Muccia, ok alla fattibilità tecnico-economica per l’aggregato di via Varano

È stato approvato il progetto di fattibilità tecnico‑economica per l’intervento di recupero e miglioramento sismico dell’aggregato 1 di via Varano, nel centro storico di Muccia (Mc). Il via libera è arrivato dall’Ufficio Speciale Ricostruzione.

L’intervento rientra nell’ambito dell’ordinanza speciale 82 del 2024, dedicata agli interventi di ricostruzione nel comune del Maceratese, ed è finalizzato alla messa in sicurezza e alla salvaguardia di un complesso edilizio di elevato valore storico e testimoniale, caratterizzato da proprietà mista pubblico‑privata. Il progetto, approvato dal Settore Soggetto Attuatore e Ordinanze Speciali, prevede un importo complessivo di 2,9 milioni di euro.

«Con l’approvazione del progetto di fattibilità tecnico‑economica si conclude una fase fondamentale del procedimento e si pongono le basi per il passaggio alla progettazione esecutiva, necessario per l’avvio dell’intervento – conferma il commissario straordinario, Guido Castelli -. Siamo davanti ad un momento importante per il futuro di Muccia, a cui guardiamo con fiducia anche grazie al lavoro congiunto portato avanti con Comune, Usr e con la Regione guidata dal presidente Acquaroli».

L’aggregato 1 di via Varano costituisce una porzione significativa del tessuto urbano medievale del centro storico ed è sottoposto a tutela diretta ai sensi del Codice dei beni culturali e del paesaggio. Le strutture, di impianto tardo‑medievale e proto‑moderno, presentano una stratificazione costruttiva pluricentenaria e sono state interessate da interventi parziali di consolidamento a seguito del sisma del 1997, rimasti in parte incompleti. Gli eventi sismici del 2016/2017 hanno aggravato le condizioni di vulnerabilità, determinando un quadro diffuso di dissesti strutturali.

Il progetto di fattibilità tecnico‑economica nasce da un approfondito percorso conoscitivo che ha incluso indagini geologiche, strutturali e storico‑critiche, svolte in costante coordinamento con la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio. Le analisi hanno evidenziato criticità rilevanti, in particolare sugli orizzontamenti, sulle connessioni strutturali e sulle murature portanti, rendendo necessario un intervento organico volto a garantire il miglioramento del comportamento sismico dell’intero aggregato, nel rispetto delle caratteristiche storiche e architettoniche del complesso.

Il Pfte definisce una strategia di intervento improntata al restauro e al risanamento conservativo, con particolare attenzione alla tutela degli elementi decorativi e delle finiture di pregio, prevedendo la rimozione controllata e il successivo ripristino delle strutture interessate, nonché la demolizione di superfetazioni incongrue e il ripristino della conformità edilizia dell’insieme.

San Ginesio, via libera al progetto di mitigazione del rischio frana a Rocca Colonnalta

La Conferenza regionale ha approvato il progetto di fattibilità tecnico-economica relativo alla mitigazione del rischio idrogeologico nella frazione di Rocca Colonnalta, nel Comune di San Ginesio (Mc). L’intervento, dal valore complessivo di 1.635.000 euro, rappresenta un passaggio decisivo nel percorso di messa in sicurezza del borgo, duramente colpito dal terremoto 2016/2017 e interessato da movimenti franosi lungo il bordo della scarpata orientale dell’abitato.

“L’intervento si inserisce nel più ampio quadro delle azioni di ricostruzione post‑sisma promosse dalla Struttura commissariale e dall’Ufficio Speciale Ricostruzione, con l’obiettivo di coniugare sicurezza, tutela del paesaggio e rilancio dei piccoli centri dell’entroterra marchigiano – spiega il commissario straordinario Guido Castelli -. Per la comunità, si tratta di un passo fondamentale verso la messa in sicurezza del borgo e la possibilità di tornare a investire nel proprio futuro senza abbandonare il territorio, per cui ringrazio tutte le componenti coinvolte, dal Comune alla Regione guidata dal presidente Acquaroli”.

“Questa opera consentirà alla comunità di rimanere sul proprio territorio. Ringrazio il commissario Castelli, il presidente della Regione Acquaroli e tutte le strutture che si stanno prodigando per il territorio. L’esecuzione dell’opera sta procedendo a ritmo serrato, segnando un passo avanti significativo nel processo di ricostruzione, come dimostrato dall’impegno del commissario Castelli” dichiara il sindaco Giuliano Ciabocco.

