Sant’Anatolia di Narco, arrivano oltre 242 mila euro per la riqualificazione urbana dell’abitato

Arrivano 242.032,92 euro in favore del Comune di Sant’Anatolia di Narco, in provincia di Perugia, quale primo pagamento intermedio per l’intervento di riqualificazione urbana dell’abitato.

Il contributo, riconosciuto con il decreto commissariale n. 583 del 19 giugno 2026, rientra nell’ambito degli interventi previsti dal Contratto istituzionale di sviluppo Aree Sisma, approvato con l’Ordinanza commissariale n. 122/2021. L’opera ha un costo complessivo pari a 1.500.000 euro e si inserisce nel ciclo di programmazione 2021-2027.

“Con questo trasferimento – dichiara il commissario alla ricostruzione Guido Castelli – sosteniamo l’avanzamento di un intervento importante per Sant’Anatolia di Narco e per la Valnerina. La riqualificazione urbana non riguarda soltanto il miglioramento degli spazi pubblici, ma rappresenta un investimento sulla qualità della vita, sulla sicurezza e sulla capacità dei nostri borghi di tornare pienamente attrattivi e vissuti. Il CIS Aree Sisma – aggiunge Castelli – è uno degli strumenti attraverso cui accompagniamo la ripresa economica e sociale dei territori colpiti dal terremoto. L’obiettivo è accelerare la realizzazione degli interventi, garantendo al tempo stesso correttezza amministrativa, copertura finanziaria e concretezza nell’utilizzo delle risorse. Ringrazio la Regione Umbria, l’ufficio ricostruzione e il sindaco Tullio Fibraroli per la loro collaborazione”.

“A mio nome e dell’Amministrazione Comunale, ringrazio l’intera Struttura Commissariale ed in particolare il Commissario Sen. Guido Castelli, la Regione dell’Umbria e l’USR, per aver concesso questo primo contributo nell’ambito dell’intervento previsto con i fondi del CIS, nel centro abitato di Sant’Anatolia di Narco.

Intervento molto importante per la nostra Comunità, che prevede la riqualificazione urbana del suddetto centro abitato, al fine di migliorare la vivibilità, l’accessibilità e l’attrattività dello stesso, per i nostri cittadini residenti e per tutti coloro che vorranno venire a Sant’Anatolia di Narco, sia come turisti sia come futuri residenti, contribuendo allo sviluppo economico e sociale del nostro territorio.

Questo primo contributo, ci permette materialmente, di poter procedere con l’inizio dei lavori. Sperando così, in una celere realizzazione delle opere previste, al fine di poter beneficiare dei suddetti miglioramenti quanto prima. Sono sicuro che tutto ciò possa avvenire, in tempi brevi, anche in considerazione della stretta collaborazione che la struttura Commissariale, la Regione e l’USR, offrono giornalmente a tutti i nostri Uffici Comunali.Per questo ringrazio sempre, sia i nostri uffici Comunali che tutti i soggetti che intervengono nell’iter  amministrativo e gestionale dei contributi rilasciati” dichiara il sindaco Tullio Fibraroli.

Sarnano, via libera al progetto per il ripristino di strade e sottoservizi nel centro storico sud

Passo avanti per la riqualificazione della porzione sud del centro storico di Sarnano, nel Maceratese. Nell’ambito della Conferenza regionale è stato infatti espresso parere favorevole sul progetto di ripristino dei sottoservizi e del manto stradale, intervento inserito nel programma di rigenerazione urbana legato alla ricostruzione post-sisma. Dal punto di vista economico, il progetto presenta un quadro complessivo di 2.972.000 euro. L’intervento, promosso dal Comune, riguarda in particolare le principali vie e piazze del centro storico – tra cui Piazza Alta, via della Costa, via Giacomo Leopardi, piazza Perfetti, via Bruno Buozzi e via degli Orti – ed è finalizzato alla sistemazione di una rete infrastrutturale fortemente compromessa dal sisma del 2016/2017 e dalle successive attività di ricostruzione.

«Si tratta di un intervento strategico per il centro storico, volto non solo a riparare i danni provocati dal terremoto, ma anche a restituire piena funzionalità agli spazi urbani e alle infrastrutture a servizio della comunità, migliorando al contempo la qualità urbana e la sicurezza del tessuto cittadino – spiega il commissario straordinario Guido Castelli -. Stiamo riscrivendo il futuro di questi territori nel segno della sicurezza e della vivibilità, è nostro dovere proseguire su questo solco, quello giusto. Grazie al Comune, all’Ufficio Speciale Ricostruzione ed alla Regione guidata dal presidente Acquaroli».

