Fabriano, sì al progetto esecutivo per il recupero del borgo di Albacina: 1 milione di euro per torre civica e mura storiche

L’Ufficio Speciale Ricostruzione ha approvato il progetto esecutivo per il recupero storico, funzionale e infrastrutturale del borgo di Albacina, frazione di Fabriano, con interventi che interesseranno la torre civica, le mura urbiche e le principali aree di accesso e percorrenza.

L’opera, inserita nell’ordinanza commissariale 137 del 2023, è finanziata con un contributo di 1 milione di euro e rappresenta uno degli interventi più significativi per la rigenerazione urbana post-sisma.

«Con questo intervento, Fabriano si prepara a restituire al borgo di Albacina la sua identità storica e la piena fruibilità, coniugando sicurezza, conservazione e valorizzazione del patrimonio – spiega il commissario straordinario, Guido Castelli – La nostra idea di ricostruzione è imperniata su principi di lungimiranza che puntano non solo a rimettere in piedi il patrimonio ma a restituire una visione e, soprattutto, futuro a questi territori. Ringrazio, ovviamente, i Comuni, l’Usr e la Regione guidata dal presidente Acquaroli per quanto stanno facendo».

Il borgo di Albacina, uno dei castelli storici di Fabriano, ha subito gravi danni a seguito del terremoto del 2016. Il progetto punta a ripristinare la sicurezza strutturale e la percorribilità degli spazi pubblici, coniugando il miglioramento sismico con la tutela delle caratteristiche architettoniche e paesaggistiche.

La torre civica sarà oggetto di un consolidamento complessivo delle murature, con interventi mirati a rinforzare le parti più vulnerabili e a riparare le lesioni interne, mentre la vela campanaria sarà sottoposta a un intervento strutturale che ne garantirà la stabilità. Contestualmente, si procederà alla riqualificazione estetica, con lavatura e stuccatura delle superfici, rifacimento degli intonaci interni e ricostruzione della tettoia d’ingresso in legno, oltre al rifacimento del manto di copertura con materiali tradizionali.

La scalinata monumentale di accesso al borgo, oggi in stato di degrado, sarà completamente rifatta con conci di pietra calcarea e cordoli arrotondati, mentre la pavimentazione di via del Castello sarà sostituita con sampietrini e fasce antiscivolo, dopo il rifacimento della fognatura e dei sottoservizi. Le mura urbiche, in particolare il tratto su via del Borgo, saranno consolidate con iniezioni di malta di calce idraulica e interventi di scuci-cuci, seguiti da trattamenti protettivi e armonizzazione cromatica. Anche il tratto su via Spontini sarà riqualificato con operazioni di pulizia e ripristino delle superfici

Castelli: “La cucina italiana frutto di natura e cultura”

Il riconoscimento riservato dall’Unesco alla cucina italiana, come patrimonio dell’umanità, grazie al percorso intrapreso dal ministro Francesco Lollobrigida con il ministro della Cultura Alessandro Giuli e l’intero Governo Meloni, ha ottenuto oggi il via libera unanime del Comitato Unesco riunito a Nuova Delhi. E’ motivo di legittimo orgoglio per il nostro Paese e un invito a guardare con rinnovata cura le nostre “radici” che sono alla base della qualità del nostro cibo. Secondo la decisione assunta dall’Unesco, la cucina italiana è una “miscela culturale e sociale di tradizioni culinarie”, “un modo per prendersi cura di sé stessi e degli altri, esprimere amore e riscoprire le proprie radici culturali, offrendo alle comunità uno sbocco per condividere la loro storia e descrivere il mondo che li circonda”.

Per l’Italia è una sollecitazione a rinnovare l’attenzione verso la qualità della produzione agricola, come premessa per una qualità della produzione alimentare. Come ebbe modo di dire la premier, Giorgia Meloni: “Vogliamo essere impegnati anche nella sicurezza e incolumità alimentari, non solo dunque alimenti per tutti ma assicurare alimenti sani per tutti”. C’è una sovranità alimentare da recuperare, che tra l’altro è ricca di storia e di ricerca.

