Legnini Commissario anche per la ricostruzione di Ischia, confermato per il Centro Italia

Con decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri emanati nei giorni scorsi Giovanni Legnini è stato confermato per il 2022 nell’incarico di Commissario Straordinario di Governo per la ricostruzione dei territori colpiti dal sisma del 2016, e nominato Commissario Straordinario di governo per gli interventi nei comuni dell’isola di Ischia colpiti dal sisma del 2017. Legnini entrerà in funzione nel nuovo incarico non appena concluso l’iter per la registrazione del decreto di nomina.

“Ringrazio il Presidente del Consiglio, Mario Draghi, per la fiducia che mi ha accordato conferendomi l’incarico di Commissario straordinario di governo per la ricostruzione di Ischia, che segue il rinnovo di quello per il Centro Italia” ha detto Legnini.

“Ringrazio inoltre – ha aggiunto – il Presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, per le belle parole di accoglienza e gli auspici che ha inteso formulare, e che con lui condividerò all’atto del mio insediamento. Sarò a Napoli e ad Ischia per avviare concretamente il lavoro insieme alla Regione, ai Sindaci e ai cittadini, non appena la nomina sarà registrata dalla Corte dei Conti e si potrà quindi procedere al passaggio di consegne con il mio predecessore, Consigliere Carlo Schilardi, che ugualmente ringrazio per il lavoro sin qui portato avanti. Assicuro il mio massimo impegno, che ho il dovere di coniugare con quello riguardante il Centro Italia, avendo comunque la certezza di poter contare sulla professionalità e la dedizione di una squadra di qualità, ed ispirandomi alle innovazioni e semplificazioni procedurali che hanno consentito di sbloccare e poi far decollare la ricostruzione post sisma 2016”.

Soddisfazione del Commissario Legnini per la sospensione delle rate dei mutui

Il Commissario Straordinario per la ricostruzione post sisma 2016, Giovanni Legnini, ha espresso oggi grande soddisfazione per la proroga della sospensione dei mutui su abitazioni e impianti produttivi ancora inagibili, prevista dal Decreto Sostegni pubblicato in Gazzetta Ufficiale.

La decisione di sospendere anche per il 2022 le rate dei mutui sugli immobili danneggiati dal terremoto del Centro Italia è un sollievo per moltissimi cittadini ed imprenditori che ancora affrontano grandi difficoltà ad uscire dalla crisi innescata dal sisma di cinque anni fa, ed aggravata dalla pandemia. Anche a loro nome voglio ringraziare per la sensibilità dimostrata il Presidente del Consiglio e il governo, così come l’Associazione Bancaria, che ha condiviso e sostenuto la richiesta di una proroga della moratoria di cui ci siamo fatti portavoce, raccogliendo la forte preoccupazione della popolazione del cratere” ha detto Legnini.

“Mi auguro – ha aggiunto il Commissario – che nel Decreto Milleproroghe che il Parlamento dovrà convertire in legge possa trovare spazio la conferma delle altre misure ancora necessarie, evidenziate nel corso dell’audizione in Parlamento, a cominciare dalla sospensione delle rate dei mutui contratti dai Comuni”.

Governo, primo passo verso il Codice della Ricostruzione. Per Curcio, Legnini e Grande una riforma storica

Via libera oggi dal Consiglio dei Ministri al disegno di legge delega per l’adozione di un “Codice della ricostruzione”. “Una riforma di portata storica, che punta a definire un quadro normativo uniforme per le attività di ricostruzione post sisma, con l’attuazione di un modello che garantisca certezza, stabilità e velocità di questi processi, e che al tempo stesso assicuri una ripresa delle attività economiche e sociali nei territori colpiti” hanno sottolineato il Commissario Straordinario per la ricostruzione 2016, Giovanni Legnini, il Capo Dipartimento della Protezione Civile, Fabrizio Curcio, il Capo Dipartimento Casa Italia, Elisa Grande, che hanno contribuito alla stesura del testo.

Oggi in Italia sono in corso almeno sette ricostruzioni post sisma, ciascuna con le sue regole, le sue procedure, un proprio modello di gestione. Il “Codice” nasce proprio per superare questa frammentazione, che genera confusione normativa e diseguaglianze nei diritti riconosciuti ai cittadini colpiti dalle catastrofi naturali. La delega propone la creazione di uno specifico Dipartimento delegato alle ricostruzioni nell’ambito della Presidenza del Consiglio, in coordinamento con il Dipartimento della Protezione Civile, con possibilità di nomina di Commissari straordinari per le ricostruzioni più complesse, e l’introduzione di uno “stato di ricostruzione”, distinto e susseguente allo “stato di emergenza”. Sarà possibile in sostanza realizzare quel passaggio coordinato tra prima assistenza alla popolazione e gestione dello stato di emergenza, affidati al sistema di Protezione Civile, e la successiva fase di ricostruzione.

Si introducono, inoltre, alcuni principi nuovi ed importanti. Innanzitutto, quello che i processi di ricostruzione non si limitino alla riparazione materiale dei danni, ma assicurino ai territori colpiti anche il recupero del tessuto socioeconomico, ad esempio con gli aiuti alle imprese. Si prevede poi che, in caso di danni molto elevati e di situazioni complesse, si possa attuare una ricostruzione pubblica dei centri urbani e storici dei comuni più colpiti attraverso progetti unitari. Per il rifacimento delle opere pubbliche si prevedono anche semplificazioni e meccanismi di accelerazione, come l’obbligo di utilizzare centrali uniche di committenza. Per la prima volta, inoltre, si apre alla possibilità di introduzione di polizze assicurative private per il ristoro dei danni da sisma, delegando il Parlamento a valutare l’eventuale introduzione di forme di indennizzo diverse dal contributo pubblico.

Molte delle soluzioni proposte dalla delega sono mutuate dalle esperienze passate, ed in particolare dalle più recenti innovazioni nella ricostruzione post sisma 2016, come  il modello di gestione multilivello delle grandi ricostruzioni, affidate ad una Cabina di coordinamento, guidata dal Capo del Dipartimento o dal Commissario, con i presidenti delle Regioni interessate, i rappresentanti dei sindaci ed il Capo Dipartimento della Protezione Civile, con il quale vengono stabilite precise modalità di raccordo nel passaggio dalla fase di emergenza a quella della ricostruzione. Viene poi confermato il modello amministrativo delle attività di ricostruzione, basato sugli Uffici Speciali Regionali, che assistono i comuni anche nella pianificazione urbanistica e attuano gli interventi pubblici più rilevanti, così come quello del monitoraggio, basato sulle piattaforme digitali, e dei controlli di legalità, con il rafforzamento della Struttura di missione del Ministero dell’Interno.

La nuova struttura della Presidenza del Consiglio potrà essere dotata di un contingente di personale tecnico altamente specializzato, ricorrendo a professionalità attualmente impegnate nelle ricostruzioni dell’Aquila, dell’Emilia-Romagna e del Centro Italia.

