Le scosse del 26 ottobre, nove anni dopo. Il centro storico di Camerino riparte. Verso la conclusione delle progettazioni: nel 2026 l’avvio dei cantieri anche nei centri più colpiti del Maceratese

La notte del 26 ottobre di nove anni fa fu segnata da scosse e paura. Alle 19,10 una prima scossa di magnitudo 5.4 fu seguita alle 21,18 da un’altra di magnitudo 5.9, entrambe con epicentro nell’Alto Nera. I terremoti di quella drammatica sera di nove anni fa, insieme alle scosse successive, quella di magnitudo record 6.5 del 30 ottobre e poi del 18 gennaio del 2017, allargarono il  cratere sismico a 138 comuni, dopo il sisma di agosto che aveva già colpito al cuore Amatrice, Accumoli e Arquata del Tronto.

Nella notte del 26 ottobre tra polvere e pioggia migliaia di persone lasciavano le loro abitazioni e i loro paesi con il terrore negli occhi e poche certezze. In particolare a Camerino, dove i nastri bianchi e rossi dei Vigili del Fuoco delimitavano quella che sarebbe diventata la zona rossa più grande del cratere del sisma del 2016, piombando nel silenzio. Quel centro storico vivo e pulsante di vita, studenti universitari e storia si spegneva tra i crolli e la desolazione.

Oggi, a nove anni dal sisma, quel vuoto, quel silenzio irreale, e quei passi mancati nel cuore della città dei Da Varano, sono stati spezzati dai rumori di cantiere, gru e maestranze al lavoro.

“La ricostruzione è una corsa a ostacoli, ma oggi possiamo dire che è in atto un vero cambio di passo, anche nei borghi e nelle città dove la situazione era più complessa. Stiamo chiudendo la fase delle progettazioni anche nei centri più devastati. È finalmente iniziata anche qui la stagione delle ruspe, dei cantieri che si aprono, dei lavori che diventano realtà. Dopo anni di pianificazione, finalmente si passa dalle norme ai cantieri, con risultati tangibili che si vedono nelle nostre città e nei borghi” spiega Guido Castelli, Commissario straordinario per la ricostruzione e la riparazione post sisma 2016-2017. E aggiunge: “Camerino ne è l’esempio più evidente: il centro storico, per anni simbolo del dolore e del silenzio, oggi è animato dal rumore delle maestranze e dalle gru. I lavori iniziati sono il frutto di una pianificazione seria e condivisa, di una collaborazione costante tra Struttura commissariale, USR, Regione Marche, e amministrazione comunale. Qui la ricostruzione sta trovando il suo ritmo e dimostra che, con un lavoro ordinato e di squadra, anche le situazioni più complesse possono ripartire”. “L’unica strada possibile – continua Castelli – è quella della collaborazione, della fiducia e della presenza costante sul territorio. È ciò che stiamo facendo insieme ai sindaci, ai tecnici e alle imprese, affrontando e risolvendo in maniera chirurgica ogni intoppo che si presenta, senza lasciare indietro nessuno. Voglio ringraziare i cittadini, che hanno sofferto e continuano a credere nella rinascita delle loro comunità.  Da quando ero sindaco, poi assessore, e oggi Commissario, ho sempre creduto che la montagna e le aree interne dovessero essere una priorità per la Regione e per il Paese. Oggi, nei centri più colpiti del Maceratese e dell’Alto Nera, la ricostruzione sta finalmente avendo un suo profilo e un cronoprogramma che dà certezze.  È merito di tutti: amministratori, tecnici, imprese e comunità che non si sono mai arrese. Questo camminare insieme è la chiave di volta per trasformare il dolore in rinascita, le norme in cantieri e i cantieri in futuro”.

Il presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli: “A nove anni dal sisma del 2016 ricordiamo una ferita che ha segnato profondamente la nostra comunità, ma anche la straordinaria capacità dei marchigiani. Oggi la ricostruzione è entrata nella sua fase più concreta: cantieri aperti e borghi che ritrovano i loro connotati. Dobbiamo proseguire in questa direzione, consapevoli che il tempo è il fattore determinante per tornare alla normalità e rendere competitivo questo territorio. Quando attraversai Camerino cinque anni fa, la situazione era profondamente diversa: oggi vediamo una città che si sta riappropriando dei propri spazi, simbolo della rinascita dell’intero Appennino. La sfida ora è far sì che la ricostruzione diventi anche rigenerazione, mettendo al centro le aree interne e investendo sulle infrastrutture che possono restituire connessioni, servizi e sviluppo. Il segno tangibile di questo impegno è la Pedemontana, opera strategica che unisce i territori e rappresenta la spina dorsale di una nuova mobilità per le Marche interne. Abbiamo lavorato molto e continueremo a farlo perché c’è ancora molto da fare, mettendo sempre al centro l’interesse del territorio. È un lavoro di squadra che coinvolge il Governo, Commissario Castelli, l’Ufficio Speciale per la Ricostruzione, i Comuni e le comunità uniti dall’obiettivo di restituire pienamente la vita, la dignità e le opportunità a queste terre straordinarie”.

