Spoleto ha liberamente scelto di definanziare la ricostruzione delle scuole nel piano dell’ordinanza 14

Dichiarazione di Piero Farabollini, commissario per la ricostruzione post sisma 2016

SPOLETO HA LIBERAMENTE SCELTO DI DEFINANZIARE LA RICOSTRUZIONE DELLE SCUOLE NEL PIANO DELL’ ORDINANZA 14

“La ricostruzione delle scuole è un anello fondamentale della catena di valore della ricostituzione  delle comunità. Abbiamo pertanto tutti preso atto nella cabina di coordinamento del 6 giugno scorso della volontà, formalmente espressa da Comune di Spoleto e USR Umbria, di voler recedere dalla programmata costruzione di nuovi edifici scolastici, unica condizione per il finanziamento degli interventi con ordinanza 14 per scelta dei soggetti beneficiari alla luce di:

  • volontà espressa dal comune di Spoleto durante gli incontri dell’ 11 aprile e del 23 maggio scorsi in merito al miglioramento dell’esistente anziché alla costruzione di nuovi edifici scolastici
  • note a protocollo in cui il Comune di Spoleto conferma di voler procedere al miglioramento sismico e adeguamento dei plessi scolastici esistenti;
  • richiesta congiunta del Comune, dell’ USR e della Regione Umbria di consentire l’accesso ai fondi MIUR espressa anche in seno al tavolo tecnico con gli USR del 04.06.2019;

Il definanziamento dell’intervento è stato richiesto piena consapevolezza che spetta al Comune di Spoleto rimborsare al Commissario le spese già sostenute (progettazione, interventi di bonifica di un dissesto idrogeologico, la realizzazione degli accessi all’area delle nuove scuole, ecc.).

Non sussistendo più la condizione per il loro utilizzo, i fondi destinati dall’ordinanza 14 alle scuole spoletine tornano nella disponibilità del Commissario.

Ricostruzione: lima sulle ordinanze per fuggire i colli di bottiglia

Farabollini Cantiere Foligno“Il checkup della ricostruzione a quasi due anni dall’avvio dei lavori effettivi ci ha imposto alcune scelte che rafforzano la collaborazione con professionisti ed imprese. Abbiamo quindi preceduto ad una prima revisione delle ordinanze che, ne sono certo, darà il suo apporto all’implementazione dei processi di ricostruzione”.

Piero Farabollini, commissario per la ricostruzione post sisma 2016 commenta così l’uscita di una nuova ordinanza approvata ieri 6 giugno in cabina di coordinamento.

Sul piatto argomenti importanti quali l’avvio dei lavori entro i tre mesi dalla concessione pena la revoca del contributo e la priorità agli interventi a favore dei soggetti assegnatari dei moduli abitativi rurali per riparazione, ripristino con miglioramento sismico e ricostruzione. Regolamentate le varianti per interventi su danni lievi e gravi: dovranno essere nei limiti del contributo concedibile e compatibili con la disciplina sismica ed urbanistica. Saranno finanziate dai ribassi d’asta che, se non utilizzati, torneranno nella disponibilità del Commissario per rimodulare il quadro economico degli interventi. Definiti riparazione e rafforzamento di edifici di proprietà mista; ammessi lo slittamento della consegna per gli interventi di importo superiore a 200.000 euro (ogni centomila euro di lavori da 1 mese fino ad un massimo di 6). Inoltre, potranno beneficiare di contributi anche le imprese proprietarie di impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili danneggiati dal sisma.

“Dopo le recenti ordinanze su aree attrezzate, amministratori di condominio, durc di congruità ed utilizzo dei residui della microzonazione sismica, in attesa del decisivo supporto delle norme contenute nello sblocca cantieri abbiamo affrontato un ulteriore step dell’operativo confronto che stiamo portando avanti con la collaborazione degli USR regionali e con il Governo nella condivisione degli obiettivi per limare, ove possibile le criticità  – conclude Farabollini – Già per la prossima settimana abbiamo fissato l’avvio di un ulteriore percorso che comprenderà, tra l’altro, la versione finale dell’ordinanza sul secondo piano dei beni culturali.”