La qualità del nostro cibo è fatta di cultura e di natura. E’ fatta di attenzione a sé stessi e ai propri vicini, è fatta di tradizioni “a chilometro zero”. La dieta mediterranea, che è parte e frutto della cucina italiana, si fonda sulla qualità dei prodotti dell’agricoltura e dell’allevamento, soprattutto rivolto alla produzione del latte e dei suoi derivati. L’agricoltura (e la silvicoltura) è da sempre l’attività primaria di relazione produttiva tra Uomo e Natura. Nella ricostruzione e riparazione dell’Appennino centrale dopo il sisma del 2016 abbiamo spesso modo di verificare quanta parte hanno le attività agricole nella conservazione – “difendi conserva prega” diceva Pasolini – della vita delle nostre comunità. La presenza di attività agricole, non da latifondo, favorisce anche gli insediamenti animali, messi a rischio dalla deforestazione. Le pratiche agricole diversificate, se condotte dall’uomo in ascolto e nel rispetto del luogo in cui si impiantano, possono sostenere nel tempo la crescita a lungo termine di molte specie della popolazione animale sensibili legate alle foreste e che si nutrono di insetti. Numerosi studi attestano infatti che i benefici di pratiche agricole diversificate per la biodiversità possono accumularsi nel tempo e che tali pratiche conservano un potenziale vitale per il futuro ripristino.

La cucina italiana non è solo frutto della creatività – pur ammirevole – di rinomati chef italiani, ma è l’esito di un lungo percorso di feconda relazione tra Uomo e Natura, con l’obiettivo della salute delle persone e dell’ambiente.

 

Camporotondo di Fiastrone: verso la chiusura dei lavori di riqualificazione urbana

Sono in dirittura d’arrivo gli interventi di riqualificazione nel centro urbano di Camporotondo di Fiastrone (Mc), finanziati dal Programma Unitario di Rigenerazione Urbana “Commune Terre Campi Rotundi”, con risorse del Fondo Complementare al Pnrr e dell’Ordinanza Pnc Sisma. Il valore complessivo dell’opera è di 839 mila euro e riguarda Via Circonvallazione, Via Campo Fiera e Piazza San Marco, con l’obiettivo di migliorare la qualità degli spazi pubblici e rendere il borgo più fruibile.

L’iter procede spedito: dopo l’anticipo e il primo acconto, l’Usr ha liquidato un secondo acconto da 219 mila euro che consente di proseguire le opere.

«Il progetto rappresenta un passo importante per la rigenerazione del borgo, con l’obiettivo di favorire la mobilità pedonale, valorizzare il patrimonio storico e meglio collegare il centro  – dichiara il commissario straordinario Guido Castelli –. Se la ricostruzione sta avanzando nella direzione giusta è grazie alla sinergia tra Comune, Ufficio Speciale Ricostruzione e Regione Marche guidata dal presidente Acquaroli».

Il progetto prevede nuovi marciapiedi in Via Borgo Nuovo e Via Campo Fiera, oltre alla sistemazione dei percorsi pedonali di raccordo. Intervento cruciale è quello su Piazza San Marco: qui verrà realizzata una nuova struttura carrabile che proteggerà la cisterna ipogea medievale garantendo, allo stesso tempo, la piena fruibilità della piazza.

Il sindaco Massimiliano Micucci: «Nel corso dei lavori abbiamo dovuto affrontare alcuni imprevisti legati ai sottoservizi, in particolare al passaggio della fibra ottica. Nonostante ciò, l’intervento sta procedendo e rappresenta un’opera importante per un borgo piccolo come il nostro, sia dal punto di vista estetico sia sotto il profilo della sicurezza dei pedoni. Questi lavori vanno a migliorare la connessione tra il centro storico e la parte più bassa del paese, rendendo più funzionali i percorsi urbani: dal cuore del borgo ai giardini pubblici, fino al tracciato che conduce agli impianti sportivi. Inoltre, l’intervento Pnc si integra con quelli del Pil, Piano Integrato Locale, che punta sulla mobilità sostenibile e sul collegamento con l’area sportiva, uno spazio molto frequentato dai bambini e dai ragazzi del paese».

