Misura 4

Misura 4 – Infrastrutture e mobilità – 335 mln €

Le zone dell’Appennino centrale hanno sofferto storicamente di una carenza di collegamenti, dovuta anche alla particolare configurazione del territorio, attraversato dalle montagne che separano nettamente regioni, vallate e comuni. La Misura 4 dedicata a “Infrastrutture e mobilità” nasce dall’esigenza, rappresentata da Regioni e sindaci, di intervenire a più livelli sia sulle strade comunali e statali che sulla rete ferroviaria (stazioni comprese), cogliendo l’occasione per mettere in campo le tecnologie più recenti che consentono un minore impatto ambientale e una possibilità di sviluppare nuove fonti energetiche verdi sul territorio.

Tra le prime due Ordinanze attuative firmate il 17 dicembre c’è proprio quella dedicata al potenziamento e la riqualificazione delle principali stazioni ferroviarie del cratere sismico, per un importo di 33,5 milioni di euro. Rete Ferroviaria Italiana, che investirà con propri fondi altri 18,3 milioni di euro, dovrà eseguire gli interventi. I lavori di miglioramento riguarderanno le stazioni di Teramo, L’Aquila, Ascoli Piceno, Fabriano, Macerata, Tolentino e Tolentino Campus, Rieti, Antrodoco, Spoleto e Baiano di Spoleto.

Per le strade statali che attraversano le quattro regioni sono stati stanziati 177 milioni di euro, 140 dei quali per l’esecuzione dei lavori e 37 per la progettazione di nuovi interventi. Questi ultimi, grazie all’intesa raggiunta con il Ministro delle Infrastrutture, Enrico Giovannini, saranno finanziati con rilevanti risorse aggiuntive nell’ambito del nuovo contratto di programma con l’ANAS, che è il soggetto attuatore delle opere di ripristino della rete stradale dopo il sisma. I primi cantieri riguarderanno la SS 4 Salaria, la SS 260 Picente tra L’Aquila e Amatrice, la SS 78 tra Belforte, Sarnano e Amandola, la SS 210 Amandola-Servigliano, la SS 685 Tre Valli Umbre tra Borgo Cerreto e Vallo di Nera. Gli interventi in progettazione riguardano invece altri tratti della Picente e della SS 78, il collegamento tra Teramo e Ascoli, la Tre Valli Umbre tra Spoleto e Acquasparta.

Un altro intervento, previsto dall’Ordinanza già firmata il 20 dicembre, riguarda il treno a idrogeno, a zero impatto ambientale, nella tratta tra Terni, Rieti, L’Aquila e Sulmona. Il progetto, che prevede anche la realizzazione di tre impianti in Lazio, Umbria e Abruzzo per la produzione di idrogeno “green” destinato al treno, ma anche all’alimentazione del trasporto locale ed extraurbano su gomma, fondi per la progettazione e per l’acquisto del materiale rotabile, è finanziato con 50 milioni di euro. A questi si aggiungeranno altri 59 milioni di euro dal bilancio del Ministero delle Infrastrutture, per l’acquisto di nuovi treni a idrogeno, grazie all’intesa con il ministro Enrico Giovannini, che ha sostenuto il progetto, insieme a Rete Ferroviaria Italiana, Rfi sia per l’impatto positivo sull’ambiente, che per la riduzione dei tempi di intervento per il miglioramento della tratta, che avrebbe dovuto essere elettrificata. Per il collegamento ferroviario a idrogeno, affidato a Rete Ferroviaria Italiana, è prevista la messa in esercizio nel 2027. La linea Terni-Sulmona, che passa per Rieti e L’Aquila, è un’importante dorsale tra Lazio, Umbria ed Abruzzo e si snoda per un percorso di 163 km, a binario semplice e operata da locomotori a trazione diesel. La realizzazione del collegamento a idrogeno permetterà, oltre all’abbattimento totale delle emissioni inquinanti, un consistente rafforzamento dell’offerta di trasporto sulla tratta Terni-Sulmona, e completa gli interventi per la mobilità ferroviaria nei territori del cratere sisma già previsti dal PNRR nazionale con il rafforzamento dei collegamenti Orte-Falconara e Roma-Pescara.

Ci sono, infine, altri 60 milioni di euro per la sistemazione ed il miglioramento della rete delle strade comunali all’interno dei due crateri, sulla base degli elenchi trasmessi dalle Regioni e che saranno attuati in gran parte dai comuni interessati.

