600 mila euro per il cimitero civico di Macerata

E’ stato  disposto il trasferimento di 600.000 euro, pari al 20% del contributo complessivo, per l’intervento di riparazione con rafforzamento locale del cimitero civico di Macerata, con particolare riferimento ai chiostri e all’ingresso su via Pancalducci .

L’intervento rientra nell’ambito dell’Ordinanza commissariale n. 137/2023, dedicata al programma straordinario di rigenerazione urbana e alla ricostruzione di opere pubbliche nella Regione Marche. Il valore complessivo dell’opera è pari a 3 milioni di euro . L’anticipazione del 20% consentirà di sostenere l’avvio della fase progettuale, già affidata e verificata dall’Ufficio speciale per la ricostruzione Marche, in coerenza con quanto previsto dalla normativa vigente.

“E’ importante salvaguardare anche luoghi identitari e simbolici delle nostre comunità. Intervenire sul cimitero civico di Macerata significa restituire dignità e sicurezza a uno spazio profondamente legato alla memoria collettiva. Continuiamo a portare avanti un lavoro concreto e coordinato con la Regione Marche e il presidente Francesco Acquaroli, l’ufficio ricostruzione e il sindaco rafforzando una filiera istituzionale che sta garantendo risultati sempre più tangibili.  Il nostro obiettivo è quello di accelerare ulteriormente il cambio di passo, con interventi che uniscono qualità, sicurezza e attenzione al valore sociale dei luoghi” dichiara il commissario alla ricostruzione Guido Castelli.

“Il Comune di Macerata accoglie con soddisfazione il trasferimento della prima tranche del contributo che permetterà di recuperare il cimitero, un luogo della memoria che merita di ritornare nella piena disponibilità dei cittadini in condizioni di decoro e sicurezza. Un sentito ringraziamento va al Commissario Guido Castelli, all’Ufficio Ricostruzione, con cui prosegue un lavoro costante e in piena sinergia, e alla Regione Marche per il supporto e l’attenzione dimostrati verso il territorio e la comunità” dichiara l’Amministrazione comunale.

Fondi per la nuova sede scolastica di Castiglione Messer Raimondo

È stato disposto il trasferimento di 250.110 euro, pari al 20% dell’importo programmato, per l’intervento di demolizione e ricostruzione dell’edificio destinato alla dirigenza scolastica dell’Istituto Comprensivo “Valle del Fino” nel comune di Castiglione Messer Raimondo (Teramo).

L’intervento rientra nell’ambito dell’Ordinanza Speciale n. 31 del 2021, il programma straordinario dedicato alla ricostruzione delle scuole nelle quattro regioni del cratere (Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria), e prevede un finanziamento complessivo pari a 1.786.500 euro, di cui 1.250.550 euro a valere sui fondi sisma. L’intervento si inserisce nel più ampio programma di ricostruzione delle scuole nel cratere sismico, che punta a realizzare edifici moderni, sicuri ed efficienti sotto il profilo energetico, contribuendo al rilancio delle comunità locali e al contrasto dello spopolamento delle aree interne.

“Continuiamo a imprimere un cambio di passo concreto alla ricostruzione, intervenendo su un ambito strategico come quello dell’edilizia scolastica. Investire nelle scuole significa investire nel futuro delle nostre comunità, garantendo sicurezza, qualità degli spazi e nuove opportunità per i territori. Ringrazio il presidente della Regione Marco Marsilio,  l’ufficio ricostruzione e il sindaco Vincenzo D’Ercole,  elementi essenziali  di una filiera istituzionale che sta dimostrando di saper produrre risultati concreti. La ricostruzione significa innovazione e rilancio sociale dei territori colpiti” dichiara il commissario alla ricostruzione Guido Castelli.

Ponte Ancaranese, via libera alla variante: verso la riapertura a doppio senso

La Conferenza dei Servizi Speciale indetta dalla Struttura commissariale ha approvato la variante suppletiva relativa agli interventi di ricostruzione e ripristino degli attraversamenti sul fiume Tronto della strada provinciale “Ancaranese”, con particolare riferimento al ponte storico in muratura che collega i comuni di Ascoli Piceno e Ancarano.