Belforte del Chienti, approvato il progetto esecutivo per il restauro dell’Arco di Via Leopardi e delle mura castellane

L’Ufficio Speciale Ricostruzione ha dato il via libera al progetto esecutivo per i lavori di riparazione con rafforzamento locale di tre sezioni delle mura urbiche e dell’arco di ingresso di Via Leopardi, uno dei varchi storici del centro medievale di Belforte del Chienti (Mc). L’intervento, finanziato ai sensi dell’Ordinanza commissariale 137 del 2023, ha un importo complessivo di 200.000 euro.

«L’intervento garantirà la sicurezza strutturale, la riqualificazione architettonica e una migliore fruibilità dell’area, incrementando il decoro urbano e le potenzialità turistiche del borgo – spiega il commissario Guido Castelli -. La ricostruzione non può e non deve rimanere fine a sé stessa ma deve guardare avanti, al futuro di questi territori con lungimiranza e saggezza. Ringrazio la collaborazione fattiva dei Comuni, dell’Usr e della Regione guidata dal presidente Francesco Acquaroli».

Commenta il sindaco Alessio Vita: «Questo intervento si inserisce nella più ampia visione di crescita e rigenerazione del centro storico di Belforte del Chienti. Dopo il restyling della piazza, ora un altro punto identitario della parte alta del paese torna a rinascere. Sono i tasselli di un puzzle che si sta componendo con l’obiettivo di restituire nuova vita al cuore antico del nostro borgo, non solo dal punto di vista strutturale e architettonico ma anche sociale ed economico, grazie ai progetti che lo interesseranno nei prossimi mesi. Un ringraziamento particolare va al commissario Guido Castelli per l’attenzione e il sostegno che continua a dimostrare per il nostro territorio».

L’arco, conosciuto come Porta Santa Lucia, è un elemento di grande valore storico e architettonico. La sua realizzazione risale alle maestranze locali del XIII secolo, anche se alcuni studiosi la collocano nel XV secolo. In epoca medievale costituiva uno dei varchi di accesso al borgo fortificato, insieme alle porte principali ormai scomparse, e rappresentava un punto strategico lungo la viabilità storica che collegava Belforte con Tolentino e Camerino

È attualmente interessato da una vistosa messa in sicurezza. Il progetto approvato punta a restituire piena agibilità strutturale e decoro a questo snodo viario, migliorando la fruibilità per residenti e turisti.

Il piano prevede lo smontaggio delle opere di messa in sicurezza e l’installazione dei ponteggi, la riparazione con rafforzamento locale delle murature mediante inserimento di diatoni inghisati, la tecnica “scuci e cuci” per le lesioni e la stuccatura con malte compatibili. Sarà recuperato il coronamento con pianellato e ripassato il manto di coppi sull’arco, mentre il paramento murario lungo Via Leopardi e i tratti di cinta adiacenti saranno riqualificati.

È prevista inoltre la realizzazione di un nuovo impianto di illuminazione a led per valorizzare l’arco, la fontana e il lavatoio storico, insieme all’installazione di un dissuasore per la regolazione del traffico veicolare in ingresso al centro storico.

Ascoli Piceno, arrivano altri 800mila euro per i lavori alla “Malaspina”

Sono stati trasferiti 828.462,93 euro per i lavori, consegnati alla fine del mese di settembre, alla scuola elementare e materna Malaspina ad Ascoli Piceno. Gli interventi rientrano nell’Ordinanza Speciale 3 del 6 maggio 2021 “Interventi di ricostruzione delle scuole del Comune di Ascoli Piceno.

L’intervento è finalizzato al miglioramento sismico dell’edificio scolastico e prevede una serie articolata di opere strutturali, impiantistiche, funzionali, energetiche, acustiche ed estetiche. Sono inoltre compresi interventi sull’impianto termico e di condizionamento, sul comfort acustico degli ambienti, sulle impermeabilizzazioni e sul rifacimento della copertura. La conclusione è prevista per novembre 2026, per un costo complessivo pari a 5.659.960,03 euro. L’immobile è costituito da un unico corpo di fabbrica, con una superficie complessiva di circa 3.570 metri quadrati e si sviluppa su quattro livelli: un piano seminterrato e tre piani fuori terra.