“Tutto il Servizio Nazionale della Protezione Civile darà il suo contributo di esperienza al grande cantiere normativo che prenderà il via grazie alla legge delega approvata oggi dal Consiglio dei Ministri. È un risultato particolarmente importante perché da tempo sentivamo l’esigenza di armonizzare, in caso di grandi terremoti, il superamento dell’emergenza e la fase di ricostruzione. La scelta del Governo consente di avviare questo percorso che garantirà ai cittadini non solo una pronta risposta all’emergenza ma anche uniformità di trattamento su tutto il territorio nazionale” ha aggiunto il Capo Dipartimento della Protezione Civile, Fabrizio Curcio.

“Si tratta di una proposta virtuosa, resa possibile dalla collaborazione e dalla condivisione delle esperienze di tutti. L’idea di fondo è quella di assicurare una policy stabile della ricostruzione e messa in sicurezza del territorio, ispirata ai principi di semplificazione, accelerazione dei tempi e dello sviluppo. Un modo per individuare un’ordinarietà nella straordinarietà dell’emergenza ricostruzione perché, come suggerito dalla Corte dei Conti, anche nella fase successiva all’emergenza è necessaria una regolamentazione che individui modelli organizzativi e procedurali idonei a dare certezza e a ridurre i tempi della ricostruzione” ha detto il Capo del Dipartimento Casa Italia, Elisa Grande.

 “Ringrazio il Governo per l’approvazione del disegno di legge delega che potrà finalmente essere sottoposto all’esame del Parlamento, presso il quale pende già il disegno di legge dell’On.le Pezzopane. Mi auguro che si proceda celermente con l’approvazione del testo, in tempo utile per il varo del Codice entro la Legislatura, una riforma che potrà finalmente dare certezze ai cittadini, alle imprese e agli enti locali dei territori colpiti dai terremoti, così superando le lungaggini e le incertezze che hanno da sempre caratterizzato l’avvio dei processi di ricostruzione“ ha concluso il Commissario Giovanni Legnini.

Legnini incontra i sindaci, accelerare la ricostruzione nei centri più colpiti

E’ scattato oggi, con gli incontri con i comuni di Visso, Camerino e Montegallo, il piano d‘azione del Commissario Straordinario alla Ricostruzione post sisma 2016, Giovanni Legnini, per accelerare la ricostruzione dei centri storici di alcuni dei comuni più colpiti dal terremoto di Abruzzo, Marche, Lazio e Umbria, che in molti casi scontano ancora forti ritardi.
Nei prossimi giorni il confronto con i sindaci, insieme alle Regioni, agli Uffici Speciali regionali e ai due sub commissari, Fulvio Soccodato e Gianluca Loffredo, proseguirà con i comuni di Accumoli, Amatrice, Capitignano, Campotosto, Norcia, Preci, Castelsantangelo sul Nera, Ussita, Pieve Torina e Muccia. L’obiettivo è quello di definire insieme ai sindaci un cronoprogramma preciso e stringente della ricostruzione dei centri storici, sia per le opere pubbliche che per i cantieri dei privati.
L’Ordinanza 123 del 31 dicembre scorso prevede che i sindaci comunichino entro il 28 febbraio al Commissario e agli Uffici speciali ricostruzione i tempi di conclusione delle perimetrazioni e degli aggregati edilizi, l’individuazione degli edifici e degli aggregati danneggiati che possono partire subito con la progettazione e la ricostruzione, e come risolvere eventuali criticità. Dove esistono problemi che rallentano o bloccano la cantierizzazione delle opere pubbliche, l’Ordinanza chiede ai sindaci di individuarli e definire con quali azioni e strumenti superarli.

“Lo scopo di questi incontri è anche quello di verificare lo stato di attuazione delle nuove regole e delle procedure che consentono di ricostruire ovunque sia possibile. C’è stata una forte semplificazione delle regole, anche grazie all’introduzione dei Programmi straordinari di ricostruzione e alle Ordinanze speciali in deroga, ma ci sono ancora forti ritardi ed occorre un impegno straordinario per vedere ricostruiti rapidamente i centri storici e alcune frazioni dei comuni maggiormente colpiti – sottolinea il Commissario Legnini -. Soprattutto in questi centri che hanno subito danni gravissimi c’è l’assoluta esigenza di offrire ai cittadini un quadro chiaro dei tempi di ricostruzione delle abitazioni e degli immobili produttivi e quelli di ripristino delle opere pubbliche”.

Ricostruzione caserme, firmata convenzione con l’Agenzia del Demanio per 39 interventi

Sottoscritta oggi la convenzione tra il Commissario Straordinario alla Ricostruzione Sisma 2016, Giovanni Legnini e il Direttore della Struttura per la Progettazione di beni ed edifici pubblici dell’Agenzia del Demanio, Filippo Salucci. La convenzione affida alla Struttura dell’Agenzia la progettazione e il monitoraggio di 39 interventi su caserme e strutture demaniali da ricostruire in Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria, indicati dall’Ordinanza speciale in deroga n.27 firmata lo scorso 14 ottobre dal Commissario Legnini.

Gli edifici finanziati dall’Ordinanza, che sono soprattutto caserme danneggiate dal sisma, si trovano nei comuni di Camerino, Arquata del Tronto, Montegallo, Fiastra, Pieve Torina, Serravalle di Chienti, Visso, Castelsantangelo Sul Nera, Ussita, Ascoli Piceno, San Severino Marche, Montemonaco, Castignano, Tolentino, Accumoli, Amatrice, Cittaducale, Rieti, Fiuminata, Norcia, Sant’Anatolia di Narco, Spoleto, Cerreto di Spoleto, Montereale, Sulmona, Teramo e Castelli. La Struttura per la Progettazione dell’Agenzia Demanio si occuperà delle fasi preliminari, di project management, di supporto tecnico e monitoraggio della maggior parte degli interventi, 39 su un totale di 41 (dei restanti due se ne occuperà l’Arma dei Carabinieri), con l’obiettivo di rendere il processo più snello e coordinato possibile, garantendo allo stesso tempo i più alti standard di sicurezza sismica ed efficienza energetica degli edifici da realizzare o riparare, che in alcuni casi rivestono oltre al ruolo strategico, anche un particolare valore architettonico-artistico.

A coordinare gli interventi dell’ordinanza resta comunque il Tavolo permanente istituito e presieduto dal Commissario Legnini di cui fanno parte il sub Commissario territorialmente competente (Fulvio Soccodato per Umbria, Abruzzo e Lazio, Gianluca Loffredo per le Marche), il presidente della Regione e il sindaco del Comune interessato, il Responsabile del Polo Sismico dell’Agenzia del Demanio, il direttore dell’Usr regionale, un rappresentante della Soprintendenza dei beni culturali e il Comandante generale dell’Arma dei carabinieri, della guardia di Finanza o il capo del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, a seconda della proprietà dell’immobile oggetto di intervento.

