Oltre 82 milioni per l’Abruzzo da nuovo Piano di ricostruzione delle opere pubbliche e altri interventi

La cabina di coordinamento ha approvato il nuovo Piano di ricostruzione delle opere pubbliche della Regione Abruzzo, relativo agli eventi sismici del 2016. Si tratta di un importante investimento di 50 milioni di euro che riguarda 36 interventi totali in tutte le province della regione. A tali risorse, si aggiungono ulteriori 32,6, milioni relativi ad altre opere, per complessivi 82,6 milioni dedicati al territorio abruzzese.

Dichiarazione del Presidente Marco Marsilio: “Queste decisioni confermano che la ricostruzione dell’Abruzzo colpito dal sisma 2016 procede con passo sempre più deciso, mettendo in campo oltre 82 milioni di euro tra nuove opere pubbliche e ulteriori interventi strategici. Parliamo di risorse che arrivano su tutto il territorio regionale, dalle scuole alle sedi municipali, dai luoghi di culto alle infrastrutture culturali e sociali, rafforzando la sicurezza e la qualità della vita delle nostre comunità. In particolare, gli investimenti su Capitignano, Montereale, Campotosto e sugli altri comuni interessati consentiranno di mettere in sicurezza il territorio, riaprire servizi essenziali e ridare funzione a edifici simbolo dell’identità locale. Ringrazio il Commissario Guido Castelli, l’Ufficio speciale ricostruzione e i sindaci per la collaborazione quotidiana: la Regione Abruzzo continuerà a seguire ogni fase attuativa perché queste risorse si trasformino rapidamente in cantieri, lavoro e nuova fiducia nel futuro.

Voglio ringraziare il Presidente Marco Marsilio, l’Ufficio speciale ricostruzione delle Abruzzo e le amministrazioni locali, che stanno lavorando senza sosta nelle fasi di progettazione di opere pubbliche, che rappresentano un tassello fondamentale per la ricostruzione e la riparazione sociale ed economica del nostro territorio– dichiara il Commissario alla ricostruzione sisma Guido Castelli -. Quello varato in sede di Cabina è un intervento corposo, strutturale, che ci consente di accelerare ulteriormente i lavori per la ricostruzione pubblica in Abruzzo la quale, a sua volta, è propedeutica per dare linfa al percorso di rinascita e sviluppo delle nostre comunità”.

 

Di seguito gli interventi relativi al nuovo Piano di ricostruzione delle opere pubbliche.

Provincia di Teramo: A Crognaleto ci sono 300 mila euro per l’edificio scolastico in frazione Alvi ad uso abitativo, a Silvi 1.036.000,00  euro per l’edificio di edilizia residenziale pubblica in  Via Falcone e 340.000,00 per un edificio in Via Spezzaferro, a Tortoreto 371.000,00 euro per l’edificio di edilizia residenziale pubblica in Via Costa del Monte e un incremento di 4.535.000,00 euro a favore di interventi di miglioramento sismico per il Palazzo ex ECA.

Nel capoluogo Teramo 1.759.696,85 euro e 1.681.681,67  a favore di edifici ERP in Via Arno. Sempre nel capoluogo, ci sono anche 1.580.000.00 euro per l’ex dispensario antitubercolare di edilizia socio-sanitaria e 644.362,00 a favore dell’edificio storico  del poligono di tiro a segno nazionale. Ci sono anche 2.862.233,00 euro a favore della sede della Camera di Commercio del Gran Sasso d’Italia, 1890.158,30 euro per gli immobili di Viale Crucioli. A Isola del Gran Sasso, 250.000,00 euro per l’intervento di riparazione e miglioramento sismico della scuola elementare “Cerchiara” e 194.550,00 per la scuola elementare in frazione Pretara. Per Campli ci sono 1.500.000,00 euro per la Porta Angioina e la torre campanaria. A Castel Castagna 1.500.000,00 euro per l’ex scuola materna di proprietà comunale, mentre a Civitella del Tronto 1.800.000,00 euro per la scuola primaria da destinare ad edilizia sociale e per l’ex scuola in località Cerqueto ci sono 200.000,00 euro. A Tossicia, 700.000,00 euro per il fabbricato adibito a edilizia economica e popolare, mentre per Montorio al Vomano 1.191.125,00 euro a favore della biblioteca. A Canzano 3.560.750,00 euro per gli interventi al Municipio comunale, per Penna S. Andrea sono stanziati 1.798.020,00 euro per l’edificio sanitario denominato “Ex Marullo” in Contrada Colli. A Bisenti ci sono 602.545,50 euro a favore del nuovo COC, mentre per Castilenti sono a disposizione 2.761.855,00  euro per l’intervento di riparazione e miglioramento sismico dell’edificio storico “Palazzo De Sterlich Castilenti”. Per Cellino Attanasio ci sono 590.150,00  euro per la torre campanaria adiacente alla chiesa S. Maria La Nova. A Martinsicuro 2.000.000,00 euro per il miglioramento sismico del complesso monumentale della Torre Carlo V e adiacente casa doganale, mentre per Notaresco sono stanziati 510.000,00 euro per il museo archeologico. A Morro d’Oro  420.000,00  euro sono destinati per l’ex chiesa S. Antonio. Per Colonnella 200.000,00 per l’archivio comunale e ludoteca.

Provincia de L’Aquila: Per il comune di Cagnano Amiterno ci sono 180.000,00 euro in favore della scuola elementare ex Fossatillo.

Provincia di Pescara: A Farindola sono previsti 350.000,00 per il cimitero comunale, a Pescosansonesco ci sono 840.000,00 euro per la sede municipale, mentre a Pianella 1.100.000,00  euro sono a disposizione per scuola primaria del capoluogo. A Picciano  per il recupero, adeguamento sismico e messa in sicurezza del vecchio cimitero comunale ci sono 2.060.000,00 euro A Penne per l’ex convento di Colleromano sono disponibili 5.750.000,00 euro. Infine per il comune di Bolognano, per l’ex convento di Santa Maria del Monte sono previsti  2.000.000,00 euro.

Provincia di Chieti: A Palombaro 940.872,00 euro sono previsti per l’adeguamento sismico dell’edificio Municipale e sede del COC.