 

“E’ un nostro dovere fornire, ai nostri giovani,, degli edifici che siano sicuri ed energicamente efficienti – sottolinea il commissario alla ricostruzione sisma Guido Castelli –  Questo è uno dei capisaldi del nostro quotidiano impegno, per questo voglio ringraziare il presidente della Regione Francesco Acquaroli, l’ufficio ricostruzione e il sindaco Marco Fioravanti per la loro continua e importante collaborazione”.

 

Loro Piceno: la sede comunale torna in centro nella prestigiosa sede storica dopo i lavori di ricostruzione post-sisma 2016

La sede municipale di Loro Piceno torna nel cuore del paese e ritrova la sua prestigiosa sede originale. Dopo anni di delocalizzazione in un piano della scuola secondaria fuori dal centro, oggi è stata inaugurata ufficialmente dopo un complesso intervento di riparazione dei danni e miglioramento sismico che ha restituito al paese un edificio storico centrale per la vita amministrativa e civile della comunità. L’intervento è stato finanziato dalla Struttura commissariale sisma 2016 con un contributo complessivo pari a  1.506.200 euro.

L’attività amministrativa torna dunque nel palazzo situato tra la chiesa di Santa Maria di Piazza e il Castello, eretto nel 1624 e completamente ridisegnato dall’architetto Pietro Augustoni nel 1780: l’intervento di riparazione dei danni ha previsto un restauro conservativo,  dando preferenza agli interventi meno invasivi e maggiormente rispettosi dell’autenticità dell’edificio al suo stato di fatto.

«La consegna di un edificio pubblico storico, restituito alla sua comunità più sicuro, più funzionale e pienamente adeguato dal punto di vista sismico, testimonia l’efficacia e la concretezza della ricostruzione in corso. Interventi come questo dimostrano che il patrimonio pubblico dei territori colpiti sta rinascendo nel segno della sicurezza e della qualità, riportando la vita nel cuore di borghi e paesi. Ringrazio il sindaco Paoloni, il presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli e l’Usr Marche», ha dichiarato il Commissario Straordinario alla Riparazione e Ricostruzione Sisma 2016, Guido Castelli.

Il sindaco Robertino Paoloni ha evidenziato il valore simbolico e operativo del rientro nella sede originaria:  «Ringrazio il Commissario Guido Castelli e  tutta la Struttura per la vicinanza e per il lavoro svolto che ci ha permesso di rientrare nel nostro Municipio. Il mio pensiero va ai cittadini, perché questo edificio rappresenta la casa comune, un tassello fondamentale della ricostruzione ormai ben avviata nel nostro territorio. Negli ultimi due anni abbiamo registrato una forte accelerazione anche sulla ricostruzione pubblica, oltre alla privata che procede da tempo.

Il Palazzo comunale è il luogo in cui si esercita la democrazia e il lavoro quotidiano della nostra comunità. Tornare nel centro storico significa riportare vita nel cuore del paese. In questi anni sono entrati nuovi dipendenti assunti per la ricostruzione, che non avevano mai lavorato nella sede storica: oggi possono finalmente riconoscere e vivere gli spazi che identificano il nostro Municipio.  Ritroviamo le stanze storiche impreziosite da affreschi e decori restituiti alla loro bellezza. Alcune opere d’arte  rientreranno prossimamente quando ci saranno tutte le condizioni ideali per evitare sbalzi termici alle stesse tele».

L’intervento. I lavori hanno riguardato il ripristino della continuità muraria, il consolidamento delle volte in canna e gesso, la ricostruzione di porzioni della copertura, l’inserimento di cordoli e tramezzi strutturali, il rafforzamento del torrino, oltre alla riorganizzazione funzionale degli spazi con nuovi collegamenti interni, servizi igienici, aggiornamento degli impianti e nuove finiture. Particolare attenzione è stata dedicata al restauro degli affreschi presenti nelle sale del Sindaco e del Consiglio, riportati alla loro piena leggibilità. Vista la complessità e il valore dell’immobile dal punto di vista storico,  l’opera ha potuto beneficiare delle risorse aggiuntive del fondo integrativo per la ricostruzione pubblica e del fondo speciale per le compensazioni, attivati ai sensi dell’ordinanza 126/2022. L’iter amministrativo si è concluso con l’approvazione del progetto esecutivo nel novembre 2022 e la concessione del contributo nel dicembre dello stesso anno. I lavori, aggiudicati nel maggio 2023, sono partiti in autunno e si sono sviluppati anche a seguito della variante progettuale trasmessa nell’agosto 2024.

