimento, parcheggi, camminamenti e aree verdi finalizzati a migliorare l’integrazione urbana del complesso scolastico.

Sisma: da cabina ok a risorse per Valfornace, Urbisaglia, Monte Rinaldo e Pieve Torina

È stato approvato nell’ultima Cabina di coordinamento l’aggiornamento delle Ordinanze 109/2020 e 137/2023, che hanno previsto una rimodulazione e il rafforzamento delle risorse destinate a diversi comuni marchigiani colpiti dal sisma.

In particolare, l’ordinanza 109/2020 aggiorna e rifinanzia gli interventi per il Museo Archeologico di Urbisaglia: 681.618,67 euro (incremento di 241.618,67 euro); Contrada Aso 14 a Monte Rinaldo: 652.910,98 euro (incremento di 350.308,63 euro); Cimitero di Pieve Torina: 3.344.369,60 euro (incremento di 834.834,74 euro).

Il Comune di Valfornace, invece, attraverso la modifica dell’Ordinanza 137/2023 ha visto la rimodulazione di cinque interventi pubblici, a invarianza di spesa, per adeguare la programmazione alle necessità operative emerse nel corso dei lavori. Nel dettaglio, si tratta della ristrutturazione mediante demolizione e ricostruzione dell’ex scuola di Fiordimonte: 1.715.000,00 euro (originario 1.800.000,00 euro), del consolidamento del dissesto idrogeologico in località Roccamaia: 755.510,84 euro (originario 700.000,00 euro), del ripristino post danni da sisma della palestra comunale polivalente: 924.500,00 (originario € 800.000,00 euro), del risanamento conservativo del complesso cimiteriale di Fiordimonte:  635.500,00 euro (originario 675.000,00 euro) e del risanamento conservativo del complesso cimiteriale di San Giusto: 169.489,16 euro (originario 225.000,00 euro).

Il Commissario Straordinario al sisma 2016 Guido Castelli ha dichiarato: “Con l’aggiornamento di queste due Ordinanze rafforziamo gli interventi nei comuni marchigiani colpiti dal sisma, dando continuità al cambio di passo che abbiamo impresso alla ricostruzione. A Urbisaglia, Monte Rinaldo e Pieve Torina incrementiamo risorse per musei, edifici storici e cimiteri, mentre a Valfornace rimoduliamo cinque opere pubbliche per rispondere alle esigenze operative emerse nei cantieri, garantendo continuità e accelerazione dei lavori. La ricostruzione pubblica non è solo il ripristino di edifici e infrastrutture, ma rappresenta il cuore della rinascita sociale ed economica dei territori colpiti. Ogni intervento che riusciamo a portare a termina rappresenta un segnale concreto: significa ridare servizi, sicurezza e fiducia alle comunità, sostenendo la ripresa e rafforzando il tessuto locale”.