“Si tratta di un’ordinanza importante e innovativa – ricorda il Commissario Legnini – sia per le procedure introdotte sia per l’impatto che avrà sul territorio, dato che questi presidi sono fondamentali non solo per le forze dell’ordine che così ritroveranno delle sedi nuove, sicure ed efficienti dal punto energetico, ma anche per le comunità a cui restituiamo luoghi strategici per la sicurezza e che spesso fanno parte anche del bagaglio identitario del paesaggio cittadino che il terremoto ha così radicalmente sconvolto”.

 

Sisma 2016: Legnini e Abi chiedono provvedimento urgente per sospensione rate mutui

Occorre un provvedimento urgente che consenta anche per il 2022 la sospensione delle rate dei mutui bancari sugli immobili resi inagibili dal sisma del 2016 in Centro Italia. Lo ha detto il Commissario straordinario alla ricostruzione, Giovanni Legnini, nel corso di un’audizione in Commissionei riunite Affari Costituzionali e Bilancio alla Camera dei Deputati, sul decreto milleproroghe, preannunciando un’iniziativa comune con l’Associazione Bancaria italiana, che si è concretizzata nel pomeriggio con una lettera congiunta del Commissario e del presidente dell’Abi, Antonio Patuelli, inviata al Governo (questo il link al comunicato stampa congiunto).
“Senza un provvedimento di proroga le banche stanno riattivando le procedure per la riscossione delle rate sui mutui concessi alle imprese e ai cittadini, che sono molto preoccupati, e i tempi di conversione del decreto milleproroghe rischiano di essere troppo lunghi” ha osservato Legnini, che ha aperto l’audizione con un ricordo delle vittime, a cinque anni dalla sciagura di Rigopiano.
“La legge di bilancio 2022 è stata molto positiva per la ricostruzione, ma alcune norme, non solo quella sui mutui dei privati, non sono state confermate e sono necessarie” ha aggiunto il Commissario, sollecitando anche la proroga della sospensione delle rate dei mutui dei comuni, il rinnovo delle compensazioni, sempre a favore dei comuni, per il mancato gettito della Tari, la conferma, per le scuole del cratere, delle deroghe al numero di studenti per la composizione delle classi e la possibilità di utilizzare anche per il 2022 il credito d’imposta sugli investimenti delle imprese.
Legnini ha chiesto al Parlamento anche una norma che consenta, con le risorse già stanziate, di rafforzare la struttura organizzativa del Commissario, che deve gestire il Fondo complementare del Pnrr per le Aree Sisma da un miliardo e 780 milioni, assicurando il rispetto di un cronoprogramma strettissimo senza distrarre risorse essenziali all’attività della ricostruzione.

Ricostruzione 2016: più tempo per scegliere l’impresa, pagamenti più rapidi

Pagamenti più rapidi per le imprese che operano nei cantieri della ricostruzione, più tempo per i cittadini per trovare l’impresa a cui affidare i lavori sugli immobili danneggiati e possibilità di accedere ad un contributo economico per le attività produttive che devono delocalizzarsi temporaneamente a causa dei lavori di ripristino degli edifici.

Le semplificazioni previste dall’Ordinanza 118 del Commissario Straordinario alla Ricostruzione, Giovanni Legnini, (https://sisma2016.gov.it/wp-content/uploads/2021/09/Ordinanza-118_MOD_7_settembre_2021_signed.pdf), sono pienamente operative dal primo gennaio 2022 con la firma del decreto attuativo 627, (https://sisma2016.gov.it/decreti-commissario-legnini-anno-2021/), con il quale viene approvata anche la nuova modulistica sulla piattaforma telematica della ricostruzione.

Il pagamento degli stati di avanzamento dei lavori a favore delle imprese costruttrici viene accelerato grazie all’asseverazione dei tecnici responsabili del progetto, che possono così evitare di presentare agli Uffici Speciali Regionali tutta la relativa documentazione contabile, rendendo di conseguenza più veloci le verifiche degli Uffici. La semplificazione riguarda sia i SAL intermedi, che il SAL finale, con il quale si esaurisce il pagamento delle opere eseguite dalle imprese.

Anche per tener conto delle attuali difficili condizioni del mercato edilizio, che presenta una forte saturazione, viene poi attuata la norma, con l’approvazione dei relativi moduli telematici, che consente ai cittadini di indicare l’impresa affidataria dei lavori anche dopo il decreto di concessione del contributo, entro un arco di tempo di due mesi.

Viene infine approvato lo schema di domanda per il contributo economico riconosciuto dall’Ordinanza 118 alle imprese che devono spostarsi temporaneamente per i lavori di ricostruzione o ripristino degli edifici che le ospitano, a condizione che fossero già operative alla data degli eventi sismici.

PNC aree Sisma: firmate tutte le Ordinanze attuative del Fondo da 1,78 miliardi

Via libera alle misure per le imprese. Nasce la prima rete integrata universitaria italiana per la ricerca

 Dopo le misure per la digitalizzazione, l’efficienza energetica, la riqualificazione degli immobili pubblici e le infrastrutture per oltre un miliardo di euro, è arrivato oggi il via libera della Cabina di Coordinamento integrata al secondo pacchetto di interventi, da 700 milioni di euro, per il “Rilancio economico e sociale” delle aree sisma 2009 e 2016.

“Con le decisioni di oggi e le relative Ordinanze diamo avvio all’attuazione di tutte le misure del Fondo complementare al Pnrr destinate ad accompagnare la ricostruzione post sisma e favorire lo sviluppo del Centro Italia, nel pieno rispetto del cronoprogramma e dei criteri stabili dalla legge per l’uso di queste risorse. E’ stato un lavoro molto complesso, per il quale voglio ringraziare la mia Struttura, quella dell’Aquila 2009, il Dipartimento Casa Italia, i presidenti delle quattro Regioni, i sindaci, gli Uffici Speciali regionali. E’ il piano della speranza per la ripartenza del Centro Italia. E per la prima volta dopo un sisma si coniugano la ricostruzione materiale e lo sviluppo economico dei territori colpiti” ha detto il Commissario alla ricostruzione sisma 2016, Giovanni Legnini, che presiede la Cabina di Coordinamento.

Il pacchetto “Rilancio” del Fondo viene destinato in gran parte al sistema delle imprese, per favorire l’innovazione, lo sviluppo e la crescita dell’occupazione, interventi per favorire l’inclusione sociale, anche attraverso il terzo settore, il turismo, la cultura, ma anche l’economia circolare, partendo dal ciclo delle macerie e dalla filiera del legno. Ma vede, come fiore all’occhiello, la creazione di quattro centri di ricerca universitari specializzati nella sicurezza sismica, l’agroalimentare, l’economia circolare e la salute, la valorizzazione del patrimonio culturale e ambientale con il coinvolgimento di tutti gli Atenei e i principali centri di ricerca del territorio, “la prima rete integrata per l’innovazione e la ricerca tra le Università di un territorio così vasta che viene realizzata in Italia”, come ha detto il rettore dell’Università di Perugia, Maurizio Oliviero, che ha illustrato il progetto.