Il Palazzo Comunale, uno scrigno di tesori d’arte. Il Palazzo Comunale di Loro Piceno custodisce un patrimonio artistico di grande valore, distribuito principalmente tra la Sala Consiliare e lo studio del Sindaco.Nella Sala Consiliare sono conservati il ritratto del cardinale Giuseppe Mori (1850-1934), illustre prelato originario di Loro Piceno, il ritratto di Padre Donato Camacci (1880-1975), celebre predicatore cappuccino, e una serie di ritratti dei cardinali protettori della Comunità di Loro dal XVI al XIX secolo. Completano l’arredo storico un antico leggio proveniente dal convento dei Cappuccini, un lampadario in cristallo della metà dell’Ottocento e un nucleo significativo di panche lignee: alcune provengono dalla chiesa di San Francesco (XVIII secolo), altre furono realizzate appositamente per il palazzo della Comunità nel XVII secolo.

Lo studio del Sindaco ospita invece una Madonna con Bambino in terracotta invetriata della scuola di Andrea della Robbia (fine XV secolo), una serie di specchiere artistiche databili tra XVIII e XIX secolo, un inginocchiatoio ligneo del Seicento, un dipinto settecentesco raffigurante San Giorgio e il Drago proveniente dall’omonima chiesa, e un tavolo ligneo con piano in marmo verde risalente al XVIII secolo.

Non sono ancora rientrate nella Sala Consiliare due opere tuttora esposte nella chiesa di Santa Maria di Piazza: L’Assunzione della Vergine di Ercole Ramazzani (XVI secolo), proveniente in origine dalla chiesa di Sant’Antonio presso il convento dei Cappuccini, e un dipinto settecentesco su tavola di autore anonimo raffigurante San Liberato con i Beati Umile e Pacifico, commissionato per il Palazzo Comunale e lì conservato fino al sisma del 2016.

Un bene culturale altrettanto rilevante è rappresentato dall’archivio storico comunale, riordinato nei primi anni Duemila, che raccoglie documenti a partire dagli inizi del XIII secolo: registri, catasti e carteggi che raccontano la vita amministrativa del comune fino alla metà dell’Ottocento. L’archivio conserva anche una copia, redatta in caratteri gotici nel XIV secolo, della trascrizione di un’iscrizione bronzea rinvenuta durante i restauri del nucleo feudale. Il testo ricorda l’opera di Valerio Arunzio, probabilmente un esperto di costruzioni militari appartenente a una famiglia etrusca di rilievo, inviato dall’imperatore Augusto per restaurare una fortificazione già allora esistente a Loro Piceno.

Il quadro sulla ricostruzione a Loro Piceno. A Loro Piceno la ricostruzione privata è in una fase molto avanzata: oltre il 70% delle pratiche con contributo concesso ha già portato alla chiusura di 55 cantieri e  38 in corso. L’importo liquidato, molto vicino alla soglia dei 30 milioni, conferma l’avanzamento significativo degli interventi sul patrimonio abitativo. Anche la ricostruzione pubblica è in pieno sviluppo: su 28 opere in programma la metà è tra cantieri conclusi, avviati e in progettazione avanzata. Il mix di opere include scuole, beni culturali, ERP e interventi in ordinanza speciale.

Bolognola, lavori in corso per il Municipio: il cuore del paese torna a vivere

A Bolognola (Mc), il comune delle Marche posto ad altitudine maggiore (1.070 metri slm), sono in corso i lavori di riparazione e miglioramento sismico del Municipio, edificio storico noto come Palazzo Maurizi, gravemente danneggiato dal sisma del 2016/2017.

L’intervento, finanziato con 2,5 milioni di euro, è stato affidato dopo la gara conclusa nei mesi scorsi e rappresenta un tassello fondamentale per la rinascita del borgo appenninico.

