Aree interne: alla Luiss un confronto sul futuro dell’Appennino centrale tra rigenerazione territoriale e strategie post-sisma

Si è svolta al Campus Luiss  di Viale Romania a Roma la masterclass “Rigenerazione territoriale e strategie post-sisma. Ricostruire economie, comunità e istituzioni nei territori dell’Appennino centrale”, promossa dalla Luiss School of Government in collaborazione con il Commissario Straordinario per la Ricostruzione Sisma 2016.

L’iniziativa ha riunito molti sindaci del cratere, docenti ed esperti per un confronto approfondito sui modelli di governance, sugli impatti economici e sociali del sisma e sulle prospettive di sviluppo e rigenerazione dei territori colpiti. Dopo i saluti istituzionali del Prorettore per la Ricerca e la Terza Missione della Luiss Stefano Manzocchi e del Dean della Luiss School of Government Gaetano Quagliariello, i lavori sono stati introdotti dal Commissario Straordinario al sisma 2016 Guido Castelli. Nel corso della giornata sono state presentate ricerche e analisi su vari temi attinenti ai territori interessati (economia, demografia, turismo sostenibile e governance della ricostruzione), con l’obiettivo di delineare strategie integrate per il rilancio dell’Appennino centrale.

La ricerca che presentiamo oggi non è solo un approfondimento scientifico, ma rappresenta una lettura integrata di un territorio complesso e di una sfida: trasformare la ricostruzione fisica in rigenerazione socio-economica – ha dichiarato Gaetano Quagliarello, Dean della Luiss School of Government -. L’Appennino centrale vive, infatti, una condizione che la ricerca documenta con chiarezza: una trappola demografica preesistente al sisma, amplificata dagli eventi del 2016, e una dinamicità economica che, sostenuta dalle risorse pubbliche, ambisce a tradursi in prospettive stabili di crescita e sviluppo del territorio. Questa ricerca evidenzia con forza l’elemento che ritengo più rilevante dal punto di vista delle politiche pubbliche: la necessità di una governance stabile, capace di superare la frammentazione amministrativa e di parlare un linguaggio coerente con i nuovi paradigmi europei”.

Ringrazio la Luiss School of Government per aver voluto dedicare un momento di riflessione così qualificato e concreto al tema della rigenerazione dei territori colpiti dal sisma – ha dichiarato il Commissario Straordinario al sisma Guido Castelli –. La ricostruzione non può limitarsi alla riparazione fisica degli edifici, ma deve essere accompagnata da una profonda azione di riparazione economica e sociale. In questi anni, attraverso il modello che ha dato vita al Laboratorio Appennino centrale, abbiamo lavorato per rafforzare le comunità, sostenere il lavoro e l’impresa, investire su servizi, formazione, università e innovazione, contrastando lo spopolamento e restituendo prospettive soprattutto ai giovani. La strategia che stiamo portando avanti nel cratere sisma punta a integrare sicurezza, sviluppo sostenibile e coesione sociale, valorizzando le risorse culturali e ambientali dell’Appennino centrale. Il dialogo con il mondo accademico è fondamentale per trasformare l’esperienza della ricostruzione in un laboratorio di politiche pubbliche capaci di guardare al futuro del Paese”.

 

La ricerca del Luiss  Policy Observatory ha offerto un supporto tecnico e scientifico prezioso per riflettere sulla potenziale trasformazione di un’emergenza in un’occasione di rilancio duraturo dei territori. “’L’Appennino centrale non è e non deve essere una periferia, ma un territorio strategico. La ricerca contribuisce a dimostrare che la sua rigenerazione non è una politica compensativa, bensì un investimento di lungo periodo per il Paese e un laboratorio di politiche pubbliche”, ha dichiarato Domenico Lombardi, direttore del Luiss Policy Observatory. Un approccio che richiama tutti alla responsabilità, attraverso un messaggio che parla non solo alle comunità colpite dal sisma, ma all’intera Nazione: il sisma dell’Appennino centrale rappresenta un caso unico, diverso da altre esperienze post-catastrofe che hanno colpito l’Italia, e la percezione della ricostruzione cambia tra chi la vive quotidianamente e chi la osserva dall’esterno. Soprattutto, la ricerca certifica l’esistenza di un vero e proprio “modello Appennino centrale”, capace di offrire risposte efficaci alle crisi demografica e climatica e alla nuova questione territoriale nazionale, senza rimuovere ma reinterpretando la storica questione meridionale.