Il progetto nasce dagli studi di microzonazione sismica di terzo livello avviati a partire dal 2019 e successivamente aggiornati, che hanno evidenziato la presenza di una frattura di trazione e una condizione di instabilità tale da mettere a rischio parte del patrimonio edilizio. A fronte dell’ipotesi di una delocalizzazione obbligatoria delle abitazioni, il Settore Attuazione Ordinanze Speciali dell’Usr ha condotto una specifica analisi costi‑benefici, dalla quale è emerso come la realizzazione di opere strutturali di mitigazione risulti più efficace e sostenibile, sia dal punto di vista economico sia sotto il profilo sociale, consentendo la ricostruzione in sito e preservando l’identità della frazione. L’intervento prevede la realizzazione di un’importante opera di sostegno a valle della frattura di trazione, attraverso una paratia tirantata lunga circa ottanta metri, accompagnata dalla demolizione e delocalizzazione dei fabbricati presenti nella fascia di lavorazione, dal consolidamento degli edifici a monte e dalla regimazione delle acque superficiali, ritenute una delle cause principali del movimento franoso. Il progetto include inoltre la riqualificazione degli spazi pubblici, con la creazione di un’area verde attrezzata e di un percorso belvedere sulla testa della paratia, nuovi parcheggi e il rifacimento dei sottoservizi e della viabilità danneggiata dal passaggio dei mezzi di cantiere.

Al via le attività del Polo Formativo Territoriale SNA dell’Abruzzo con un corso di formazione sulle riforme normative e l’operatività degli enti locali

Prende ufficialmente avvio il 13 maggio 2026 l’attività didattica del Polo formativo territoriale SNA dell’Abruzzo, istituito con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri e costituito sulla base di un Protocollo d’intesa sottoscritto dal Ministro per la Pubblica amministrazione, dalla Scuola nazionale dell’amministrazione, dalla Struttura di Missione “Sisma 2009”, dalla Regione Abruzzo, dal Comune dell’Aquila e dall’Università degli Studi dell’Aquila.

Il corso inaugurale, realizzato in collaborazione con Magistrati della Sezione di controllo della Corte dei conti per l’Abruzzo, dal titolo “Riforme normative e operatività negli enti locali: evoluzione del ruolo della Corte dei conti, contabilità accrual e gestione economico-finanziaria delle crisi“, rappresenta un’importante occasione di aggiornamento e approfondimento su temi di particolare rilievo per l’attività degli enti locali ed è pensato per offrire strumenti utili alla lettura delle più recenti innovazioni normative e al rafforzamento delle competenze tecnico-amministrative.

Il programma formativo, articolato in tre moduli, per un totale di 33 ore di didattica in presenza distribuite in cinque giornate di lezione, si svilupperà secondo il seguente calendario:

Modulo 1 – 13 maggio 2026
Il ruolo della Corte dei conti dopo la Legge 7 gennaio 2026, n. 1.

Modulo 2 – 14 e 15 maggio 2026
Dal d.lgs. 118/2011 all’accrual accounting. Comprensione delle dinamiche gestionali dell’Ente nella contabilità finanziaria ed economico-patrimoniale: dagli inventari allo stato patrimoniale.

Modulo 3 – 19 e 20 maggio 2026
Governance della prevenzione nella gestione delle crisi e nella programmazione finanziaria.

La formazione è rivolta ai dirigenti/responsabili dei servizi e ai funzionari dei Comuni e degli Uffici speciali per la ricostruzione delle quattro regioni interessate dal sisma del Centro Italia: Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria. Le attività si svolgeranno presso il Centro congressi “Luigi Zordan”, piazza San Basilio 1, 67100 L’Aquila, struttura messa a disposizione dall’Università dell’Aquila e attuale sede del Polo.

La partecipazione al corso è gratuita, mentre restano a carico delle amministrazioni di appartenenza le spese di missione relative a viaggio, vitto ed eventuale alloggio dei partecipanti.

Consulta il programma

Form di iscrizione: per presentare la propria candidatura è necessario compilare, entro e non oltre il 30 aprile 2026, il form disponibile al seguente link, una volta acquisita l’autorizzazione a partecipare da parte della propria amministrazione di appartenenza.