«Questo intervento è un simbolo di ripartenza per l’entroterra e per i piccoli borghi come Bolognola – dichiara il commissario alla ricostruzione Guido Castelli –. L’obiettivo è di restituire alla comunità un Municipio sicuro, funzionale e rispettoso della storia locale. Un segnale concreto che la ricostruzione non si ferma e guarda al futuro. Recuperare edifici identitari è essenziale per contrastare lo spopolamento, ringrazio per il lavoro sinergico svolto sia lo stesso Comune che l’Usr e la Regione Marche guidata dal presidente Francesco Acquaroli».

«Ringrazio moltissimo il commissario Castelli e tutti gli uffici della Struttura Commissariale dell’USR per essere sempre al fianco di noi sindaci e dei comuni. Riuscire finalmente ad iniziare i lavori della sede municipale, è per noi molto importante per il ritorno alla normalità e soprattutto per ridare uno spazio lavorativo dignitoso a chi tutti i giorni non si risparmia per raggiungere l’obiettivo del termine della ricostruzione del paese di Bolognola» aggiunge il sindaco Cristina Gentili.

Il palazzo, costruito agli inizi dell’Ottocento e sede comunale dalla fine del XIX secolo, ospitava prima del terremoto uffici amministrativi, sala consiliare e spazi per servizi. Oggi il cantiere è operativo: si stanno realizzando sottofondazioni, il consolidamento dei solai in latero-cemento e legno, il rifacimento della copertura con nuove capriate in legno e acciaio, oltre al restauro degli apparati decorativi.

 

Ponte di Rotella, partiti i lavori: intervento da oltre 2 milioni di euro

Sotto l’egida dell’Anas, tanta attesa, hanno preso ufficialmente il via i lavori di consolidamento e ripristino del ponte di Rotella, infrastruttura nodale per la viabilità del Piceno, chiusa da anni a causa del sisma del 2016/2017.

«Quelle sul ponte di Rotella sono novità positive che, in parte, ristorano dall’amarezza per i troppi anni trascorsi. Questa infrastruttura è di primaria  importanza per il territorio piceno e in particolare per l’entroterra. Finalmente vediamo gli operai nel cantiere e conosciamo il percorso che porterà alla riapertura del ponte – dichiara il commissario alla ricostruzione Guido Castelli. – Il ponte costituisce un raccordo strategico tra la valle del Tesino e dell’Aso ed é anche funzionale allo sviluppo economico degli insediamenti industriali ed artigiani dislocati lungo l’asse che porta a Comunanza ed alla Pedemontana. I movimenti franosi che hanno interessato il versante hanno lesionato significativamente le pile del ponte. Anche se non di diretta competenza commissariale, mi sono prodigato affinché la pratica potesse sbloccarsi. Ora non resta che sviluppare i lavori programmati. ».

Soddisfazione anche da parte del sindaco di Rotella, Giovanni Borraccini, che sottolinea quanto l’intervento fosse atteso dalla popolazione e quanto rappresenti una svolta: «Finalmente si parte, non nascondo quanto questi lavori fossero attesi da tutti e quanto rappresentino una svolta per il comprensorio, non solo rotellese. Si tratta infatti dell’unica via di collegamento tra due valli, la Valtesino e la Valdaso e quindi con ricadute dirette oltre che per i residenti per le tante attività agricole, industriali e turistiche presenti in zona. Ora speriamo che i lavori, seppure complessi, possano essere più celeri possibile».

L’intervento, dal valore complessivo di 2.031.419 euro, prevede un articolato programma di opere che procede per fasi. La prima riguarda la realizzazione di una paratia provvisionale di pali, necessaria a sostenere gli scavi sulla spalla. Si passerà poi al consolidamento vero e proprio della spalla, attraverso una nuova paratia di pali perimetrali, il ringrosso della scarpa di fondazione e la costruzione di due contrafforti verticali sulla porzione in elevazione.

Contestualmente è previsto il consolidamento della pila centrale mediante l’esecuzione di una coronella di pali, il ringrosso del plinto di fondazione e la realizzazione di quattro contrafforti verticali sulla parte in elevazione. Una volta completate queste operazioni, si procederà al riposizionamento dell’impalcato e alla sostituzione degli appoggi esistenti, oltre al rifacimento dei cordoli, di una parte della soletta e dei sistemi di smaltimento delle acque. Il progetto comprende anche il rifacimento della pavimentazione e delle barriere di sicurezza.