Misura 3

Misura 3 – Rigenerazione urbana e territoriale – 325 mln €

La misura A3 ha a disposizione 325 milioni di euro ed è articolata in tre linee di intervento, che hanno l’obiettivo di migliorare la qualità di servizi, spazi e sottoservizi dei Comuni, (la cosiddetta rigenerazione urbana) oltre che di implementare l’offerta culturale e turistica sotto vari profili: ad esempio finanziando i cammini, la creazione di Depositi per i beni culturali e progetti di rifunzionalizzazione delle Sae inutilizzate.

La prima linea è dedicata alla Rigenerazione urbana stanzia una prima tranche di risorse con 200 milioni di euro per i progetti proposti dai Comuni dei due crateri, che saranno successivamente integrati, sulla base del danno da sisma, con 300 milioni per il 2009 (fondi della Struttura di missione) e con 400 milioni della contabilità speciale del Commissario per il sisma 2016.

La tipologia di intervento varia da Comune a Comune, dato che le amministrazioni locali hanno avuto la possibilità di proporre progetti a seconda della propria necessità, anche se in molti casi si tratta di recupero o creazione di aree verdi, di rinnovamento di arredi urbani e pavimentazioni, del recupero di edifici e della creazione di snodi per incrementare la cosiddetta mobilità dolce, che si tratti di nuovi camminamenti nei centri storici o di parcheggi di snodo.

Alla base dell’ammissibilità dei progetti (che vanno dall’impianto di risalita meccanizzato per collegare il centro storico di Acquasanta alla zona termale, fino alla riqualificazione urbana e infrastrutturale di aree o intere frazioni (come a Visso e Spoleto), passando per il recupero di un ex depuratore (Amatrice) o di antichi castelli come a Caldarola), ci sono il principio di ecologia e la proprietà pubblica (o in fase di acquisizione al patrimonio pubblico) dei luoghi oggetto di investimento.

La seconda linea di intervento assegna circa 38 milioni di euro per la realizzazione di tre centri per il deposito ed il restauro dei beni culturali recuperati dal sisma, e per i Musei dell’Aquila.  Il deposito per il Lazio sarà realizzato a Rieti, per un importo complessivo di 9,77 milioni di euro; per l’Umbria la sede sarà il comune di Spoleto, con un investimento di 9,75 milioni, per le Marche si è scelta la sede nel territorio di Camerino, finanziata con 9,9 milioni. In Abruzzo si interverrà sul castello cinquecentesco de L’Aquila con 8 milioni, mentre il Comune de L’Aquila realizzerà con 2 milioni il ‘Museo interattivo della Perdonanza Celestiniana’.

L’ultima linea di intervento ha a disposizione 100 milioni per l’implementazione di cammini culturali, tematici e storici; interventi di rifunzionalizzazione delle Soluzioni abitative di emergenza (Sae) per fini turistici, nel momento in cui saranno lasciate dagli attuali occupanti e, infine, per interventi di ammodernamento e messa in sicurezza di impianti sportivi, ricreativi e di risalita.

Gli elenchi degli interventi sono stati proposti dalle Regioni anche in base alle particolari vocazioni del territorio e in un’ottica di sistema che abbracci il turismo legato alla montagna e allo sci ed il turismo lento, che attraversa borghi e natura in tutte le stagioni dell’anno, a piedi o in bicicletta. Percorsi diversi tra loro ma comunque interconnessi e con l’obiettivo di creare nuove occasioni di lavoro e di sviluppo sia per chi abita già in queste zone sia per chi vorrebbe trasferirsi in futuro.

Misura 2

Misura 2 – Edifici pubblici, e non solo, a impatto zero – 293 mln €

La Misura 2 del Fondo complementare stanzia 268 milioni per l’efficienza energetica, uno degli obiettivi primari del Piano nazionale di ripresa e resilienza, per una serie di interventi che, riducendo sensibilmente i consumi di energia da fonti non rinnovabili, contribuiranno a raggiungere gli obiettivi di tutela ambientale fissati dall’Unione Europea e dalle organizzazioni internazionali.

Il primo intervento, che vale 100 milioni di euro, riguarda l’efficientamento energetico, la rifunzionalizzazione e la mitigazione delle vulnerabilità sismiche degli edifici di proprietà del Demanio e dei Comuni. Sono stati individuati circa 180 immobili pubblici da ristrutturare nelle quattro regioni del cratere 2016 e nel cratere 2009 dell’Aquila, come le sedi municipali, case di riposo, edifici che ospitavano scuole, caserme ed ospedali, palestre, mattatoi, castelli, molti dei quali da riqualificare anche dal punto di vista dell’utilizzo.