Relativamente agli altri interventi approvati in sede di Cabina di coordinamento si segnalano:

Il finanziamento di 18,7 milioni di euro destinato al Comune di Capitignano per un insieme organico di interventi infrastrutturali connessi alla ricostruzione post-sisma 2016. Le risorse sono finalizzate alla messa in sicurezza del territorio, al ripristino dei servizi essenziali, con opere considerate strategiche e urgenti per la vita quotidiana della popolazione. Gli interventi riguardano in particolare il rifacimento dei sottoservizi e della pubblica illuminazione, strettamente collegati alla ricostruzione degli edifici, la messa in sicurezza della viabilità principale e secondaria, comprese le strade di collegamento con il lago di Campotosto, e la realizzazione di vie di fuga e aree di emergenza nei principali nuclei abitati. Sono inoltre previste opere per la sicurezza del centro storico, il ripristino di infrastrutture pubbliche danneggiate, il recupero di edifici destinati a servizi sociali, culturali e assistenziali, nonché interventi di pubblica incolumità e di tutela ambientale.Inizio modulo

Gli otto milioni di euro finanziati per l’intervento di ripristino, con adeguamento sismico, della Rsa di Montereale (Aq). Sono state previste procedure semplificate e acceleratorie, con l’obiettivo di riaprire la RSA nel più breve tempo possibile, garantendo sicurezza strutturale, qualità degli spazi e continuità dei servizi sanitari e assistenziali a beneficio della comunità locale. È stato individuato come soggetto attuatore l’Usr Abruzzo.

A Campotosto, per la ricostruzione della Chiesa di Santa Maria Assunta, è stato previsto un incremento di 3,43 milioni di euro (per un investimento complessivo che sale a 6.420.646,67 euro) per lavori che comprendono interventi strutturali, nel rispetto dei vincoli storico-artistici.

A Villa Gesso, frazione del Comune di Teramo, è stato previsto un incremento di 834 mila euro per l’intervento sull’edificio di edilizia residenziale pubblica ATER (per un importo complessivo che sale a 1.550.613,03 euro), destinato al completamento della ricostruzione e all’adeguamento sismico.

L’incremento di risorse pari a 1,52 milioni di euro per i lavori di restauro e rifunzionalizzazione del Palazzo ex Del Duca, nel Comune di Picciano (Pe).

L’incremento di 140 mila euro per la Chiesa di San Biagio nel Comune di Montorio del Vomano (Te).

Montegranaro, altri 742mila euro per i lavori al Palazzo Comunale

La cabina sisma, riunita nei giorni scorsi e presieduta dal commissario alla ricostruzione sisma 2016 Guido Castelli, ha deciso un incremento di 742.570,72 euro in favore dei lavori  di restauro e miglioramento sismico del Palazzo Comunale di Montegranaro, in provincia di Fermo, edificio situato in Piazza Mazzini nel punto più alto della città. Il totale ora previsto per gli interventi ammonta a  3.537.070,72 euro.

Il progetto si prefigge di ripristinare la piena funzionalità dell’immobile, con particolare attenzione alla storica sala del Teatro Novelli, che sarà riconvertita in sala consiliare.  Inaugurato nel 1899 e intitolato all’attore Ermete Novelli, il teatro ha costituito per decenni il principale luogo di spettacolo e punto di aggregazione per la comunità cittadina.  Attualmente, della struttura originaria permangono esclusivamente i palchi di proscenio e le decorazioni pittoriche del soffitto, che saranno oggetto di un meticoloso intervento di restauro.

Ci sarà il consolidamento delle murature e delle volte mediante l’impiego di tecniche compatibili con i materiali originari.  Sarà inoltre realizzato un nuovo manto di copertura in legno e un ballatoio in acciaio e vetro all’interno della sala consiliare, quale omaggio ai palchetti del teatro.  Infine, sono previsti interventi di adeguamento impiantistico, tra cui l’installazione di un sistema di illuminazione a LED e un impianto antincendio negli archivi.

La rigenerazione urbana di spazi fondamentali per la vita delle comunità è uno dei progetti più importanti del nostro compito di rinascita dei territori dell’Appennino- dichiara il commissario alla ricostruzione sisma Guido Castelli – Anche in questo caso abbiamo a che fare con un gioiello che appartiene al nostro territorio. Montegranaro avrà nuovamente a disposizione una parte fondamentale della sua vita cittadina. Voglio ringraziare il presidente della Regione Francesco Acquaroli, l’Ufficio ricostruzione e il sindaco Endrio Ubaldi per la loro essenziale e proficua collaborazione. Stiamo dando molta importanza alla ricostruzione e all’inaugurazione dei palazzi comunali, fulcro di ogni comunità.  Di recente sono stati riaperti i municipi di Loro Piceno e Fiastra. Questo è un percorso che deve coinvolgere tutti i 138 comuni del cratere”.

Desidero ringraziare il Commissario Guido Castelli per la costante attenzione riservata al nostro territorio. Si tratta di un finanziamento di assoluta rilevanza per la comunità. I lavori sono stati avviati nel settembre 2024 e, nel corso dell’esecuzione, sono emerse alcune criticità che hanno reso necessaria una variante progettuale, predisposta dal direttore dei lavori in collaborazione con l’ufficio tecnico.  Il confronto con l’USR è stato particolarmente costruttivo e ha portato all’accoglimento delle nostre istanze.
L’intervento consentirà inoltre il recupero dello storico Teatro Novelli, che sarà destinato a sala consiliare di rappresentanza: un elemento di grande valore sotto il profilo istituzionale e culturale. Un ringraziamento va infine all’Ufficio speciale per la ricostruzione e al direttore Marco Trovarelli
”, ha dichiarato il sindaco Endrio Ubaldi.

Ricostruzione, altri 2,5 milioni per la “Don Giussani”, interventi post-sisma al 93% della spesa 2026

Ascoli, nuovo impulso alla ricostruzione post-sisma. Durante l’ultima cabina di coordinamento, il commissario straordinario Guido Castelli ha dato il via libera a un incremento di 2,5 milioni di euro per la scuola “Don Giussani”, portando l’importo complessivo dell’intervento a 7,6 milioni di euro. Un passaggio significativo che rafforza uno degli interventi scolastici più rilevanti della città.

Il finanziamento si inserisce in un quadro complessivo che vede la ricostruzione assorbire la quasi totalità della programmazione delle opere pubbliche comunali per il 2026. Su un totale di 46.367.347 euro, ben 43.195.399 euro – pari al 93,16% – sono destinati a interventi legati al sisma del 2016.

