Acquasanta Terme, dalla Conferenza regionale ok per il ponte romano di Matera: investimento da 1,25 milioni di euro

La Conferenza regionale ha dato il via libera al progetto di fattibilità tecnico-economica per l’intervento di riparazione del ponte romano sulla strada di Matera, nel comune di Acquasanta Terme (Ap). L’opera rientra nel programma straordinario di rigenerazione urbana connessa al sisma, approvato con l’ordinanza commissariale 137 del 2023.

Il progetto prevede un investimento complessivo di 1.250.000 euro.

«Si tratta di un altro passo verso il ritorno alla piena operatività dell’Appennino così duramente provato dal terremoto – spiega il commissario straordinario, Guido Castelli -. La nostra visione di ricostruzione è improntata verso il territorio, verso il suo futuro e la sua piena fruibilità, intervento come questo confermano la bontà di un lavoro congiunto che coinvolge attivamente Comuni, Ufficio Speciale Ricostruzione e la Regione guidata dal presidente Acquaroli».

«Questo ponte, insieme a quello di Quintodecimo, che a breve avrà il suo decreto, e a quello di Ponte d’Arli, saranno importanti per creare quel percorso culturale attraverso determinati abbellimenti che saranno realizzati proprio sui ponti- aggiunge il sindaco Sante Stangoni – I ponti romani saranno di buon auspicio per il rilancio turistico dei territori».

Il ponte romano, che collega la strada statale Salaria con l’antica viabilità verso la frazione di Matera, ha subito gravi danni a seguito degli eventi sismici del 2016-2017: deformazioni permanenti della piattaforma stradale, lesioni diffuse sui paramenti murari in travertino, crollo di elementi lapidei e disgregazione della malta nei giunti. Gli interventi mirano a ripristinare la funzionalità e la sicurezza del manufatto, riducendo la vulnerabilità sismica e salvaguardando il valore storico e paesaggistico del ponte.

Il progetto prevede il consolidamento delle murature con iniezioni di malte e collegamenti con barre inghisate, la ristilatura armata dei giunti con sistema “Reticola”, il consolidamento delle volte con cappa in malta fibrorinforzata e barre in acciaio, il ripristino dei parapetti in pietra, la nuova pavimentazione in cubetti di arenaria e l’installazione di un impianto di illuminazione. È prevista anche la segnaletica con divieto di transito per mezzi oltre 7,5 tonnellate.

Il ponte, risalente all’epoca augustea, è realizzato in travertino e presenta una struttura ad unica arcata con ampliamenti successivi. La sua posizione lungo la Salaria testimonia l’importanza di questa antica arteria di collegamento tra Tirreno e Adriatico. L’area è inserita nel Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, in un contesto di elevato pregio paesaggistico e turistico.

Riconosciamo il ruolo di custodi del territorio a chi vive nel cratere. Castelli: “In occasione della giornata nazionale dell’agricoltura celebriamo il ruolo di presidio territoriale di chi vive e lavora in Appennino centrale fondamentale per la ricostruzione post sisma 2016

Domenica 9 novembre si celebra la giornata nazionale dell’agricoltura istituita dal Ministro Lollobrigida per valorizzare il ruolo dell’agricoltore nella tutela dell’ambiente e del territorio. “Gli agricoltori, ma anche tutti gli altri lavoratori che hanno deciso di rimanere nel cratere per le loro attività, ricoprono un ruolo decisivo per assicurare un presidio fondamentale per la ricostruzione – dichiara il Commissario Guido Castelli – senza una presenza attiva tutti i giorni dell’anno di chi con il proprio lavoro crea valore aggiunto e permette il consolidamento di servizi e cura del territorio, la ricostruzione non avrebbe senso”. “Non possiamo pensare di investire risorse importanti per creare seconde case per i fine settimana – prosegue Castelli – i nostri sforzi sarebbero vani senza il contributo di chi fa impresa e ci permette di programmare un futuro dignitoso per il nostro Appennino centrale. Stiamo lavorando affinché fare impresa nel cratere non venga vista come una scelta eroica ma, anzi, sia considerata una concreta opportunità anche per i giovani e per chi vuole fare innovazione”.