In questo quadro, la ZES estesa ai comuni del cratere sisma rappresenta un’opportunità strategica per le imprese, rafforzata dalle misure della Legge di Bilancio 2026 e dalla proroga dei benefici fino al 2028. Il modello di governance multilivello sperimentato nell’Appennino centrale si dimostra utile anche in prospettiva europea, in vista del nuovo Quadro Finanziario Pluriennale 2028-2034, perché consente di coordinare risorse, obiettivi e competenze. Presenti anche i docenti che hanno seguito il progetto,  Alfonso Giordano, Davide Quaglione, Cesare Pozzi, Dario D’Ingiullo,  Susanna Mensitieri e Luigina Paglieri e Carlo Buttaroni presidente di Tecnè.

 

 

Visso, dalla Conferenza via libera al progetto per il Ponte Spagnolo

La Conferenza regionale ha approvato il progetto di fattibilità tecnico-economica per i lavori di riparazione del danno e consolidamento del Ponte Spagnolo, nel centro storico di Visso (Mc), insieme al ripristino e all’adeguamento della stradina di collegamento con via Giuseppe Rosi. L’intervento, inserito nell’ordinanza commissariale 137 del 2023, è finanziato con un contributo di 500.000 euro e rientra nel Programma straordinario di Rigenerazione Urbana connessa al sisma 2016.

«Il recupero del ponte spagnolo non è solo un intervento strutturale, ma un’operazione di rigenerazione urbana che punta a valorizzare il percorso pedonale tra le vie storiche e il parco dei Giardini del Lago, restituendo alla comunità un bene identitario e sicuro – spiega il commissario alla ricostruzione, Guido Castelli -. Mi preme ringraziare come sempre il contributo puntuale dei Comuni, dell’Ufficio Speciale Ricostruzione e della Regione Marche guidata dal presidente Francesco Acquaroli».

«Come ha sottolineato il commissario, non si tratta soltanto di un recupero strutturale, ma della restituzione alla comunità di un bene storico che è importante per Visso e per l’Italia intera -commenta il sindaco di Visso Rosella Sensi -. Il Ponte Spagnolo è parte della nostra identità e del patrimonio culturale nazionale, e tornerà ad essere vissuto e attraversato in sicurezza. Un ringraziamento va al commissario Guido Castelli per l’attenzione costante alla tutela della storia e dei tesori dei nostri territori».

Il ponte, costruito nel XV secolo per volere di Alfonso d’Aragona, è un suggestivo arco in pietra che scavalca il torrente Ussita, collegando il centro storico con la viabilità esterna. Dopo il sisma del 2016/2017, la struttura è stata dichiarata inagibile: il progetto mira a restituirle piena fruibilità, salvaguardando il valore storico-artistico e migliorando la sicurezza.

Tra le principali opere, la rimozione e recupero della pavimentazione in acciottolato, con pulizia e reintegro delle parti deteriorate; il consolidamento della volta con soletta in cemento e calce armata, rinforzi in Gfrp e tessuti strutturali Fibrenet; la realizzazione di pali speciali di piccolo diametro per migliorare la stabilità; il restauro dei parapetti con rialzo per adeguamento alle norme di sicurezza e ripristino delle copertine in pietra; l’installazione di corrimano e ringhiera metallica sul lato monte, in continuità con gli elementi già presenti; l’illuminazione scenografica con faretti a incasso e proiettori radenti, oltre a due lanterne lungo la stradina; il rifacimento della pavimentazione della via di collegamento con ricorsi in pietra calcarea a spina di pesce e acciottolato di fiume.

Cupra Marittima, ricostruzione della scuola: cantiere al via

Durante la pausa natalizia prenderanno il via le operazioni di trasferimento degli studenti dell’Istituto Comprensivo di Cupra Marittima (Ap), in vista dell’avvio dei lavori di ricostruzione e adeguamento sismico dell’edificio scolastico, previsti per il nuovo anno grazie allo strumento dell’Accordo Quadro voluto dalla Struttura commissariale.