La rete di ricerca viene finanziata con 60 milioni del Fondo Pnrr e altri 60 milioni (stanziati dalla Legge di Bilancio 2021) con un bando del Ministero della Coesione, e coinvolge La Sapienza, l’Università della Tuscia, la Politecnica delle Marche, l’Università statale e l’Università per stranieri di Perugia, le Università di Camerino, Macerata, L’Aquila, Teramo, la D’Annunzio di Chieti e Pescara, ma anche l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv), l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn), il Gran Sasso Science Institute, il Parco Tecnologico dell’Alto Lazio.

Ci saranno quattro “hub” che faranno capo alle Università di Camerino (sicurezza sismica), Perugia (cultura e ambiente), Teramo (agroalimentare) e Rieti (economia circolare), alle quali fanno capo i progetti di ricerca, e altri centri “spoke” realizzati dagli altri Atenei ed istituti della rete “realizzando – ha detto Oliviero – una piena contaminazione delle conoscenze, ed una reale sinergia tra gli atenei a favore della ricerca”.

I fondi del pacchetto per il “Rilancio economico e sociale” sono destinati in prevalenza alle imprese piccole, medie e grandi, e saranno resi disponibili nei primi mesi del 2022 attraverso specifici bandi pubblici, definiti dal Comitato di Indirizzo composto dai rappresentanti delle Regioni, dei Comuni e delle due strutture sisma 2009 e 2016. La finalità è quella di promuovere e sostenere investimenti in grado di far emergere e rafforzare le potenzialità economiche del territorio, valorizzando al tempo stesso le specificità locali e l’innovazione, con attenzione alla sostenibilità ambientale, l’inclusione sociale e l’occupazione delle donne e dei giovani. Gli interventi si avvarranno di specifiche misure di semplificazione ed opereranno in maniera sinergica, complementare e aggiuntiva rispetto ad altri programmi di sostegno, a cominciare da quelli previsti dal PNRR nazionale. Gli incentivi saranno articolati in funzione della dimensione delle imprese, privilegiando quelle che avevano sede nei due crateri e nei comuni maggiormente colpiti, e con strumenti differenti, comunque legati ai nuovi investimenti.

Le ultime nove Ordinanze attuative del Fondo Aree Sisma, dopo l’intesa con il Capo della Struttura di Missione Aquila 2009, Carlo Presenti, i presidenti di Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria, nella Cabina di Coordinamento integrata cui partecipano anche il Capo Dipartimento Casa Italia, Elisa Grande, e i rappresentanti dei sindaci del territorio saranno firmate tra oggi e domani dal Commissario Legnini. Tre sono relative al pacchetto imprese, le altre sei a quello delle misure per gli enti pubblici. Queste ultime riguardano la riqualificazione degli edifici pubblici (112 milioni di euro), la creazione all’Aquila del Centro del Servizio Civile nazionale (60 mln), la rigenerazione urbana (200 mln), la creazione dei centri per il deposito e il restauro dei beni culturali (39,5 mln), i cammini e gli impianti sportivi (110 mln), la riqualificazione delle strade comunali (60 mln), la realizzazione della Scuola superiore della Pubblica amministrazione sempre all’Aquila (20 mln).

Per il Capo della Struttura di missione 2009, Carlo Presenti “le Amministrazioni centrali e quelle del territorio soffrono da anni della carenza di competenze tecniche. La SNA tecnica all’Aquila dovrà dare un forte contributo a colmare questi vuoti, e potrà servire da polo formativo per tutti i funzionari di tutte le Amministrazioni dell’Italia Centrale”.

Le schede su legge di Bilancio, PNC e dati ricostruzione

La legge di Bilancio 2022

La Legge di Bilancio del 2022 prevede il rifinanziamento del fondo per la ricostruzione privata con oltre 6 miliardi di euro, la conferma per quattro anni del Superbonus al 110% per le case danneggiate dal terremoto, la proroga di alcuni termini legati allo stato di emergenza, che viene esteso al 2022, come le norme che riguardano le macerie, le agevolazioni sulle bollette delle utenze, l’esenzione Irpef, Imu ed Isee per gli immobili inagibili.

La manovra del 2022 è una tappa fondamentale per la ricostruzione del Centro Italia dopo il terremoto del 2016. Insieme al Fondo complementare al Pnrr per le aree sisma da 1,78 miliardi, mette a disposizione della ricostruzione una quantità di risorse, di strumenti di agevolazione e di semplificazione mai sperimentata in passato.

La Legge di Bilancio 2022 stanzia 6 miliardi netti per rifinanziare il Fondo per la ricostruzione privata, che si aggiungono ai 4 netti messi in bilancio nel 2017 e che, dopo l’accelerazione degli ultimi due anni, risultavano in gran parte esauriti. Accanto ai 10 miliardi per la privata, lo Stato ha messo a disposizione per il rifacimento delle opere pubbliche, delle scuole e delle chiese (oltre alle risorse per l’emergenza e quelli finalizzati ad attività specifiche) altri 4 miliardi di euro. A 2,3 miliardi del Fondo iniziale per le opere pubbliche, si sono aggiunti altri 1,7 miliardi con la Legge di Bilancio 2021.

Si tratta nel complesso di 14 miliardi di euro, dei quali 7,7 finanziati nell’ultimo anno, che salgono quasi a 10 considerando anche una parte degli 1,78 miliardi del Fondo complementare PNRR per le Aree sisma (che riguarda anche il cratere abruzzese del 2009), i 160 milioni del Contratto Istituzionale di Sviluppo, i 60 milioni destinati dal Ministero della Coesione ai centri di ricerca universitari e gli ulteriori 70 milioni dei risparmi della Camera, anche questi finalizzati allo sviluppo dal Decreto PNRR di pochi giorni fa.

Superbonus 110% fino al 2025

Accogliendo la richiesta del Commissario alla Ricostruzione, Governo e Parlamento hanno confermato le detrazioni del Superbonus 110% fino al 2025 nelle aree del cratere 2016, ed in tutte quelle dove sono in corso le ricostruzioni per gli eventi successivi al 2009. Le detrazioni del 110%, con lo sconto in fattura, si applicano sulla parte della spesa per la riparazione/ricostruzione dell’edificio che non sono coperte dal contributo pubblico, determinato in base ai prezzari. Anche questi, dopo gli aumenti esponenziali registrati da alcuni materiali, sono in corso di revisione e saranno pronti in poche settimane. Per la ricostruzione 2016 si potranno usare, nel frattempo, i prezzari regionali che sono già stati aggiornati.

E’ ragionevole ipotizzare che la conferma per quattro anni del Superbonus 110% nel cratere, senza distinzioni per tipologia di edificio, condizioni sull’avanzamento dei lavori, e senza la progressiva riduzione della detrazione negli anni prevista invece dalla normativa generale, possa in breve tempo tornare a rendere la ricostruzione 2016 più competitiva e più appetibile per le imprese del settore, oggi distratte dalle migliori condizioni offerte dai lavori del Superbonus nelle altre aree del Paese.