Il sindaco di Camerino Roberto Lucarelli: «A nove anni dal sisma non possiamo che ricordare come, dal 26 ottobre 2016, la nostra vita sia profondamente cambiata. È stata una catastrofe che ci ha sconvolto e che oggi viviamo con grande rispetto e dolore, perché non siamo più quelli di allora. Tuttavia, con soddisfazione possiamo dire che l’azione della ricostruzione è finalmente partita e che i risultati oggi si vedono in modo concreto, grazie a un lavoro di squadra che coinvolge il Commissario straordinario alla ricostruzione Guido Castelli, la Regione Marche e tutti gli attori istituzionali, in primis l’Arcidiocesi e l’Università. Camerino è passata dall’essere la più grande e silenziosa zona rossa del cratere a un importante fulcro di cantieri, soprattutto per quanto riguarda la ricostruzione privata. Giorno dopo giorno vediamo la città riprendere vita, proprio con i lavori.

Il 2025 è l’anno della ricostruzione pubblica, intesa come completamento delle progettazioni relative agli edifici più significativi. Entro la fine dell’anno contiamo di concludere tutte le progettazioni previste dall’Ordinanza Speciale per la nostra città, mentre il 2026 sarà l’anno dei cantieri, quando la città tornerà concretamente a prendere forma.

Il lavoro che stiamo portando avanti insieme al Commissario si basa su interventi mirati e investimenti sempre più consistenti, intesi come riparazione a 360 gradi. Il Commissario ha saputo interpretare pienamente il suo ruolo, imprimendo un’accelerazione decisiva al percorso di rinascita che inseguiamo da nove anni».

Camerino: dalle macerie ai cantieri. Dopo anni di attesa, oggi la ricostruzione entra in una fase concreta anche nelle aree più compromesse, come sta accadendo nel cuore di Camerino, dove la ricostruzione del centro storico procede con un ritmo costante e ordinato, frutto di un lavoro di pianificazione complesso messo in campo grazie ad una forte sinergia tra Struttura Commissariale e Amministrazione Comunale. Nel centro storico sono attesi 169 progetti di ricostruzione privata, di cui 109 sono già stati presentati, pari al 64,5 per cento del totale. Tra questi, 76 interventi sono già decretati: 26 lavori sono conclusi, 36 sono attualmente in corso, e 14 stanno per partire. Altri 26 progetti sono in fase di istruttoria. Camerino storica, come è noto, è stata suddivisa in fasce di cantierizzazione, ciascuna con scadenze differenziate per la presentazione dei progetti: una scelta tecnica e organizzativa indispensabile per gestire in modo ordinato la complessità dei lavori, coordinare i cantieri e garantire la sicurezza del lavoro.

Il ritorno della vita in Piazza Cavour. Uno dei segnali di questa attività fervente è la restituzione alla città del Palazzo Arcivescovile che ospita il Museo Diocesano, nella centrale Piazza Cavour, un intervento complesso finanziato con 20 milioni di euro. L’aggregato edilizio comprende dunque il Museo Diocesano che torna a ospitare le sue opere e quelle delle chiese ancora inagibili; la canonica, la sacrestia della cattedrale ma anche gli esercizi commerciali e gli uffici presenti ai piani terra e ammezzato: qui ha riaperto un’attività bancaria, segno di un primo ritorno dei servizi proprio nel centro storico. Sempre sulla piazza avanza anche il cantiere della Cattedrale, un investimento da quasi 7 milioni e 400 mila euro dove i lavori strutturali sono conclusi al 50% e le opere di restauro al 20%, con una prospettiva di riapertura entro pochi anni.

Camerino, la rinascita passa dalle opere pubbliche. A Camerino la ricostruzione pubblica sta entrando in una fase matura: gli interventi in corso e conclusi ammontano a oltre 41 milioni di euro, provenienti da una pluralità di fonti: Ordinanze speciali della struttura commissariale, il Piano Nazionale Complementare al PNRR (PNC) e la Ordinanza 137/2023 dedicata alla rigenerazione urbana e alle opere cimiteriali e infrastrutturali. Il Comune di Camerino, in stretta collaborazione con l’USR Marche e con la Struttura commissariale, ha attivato decine di progetti che toccano ogni ambito della vita pubblica: dal recupero degli edifici simbolo del centro storico alle infrastrutture delle frazioni, fino agli interventi per la mobilità e gli spazi verdi. Un contributo significativo arriva anche dal PNC “Next Appennino”, che ha sostenuto la rigenerazione di aree verdi, percorsi ciclopedonali e piccoli interventi di connessione urbana, per oltre un milione di euro complessivo.