Altri 60 milioni di euro sono stati destinati al progetto di realizzazione, all’Aquila, del Centro Nazionale del Servizio Civile Universale, destinato all’accoglienza, alla residenza e alle attività di formazione dei docenti e dei formatori, che a regime accoglierà 2.500 volontari, formati per le attività di servizio al territorio. Il piano si coniuga con il processo di rigenerazione e rivitalizzazione urbana, sociale e culturale della Città dell’Aquila, e si basa sul riutilizzo e la rifunzionalizzazione delle abitazioni di emergenza realizzate dopo il sisma 2009 (Progetto C.A.S.E.) e del complessivo patrimonio immobiliare comunale.

Ci sono, poi, altri 63 milioni di euro per la creazione di nuovi impianti di produzione di energia pulita e il sostegno allo sviluppo delle comunità energetiche locali, un sistema grazie al quale i cittadini possono condividere l’uso dell’energia pulita prodotta da ciascuno di loro essenzialmente con i pannelli fotovoltaici.

Al GSE, il Gestore del Servizio Elettrico Nazionale, sono affidate le analisi, gli studi e le attività di indagine necessarie per la redazione di uno o più bandi per l’assegnazione delle risorse economiche oggetto della misura a soggetti pubblici o privati per pianificare, progettare e realizzare nuovi impianti a fonti rinnovabili, anche abbinati a interventi di efficienza energetica grazie alla condivisione dell’energia elettrica o termica. Il GSE fornirà anche il supporto tecnico e giuridico ai territori per la creazione delle comunità energetiche locali, anche nell’ottica delle reti tra comunità energetiche, per la condivisione dell’energia elettrica da fonti pulite. Ciò, a vantaggio di cittadini e imprese nei comuni al di sopra dei 5.000 abitanti, alle associazioni di comuni e, per i comuni al di sotto dei 5.000 abitanti integrando gli interventi per le comunità energetiche previsti e finanziati dal PNRR nazionale attraverso costanti interfacciamenti con il Ministero della transizione ecologica.

I bandi, che saranno pubblicati nel corso del primo semestre del 2022, copriranno in tutto o in parte le spese di investimento per la realizzazione degli impianti e la costituzione anche sul piano giuridico delle configurazioni di condivisione dell’energia, inclusi i costi connessi agli studi di fattibilità. L’affidamento include anche le analisi del territorio finalizzate a verificare la sostenibilità economica ed ambientale dell’installazione di nuovi impianti di produzione di energia elettrica e termica da rinnovabili, come le condizioni per realizzare mini centrali idroelettriche, installare pensiline fotovoltaiche in aree parcheggio di zone industriali o di centri commerciali, turbine eoliche, impianti di geotermia.

 

Fondo PNC Sisma: Cabina Coordinamento approva progetti per 813 milioni di euro

La Cabina di Coordinamento che gestisce il Fondo complementare al Pnrr per le Aree sisma 2009 e 2016, presieduta da Giovanni Legnini, Commissario per la ricostruzione del Centro Italia, ha completato oggi, nel pieno rispetto dei tempi previsti, la definizione del primo pacchetto di progetti del Fondo, relativi a “Città e borghi sicuri, sostenibili e connessi”, per un importo di 813 milioni di euro. Altri progetti per 260 milioni di euro, per finanziare il treno a idrogeno tra Terni e Sulmona, la riqualificazione delle strade statali e delle stazioni Fs, per un importo di 260 milioni di euro, erano stati approvati dalla Cabina di Coordinamento nei giorni scorsi.

I nuovi interventi definiti oggi riguardano il piano per la digitalizzazione dei due crateri, affidato ad Invitalia, e che vale 170 milioni di euro, la produzione di energia rinnovabile ed il finanziamento delle comunità energetiche locali, per 63 milioni di euro, la riqualificazione degli edifici pubblici, per 110 milioni di euro,  per la realizzazione all’Aquila del Centro Nazionale del Servizio Civile Universale, per altri 60 milioni, le opere di rigenerazione urbana per 200 milioni di euro, la creazione dei depositi per la conservazione e il restauro dei beni culturali con uno stanziamento di 40 milioni, investimenti nel settore turistico, sportivo e culturale, con una dotazione di 110 milioni di euro, la sistemazione delle strade comunali, con una spesa di altri 60 milioni di euro.