Commenta il sindaco di Sarnano Fabio Fantegrossi: «Desidero ringraziare la Regione Marche ed il Commissario straordinario Guido Castelli con l’Ufficio Speciale Ricostruzione e tutti i tecnici che hanno contribuito a questo importante risultato. Il via libera al progetto rappresenta un passaggio decisivo per uno degli interventi più significativi nel nostro centro storico. Non si tratta soltanto del rifacimento di strade e sottoservizi, ma di un’opera che consentirà di riqualificare un’ampia porzione del borgo, migliorando la sicurezza, l’efficienza delle reti e la qualità degli spazi pubblici. È un investimento importante, frutto di un lavoro condiviso tra istituzioni, che ci permette di proseguire con concretezza nel percorso di ricostruzione e valorizzazione di Sarnano»

I danni rilevati interessano sia le pavimentazioni storiche sia i sottoservizi: si registrano distacchi e cedimenti del porfido, deformazioni del piano viabile e ripristini non omogenei, oltre a criticità nelle reti fognarie e idriche, con perdite e deterioramento delle tubazioni.

 Il progetto punta quindi a una riqualificazione integrata, che unisce il recupero dell’assetto urbano originario alla completa ricostruzione delle infrastrutture interrate. Gli interventi previsti comprendono la rimozione e riposa delle pavimentazioni in porfido, il rifacimento della rete fognaria con separazione delle acque, la sostituzione delle condotte idriche, l’adeguamento della rete gas e il rinnovo delle infrastrutture elettriche e di telecomunicazione.

Particolare attenzione è riservata anche alla funzionalità e alla sicurezza della viabilità, con interventi sulle pendenze e sulle quote stradali per migliorare il deflusso delle acque e la percorribilità delle vie, molte delle quali hanno subito un forte deterioramento a causa del passaggio dei mezzi pesanti utilizzati nei cantieri della ricostruzione.

 

Acquasanta Terme, approvato il progetto esecutivo per il nuovo data center regionale

Prosegue il percorso di ricostruzione e innovazione infrastrutturale nelle aree interne delle Marche: è stato approvato il progetto esecutivo per l’ampliamento dell’infrastruttura del data center regionale ad Acquasanta Terme (Ap), per un investimento complessivo pari a 3.050.000 euro.

L’intervento rientra tra quelli strategici individuati dall’ordinanza speciale 95 del 2025 per il rilancio del territorio colpito dal sisma e sarà attuato dall’Ufficio Speciale Ricostruzione.  

«L’approvazione del progetto esecutivo rappresenta un passaggio decisivo verso l’avvio di lavori in grado di contribuire alla modernizzazione delle infrastrutture digitali regionali e rafforzare al tempo stesso il processo di ricostruzione nei territori del cratere – spiega il commissario straordinario, Guido Castelli -. Queste zone possono dare tanto a tutti i livelli, è nostro dovere puntarci, consapevoli che sicurezza e vivibilità fanno rima con futuro. Un grazie va allo stesso Usr, al Comune ed alla Regione Marche guidata dal presidente Acquaroli».

“Ho fortemente voluto che questa struttura si sviluppasse ad Acquasanta. Appena ho ricevuto la lettera di richiesta dei siti, ho subito espresso la mia disponibilità affinché quest’opera futuristica e importante potesse sorgere qui. Questa è un’opportunità cruciale sia per la connettività ,per l’energia, ma soprattutto per la gestione dei dati regionali. Nelle Marche, siamo il secondo comune ad ospitare una struttura del genere, e siamo lieti di farlo. Acquasanta è una risorsa importante per noi come comune, ma soprattutto per i cittadini, in particolare per le imprese. Una volta che questo data center sarà operativo, le imprese potranno, in convenzione con l’ente, beneficiare di una maggiore connettività e maggiori opportunità di trasmissione dati a livello globale. È fondamentale e necessario rilanciare queste aree, non solo con la ricostruzione, ma soprattutto con lo sviluppo tecnologico e la creazione di opportunità lavorative. Questo permetterà di lavorare meglio, soprattutto alle piccole aziende presenti sul nostro territorio. Non a caso, abbiamo ceduto l’area dell’ex capannone comunale, situata proprio in quella zona dove si concentra gran parte delle nostre imprese. Un grande lavoro è stato fatto, e ringrazio il Presidente Acquaroli per aver scelto Acquasanta come secondo luogo nella regione Marche. Ringrazio anche il Commissario Castelli per il suo enorme lavoro, soprattutto in termini infrastrutturali, gestionali e di ricostruzione, ma soprattutto per la valorizzazione economica del patrimonio esistente nei comuni delle aree interne. Infine, ringrazio l’ufficio ricostruzione e i miei dipendenti comunali per essere arrivati pronti, ad oggi, alla realizzazione di questa importante struttura” dichiara il sindaco Sante Stangoni.