Ordinanza speciale Unicam, cuore pulsante della città. Il programma specifico per l’Ateneo camerte, cuore pulsante della città ducale) prevede fondi di finanziamenti dalla Struttura Commissariale Sisma 2016 che superano i 45 milioni di euro. Dopo la consegna del Polo Studenti ex Magistrali (1 milione e 200 mila euro), sono in corso i lavori sul Collegio Fazzini (quasi 8 milioni di euro), l’Edificio Granelli (4 milioni e 300 mila euro) nel quale hanno sede la scuola di specializzazione e lo studentato universitario, l’ex Convento di San Domenico (9 milioni e mezzo), che comprende l’edificio sede del Museo Civico e del Museo Universitario di Scienze Naturali; proseguono i lavori anche su Palazzo Ribechi (2 milioni e 100). In fase di appalto Palazzo Battibocca sede di alcuni uffici amministrativi di Unicam (5 milioni e 200 mila euro) per il quale è stato approvato il progetto esecutivo e deve essere avviata la gara lavori;  e il prestigioso Palazzo Varano (14 milioni e 800 mila euro).In particolare per Palazzo Varano entro alcune settimane saranno aggiudicati i lavori. Conosciuto anche come Palazzo Ducale, è luogo simbolo della Città e sede dell’Università di Camerino, fronteggia piazza Cavour dove si affacciano anche il Duomo e la Curia Arcivescovile.

Verso la chiusura di tutte le progettazioni, poi i cantieri nel 2026. Il 2025 si concluderà con il completamento delle progettazioni delle opere pubbliche, mentre il  2026, invece, sarà l’anno dell’affidamento e dell’apertura effettiva dei lavori. Dopo anni di programmazione e pianificazione, i progetti diventano realtà concrete, con l’avvio delle gare, le aggiudicazioni e l’apertura dei cantieri in tutti i territori del cratere. Un passaggio fondamentale che segna il passaggio dalle norme ai cantieri, con la ricostruzione pubblica pronta a tradursi in opere visibili, servizi e sicurezza per le comunità.

Più in generale in tutta la città di Camerino la ricostruzione attualmente mostra un volume molto rilevante di ricostruzione privata, con circa due terzi delle richieste già accolte e un importo liquidato superiore ai 322 milioni di euro, pari a più della metà del concesso. I cantieri chiusi sono 360, sono invece 288 ancora attivi che segnalano che la città è nel pieno della fase operativa.

La scuola Betti. Tra gli importanti tasselli di Camerino la ripresa lo scorso settembre dell’attività scolastica nel nuovo istituto comprensivo “Ugo Betti”: un edificio da 15 milioni di euro, su quasi 9mila metri quadrati, che può accogliere più di 500 bambini, all’interno del quale prenderà il via Il progetto educativo promosso dalla Fondazione Andrea Bocelli, incentrato sulla progettazione degli spazi educativi e loro allestimenti in seguito al coinvolgimento degli insegnanti e sull’introduzione di metodologie didattiche innovative ed esperienziali.

La situazione dell’Alto Nera, epicentro delle scosse. Sull’Alto Nera, nei centri più colpiti tra Visso, Ussita e Castelsantangelo sul Nera, dove la devastazione è stata pressoché totale, la ricostruzione privata sta registrando un avanzamento importante. Su un totale di 854 pratiche presentate nei tre comuni, ne sono state concesse 576, per un importo complessivo richiesto di oltre 923 milioni di euro e 564 milioni già approvati. Le erogazioni hanno superato 275 milioni di euro, mentre i cantieri in corso sono 328 e 184 quelli già chiusi. Qui è attesa nei prossimi mesi una decisiva accelerazione, contando su un’imminente risoluzione rispetto al vincolo delle zone cosiddette “R4” per cui è attesa l’approvazione del progetto del Consorzio di Bonifica a fine mese che consentirà finalmente la partenza di centinaia di progetti di ricostruzione attualmente fermi. A Visso, in particolare, con la realizzazione del tunnel di via Galliano possono ora partire i cantieri nel centro storico: per la prestigiosa sede del Comune “Palazzo Priori” è stato dato avvio alla progettazione esecutiva, per Palazzo Varano si sta perfezionando il progetto di fattibilità tecnico- economica, così come per Palazzo San Giacomo.

I cantieri per la rinascita sociale, economica e turistica. Sono in corso in queste settimane i lavori per la nuova linea della cabinovia di Ussita Frontignano-Cornaccione, che ha iniziato a prendere forma. Il nuovo impianto ‘sostituisce’ le vecchie seggiovie “Selvapiana” e “Cornaccione”, a servizio del settore del Canalone e la biposto “Ginepro” a servizio del settore Saliere. Strutture ormai obsolete e non più rispondenti a criteri di compatibilità ed economicità. L’impianto di risalita una volta ultimato sarà composto da capienti cabine di 10 posti per un numero totale di 49 veicoli su un dislivello di 558 metri e una lunghezza inclinata di 2.069 metri. La potenzialità massima di trasporto è di 1.200 persone l’ora con un potenziamento fino a 1.800 persone l’ora, il tempo di percorrenza è di 7 minuti e 35 secondi. Potrà trasportare persone, biciclette, carrozzine consentendo l’utilizzo anche alle persone con disabilità per far fruire la montagna a tutti. L’impegno complessivo di spesa è di circa 17 milioni di Euro (13,1 mln dal PNC complementare al PRNN, 3,7 mln Ord. 109 Decreto USR, 499,6 mila Euro fondi di bilancio del comune di Ussita).