«Siamo ad uno snodo fondamentale, propedeutico alla partenza dell’intervento e necessario per garantire la continuità scolastica degli studenti – commenta il commissario straordinario Guido Castelli dopo avere emesso l’Ordine di Autorizzazione -. I lavori restituiranno alla comunità un edificio sicuro, tecnologicamente avanzato e aperto anche ad attività extrascolastiche, come palestra, aula magna e spazi culturali. Il tutto grazie al grande lavoro svolto fino ad ora dai tecnici, da Comune, Usr e dalla Regione Marche guidata dal presidente Acquaroli».

«E’ un ulteriore passo concreto e fondamentale per la realizzazione per la nuova scuola. Lavoriamo per la firma del contratto con la ditta aggiudicataria dell’appalto. Speriamo di arrivare alla firma durante le festività per iniziare con i lavori nell’anno nuovo. E’ un passo storico e siamo felici che tutto stia procedendo con le tempistiche previste» ha aggiunto il sindaco Alessio Piersimoni.

Il progetto prevede la realizzazione di un complesso scolastico moderno e sicuro, capace di ospitare oltre 500 alunni in 34 aule distribuite su tre piani, con spazi innovativi come una biblioteca e mediateca su più livelli e un campo sportivo polivalente collocato all’ultimo piano. L’investimento complessivo è di 8,56 milioni di euro.

Per consentire l’avvio dei lavori, il Comune ha predisposto sedi temporanee per le diverse classi: la scuola dell’infanzia con quattro sezioni per circa 76 alunni, la primaria a tempo normale con sei classi per circa 71 alunni, la primaria a tempo pieno con altre sei classi per circa 130 alunni e la secondaria di primo grado con sei classi per circa 130 alunni. Gli spazi individuati si trovano tra Cupra Marittima e Massignano e garantiranno continuità didattica per gli anni scolastici 2025/2026 e 2026/2027. L’operazione, che include anche affitti, traslochi e servizi aggiuntivi, è stata pianificata per ridurre al minimo i disagi e consentire la ripresa regolare delle lezioni.

Venerdì 19 dicembre alla Libreria Rinascita di Ascoli Piceno la presentazione de “I Cammini della Rinascita”

Si terrà venerdì 19 dicembre alle ore 17 presso la libreria Rinascita di Ascoli Piceno in Piazza Roma 7, la presentazione del libro “I Cammini della Rinascita. Tesori nascosti dell’Appennino centrale” (Giunti Editore) di Chiara Giacobelli.

Il direttore dei Musei Civici Stefano Papetti incontra il Commissario Straordinario alla Ricostruzione Sisma 2016 Guido Castelli e l’autrice per raccontare il territorio e parlare di un turismo lento che porta alla scoperta di borghi, cascate, arte e cultura, leggende, folclore, musei, natura e altre meraviglie da scoprire.  Ci saranno i saluti istituzionali da parte del Sindaco di Ascoli Marco Fioravanti.

La guida illustra il reticolo di nove cammini che attraversano i territori delle quattro regioni (Abruzzo, Lazio, Marche, Umbria) colpite dai sismi del 2016-2017 ai quali sono stati destinati complessivamente 47 milioni di euro (di cui 30 per le sole Marche). Risorse messe in campo dalla Struttura Commissariale guidata da Guido Castelli, con l’obiettivo di trasformare il turismo lento in un modello stabile di sviluppo attraverso investimenti destinati a valorizzare sentieri, borghi e cammini storici attraverso interventi per la sicurezza, l’intermodalità bici-trasporto pubblico, l’accessibilità universale e l’ospitalità diffusa. Di questi cammini, tre in particolare attraversano il territorio Piceno. Si tratta del Cammino Francescano della Marca, il Cammino dei Cappuccini e il Cammino nelle Terre Mutate.

Ingresso gratuito.

Castelli: “Nuove opportunità per i giovani dell’Appennino: la rinascita passa anche dal rilancio dell’imprenditoria”

“La sottoscrizione della convenzione tra il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, Invitalia, ABI e il Gruppo Mediocredito Centrale rappresenta un passo importante per rafforzare gli strumenti a disposizione dei territori dell’Appennino centrale. La rinascita delle nostre comunità passa anche dalla capacità di creare nuova impresa, lavoro e occasioni stabili per i giovani che scelgono di restare o tornare nei nostri borghi”.