Farabollini: San Ginesio basta polemiche, stiamo facendo miracoli

FARABOLLINI ACCUMULI“Per le scuole di San Ginesio piove sul bagnato? Piuttosto direi che abbiamo risparmiato alla città un’alluvione. Invito nuovamente l’ Amministrazione Comunale ed i comitati cittadini che ben conoscono la natura dei ritardi, a proseguire sulla strada della collaborazione che è l’unica che possa portarci alla meta”.

Così Piero Farabollini, commissario per il sisma 2016, sui lavori per la ricostruzione delle scuole di San Ginesio oggetto di recenti polemiche mediatiche e cittadine. Esattamente un anno fa è stato aperto il cantiere nonostante, l’area indicata dal Comune di San Ginesio, fosse sottoposta a vincolo della Sovrintendenza.

“Le polemiche nei confronti della struttura commissariale sono inopportune e surreali visto l’impegno ben oltre le sue competenze. Le responsabilità in questa vicenda sono chiare: l’area prescelta per il cantiere è comunale, ma né il Comune di San Ginesio, né la Provincia né gli stessi responsabili regionali del Mibac hanno evidenziato il vincolo al tavolo della conferenza permanente– prosegue Farabollini –Ora non solo ci si lamenta di ritardi inaccettabili, ma anche della mancanza di risposte dal Commissario nonostante le tante visite e colloqui intercorsi con il sindaco Ciabocco e gli altri attori di questa vicenda. L’ultimo? L’incontro a Norcia con il presidente del Consiglio Conte ed il sottoscritto.”

Farabollini ricorda anche l’opera di moral suasion per la revisione del vincolo (negata dalla Sovrintendenza nel novembre 2018) e per favorire l’accordo tra le parti, nel rispetto delle regole vigenti, a seguito del quale la ditta assegnataria ha provveduto, a sue spese, ad adattare il progetto alla nuova area indicata dal Comune.

“Ora l’impresa, a lungo rimasta inattiva suo malgrado, è in concordato preventivo, ma intende proseguire il lavoro– spiega il Commissario per la Ricostruzione – Come in altri casi, tra cui quello recente di Perugia, con il tribunale stiamo velocizzando i tempi tecnici perché i lavori possano riprendere nel rispetto delle norme dettate dall’ ordinanza 14 che esclude di procedere con soggetti non assegnatari. L’Amministrazione ripropone come toccasana la collaborazione dell’architetto Cucinella? Ben venga, ma prima, come ben sa, deve recedere dal finanziamento ex ordinanza 14 provvedendo al rimborso dei costi già sostenuti e a quelli che dovessero emergere per eventuali contestazioni da parte dei soggetti coinvolti”.

Donazione Italgas: consegnati nelle Marche oltre 800 computer alle scuole colpite dal terremoto

COMMISSARIO RISPONDE ALLIEVI ITALGAS TREIATreia (Macerata), 24 maggio 2019– Italgas e Commissario Straordinario del Governo per il terremoto del Centro Italia a sostegno delle scuole dei territori colpiti dal sisma del 2016. Oggi, nel corso di una cerimonia al Teatro comunale di Treia, sono stati consegnati all’Ufficio Scolastico Regionale delle Marche 830 dei 1.500 computer destinati alle scuole del cratere sismico di Abruzzo, Marche, Lazio e Umbria. Andranno a comporre circa 50 nuove aule informatiche nelle zone tra le più danneggiate delle Marche.