Anche a Castelsantangelo sul Nera si sta lavorando in alta quota: sono  in corso i lavori per il nuovo accesso agli impianti e la realizzazione del nuovo rifugio “Nido delle Aquile”per  un valore complessivo di 1.274.477,28 euro. Il nuovo edificio manterrà la funzione di ristorazione, ma sarà arricchito da importanti interventi di miglioramento impiantistico, igienico-sanitario e di accessibilità, così da rispondere al meglio alle esigenze di escursionisti e visitatori.

Il vero cambio di passo nel cratere. Guardando dall’alto a tutto il cratere del Centro Italia, al 25 settembre 2025 le richieste di contributo per la ricostruzione privata presentate alla Struttura sono quasi 35mila, con una richiesta totale per la riparazione dei danni alle costruzioni private che raggiunge quasi 17 miliardi di euro. Oltre 23mila, pari al 67% delle presentate, sono le richieste a cui è stato concesso il contributo, per un ammontare totale pari a  11,5 miliardi di euro. Mediamente, quasi il 68% del contributo richiesto è stato concesso e quasi il 59% del contributo concesso è stato erogato. Più precisamente, la Cassa Depositi e Prestiti ha erogato un totale di 6,831 miliardi di euro per la ricostruzione privata. A partire dal 1° gennaio 2023 sono stati erogati oltre 4 miliardi di euro (4.362.660.491 €), pari al 64% dell’intero importo erogato a partire dal 2017. Forte l’incremento delle erogazioni CDP a settembre 2025, che con un ammontare totale di 152 milioni di euro registrano un +12,5% rispetto al mese precedente. Il 72%, pari a circa 4,835 miliardi di euro, dell’intero importo erogato da CDP afferisce a 179 comuni marchigiani; il 12% (quasi 787 milioni di euro) all’Umbria; il 9% (626 milioni di euro) ai comuni laziali, di cui solo Amatrice assorbe il 50% dell’intero importo erogato nel Lazio; e il 7% ai comuni abruzzesi. L’importo erogato è mediamente pari al 59% di quello concesso, con una capacità di spesa maggiore nelle Marche (60%). I cantieri chiusi sono più di 13mila e quelli in corso oltre 9mila.

Comunanza, dal Ministro dello Sport Abodi arriva quasi 1 milione di euro per lo stadio comunale “Luigi Prosperi”

Arriva un importante finanziamento per lo stadio comunale “Luigi Prosperi” di Comunanza (Ascoli Piceno): il Ministro per lo Sport e i Giovani, Andrea Abodi, ha riconosciuto, attraverso il Dipartimento per lo Sport, un contributo di circa 877.000 euro, a cui si aggiunge un cofinanziamento comunale di 148.000 euro, per un intervento complessivo di oltre un milione di euro.

Il progetto si inserisce all’interno di un accordo più ampio, un lavoro sistemico che la struttura commissariale sta portando avanti in questi anni, in totale sinergia con il Ministro dello Sport e dei Giovani, per pianificare e programmare iniziative comuni per i giovani dei territori dell’Appennino centrale colpiti dal terremoto, attraverso una prima ricognizione, per esempio, dello stato dell’arte di tutti gli interventi di ricostruzione delle infrastrutture sportive danneggiate, illustrando le iniziative progettuali finanziate dal Piano complementare sisma, sia per la rigenerazione urbana legata a strutture e impianti sportivi, sia per lo sviluppo e il consolidamento del settore sportivo. Questo lavoro mirato di conoscenza del territorio e definizione di interventi condivisi, dimostra la piena comprensione da parte del Governo dell’importanza e dell’efficacia dell’azione di riparazione socio-economica che deve andare di pari passo alla ricostruzione fisica.

Il progetto finanziato riguarda la trasformazione del campo da gioco da erba naturale a erba sintetica, la realizzazione di un nuovo impianto di illuminazione e un adeguamento funzionale degli spogliatoi. Si tratta di un intervento volto alla rigenerazione delle aree del cratere sismico, in cui lo sport rappresenta un elemento fondamentale di coesione e rinascita sociale, come più volte dimostrato dall’attenzione rivolta alle aree del cratere, da parte del Ministro Abodi e dell’intero Governo, attraverso il progetto “Sport e periferie”.