Alla seduta hanno partecipato le amministrazioni coinvolte nel procedimento, tra cui l’Ufficio Speciale Ricostruzione nelle vesti di soggetto attuatore, le Province di Ascoli e Teramo quali enti proprietari, il Dipartimento per la Tutela del Patrimonio Culturale del Ministero della Cultura per gli aspetti di tutela, e i Comuni di Ascoli e Ancarano per le autorizzazioni di natura paesaggistica, oltre alla Struttura Commissariale Sisma 2016 per la valutazione di congruità.

«Nel corso dei lavori effettuati fino ad oggi, che hanno riguardato le fondazioni e sono pressoché, conclusi – spiega il commissario alla ricostruzione, Guido Castelli – si è resa necessaria una variante per consentire, una volta consolidato e collaudato il ponte in muratura, la transitabilità in condizioni di maggiore sicurezza, garantendo non solo il ripristino del senso di marcia verso nord, ma anche la possibilità di utilizzare il ponte, per tutta la durata dei futuri lavori di demolizione e ricostruzione del ponte in cemento armato, in doppio senso di circolazione. Tale adeguamento evita il protrarsi del senso unico alternato, oggi causa di pesanti disagi per cittadini, imprese e mobilità interregionale».

Il progetto integrativo prevede l’inserimento di un manufatto alleggerito in cemento armato completamente reversibile, composto da una nuova soletta carrabile e da elementi laterali di protezione e contenimento dei veicoli, soluzione tecnicamente compatibile con il vincolo culturale che interessa il ponte. Il nuovo quadro economico complessivo dell’intervento ammonta a 1.900.000 euro.

«Con l’approvazione della variante, la fase operativa può ora proseguire senza ulteriori rallentamenti, assicurando un intervento determinante per la sicurezza, la tutela del patrimonio storico e la mobilità del territorio – conferma Fabio Salvi, presidente della Provincia di Ascoli -. Siamo allo sprint finale, nonostante le condizioni avverse entro quindici giorni verrà riavviato il cantiere, si tratta di lavori comunque complessi ma l’obiettivo resta quello di riaprire prima possibile».

«Per la Provincia di Ascoli si tratta di un importante risultato finalizzato a migliorare le condizioni di viabilità dell’intera vallata del Tronto in parallelo ad un intervento definitivo che possa restituire a tutti una infrastruttura viaria di eccellenza – conclude Salvi -. Ringraziamo la struttura commissariale, il commissario e l’Usr con cui mi sono interfacciato su questo tema sin dal primo giorno, per il focus su un tema di rilevanza strategica per tutto il territorio».

Colli del Tronto, lavori in corso sulla chiesa di Santa Felicita

Sono in corso i lavori di riparazione e miglioramento sismico della chiesa di Santa Felicita a Colli del Tronto (Ap). L’Ufficio Speciale Ricostruzione ha infatti disposto la liquidazione del primo acconto del 30%, pari a 134.081 euro, a favore della Diocesi di Ascoli, beneficiaria dell’operazione. Il contributo complessivo concesso ammonta a 496.000 euro.

“Le opere sono state concepite per essere il meno invasive possibile e per rispettare la natura storica e decorativa dell’edificio, che conserva ancora oggi interventi significativi come le pitture realizzate tra il 1897 e il 1900 dal pittore ascolano Luigi Galanti e una storica lapide del 1901 – conferma il commissario straordinario Guido Castelli -. Con questo primo acconto, la sua ricostruzione entra nel vivo, ponendo le basi per restituire alla comunità un luogo di culto sicuro, rinnovato e pienamente fruibile. Ringrazio ovviamente la Diocesi, l’Usr e la Regione guidata dal presidente Acquaroli”

“Un ringraziamento speciale al senatore Castelli e all’ufficio ricostruzione che è sempre attento e vicino alle problematiche dovute al sisma che ha purtroppo colpito le nostre comunità e ha portato alla chiusura della chiesa di Santa Felicita.Con questo intervento si andrà a consolidare e risanare la struttura e renderla antisismica, in modo da poterla riaprire e ridarla alla nostra comunità” dichiara il sindaco Luca Morganti.

