Sisma 2016: Incontro su lavori PNC per strade ascolano-maceratese tra tecnici e Comuni

Per il Commissario Guido Castelli “L’accessibilità del cratere è strategica, sempre pronti ad ascolto e confronto”

 Nelle giornate di martedì 8 e mercoledì 9 agosto i rappresentanti della Struttura sisma 2016 del Commissario straordinario Guido Castelli e del Soggetto Attuatore ANAS hanno incontrato le Amministrazioni Comunali marchigiane il cui territorio verrà interessato dal terzo stralcio degli interventi PNC-PNRR per il miglioramento e la messa in sicurezza della viabilità principale epr la mobilita’ nel cartere. Si tratta in particolare dei Comuni di Belforte del Chienti, Caldarola, Sarnano, Amandola, Comunanza, Roccafluvione e Ascoli Piceno. L’obiettivo degli incontri è stato un confronto su interverenze, accessibilita’ e istanze del territorio utili a migliorare le soluzioni tecniche in corso di affinamento a livello di Progetto di fattibilità tecnico-economico.

Per migliorare i tracciati in via di definizione durante gli incontri sono stati approfonditi i contesti e le specificità locali e registrando la piena disponibilita’ e attiva conpartecipazione delle amministrazioni locali.

Il Commissario Straordinario per la Riparazione e la Ricostruzione sisma 2016 Guido Castelli ha dichiarato: “Per la riparazione socio-economica del cratere l’accessibilità di questi territori è strategica. Consapevoli di ciò, stiamo lavorando a questo grande Piano di Rigenerazione Viaria per l’Appennino centrale che, tra le altre cose, prevede la realizzazione della Pedemontana tra Belforte del Chienti e Mozzano. Quest’ultima località è, a sua volta, uno snodo particolarmente importante dal momento che da qui ci si ricollega, tramite la Salaria, ad ovest con la Tre Valli Umbre, verso Perugia e l’E45, e a Sud con la pedemontana della val Vibrata, verso Teramo e l’A24. Con Il Soggetto Attuatore Anas, abbiamo già pubblicato bandi di appalto per opere stradali per 1,3 miliardi di euro e nello svolgimento di tutte queste attività abbiamo sempre dedicato un’attenzione particolare alla raccolta dell istanze e delle sensibilita’ delle comunità locali. Questo processo partecipativo è stato alla base degli incontri appena svolti“.

L’impegno da parte delle amministrazioni locali e dei tecnici è quello di proseguire nel rapporto di collaborazione e condivisione che fino ad oggi guidato la programmazione di tutte le azioni, trovando tempestivamente accordo su decisioni tanto complesse quanto fondamentali per la mobilita’ dell’intero cratere. Si realizzano cosi’ passi avanti fondamentali per l’efficienza e la sicurezza generale della rete stradale prerequisito imprescindibile per lo sviluppo economico e sociale del territorio.

Gli incontri si sono svolti presso le sedi del Comuni di Ascoli Piceno, Roccafluvione, Comunanza, Sarnano, San Ginesio, Cessapalombo, mentre è stato rinviato per esigenze contingenti l’incontro con il Comune di Amandola, che si svolgerà nella prima data utile.

BANDI NEXT APPENNINO, AREA RISERVATA PER LE INFO

Da oggi è più semplice entrare in contatto con Invitalia e richiedere informazioni online relative ai bandi NextAppennino. E’ ora infatti possibile accedere direttamente dalla home del sito www.nextappennino.gov.it, cliccando sul pulsante in alto a destra, area riservata.

Grazie ad alcuni semplici passaggi, ed effettuando il login attraverso SPID, CIE o CNS,  l’utente può trasmettere il quesito, per la linea di intervento di interesse, cliccando sul pulsante Parla con noi.

Selezionando i campi preimpostati e scegliendo la linea di intervento sarà possibile dettagliare la richiesta  fornendo le informazioni essenziali (Linea/Fase di intervento, Tipologia richiedente, Oggetto della richiesta e Testo della richiesta).