L’iniziativa, che rientra nell’ambito del protocollo sottoscritto lo scorso dicembre, è stata illustrata dal Commissario Straordinario del Governo, Piero Farabollini e dal Responsabile delle Relazioni Istituzionali e Affari Regolatori di Italgas, Nunzio Ferrulli, alla presenza deldel Vice Commissario Prefettizio di Treia, Francesco Senesi, dell’onorevole Tullio Patassini, di molti sindaci e amministratori dei comuni della provincia, del delegato dell’Ufficio Scolastico Regionale delle Marche dottor Luca Pasqualini e dei dirigenti scolastici delle scuole destinatarie.

Hanno ricevuto la donazione a nome dei ragazzi gli alunni dell’ Istituto Comprensivo “Egisto Paladini” di Treia, vincitori del premio “Vito Scafidi” per il progetto “Sicurezza a Scuola” con cui, dopo il sisma 2016, si sono fatti informatori di prossimità sul rischio sismico presso la comunità adulta.

“Si tratta di un’occasione importante per sottolineare che il terremoto non sbriciola solo i luoghi, ma anche le identità e che ricostruire è anche rigenerare socialità e prospettive– ha commentato Piero Farabollini cui i ragazzi hanno rivolto anche domande sul sisma nella doppia veste di Commissario alla ricostruzione e di geologo –Con la donazione Italgas si concretizza per migliaia di ragazzi e per le loro famiglie la sintesi tra memoria e futuro attraverso il mezzo che connette per eccellenza. Questi pc sono simbolo di quella rete fatta di tecnici, amministratori, politici ed imprese che incarnano la volontà del ben fare perché i ragazzi connessi al mondo con questi strumenti restino profondamente connessi alla loro madre terra.”

Per il Gruppo Italgas, la donazione è parte del più ampio quadro di iniziative attraverso cui la società contribuisce a creare valore per i territori in cui è presente e opera quotidianamente. Un impegno che si concilia con i significativi programmi di investimento realizzati in quelle aree e destinati a migliorare costantemente il livello di qualità del servizio offerto alle comunità.

“Lavorare con e per il territorio fa parte del dna di Italgas sin dalla sua fondazione avvenuta quasi due secoli fa– ha commentato l’Amministratore Delegato di Italgas, Paolo Gallo – Siamo per questo orgogliosi di poter contribuire a creare valore per le comunità marchigiane, non solo con l’efficiente gestione quotidiana del servizio di distribuzione del gas naturale che ci contraddistingue da sempre, ma anche attraverso un’iniziativa che fornisce un aiuto concreto alle scuole e permetterà loro di innescare un percorso virtuoso offrendo agli studenti maggiori opportunità di crescita e sviluppo delle competenze. Dopo il Lazio, oggi siamo arrivati nelle Marche, una delle regioni colpite dal sisma del 2016, e contiamo al più presto di poter completare la donazione anche nelle scuole di Abruzzo e Umbria”.

DONAZIONE ITALGAS TREIA

Terremoto centroitalia: quattro ordinanze per ricostruire luoghi e comunità

Regolamentate aree attrezzate, indagini di microzonazione su aree instabili, Durc di congruità e Amministratori di condominio

CABINA SISMA2016 ROMA 23052019Roma, 23 maggio 2019. “Abbiamo fatto quanto promesso ed attualmente in nostro potere per dare risposte a territorio, professionisti e cittadini su alcuni temi centrali per della ricostruzione”. Questo il commento a caldo di Piero Farabollini, Commissario per la ricostruzione nelle aree terremotate del Centro Italia,sulla proficua mattinata trascorsa in una attesa cabina di coordinamento cui hanno partecipato per la seconda volta anche i rappresentanti dei sindaci.

“Il percorso che ci ha portato ad approvare queste quattro ordinanze non è stato privo di qualche curva il che rende più importante il fatto di essere comunque arrivati ad una sintesi ragionata e realmente condivisa – spiega il Commissario Farabollini – Ringrazio della collaborazione USR, amministratori del territorio, associazioni di categoria, sigle sindacali e, naturalmente, la struttura commissariale per aver prodotto strumenti che danno risposte a chi la ricostruzione l’aspetta e a chi deve portarla a termine”.