«Ascoli, pur non essendo tra i comuni maggiormente colpiti – spiega Castelli – rientra pienamente nel cratere e continua a fare i conti con danni rilevanti su scuole, edifici pubblici, strutture culturali e infrastrutture strategiche. Il 2026 rappresenta un momento di concentrazione della spesa, frutto di una programmazione pluriennale che ora entra nella fase decisiva».

Accanto all’analisi generale, il commissario sottolinea però il valore del lavoro svolto sul territorio. «I risultati che stiamo ottenendo – evidenzia – sono anche il frutto di una sinergia positiva e concreta con il Comune ed il sindaco Fioravanti, che ha dimostrato capacità progettuale, collaborazione istituzionale e continuità amministrativa. È grazie a questo rapporto che è stato possibile accelerare su interventi complessi come quello della “Don Giussani”».

“L’incremento dei fondi per la scuola primaria Don Giussani rappresenta un segnale concreto di attenzione verso il nostro territorio e, in particolare, verso il futuro dei più giovani. La riqualificazione dell’istituto è un intervento strategico che consentirà di restituire alla città una struttura più sicura, moderna e funzionale. Ringraziamo il Commissario per il costante supporto e confermiamo il massimo impegno dell’Amministrazione nel seguire ogni fase del progetto” dichiara il sindaco Marco Fioravanti.

Una collaborazione che, secondo Castelli, resta decisiva anche per affrontare le criticità ancora presenti: «La ricostruzione assorbe una parte rilevante delle energie amministrative – osserva – ma è una condizione necessaria. Mettere in sicurezza scuole ed edifici pubblici significa creare le basi per qualsiasi politica di sviluppo futuro».

In questo senso, il 2026 viene letto non come un anno di espansione, ma come una fase di consolidamento. «Senza edifici sicuri, servizi funzionanti e spazi pubblici recuperati – conclude il commissario – non può esserci crescita duratura. La ricostruzione non è il punto di arrivo, ma il presupposto per guardare avanti».

 

Riapre dopo le ferite del sisma il Museo Piersanti di Matelica: restituito al territorio un luogo simbolo di cultura e identità

Dopo anni di chiusura a seguito degli eventi sismici del 2016, la Casa Museo Piersanti di Matelica torna ad aprire le porte al pubblico. Un ritorno atteso, che segna un ulteriore avanzamento nel percorso di ricostruzione dei territori colpiti dal sisma del 2016, restituendo alla comunità uno dei luoghi museali più prestigiosi del Centro Italia.

Con la conclusione dei lavori di riparazione post-sisma,il Museo Piersanti viene restituito alla comunità ed è ora completamente fruibile, in piena sicurezza, sotto il profilo culturale, spirituale e sociale da cittadini, visitatori e fedeli. Il percorso di visita si sviluppa su tre piani e custodisce un patrimonio artistico di straordinario valore, con opere e apparati che, in parte, diventano oggi visibili per la prima volta grazie al nuovo allestimento.

Tra le novità emerse dopo i lavori di restauro, un suggestivo cielo stellato che colora la volta della cappellina, decorazione risalente ai primi del ‘900.

L’intervento di riparazione ha preso avvio il 3 aprile 2023 e si è concluso il 10 dicembre 2025. Il valore complessivo dell’intervento è pari a 5.045.133,32 euro ed è stato finanziato nell’ambito delle Ordinanze commissariali n. 19 e n. 61, confermando l’impegno della Struttura commissariale sisma 2016 nel recupero e nella valorizzazione dei beni culturali colpiti dagli eventi sismici.

L’arcivescovo di Fabriano-Matelica, Francesco Massara, ha dichiarato: «Questa riapertura rappresenta una grande gioia per il territorio. La Casa Museo Piersanti è tra le più belle delle Marche e la sua restituzione alla comunità è il frutto di un importante lavoro di squadra. Ringrazio il presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli, il Commissario al sisma 2016 Guido Castelli, il Comune di Matelica e la Soprintendenza per l’impegno condiviso che ha reso possibile questo risultato. Dopo il MARec San Severino Marche e il Museo Diocesano Giacomo Boccanera nel Palazzo arcivescovile di Camerino, la Casa Museo Piersanti di Matelica è il terzo museo che viene restituito al territorio dopo le ferite profonde lasciate dal sisma del 2016. Un segnale concreto di rinascita sociale ed economica, oltre che culturale e spirituale: un vero salotto di bellezza che torna a vivere».

Il Commissario straordinario al sisma 2016, Guido Castelli, ha dichiarato: «La riapertura della Casa Museo Piersanti dimostra che la ricostruzione è fatta anche di anima, identità e memoria. Monsignor Massara si conferma un gigante della ricostruzione. Oggi restituiamo al territorio un presidio di bellezza e cultura, frutto di una ricostruzione sinodale, costruita insieme. Ringrazio il presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli, il Comune, la Soprintendenza e tutti i soggetti coinvolti. Qui c’è un’eredità profonda che torna a parlare al presente e al futuro di queste comunità».

Il presidente della Regione Francesco Acquaroli, ha dichiarato: «Questa riapertura ha una grande valenza per la ricostruzione dei nostri territori e dei borghi colpiti dal sisma. Per Matelica rappresenta un passaggio importante anche in termini di attrattività turistica, perché restituisce un luogo identitario capace di generare valore culturale ed economico. Le Marche stanno portando avanti un percorso che mette al centro la bellezza come leva di rinascita: dalla valorizzazione della cucina italiana, patrimonio UNESCO, alla candidatura dei nostri teatri storici, fino al riconoscimento della sinclinale camerte come paesaggio vitivinicolo. Oggi siamo qui oltre il sisma e oltre le difficoltà che ne sono seguite, per ribadire che la ricostruzione non riguarda solo gli edifici, ma la capacità di rimettere al centro ciò che definisce l’anima dei nostri territori».