Le prime due Ordinanze che attuano i piani per la digitalizzazione e per l’efficienza energetica, dopo l’intesa con il Capo della Struttura di missione Aquila 2009, Carlo Presenti, e i presidenti di Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria, sono state firmate oggi stesso dal Commissario Legnini, mentre gli altri provvedimenti saranno varati subito dopo Natale.

Per il 30 dicembre è stata convocata una nuova riunione della Cabina di Coordinamento, della quale fanno parte anche il Capo Dipartimento Casa Italia, Elisa Grande ed i rappresentanti dei sindaci, per approvare entro i termini stabiliti dalla legge i progetti della seconda misura del Fondo complementare, che valgono 800 milioni di euro, destinati in gran parte al sostegno dei nuovi investimenti delle imprese dei due crateri.

Le schede dettagliate degli interventi

 

Innovazione digitale

Efficienza energetica

Rigenerazione urbana

Infrastrutture e mobilità

 

 

Misura A1

Misura A.1 – Dal divario digitale all’Appennino “laboratorio intelligente” – 170 mln €

Le aree colpite dai terremoti del 2009 e del 2016 sono tra le meno “connesse” del Paese. La conformazione del territorio, in gran parte montuoso, la scarsa presenza di grandi insediamenti urbani, il progressivo spopolamento, hanno ostacolato lo sviluppo della banda larga in questi territori. Uno degli interventi più importanti finanziati con il Fondo complementare al Pnrr per le aree sisma sarà proprio l’innovazione digitale dell’Appennino centrale che, sfruttando una maxi rete di sensori, diventerà un laboratorio per l’applicazione pratica dei nuovi sistemi di gestione del territorio, dalla prevenzione e sicurezza sismica, all’ambiente, ai servizi per i cittadini.

La Misura A1 del Fondo stanzia 170 milioni di euro per potenziare innanzitutto gli impianti di base, con la realizzazione e l’integrazione di infrastrutture a banda larga e ultralarga con un network di oltre 20 mila punti di accesso WiFi, per consentire l’accesso veloce a Internet a cittadini, imprese ed amministrazioni pubbliche. La realizzazione dell’intervento, che sarà complementare a quelli già avviati dai singoli comuni e dalle Regioni, viene affidata ad Invitalia, che potrà avvalersi della controllata Infratel, e costerà 22 milioni di euro.

La parte più consistente delle risorse di questa misura, 145 milioni di euro, sarà assorbita dalla realizzazione dell’infrastruttura e dei sistemi di gestione dei servizi, grazie alle nuove tecnologie dell’IoT, l’internet delle cose, e dei sistemi di “blockchain”. Si prevede in particolare, l’installazione di 17 mila sensori negli immobili pubblici, nelle infrastrutture strategiche, e negli edifici che si stanno ricostruendo dopo il sisma.

Diventeranno strutture “parlanti”, in grado di comunicare in tempo reale i dati rilevati, utili per il monitoraggio sismico, per quello delle infrastrutture strategiche a fini di sicurezza e prevenzione, per il controllo delle macerie e dei rifiuti urbani, della qualità dell’aria e dell’acqua, per la gestione della mobilità, il controllo dei corsi d’acqua, il coordinamento delle reti elettrica e termina, la revisione delle tecnologie usate per il catasto, la riorganizzazione dei beni culturali, ed anche per il controllo dell’organizzazione dei cantieri della ricostruzione, per verificare il rispetto delle regole sul lavoro. I sensori trasmetteranno i dati ai terminali, dotati di sistemi telematici di gestione dei servizi, che saranno a disposizione delle autorità competenti, a cominciare dai Comuni. Anche questo intervento viene affidato a Invitalia, attraverso un’apposita convenzione.

Il pacchetto stanzia infine 3 milioni di euro per la realizzazione di un Sistema Informativo territoriale telematico, affidato a Fintecna, per sfruttare appieno tutti i nuovi dati che vengono raccolti e mettere a sistema le banche dati esistenti. Un Sistema Informativo Territoriale può svolgere una funzione strategica nell’ambito delle attività di programmazione, per gestire le norme e a supporto delle strategie decisionali, pianificare la gestione del territorio, coordinare gli interventi, a monitorare l’ambiente, salvaguardare e conservare il patrimonio artistico-culturale-naturale, analizzare il territorio, produrre cartografie e sviluppare modelli (simulazioni, distribuzioni).