Docenti
Cons. Ugo Montella, Cons. Franco Massi, Cons. Chiara Grassi, Cons. Enrico Tedeschi – Corte dei conti
Prof. Fabio Giulio Grandis – Università degli Studi di Roma “Roma Tre” – Docente SNA
Dott. Alessio Durante – Dipartimento della Ragioneria Generale dello Stato – I.G.B.
Prof. Filippo Giordano, Dott. Giuseppe Coduto – LUMSA
Prof. Andrea Ziruolo – Università degli studi “G.D’Annunzio” – Chieti Pescara
Ing. Salvatore Provenzano – Ufficio Speciale per la Ricostruzione dell’Aquila – USRA
Ing. Raffaello Fico – Ufficio Speciale per la Ricostruzione dei comuni del cratere – USRC
Prof. Walter Giulietti – Università degli studi dell’Aquila

Il 29 aprile al MIC la presentazione del Festival dell’Appennino 2026

Si terrà mercoledì 29 aprile alle ore 12.00, presso la Sala Spadolini del Ministero della Cultura, Via del Collegio Romano, 27, la conferenza stampa di presentazione della XVII edizione del Festival dell’Appennino – Inclusivo di Natura. All’incontro interverranno: Guido Castelli, Commissario Straordinario al sisma 2016, Lucia Albano, sottosegretario al MEF, Luigi Contisciani, Presidente del BIM Tronto e il direttore artistico del Festival Carlo Lanciotti. Saranno presenti i sindaci dei comuni coinvolti nelle tappe del Festival dell’Appennino.

 

Il Festival dell’Appennino torna dal 3 maggio all’31 ottobre 2026 con un programma che si sviluppa lungo sei mesi di eventi, coinvolgendo 28 comuni. Saranno 31 gli eventi che si svolgeranno in quattro regioni – Marche, Abruzzo, Lazio e Umbria – per un unico racconto di territori, comunità e identità.

Giunto alla sua diciassettesima edizione, il Festival si presenta quest’anno in una veste speciale, profondamente legata al decennale del sisma del 2016, con l’obiettivo di offrire una visione di futuro alle aree interne dell’Appennino centrale attraverso una proposta integrata di comunicazione e promozione turistica.

Il claim scelto per il 2026, “A due passi da te”, rappresenta un invito alla scoperta e al rilancio di territori ricchi di cultura, natura ed eccellenze enogastronomiche, protagonisti di una delle più rilevanti manifestazioni turistico-culturali del Centro Italia.

 

Con questa iniziativa si intende riaffermare l’impegno istituzionale a sostegno delle aree interne dell’Appennino centrale, profondamente segnate dagli eventi sismici del 2016, promuovendo al contempo un percorso di rigenerazione territoriale, culturale e turistica basato sulla collaborazione tra comunità locali e istituzioni.

L’evento rappresenterà inoltre un’importante occasione per illustrare pubblicamente il programma della nuova edizione e condividere le prospettive di sviluppo che il Festival mira a favorire.

Sviluppo Lavoro Italia e la Struttura Commissariale sisma 2016 ampliano la rete sul territorio coinvolgendo le comunità montane in azioni per sostenere il lavoro e l’imprenditorialità nei territori del cratere sismico.

Si amplia alle comunità montane la rete di informazione e orientamento rivolta ai cittadini dei comuni dell’area del sisma del 2016, puntando a sostenere l’occupazione nelle aree colpite dal sisma del 2016.

L’iniziativa promossa da Sviluppo Lavoro Italia – ente in house del Ministero del lavoro e delle Politiche Sociali – e dal Commissariato Straordinario del Governo per la Ricostruzione è una delle azioni messe in campo per arginare il fenomeno dello spopolamento nelle aree del sisma del 2016 (8 mila chilometri quadrati comprendenti 138 comuni di Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria)  e si pone l’obiettivo di creare le condizioni affinché giovani e lavoratori possano continuare a vivere in questi territori.

Nelle comunità montane si realizzeranno punti informativi di prossimità per accompagnare donne inattive o in condizione di fragilità economica, giovani neet, e in generale persone inoccupate, disoccupate o working poor (lavoratori a basso reddito) che cercano un reinserimento attivo nel mercato del lavoro attraverso l’autoimprenditorialità.

Sviluppo Lavoro Italia si occuperà di:

  • organizzare incontri informativi presso le strutture eventualmente messe a disposizione a livello territoriale;
  • formare e affiancare operatori dedicati;
  • presentare casi ed esempi concreti di imprenditorialità nei settori vocazionali territoriali;
  • illustrare le opportunità di sostegno economico e formativo previste da bandi attivi nazionali e regionali.