 

 

 

 

Pubblicazione circolare

E’ stata pubblicata  sul sito, nella sezione dedicata, la circolare interpretativa in materia di qualificazione delle stazioni appaltanti (Ordinanza N 145 del 28 Giugno 2023).

Con il nuovo Codice dei Contratti Pubblici (d.lgs. 31 marzo 2023, n. 36), il legislatore ha previsto l’immediata operatività del generale sistema di qualificazione delle stazioni appaltanti a decorrere dal 1 luglio 2023.

Scarica qui la circolare

Sisma 2016: il borgo di Camerino rinasce con un progetto di  riqualificazione urbana. Recovery art nelle ex casermette

Al via le iniziative per la valorizzazione e rifunzionalizzazione del territorio colpito dal sisma con fondi stanziati dal Commissario Straordinario di Governo e dal Pnrr. Inaugurato cantiere ex Casermette che diventerà un polo d’eccellenza per il restauro dei beni culturali danneggiati dalle calamità.

La rinascita del Borgo di Camerino passa da un grande progetto di rigenerazione urbana, che prevede la creazione del primo Polo di eccellenza per il restauro delle opere d’arte danneggiate dal sisma nella Regione Marche, oltre che spazi museali, laboratori didattici e residenze universitarie. Sono questi i contenuti dell’accordo di collaborazione istituzionale siglato oggi dal Commissario Straordinario per il Sisma 2016, l’Agenzia del Demanio, la Direzione Regionale Musei Marche, l’Università degli Studi di Camerino, la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le Province di Ascoli Piceno, Fermo e Macerata e il Comune di Camerino.

L’intesa è finalizzata all’attuazione del progetto di valorizzazione dei beni demaniali Ex Casermette di Torre del Parco, Chiesa di San Francesco, Ex Carcere Giudiziario ed Ex Caserma dei Carabinieri, per contribuire alla ripresa e al rilancio del territorio duramente colpito dal sisma, in un’ottica di crescita economica e sociale. I fondi per la ricostruzione sono quelli previsti dal Commissario Straordinario di Governo, circa 10,4 milioni di euro, a cui si aggiungono quasi 30 milioni di euro stanziati nell’ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr).

La progettazione e la realizzazione degli interventi sono impostati secondo il modello innovativo di ricostruzione pubblica, promosso dall’Agenzia del Demanio, in grado di rigenerare il tessuto sociale ed economico del territorio ispirandosi ai principi di sostenibilità, trasformazione digitale, accessibilità e connettività.

Il concept alla base del progetto di rigenerazione urbana è di creare una connessione tra i diversi complessi immobiliari situati in zona periferica e nel centro storico. In particolare, il progetto di valorizzazione e rifunzionalizzazione delle Ex Casermette di Torre del Parco prevede la realizzazione di un polo d’eccellenza per il restauro dei beni culturali, quale elemento di rilancio socio-economico e culturale della città di Camerino, al fine promuovere l’offerta turistica, attrarre investimenti e creare occupazione. Il primo intervento su 8 fabbricati, inaugurato oggi, prevede un finanziamento di circa 10 milioni di euro con fondi del Pnc (Piano nazionale complementare al Pnrr per le aree del sisma 2009 e 2016), mentre il secondo lotto riguarda 18 immobili con un finanziamento con fondi Pnrr di circa 20 milioni di euro.

Gli edifici verranno adeguati sismicamente e tutta l’area rifunzionalizzata per creare un Recovery Art, il primo centro di ricovero e recupero di beni artistici e culturali danneggiati dalle calamità nella Regione Marche. Ci saranno anche aree didattiche, in coerenza con l’offerta formativa dell’Università degli Studi di Camerino, e aree espositive per accogliere temporaneamente le opere restaurate di maggior prestigio, prima di essere riportate alla destinazione originaria. Il nuovo Polo diventerà quindi un centro di interesse per il personale del Ministero della Cultura, per gli esperti di restauro, per i professori universitari, per gli studenti, per i cittadini e turisti amanti delle opere d’arte. Questa grande iniziativa di rigenerazione urbana costituirà un motore di rilancio per la città di Camerino, coinvolgendola attivamente nel progetto di Recovery Art, quale punto di riferimento e fruizione per la cittadinanza e per lo sviluppo del turismo museale della zona.