Lo afferma il Commissario Straordinario al sisma 2016, Guido Castelli facendo riferimento alla convenzione che consente di attivare con maggiore efficacia le misure “Autoimpiego Centro-Nord” e “Resto al Sud 2.0”, strumenti fondamentali per sostenere l’avvio di attività imprenditoriali da parte di giovani tra i 18 e i 35 anni in condizioni di disoccupazione o marginalità.

“Nei territori delle quattro regioni colpite dal sisma – aggiunge Castelli – questi incentivi assumono un valore ancora più strategico: non solo favoriscono l’inclusione lavorativa, ma contribuiscono a mantenere viva la rete economica e sociale dei piccoli comuni, sostenendo chi intende avviare iniziative legate ai mestieri tradizionali, alla filiera agroalimentare, al turismo sostenibile e ai servizi di comunità”.

Grazie alla convenzione, Mediocredito Centrale, BdM Banca e Cassa di Risparmio di Orvieto mettono a disposizione conti correnti vincolati su cui saranno erogate le risorse necessarie per la realizzazione dei programmi di investimento ammessi alle agevolazioni. Le misure prevedono contributi a fondo perduto fino al 75%, in funzione dell’investimento e della localizzazione dell’impresa. La regione Marche, così come Abruzzo, Lazio e Umbria nei rispettivi ambiti, rientra tra i territori che possono beneficiare delle nuove opportunità.

Ulteriore supporto è garantito dai nuovi finanziamenti complementari del Gruppo MCC, pensati per coprire la quota di investimento non coperta direttamente dagli incentivi. “Per i nostri borghi – prosegue Castelli – ciò significa poter contare su un pacchetto integrato di strumenti che accompagna i giovani dall’idea d’impresa fino alla piena sostenibilità economica, con formazione, tutoraggio e soluzioni finanziarie a medio-lungo termine. È una risposta concreta al bisogno di lavoro qualificato e di presidio del territorio, elementi essenziali per contrastare lo spopolamento e consentire ai nostri territori di dare vita a nuove prospettive per il futuro”.

 

Sant’Eutizio, Castelli: “Rosone che torna al suo posto e’: un segno di rinascita”

“La ricollocazione del rosone sulla facciata dell’Abbazia di Sant’Eutizio è una bella notizia non solo per il territorio di Preci e per l’Umbria, ma per tutto l’Appennino centrale. Questo complesso è un unicum, un bene prezioso dal punto di vista spirituale, storico e culturale. Sentiamo il dovere di preservarlo e tramandarlo, anche al fine di farlo conoscere a un pubblico più ampio così come merita. Oggi, a tre anni dall’avvio dei lavori, compiamo un gesto che non è soltanto simbolico, ma che testimonia concretamente l’avanzamento della ricostruzione e la possibilità di restituire luce e speranza alle comunità colpite dal sisma. Dopo la riapertura al culto della Basilica di Norcia, lo scorso 31 ottobre, arriva un altro segnale positivo da luoghi nei quali la spiritualità cristiana e la cultura monastica hanno radici antichissime. Sono profondamente lieto che la Struttura commissariale possa contribuire a giornate come questa, rese possibili dal lavoro dell’Archidiocesi di Spoleto-Norcia, dal Comune di Preci e dal personale dell’USR”. Lo afferma in una nota il Commissario Straordinario al sisma, Guido Castelli.

 

La soddisfazione del Commissario Castelli per la consegna della nuova Caserma dei Carabinieri e Carabinieri Forestali di Montereale (AQ)

È stata consegnata questa mattina all’Arma dei Carabinieri la nuova Caserma dei Carabinieri e dei Carabinieri Forestali di Montereale, borgo storico in provincia dell’Aquila, ricostruita dopo i gravi danni subiti a causa del terremoto del 2017. Alla cerimonia hanno partecipato il Commissario Straordinario per la Ricostruzione, Guido Castelli e il Responsabile della Direzione Regionale Abruzzo e Molise dell’Agenzia del Demanio, Caterina Micossi, il Sindaco di Montereale, Massimiliano Giorgi, il Comandante del Comando provinciale L’Aquila, col. Salvatore Del Campo, il Comandante Legione Carabinieri Abruzzo e Molise, generale di brigata Gianluca Feroce e il Comandante Comando Regione Carabinieri Forestale Abruzzo e Molise, col. Giuseppe Lopez.