Il progetto prevede la realizzazione di un nuovo polo tecnologico attraverso la demolizione e ricostruzione di un edificio industriale danneggiato dal terremoto, valutato non adeguato dal punto di vista strutturale per una riqualificazione.

La nuova struttura sarà destinata a ospitare un data center regionale ad alte prestazioni, progettato secondo standard avanzati per garantire continuità operativa, sicurezza e affidabilità dei servizi digitali. Tra gli obiettivi principali figurano l’ottenimento della certificazione Tier III, elevate prestazioni energetiche e sistemi tecnologici ridondanti per la gestione dei dati. Il complesso sorgerà nella zona industriale lungo la Strada Provinciale 119.

Particolare attenzione è stata riservata alla sicurezza: l’intero edificio sarà dotato di isolatori sismici per ridurre gli effetti di eventuali terremoti, sistemi avanzati di controllo accessi, videosorveglianza e compartimentazione degli spazi tecnici.

Il progetto integra inoltre soluzioni per l’efficienza energetica e la sostenibilità, come impianti fotovoltaici in copertura e sistemi di raffreddamento progettati secondo standard internazionali per data center, in grado di assicurare condizioni ambientali ottimali e continuità del servizio.

Apiro, progetto per la nuova caserma dei Vigili del Fuoco e sede della Protezione Civile

È stato approvato il progetto esecutivo per la realizzazione della nuova sede strategica che ospiterà il distaccamento dei Vigili del Fuoco, la Protezione Civile e il Centro Operativo Comunale nel comune di Apiro, in provincia di Macerata.

Il decreto dell’Ufficio Speciale Ricostruzione autorizza anche la concessione del contributo complessivo pari a 3.680.000 euro, interamente finanziato nell’ambito delle ordinanze commissariali.

L’intervento nasce dall’unificazione di due programmi distinti: da un lato il secondo stralcio della sede dei Vigili del Fuoco, Protezione Civile e Coc, finanziato con 680 mila euro, e dall’altro il progetto per il distaccamento della caserma dei vigili del fuoco, sostenuto con 3 milioni di euro.

«La scelta è stata quella di realizzare un’unica struttura integrata, capace di ospitare tutte le funzioni strategiche legate alla gestione delle emergenze, con l’obiettivo di migliorare l’efficienza operativa e il coordinamento sul territorio – spiega il commissario alla ricostruzione, Guido Castelli – . L’approvazione del progetto rappresenta un passaggio fondamentale, anche in ottica di rafforzamento dei servizi di emergenza e protezione civile a servizio non solo di Apiro ma anche dei comuni limitrofi. Ringrazio tutta la filiera impegnata, dall’Usr passando per il Comune fino alla Regione guidata dal presidente Acquaroli».

 