Le opportunità di sostegno al territorio sono state illustrate in una nota inviata alle comunità montane  e firmata da Paola Nicastro, Presidente e Ad di Sviluppo Lavoro Italia, e da Guido Castelli, Commissario Straordinario al sisma 2016.

Le comunità montane delle aree del cratere interessate possono aderire all’iniziativa inviando entro il 30 aprile una manifestazione d’interesse all’indirizzo: infoadesioni@sviluppolavoroitalia.it

Sempre sul versante delle azioni di sostegno alle aree del Sisma è stata, inoltre, aggiornata e ampliata la piattaforma “Area Cratere del Sisma 2016” https://www.sviluppolavoroitalia.it/it/cruscotti/sisma che permette di consultare i principali dati demografici e del mercato del lavoro di ciascuno dei 138 Comuni appartenenti all’area del Cratere del Sisma del 2016. La nuova architettura del cruscotto si articola in due macro-sezioni principali. La prima, Censimento ISTAT, restituisce un quadro strutturale del mercato del lavoro e della popolazione residente e si compone delle seguenti sottosezioni: Popolazione, Occupati, Disoccupati e Inattivi, consentendo una lettura integrata delle condizioni demografiche e occupazionali dei territori. La seconda macro-sezione, COB.STAT, è dedicata all’analisi dei flussi di lavoro derivanti dalle Comunicazioni Obbligatorie e si articola nelle sottosezioni: Attivazioni, Attivazioni dei datori di lavoro e Cessazioni, offrendo una rappresentazione dinamica delle entrate e delle uscite dal mercato del lavoro.

Incontro tra il commissario Castelli e il nuovo presidente Erap Marche Fagioli

Il commissario alla ricostruzione Guido Castelli ha incontrato il nuovo presidente dell’Erap Marche Tommaso Fagioli. Il confronto è avvenuto sulle  problematiche connesse alla ricostruzione degli edifici Erap ma anche sul nuovo piano delle opere pubbliche regionale.

Nel dettaglio, Erap ha chiesto un’integrazione nei fondi per gli interventi sugli edifici. In alcune città delle Marche. Ad Ascoli si interverrà in 12 alloggi in Via Marche 8/10, ad Acquasanta Terme  nella frazione di Paggese su 6 alloggi, a Tolentino, Via Proietti per 48 alloggi, a Cerreto d’Esi (Ancona). 12 alloggi e a Pergola (PU) per  6 alloggi. Il totale dei fondi richiesti è di quasi 9 milioni di euro.

“Vogliamo confermare una collaborazione istituzionale che consideriamo strategica per dare risposte concrete ai cittadini e alle comunità colpite dal sisma.

Il tema dell’abitare è uno dei pilastri della ricostruzione: significa restituire case, servizi, sicurezza e prospettive di futuro ai territori dell’Appennino centrale.  Gli interventi riguardano molti territori delle Marche e insieme ad Erap Marche intendiamo rafforzare ulteriormente il coordinamento operativo, accelerando gli interventi e affrontando con pragmatismo le criticità ancora aperte” ha dichiarato il commissario alla ricostruzione Guido Castelli.

 

Tommaso Fagioli, Presidente di Erap Marche ha commentato: ”Ringrazio il Commissario Castelli per la grande disponibilità dimostrata nel destinare importanti ulteriori risorse per l’edilizia residenziale pubblica nell’ambito del piano per le opere pubbliche. Vi sono interventi rilevanti in particolare ad Ascoli Piceno, Acquasanta T., Tolentino, Cerreto d’Esi e Pergola che attendono i fondi necessari per il loro completamento. L’auspicio è che il piano possa essere approvato nelle prossime settimane per giungere alla necessaria copertura finanziaria degli interventi e dare così le risposte alle esigenze abitative che si sono manifestate”.

 

Piano strategico Lazio, Castelli: “Grazie a sinergia istituzionale nuova linfa per il rilancio territori del sisma”

In occasione della presentazione a Roma del Piano Strategico di Sviluppo Socioeconomico Sostenibile dei 15 Comuni del cratere laziale del sisma 2016, il Commissario Straordinario Guido Castelli ha dichiarato: “Il Piano strategico rappresenta un passaggio decisivo per il rilancio delle aree interne del Lazio colpite dal sisma. Con oltre 288 milioni di euro di investimenti, a cui si aggiungono le risorse della programmazione europea, costruiamo una base solida per accompagnare la ricostruzione materiale con uno sviluppo economico e sociale duraturo.