Nel territorio comunale operano l’US Comunanza, squadra di Prima Categoria con un settore giovanile di oltre cento ragazzi, e l’ASD Croce di Casale, militante in Terza Categoria. L’impianto rappresenta quindi un punto di riferimento centrale per la vita sportiva e sociale della comunità.

“Si tratta di un importante progetto a favore della comunità di Comunanza che avrà a disposizione un impianto moderno, sicuro e per la crescita di tutti i giovani del territorio ma non solo. Lo sport ha una spiccata funzione educativa e capacità aggregativa. Valori che sono particolarmente importanti nei nostri territori dell’Appennino centrale, dal momento contribuiscono a tenere unite le comunità e ad alimentare senso di appartenenza. La ricostruzione e la rigenerazione di questa area è un grande lavoro di squadra, è un investimento nel futuro del territorio e nella sua resilienza; per questo intendo ringraziare il ministro dello Sport Andrea Abodi, che ha sempre mostrato grande interesse verso i nostri territori. Investire in un campo sportivo significa rafforzare il tessuto sociale, incentivare la partecipazione civica e sostenere il benessere fisico e psicologico degli abitanti di Comunanza. Il campo sportivo è una risorsa strategica per ricucire il tessuto sociale lacerato dal sisma e rappresenta un contributo per migliorare la qualità della vita in un territorio che guarda con fiducia al futuro. Questo approccio, condiviso con il Ministro, ha permesso il raggiungimento di questo obiettivo, grazie al contributo del Sindaco Domenico Sacconi e della Regione Marche guidata dal presidente Francesco Acquaroli” dichiara il commissario straordinario alla ricostruzione sisma 2016 Guido Castelli.

Soddisfazione espressa dal primo cittadino di Comunanza Domenico Sacconi : “Si realizza un sogno per Comunanza, è un investimento atteso da generazioni. Grazie al sostegno del commissario Castelli abbiamo i fondi per un impianto fondamentale per la nostra comunità, dove il calcio è vissuto intensamente. Comunanza è diventato un punto di riferimento anche per i comuni vicini. Avere una struttura al passo con i tempi diventa essenziale e completa quel concetto dell’abitare: chi viene a vivere qui può contare su strutture efficienti, nuove e si pone alla pari della costa e del capoluogo. La sensibilità della politica ha capito le vere esigenze del territorio, non si tratta di finanziamenti a pioggia, ma mirati, la politica ascolta le esigenze del territorio e rilancia. Speriamo di completare anche la tribuna attraverso un bando, la comunità esprime grande gratitudine”

 

Bisenti, via libera ai lavori di riparazione e ripristino della chiesa di Santa Maria degli Angeli

La conferenza permanente ha approvato i lavori di riparazione e ripristino della chiesa di Santa Maria degli Angeli a Bisenti (Te). La chiesa si erge nel centro Storico del comune di Bisenti, precisamente è ubicata in piazza Vittorio Emanuele III. La facciata principale dell’edificio prospetta sulla piazza principale del paese, mentre le due pareti che delimitano la navata centrale sono confinanti l’una con una strada secondaria della SP 34, l’altra, con una via pedonale; la parete opposta alla facciata principale infine è confinante con altra proprietà costituita da un’abitazione privata. L’ultimo importante intervento di tipo costruttivo è stato realizzato a fine Settecento e ha lasciato la chiesa nell’aspetto architettonico in cui la vediamo oggi. Gli interventi previsti sulla struttura portante dell’edificio riguardano lo scuci e cuci sulle murature portanti, la risarcitura delle lesioni diffuse e ripristino intonaci scollati, il consolidamento di cornicioni in gesso, l’incremento connessione setti murari con cerchiatura di muratura perimetrale interna e la riparazione e consolidamento murature in corrispondenza di piattabanda o arco ribassato. L’intervento ha un costo complessivo di 1.051.608,22 euro. Alla conferenza era presente il primo cittadino di Bisenti Renzo Saputelli.

“Ringrazio il presidente della Regione Marco Marsilio, il Vescovo Tommaso Valentinetti. l’Ufficio Ricostruzione Abruzzo e il Sindaco Renzo Saputelli  per la loro essenziale collaborazione. Una sinergia che è fondamentale per la rinascita e la conservazione di tutti i nostri beni più cari, di cui le chiese sono parte essenziale. Anche in questo caso recuperiamo un gioiello di grande importanza non solo religiosa ma anche sociale” ha dichiarato il commissario alla ricostruzione sisma 2016 Guido Castelli.