L’intervento sulla Chiesa di San Francesco, l’Ex Carcere Giudiziario e l’Ex Caserma dei Carabinieri, tutti situati in pieno centro storico, prevede un finanziamento complessivo di 10,4 milioni di euro, stanziato con Ordinanza Speciale n. 27 del 14.10.2021 del Commissario Straordinario di Governo per il Sisma 2016. Il concept progettuale si basa sulla realizzazione di un Polo culturale scientifico e museale da destinare a aree espositive, laboratori didattici e aule in linea con l’offerta formativa dell’Università degli Studi di Camerino, foresterie per gli addetti ai lavori e residenze universitarie. L’intento è quello di riportare la Pinacoteca Civica all’interno della Chiesa di San Francesco e realizzare il Museo di eccellenza nell’ambito dell’arte contemporanea, determinando il rilancio sociale, economico, culturale e turistico del Borgo, generando opportunità per i giovani e lo sviluppo di nuovi flussi turistici per la zona.

L’accordo attuativo potrà essere ampliato ad altri immobili di proprietà dello Stato, di proprietà comunale o di altre amministrazioni pubbliche e si affianca ad ulteriori iniziative già in corso che vedono l’impegno dello Stato per la realizzazione delle nuove Caserme dei Vigili del Fuoco e dei Carabinieri.

All’evento hanno preso parte il Sottosegretario di Stato al Ministero dell’Economia e delle Finanze, Lucia Albano; il Presidente della Regione Marche, Francesco Acquaroli; il Commissario Straordinario per il Sisma 2016, Guido Castelli; il Direttore dell’Agenzia del Demanio, Alessandra dal Verme; il Vice Presidente del Consiglio regionale, Gianluca Pasqui; il Sindaco del Comune di Camerino, Roberto Lucarelli; il Rettore dell’Università di Camerino, Claudio Pettinari; il Direttore regionale dei Musei Marche, Luigi Gallo e il Sovrintendente per le Marche Sud, Giuseppe Lacava.

“L’accordo odierno e il contestuale avvio dei cantieri legano la ripartenza dei territori colpiti dal sisma alla cultura, un binomio nel quale questo Governo crede molto – ha dichiarato il Sottosegretario di Stato al Ministero dell’Economia e delle Finanze con delega alla valorizzazione del patrimonio pubblico, alla ricostruzione post-sisma e ai rapporti con l’Agenzia del Demanio, Lucia Albano – Gli interventi programmati hanno una valenza al contempo economica e sociale: consentono di aumentare l’attrattività dei borghi attraverso un rafforzamento dell’offerta culturale e dei servizi universitari, un indotto molto importante per tutta la provincia. I lavori eseguiti, improntanti all’efficientamento energetico e alla produzione di energia da fonti alternative, avranno un impatto positivo sull’ambiente, salvaguardando il verde urbano e il paesaggio circostante”.

“Da deposito di armi a laboratorio di recupero e rinascita per le opere danneggiate dal sisma: la rifunzionalizzazione delle ex Casermette di Camerino è un esempio di rigenerazione urbana nel cratere del 2016 – dichiara il Commissario alla Riparazione Ricostruzione sisma 2016 Guido Castelli – “Valorizziamo edifici che dall’originaria funzione militare potranno essere adeguati all’esigenza di custodia e recupero dei quasi 30.000 beni culturali che son stati prelevati dalle chiese e dai palazzi danneggiati dal sisma. Vogliamo accompagnare nel difficile percorso di ricostruzione e riparazione la comunità di Camerino, che ha affrontato le avversità di questi anni con coraggio e grande dignità. Dopo la recente Ordinanza speciale approvata, che programma la cantierizzazione del centro storico di Camerino, questo è un altro passo in avanti sostanziale per la città ducale”.