In ogni caso, la consistenza delle risorse a disposizione, la stabilità delle regole e degli strumenti, oggi creano le migliori condizioni possibili per la ricostruzione delle abitazioni danneggiate dal sisma in modo sicuro, sostenibile dal punto di vista ambientale, e senza aggravi di spesa a carico dei cittadini. Ci sono tutti gli elementi per avviare ad attuare una programmazione credibile degli interventi pubblici e privati, con cronoprogrammi e un calendario di impegni e di scadenze finalizzato ad accelerare definitivamente il processo di ricostruzione.

La ricostruzione privata e pubblica

Nei primi undici mesi del 2021 sono state approvate 4.884 richieste di contributo per la ricostruzione di immobili privati danneggiati dal sisma, con l’autorizzazione ad aprire altrettanti cantieri, per un importo di 1,7 miliardi di euro. Sono quasi il doppio di quelle approvate nel 2020 (2.657 domande), e rappresentano quasi la metà di quelle approvate dall’avvio della ricostruzione a oggi (11.830, per un importo complessivo di 3,4 miliardi di euro).

Le erogazioni effettive dei fondi sulla base dello stato di avanzamento dei lavori di ricostruzione sono ammontate, tra gennaio e novembre, a 762 milioni di euro, oltre la metà delle erogazioni complessive dall’avvio della ricostruzione, pari a 1,47 miliardi di euro.

Nel corso dell’anno i cantieri ultimati sono stati 2.185, ed hanno riguardato circa 5 mila unità immobiliari, permettendo il rientro negli immobili di altrettante famiglie. Dall’avvio della ricostruzione i cantieri che hanno terminato i lavori sono 5.879, con la riconsegna di circa 15 mila unità immobiliari. I cantieri attualmente in fase di lavorazione sono 5.888 e riguardano altre 15 mila abitazioni o siti produttivi.

Se il censimento dopo il sisma indicava 80 mila edifici inagibili sulla base di schede Aedes e Fast (un dato in eccesso, perché riguarda ad esempio anche immobili che non avrebbero diritto al contributo), le prenotazioni delle domande appena raccolte hanno evidenziato la volontà dei cittadini di ricostruire o riparare poco più di 60 mila edifici (con un costo stimato di circa 20 miliardi di euro).

Le domande di ricostruzione presentate alla fine di novembre sono 21.465, un terzo di quelle realisticamente attese. Dopo il fortissimo incremento del 2020 dovuto alla scadenza del termine per i danni lievi (l’anno scorso sono state presentate circa 7.500 nuove istanze), nel 2021 sono state presentate 1.897 domande, con un rallentamento progressivo nel corso dell’anno, riflettendo le sempre più difficili condizioni del mercato nazionale dell’edilizia, prima saturato dal numero sempre crescente dei lavori legati al solo Superbonus 110% e poi quasi bloccato dall’impennata dei prezzi di molti prodotti essenziali.

 

RCR al 30 Novembre 2021

 

 

La ricostruzione pubblica, d’altra parte, fa segnare buoni progressi. Le erogazioni di spesa a favore dei soggetti attuatori degli interventi sono raddoppiate nel corso di quest’anno, passando da 250 ad oltre 500 milioni di euro. Sono aumentate significativamente le spese per le opere pubbliche in senso stretto, anche grazie all’adozione delle Ordinanze speciali per la ricostruzione dei comuni più colpiti. Nel corso dell’anno ne sono state approvate 27, e prevedono lavori in deroga per 743 milioni di euro, buona parte dei quali già in fase di realizzazione.

L’ultima Cabina di Coordinamento del 2020 ha inoltre approvato una maxi Ordinanza Speciale per la ricostruzione e la riparazione di tutte le residue scuole delle quattro regioni colpite dal sisma che necessitavano di interventi. L’Ordinanza sarà emanata entro la fine dell’anno e riguarderà 189 nuovi edifici scolastici e l’integrazione delle risorse per altri 80 istituti già finanziati.

Nuovi termini e prime scadenze per i danni gravi

L’ultima Ordinanza del 2021. Che sarà firmata il 30 dicembre, dopo l’approvazione formale della Legge di Bilancio, sposta la data ultima per la presentazione delle richieste di contributo per i danni gravi al 31 dicembre del 2022, ovvero all’attuale termine di vigenza dello stato di emergenza, ma per la prima volta stabilisce una scadenza nel corso dell’anno e ne prefigura altre per particolari categorie di edifici, da definire con successive Ordinanze.

Per accelerare il rientro dei residenti nelle loro abitazioni, rivitalizzare i centri storici, e al tempo stesso assicurare l’efficienza economica dell’azione amministrativa, intanto, i cittadini che beneficiano del Cas e altre forme di assistenza, ad eccezione di chi ha un impedimento oggettivo, saranno tenuti a presentare la richiesta di contributo entro il 30 giugno del 2022, pena la sospensione degli stessi benefici fino al momento di presentazione dell’istanza. La disposizione è stata concordata con il Dipartimento della Protezione Civile, che assumerà le decisioni di sua competenza. I titolari delle varie forme di assistenza che non hanno ancora presentato la richiesta di contributo di ricostruzione, secondo i dati in possesso della struttura commissariale sono tra 7 e 8 mila.

Fondo PNRR aree sisma, attivati 1,78 miliardi di investimenti

Il Fondo complementare al PNRR destinato alle aree del sisma 2016 e 2009 può contare su un miliardo e 780 milioni di euro ed è l’unica misura con un carattere territoriale prevista nel Piano nazionale. La ragione di questa scelta va ricercata nella assoluta necessità di coniugare la ricostruzione materiale dell’Appennino centrale con un sostegno allo sviluppo sociale ed economico di un’area già in crisi prima del sisma, cui si è aggiunta la pandemia, e dove il ripristino del preesistente, per quanto fondamentale, non basterebbe a invertire il declino socioeconomico. Il Fondo viene gestito tramite Ordinanze del Commissario Straordinario alla Ricostruzione 2016 Giovanni Legnini, previa intesa della Cabina di coordinamento integrata dove partecipano Casa Italia, le quattro regioni, la Struttura di missione dell’Aquila 2009 e i sindaci, da lui presieduta.

Il Pnrr per le aree sisma tenta di rispondere a necessità storiche, che in alcuni casi dopo la crisi pandemica sono diventate vere e proprie emergenze, come l’assenza delle connessioni digitali, che ha reso difficili lo smart working e l’insegnamento a distanza. Il fondo è diviso in due linee di intervento.

La prima, la Misura A, è destinata a “Città e territori sicuri, sostenibili e connessi” ed ha una dotazione di un miliardo e 80 milioni di euro, che si aggiungono a quelli stanziati dalle misure generali del Pnrr nazionale. Finanzia  il piano per la digitalizzazione delle aree del cratere, la sostenibilità ambientale, dunque incentivi alla produzione di energia rinnovabile, all’efficienza energetica degli edifici pubblici, alla creazione delle comunità energetiche locali, la mobilità sostenibile, ad esempio con il finanziamento del treno a idrogeno tra Terni e Sulmona, la riqualificazione delle stazioni, il miglioramento della viabilità sulle strade statali e comunali. Vengono creati la Scuola Superiore della Pubblica amministrazione e il Centro nazionale del Servizio civile universale a L’Aquila, finanziati la rigenerazione urbana di tutti i comuni compresi nei territori del cratere, cammini, impianti sportivi e rifunzionalizzazione delle soluzioni abitative di emergenza, creati nuovi depositi per la conservazione e restauro dei beni culturali recuperati dal sisma. (localizzati a Spoleto, Camerino, Rieti e L’Aquila).