Piattaforma sisma: due nuovi moduli per i professionisti della ricostruzione

Sono online da oggi, sulla piattaforma informatica GEDISI (https://gedisi.sisma2016.gov.it/s/) del Commissario Sisma 2016, due nuovi moduli digitali per i professionisti impegnati nella ricostruzione. Si tratta di una ulteriore implementazione delle funzionalità relative all’Elenco Speciale dei Professionisti, di cui all’art. 34 del decreto 189 del 2016, ed alla Gestione dei Contratti per lo svolgimento di prestazioni d’opera intellettuale in favore di committenti privati.

Ora diventerà più semplice per i tecnici che operano nella ricostruzione iscriversi e consultare l’Elenco, modificare la propria posizione e provvedere alla redazione e trasmissione dei contratti.
Il professionista coordinatore dell’intervento potrà infatti accedere tramite SPID e compilare il relativo contratto direttamente in piattaforma, indicando anche le ulteriori figure professionali coinvolte, a differenza di quanto avveniva in precedenza, dove la registrazione del contratto era a cura dei singoli professionisti interessati, ciascuno in relazione alla rispettiva prestazione.
La nuova procedura digitale, invece, a partire dalle informazioni inserite genera in automatico il contratto, sulla base dello schema “tipo” di cui all’Allegato B dell’Ordinanza Commissariale n. 108/2020, con la possibilità inoltre di associarlo a una Manifestazione di Volontà precedentemente trasmessa.

Il contratto così generato e firmato dai professionisti e dal committente dovrà essere ricaricato in piattaforma e poi inviato con un semplice clic da parte del professionista coordinatore alla Struttura commissariale, ai fini della protocollazione.
Prima del rilascio dei nuovi moduli digitali, sarà conclusa la procedura di migrazione di tutti i dati presenti nella precedente piattaforma, pertanto non sarà necessaria alcuna ulteriore attività da parte dei professionisti iscritti all’Elenco e che abbiano già registrato contratti.

Una semplificazione importante, considerando che i contratti da registrare nei prossimi mesi saranno migliaia, e che consentirà di monitorare il flusso di informazioni in modo organico e in tempo reale. Si tratta del primo passo verso un sistema più integrato, in fase di implementazione da parte della Struttura Commissariale guidata dal Commissario Straordinario alla Ricostruzione Post Sisma 2016 Giovanni Legnini, che andrà a gestire tutti i flussi e processi della ricostruzione, con l’obiettivo di renderli più semplici e trasparenti per tutte le parti coinvolte e soprattutto per i cittadini. Accedendo all’area riservata saranno disponibili, all’interno di ogni modulo, un manuale di compilazione e i riferimenti per l’assistenza dedicata.

Legge Bilancio: Superbonus 110% in aree sisma fino al 2025, grande soddisfazione di Legnini

“La proroga generalizzata del Superbonus al 110% fino al 2025 nelle aree colpite dai terremoti apre uno scenario molto positivo per la ricostruzione del Centro Italia, una delle più vaste e complesse che il Paese si è trovato ad affrontare. Anche a nome di tutti i cittadini colpiti voglio ringraziare il Governo, il Parlamento, ed in particolare i relatori e i membri della Commissione Bilancio, per la grande attenzione e sensibilità che hanno portato all’accoglimento della nostra richiesta nel testo della Legge di Bilancio oggi all’esame dell’Aula del Senato”. Lo ha detto oggi il Commissario alla Ricostruzione post sisma 2016, Giovanni Legnini, commentano l’approvazione in Commissione Bilancio del Senato dell’emendamento alla Legge di Bilancio, che stabilizza il Superbonus nelle aree sisma.

“La conferma degli incentivi fiscali del 110% sia per i condomini che per gli edifici uni e bifamiliari inagibili dopo il sisma, e per ben quattro anni, permette oggi ai cittadini di affrontare una ricostruzione rapida, sicura e rispettosa dell’ambiente delle abitazioni distrutte dal terremoto avendo certezza delle risorse disponibili, ed al Commissario di programmare al meglio il lavoro e le risorse necessarie.

Nella stessa Legge di Bilancio per il 2022 – ha ricordato Legnini – è previsto anche l’ulteriore finanziamento della ricostruzione privata per 6 miliardi, l’esenzione ai fini Irpef ed Imu delle abitazioni inagibili a seguito del sisma, che continueranno a godere anche delle agevolazioni sulle utenze, e i termini per il mantenimento dei depositi di stoccaggio temporaneo delle macerie. Anche questi sono segni tangibili dell’impegno della politica nei confronti dei cittadini colpiti da questa tragedia.