«Il finanziamento complessivo di 3.680.000 euro e la firma del decreto da parte dell’Ufficio Speciale Ricostruzione non rappresentano soltanto un atto amministrativo, ma segnano un momento di portata storica per il nostro Comune. La realizzazione di questa struttura integrata di oltre 1.700 metri quadrati in via Borgo Trento ridefinisce gli standard di sicurezza, efficienza e gestione delle emergenze per Apiro e per l’intero comprensorio montano. Vedere unificate due linee d’intervento così cruciali in un unico polo strategico è la dimostrazione di come la visione politica possa tradursi in risposte concrete e d’eccellenza per le aree interne.Questo risultato straordinario è il frutto di un ascolto attento e di una sinergia istituzionale impeccabile. Al Senatore Guido Castelli va il nostro ringraziamento più sincero, non solo per la autorevolezza con cui guida la ricostruzione, ma per la costante vicinanza emotiva e operativa che ha saputo dimostrare alla nostra comunità. Ha creduto in questo grande obiettivo strategico, permettendoci oggi di guardare al futuro con una ritrovata e solida serenità, dice il Sindaco di Apiro, Ubaldo Scuppa che aggiunge: «L’Amministrazione Comunale intende estendere la propria gratitudine a tutta la filiera istituzionale che ha reso possibile questo fondamentale passo in avanti: dall’instancabile staff dell’Usr, passando per la struttura comunale, fino alla Regione Marche guidata dal Presidente Francesco Acquaroli. Con la nascita di questo nuovo polo, Apiro si dota di un’infrastruttura all’avanguardia che rimarrà a presidio del territorio per le generazioni future, simbolo tangibile di una rinascita che unisce la sicurezza dei cittadini alla valorizzazione del nostro patrimonio umano e logistico».

 

Il nuovo edificio sorgerà in via Borgo Trento, in una posizione strategica all’ingresso del centro abitato, e sarà progettato per garantire elevati standard di sicurezza e funzionalità, trattandosi di un’infrastruttura classificata come strategica.  La struttura, di circa 1.700 metri quadrati distribuiti su tre livelli, ospiterà al piano terra la caserma operativa con autorimessa, officina e locali di servizio; ai piani superiori gli spazi per il personale, le aree didattiche e gli uffici, oltre agli ambienti dedicati al Coc, pensati per la gestione delle emergenze.  Il progetto prevede anche un castello di manovra per le esercitazioni, aree esterne dedicate alle operazioni dei mezzi di soccorso e impianti tecnologici avanzati, tra cui sistemi fotovoltaici e dotazioni antincendio, a supporto della piena operatività della struttura.

Particolare attenzione è stata riservata all’organizzazione degli spazi, con accessi separati tra le funzioni dei Vigili del Fuoco e quelle del Centro Operativo Comunale, in modo da garantire autonomia operativa pur all’interno di un’unica infrastruttura.

 

Recanati, al via il cantiere per la chiesa di San Leopardo

Aperto il cantiere per il recupero della chiesa di San Leopardo a Recanati con la benedizione dei lavori del vescovo di Macerata Nazzareno Marconi. Alla cerimonia hanno preso parte il Commissario straordinario per la ricostruzione Guido Castelli, il sindaco Emanuele Pepa e la contessa Olimpia Leopardi. Presente anche il Soprintendente responsabile della tutela e della valorizzazione per le province di Ascoli Piceno, Fermo e Macerata, arch. Giovanni Issini.

Il lavori sono iniziati a seguito delle ordinanze n. 105/2020 e 132/2022, oltre che del decreto n. 449 approvato a maggio dalla Struttura commissariale, il quale ha previsto un finanziamento complessivo di 935.858,81 euro per il miglioramento sismico della chiesa.

«L’avvio del cantiere della chiesa di San Leopardo rappresenta un altro passo concreto nel percorso di ricostruzione e rinascita del nostro territorio – ha affermato il commissario straordinario Guido Castelli –. Come sempre, nel nostro lavoro di ricostruzione poniamo grande attenzione alla sicurezza dei luoghi di culto, ferite profonde lasciate dal sisma in un patrimonio che appartiene all’identità delle nostre comunità. Anche San Leopardo porta i segni di un danno importante, e oggi possiamo finalmente intervenire per restituirla intera al territorio. Ringrazio la Diocesi di Macerata, il vescovo Nazzareno Marconi, il sindaco Emanuele Pepa, la contessa Olimpia Leopardi e il presidente della Regione Marche, Francesco Acquaroli, per la collaborazione e la condivisione di un obiettivo comune: restituire alla comunità un luogo che custodisce fede, storia, identità e bellezza. San Leopardo è un simbolo che intreccia la memoria della famiglia Leopardi con quella di Recanati, borgo natio di Giacomo Leopardi, Poeta dell’Infinito, patrimonio universale della nostra cultura – ha continuato –, ricostruire significa anche conservare la memoria e la bellezza dei nostri territori, proteggendo un patrimonio storico e artistico che appartiene a tutti e consegnandolo, più sicuro, alle future generazioni».