 

Norcia, approvato l’ intervento di miglioramento sismico della chiesa di Santa Maria in Loc. Valcaldara

La Conferenza permanente ha dato il via libera all’ intervento di miglioramento sismico della chiesa di Santa Maria a Norcia in Località Valcaldara. La chiesa è un edificio di importanza storica per la socialità di Valcaldara, trovandosi in una zona strategica del paese. La chiesa ha una conformazione in pianta a rettangolo irregolare con un’unica navata centrale, una sacrestia a nord e la torre campanaria a sud. L’intervento si rende necessario per riportare la chiesa allo stato originario, in quanto l’azione aggressiva del terremoto e degli agenti atmosferici hanno fatto si che oggi l’edificio risulti inagibile e deteriorato. Si interverrà realizzando efficaci misure di collegamento tra le murature e tra di esse e gli orizzontamenti per scongiurare l’innescarsi di meccanismi di collasso fuori dal piano dei maschi murari. La riparazione delle mirature sarà effettuata, per quanto riguarda la risarcitura di piccole lesioni mediante iniezioni di malte di calce, mentre la risarcitura dei distacchi degli angoli sarà effettuata mediante la scarnitura su entrambi i lati. L’intervento proseguirà con l’esecuzione di un reticolo di fori nel parametro, utilizzando le cavità presenti nei giunti tra gli elementi lapidei senza intaccarli e praticando i fori con trapano a sola rotazione. Il costo dell’intervento è di 590.000 euro.

“Vogliamo restituire alla città un luogo di culto sicuro e pienamente fruibile, preservandone l’identità architettonica e la sua memoria storica. Tra pochi giorni Norcia riavrà anche la sua basilica di San Benedetto. Sarà un momento storico che  sarà ricordato a lungo- dichiara il commissario alla ricostruzione sisma 2016 Guido Castelli- Voglio ringraziare il presidente della Regione Stefania Proietti, l’Arcivescovo Renato Boccardo, l’Ufficio ricostruzione e il sindaco Giuliano Boccanera per la loro collaborazione”.

Approvato l’intervento di riparazione, restauro e ripristino della chiesa di Santa Croce a Borbona

È stata approvato, in conferenza permanente, l’intervento di riparazione, restauro ripristino della chiesa di Santa Croce a Borbona (RI). La chiesa di Santa Croce, a navata unica, ha origini antichissime. Esisteva a Borbona già dal XI secolo, documentata dalla bolla pontificia del 1153. Si trattava però di una chiesa diversa dall’attuale, piccola e collocata in zona isolata fuori dall’abitato, abbandonata attorno al 1561 perché in rovina. Nello stesso anno viene attestato da alcuni atti ufficiali l’avvenuto trasferimento di detto titolo ad una nuova chiesa all’interno del paese. Questa chiesa viene descritta con i suoi ricchi arredi ed i suoi numerosi altari. Danneggiata con il terremoto del 1703, fu restaurata e quindi consacrata dal Vescovo di Rieti Antonio Serafino Camarda il 10 ottobre 1732.

Tra gli interventi previsti ci sono il consolidamento del cordolo sommitale, dell’arcata centrale, degli elementi secondari e del campanile. È previsto anche un intervento di restauro degli elementi decorativi strettamente connessi alla struttura. Il costo totale dell’intervento è di 425.000,00 euro.

“Le chiese, gioielli dei nostri territori, fanno strettamente parte della nostra cultura e della nostra tradizione. Le stiamo riportando al loro antico splendore- dichiara il commissario alla ricostruzione sisma 2016 Guido Castelli – Ringrazio l’assessore regionale Manuela Rinaldi, il Vescovo Vito Piccinonna, il Questore della Camera Paolo Trancassini e il sindaco Maria Antonietta Di Gaspare per la loro collaborazione”

Via libera all’ intervento di miglioramento sismico della chiesa di Santa Maria della Pieve a San Severino Marche

C’è il via libera, da parte della Conferenza permanente, all’ intervento di miglioramento sismico della chiesa di Santa Maria della Pieve a San Severino Marche (Mc). L’edificio di culto, sorge in adiacenza ad una costruzione in muratura a due piani non oggetto del presente intervento. La chiesa si configura attualmente come uno spazio con un’aula ad unica navata conclusa da un’abside poligonale a sei lati. Tra gli interventi previsti ci sono la realizzazione di cordolo metallico in sommità delle murature, con connessione delle catene esistenti e delle capriate in legno, la realizzazione di tiranti posti sottomanto nell’area absidale,  la realizzazione di cuciture armate delle murature su tutto lo sviluppo verticale tra la facciata di ingresso e le due pareti laterali, la riparazione di lesioni con iniezioni di malta fluida e relativi ripristini, la sostituzione ed integrazione delle catene esistenti in testa alle colonne, mediante posizionamento di nuove catene realizzate con tondo in acciaio e relativo tenditore, mentre l’incatenamento sarà realizzato nei due allineamenti attualmente presidiati, nell’allineamento della facciata di ingresso, e nell’allineamento dell’arco trionfale. Il costo totale dell’intervento è di 651.516,65 euro.