Il nuovo immobile è stato realizzato con i fondi del Commissario Straordinario Sisma 2016, per un investimento di 4 milioni di euro. L’Agenzia del Demanio ha operato come stazione appaltante eseguendo le fasi progettuali ed esecutive per restituire al territorio un presidio di sicurezza moderno nello stesso luogo dove sorgeva l’edificio distrutto dal terremoto.

Il Commissario Guido Castelli ha dichiarato: “La consegna della nuova caserma dei Carabinieri e dei Carabinieri Forestali di Montereale rappresenta molto più di un intervento edilizio: è un segno concreto della presenza dello Stato nei territori dell’Appennino centrale. Fin dall’inizio del mio mandato ho considerato la ricostruzione di questi presidi di sicurezza una priorità assoluta, perché le forze dell’ordine sono parte integrante delle nostre comunità e contribuiscono a farle sentire tutelate. Nel cratere sisma sono complessivamente 25 le opere di ricostruzione per altrettante caserme dei Carabinieri e dei Carabinieri Forestali. Tre di queste (tra cui quella di Montereale), si trovano in Abruzzo. A questi interventi sono stati destinati complessivamente circa 90 milioni di euro, a conferma di un impegno da parte delle istituzioni forte e concreto. Oggi restituiamo a Montereale una struttura moderna, sostenibile, sicura, realizzata grazie al prezioso lavoro dell’Agenzia del Demanio. Una caserma nZEB, costruita con tecniche innovative e pensata per integrarsi con il borgo. Quello che abbiamo inaugurato non è soltanto un edificio, ma un presidio di legalità, un punto di riferimento per cittadini che hanno affrontato prove durissime. La presenza dell’Arma è garanzia di fiducia, ordine e coesione. Continuare su questa strada significa rafforzare la rete che tiene unito il nostro Appennino”.

Il Sindaco di Montereale, Massimiliano Giorgi, ha dichiarato: “Esprimo tutta la mia gioia e gratitudine rispetto alla consegna anticipata della Caserma. Si tratta del giusto e doveroso riconoscimento per i militari dell’Arma che, fin dalle ore successive ai sismi del 2016-2017, mi hanno coadiuvato con spirito di servizio nella gestione dell’emergenza. Questo momento rappresenta anche un modo per ringraziarli

concretamente per quanto fatto. Altrettanto doverosamente rivolgo un plauso all’Agenzia del Demanio regionale e al RUP, nella persona dell’Ingegner Ridolfi che, grazie alle sue capacità, ha saputo risolvere le problematiche che abbiamo dovuto affrontare in corso d’opera. Infine, la Struttura commissariale ha gestito in modo ottimale la regia non solo di questi lavori, ma anche dei tanti altri interventi di ricostruzione e di riparazione economica e sociale che riguardano questi nostri territori. I risultati che sta realizzando il Commissario Castelli sono sotto gli occhi di tutti e sono il frutto della sua capacità di gettare il cuore oltre l’ostacolo: una qualità indispensabile per realizzare risultati importanti come quello odierno”.

La caserma, oltre ad essere un simbolo di rinascita e resilienza, è un esempio di costruzione innovativa e sostenibile: la struttura è realizzata in legno X‐LAM a elevata resistenza antisismica e i prospetti esterni sono rivestiti con pannelli in alluminio anodizzato altamente efficienti e sostenibili; è ecosostenibile e classificata nZEB (nearly Zero Energy Building), con elevate prestazioni energetiche ottenute grazie all’installazione di impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili. L’architettura della nuova caserma si ispira alle caratteristiche del borgo in pietra e inserisce in modo armonico l’edificio nel paesaggio. La nuova piazza, collegata all’ingresso della caserma, offre uno spazio pubblico che avvicina le istituzioni e la cittadinanza. Il legame con il territorio e la sua storia viene evocato dall’opera d’arte contemporanea che l’Agenzia del Demanio, insieme all’Arma dei Carabinieri e alla Soprintendenza, ha fatto installare all’interno della caserma. Realizzata dall’architetto Riccardo Miotto, l’opera intitolata “Spectrum” richiama la relazione tra le profondità terrestri e la superficie abitata, in analogia con l’architettura dell’edificio che sorge dalle macerie. La scultura è stata selezionata sulla base della norma che destina una quota delle spese per le opere pubbliche alla valorizzazione artistica degli edifici.