Soggetto attuatore sarà la Diocesi di Macerata, proprietaria dell’importante luogo di culto che rappresenta il profondo legame tra la famiglia Leopardi e la città di Recanati.

 

«La Curia Arcivescovile di Macerata esprime viva soddisfazione per l’avvio dei lavori – ha detto il vescovo Marconi, accompagnato dal parroco, padre Mario Capitanio –, si tratta di un luogo di culto particolarmente significativo per la storia religiosa e culturale del territorio, dedicato a San Leopardo, venerato come primo vescovo di Osimo, l’antica città romana poco distante da Recanati, vissuto probabilmente nel IV secolo. Al santo è dedicata anche la splendida Cattedrale di San Leopardo, uno dei più importanti esempi di architettura protoromanica delle Marche. Secondo una consolidata tradizione storica – ha aggiunto mons. Marconi –, proprio dal culto di San Leopardo deriverebbe inoltre il cognome della famiglia Leopardi. Il recupero dell’edificio rappresenta pertanto non solo un importante intervento di ricostruzione post-sisma, ma anche la restituzione alla comunità di una preziosa testimonianza di fede, storia e identità culturale del territorio».

 

Parole riprese dal sindaco di Recanati Emanuele Pepa: «Questa chiesa rappresenta un luogo simbolo della fede dei recanatesi e al tempo stesso un luogo che identifica in modo emblematico la nostra comunità e il nostro territorio – ha evidenziato –, qui sono presenti le nostre radici storiche e culturali, grazie alla famiglia Leopardi: il suo recupero rappresentava uno degli obiettivi significati del nostro mandato e per questo siamo grati alla Struttura commissariale, alla Diocesi e a quanti lavoreranno per restituire il prima possibile questo luogo di culto e memoria ai cittadini, ai fedeli e a tutti i visitatori».

Nel dettaglio, gli stessi lavori consisteranno nella riparazione dei danni strutturali prodotti terremoto  del 2016 e nella messa in sicurezza degli apparati decorativi. Gli interventi sono stati progettati dall’arch. Paolo Canullo con la collaborazione dell’arch. Luca Anconetani (per le consulenze specialistiche), dell’ing. Lucia Pirchio (per la progettazione strutturale), dell’ing. Emanuele Enrici Gelosi (progettazione impiantistica), dell’arch. Stefano Anconetani (coordinamento della sicurezza), del geol. Mirko Patrizietti (indagini geologiche) e il coordinamento dell’Ufficio Sisma della Diocesi di Macerata. Gli stessi saranno eseguiti dall’ATI Impresa Edile Paolini s.r.l. – Systab s.r.l. – Boing s.r.l, con il termine previsto per il 29 giugno 2028.

Il cantiere, non a caso, ha preso avvio all’indomani del 228° anniversario della nascita dell’illustre Poeta dell’Infinito (29 giugno 1798 – 29 giugno 2026), a testimonianza della volontà della Diocesi di Macerata di recuperare uno dei luoghi leopardiani più significativi.

«Sono molto felice che finalmente si metta mano alla ricostruzione di questa chiesa che tanto significato ha per la mia famiglia e per me, che ci ho anche fatto la Prima comunione – ha sottolineato la contessa Olimpia Leopardi, discendente del Poeta –, è per noi un importante momento anche dal punto di vista  simbolico che mi auguro fortemente farà da traino al recupero totale di questa parte di campagna tanto cara a Giacomo e da lui sempre ricordata nella sua opera».

Progettata, nella configurazione attuale, dal celebre architetto della Roma post-unitaria, Gaetano Koch, dove tra le altre cose fu autore del Palazzo della Banca d’Italia e dell’Esedra di Piazza della Repubblica, custodisce nella cripta le sepolture della Famiglia Leopardi. Gli affreschi che adornano il catino absidale, così come la lunetta del portale di ingresso, sono opera del pittore Biagio Biagetti, poi direttore della Pinacoteca Vaticana, che vi lavorò all’inizio del XX secolo.

«L’avvio dei lavori di restauro della Chiesa di San Leopardo rappresenta un importante segnale per la tutela e la valorizzazione del patrimonio architettonico e artistico di Recanati – ha concluso il Soprintendente Issini –, la chiesa, insieme alla vicina villa e al paesaggio rurale affacciato sul fiume Potenza, merita di essere integrata nel percorso dei luoghi leopardiani, arricchendolo di nuovi contenuti e offrendo nuove occasioni di conoscenza».