Tutte le quattro linee di intervento previste dalla sono state attuate con specifiche Ordinanze del Commissario Straordinario firmate tra il 17 ed il 23 dicembre, nel pieno rispetto dei tempi previsti dalla normativa sul Pnrr, che prevedono la realizzazione di tutte le opere finanziate entro il 2026.

Mentre la Misura A è rivolta a soggetti pubblici, la Misura B è pensata per sostenere principalmente i privati, che siano imprese, atenei o realtà del terzo settore. Il 30 dicembre si terrà l’ultima Cabina integrata di coordinamento per approvare 700 milioni di progetti che si declineranno in bandi pubblicati all’inizio del 2022. Con queste risorse si finanziano quattro linee di intervento: 380 milioni sono destinati al sostegno agli investimenti delle imprese, articolati in diverse modalità di intervento a seconda della dimensione dell’investimento; 180 milioni per interventi relativi a soggetti pubblici e privati nei settori del turismo, cultura, sport e inclusione; 60 milioni per sostenere l’acquisto di macchinari per il riutilizzo delle macerie,  creare associazioni fondiarie e realizzare piattaforme tecnologiche per la gestione delle risorse agricole e boschive in disuso o abbandono;  80 milioni, infine, andranno per la creazione della Scuola Nazionale della Pubblica Amministrazione e agli atenei delle quattro regioni per creare centri di ricerca per l’innovazione, legati a particolari vocazioni territoriali e organizzati secondo una logica “hub e spoke”. I centri di riferimento territoriali saranno localizzati a Rieti (Economia circolare e salute), Camerino (Scienze e tecniche della ricostruzione), Perugia (Digitalizzazione e valorizzazione del patrimonio culturale ed ambientale) e Teramo (Ricerca agroalimentare).

I dettagli degli interventi già approvati

Misura A.1 – Dal divario digitale all’Appennino “laboratorio intelligente” – 170 mln €

Le aree colpite dai terremoti del 2009 e del 2016 sono tra le meno “connesse” del Paese. La conformazione del territorio, in gran parte montuoso, la scarsa presenza di grandi insediamenti urbani, il progressivo spopolamento, hanno ostacolato lo sviluppo della banda larga in questi territori. Uno degli interventi più importanti finanziati con il Fondo complementare al Pnrr per le aree sisma sarà proprio l’innovazione digitale dell’Appennino centrale che, sfruttando una maxi rete di sensori, diventerà un laboratorio per l’applicazione pratica dei nuovi sistemi di gestione del territorio, dalla prevenzione e sicurezza sismica, all’ambiente, ai servizi per i cittadini.

La Misura A1 del Fondo stanzia 170 milioni di euro per potenziare innanzitutto gli impianti di base, con la realizzazione e l’integrazione di infrastrutture a banda larga e ultralarga con un network di oltre 20 mila punti di accesso WiFi, per consentire l’accesso veloce a Internet a cittadini, imprese ed amministrazioni pubbliche. La realizzazione dell’intervento, che sarà complementare a quelli già avviati dai singoli comuni e dalle Regioni, viene affidata ad Invitalia, che potrà avvalersi della controllata Infratel, e costerà 22 milioni di euro.

La parte più consistente delle risorse di questa misura, 145 milioni di euro, sarà assorbita dalla realizzazione dell’infrastruttura e dei sistemi di gestione dei servizi, grazie alle nuove tecnologie dell’IoT, l’internet delle cose, e dei sistemi di “blockchain”. Si prevede in particolare, l’installazione di 17 mila sensori negli immobili pubblici, nelle infrastrutture strategiche, e negli edifici che si stanno ricostruendo dopo il sisma.

Diventeranno strutture “parlanti”, in grado di comunicare in tempo reale i dati rilevati, utili per il monitoraggio sismico, per quello delle infrastrutture strategiche a fini di sicurezza e prevenzione, per il controllo delle macerie e dei rifiuti urbani, della qualità dell’aria e dell’acqua, per la gestione della mobilità, il controllo dei corsi d’acqua, il coordinamento delle reti elettrica e termina, la revisione delle tecnologie usate per il catasto, la riorganizzazione dei beni culturali, ed anche per il controllo dell’organizzazione dei cantieri della ricostruzione, per verificare il rispetto delle regole sul lavoro. I sensori trasmetteranno i dati ai terminali, dotati di sistemi telematici di gestione dei servizi, che saranno a disposizione delle autorità competenti, a cominciare dai Comuni. Anche questo intervento viene affidato a Invitalia, attraverso un’apposita convenzione.

Il pacchetto stanzia infine 3 milioni di euro per la realizzazione di un Sistema Informativo territoriale telematico, affidato a Fintecna, per sfruttare appieno tutti i nuovi dati che vengono raccolti e mettere a sistema le banche dati esistenti. Un Sistema Informativo Territoriale può svolgere una funzione strategica nell’ambito delle attività di programmazione, per gestire le norme e a supporto delle strategie decisionali, pianificare la gestione del territorio, coordinare gli interventi, a monitorare l’ambiente, salvaguardare e conservare il patrimonio artistico-culturale-naturale, analizzare il territorio, produrre cartografie e sviluppare modelli (simulazioni, distribuzioni).

Misura A.2  Edifici pubblici, e non solo, a impatto zero – 293 mln €

La Misura A.2 del Fondo complementare stanzia 268 milioni per l’efficienza energetica, uno degli obiettivi primari del Piano nazionale di ripresa e resilienza, per una serie di interventi che, riducendo sensibilmente i consumi di energia da fonti non rinnovabili, contribuiranno a raggiungere gli obiettivi di tutela ambientale fissati dall’Unione Europea e dalle organizzazioni internazionali.

Il primo intervento, che vale 100 milioni di euro, riguarda l’efficientamento energetico, la rifunzionalizzazione e la mitigazione delle vulnerabilità sismiche degli edifici di proprietà del Demanio e dei Comuni. Sono stati individuati circa 180 immobili pubblici da ristrutturare nelle quattro regioni del cratere 2016 e nel cratere 2009 dell’Aquila, come le sedi municipali, case di riposo, edifici che ospitavano scuole, caserme ed ospedali, palestre, mattatoi, castelli, molti dei quali da riqualificare anche dal punto di vista dell’utilizzo.

Altri 60 milioni di euro sono stati destinati al progetto di realizzazione, all’Aquila, del Centro Nazionale del Servizio Civile Universale, destinato all’accoglienza, alla residenza e alle attività di formazione dei docenti e dei formatori, che a regime accoglierà 2.500 volontari, formati per le attività di servizio al territorio. Il piano si coniuga con il processo di rigenerazione e rivitalizzazione urbana, sociale e culturale della Città dell’Aquila, e si basa sul riutilizzo e la rifunzionalizzazione delle abitazioni di emergenza realizzate dopo il sisma 2009 (Progetto C.A.S.E.) e del complessivo patrimonio immobiliare comunale.