Il sindaco di Matelica, Denis Cingolani, ha sottolineato come la riapertura rappresenti una giornata di festa per l’intera comunità, evidenziando che la ricostruzione fisica deve procedere di pari passo con quella sociale, riportando le persone nei territori e rafforzando il legame con la storia e l’identità dei luoghi.Un ringraziamento particolare va all’Arcivescovo Francesco Massara, che ha seguito l’intero progetto ed è stato il motore pulsante di questo percorso: grazie alla sua tenacia e caparbietà siamo arrivati a questa inaugurazione del 21 dicembre. Grazie al Commissario straordinario al sisma 2016, Guido Castelli, per il sostegno garantito attraverso i fondi sisma, alla dottoressa Laura Barbacci che ha curato gli allestimenti, alla Soprintendenza e al nuovo direttore del Museo Piersanti, il professor Angelo Antonelli, per il lavoro svolto con competenza e passione».

La riapertura è stata celebrata con una cerimonia inaugurale al Teatro Piermarini, alla presenza del presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli, le istituzioni civili ed ecclesiastiche, dei tecnici e degli studiosi che hanno accompagnato il percorso di recupero, in collaborazione con la Diocesi di Fabriano-Matelica. Sono intervenuti tra gli altri Laura Barbacci, direttrice dell’Ufficio beni culturali ed edilizia di culto della Diocesi, l’architetto Francesco Troncanetti, progettista dell’intervento, Pierluigi Moriconi, funzionario e storico dell’arte della Soprintendenza, e il professor Angelo Antonelli, tra i massimi conoscitori della struttura e nuovo direttore del Museo Piersanti, di proprietà del Capitolo della Cattedrale.

La storia. La Casa Museo Piersanti affonda le proprie radici nella figura di Venanzio Filippo Piersanti, nato a Matelica nel 1688. Dopo una breve esperienza nella carriera ecclesiastica, nel 1718, a soli trent’anni, fu nominato Maestro di cerimonie della Cappella Pontificia da papa Clemente XI, che nello stesso anno lo designò anche suo “familiare e commensale”, affidandogli incarichi di grande rilievo all’interno della Curia romana. I ruoli ricoperti gli consentirono di raccogliere nel tempo un importante patrimonio di suppellettili artistiche e di realizzare nel palazzo di famiglia a Matelica una cappella domestica, destinata a costituire il nucleo originario del museo. Alla morte di Piersanti, avvenuta a Roma nel 1761, l’eredità passò alla sorella Giocondina e al fratello Giovanni, residente nel palazzo di famiglia a Matelica. In base alle disposizioni testamentarie, i beni mobili e immobili presenti sia a Roma sia a Matelica furono suddivisi tra gli eredi. Attorno all’oratorio domestico si costituì così il primo nucleo del Museo Piersanti, formato in larga parte dagli arredi e dalle opere appartenute a monsignor Piersanti e successivamente conservate e arricchite dalla famiglia. Agli inizi del Novecento, Teresa Capeci Piersanti donò il palazzo e l’intero corredo artistico al Capitolo e alla Parrocchia della Cattedrale, in attuazione delle volontà testamentarie del marito, il marchese Filippo Piersanti, ultimo erede della famiglia e primo sindaco di Matelica dopo l’Unità d’Italia.

Il nuovo allestimento. Il nuovo allestimento ricalca in linea generale quelli preesistenti, solo dove non è stato possibile per motivi logistici si è proceduto ad una nuova organizzazione museale. Dopo i danni del sisma nel museo sono confluite opere da chiese danneggiate, che nell’attuale allestimento sono state ripresentate. E’ stato modificato solo il percorso di visita, puntando sulla sezione legata agli ambienti sacri dell’edificio voluti da Mons. Venanzio Filippo Piersanti, da sempre centro propulsore del museo.

La visita si è allargata anche con nuovi spazi espositivi al piano superiore, che oltre alla cucina presenta una sala destinata alle ceramiche e altri ambienti con oggetti vari.

Da segnalare l’apertura pomeridiana proprio del giorno di Natale.

Nasce “Rieti Città Universitaria”, 9,5 mln a polo strategico per il rilancio del cratere sismico laziale

Un investimento strutturale su alta formazione, ricerca e trasferimento tecnologico per sostenere la ripresa economica e sociale dei territori colpiti dal sisma del 2016. Con l’approvazione dello schema di Convenzione “Rieti Città Universitaria”, il Commissario Straordinario per la ricostruzione sisma 2016 ha destinato 9,5 milioni di euro delle risorse residue del Fondo per la coesione allo sviluppo di un polo universitario e scientifico stabile nel capoluogo reatino, in stretta collaborazione con la Regione Lazio, l’Università la Sapienza e l’Università degli Studi della Tuscia.

Il progetto si inserisce nel quadro delle misure previste dall’articolo 1, comma 194, della legge n. 178 del 2020 e rappresenta l’esito di un percorso avviato negli anni precedenti, fondato su accordi interistituzionali e su una visione di lungo periodo per il rilancio dell’area del cratere. “Rieti Città Universitaria” mira a consolidare e potenziare l’offerta formativa già attiva sul territorio, rafforzando al contempo la ricerca applicata, il trasferimento tecnologico e le attività di formazione avanzata connesse alla prevenzione del rischio sismico e alla rigenerazione urbana.

Con Rieti Città Universitaria – afferma il Commissario Straordinario al sisma 2016 Guido Castelli – compiamo un balzo in avanti nel percorso di riparazione economica e sociale del cratere sismico. La ricostruzione non può limitarsi al ripristino materiale degli edifici, ma deve creare condizioni di sviluppo stabile e duraturo, soprattutto per le nuove generazioni. Investire in università, ricerca e formazione significa investire nel futuro dei territori colpiti dal sisma, offrendo alle giovani opportunità concrete, e contrastare il processo di spopolamento che da tempo affligge l’Appennino centrale. Questo progetto è il frutto di una forte collaborazione istituzionale con la Regione Lazio, le università e gli enti del territorio, ed è coerente con la strategia che stiamo portando avanti: trasformare la fragilità in occasione di rilancio. Investendo su capitale umano, conoscenza e coesione territoriale Rieti può diventare un laboratorio avanzato di innovazione, capace di connettere sapere scientifico, imprese e politiche pubbliche, rafforzando la competitività locale e sostenendo la crescita di nuove filiere produttive. Questo risultato è il frutto di un lavoro che ha visto in prima fila il Sindaco Sinibaldi, l’assessore Rinaldi e l’onorevole Trancassini, cui va il mio ringraziamento ”. I