“Il nostro Governo, grazie al Ministro Lollobrigida e ai Parlamentari europei della maggioranza, ha già ottenuto in Europa risultati impensabili fino a qualche tempo fa: come il recupero di risorse importanti per il settore, oppure come il pacchetto semplificazioni della PAC che, oltre a rappresentare un vantaggio immediato calcolato in sette giorni di lavoro in meno all’anno e un risparmio di 1.230 euro, prevede il riconoscimento automatico della conformità alle norme ambientali agli agricoltori dei siti Natura 2000 che nel cratere interessano il 50% del territorio”. “Si tratta – conclude Castelli – di un riconoscimento di fatto del ruolo di custodi della natura per gli agricoltori che, per il cratere andrebbe esteso a tutti quelli che ci vivono e lavorano che, grazie alle loro attività e alla loro presenza, ci permettono di continuare a investire in servizi e infrastrutture per ricostruire un futuro solido e dignitoso”.

Calamita’: Castelli, “Necessaria governance che superi frammentazione amministrativa”

“Alla luce delle caratteristiche dell’Italia, quella della governance nei casi di calamità è una questione che non può essere derubricata al ‘ci vuole il Commissario’. Servono dispositivi che esprimano la capacità di superare la frammentazione, che è il vero nodo da affrontare. Alla luce di ciò, dunque, il vero tema è quello della governance. Per intervenire in maniera coordinata e preventiva, infatti, bisogna avere dispositivi decisionali che non obbediscano a una logica meramente gerarchica, ma che esprimano un valore multilivello”.

Lo ha detto il Commissario Straordinario al sisma 2016 Guido Castelli che, questa mattina, è stato audito alla Camera (Palazzo San Macuto) dalla Commissione parlamentare di inchiesta sul rischio idrogeologico e sismico del territorio italiano.

“Nel caso del sisma 2016 – ha aggiunto Castelli – abbiamo definito una governance che prevede un commissario di Governo, le quattro Regioni coinvolte – con le quali ci coordiniamo -, a cui si aggiungono i 138 Comuni del cratere. Questo modello ci consente di programmare, di esercitare una funzione sostitutiva – qualora si renda necessaria – e di standardizzare i meccanismi, superando i perimetri amministrativi. Del resto, nella realtà spesso gli eventi catastrofali non avvengono all’interno del perimetro definito dal Titolo V della Costituzione. Attraverso questa nostra governance multilivello noi interiorizziamo le potenzialità e gli indirizzi delle Regioni, senza rimanere vincolati e condizionati dai limiti dettati dai confini amministrativi”.

Nel corso dell’audizione – prosegue il Commissario – ho ricordato come la fragilità del nostro Paese rappresenti una costante storica e strutturale, che negli ultimi anni si manifesta con crescente frequenza, causando perdite umane, danni economici e compromissioni del patrimonio ambientale e culturale. Nell’Appennino centrale, in particolare, i rischi sismici, idrogeologici e socioeconomici si intrecciano profondamente. In questo quadro, la sicurezza del territorio rappresenta il cardine del nostro lavoro, dal momento che costituisce la premessa alla ricostruzione materiale e alla successiva possibilità di creare, per queste comunità, nuove opportunità nel segno dello sviluppo sostenibile. A tale scopo abbiamo avviato le attività volte a superare le criticità legate alle norme di attuazione dei Piani per l’Assetto Idrogeologico, così come gli studi condotti con l’INGV sulle faglie attive e  dissesti capaci ci hanno consentito di ridefinire le zone di attenzione e le aree di suscettività sismica. Un aspetto innovativo del nostro lavoro riguarda il monitoraggio del territorio sopra e sotto il suolo, attraverso la digitalizzazione delle infrastrutture e delle reti di sottoservizi. In conclusione, la Struttura commissariale occupata non solo della ricostruzione, ma anche della gestione del rischio territoriale, con una visione integrata che unisce prevenzione, pianificazione e consapevolezza collettiva”.