Sono già passati cinque anni dal terremoto, negli ultimi due c’è stato un deciso cambio di passo, ma il grosso del lavoro da fare, con la ricostruzione di almeno 40 mila edifici, è ancora davanti a noi e – ha sottolineato il Commissario – non possiamo permetterci di perdere altro tempo.

Oggi ci sono tutte le condizioni per accelerare la ricostruzione delle abitazioni distrutte o danneggiate superando anche, grazie alla possibilità di utilizzare il Superbonus al 110% per la spesa non coperta dal contributo pubblico, il problema dell’incremento dei prezzi che sta rallentando le attività dei tecnici e delle imprese nei cantieri, e che sarà oggetto di ulteriori provvedimenti da parte nostra.

Spetta ora ai cittadini, ai loro tecnici, alle imprese, darsi da fare per cogliere questa opportunità e procedere senza altri indugi alla presentazione dei progetti di ricostruzione dovunque sia possibile. Così come spetta alle Regioni e ai Sindaci il compito di superare al più presto i residui ostacoli che, in alcuni comuni, ancora impediscono la presentazione delle pratiche.

Sono certo – ha concluso Legnini – che il Governo ed il Parlamento troveranno la sede opportuna per garantire il mantenimento delle altre misure legate allo stato di emergenza, a cominciare dalla sospensione dei mutui per i cittadini, le imprese e gli stessi comuni, così come le misure per compensare il mancato gettito della Tari, che non hanno trovato spazio nella Legge di Bilancio”.

PNC Aree Sisma: approvata l’Ordinanza per il treno “verde” a idrogeno tra Terni e Sulmona

Via libera per il treno a idrogeno, a zero impatto ambientale, nella tratta tra Terni, Rieti, L’Aquila e Sulmona, nel cuore dell’Appennino colpito dai terremoti del 2009 e del 2016, dove sta prendendo corpo in queste settimane il piano di sviluppo economico finanziato dal Fondo nazionale complementare al PNRR.

L’Ordinanza per il treno verde è stata firmata oggi dal Commissario Straordinario alla ricostruzione post sisma 2016, Giovanni Legnini, dopo l’intesa raggiunta nella Cabina di Coordinamento integrata cui partecipano il Capo della struttura di missione Aquila 2009, Carlo Presenti, il Capo Dipartimento Casa Italia, Elisa Grande, i presidenti di Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria ed i rappresentanti dei sindaci.

Il progetto, che prevede anche la realizzazione di tre impianti in Lazio, Umbria e Abruzzo per la produzione di idrogeno “green” destinato al treno, ma anche all’alimentazione del trasporto locale ed extraurbano su gomma, fondi per la progettazione e per l’acquisto del materiale rotabile, è finanziato con 50 milioni di euro. A questi si aggiungeranno altri 59 milioni di euro dal bilancio del Ministero delle Infrastrutture, per l’acquisto di nuovi treni a idrogeno, grazie all’intesa con il ministro Enrico Giovannini, che ha sostenuto il progetto, insieme a Rete Ferroviaria Italiana, Rfi sia per l’impatto positivo sull’ambiente, che per la riduzione dei tempi di intervento per il miglioramento della tratta, che avrebbe dovuto essere elettrificata.

Come gli altri interventi del Fondo la realizzazione del collegamento ferroviario a idrogeno, affidato a Rete Ferroviaria Italiana, avrà dunque tempi di esecuzione strettissimi, con la messa in esercizio prevista nel 2027. La linea Terni-Sulmona, che passa per Rieti e L’Aquila, è un’importante dorsale tra Lazio, Umbria ed Abruzzo e si snoda per un percorso di 163 km, a binario semplice e operata da locomotori a trazione diesel. La realizzazione del collegamento a idrogeno permetterà, oltre all’abbattimento totale delle emissioni inquinanti, un consistente rafforzamento dell’offerta di trasporto sulla tratta Terni-Sulmona, e completa gli interventi per la mobilità ferroviaria nei territori del cratere sisma già previsti dal PNRR nazionale con il rafforzamento dei collegamenti Orte-Falconara e Roma-Pescara.

Quella che avvia il progetto per il treno a idrogeno è la terza Ordinanza attuativa del Fondo nazionale PNRR per le aree sisma 2009 e 2016, dopo quelle per gli interventi sulle strade statali e la riqualificazione delle stazioni ferroviarie. Tutte e tre le ordinanze riguardano la Misura A del piano, quella destinata essenzialmente agli interventi e alle opere pubbliche, che prevede interventi per la rigenerazione urbana, per la riqualificazione degli immobili pubblici, per lo sviluppo delle connessioni digitali e che deve essere interamente finalizzata entro la fine dell’anno.