Parliamo – aggiunge Castelli – di uno strumento di governance territoriale che mette al centro la partecipazione, la condivisione e una visione di lungo periodo. È un approccio particolarmente necessario per le aree interne e montane, dove serve una strategia integrata capace di valorizzare le specificità locali e costruire nuove alleanze territoriali.

Voglio infine ringraziare per la costante collaborazione istituzionale il Presidente della Regione Lazio Francesco Rocca, l’assessore Manuela Rinaldi, il Questore Paolo Trancassini e tutti gli attori coinvolti. È grazie a questo lavoro condiviso che oggi possiamo parlare concretamente di rinascita dell’Appennino centrale.

Le principali direttrici individuate sono chiare: cammini e ciclovie per un turismo sostenibile, il rafforzamento del Biodistretto Alto Lazio per sostenere filiere agroalimentari ed economia circolare, il potenziamento del sistema universitario di Rieti come motore culturale e tecnologico. A ciò si aggiunge il rilancio del Terminillo e strumenti come l’housing sociale per contrastare lo spopolamento.

In particolare, il sistema dei cammini e del turismo lento rappresenta una leva strategica straordinaria che, come Struttura Commissariale, stiamo già da tempo incentivando e valorizzando. Questi territori custodiscono un patrimonio unico di storia, cultura, arte e tradizioni: trasformarlo in opportunità di sviluppo significa rafforzare l’identità dei luoghi e creare nuova economia, valorizzando ciò che rende l’Appennino centrale unico. Attraverso il Piano – prosegue il Commissario – costruiamo le condizioni per dare futuro alle comunità, promuovendo lavoro, attrattività e coesione sociale. È in questo quadro che il laboratorio dell’Appennino centrale trova piena attuazione anche nel Lazio. Un percorso che abbiamo costruito con l’obiettivo di affiancare alla ricostruzione una vera riparazione economica e sociale dei territori, e che oggi si traduce in politiche concrete e strumenti operativi capaci di incidere sulla vita delle nostre comunità. Il Piano segna così il passaggio da una fase emergenziale a una visione strutturale di sviluppo, rafforzando la vivibilità e le prospettive future delle comunità del cratere laziale.”

Filiera del legno: al Salone del Mobile risultati e prospettive per un Appennino centrale più sicuro e sostenibile

“Il legno per una Italia più sostenibile e più sicura. L’esperienza dell’Appennino centrale per incentivare l’utilizzo del legno nella ricostruzione e favorire la gestione di un territorio in abbandono” è il tema al centro dell’incontro promosso dalla Struttura Commissariale Sisma 2016 e da FederlegnoArredo con Assolegno, ospitato al Salone del Mobile di Milano, vetrina internazionale dell’eccellenza del design. Un’occasione per fare il punto sui risultati delle iniziative avviate per la ricostruzione post-sisma e sulle prospettive di sviluppo della filiera del legno-arredo nell’Appennino centrale, con particolare riferimento all’utilizzo del legno nelle strutture portanti degli edifici. All’appuntamento hanno partecipato il Commissario Straordinario per il sisma 2016, Guido Castelli; il Senatore e consigliere politico del ministro Lollobrigida, Giorgio Salvitti; il Presidente di Assolegno di FederlegnoArredo, Claudio Giust; Il Presidente FederlegnoArredo, Claudio Feltrin; il Segretario Generale Fondazione Symbola, Fabio Renzi; il Presidente Cluster Italia foresta legno, Alessandra Stefani, il Presidente del Bim Tronto, Luigi Contisciani e l’imprenditore del legno Stefano Panichi. La partecipazione al Salone del Mobile è stata l’occasione per evidenziare l’impatto delle misure adottate dalla Struttura Commissariale, a partire dall’Ordinanza che prevede una maggiorazione del 10% del contributo per la realizzazione di strutture portanti in legno nei casi di demolizione e ricostruzione di edifici privati con danni gravi (L4). Un intervento che ha prodotto risultati significativi: in pochi mesi, infatti, la quota di progetti con strutture portanti in legno è passata da una media dell’8% nella fase pre-ordinanza a oltre il 25%. Un dato particolarmente rilevante in un’area tradizionalmente poco orientata all’uso del legno in edilizia, ma che evidenzia al contempo le grandi potenzialità del settore, anche alla luce della dimensione del processo di ricostruzione in corso nel cratere del sisma 2016, oggi il più grande cantiere edile d’Europa. L’iniziativa punta a valorizzare un materiale sostenibile e antisismico come il legno, che nell’area del cratere – oltre 8.000 chilometri quadrati – rappresenta la risorsa locale prevalente (oltre il 70% della superficie), oggi in gran parte inutilizzata. Una condizione che, anche a causa degli eventi climatici estremi, contribuisce ad aumentare la fragilità del territorio e i rischi idrogeologici.