Montegranaro, lavori in corso al Palazzo Comunale

A Montegranaro (Fm) sono in corso i lavori di restauro e miglioramento sismico del Palazzo Comunale, edificio storico situato in Piazza Mazzini, cuore e punto più alto della città. L’intervento ha visto una rideterminazione del contributo in 3.537.070 euro da parte dell’Ufficio Speciale Ricostruzione, che al tempo stesso ha approvato una perizia di variante in corso d’opera.

«I beni culturali di cui si compongono le città e i borghi del nostro Appennino sono tantissimi, ed in ognuno di loro vi sono tesori di certificata storicità, come in questo caso – spiega il commissario alla ricostruzione Guido Castelli – Montegranaro ritroverà presto un tassello fondamentale della sua vitta cittadina grazie all’impegno congiunto di tutti, dal Comune, soggetto attuatore dell’intervento, fino all’Usr ed alla Regione Marche guidata dal presidente Francesco Acquaroli».

«E’ un lavoro importantissimo per la nostra comunità, per questo ringrazio molto il senatore Castelli e il direttore Marco Trovarelli- sottolinea il sindaco Endrio Ubaldi -C’è una ditta che sta lavorando molto bene e la tempestività è fondamentale. Il nostro obiettivo è terminare il tutto entro l’estate, al massimo entro la festività di S. Serafino ad ottobre».

Il progetto si propone di restituire piena funzionalità all’immobile, con particolare attenzione alla storica sala del Teatro Novelli, che sarà riconvertita in sala consiliare. Il teatro, inaugurato nel 1899 e intitolato all’attore Ermete Novelli, ha rappresentato per decenni il principale luogo di spettacolo e ritrovo cittadino. Oggi, della sua struttura originale restano solo i palchi di proscenio e le decorazioni pittoriche del soffitto, che saranno oggetto di un delicato intervento di recupero.

Il Palazzo, progettato nel XVIII secolo da Virginio Bracci, è vincolato dal Ministero per i Beni Culturali dal 1992. Si sviluppa su cinque livelli, di cui due seminterrati, e presenta una struttura in muratura portante con volte a botte, padiglione e crociera. Tra gli ambienti più significativi si trovano le sale delle maschere, degli scudi e degli stemmi, con soffitti decorati in stile neoclassico e liberty. Particolarmente prezioso è un lacerto pittorico del 1622, rinvenuto durante precedenti lavori, che raffigura stemmi vescovili legati alla Diocesi di Fermo.

È previsto il consolidamento delle murature e delle volte con tecniche compatibili con i materiali originali, il rifacimento della copertura in legno e la realizzazione di un ballatoio in acciaio e vetro nella sala consiliare, in memoria dei palchetti del teatro. In programma anche l’adeguamento impiantistico, con illuminazione a led e impianto antincendio negli archivi.

Avanza la ricostruzione del nuovo studentato all’ex Monastero Corpus Domini: riqualificazione e accoglienza a Macerata, città universitaria

Passi avanti a Macerata per il nuovo studentato che nascerà con la riqualificazione dell’ex Monastero Corpus Domini: è stato firmato dal Commissario Straordinario del Governo per la Ricostruzione, Guido Castelli, il decreto n. 983 del 5 novembre 2025, che dispone il trasferimento di 1.947.205,07 euro all’Ufficio Speciale Ricostruzione Marche per il prosieguo dei lavori di restauro e risanamento conservativo con miglioramento sismico e riqualificazione energetica della struttura, come previsto dall’Ordinanza Speciale n. 68 del 21 dicembre 2023.

L’importo corrisponde al 50% del finanziamento sisma autorizzato, pari a 3.894.410,14 euro, e consente di garantire continuità a un intervento di grande valore storico e sociale, curato da  ERDIS Marche in qualità di soggetto attuatore. Il quadro economico del progetto, del valore complessivo di oltre 14 milioni di euro, è finanziato con 3.951.011,47 euro provenienti dai fondi dell’Ordinanza Speciale n. 68/2023 della Struttura Commissariale Sisma 2016, 8.287.506,00 euro dai fondi del Ministero dell’Università e della Ricerca e 1.795.343,75 euro a valere sui fondi di Erdis.