Fondo PNC aree sisma: firmate le prime Ordinanze attuative per finanziare strade e stazioni ferroviarie

177 milioni per le strade, intesa con il MIMS per finanziare gli interventi in progettazione

Arrivano le prime due Ordinanze attuative delle misure per lo sviluppo economico delle aree colpite dai terremoti del 2009 e del 2016 previste dal Fondo nazionale complementare al PNRR. Il Commissario Straordinario alla ricostruzione del Centro Italia, Giovanni Legnini, ha firmato due Ordinanze che affidano ad ANAS la progettazione e la realizzazione di lavori su diversi lotti relativi alla rete stradale statale del cratere e ad Rfi la riqualificazione di 11 stazioni ferroviarie. L’intesa sulle Ordinanze, con il Capo della Struttura di Missione sisma 2009 e i Presidenti di Abruzzo, Lazio, Umbria e Marche è stata raggiunta nell’ambito della Cabina di Coordinamento integrata, presieduta dallo stesso Legnini, che gestisce il Fondo da un miliardo e 780 milioni destinato ai territori di Lazio, Abruzzo, Marche e Umbria colpiti dai terremoti degli anni passati ed articolato in diverse misure, che devono essere attuate in tempi strettissimi.

Per le strade statali che attraversano le quattro regioni l’Ordinanza stanzia 177 milioni di euro, 140 dei quali per l’esecuzione dei lavori e 37 per la progettazione di nuovi interventi. Questi ultimi, grazie all’intesa raggiunta con il Ministro delle Infrastrutture, Enrico Giovannini, saranno finanziati con rilevanti risorse aggiuntive nell’ambito del nuovo contratto di programma con l’ANAS, che è il soggetto attuatore delle opere di ripristino della rete stradale dopo il sisma.

I primi cantieri riguarderanno la SS 4 Salaria, la SS 260 Picente tra L’Aquila e Amatrice, la SS 78 tra Belforte, Sarnano e Amandola, la SS 210 Amandola-Servigliano, la SS 685 Tre Valli Umbre tra Borgo Cerreto e Vallo di Nera. Gli interventi in progettazione riguardano invece altri tratti della Picente e della SS 78, il collegamento tra Teramo e Ascoli, la Tre Valli Umbre tra Spoleto e Acquasparta.

L’altra Ordinanza riguarda il potenziamento e la riqualificazione delle principali stazioni ferroviarie del cratere sismico, ed affida i relativi lavori, per un importo di 33,5 milioni di euro, a Rete Ferroviaria Italiana, che investirà con propri fondi altri 18,3 milioni di euro. I lavori di miglioramento riguarderanno le stazioni di Teramo, L’Aquila, Ascoli Piceno, Fabriano, Macerata, Tolentino e Tolentino Campus, Rieti, Antrodoco, Spoleto e Baiano di Spoleto.

Le Ordinanze attuative del Fondo nazionale complementare al PNRR Aree Sisma sono entrate in vigore oggi con la pubblicazione nella sezione Normativa del sito internet istituzionale del Commissario Straordinario alla Ricostruzione sisma 2016, www.sisma2016.gov.it. 

Sisma 2016: presentato progetto ricostruzione Castelluccio di Norcia

Per la ricostruzione post sisma 2016 di Castelluccio di Norcia dal Dipartimento di Ingegneria Civile e Ambientale e dal Dipartimento di Ingegneria dell’Università degli Studi di Perugia e Regione Umbria mettono in campo un progetto unico al mondo. Il piccolo borgo sarà infatti realizzato su piastre di oltre 6mila metri quadri che isoleranno sismicamente tutte le costruzioni, mettendole al riparo dal rischio di nuovi terremoti.

Il progetto e il percorso tecnico e amministrativo che lo hanno reso possibile sono stati illustrati oggi al MAXXI di Roma in una giornata di lavoro su “Città, infrastrutture e terremoti: modelli antisismici d’avanguardia in Umbria” e dedicata appunto alla presentazione del modello antisismico per la ricostruzione di Castelluccio.