La chiesa, realizzata a partire dal 1796 su progetto dell’architetto Pietro Maggi e aperta al culto nel 1813, rappresenta uno dei luoghi identitari del centro storico di Colli. Il sisma del 2016/2017 ha provocato fessurazioni diffuse, danni alla facciata con parziale attivazione di meccanismi di ribaltamento, lesioni agli apparati decorativi della volta in camorcanna e problemi strutturali localizzati nella torre campanaria, nelle finestre laterali e nelle nicchie sotto la cantoria. A ciò si sono aggiunte infiltrazioni d’acqua e il degrado delle murature esterne, in particolare nei punti di contatto con la casa parrocchiale e la sacrestia.

L’intervento avviato consentirà di mettere definitivamente in sicurezza il complesso, salvaguardandone anche il valore storico-artistico. Il progetto prevede operazioni mirate di consolidamento delle murature, della torre campanaria e della volta, la ricostruzione del solaio ligneo deteriorato, il risanamento delle coperture, la revisione della lattoneria e il recupero del manto in coppi, oltre a un miglioramento generale della durabilità del fabbricato. È previsto anche l’adeguamento dell’impianto elettrico nella torre campanaria e l’installazione di sistemi permanenti per la sicurezza in copertura.

 

Tolentino, approvato l’ intervento di riparazione del danno locale della chiesa di San Nicolò

La conferenza permanente ha approvato l’ intervento di riparazione del danno locale della chiesa di San Nicolò a Tolentino. La chiesa sorge all’interno delle mura del centro storico; la sua esistenza è documentata fin dal 1300 e nel 1800 subì un intervento di trasformazione ad opera di Giuseppe Lucatelli; nel 1905 e nel 2013, fu di nuovo oggetto di riqualificazione/restauro. L’edificio è suddiviso in tre aree: un nartece, un’aula unica ed un presbiterio. In esterno la Chiesa è caratterizzata da un paramento in laterizio faccia a vista, con portale, finestra termale e timpano sommitale con cornici in laterizio. Sono previsti il consolidamento degli architravi lesionati mediante fasciature in materiale fibrorinforzato, la risarcitura delle lesioni sulle porzioni dei pannelli murari fratturati a taglio con ripresa di intonaco a rete, la sostituzione di uno dei due capochiavi esterni, smontaggio e rimontaggio della sola porzione sommitale dell’avela campanaria con inserimento di tirafondi e  scuci-cuci della lesione alla base della vela campanaria.  Il costo dell’intervento è di 103.634,91 euro.

“Si tratta di un altro passo concreto nel percorso di recupero del nostro patrimonio religioso e culturale ferito dal sisma. Restituire sicurezza e dignità a questi luoghi significa non solo salvaguardare edifici di grande valore storico e architettonico, ma anche ricostruire l’identità più profonda delle comunità. Le chiese, soprattutto nei nostri borghi e nelle nostre città, sono punti di riferimento spirituale, civile e sociale. Ringrazio il presidente della Regione Francesco Acquaroli, il Vescovo Nazzareno Marconi, l’ufficio ricostruzione e il sindaco Mauro Sclavi per la loro collaborazione” dichiara il commissario alla ricostruzione Guido Castelli.

Il sindaco Mauro Sclavi aggiunge che “In questa chiesa vengono celebrati anche i riti ortodossi, con questa operazione il commissario Castelli riesce a creare un ponte tra le due fedi”.

Monteleone di Fermo, ok al progetto di Piazza “Umberto I”

L’Ufficio Speciale Ricostruzione ha approvato il progetto esecutivo relativo all’intervento di riparazione, rifunzionalizzazione e recupero di Piazza Umberto I e dell’area di sosta limitrofa, a Monteleone di Fermo. Con lo stesso decreto è stata autorizzata e concessa al Comune la somma complessiva di 1.020.000 euro, finanziata nell’ambito dell’ordinanza commissariale 137 del 2023.