 

Quasi un milione per il complesso scolastico “Don Michelangelo Forti” a Crognaleto

Sono stati trasferiti 943.853,30 euro per la realizzazione dell’intervento  al Complesso scolastico don Michelangelo Forti nella frazione Nerito del Comune di Crognaleto (TE). L’intervento fa parte dell’Ordinanza speciale n. 31 del 31 dicembre 2021  “Programma Straordinario di Ricostruzione e definizione delle modalità di attuazione degli interventi finalizzati al recupero delle strutture scolastiche dei Comuni delle Regioni di Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria”. L’istituto è dedicato a Don Michelangelo Forti  un precursore dell’istruzione a Crognaleto, con un impegno storico per la cultura e l’educazione nel paese.  Il totale dell’intervento è di 2.454.706,59 euro

Il commissario alla ricostruzione sisma 2016 Guido Castelli sottolinea che “E’ essenziale proseguire sulla strada della tutela delle future generazioni, che devono usufruire di strutture sicure ed efficienti. Per questo ringrazio la continua e costante collaborazione del presidente della Regione Marco Marsilio, dell’Ufficio ricostruzione Abruzzo e del sindaco Orlando Persia. Insieme lavoriamo intensamente per raggiungere questi importanti obiettivi”.

Il sindaco Orlando Persia ringrazia “Il commissario Castelli, l’intera struttura commissariale, il direttore dell’Usr Abruzzo Vincenzo Rivera, il dirigente Piergiorgio Tittarelli e i nostri uffici. Questa è la nostra scuola, per noi la demolizione e ricostruzione dell’edificio rappresenta un momento di rinascita e per  continuare a lavorare sulle nuove generazioni. La collaborazione istituzionale è fondamentale per raggiungere questi obiettivi”.

Montegallo, fondi per la riparazione danni sisma e per il ripristino della strada comunale Abetito in località Colle

Arrivano fondi a favore della riparazione danni sisma e per il ripristino della strada comunale Abetito in località Colle a Montegallo, in provincia di Ascoli Piceno. Sono stati trasferiti 100.000,00 euro che fanno parte del totale che ammonta a 500.000,00 euro.

L’intervento è compreso nell’ Ordinanza commissariale n. 137/2023 “Approvazione del Programma straordinario di Rigenerazione Urbana connessa al sisma e del Nuovo Piano di ricostruzione di altre opere pubbliche per la Regione Marche nonché dell’elenco degli interventi per il recupero del tessuto socio-economico delle aree colpite dal sisma finanziati con i fondi della Camera dei deputati per la Regione Marche”

“La sicurezza delle strade del cratere sismico è una priorità assoluta – sottolinea il commissario straordinario sisma 2016 Guido Castelli- Grazie al programma Rivita, sviluppato e finanziato in sinergia con il Ministero dei Trasporti, c’è oltre 1 miliardo di investimenti per potenziare le arterie di accesso al cratere e di collegamento interregionale tra Abruzzo, Marche, Lazio e Umbria- spiega il commissario alla ricostruzione sisma 2016 Guido Castelli- Ringrazio il presidente della Regione Francesco Acquaroli, l’ufficio ricostruzione e il sindaco Sante Capanna per la loro collaborazione”.

“Esprimo profonda soddisfazione per l’anticipazione di 100 mila euro, destinati al ripristino della viabilità in località Colle della frazione di Abetito. Questa opera rientra nelle tante finanziate con l’ordinanza 137 sul nostro comune, un investimento fondamentale per la sicurezza, finalizzata alla rigenerazione urbana di tutto il territorio dopo gli eventi sismici del 2016. Ringrazio il Commissario Guido Castelli e la struttura Commissariale per l’attenzione costante verso i nostri territori montani e le infrastrutture essenziali.  Un ringraziamento sentito va anche al Presidente della Regione Francesco Acquaroli e all’ufficio speciale di ricostruzione per la collaborazione essenziale alla rapida messa a terra di queste opere strategiche” ha sottolineato il sindaco Sante Capanna.