Il Commissario Giovanni Legnini ha sottolineato che “la ricostruzione di Castelluccio di Norcia è un progetto pilota sotto tre profili: quello della sicurezza sismica, quello del rapporto tra sicurezza e tutela ambientale e storico-architettonica e infine sotto il profilo normativo. Un’esperienza importante che mi auguro possa essere replicata anche in altri luoghi”. Legnini ha ricordato che “un anno e mezzo fa non sarebbe stato possibile adottare uno strumento come l’Ordinanza speciale in deroga, segno che l’innovazione, anche nella forma giuridica, rappresenta un forte sostegno alla sfida delle ricostruzioni post sisma in Italia”.

Ha aggiunto Legnini: “L’obiettivo primario resta quello della sicurezza: come insegnano la ricostruzione di Castelluccio e quella più generale dell’Umbria, i terremoti nell’Appennino centrale sono frequenti e si verificano purtroppo ciclicamente. Ora che possiamo mettere in campo le più avanzate tecniche e conoscenze di antisismica, possiamo scongiurare quanto avvenuto in passato, ad esempio con gli interventi post sisma del ’97 che sono stati rapidi, ma dopo il 2016 ci siamo trovati costretti ad intervenire nuovamente su una parte rilevante del patrimonio edilizio ricostruito”.

Castelluccio di Norcia – La piccola frazione di Norcia, che sorge a 1.452 metri ed è conosciuta anche come “Piccolo Tibet” per il suggestivo piano su cui si affaccia, è nota per uno scenario naturale unico a livello europeo, caratterizzata dalla fioritura estiva della lenticchia che attira ogni anno migliaia di visitatori. Le scosse del 2016 e in particolare quella del 30 ottobre hanno quasi raso al suolo l’intero abitato.

Il progetto dell’Università di Perugia – In virtù della conformazione di Castelluccio e della vicinanza alla faglia del Vettore da cui ha originato la scossa del 30 ottobre, l’ateneo ha previsto per la ricostruzione del paese la realizzazione di due piattaforme antisismiche, una per ciascuna delle due parti in cui si articola l’abitato. La prima sarà realizzata “Sotto le mura” e l’altra “Sopra le mura” per un totale di circa 6mila metri quadri e una spesa ipotizzata di 6 milioni di euro. La fondazione è una platea in cemento armato spessa poco meno di un metro e dotata sulla sommità di sostegni dove sono installati gli isolatori. Lo spazio libero tra fondazione e piastra isolata (1 metro circa) sarà utilizzato per le operazioni di ispezione e manutenzione e per il posizionamento degli impianti sotterranei.

Un borgo da studiare – L’intervento di ricostruzione del centro di Castelluccio costituirà un modello progettuale importante non solo per la sicurezza degli abitanti e per i tanti turisti che ogni anno visitano la piana, ma anche per la realizzazione di un sistema di ambienti e percorsi che renderanno accessibile e visitabile l’infrastruttura sia agli addetti ai lavori (per una corretta manutenzione del sistema), sia a tutta la comunità scientifica e agli studenti di tutto il mondo interessati a studiare processi e metodi avanzati per la ricostruzione post-sismica.

L’Ordinanza speciale in Deroga – La distruzione quasi totale delle case e delle architetture storiche, unita al dissesto idrogeologico e alla peculiare conformazione del borgo che sorgeva su dei terrazzamenti naturali, hanno da subito rappresentato una sfida sia tecnica che procedurale per la ricostruzione di Castelluccio. La soluzione studiata sotto il profilo normativo è l’Ordinanza Speciale in deroga firmata il 15 luglio di quest’anno dal Commissario Straordinario alla Ricostruzione Post Sisma 2016, Giovanni Legnini. L’Ordinanza finanzia il consolidamento del versante nord del centro storico per 1 milione di euro e della viabilità di accesso al nucleo abitato per 2,5 milioni, ed il finanziamento per altri 2 milioni di euro per la progettazione di altre sei opere pubbliche: il ripristino delle strade principali e secondarie del nucleo abitato, la realizzazione dei terrazzamenti e dei sottoservizi, la realizzazione degli spazi pubblici, dei parcheggi interrati e dei percorsi pedonali e di sicurezza. Altra novità assoluta nella storia della ricostruzione post sisma è il fatto che Castelluccio sarà oggetto di una ricostruzione unitaria ad opera dello Stato, in collaborazione con i privati proprietari degli edifici. Dopo l’approvazione del programma delle demolizioni da parte del Consiglio comunale, è prevista la creazione di un unico Consorzio che produca un’unica pratica di ricostruzione, in modo da rendere i lavori ancora più rapidi.