“Vogliamo velocizzare ancora di più la ricostruzione dei nostri luoghi più cari- spiega il commissario alla ricostruzione sisma 2016 Guido Castelli – Le chiese del nostro territorio sono uno scrigno di bellezza e storia e dobbiamo tutelarle quotidianamente. Ringrazio il presidente della Regione Francesco Acquaroli, l’Arcivescovo Francesco Massara, l’Ufficio ricostruzione e il sindaco Rosa Piermattei per la loro collaborazione”.

Comunanza, ok all’intervento di rafforzamento locale e riparazione danni della chiesa di Santa Caterina d’Alessandria

Via libera, da parte della conferenza permanente, all’intervento di rafforzamento locale e riparazione danni della chiesa di Santa Caterina d’Alessandria a Comunanza. La chiesa consta di un corpo principale a cui è unito al campanile e un secondo corpo ex oratorio adibito a cappellina. Il corpo principale è costruito con murature perimetrali in pietrame e laterizio. La facciata, il cui paramento esterno è realizzato in laterizio, è formato da quattro paraste ai lati del portale centrale sormontato da due finestre centrali; il timpano sovrasta la facciata.

Gli interventi previsti riguardano la riparazione della muratura dell’abside in corrispondenza delle lesioni con metodo del cuci – scuci, la cerchiatura di placcaggio con fasce in fibra di acciaio su tre livelli con fasce in fibra di acciaio applicate alle strutture murarie dell’abside, la posa in opera di catena metallica in acciaio per l’eliminazione delle spinte generate in fase sismica dall’arco trionfale interno, con capochiave esterni, verniciati con colorazioni compatibili con l’esistente, il rivestimento fasce di placcaggio sul paramento esterno dell’abside con intonaco a base calce e tinteggiate con colorazione compatibile con l’esistente. Il costo dell’intervento è di 120.587,82 euro.

“Ringrazio il presidente della Regione Francesco Acquaroli, l’Arcivescovo Gianpiero Palmieri,l’ Ufficio ricostruzione e il sindaco Domenico Sacconi- dichiara il commissario alla ricostruzione sisma 2016 Guido Castelli – Insieme stiamo lavorando per recuperare tutto il nostro grande patrimonio storico e architettonico che fanno parte della nostra tradizione e della nostra cultura”.

Bolognola: mitigazione del dissesto idrogeologico a Villa da Piedi

A Bolognola (Mc), sono in corso importanti lavori di messa in sicurezza dell’abitato di Villa da Piedi, finalizzati alla mitigazione del dissesto idrogeologico e alla protezione dal rischio valanghe. L’intervento ha un contributo complessivo di 1.900.000 euro, di cui 788.611 euro sono stati appena liquidati dall’Ufficio Speciale Ricostruzione al Comune.

«Con questo intervento non solo si tutelano l’abitato e le infrastrutture, ma si restituisce fiducia e prospettiva a una comunità che ha vissuto anni di fragilità – spiega il commissario straordinario, Guido Castelli -. La liquidazione del contributo è il segnale concreto che la ricostruzione procede, con attenzione al territorio e alle sue specificità. Ringrazio per il lavoro svolto il Comune, l’Usr e la Regione Marche guidata dal presidente Francesco Acquaroli».

Villa da Piedi si trova ai piedi del Monte Sassotetto, in un’area classificata a rischio molto elevato (R4) per frane e valanghe. Dopo il sisma del 2016, si è verificata la riattivazione di un movimento franoso già censito, con potenziali impatti sulle strade provinciali 47 e 120. Inoltre, il versante sud-occidentale del Monte Sassotetto è soggetto a fenomeni valanghivi storici, con eventi catastrofici registrati negli anni ’30 e ordinanze di evacuazione nel 1990 e 2005.

I lavori prevedono disgaggio e bonifica delle pareti rocciose instabili a monte dell’abitato e delle strade provinciali; installazione di nuove barriere fermaneve per completare la protezione contro le valanghe, con moduli certificati e a basso impatto visivo; sostituzione delle reti danneggiate delle barriere paramassi esistenti; monitoraggio e manutenzione delle opere realizzate, con attenzione alla tutela ambientale e alla biodiversità.

Particolare attenzione è riservata ai criteri ambientali minimi, con l’uso di materiali riciclati, la salvaguardia della vegetazione autoctona e la protezione della fauna locale.

Dice il sindaco di Bolognola Cristina Gentili: «Questo intervento rappresenta un passaggio fondamentale per la sicurezza e la rinascita del nostro territorio. Villa da Piedi, è la frazione che ha saputo resistere meglio al trascorrere del tempo ed alle avversità alle quali è andata incontro, ma è anche la frazione maggiormente a rischio idrogeologico. Ricordo il suo coinvolgimento nelle 2 valanghe del 1930 e del 1934. Oggi, grazie a un lavoro sinergico tra Comune, Ufficio Speciale Ricostruzione, Struttura Commissariale, Regione Marche e tutti gli enti coinvolti, possiamo finalmente guardare al futuro con maggiore positività. La messa in sicurezza del versante e l’installazione di nuove opere di protezione non sono solo un presidio contro il rischio idrogeologico e valanghivo, ma anche un segnale concreto di attenzione verso le aree interne e montane, spesso dimenticate.  Ringrazio tutti coloro che insieme a me si adoperano costantemente per rendere possibile questi risultati, e ridare slancio a questi nostri territori che possono ospitare non solo le comunità del presente ma anche le generazioni future. È un investimento sulla sicurezza, ma anche sulla dignità e sulla resilienza della nostra comunità.»