Il Sindaco di Rieti, Daniele Sinibaldi, ha dichiarato: “Avevamo promesso che avremmo lavorato per rendere Rieti una Città universitaria e della forma-zione e l’obiettivo si concretizza giorno dopo giorno. Non soltanto l’arrivo della facoltà di Medicina e di altri nuovi corsi, non soltanto il recupero di numerosi immobili del centro storico restituiti a nuova vita attraverso la destinazione universitaria, ma nuovi e sostanziosi finanziamenti come quello odierno stanno contribuendo ad irrobustire sempre di più l’Università di Rieti. Questi ulteriori 9.5 milioni di euro ci consentiranno di rafforzare ed ampliare l’offerta formativa in Città, grazie alla collaborazione con La Sapienza di Roma, la Tuscia di Viterbo e la Regione Lazio. Desidero ringraziare tutti gli attori che da tempo sono coinvolti in questo processo davvero storico per il Capoluogo e l’intera provincia, a partire dall’on. Paolo Trancassini e naturalmente dal Commissario Guido Castelli che non fa mancare il sostegno alla nostra visione della Rieti del futuro”.

Investire nell’università è sinonimo di futuro. Il progetto “Rieti Città Universitaria” rappresenta un intervento strategico per il rilancio di Rieti e dell’Appennino centrale. La nostra idea di ricostruire anche il tessuto economico del territorio prosegue: l’università costituisce una solida base di partenza per il Centro Italia del futuro. Tutto questo è possibile grazie all’impegno dell’Ufficio Speciale per la Ricostruzione del Lazio, del Commissario Guido Castelli e dell’onorevole Paolo Trancassini”, ha dichiarato l’assessore alla Ricostruzione della Regione Lazio, Manuela Rinaldi.

Elemento centrale dell’iniziativa è la valorizzazione del sistema universitario interateneo Sapienza–Tuscia e del Centro di Ricerca per l’Innovazione sull’Economia Circolare e sulla Salute (CRIECS), già operativo a Rieti, che rappresenta un nodo strategico di integrazione tra università, imprese e istituzioni. Il progetto prevede inoltre il recupero e la rifunzionalizzazione di importanti compendi immobiliari pubblici, come l’ex Ospedale di Rieti e l’Istituto “Nazzareno Strampelli”, destinati ad accogliere attività didattiche, di ricerca e servizi connessi.

L’iniziativa assume una valenza territoriale ampia, configurandosi come un polo di riferimento per l’intero cratere sismico laziale e per le regioni colpite dal sisma del 2016. Attraverso il rafforzamento del capitale umano, il sostegno alle vocazioni produttive locali e la creazione di un ecosistema dell’innovazione, “Rieti Città Universitaria” punta a contrastare spopolamento, perdita di competenze e marginalizzazione economica, generando ricadute occupazionali qualificate e durature.

 

Dalla Cabina sisma quasi 135 milioni per il cratere laziale

La cabina sisma ha approvato il nuovo Piano di ricostruzione delle opere pubbliche della Regione Lazio colpita dagli eventi sismici del 2016. Si tratta di un importante investimento di 60 milioni di euro che interesserà la provincia di Rieti con 21 interventi totali e che segna un ulteriore passo avanti nella rinascita del territorio.

“Desidero ringraziare l’assessore regionale Manuela Rinaldi, l’Ufficio ricostruzione Lazio, il questore della Camera l’on. Paolo Trancassini e tutti i sindaci coinvolti per la loro effettiva e produttiva collaborazione. Questo importante investimento ci consentirà di intervenire capillarmente in tutto il territorio reatino, luoghi bellissimi che vogliono rinascere – sottolinea il commissario alla ricostruzione Guido Castelli – Si tratta di interventi che vanno nel segno della ricostruzione e della rigenerazione economica e urbana. Tutti insieme abbiamo messo un’altra pietra lungo il percorso nel quale, sempre di più, si passa così dalle norme ai cantieri. Oggi è un giorno importante per tutti noi e per l’intera comunità reatina”.

“La Cabina odierna ha rappresentato un passaggio cruciale per l’avanzamento e l’accelerazione degli interventi di ricostruzione nel l Lazio. Non solo Rieti ed Amatrice, ma tutto il cratere sabino ha ricevuto risorse e attenzioni che ci consentono di programmare con maggiore efficacia il lavoro nei prossimi mesi. La collaborazione con il Commissario Castelli prosegue in modo proficuo, per il bene dei nostri cittadini, frutto di un grande lavoro di squadra” dichiara Manuela Rinaldi, assessore della Regione Lazio.

Ad Antrodoco ci sono 248.000,00 euro a favore della riparazione, con miglioramento sismico del muro mdi piazza Chiesa del Popolo, frazione di Rocca di Fondi. A Borbona si interverrà con 170.000,00 euro per la messa in sicurezza del cimitero in frazione Vallemare. Per 250.000,00 euro sono per il contrasto al dissesto idrogeologico in località Lasca di San Liberatore. A Castel Sant’Angelo 2.000.000,00 di euro per il 1° stralcio della messa in sicurezza dell’abitato storico. Per Collevecchio 580.000,00 euro sono previsti per l’intervento di adeguamento sismico dell’impianto sportivo Don Aldo Troscia. Tre interventi previsti a Concerviano. Il primo riguarda la chiesa cimiteriale del cimitero del capoluogo, per il quale ci sono 118.000,00 euro, il secondo per la chiesa cimiteriale del cimitero della frazione di Pratoianni (120.000,00 euro) e il terzo per la chiesa del cimitero di Vaccreccia (120.000,00) A Configni 2.250.000,00 sono previsti per l’adeguamento sismico della locale caserma dei Carabinieri, mentre a Contigliano 750.000,00 sono previsti per la chiesa del cimitero di Colle Baccaro. Per Cottanello ci sono 1.190.000,00 per i lavori di miglioramento sismico ed efficientamento energetico dell’ostello comunale “Le Prata”.

A Longone Sabino due interventi: il primo per la ex scuola comunale adibita ad ambulatorio medico e seggio elettorale per il quale ci sono 165.000,00 euro e 160 000,00 euro per la riparazione del locale cimitero in frazione San Silvestro. A Micigliano, per la messa in sicurezza dell’area in dissesto strada di accesso al capoluogo, ci sono 620 000,00 euro. 745 000,00 euro sono a disposizione per il miglioramento sismico dell’edificio Ex Convento Santa Maria degli Angeli a Monopoli in Sabina.