La crescita della domanda di legno da opera per la ricostruzione sta inoltre favorendo l’avvio di filiere locali, con il coinvolgimento di imprese impegnate nella produzione di materiali per l’edilizia e l’arredo a partire da legno del territorio. Una dinamica sostenuta dalla Struttura Commissariale, con l’obiettivo di contrastare l’abbandono dei boschi e rafforzare il presidio ambientale e la sicurezza del territorio. In questo contesto si inserisce anche l’esperienza imprenditoriale di Stefano Panichi (Laga Legno), che ha annunciato l’inaugurazione ad Ascoli Piceno di un nuovo impianto con una capacità di 15.000 tonnellate l’anno, a testimonianza delle opportunità di sviluppo economico legate alla filiera del legno. Nel corso dei lavori sono stati illustrati i risultati raggiunti e le prospettive future legate alla gestione del patrimonio forestale, una delle principali sfide non solo per il cratere del sisma 2016 ma per l’intero Paese, dove il livello di utilizzo dell’incremento annuo delle foreste si attesta a poco più del 20%, circa un terzo della media europea. Un dato che evidenzia il potenziale inespresso della filiera, strategica sia per l’industria dell’arredo e delle costruzioni sia per la tutela del paesaggio e la sicurezza del territorio.

“Con 28 miliardi di investimenti il cratere sisma 2016 è oggi il più grande cantiere edile d’Europa. Aver previsto una maggiorazione per chi sceglierà di ricostruire con strutture in legno è un segnale importante per il settore che sta dando risultati straordinari che ci incoraggiano a continuare questa sfida dove il legno rappresenta un asset strategico del territorio» commenta Guido Castelli, Commissario Straordinario al sisma 2016. “L’obiettivo è dare seguito e consolidare questa dinamica virtuosa che attraverso lo sviluppo di una filiera legno 100% italiana, oltre ad assicurare una maggiore stabilità del settore, valorizza al meglio questa preziosa risorsa per la creazione di nuova occupazione, uno sviluppo sostenibile e, al contempo, migliorare il controllo del territorio, rendendolo così meno fragile. Crescita e lavoro, inoltre, sono quelle precondizioni essenziali per incentivare le persone a restare nella loro terra. Si tratta di una strategia complessa e articolata, che stiamo adottando grazie al costante sostegno del Ministro Lollobrigida e alla fattiva collaborazione di tutti gli attori intervenuti oggi, valorizzando l’enorme patrimonio forestale dell’Italia centrale attualmente in stato di abbandono. Il bonus legno sisma è un incentivo che partendo da una necessità emergenziale come il sisma sta mettendo le basi per un’economia stabile e duratura dell’Appennino centrale con la nascita di nuove filiere”.

Il Senatore Giorgio Salvitti, consigliere politico del ministro Lollobrigida: “Questo progetto nasce dalla visione del Commissario Castelli, con l’obiettivo di salvaguardare le aree interne e contrastare lo spopolamento. Fondamentale sostenere quelle filiere, come quella del legno, che puntano a creare un sistema di crescita e sviluppo. Curare i boschi, infatti, significa prendersi cura dell’ambiente. Un intervento che si sposa con l’azione del Governo Meloni di tutela e valorizzazione delle aree interne, sulle quali abbiamo stanziato 1,3 miliardi di euro. Lo abbiamo fatto estendendo la Zes in alcune zone di Umbria e Marche; puntando su Generazione terra di Ismea, per mutui al 100% garantiti ai giovani agricoltori, e con la legge sulla montagna che prevede un credito d’imposta del 10%, destinato agli imprenditori agricoli, per investimenti a difesa dell’ambiente. Lo facciamo perché siamo convinti che dove c’è economia i territori vivono”.