 

Roccafluvione, approvato l’intervento di rafforzamento locale della chiesa di Santa Anatolia Vecchia

La Conferenza permanente ha approvato l’intervento di rafforzamento locale della chiesa di Santa Anatolia Vecchia a Roccafluvione (Ap), in frazione Pastina. La Chiesa di Sant’Anatolia Vecchia, di proprietà della Diocesi di Ascoli Piceno, risale al XVI secolo ed è situata poco lontano dal centro abitato di Pastina, frazione del Comune di Roccafluvione. L’edificio risulta costituito da due corpi di fabbrica su di un unico livello: quello principale è costituito dalla Chiesa, di dimensioni 13,50×6,00 metri, e posteriormente è presente un annesso, volumetricamente più basso, adibito a sacrestia. È prevista la ricostruzione di porzione della facciata crollata, la realizzazione di cordolo in facciata per l’ancoraggio del frontone e della vela campanaria, l’installazione di intonaco armato con fibra di vetro e “reticola” sui lati corti della struttura e relative angolate, ovvero prospetti ovest ed est, cerchiature in acciaio sugli accessi esterni oltre al passaggio aula-sagrestia e intervento di scuci e cuci nella parete di fondo dell’aula zona altare. Il costo dell’intervento è di 243.688,40 euro.

“Dobbiamo tutelare e recuperare tutte le nostre eccellenze che fanno parte della nostra tradizione- sottolinea il Commissario alla ricostruzione sisma 2016 Guido Castelli – Sono

luoghi dello spirito che testimoniano la nostra cultura e la nostra storia. Ringrazio il presidente della Regione Francesco Acquaroli, l’Arcivescovo Gianpiero Palmieri, l’Ufficio ricostruzione e il sindaco Emiliano Sciamanna per la loro collaborazione”.

 

Castelli: “Tre anni di governo Meloni hanno segnato svolta per l’appennino centrale”

“I tre anni di Governo Meloni hanno rappresentato una vera svolta per l’Appennino centrale. Questo triennio, infatti, non solo ha fatto segnare il cambio di passo nella ricostruzione post-sisma, ma ha anche consentito l’avvio di una nuova stagione di sviluppo dei nostri territori rispetto a un passato nel quale la politica nazionale aveva relegato i nostri territori ai margini. Il lavoro svolto in questi anni, in un crescente clima di collaborazione tra tutti gli attori coinvolti, sta consentendo di superare l’emergenza attraverso una strategia di rinascita fondata su un modello che unisce sostenibilità, sicurezza, innovazione e identità”.

Lo afferma il senatore Guido Castelli, Commissario Straordinario al sisma 2016.

“Si tratta di quel modello – aggiunge il Commissario Castelli – meglio noto come il Laboratorio Appennino centrale, la cui attuazione è stata resa possibile dalla stretta sinergia istituzionale tra Governo, Regioni e Comuni, che ha consentito di tenere insieme la ricostruzione materiale con la riparazione economica e sociale delle nostre comunità. La costante attenzione del Governo Meloni nei confronti dei nostri territori e l’impegno dei suoi ministri– ha aggiunto Castelli – ha contribuito in maniera essenziale a realizzare quelle azioni che ci hanno permesso di accelerare le procedure, semplificare le norme e rendere la ricostruzione più rapida ed efficace. Il Laboratorio Appennino, che aspira ad essere un modello di riferimento per aree interne del nostro Paese, ha l’obiettivo di creare le condizioni per uno sviluppo sostenibile, basato su innovazione, conoscenza e valorizzazione del ricco patrimonio di storia, arte cultura e natura custodito nei territori del sisma. Un luogo di sperimentazione di politiche pubbliche e buone pratiche che, al contempo, promuove il coinvolgimento del tessuto imprenditoriale e del mondo dell’associazionismo.

In questi tre anni, tracciando un nuovo futuro nel quale le persone non siano più costrette ad abbandonare la loro terra di appartenenza, in cui nascono opportunità di lavoro e vengono forniti servizi moderni e diffusi, abbiamo creato le condizioni per contrastare il fenomeno dello spopolamento. Il Governo Meloni ha creduto in questa sfida e oggi raccogliamo i primi frutti di un percorso che, anche negli anni a venire, richiederà massimo impegno e dedizione. Perché molto è stato fatto, ma molto resta da fare, nella consapevolezza che oggi la rinascita è di fronte a noi”.