Spinetoli, in dirittura di arrivo i lavori alla palestra della scuola media “Giovanni XXIII”

I lavori di adeguamento sismico e riqualificazione energetica della palestra della scuola media “Giovanni XXIII” a Pagliare del Tronto, nel territorio di Spinetoli (Ap), sono ormai vicini alla conclusione. L’intervento rappresenta un’opera fondamentale per l’edilizia scolastica del territorio, finanziata per garantire la sicurezza degli studenti e restituire una struttura moderna alla comunità.

Il percorso finanziario ha registrato un passo decisivo con la liquidazione da parte dell’Ufficio Speciale Ricostruzione di 197.382 euro a favore del Comune, parte del contributo totale che è di 748.184 euro.

 

“Un altro tassello va a ricomporsi nel mosaico fondamentale che è l’edilizia scolastica, settore per cui abbiamo fatto tanto e tanto stiamo facendo vista la centralità che riveste per il futuro dei territori colpiti dal terremoto e non solo – spiega il commissario straordinario, Guido Castelli -. Mi preme ringraziare tutta la filiera coinvolta in questo caso come negli altri, tra cui Comune, Usr e la Regione Marche guidata dal presidente Acquaroli”.

 

“Il progetto scuole è la nostra priorità assoluta a Spinetoli. Stiamo lavorando per ricostruire tutte scuole nuove. Ci stiamo impegnando per garantire la sicurezza dei nostri bambini. In questi anni abbiamo lavorato sodo per scuole nuove e sicure. La palestra è un elemento fondamentale sia per la scuola che per la comunità. Ringrazio l’USR e la ditta incaricata per aver reso possibile la realizzazione di una palestra all’avanguardia e, soprattutto, sicura per la nostra comunità.” dichiara il sindaco Alessandro Luciani.

 

L’edificio, risalente a metà degli anni ’60, fa parte di un complesso composto da tre edifici strutturalmente indipendenti: il corpo principale con le aule, l’auditorium ed appunto quello della palestra con relativi servizi. È costituito da una struttura portante con pilastri e travi in calcestruzzo armato, con forma rettangolare che si sviluppa su due livelli, per un totale di circa 520 metri quadrati di superficie totali.

La palestra presentava pilastri e travi con spessori inferiori ai moderni standard di sicurezza. Per risolvere queste vulnerabilità, si è proceduto al rinforzo sismico dei pilastri perimetrali tramite ingrossamento, all’applicazione di fibre di acciaio galvanizzato sugli elementi orizzontali e alla messa in sicurezza delle tamponature alte oltre 5 metri con reti in fibra di vetro per scongiurare il rischio di ribaltamento.

Parallelamente, l’immobile è stato oggetto di una radicale riqualificazione ecologica che ha permesso il salto dalla classe energetica F alla classe A.

 

Castel Castagna, 300 mila euro per l’ex scuola materna di Largo Sant’Andrea

E’ stato disposto il trasferimento di 300 mila euro in favore dell’Ufficio Speciale per la Ricostruzione della Regione Abruzzo per l’intervento relativo all’ex scuola materna di proprietà comunale situata in Largo Sant’Andrea, nel comune di Castel Castagna, in provincia di Teramo.

 

Il trasferimento, stabilito con il decreto commissariale n. 576 del 19 giugno 2026, corrisponde all’acconto del 20% del contributo programmato per l’opera, il cui importo complessivo ammonta a 1.500.000 euro. L’intervento è ricompreso nell’Ordinanza n. 250 del 22 dicembre 2025, che ha approvato il Nuovo Piano di ricostruzione di altre opere pubbliche localizzate nei territori della Regione Abruzzo e della Regione Lazio.

 

“Con questo decreto – dichiara il commissario Castelli – sosteniamo l’avvio di un intervento significativo per Castel Castagna e per il territorio teramano. La ricostruzione pubblica non riguarda soltanto il recupero materiale degli edifici, ma rappresenta un investimento sulla vita delle comunità, sulla qualità dei servizi e sulla capacità dei nostri borghi di guardare al futuro con fiducia. Ogni opera che riparte è un segnale concreto di attenzione verso i territori colpiti dal sisma. Ringrazio il presidente della Regione Marco Marsilio, l’ufficio ricostruzione e il sindaco Rosanna De Antoniis per la loro collaborazione”.