Per il capoluogo Rieti 8.570 000,00 sono previsti per il miglioramento sismico del teatro Flavio Vespasiano, 32 960 000,00 euro per l’adeguamento sismico della Scuola Interforze per la Difesa NBC “Verdirosi”e 6 800 000,00 per il miglioramento sismico del Blocco 6 del locale ospedale.

A Rivodutri 580 000,00 sono a disposizione per la regimentazione acque nell’intorno e all’interno dell’impianto sportivo “Micheli”, a Rocca Sinibalda per il miglioramento sismico della torre civica ci sono 150.000,00 e a Torricella in Sabina 600 455,00 euro per il miglioramento sismico dell’ ex scuola frazione Oliveto Sabino.

Inoltre, questa cabina ha approvato importanti provvedimenti per i comuni di Amatrice e Accumoli.

Ad Amatrice dall’Ordinanza speciale n. 42 del 31 dicembre 2022, è stato autorizzato un incremento del contributo pari a 25.208.263,23 euro, finalizzato al completamento e all’ampliamento degli interventi sulle opere di urbanizzazione e sulla sicurezza del territorio. L’incremento riguarda in particolare: gli interventi per il rifacimento e l’adeguamento delle opere di urbanizzazione nel capoluogo e nelle frazioni; il ripristino del cimitero nella frazione di Retrosi e la messa in sicurezza del dissesto idrogeologico nelle frazioni di Casale di Sopra e Casale di Sotto. Per un contributo complessivo che ora ammonta a 91.002.963,09 euro, prevedendo 65 interventi per il rifacimento e l’adeguamento delle opere di urbanizzazione nel capoluogo e in 60 frazioni.

Inoltre, è stato finanziato l’incremento pari a 5.960.000,00 euro per la realizzazione di un parcheggio multipiano in prossimità dell’accesso sud al centro storico di Amatrice, unitamente alla sistemazione dell’area limitrofa, per un importo complessivo di 11.210.000,00 euro.

Sempre per quanto riguarda Amatrice, 7,02 milioni di euro per aggiornamento del PSR destinati al finanziamento dei servizi di ingegneria e architettura e delle indagini specialistiche, risorse indispensabili per accelerare le fasi progettuali e rendere immediatamente cantierabili gli interventi. Questi riguardano

il riassetto urbano dell’area Bastioni Nord, dell’area di via della Madonnella, il piano-progetto degli spazi pubblici e delle aree marginali e il recupero, ripristino e la valorizzazione delle mura urbiche di Amatrice.

Altro importante incremento di 3.407.981,54 euro per il Nuovo Centro di Formazione Professionale Alberghiero e Convitto di Amatrice, che porta l’investimento complessivo a 15.745.754,38 euro.

Con l’approvazione dello schema di Convenzione “Rieti Città Universitaria”, il Commissario Straordinario per la ricostruzione sisma 2016 ha destinato 9,5 milioni di euro delle risorse residue del Fondo per la coesione allo sviluppo di un polo universitario e scientifico stabile nel capoluogo reatino.

Ad Accumoli si finanzia la sorgente Fonticelle a Terracino per € 321.500,00

Per concludere altre due importanti notizie, su edilizia residenziale pubblica e infrastrutture viarie.

In merito al patrimonio di edilizia residenziale pubblica (ERP) nei Comuni di Leonessa, Cittareale e Accumoli c’è uno stanziamento complessivo che ammonta a 12.435.421,05 euro, così ripartiti: Leonessa edificio ERP di via delle Fonti: 11.513.425,05 euro; Cittareale edificio ERP in località Santa Croce: 460.998,00 euro; Accumoli edificio ERP di via Duca D’Aosta: 460.998,00 euro. Il provvedimento riguarda la demolizione e ricostruzione integrale di tre edifici ERP, con contestuale adeguamento sismico, normativo ed energetico, superando i limiti ordinari di costo previsti dalla disciplina regionale, alla luce della complessità degli interventi e della funzione pubblica strategica degli immobili interessati.

Inoltre, la Cabina sisma ha raggiunto l’intesa su una nuova ordinanza del PNC che consente di recuperare complessivamente 3 milioni di euro di economie, maturate sugli interventi di potenziamento e restyling delle stazioni ferroviarie del cratere. Di queste risorse, 2 milioni di euro sono destinati al Lazio, mentre il restante milione riguarda interventi in Umbria.

Per il Lazio, le economie derivanti dalle stazioni di Antrodoco e Rieti vengono riallocate per finanziare studi progettuali e interventi sulla viabilità strategica a servizio del cratere sismico, con particolare riferimento al completamento e all’adeguamento della Strada Statale 578 “Salto Cicolana” e al collegamento Rieti–Stimigliano verso l’Autostrada A1. Si tratta di assi fondamentali per migliorare l’accessibilità, la sicurezza e i collegamenti delle aree interne colpite dal sisma, indicati come prioritari dalla Regione Lazio.

Inoltre, di seguito incrementi su interventi già finanziati da precedenti ordinanze

  • CITTADUCALE Piscina comunale. L’incremento è di 2.013.500,00 euro, per un totale di 3.000.000,00 euro.
  • BORBONA Ex scuola media destinata a centro accoglienza/casa rifugio. L’incremento è di 280.360,00 euro, per un totale di 1.228.129,00 euro.
  • BORGO VELINO LINEA FOGNARIA COLLERINALDO L’incremento è di 200.000,00 euro, per un totale di 1.160.000,00 euro.
  • MURI DI SOSTEGNO della strada Borgo Velino–Collerinaldo. L’incremento è di 130.180,71 euro, per un totale di 516.905,71 euro.
  • POSTA – l’edificio sede della VI Comunità Montana del Velino e archivi comunali. L’incremento è di 1.784.806,00 euro, per un totale di 3.118.988,00 euro.
  •  CITTAREALE messa in sicurezza delle mura medievali. L’incremento è di 1.858.577,00 euro, per un totale di 2.055.000,00 euro.
  • ANTRODOCO Palazzetto dello Sport. L’incremento è di 900.000,00 euro, per un totale di 1.550.000,00 euro.
  • LEONESSA L’incremento complessivo è di 241.500,00 euro: 20.000,00 euro riguardano la difesa idraulica del Fosso di Vallorgano, che raggiunge così un totale di 850.000,00 euro; 5.000,00 euro sono destinati alla strada “Li Cordoni”, il cui importo complessivo sale a 605.000,00 euro; altri 20.000,00 euro aggiornano il quadro della difesa spondale del Fosso Veticeone nelle frazioni di Terzone, Cisterna, Case Runci e Sala, portando il totale dell’intervento a 2.020.000,00 euro; infine 196.500,00 euro riguardano l’ex Scuola Albaneto, con un totale aggiornato di 646.500,00 euro.
  • POGGIO BUSTONE Messa in sicurezza di via di Mezzo Le Vigne. L’incremento è di 468.616,00 euro, per un totale di 1.435.000,00 euro.
  • CONTIGLIANO edificio polifunzionale di Piazza Fiume. L’incremento è di 319.043,64 euro e il nuovo importo complessivo è di 690.573,69 euro.