Ci sono, poi, altri 63 milioni di euro per la creazione di nuovi impianti di produzione di energia pulita e il sostegno allo sviluppo delle comunità energetiche locali, un sistema grazie al quale i cittadini possono condividere l’uso dell’energia pulita prodotta da ciascuno di loro essenzialmente con i pannelli fotovoltaici.

Al GSE, il Gestore del Servizio Elettrico Nazionale, sono affidate le analisi, gli studi e le attività di indagine necessarie per la redazione di uno o più bandi per l’assegnazione delle risorse economiche oggetto della misura a soggetti pubblici o privati per pianificare, progettare e realizzare nuovi impianti a fonti rinnovabili, anche abbinati a interventi di efficienza energetica grazie alla condivisione dell’energia elettrica o termica. Il GSE fornirà anche il supporto tecnico e giuridico ai territori per la creazione delle comunità energetiche locali, anche nell’ottica delle reti tra comunità energetiche, per la condivisione dell’energia elettrica da fonti pulite. Ciò, a vantaggio di cittadini e imprese nei comuni al di sopra dei 5.000 abitanti, alle associazioni di comuni e, per i comuni al di sotto dei 5.000 abitanti integrando gli interventi per le comunità energetiche previsti e finanziati dal PNRR nazionale attraverso costanti interfacciamenti con il Ministero della transizione ecologica.

I bandi, che saranno pubblicati nel corso del primo semestre del 2022, copriranno in tutto o in parte le spese di investimento per la realizzazione degli impianti e la costituzione anche sul piano giuridico delle configurazioni di condivisione dell’energia, inclusi i costi connessi agli studi di fattibilità. L’affidamento include anche le analisi del territorio finalizzate a verificare la sostenibilità economica ed ambientale dell’installazione di nuovi impianti di produzione di energia elettrica e termica da rinnovabili, come le condizioni per realizzare mini centrali idroelettriche, installare pensiline fotovoltaiche in aree parcheggio di zone industriali o di centri commerciali, turbine eoliche, impianti di geotermia.

Misura A.3 – Rigenerazione urbana e territoriale – 325 mln €

La misura A.3 ha a disposizione 325 milioni di euro ed è articolata in tre linee di intervento, che hanno l’obiettivo di migliorare la qualità di servizi, spazi e sottoservizi dei Comuni, (la cosiddetta rigenerazione urbana) oltre che di implementare l’offerta culturale e turistica sotto vari profili: ad esempio finanziando i cammini, la creazione di Depositi per i beni culturali e progetti di rifunzionalizzazione delle SAE inutilizzate.

La prima linea è dedicata alla Rigenerazione urbana stanzia una prima tranche di risorse con 200 milioni di euro per i progetti proposti dai Comuni dei due crateri, che saranno successivamente integrati, sulla base del danno da sisma, con 300 milioni per il 2009 (fondi della Struttura di missione) e con 400 milioni della contabilità speciale del Commissario per il sisma 2016.

La tipologia di intervento varia da Comune a Comune, dato che le amministrazioni locali hanno avuto la possibilità di proporre progetti a seconda della propria necessità, anche se in molti casi si tratta di recupero o creazione di aree verdi, di rinnovamento di arredi urbani e pavimentazioni, del recupero di edifici e della creazione di snodi per incrementare la cosiddetta mobilità dolce, che si tratti di nuovi camminamenti nei centri storici o di parcheggi di snodo.

Alla base dell’ammissibilità dei progetti (che vanno dall’impianto di risalita meccanizzato per collegare il centro storico di Acquasanta alla zona termale, fino alla riqualificazione urbana e infrastrutturale di aree o intere frazioni (come a Visso e Spoleto), passando per il recupero di un ex depuratore (Amatrice) o di antichi castelli come a Caldarola), ci sono il principio di ecologia e la proprietà pubblica (o in fase di acquisizione al patrimonio pubblico) dei luoghi oggetto di investimento.

La seconda linea di intervento assegna circa 38 milioni di euro per la realizzazione di tre centri per il deposito ed il restauro dei beni culturali recuperati dal sisma, e per i Musei dell’Aquila.  Il deposito per il Lazio sarà realizzato a Rieti, per un importo complessivo di 9,77 milioni di euro; per l’Umbria la sede sarà il comune di Spoleto, con un investimento di 9,75 milioni, per le Marche si è scelta la sede nel territorio di Camerino, finanziata con 9,9 milioni. In Abruzzo si interverrà sul castello cinquecentesco de L’Aquila con 8 milioni, mentre il Comune de L’Aquila realizzerà con 2 milioni il ‘Museo interattivo della Perdonanza Celestiniana’.

L’ultima linea di intervento ha a disposizione 100 milioni per l’implementazione di cammini culturali, tematici e storici; interventi di rifunzionalizzazione delle Soluzioni abitative di emergenza (Sae) per fini turistici, nel momento in cui saranno lasciate dagli attuali occupanti e, infine, per interventi di ammodernamento e messa in sicurezza di impianti sportivi, ricreativi e di risalita.

Gli elenchi degli interventi sono stati proposti dalle Regioni anche in base alle particolari vocazioni del territorio e in un’ottica di sistema che abbracci il turismo legato alla montagna e allo sci ed il turismo lento, che attraversa borghi e natura in tutte le stagioni dell’anno, a piedi o in bicicletta. Percorsi diversi tra loro ma comunque interconnessi e con l’obiettivo di creare nuove occasioni di lavoro e di sviluppo sia per chi abita già in queste zone sia per chi vorrebbe trasferirsi in futuro.

Misura A.4 – Infrastrutture e mobilità – 335 mln €

Le zone dell’Appennino centrale hanno sofferto storicamente di una carenza di collegamenti, dovuta anche alla particolare configurazione del territorio, attraversato dalle montagne che separano nettamente regioni, vallate e comuni. La Misura 4 dedicata a “Infrastrutture e mobilità” nasce dall’esigenza, rappresentata da Regioni e sindaci, di intervenire a più livelli sia sulle strade comunali e statali che sulla rete ferroviaria (stazioni comprese), cogliendo l’occasione per mettere in campo le tecnologie più recenti che consentono un minore impatto ambientale e una possibilità di sviluppare nuove fonti energetiche verdi sul territorio.

Tra le prime due Ordinanze attuative firmate il 17 dicembre c’è proprio quella dedicata al potenziamento e la riqualificazione delle principali stazioni ferroviarie del cratere sismico, per un importo di 33,5 milioni di euro. Rete Ferroviaria Italiana, che investirà con propri fondi altri 18,3 milioni di euro, dovrà eseguire gli interventi. I lavori di miglioramento riguarderanno le stazioni di Teramo, L’Aquila, Ascoli Piceno, Fabriano, Macerata, Tolentino e Tolentino Campus, Rieti, Antrodoco, Spoleto e Baiano di Spoleto.