“Con questa approvazione si conclude l’iter istruttorio e si apre la fase operativa che porterà all’avvio dei lavori – conferma il commissario alla ricostruzione, Guido Castelli -. L’intervento rappresenta un tassello fondamentale nel programma di rigenerazione urbana previsto dall’ordinanza 137 e contribuirà in modo significativo al recupero del patrimonio di Monteleone, restituendo alla comunità uno spazio centrale rinnovato. Ringrazio il lavoro incessante dello tesso Comune, dell’Usr e della Regione guidata dal presidente Acquaroli”.

“Quella che oggi celebriamo è una vera svolta epocale per Monteleone di Fermo.   L’approvazione di questo progetto segna non solo l’avvio di un cantiere, ma l’inizio di una nuova visione per il nostro borgo. Piazza Umberto I tornerà ad essere il cuore pulsante della comunità, grazie a un nuovo assetto urbanistico più funzionale, capace di rispondere alle esigenze dei cittadini e di valorizzare pienamente il nostro patrimonio storico. Interveniamo con determinazione per rendere Monteleone *più attrattivo, più bello e più vivibile, nel rispetto della sua identità. Questo investimento guarda al futuro, perché significa creare opportunità, migliorare la qualità della vita e rafforzare il legame tra comunità e territorio. Restituiremo ai cittadini uno spazio rinnovato, accogliente e moderno, all’altezza della storia e delle potenzialità del nostro paese. Ringrazio il Commissario Sen. Castelli e la struttura USR per l’attenzione e l’impegno profuso. È un risultato importante, frutto di un lavoro condiviso e di una visione chiara: costruire oggi il futuro di Monteleone di Fermo” dichiara il sindaco Marco Fabiani.

Il progetto nasce per restituire piena funzionalità e decoro a uno degli spazi più rappresentativi del centro storico. Gli interventi previsti comprendono la riparazione dei danni post-sisma, il rifacimento completo della pavimentazione in porfido e pietra, la regimazione idraulica superficiale, la posa di nuovi arredi urbani e il rinnovamento dell’intera illuminazione pubblica.

Il progetto prevede anche la realizzazione dei cavidotti necessari per l’interramento delle reti attualmente aeree di Enel e Telecom, contribuendo così al miglioramento complessivo della qualità urbana.

 

Turismo, Castelli: “Buon lavoro al Ministro Mazzi, pronti a collaborare per l’appennino centrale”

“Rivolgo al Ministro Gianmarco Mazzi i migliori auguri di buon lavoro per questo importante incarico, certo che saprà mettere a disposizione del Paese le sue competenze e la sua visione in un settore strategico come quello turistico, fondamentale per la crescita e la competitività dei territori. Al contempo, rivolgo il mio ringraziamento a Daniela Santanchè per il lavoro svolto e per l’attenzione dedicata ai nostri territori nel corso di questi anni. Ancora una volta il nostro Presidente del Consiglio ha saputo, con intelligenza e premiando il merito, fare la scelta giusta per un dicastero così decisivo per la nostra Nazione ”.

Lo afferma in una nota il Commissario Straordinario al sisma 2016 Guido Castelli.

“Il turismo – aggiunge Castelli – rappresenta un asset strategico per il rilancio dei territori colpiti dal sisma. Per questo, sono certo che non mancheranno le occasioni per rafforzare quelle interlocuzioni con il Ministro Mazzi che avevamo già avviato quando era sottosegretario alla Cultura, al fine di condividere le azioni del Mic in vista del prossimo decennale del sisma. Nell’ambito delle numerose iniziative legate alla riparazione economica e sociale dell’Appennino centrale, il turismo rappresenta uno dei perni principali di sviluppo e valorizzazione. La ricostruzione, infatti, non è solo materiale, ma anche culturale ed economica: passa attraverso la capacità di restituire identità e prospettive alle nostre comunità, rendendo questi territori sempre più accoglienti, attrattivi e competitivi”, conclude Castelli.

Arquata, doppia approvazione per Vezzano: demolizioni, mitigazione del rischio idrogeologico e via alla ricostruzione

L’Ufficio Speciale Ricostruzione ha dato il via libera definitivo l’aggiornamento del Documento di Indirizzo alla Progettazione per l’intervento relativo alle opere di mitigazione del rischio idrogeologico e idraulico della frazione di Vezzano, situata nel territorio di Arquata del Tronto (Ap).