Sisma 2022-2023, prorogati i termini per la ricostruzione pubblica e privata nelle Marche e in Umbria

Via libera dalla Cabina di coordinamento alla proroga dei termini per la ricostruzione pubblica e privata nei territori delle Marche e dell’Umbria colpiti dagli eventi sismici del 9 novembre 2022 tra Ancona, Pesaro e Fano e del 9 marzo 2023 tra Umbertide, Perugia e Gubbio. Con la nuova ordinanza commissariale vengono estesi i tempi per consentire a cittadini, enti locali e stazioni appaltanti di completare correttamente le procedure senza rallentare l’avvio degli interventi.

Per la ricostruzione privata, il termine per la presentazione delle manifestazioni di volontà a ricostruire e delle domande di valutazione preventiva agli Uffici speciali per la ricostruzione viene prorogato al 31 marzo 2026. Una scelta che tiene conto della necessità di dare più tempo ai proprietari per avviare i percorsi di ricostruzione e agli USR per gestire in modo ordinato l’istruttoria delle pratiche.

Sul fronte della ricostruzione pubblica, la proroga riguarda il regime transitorio sulle qualificazioni delle stazioni appaltanti e la sospensione di alcuni obblighi previsti dal Codice dei contratti pubblici. In particolare, fino al 31 dicembre 2026 resta sospeso l’obbligo di qualificazione per la fase di esecuzione dei contratti e, per gli USR di Marche e Umbria, anche per le fasi di progettazione e affidamento. Inoltre, slitta al 31 marzo 2026 il termine per la trasmissione agli USR dei documenti di indirizzo alla progettazione (DIP) relativi agli interventi di ricostruzione pubblica.

«Queste proroghe non sono un rinvio fine a sé stesso, ma uno strumento operativo per evitare blocchi e rallentamenti – spiega il Commissario straordinario alla ricostruzione Guido Castelli –. L’obiettivo è garantire continuità, dare certezze ai cittadini e agli enti locali e mettere tutti nelle condizioni di partire con cantieri ben impostati, senza inciampi burocratici. È lo stesso metodo che ha consentito alla ricostruzione del 2016 di accelerare: regole chiare, tempi realistici e una struttura ormai rodata».

Contestualmente si introduce una modifica al sostegno abitativo per le famiglie colpite, estendendo ai terremotati degli eventi sismici del 2022 e del 2023 il Contributo per il Disagio Abitativo (CDA), già previsto per il sisma del 2016. A partire dal primo gennaio 2026 il Contributo di Autonoma Sistemazione (CAS) sarà sostituito dal Contributo per il Disagio Abitativo (CDA) destinato ai nuclei familiari la cui abitazione principale sia stata distrutta o gravemente danneggiata in conseguenza degli eventi sismici del 2022 e 2023 e che si impegneranno  a manifestare la volontà a ricostruire secondo i termini previsti.

Si precisa che il CDA non sarà riconosciuto a coloro che, alla data degli eventi sismici del 2022 o del 2023, dimoravano in un’unità immobiliare condotta in locazione, con esclusione degli alloggi di edilizia residenziale pubblica.

«Con l’estensione del Contributo per il Disagio Abitativo ai territori colpiti dai sismi del 2022 e del 2023 garantiamo continuità al sostegno alle famiglie che hanno perso la casa. È la stessa misura già prevista per il sisma del 2016 e consente di evitare interruzioni nel percorso di assistenza abitativa, assicurando uniformità di trattamento e certezze a chi è stato colpito da eventi sismici diversi ma con gli stessi effetti sulla vita delle persone», conclude  il Commissario straordinario alla ricostruzione, Guido Castelli.

 

 

Manovra: Castelli, “Via libera a emendamento Superbonus passaggio decisivo per ricostruzione privata”

“Un passaggio decisivo per sbloccare e completare i cantieri della ricostruzione privata post-sisma 2016”. Così il Senatore Guido Castelli, Commissario Straordinario al sisma 2016 commenta l’approvazione dell’emendamento che introduce una misura che consente di coprire le spese, non rendicontate e perciò rimaste a carico dei cittadini, a seguito della cessazione del Supernonus integrato al contributo sisma.La modifica all’articolo 112 autorizza i Commissari straordinari per la ricostruzione e gli Uffici speciali competenti a riconoscere un incremento, integrativo a quello sisma, corrispondente alla quota di 110 non rendicontato entro il 31 dicembre 2025. L’incremento, che sarà oggetto di istruttoria da parte della struttura commissariale, è finalizzato a coprire le spese eccedenti il contributo ordinario sisma per tutte le istanze presentate entro il 31 dicembre 2024, e che non sono state rendicontate nei termini definiti dalla normativa nazionale.

La misura opera fino a concorrenza del costo complessivo degli interventi, nel rispetto del limite di spesa previsto che, nel caso del cratere 2016, è pari a 1,328 miliardi.