Tra le più attese la regolamentazione delle aree attrezzate che dovranno favorire il cosiddetto turismo di ritorno ovvero le presenze di proprietari di seconde case distrutte o lesionate. “Il legame con la terra natia non va interrotto perché la vita del nostro Appennino passa anche dalla vicinanza amorosa dei suoi figli – prosegue Farabollini – In questa direzione va letta anche l’approvazione dell’ordinanza sull’utilizzo dei residui per indagini di microzonazione sismica sulle aree instabili , volta ad alimentare la ricostruzione in sicurezza”. Le indagini si occuperanno di acquisire dati certi sull’amplificazione sismica dei territori di aree stabili in cui ricadono importanti aggregati e nuclei”.

Due le mani tese verso le professioni. L’ordinanza sull’applicazione del Durc di congruità e quella che regolarmente le parcelle degli amministratori di condominio.

Entrambe sono anzitutto a sanatoria di contenziosi sulle interpretazioni: sul ruolo del Direttore dei Lavori (per il quale Rete Professioni Tecniche e Consiglio nazionale degli ingegneri erano ricorsi al TAR) e sulla regolamentazione delle parcelle per gli amministratori di condominio. La campagna d’ascolto e la fattiva collaborazione con associazioni di categoria, datoriali e sigle sindacali sono risultate fondamentali.

Prossimo step il 28 maggio con un nuovo tavolo tecnico in dirittura d’arrivo per le modifiche e l’adeguamento alle norme delle più importanti ordinanze in essere.

Scuole terremoto/ Sbloccato il cantiere della Carducci-Purgotti a Perugia

Lo annunciano il commissario Farabollini e l’assessore Wagué

FARABOLLINI WAGUE 16052019 OKSbloccato il cantiere per la costruzione della nuova scuola Carducci-Purgotti di Perugia. È questo il risultato dell’incontro di oggi tra il Commissario per il sisma 2016 Farabollini e l’assessore perugino a scuola ed edilizia scolastica Wagué nel corso del quale si è rinnovata la stretta collaborazione tra le due istituzioni.

“Abbiamo ricevuto dal tribunale di Ravenna, che ringrazio per la celerità con cui si è espresso, il via libera per autorizzare la rimodulazione della rete temporanea di imprese che ha l’appalto dei lavori – ha spiegato il commissario– Questo ci consente di superare le difficoltà in cui il cantiere si è suo malgrado trovato per il concordato preventivo richiesto da una delle precedenti componenti dell’RTI. Con la piena disponibilità di tutti gli attori stiamo procedendo speditamente per predisporre tutti gli atti necessari alla rapida riattivazione del cantiere”.

Una buonissima notizia per i tanti genitori perugini che attendevano la nuova sede per la ripresa dell’attività scolastica.

“Ci rimettiamo al lavoro in cantiere dopo il successo ottenuto con il lavoro di squadra a livello legale ed amministrativo. L’Amministrazione Comunale e i ragazzi di Perugia ringraziano con il cuore  il Commissario Farabollini per l’impegno profuso nel velocizzare l’epilogo positivo della vicenda – ha commentato al termine dell’incontro l’assessore Wagué– In situazioni come quella in cui ci siamo trovati è essenziale trovare il sostegno di chi condivide la nostra visione che è quella di anteporre il servizio ai cittadini ad ogni difficoltà lavorando alacremente per dare risposte veloci e senza deroghe alle norme”.

Farabollini: “Sassoli sul terremoto non fa nemmeno il minimo sindacale per un giornalista: informarsi”

Il commissario respinge al mittente con i fatti le accuse mossegli sull’Huffington Post

“Nel giudizio sul mio operato David Sassoli viene meno al minimo sindacale per un giornalista ed un parlamentare: informarsi”.