Si tratta di un passaggio cruciale per l’avvio della fase progettuale e, successivamente, dei lavori.

Il nuovo Dip approvato dal Settore Soggetto Attuatore e Ordinanze Speciali fotografa una situazione tecnica divenuta più complessa a seguito degli approfondimenti svolti. Le verifiche idrauliche hanno confermato la vulnerabilità dell’infrastruttura esistente. A ciò si aggiungono le deformazioni del manto stradale e la memoria di episodi di tracimazione, segnali inequivocabili di un sistema non più idoneo a garantire la sicurezza dell’abitato.

L’intervento di mitigazione prevede la realizzazione di una barriera idraulica. L’opera comprende inoltre la riprofilatura del terreno, il consolidamento dei dissesti e gli adeguamenti della viabilità interferente, configurandosi come un’unica operazione integrata e strategica per la messa in sicurezza del territorio.

Accanto alle opere di mitigazione, il Dip introduce un capitolo dedicato alle demolizioni propedeutiche. Alcuni edifici gravemente danneggiati dal sisma e collocati nelle aree interessate dal cantiere dovranno infatti essere rimossi per consentire la piena esecuzione dei lavori e per eliminare situazioni di rischio residuo. Si tratta di aggregati già individuati dai Piani Urbanistici Attuativi, la cui permanenza risulta incompatibile con le nuove esigenze progettuali e di realizzazione delle stesse.

L’importo complessivo finanziato è pari a 1.058.264 euro, sebbene la nuova configurazione dell’opera abbia evidenziato un fabbisogno stimato di circa 1,95 milioni. Il valore aggiornato sarà oggetto degli approfondimenti del progetto di fattibilità tecnico-economica, che dovrà definire con precisione costi e parametri dimensionali.

Parallelamente, l’Usr ha approvato anche il nuovo Dip relativo all’intervento da 4.160.000 euro per la realizzazione dei sottoservizi e delle opere accessorie della frazione. Si tratta di un secondo tassello fondamentale che completa il quadro tecnico e operativo necessario al recupero dell’abitato.

“In un contesto complesso come quello di Vezzano, la sequenza degli interventi non è solo logica ma necessaria: prima le demolizioni, poi le opere di mitigazione, successivamente l’urbanizzazione e il rifacimento dei sottoservizi, infine la ricostruzione pubblica e privata – conferma il commissario alla ricostruzione, Guido Castelli -.  È una catena obbligata per riportare sicurezza, funzionalità e abitabilità in una frazione che, più di altre, presenta criticità idrauliche, infrastrutturali e morfologiche». “Si tratta di uno snodo amministrativo essenziale per dare avvio a un’opera che riveste carattere di urgenza non solo per la ricostruzione, ma per la sicurezza stessa della frazione – conclude Castelli -. Gli interventi, infatti, sono definiti “condizione abilitante” per il prosieguo dei lavori pubblici e privati, incidendo direttamente sulle possibilità di rientro della popolazione e sul ripristino della piena funzionalità urbana”.

“È una frazione che speriamo di vedere ricostruita al più presto, dato che molte persone l’attendono con ansia. È un borgo davvero unico e affascinante, situato sopra la Salaria e a due passi da due parchi nazionali. Ha un potenziale enorme per rinascere. È fondamentale che anche i vezzanesi possano partecipare attivamente alla ricostruzione, progettando e realizzando gli aggregati che hanno costruito di recente. Incoraggiamo i proprietari e i progettisti a portare a termine la costruzione di tutti gli aggregati, anche se non sono stati ancora messi in cantiere” dichiara il sindaco Michele Franchi.

Ok all’ intervento di riparazione danni e rafforzamento locale del santuario del Ss. Crocifisso a Treia

La conferenza permanente ha dato il via libera all’ intervento di riparazione danni e rafforzamento locale del santuario del Ss. Crocifisso a Treia (Mc).