 

“Ringrazio il Commissario Straordinario alla Ricostruzione, il Senatore Guido Castelli, per la costante attenzione dimostrata nei confronti del nostro territorio. Questo finanziamento è la prova tangibile di un operato efficace ed efficiente, capace di trasformare le risorse in interventi reali e concreti per i territori e i cittadini del cratere.  Rappresentano, altresì, risorse decisive per i nostri Comuni, con opere e servizi che guardano al futuro dei Borghi del Gran Sasso.  Un grazie al Presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio sempre presente e attento alle esigenze dei territori colpiti dal sisma 2016/2017 con azioni sempre incisive e tangibili” aggiunge il sindaco Rosanna De Antoniis.

Visso, affidati i lavori per il miglioramento sismico dell’aggregato di Palazzo Priori

Prosegue il percorso di ricostruzione del centro storico di Visso. L’Ufficio Speciale per la Ricostruzione della Regione Marche ha disposto l’affidamento dei lavori di miglioramento sismico relativi all’intervento unitario dell’aggregato pubblico-privato Palazzo Priori, uno degli interventi più significativi previsti nell’ambito delle Ordinanze Speciali dedicate alla rinascita del capoluogo vissano.

I lavori sono stati affidati per un importo complessivo di 4,4 milioni. L’intervento rientra nel più ampio programma di ricostruzione del centro storico e interessa un complesso edilizio di particolare rilevanza storica e istituzionale, comprendente Palazzo Priori, storica sede del Comune, e gli edifici privati ad esso aggregati.

«L’affidamento dei lavori rappresenta un passaggio fondamentale verso l’avvio della fase operativa dell’intervento, con l’obiettivo di restituire alla comunità un edificio di grande valore storico e istituzionale e contribuire al progressivo recupero del centro storico – conferma il commissario straordinario Guido Castelli -. Proseguiamo nella scia della collaborazione per restituire futuro a queste zone che tanto hanno sofferto, ringrazio per questo le componenti coinvolte, tra cui Comune, Usr e la Regione Marche guidata dal presidente Acquaroli».

«L’affidamento dei lavori per il miglioramento sismico dell’aggregato di Palazzo Priori rappresenta un primo, grande passo in avanti per la ricostruzione della piazza di Visso – dice il sindaco Rosella Sensi -. Si tratta del primo intervento tangibile che riguarda il cuore della nostra città. Per questo risultato ringrazio il commissario straordinario alla ricostruzione Guido Castelli, il presidente della Regione Francesco Acquaroli e l’Ufficio Speciale Ricostruzione».

Il progetto prevede il miglioramento sismico dell’intero aggregato edilizio, gravemente danneggiato dagli eventi sismici, attraverso una serie di interventi strutturali finalizzati ad aumentare la sicurezza e la capacità di resistenza dell’edificio. Le opere riguarderanno il consolidamento delle murature in pietra, il rafforzamento di solai, volte e coperture, oltre al recupero delle connessioni strutturali tra le diverse porzioni del complesso.

Particolare attenzione sarà riservata alla tutela delle caratteristiche architettoniche e storiche dell’immobile, che rappresenta uno dei simboli identitari di Visso. Il progetto interessa infatti un aggregato di origine medievale che nel corso dei secoli ha assunto un ruolo centrale nella vita amministrativa e sociale della comunità. L’intervento comprende inoltre la realizzazione, avvenuta a settembre scorso, di una struttura modulare metallica funzionale alla messa in sicurezza della viabilità circostante e alla gestione delle attività di cantiere, consentendo l’esecuzione delle opere in condizioni di maggiore sicurezza.

Prende il via la seconda edizione del Fondo di contrasto alla deindustrializzazione