Il progetto di restauro e riqualificazione ha un rilevante valore sociale e culturale. L’edificio del XVII secolo, uno dei simboli della città, si trova nel cuore del centro storico di Macerata e nel corso dei secoli ha subito diverse trasformazioni. I danni provocati dal sisma del 2016 hanno reso necessari interventi strutturali approfonditi. Si procederà, dunque, con un restauro conservativo mirato, che non solo preserverà il valore storico e architettonico dell’ex Monastero, ma lo renderà anche sicuro e funzionale rispetto agli standard moderni, migliorandone la resistenza sismica e l’efficienza energetica.

La riqualificazione di questo storico edificio contribuirà a rafforzare il tessuto urbano del centro storico di Macerata, sostenendone il rinnovamento e l’attrattività. La restituzione alla città dell’ex Monastero rappresenta inoltre una risposta concreta alla crescente necessità di alloggi per studenti universitari. Con 91 posti letto, suddivisi in 27 camere doppie e 37 singole, l’ex monastero diventerà una residenza studentesca moderna e accogliente. Oltre agli spazi abitativi, il progetto prevede aree dedicate allo studio e al tempo libero, tra cui una biblioteca, una sala studio, una sala polifunzionale nell’ex chiesa, spazi per la preparazione e consumazione dei pasti, depositi, lavanderia, archivio e magazzino.

«Il recupero dell’ex Monastero Corpus Domini – dichiara il Commissario Straordinario Guido Castelli – rappresenta un tassello importante della ricostruzione pubblica a Macerata. Si tratta di un intervento che recupera e riqualifica una struttura storica, restituendole una destinazione che rafforza l’accoglienza di Macerata, città universitaria per eccellenza. È un’opera che unisce tutela del patrimonio storico e nuova funzione sociale, restituendo alla città un bene di grande valore culturale e civile. Con questo decreto proseguiamo nel percorso che traduce le ordinanze speciali in cantieri concreti, per una ricostruzione che guarda al futuro e sostiene la vita delle comunità universitarie dell’entroterra».

«Entro la fine del 2025 – afferma la Presidente di ERDIS Marche, Agnese Sacchi – completeremo la parte prevalente delle lavorazioni strutturali, mentre a gennaio del 2027 concluderemo la ristrutturazione. Il nuovo studentato sarà pronto per l’anno accademico 2027-2028. Siamo dunque perfettamente in linea con le tempistiche del cronoprogramma, che prevedono la realizzazione dell’opera entro due anni dalla consegna del cantiere. La perfetta sinergia e virtuosa collaborazione fra le istituzioni coinvolte e la solidità finanziaria di ERDIS, ci consente di mettere a terra un progetto che darà nuova vita all’ex monastero Corpus Domini. Questa non è soltanto la rinascita di un luogo simbolo della città di Macerata, dopo il sisma del 2016. E’ anche la risposta concreta all’esigenza di alloggi per studenti universitari, che mira a rafforzare e a rendere ancora più attrattivo il nostro sistema formativo. Il cantiere delle Monachette è un esempio di efficacia della nostra azione volta a creare valore pubblico e di cui andiamo molto orgogliosi».

Cascia, approvato l’ intervento di miglioramento sismico della chiesa di san Procolo in Località Avendita