“I risultati presentati oggi confermano come il legno possa avere un ruolo centrale nella ricostruzione postsisma, non solo in chiave di sostenibilità ma anche di sicurezza e qualità del costruito. Promuovere l’utilizzo del legno nella ricostruzione significa accelerare la transizione verso un’edilizia più resiliente” sottolinea Claudio Giust, Presidente di Assolegno di FederlegnoArredo. “Il legno è un materiale chiave per la decarbonizzazione, ma anche un motore di sviluppo economico e sociale. Il nostro auspicio è che si riesca finalmente a cambiare direzione per il nostro Paese che continua a importare legname dall’estero, pur disponendo di una vera ricchezza naturale rappresentata dalle foreste che coprono il 40% del territorio nazionale. L’esperienza dell’Appennino Centrale dimostra che se si lavora in sinergia e vengono attivate politiche efficaci è possibile attivare filiere locali, contrastare l’abbandono del territorio e creare nuove opportunità per le imprese. Come Assolegno stiamo varando una serie di iniziative volte a promuovere la filiera corta, ridurre la dipendenza dai mercati esteri e valorizzare le risorse italiane, operando nell’ambito della Strategia Forestale Nazionale in sinergia con il MASAF, al quale va il nostro ringraziamento per la costituzione del recente gruppo di lavoro per la “valorizzazione dei prodotti legnosi nazionali e per lo sviluppo del sistema foresta–legno–edilizia”, di prossima convocazione, che come FederlegnoArredo siamo chiamati a coordinare”.

“L’imminente apertura di una nuova segheria ad Ascoli Piceno con una potenzialità di lavorazione di 15.000 t./anno di legno – afferma Fabio Renzi, Segretario generale Fondazione Symbola – è un passo fondamentale nella realizzazione e nello sviluppo di uno dei progetti strategici più importanti e lungimiranti del programma NextAppennino: quello relativo alla gestione forestale sostenibile nell’area del cratere sisma 2016 che è interessata dal 70% dal bosco. Un progetto fortemente voluto da Symbola che ha svolto un ruolo anticipatorio e determinante anche nel promuovere la valorizzazione del patrimonio forestale dei comuni e l’associazionismo fondiario tra residenti e proprietari

Nel Reatino oltre 560 mila euro per interventi di dissesto idrogeologico

Il Commissario Straordinario per il sisma 2016, Guido Castelli, ha firmato i decreti n. 276 e n. 279. Questi provvedimenti prevedono il trasferimento totale di 561.055,24 euro all’Ufficio speciale per la ricostruzione della Regione Lazio per due interventi di dissesto idrogeologico nei comuni di Amatrice e Rivodutri, in provincia di Rieti. Tali misure riguardano l’intervento di dissesto idrogeologico nella frazione di Patarico nel Comune di Amatrice (Id. Ord. 343) e il risanamento idrogeologico nell’area del cimitero nel Comune di Rivodutri (Id. Ord. 393). Entrambi i decreti fanno parte dell’ordinanza commissariale n. 109/2020 sulla programmazione delle opere pubbliche per la ricostruzione. Le risorse trasferite coprono il 50% del contributo totale per ciascun intervento, in base a quanto previsto dall’ordinanza commissariale.

Nel dettaglio:

335.142,65 euro per l’intervento “Dissesto idrogeologico frazione di Patarico” nel Comune di Amatrice, per un importo totale di 670.285,29 euro;

225.912,59 euro per l’intervento “Risanamento idrogeologico Rivodutri-Cimitero” nel Comune di Rivodutri, per un importo totale di 451.825,18 euro.

 

“Anche in quest’occasione porgo i miei ringraziamenti all’assessore Manuela Rinaldi per la costante collaborazione. Un impegno che contribuisce in modo fattivo all’opera che stiamo compiendo nel territorio reatino – dichiara il Commissario Straordinario al sisma 2016 Guido Castelli –. Lo stanziamento di questi fondi ci consente di continuare a lavorare per mettere in sicurezza un territorio già fragile, dove mitigare il dissesto idrogeologico rappresenta un requisito fondamentale per la sicurezza. Questi interventi realizzati nel rietino hanno anche una funzione preventiva, poiché anticipare il sopravvenire potenziali criticità rappresenta una delle missioni all’interno del lavoro che siamo chiamati a svolgere”.