Cortino, approvato il progetto di riparazione e rafforzamento locale della chiesa di San Michele Arcangelo

C’è l’ok, da parte della conferenza permanente, al progetto di riparazione e rafforzamento locale della  chiesa di San Michele Arcangelo a Cortino, in provincia di Teramo. La chiesa di San Michele Arcangelo risalente al secolo XVI, non presenta aggiunte realizzate in tempi successivi è un edificio isolato posto all’ingresso del paese su una piazzetta antistante il monumento dedicato “ai caduti delle guerre”. Il piccolo borgo denominato frazione Lame all’interno del quale la chiesa è ubicata è composto da un’alternanza di abitazioni moderne, in pietra per lo più ottocentesche alcune delle quali risalenti al 1700 con monogramma dei Gesuiti. Si prevede la realizzazione di un cordolo sommitale in muratura avente la funzione di mantenere la forma della gabbia muraria, impedendo il distacco delle pareti nei cantonali e rifacimento di manto di copertura, cuci e scuci a piccoli tratti, con l’inserimento di mattoni pieni all’interno e di pietra squadrata all’esterno e il consolidamento del campanile mediante doppio tirante verticale interno da inserirsi tra la muratura del campanile stesso. Il costo dell’intervento ammonta a 165.931,84 euro.

“Desidero ringraziare il presidente della Regione Marco Marsilio, il Vescovo Lorenzo Leuzzi, l’Ufficio ricostruzione e il sindaco Marco Tiberii per la loro collaborazione. Il patrimonio culturale rappresentato dalle chiese dei nostri territori è un valore che dobbiamo preservare e tramandare, nelle massime condizioni di sicurezza” ha dichiarato il commissario alla ricostruzione sisma Guido Castelli.

Via libera agli interventi locali di riparazione e ripristino della chiesa di Sant’Agostino in Fraz. Sant’Agostino a Basciano

La Conferenza permanente ha dato il via libera agli interventi locali di riparazione e ripristino della chiesa di Sant’Agostino in Fraz. Sant’Agostino a Basciano (TE). La chiesa è conosciuta già in documenti del XIII secolo e l’attuale conformazione è frutto della ricostruzione effettuata tra il 1750 e il 1800 da parte dei Padri Camaldolesi, nonché di modifiche occorse nel 1930 (quando, intervenendo sulla facciata, venne sostituito l’antico campanile a vela con la torre campanaria odierna e modificato l’originario finestrone quadrato presente sul prospetto principale con quello rotondo attuale. In origine, infatti era presente un timpano triangolare con un oculo al centro e un piccolo campanile a vela), e negli anni Ottanta (nel 1986 la chiesa fu nuovamente inaugurata dopo lavori di manutenzione). E’ prevista la demolizione e rifacimento della copertura lignea previa realizzazione di cordolatura sommitale perimetrale in acciaio con perfori, barre e iniezioni e utilizzo di sezioni lignee adeguate con modifica del passo delle capriate, interventi sugli archi e le volte con ripristino delle conformazioni tramite centinature, scuci e cuci e consolidamento provvisorio con iniezioni di malta di calce e rinforzo finale tramite fasce e reti, interventi sulle pareti interne quali scuci-cuci, sarciture, rifacimento intonaci, cuciture armate di cantonali e incroci murari vari al fine di migliorare il collegamento tra i vari macroelementi e interventi sulle pareti interne quali scuci-cuci, sarciture, rifacimento intonaci, cuciture armate di cantonali e incroci murari vari al fine di migliorare il collegamento tra i vari macroelementi. 350.000,00 euro è il costo totale dell’intervento.