Piero Farabollini, Commissario per la ricostruzione nelle aree terremotate del Centro Italia respinge al mittente l’accusa di essere di ostacolo alla ricostruzione e di non ascoltare il territorio.

“Sassoli non si offenda se dico che un bravo giornalista, avrebbe dovuto fare qualche ricerca prima di usarmi per raccogliere un briciolo di consenso elettorale – prosegue Farabollini, geologo che lavora su faglie e terremoti dal 1997 – Avrebbe scoperto che sono tutt’altro che un fantasma restio all’ascolto e al confronto. Sono stato l’unico di tre commissari ad incontrare tutti i Comitati dei cittadini, con i quali intrattengo rapporti pressoché quotidiani, e lavoro da mesi con associazioni di categoria, professionali e sigle sindacali su Durc di congruità e snellimento delle procedure della ricostruzione. Come parlamentare europeo a Sassoli non sarà sfuggito che a regolare le dinamiche della ricostruzione è il DL 189 e che, per velocizzare le procedure, lo abbiamo già più volte emendato in accordo con il Governo e il Parlamento con cui stiamo alacremente lavorando anche allo sblocca cantieri”.

Farabollini tiene infine a sottolineare che le accuse mossegli da Sassoli fanno acqua anche quanto al suo rapporto con le istituzioni locali.

“Sassoli sì che dimostra di essere lontano, e non solo fisicamente, dal territorio terremotato – conclude il commissario – La prova? Non si è nemmeno accorto che per la prima volta dall’uscita del DL 189 i rappresentanti dei sindaci siedono in cabina di regia a fianco di quei presidenti di regione che io non ascolterei” .

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“Sulle macerie ora un solo obiettivo” – Dal summit di Roma segnali di fattiva collaborazione tra Commissario e Regioni

Summit sulle macerie post sisma 2016 il 12 marzo a Roma. Un incontro fortemente voluto dal Commissario Straordinario Piero Farabollini in vista del trasferimento delle competenze attualmente in carico alla Protezione Civile. “È stato un proficuo momento di lavoro necessario ad acquisire finalmente il piano macerie di ogni regione e tirare una linea sullo stato della rimozione in vista dell’imminente scadenza della rendicontazione del primo stanziamento di 100 milioni di euro a valere sul Fondo di Solidarietà dell’Unione Europea (FSUE)” ha dichiarato a margine Farabollini ricordando come il prossimo 6 maggio 2019 sia il termine ultimo entro cui contabilizzare le spese e valutare la loro ammissibilità. Una data importante visto che la mancata rendicontazione determinerebbe la perdita del contributo.

Essenziale dunque l’analisi dei piani di smaltimento oggetto dei recenti botta e risposta mediatici con Umbria e Marche, quest’ ultima unica regione presente all’incontro con il suo presidente. “Le regioni hanno capito, come dico da tempo, che la loro collaborazione è determinante e voglio pensare che fino ad oggi l’argomento macerie sia stato condizionato solo da un gap di dati e comunicazioni. Con un sisma di proporzioni epocali come quello 2016, a quasi tre anni dalla prima scossa dovevamo poter disporre, ad esempio, dei dati sullo scostamento tra previsione e rimozione effettiva – spiega il Commissario Farabollini – Con questa obbligatoria e strutturata verifica formale abbiamo acquisito un dato che ci conforta in termini operativi e finanziari: su 2.650.091 tonnellate complessivamente previste dai piani regionali quelle effettive sono 2.559.043,09 tonnellate con uno scostamento di circa 91.000 tonnellate, 53.000 delle quali in Umbria. Insieme ora ci concentreremo a trovare una soluzione per il problema delle autorizzazioni mancanti da parte dei proprietari per le ultime demolizioni in alcune zone rosse e su quello relativo alla presenza di materiale oggetto di tutela da parte del settore Beni Culturali, ma lo faremo con quello spirito ri-costruttivo indispensabile per portare a casa il risultato nella miglior forma possibile”