Il complesso religioso è costituito da due costruzioni di epoca diversa: la Chiesa (sec. XX), costruito sulla demolizione di una precedente chiesa, e l’attiguo Convento dei Frati Minori (sec. XVII-XVIII). La chiesa, una delle prime opere dell’architetto ingegnere romano Cesare Bazzani, rappresenta un unicum dell’architettura eclettica marchigiana, essendo l’unico esempio di edificio sacro italiano realizzato in forme liberty (motivi decorativi in terracotta e cemento), in cui i canoni tradizionali degli spazi liturgici subiscono dei rinnovamenti, espressione del movimento eclettico. L’edificio è infatti espressione dell’eclettismo tecnico, il quale, sotto un rivestimento con forme classiche, si celano tecnologie e materiali frutto della produzione industriale all’avanguardia, visibile nei decori della chiesa.

E’ previsto l’inserimento di un sistema diffuso di catene metalliche, cerchiature esterne dell’abside e del tamburo della cupola (cerchiatura inferiore), cerchiatura esterna mediante nastri in fibra di acciaio,l’ apposizione di fasce con fibre bidirezionali su matrice cementizia, per il rinforzo delle pareti murarie del tamburo della cupola (lato interno), abbinato ad interventi localizzati di scuci –cuci ed alla completa ristilatura dei giunti con malta di calce naturale,  interventi di riparazione delle lesioni sulle murature esistenti, mediante tecnica dello scuci – cuci per le lesioni più profonde e tramite risarcitura per quelle più lievi e realizzazione di un sistema di tiranti verticali nel campanile per evitare il ribaltamento del campanile. Il costo dell’intervento è di 5.900.000,00 euro.

“Il via libera all’intervento per il  Santuario del SS. Crocifisso a Treia rappresenta un ulteriore passo avanti nel percorso di rinascita del nostro territorio. Non si tratta soltanto di recuperare un edificio di grande valore storico e religioso, ma di restituire alla comunità un luogo identitario, simbolo di fede e coesione. Ringrazio il presidente della Regione Francesco Acquaroli, la Provincia Picena San Giacomo della Marca dei Frati Minori, l’ufficio ricostruzione e il sindaco Franco Capponi per la loro collaborazione” dichiara il commissario alla ricostruzione Guido Castelli.

Montefortino, via libera per i nuovi spogliatoi del campo sportivo

L’Ufficio Speciale Ricostruzione ha approvato il progetto esecutivo per la nuova struttura degli spogliatoi del campo sportivo di Montefortino (Fm). L’opera, che rientra nel percorso di ricostruzione post-sisma, prevede la demolizione del vecchio edificio danneggiato e la realizzazione di una nuova struttura polivalente a servizio degli impianti sportivi comunali. Il progetto esecutivo ammonta a 411.672 euro ed è stato giudicato congruo sotto il profilo tecnico ed economico. “Ritengo fondamentale curare ogni aspetto relativo alla ripartenza dei luoghi colpiti dal terremoto, specie quelli più interni del cratere, e tra questi vi è la parte dedicato allo sport e allo svago, che da sempre cementa le comunità – spiega il commissario alla ricostruzione, Guido Castelli -. Ringrazio il lavoro del Comune, dell’Usr e della Regione Marche guidata dal presidente Acquaroli, questa strada intrapresa ormai da anni ci porterà, pur con tutte le complessità del caso, a restituire un territorio sicuro e rinnovato”.

“Gli spogliatoi del campo sportivo rappresentano il completamento di un progetto iniziato con un altro finanziamento che ha trasformato l’intera area in campi da padel, percorso vita, percorsi per cani, arrampicata per bambini e molto altro. Questa struttura indoor sarà splendida e restituirà alla comunità un altro spazio prezioso per praticare attività sportive all’aperto e organizzare eventi”, ha dichiarato il sindaco Domenico Ciaffaroni. La nuova struttura sportiva sorgerà in località Montazzolino e comprenderà un unico vano polifunzionale di circa 96 metri quadrati, dotato di servizio igienico accessibile e ripostiglio. Il progetto prevede l’utilizzo del sistema costruttivo Icf, che garantisce elevate prestazioni antisismiche e un significativo miglioramento dell’efficienza energetica. La copertura sarà realizzata con orditura lignea curvilinea e pannelli coibentati.