“Interveniamo ancora in una delle nostre preziose chiese del nostro territorio. E’ chiaro il netto cambio di passo nella ricostruzione , ormai intrapreso da tempo, fondamentale per recuperare questi gioielli di storia e cultura religiosa. Voglio ringraziare il presidente della Regione Marco Marsilio,  il Vescovo Tommaso Valentinetti, l’Ufficio ricostruzione e il sindaco Alessandro Frattaroli per la loro efficace collaborazione” dichiara il commissario alla ricostruzione sisma Guido Castelli.

Montegallo, lavori in corso per la rigenerazione urbana nelle frazioni di Uscerno, Migliarelli, Piano e Abetito

Proseguono gli interventi di riqualificazione degli spazi pubblici nelle frazioni di Uscerno, Migliarelli, Piano e Abetito, nel comune di Montegallo (Ap), finanziati attraverso il Fondo Complementare al Pnrr nell’ambito della Sub-misura A3.1 “Città e paesi sicuri, sostenibili e connessi”.

«Le frazioni rappresentano un patrimonio inestimabile per tutto il cratere colpito dal terremoto, che va preservato e rilanciato in ogni sua componente – spiega il commissario alla ricostruzione, Guido Castelli -. La strada intrapresa è quella giusta, e quanto sta accadendo ce lo conferma. Ringrazio la sinergia proficua tra i Comuni, l’Ufficio Speciale Ricostruzione e la Regione Marche guidata dal presidente Acquaroli».

«Esprimo grande soddisfazione per l’avanzamento degli interventi di rigenerazione urbana nelle frazioni di Uscerno, Migliarelli, Piano e Abetito, che sono ormai in fase di ultimazione. Questi lavori, resi possibili dal Fondo Complementare al Pnrr, sono centrali nella strategia della nostra amministrazione: la ricostruzione post-Sisma 2016 e la rigenerazione completa di tutte le 23 frazioni del nostro comune. L’obiettivo è chiaro: rilanciare il nostro territorio da un punto di vista turistico e socio-economico, restituendo ai cittadini luoghi sicuri e pienamente vissuti. Per questo, desidero ringraziare il Commissario Straordinario alla Ricostruzione, Guido Castelli, l’Ufficio Speciale Ricostruzione e il Presidente della Regione Marche, Francesco Acquaroli, per la sinergia proficua e costante, finalizzata proprio a concretizzare quel rilancio socio-economico che l’amministrazione si è prefissata» ha dichiarato il sindaco Sante Capanna.

 

Il primo progetto, dal valore complessivo di 230.000 euro ha recentemente ottenuto il trasferimento del secondo acconto di 60.000 euro, pari al 30% del contributo, da parte dell’Usr

A Migliarelli è prevista la riqualificazione della piazza adibita a parcheggio e del parco sottostante. Le due aree, oggi separate, saranno collegate da una rampa con sedute integrate e da un marciapiede lungo la strada provinciale. Il parcheggio sarà riorganizzato con posti auto, mentre il parco vedrà nuove pavimentazioni in arenaria, sedute e tavolo in legno, predisposizione per una fontana e la piantumazione di due Acer Platanoides al posto degli abeti rimossi. Saranno inoltre rifatti la ringhiera e il muro di contenimento.

A Piano si interverrà sul tratto che conduce all’area verde, con la posa di una pavimentazione in porfido a coda di pavone e l’installazione di una recinzione in rete plastificata su cordolo in calcestruzzo. Ad Abetito, invece, la recinzione esistente sarà sostituita da una nuova struttura in acciaio, previo risanamento della base in cemento armato. Gli interventi puntano a migliorare accessibilità, sicurezza e qualità estetica degli spazi, con soluzioni sostenibili e a bassa manutenzione.

Infine Uscerno, per cui è in essere un altro progetto da 550.000 euro (l’Usr ha appena liquidato un secondo acconto da 165.000 euro): i lavori in corso stanno riguardando Piazza della Noce, con l’obiettivo di renderlo uno spazio urbano sicuro e accessibile, con gradonate e muri in pietra, nuova pavimentazione, illuminazione, fontana, pensilina bus, parcheggio e predisposizione ricarica elettrica.