Prende il via la seconda edizione del Fondo di contrasto alla deindustrializzazione, uno strumento che conferma l’impegno del Governo Meloni nel rafforzare la competitività del sistema produttivo e nel sostenere i territori che hanno maggiormente risentito dei processi di crisi industriale. Con il decreto del Capo del Dipartimento per le Politiche di Coesione n. 262 del 18 giugno 2026 è stato pubblicato il nuovo Avviso pubblico che mette a disposizione complessivamente 120 milioni di euro, destinati a finanziare programmi di investimento nei territori dei Consorzi industriali interessati. Tra questi figura anche il perimetro territoriale del Consorzio per lo Sviluppo Industriale del Piceno (Piceno Consind), a cui è stata riservata una dotazione esclusiva di 20 milioni, a conferma dell’attenzione riservata a un’area strategica per il rilancio produttivo delle Marche. L’iniziativa si rivolge alle imprese manifatturiere appartenenti alla sezione C della classificazione ATECO 2025 che abbiano, o intendano realizzare, un’unità produttiva nei territori di competenza dei Consorzi coinvolti. Le agevolazioni sono concesse sotto forma di contributo in conto impianti, in regime “de minimis”, fino al 100% delle spese ammissibili e per un importo massimo di 300 mila euro per ciascuna impresa. Potranno essere finanziati interventi finalizzati alla riqualificazione, al potenziamento e all’insediamento di nuove attività produttive, comprendendo opere murarie e impiantistiche, acquisto di macchinari, impianti e attrezzature di nuova fabbricazione, oltre a investimenti in tecnologie innovative e beni immateriali.

Le spese ammissibili sono quelle sostenute dall’8 maggio 2024 al 31 dicembre 2028. Le imprese potranno registrarsi sulla piattaforma informatica di Invitalia a partire dal 31 luglio 2026, mentre le domande potranno inviare la domanda compilata esclusivamente online dalle ore 12.00 del 31 agosto 2026 fino alle ore 12.00 del 30 ottobre 2026. L’istruttoria sarà avviata dopo la chiusura dello sportello seguendo l’ordine cronologico di presentazione delle domande. «Questa misura, che si aggiunge ai fondi di “Next Appennino”” rappresenta un’opportunità concreta per sostenere gli investimenti produttivi e rafforzare la competitività del tessuto manifatturiero del Piceno e del cratere ” – ha commentato il Senatore Guido Castelli – “In una fase in cui la crescita delle aree interne passa anche attraverso la capacità di attrarre nuovi investimenti e consolidare quelli esistenti, strumenti come questo consentono alle imprese di innovare, crescere e creare occupazione. Mi sono particolarmente impegnato con il Dipartimento della Coesione affinché la misura venisse sbloccata ed invito tutte le aziende interessate a cogliere questa occasione e a predisporre per tempo la documentazione necessaria, così da presentare progetti di qualità e contribuire allo sviluppo del territorio.» Per tutte le informazioni operative, la modulistica e le istruzioni per la presentazione delle domande è possibile consultare la sezione dedicata sul portale di Invitalia.

Monte Urano: arrivano 1,4 milioni per la Scuola Leopardi

Arrivano 1,4 milioni di euro all’Ufficio Speciale per la Ricostruzione della Regione Marche per l’intervento di demolizione e ricostruzione della “Scuola Leopardi” a Monte Urano, in provincia di Fermo.

La somma rappresenta l’anticipazione del primo 20% del contributo complessivo programmato, pari a 7 milioni di euro, previsto nell’ambito dell’Ordinanza Speciale n. 31 del 2021, dedicata al Programma straordinario di ricostruzione e recupero delle strutture scolastiche nei territori colpiti dal sisma del 2016.

L’intervento sulla Scuola Leopardi rientra tra quelli già inseriti nell’Ordinanza commissariale n. 109 del 2020 e successivamente ricompresi nell’allegato 2 dell’Ordinanza Speciale n. 31, con un finanziamento composto da 5 milioni di euro a valere sull’OCSR n. 109/2020 e da un incremento di 2 milioni di euro a carico dell’Ordinanza Speciale n. 31/2021.

L’anticipazione è stata richiesta dal Comune di Monte Urano, in qualità di soggetto attuatore, ed è finalizzata a consentire l’avvio delle attività di progettazione e delle procedure propedeutiche all’affidamento della fase iniziale dei lavori, secondo quanto previsto dall’Ordinanza commissariale n. 161 del 2023.

“Con questo trasferimento — dichiara il commissario alla ricostruzione Guido Castelli — compiamo un ulteriore passo avanti nel percorso di ricostruzione dell’edilizia scolastica del cratere. Le scuole sono luoghi decisivi per il futuro delle nostre comunità: ricostruirle significa garantire sicurezza, qualità degli spazi educativi e fiducia alle famiglie. Ringrazio il presidente della Regione Francesco Acquaroli, l’ufficio ricostruzione e il sindaco Andrea Leoni per la loro collaborazione”