“Il finanziamento complessivo di 561.055,24 euro destinato agli interventi di messa in sicurezza dal dissesto idrogeologico nei comuni di Amatrice e Rivodutri rappresenta un’ulteriore dimostrazione di attenzione concreta verso un territorio che, dopo il sisma del 2016, continua ad avere bisogno di interventi strutturali e di una presenza istituzionale costante. Non si tratta solo di opere pubbliche, ma di una scelta politica precisa: quella di mettere al centro la tutela delle comunità e la prevenzione dei rischi, evitando che fragilità storiche si trasformino in nuove emergenze. Il lavoro che stiamo portando avanti nel Reatino va esattamente in questa direzione, con l’obiettivo di accelerare la ricostruzione e rafforzare la sicurezza del territorio. È fondamentale proseguire con determinazione in questa direzione, garantendo continuità agli investimenti e collaborazione tra tutti i livelli istituzionali, perché solo così si può dare risposte reali ai cittadini e costruire condizioni solide per la ripresa e lo sviluppo delle aree interne” dichiara il Questore della Camera On. Paolo Trancassini.

 “Continua il nostro lavoro di squadra per un territorio più sicuro. Per questo ringrazio il Commissario Guido Castelli per le risorse che ha destinato per la messa in sicurezza nei comuni di Amatrice e Rivodutri. Si tratta di opere fondamentali per contrastare il dissesto idrogeologico, a tutela delle comunità locali. Questi interventi si inseriscono  nel percorso intrapreso di restituire dei territori ricostruiti e più sicuri”, ha dichiarato l’assessore alle Politiche di ricostruzione della Regione Lazio, Manuela Rinaldi.

 

 

Montefortino, viabilità: ripristino a Sossasso, progetto esecutivo per il centro storico

La Conferenza regionale ha espresso parere favorevole al progetto di fattibilità tecnico‑economica per il ripristino della viabilità in località Sossasso, nel comune di Montefortino (Fm). Al tempo stesso, l’Ufficio Speciale Ricostruzione ha approvato l’esecutivo per la viabilità del centro storico, passo propedeutico all’aggiudicazione dei lavori.

«Entrambi gli interventi rientrano nel novero dell’ordinanza 137 del 2023, un provvedimento che si è rivelato fondamentale per l’entroterra appenninico colpito dal terremoto – conferma il commissario alla ricostruzione, Guido Castelli -. L’azione che mettiamo in campo è capillare ed in continua evoluzione per far sì che questi territori proseguano nel percorso di ripartenza, un percorso in cui la convergenza di tutte le componenti risulta fondamentale, dai Comuni all’Usr passando per la Regione Marche guidata dal presidente Acquaroli».

“E’ un altro importante tassello per il ripristino della viabilità comunale. E’ un investimento importante grazie ai fondi dell’ordinanza 137 e all’ottimo lavoro svolto dall’ufficio  ricostruzione e dal suo direttore Marco Trovarelli e dal commissario Castelli che costantemente segue la ripartenza e  la ricostruzione della aree martoriate dal sisma 2016” sottolinea il sindaco Domenico Ciaffaroni.

L’opera che riguarda il ripristino della strada comunale Sossasso ha un importo di 600.000 euro. Si tratta di infrastruttura lunga circa due chilometri che attraversa anche la frazione Incino e collega la strada provinciale 148 con la strada di Colleregnone. Il tratto viario ha riportato nel tempo un progressivo degrado, aggravato dai danni indiretti legati al sisma e dal continuo passaggio dei mezzi pesanti impiegati nei cantieri della ricostruzione.

L’intervento è finalizzato al ripristino della sicurezza e della piena percorribilità della strada, attraverso opere di manutenzione straordinaria della sede stradale e un miglioramento complessivo della regimazione delle acque meteoriche. Il progetto prevede il risanamento della pavimentazione in asfalto, la sistemazione delle zone ammalorate e la realizzazione di opere idonee a garantire un corretto deflusso delle acque, riducendo le criticità che hanno provocato avvallamenti, buche e dissesti diffusi.

Per quanto riguarda la viabilità del centro storico, invece, l’ok della Conferenza era arrivato lo scorso gennaio: l’Usr ha dunque appena approvato il progetto esecutivo e concesso l’importo di 1,2 milioni, necessario per ricostruire i muri di contenimento dell’ex ospedale e di via Papiri e per recuperare il camminamento che collega Sant’Agostino a San Francesco. stessa cosa per le pavimentazioni storiche di via Roma, via Santa Lucia, Largo della Pieve, via Varano e dei vicoli adiacenti.