La Conferenza permanente ha dato il via libera all’ intervento di miglioramento sismico della chiesa di San Procolo in Località Avendita a Cascia (Pg). L’edificio presenta una sola navata con altari barocchi e tele, tra le quali: copia del San Michele Arcangelo del Reni (anno 1797); statua lignea policroma della Madonna con Bambino del XVI secolo e l’ organo del XVI secolo a due ante decorate. Si prevede di demolire gli intonaci interni ed esterni di recente realizzazione, tranne sulle volte, per eseguire una scarnitura profonda dei giunti con malta di migliori caratteristiche meccaniche. Sulle arcate longitudinali, visti alcuni leggeri segni di apertura in chiave, si è valutato il completamento del rinforzo tramite perforazioni armate, eseguito nel corso dell’esecuzione dei lavori post-sisma 1979. Si prevede lo smontaggio della cella campanaria, con l’assistenza di un restauratore qualificato per il rilievo, la numerazione, la catalogazione e la cernita degli elementi da recuperare, fino alla cornice posta alla base dei piedritti. La parte inferiore dovrebbe risultare di più difficile recupero essendo stata interessata da perforazioni armate orizzontali continue per tutto il perimetro a costituire un blocco monolitico sul quale risulta difficile ipotizzare qualsiasi intervento di recupero se non quello delle pietre angolari, essendosi lo stesso distaccato dalla parte inferiore del campanile. Verrà rifatta la copertura con una capriata lignea ordita lungo una diagonale sulla quale poggiano due travi lignee ordite lungo l’altra diagonale. Il costo totale dell’intervento è di 2.500.000,00 euro.

“Questo intervento è un nuovo tassello importante  che punta alla salvaguardia e alla tutela del patrimonio religioso, culturale e storico umbro- dichiara il commissario alla ricostruzione sisma 2016 Guido Castelli –  E’ un progetto importante per una regione che ospiterà l’ottavo centenario della morte di San Francesco che si celebrerà nel 2026 . Per la loro collaborazione ringrazio il presidente della Regione Stefania Proietti, l’Arcivescovo Renato Boccardo, l’Ufficio ricostruzione e il sindaco Mario De Carolis”.

Castelsantangelo sul Nera, proseguono i lavori in quota sul Monte Prata per il garage battipista e il percorso per gli sciatori

Il Commissario Straordinario alla Ricostruzione, senatore Guido Castelli, ha firmato il decreto n. 960 del 31 ottobre 2025, con il quale viene disposto il trasferimento di 445.415,54 euro all’Ufficio Speciale per la Ricostruzione Marche per l’intervento sul garage per i mezzi battipista sul  Monte Prata nel Comune di Castelsantangelo sul Nera (MC).L’opera consentirà anche agli sciatori provenienti dal parcheggio di attraversare la pista da sci per accedere agli impianti di risalita. In corso di realizzazione il passaggio pedonale interrato che ospiterà i nuovi garage e una serie di attività a disposizione degli impianti. Ci sarà uno spazio per le forze dell’ordine e un punto noleggio di materiali per lo sci.

L’intervento, il cui importo complessivo rimodulato è pari a 2.030.369,29 euro, è stato aggiornato con l’Ordinanza n. 206 del 3 ottobre 2024. Il decreto n. 960 dispone il trasferimento del secondo acconto, fino al raggiungimento del 50% del contributo complessivamente finanziato dopo  affidamento dei lavori da parte del Comune di Castelsantangelo sul Nera, come accertato dall’USR Marche.

“Opere come queste hanno un valore che va oltre la funzione tecnica: rappresentano un tassello del rilancio turistico e ambientale dell’Alto Nera, una delle aree più duramente colpite dal sisma del 2016 – dichiara il Commissario Straordinario Guido Castelli –. La ricostruzione di Castelsantangelo è una priorità e ogni intervento, anche in alta quota, contribuisce a restituire sicurezza, servizi e opportunità di sviluppo sul lato turistico e occupazionale. L’impegno quotidiano, di concerto con l’USR Marche, il presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli e il sindaco Alfredo Riccioni di Castelsantangelo sul Nera, è accelerare i processi, semplificare le procedure e dare continuità ai cantieri. Dopo un lungo periodo di stallo, dal 2022 abbiamo registrato un cambio di passo anche qui, consapevoli che il percorso sarà complesso e impegnativo, al netto di una devastazione pressoché totale dopo le scosse del 2016 e la necessità di mettere in sicurezza il territorio anche dal punto di vista idrogeologico”.

Sul Monte Prata sono in corso anche i lavori per il rifacimento del rifugio “Nido delle Aquile” che dovrebbe essere terminato tra un anno. Nel frattempo, è in corso di verifica  il progetto definitivo della nuova seggiovia biposto, che sostituirà il vecchio skilift  “Monte Prata 2 Bis”  per  un investimento di quasi  5 milioni di euro.