Per le strade statali che attraversano le quattro regioni sono stati stanziati 177 milioni di euro, 140 dei quali per l’esecuzione dei lavori e 37 per la progettazione di nuovi interventi. Questi ultimi, grazie all’intesa raggiunta con il Ministro delle Infrastrutture, Enrico Giovannini, saranno finanziati con rilevanti risorse aggiuntive nell’ambito del nuovo contratto di programma con l’ANAS, che è il soggetto attuatore delle opere di ripristino della rete stradale dopo il sisma. I primi cantieri riguarderanno la SS 4 Salaria, la SS 260 Picente tra L’Aquila e Amatrice, la SS 78 tra Belforte, Sarnano e Amandola, la SS 210 Amandola-Servigliano, la SS 685 Tre Valli Umbre tra Borgo Cerreto e Vallo di Nera. Gli interventi in progettazione riguardano invece altri tratti della Picente e della SS 78, il collegamento tra Teramo e Ascoli, la Tre Valli Umbre tra Spoleto e Acquasparta.

Un altro intervento, previsto dall’Ordinanza già firmata il 20 dicembre, riguarda il treno a idrogeno, a zero impatto ambientale, nella tratta tra Terni, Rieti, L’Aquila e Sulmona. Il progetto, che prevede anche la realizzazione di tre impianti in Lazio, Umbria e Abruzzo per la produzione di idrogeno “green” destinato al treno, ma anche all’alimentazione del trasporto locale ed extraurbano su gomma, fondi per la progettazione e per l’acquisto del materiale rotabile, è finanziato con 50 milioni di euro. A questi si aggiungeranno altri 59 milioni di euro dal bilancio del Ministero delle Infrastrutture, per l’acquisto di nuovi treni a idrogeno, grazie all’intesa con il ministro Enrico Giovannini, che ha sostenuto il progetto, insieme a Rete Ferroviaria Italiana, Rfi sia per l’impatto positivo sull’ambiente, che per la riduzione dei tempi di intervento per il miglioramento della tratta, che avrebbe dovuto essere elettrificata. Per il collegamento ferroviario a idrogeno, affidato a Rete Ferroviaria Italiana, è prevista la messa in esercizio nel 2027. La linea Terni-Sulmona, che passa per Rieti e L’Aquila, è un’importante dorsale tra Lazio, Umbria ed Abruzzo e si snoda per un percorso di 163 km, a binario semplice e operata da locomotori a trazione diesel. La realizzazione del collegamento a idrogeno permetterà, oltre all’abbattimento totale delle emissioni inquinanti, un consistente rafforzamento dell’offerta di trasporto sulla tratta Terni-Sulmona, e completa gli interventi per la mobilità ferroviaria nei territori del cratere sisma già previsti dal PNRR nazionale con il rafforzamento dei collegamenti Orte-Falconara e Roma-Pescara. Ci sono, infine, altri 60 milioni di euro per la sistemazione ed il miglioramento della rete delle strade comunali all’interno dei due crateri, sulla base degli elenchi trasmessi dalle Regioni e che saranno attuati in gran parte dai comuni interessati.

 

Sisma 2016: Legnini, ci sono condizioni per accelerare, non accettabili altri ritardi

 

“Oggi, anche grazie alla conferma del Superbonus al 110% per quattro anni, ci sono le migliori condizioni possibili per ricostruire case sicure e sostenibili dal punto di vista ambientale. Lo Stato, che ha già messo a disposizione della ricostruzione del Centro Italia 14 miliardi di euro, e 1,8 miliardi con il Fondo complementare al PNRR per lo sviluppo economico, sta facendo in pieno la sua parte. Adesso è ora che tutti i protagonisti della ricostruzione, cittadini, tecnici, sindaci, uffici regionali, facciano la loro con il massimo impegno possibile. Non possiamo accettare ulteriori ritardi, indecisioni o comportamenti opportunistici: dove si può, si deve ricostruire”.

Lo ha detto il Commissario Straordinario di governo per la ricostruzione post sisma 2016, Giovanni Legnini, incontrando oggi i giornalisti e i rappresentanti delle associazioni e dei comitati dei cittadini per fare il punto sulla Legge di Bilancio, il fondo del PNRR per le aree sisma, l’andamento dei lavori nel cratere e le decisioni che saranno prese entro fine anno, a cominciare dal nuovo calendario delle scadenze per la presentazione delle domande, che riguarderà in primo luogo i percettori del CAS e delle altre forme di assistenza.

“Nel 2021 sono stati approvati quasi 5 mila progetti e si sono chiusi più di 2 mila cantieri, con la riconsegna di altre 5 mila unità immobiliari. Dall’avvio della ricostruzione sono già rientrate in possesso dell’abitazione 15 mila famiglie, ma il grosso del lavoro è ancora davanti a noi, perché dovremo ricostruire almeno altri 40 mila edifici, oltre ai 20 mila per i quali sono già state presentate le domande. Oggi abbiamo risorse e strumenti adeguati che ci permettono di programmare al meglio anche la ricostruzione privata. Il termine per la presentazione delle richieste di contributo viene spostato in linea generale a fine 2022, ma per la prima volta ci saranno delle scadenze intermedie. I beneficiari dell’assistenza, se non hanno impedimenti oggettivi, dovranno presentare la domanda entro il 30 giugno, a pena di sospensione degli stessi benefici” ha detto Legnini, registrando il consenso dei comitati e delle associazioni dei cittadini. “Nello stesso tempo – ha aggiunto il Commissario – avvieremo un’azione nei comuni più colpiti, dove la ricostruzione in alcuni casi è ancora molto indietro, spingendo i sindaci a predisporre dei cronoprogrammi puntuali per la presentazione delle domande dei privati”.

“In questi due anni abbiamo rimosso gli ostacoli normativi e procedurali più evidenti. Oggi riscontriamo difficoltà legate all’andamento del mercato dell’edilizia, prima saturato dal successo del Superbonus, poi ingessato dall’aumento dei prezzi. Abbiamo già deciso un primo aumento del contributo di ricostruzione, ma entro febbraio avremo anche un nuovo prezzario, più aderente alle condizioni attuali del mercato. Nel frattempo – ha aggiunto Legnini – i progettisti possono usare i prezzari regionali, già adeguati, e contare sul riconoscimento dei maggiori costi per i lavori già iniziati e sul Superbonus al 110% che consente di coprire la spesa per gli interventi di riparazione che resterebbero sulle spalle dei proprietari”.

Domani, ha concluso il Commissario, ci sarà l’ultima Cabina di coordinamento per approvare le ultime Ordinanze speciali attuative del Fondo PNRR da 1,78 miliardi. Saranno definiti, in particolare, gli interventi della Misura B, che stanza 700 milioni di euro in gran parte a favore delle imprese del cratere. Sempre domani il Commissario firmerà l’Ordinanza per il rinvio dei termini per la presentazione delle richieste di contributo e la nuova Ordinanza Speciale per la ricostruzione di altre 189 scuole nelle quattro regioni del cratere, e l’adeguamento delle risorse per altre 80 scuole già finanziate.