L’approvazione di questo emendamento – ha aggiunto Castelli – è frutto di un lavoro di squadra costante e continuo che ci ha impegnato per mesi, partito già dalla scorsa primavera e condotto attraverso provvedimenti specifici che ci hanno consentito di compiere una rilevazione puntuale del fabbisogno. Abbiamo lavorato a stretto contatto con il Ministro Musumeci, i Presidenti di Regione e il MEF per apportare gli opportuni correttivi ed arrivare a una misura importante, direi decisiva, che è stata successivamente estesa anche altri sismi. Questa decisione ci consentirà di procedere più speditamente nei cantieri della ricostruzione privata e soprattutto di archiviare l’esperienza del 110 che anche nella ricostruzione ha generato complessità e non poche criticità.  Desidero ringraziare tutti coloro i quali hanno lavorato a questo risultato e, in particolare, il collega Guido Liris, ma più in generale gli stakeholder della ricostruzione. Un segnale tangibile del Governo che fin da subito ha cercato una soluzione utile a non bloccare i cantieri del sisma. Attendiamo ora – conclude il Senatore – l’approvazione della Manovra da parte del Senato e i passaggi parlamentari che seguiranno fino alla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale”.

Per l’attuazione dell’intervento è autorizzata una spesa massima pari a 251,71 milioni di euro per il 2027 e 152,11 milioni di euro per ciascun anno dal 2028 al 2036, risorse che saranno ripartite dal Dipartimento Casa Italia tra i diversi territori colpiti, con un monitoraggio annuale della spesa in raccordo con il Ministero dell’Economia e delle Finanze. Restano escluse dal contributo le unità immobiliari realizzate in violazione delle norme urbanistiche, edilizie o paesaggistiche, salvo sanatoria.

Via libera all’intervento di miglioramento sismico della chiesa di San Leonardo da Limoges in località Montebufo a Preci (PG)

La conferenza permanente ha dato il via libera all’intervento di miglioramento sismico della chiesa di San Leonardo da Limoges  in località Montebufo a Preci (PG). La  chiesa di primitivo impianto medievale, si presentava ad unica navata, con volta costolonata a crociera, cui fu aggiunta, nella seconda metà del XV secolo, una seconda navata anch’essa con volta a crociera. La facciata, oggi interamente intonacata, è sormontata da un campanile a vela in pietra ed è caratterizzata dai due portali d’ingresso ogivali con cornice in pietra, di stile gotico.

All’interno dell’edificio le porzioni incoerenti di muratura interessate da significative lesioni saranno oggetti di interventi localizzati di scuci-cuci e si procederà con il rafforzamento generale della muratura verticale dell’edificio con intonaco armato con fibra di vetro. La porzione est dell’edificio, identificabile con la parte comprendente la sagrestia e la torre campanaria, sarà oggetto di ristilatura armata mediante inserimento di diatoni in fibra d’acciaio. Il timpano della facciata principale sarà rinforzato con il ripristino della murature crollata mediante materiale di recupero. Il costo dell’intervento è di 820.000,00 euro

“Le chiese sono testimonianza del nostro passato ed elemento di coesione delle nostre comunità.  In vista del Natale, queste sono sempre ottime notizie. Stiamo lavorando per dare loro nuova luce- dichiara il commissario alla ricostruzione Guido Castelli- Desidero ringraziare, per la loro collaborazione, il presidente della Regione Stefania Proietti, l’Arcivescovo Renato Boccardo e il sindaco Massimo Messi”.

Flat tax al 7% per i pensionati esteri: un’opportunità per ripopolare l’Appennino centrale

Si è svolto il webinar “Flat tax al 7% per i titolari di pensioni estere”, promosso dalla Struttura Commissariale sisma 2016 in collaborazione con il Consiglio Generale degli Italiani all’Estero (CGIE). All’incontro hanno partecipato il Commissario Straordinario Guido Castelli, il Segretario generale del Cgie Maria Chiara Prodi e il Vicesegretario generale del CGIE Giuseppe Stabile, con l’obiettivo di illustrare ai partecipanti le opportunità fiscali e territoriali offerte dall’Appennino centrale. Questo momento di incontro e confronto si inserisce all’interno delle iniziative adottate per promuovere la conoscenza di questo strumento fiscale presso un pubblico sempre più ampio, anche attraverso il coinvolgimento si soggetti istituzionali e non che possano collaborare e veicolarne la diffusione.

La flat tax al 7% rappresenta uno strumento concreto di politica territoriale – ha dichiarato il Commissario Guido Castellicapace di coniugare vantaggi fiscali e riparazione economica e sociale. Nei territori colpiti dal sisma stiamo lavorando per creare condizioni di attrattività stabile: servizi, sicurezza, qualità della vita e comunità accoglienti. Incentivare il rientro o il trasferimento di pensionati dall’estero significa contrastare lo spopolamento, riattivare economie locali e rafforzare il tessuto sociale. Questa misura si inserisce pienamente nella strategia di rilancio dell’Appennino centrale, che punta a trasformare la ricostruzione in un’occasione strutturale di sviluppo. Ringrazio il CGIE per la collaborazione e per il lavoro di informazione svolto verso le comunità italiane all’estero”.

I territori colpiti dallo spopolamento e dagli eventi sismici hanno dimostrato che è possibile trasformare il silenzio delle macerie in un percorso faticoso ma concreto di rinascita”. Lo ha dichiarato il Vicesegretario Generale del Consiglio Generale degli Italiani all’Estero, Giuseppe Stabile, intervenendo in chiusura del webinar. Secondo Stabile, le politiche attivate nei territori seguiti dal Commissario Castelli, rappresentano un modello replicabile a livello nazionale, capace di coniugare ricostruzione, sviluppo economico e coesione sociale. “La ricostruzione non è un fatto locale, ma una vera infrastruttura della rinascita nazionale», sottolinea Stabile, che ha poi ribadito il proprio impegno a diffondere in modo chiaro e coordinato all’estero le misure di incentivo esistenti, affinché i cittadini italiani nel mondo possano conoscere e cogliere le opportunità di rientro e di investimento nei territori in via di rilancio”.

La flat tax al 7% è un regime fiscale agevolato rivolto ai titolari di pensioni estere che trasferiscono la propria residenza in Italia, in particolare nei comuni dell’Appennino centrale colpiti dal sisma. Prevede un’imposta sostitutiva unica del 7% su tutti i redditi di fonte estera, per una durata fino a dieci anni. La misura è pensata per rendere questi territori più attrattivi, favorendo il ripopolamento, sostenendo l’economia locale e valorizzando borghi e aree interne. Oltre al vantaggio fiscale, offre un contesto caratterizzato da qualità ambientale, costi della vita contenuti e un forte legame comunitario, contribuendo alla rinascita sociale ed economica delle aree del cratere.