Commenta il sindaco di Castelsantangelo sul Nera Alfredo Riccioni: “I lavori sono in corso e speriamo di accelerare con la prospettiva di essere pronti per la stagione invernale 2026/2027. Tutti questi interventi vanno nella direzione di rilanciare la nostra montagna e creare opportunità non solo d’estate, quando c’è un grande richiamo per la fioritura, ma anche nei restanti mesi dell’anno per dare prospettive e continuità alle nostre attività ricettive e commerciali”.

Ricostruzione post-sisma: nelle Marche superata quota 5 miliardi di euro per la ricostruzione privata

Prosegue con numeri importanti il percorso di ricostruzione privata nelle Marche dopo il sisma del 2016/2017. Ad oggi sono stati raggiunti 5 miliardi di euro di contributi erogati per interventi su abitazioni e attività produttive, con oltre 8.000 cantieri già conclusi e circa 6.500 attualmente in corso in tutta la regione.

Un risultato che testimonia la forte accelerazione impressa negli ultimi anni: al 31 ottobre 2022 la spesa liquidata ammontava a 1,67 miliardi di euro, mentre oggi, a distanza di tre anni, si registrano 3,3 miliardi di nuovi contributi erogati: in pratica, il 66% dei 5 miliardi sono stati liquidati nell’ultimo triennio. Un incremento che riflette l’efficienza raggiunta dal sistema della ricostruzione e la crescente capacità di spesa delle strutture operative regionali.

«Questi numeri – spiega il commissario straordinario, Guido Castelli – raccontano l’impegno concreto di un intero sistema: cittadini, professionisti, imprese, uffici regionali e struttura commissariale. Aver superato i 5 miliardi di euro di spesa nella ricostruzione privata significa restituire case, comunità e fiducia ai nostri territori. È il segno che la macchina della ricostruzione funziona e che la semplificazione amministrativa, unita alla collaborazione istituzionale, produce risultati tangibili e misurabili».

«Questo nuovo traguardo rappresenta un ulteriore passo avanti nel percorso di ricostruzione privata, frutto del lavoro congiunto tra Governo, l’Ufficio Speciale Ricostruzione, Regione Marche e la Struttura Commissariale, che continuano a operare in piena sinergia per garantire tempi certi, qualità degli interventi e sostegno concreto alla ripartenza delle comunità colpite dal sisma», conferma il presidente della Regione Marche, Francesco Acquaroli.

Il 2025, in particolare, si avvia a diventare l’anno con il più alto ammontare di contributi liquidati per la ricostruzione privata e produttiva. Ad oggi infatti risultano già erogati oltre un miliardo di euro e, secondo le proiezioni, entro la fine dell’anno si supereranno i 1,27 miliardi.

Negli ultimi anni l’andamento delle liquidazioni ha mostrato una crescita costante e significativa. Dopo una fase iniziale più contenuta, il processo ha preso slancio a partire dal 2020 con 282 milioni di euro liquidati, per poi accelerare nel 2021 e negli anni successivi. Il 2023 si è chiuso con circa 969 milioni, il 2024 ha superato 1,1 miliardi e il 2025 è destinato a oltrepassare ogni record, confermando un trend positivo e strutturale.

Approvati i lavori di ricostruzione, riparazione e ripristino della chiesa del Monastero di Santa Margherita a Fabriano

La conferenza permanente ha approvato i lavori di ricostruzione, riparazione e ripristino della chiesa del Monastero di Santa Margherita a Fabriano.  Con tipologia a navata unica ampliata da due cappelle poco profonde ricavate nello spessore delle pareti laterali, la chiesa fu ricostruita nel XVIII secolo, con presbiterio ed altare delimitati da quattro colonne laterali a tutto tondo, mentre la linea concava dell’abside è ricavata all’interno della parete di fondo, che presenta un notevole spessore. L’aula è sormontata da una volta a botte in camorcanna, al di sopra della quale si erge la copertura a capanna, completamente ricostruita a seguito del sisma Marche – Umbria 1997, realizzata in legno con capriate e doppia orditura e caratterizzata dalla linea di colmo perpendicolare all’asse longitudinale della chiesa. L’interno in stile barocco è scandito dalle lesene decorate a finto marmo così come le colonne, mentre un cornicione in gesso lungo il perimetro della chiesa restituisce continuità all’insieme, che presenta numerose decorazioni pittoriche. Tra gli interventi previsti ci sono cuciture a secco delle connessioni verticali con barre elicoidali, microcuciture a secco con barre in acciaio nelle cornici, con ricostruzione delle porzioni danneggiate o mancanti; microcuciture a secco con barre in acciaio nelle lunette; posa in opera di cordolo perimetrale in acciaio, al di sopra del cornicione e la stuccatura delle lesioni. Il costo dell’intervento è di 137.122,17 euro.

“Dobbiamo tutelare e salvaguardare tutti i nostri beni più cari e le chiese fanno parte della nostra tradizione e del nostro retaggio. Non possiamo dimenticarlo mai- dichiara il commissario straordinario sisma 2016 Guido Castelli- Per la fattiva collaborazione ringrazio il presidente della Regione Francesco Acquaroli, le Monache Benedettine Cassinesi, l’Ufficio ricostruzione e il sindaco Daniela Ghergo”.

Cessapalombo, in corso l’intervento su Palazzo Simonelli

Sono in corso i lavori di riqualificazione di Palazzo Simonelli, storico edificio situato nella frazione Tribbio di Montalto, nel comune di Cessapalombo (Mc). L’intervento, approvato dall’Ufficio Speciale Ricostruzione e cofinanziato dal Pnc-Pnrr per un importo complessivo di circa 4,7 milioni di euro, mira a restituire piena funzionalità e valore culturale a una struttura fortemente danneggiata dagli eventi sismici del 2016.

«La trasformazione dell’edificio si inserisce in una strategia più ampia di rilancio delle aree interne, con l’obiettivo di coniugare memoria, innovazione e sostenibilità – conferma il commissario alla ricostruzione, Guido Castelli -. Il cantiere, attivo in questi mesi, rappresenta un passo concreto verso la restituzione alla comunità di un luogo simbolico, immerso nel verde e nella storia del territorio. Ringrazio il comune, l’Usr e la Regione Marche guidata dal presidente Acquaroli».

«Siamo molto soddisfatti – sottolinea la sindaca di Cessapalombo Giuseppina Feliciotti –. I lavori procedono regolarmente e potremo così restituire un luogo importante per Montalto, che già prima del sisma era una delle tappe del cammino francescano. Nelle vicinanze stiamo lavorando alla messa in sicurezza dei ruderi del castello, con il progetto ormai in fase di conclusione, per rendere fruibile in sicurezza un importante punto di interesse storico. Siamo inoltre in dirittura d’arrivo per la ricostruzione post sisma del museo all’interno del Giardino delle Farfalle, altro importante punto di conoscenza, turistico-ricettivo e di educazione ambientale. Nella frazione di Valle abbiamo redatto il PUA e l’obiettivo è creare un albergo diffuso. La ricostruzione sta andando avanti e ringrazio il commissario Guido Castelli per la sua costante vicinanza nella nostra rinascita».

Le opere avviate comprendono il miglioramento sismico, il restauro conservativo, l’adeguamento impiantistico e l’efficientamento energetico dell’edificio. I lavori interessano le tre unità strutturali del palazzo, con interventi su murature, solai, facciate, scalinate e elementi decorativi vincolati.

Palazzo Simonelli, un tempo residenza agricola e poi sede di attività museali e ricettive, è oggi al centro di un progetto di valorizzazione che ne ridefinisce le funzioni in chiave contemporanea. Senza snaturarne l’identità storica, l’intervento prevede la creazione di ambienti dedicati all’accoglienza, alla cultura e al benessere, con spazi per incontri, percorsi digitali e servizi di qualità.