Il Direttore dell’Agenzia del Demanio Alessandra dal Verme ha sottolineato l’importanza dell’iniziativa concepita per essere molto più ampia e per diventare un volano di attrazione di un territorio che ha subìto danni considerevoli, non solo dal punto di vista strutturale, ma soprattutto dal punto di vista sociale, economico e culturale: “L’Agenzia del Demanio è impegnata verso un nuovo modello di gestione e valorizzazione degli immobili pubblici e per far sì che lo Stato fornisca ai giovani dei modelli attrattivi. Un’attrattività che si basa sulla trasformazione digitale, sull’accessibilità, sulla connettività, sulla sostenibilità, ma anche nel riportare alla memoria, rendendoli vivi, gli immobili che rappresentano la città”.

“Oggi è una giornata importate per Camerino, il suo centro storico e il progetto delle Casermette, ma la nostra azione non è singola va inserita in un contesto complessivo che tocca il cratere, le aree interne e lo sviluppo generale di tutta la regione” – dichiara Francesco Acquaroli, Presidente della Regione Marche – “L’azione complessiva che mettiamo in campo è il senso compiuto dello Stato, presente anche oggi qui con l’intera filiera istituzionale, che fa squadra per dare risposte efficaci e rapide comprendendo le difficolta della comunità camerte e delle comunità colpite che da sette anni sono fuori casa e ancora. Non possiamo permetterci a sette anni dal sisma di continuare a non avere questo territorio pienamente operativo. Perché dal punto di vista del turismo, dell’università e dei servizi, dal punto di vista dell’agricoltura e della capacità dell’apporto imprenditoriale e di elaborazione dei processi di sviluppo, è fondamentale acquisire quanto prima un grado di completezza di azione. Dobbiamo quindi continuare ad essere efficaci nel comprendere quanto sia oggi importante materializzare gli effetti della ricostruzione. Perché c’è un numero ancora elevato di domande di ricostruzione non ancora presentate. Quindi è sempre più urgente accelerare e materializzare gli effetti della ricostruzione. Solo così potremmo far tornare questo territorio attrattivo e potremo valorizzarlo al meglio con le opportunità dei fondi nazionali ed europei di questo momento. Perché quello che noi facciamo sia anche il frutto di una capacità di interpretare le esigenze e il futuro di questo territorio”.

“È davvero una giornata importante e molto attesa per la nostra comunità – ha dichiarato il Sindaco del Comune di Camerino, Roberto Lucarelli – La nuova destinazione delle ex Casermette e la loro valorizzazione impreziosiscono la nostra città, a cui aggiungono valore rendendolo un polo di riferimento per il ricovero e il recupero dei beni artistici per la nostra Regione. Ringrazio tutti i protagonisti di questo risultato, a partire dal Commissario Guido Castelli, dal Presidente della giunta regionale Francesco Acquaroli, dal Vice presidente del Consiglio regionale Gianluca Pasqui e dal Direttore Alessandra dal Verme. Adesso l’auspicio è vedere i lavori procedere il più rapidamente possibile per dotare Camerino di questa nuova realtà. Contestualmente, l’accordo consente di avviare la valorizzazione del Complesso immobiliare del San Francesco, altro sito di particolare importanza. Tutto questo sta a dimostrare la forte attenzione e l’impegno delle istituzioni nei nostri confronti”.

IL PROGETTO DI ADEGUAMENTO SISMICO E RIFUNZIONALIZZAZIONE DELLE EX CASERMETTE

Il complesso immobiliare delle Ex Casermette è stato costruito prima della Seconda Guerra Mondiale per la detenzione dei prigionieri di guerra ma è stato principalmente utilizzato come deposito di materiali vari dell’Esercito fino al 2007, anno in cui è stato dismesso dal Ministero della Difesa. L’intera area, che si estende su una superficie territoriale di oltre 56.000 mq, sarà riqualificata e gli edifici saranno adeguati sismicamente per ottenere un Recovery Art, il primo centro di ricovero e recupero di beni artistici danneggiati dalle calamità nella Regione Marche. L’opera d’arte verrà condotta all’interno dei fabbricati seguendo un percorso ben definito. Il bene verrà identificato e schedato in un’area di accoglienza; i dati e la documentazione fotografica verranno gestiti nella zona uffici; l’opera passerà nell’area di controllo e monitoraggio, qui verrà sottoposta a controlli scientifici e diagnostici al fine di stabilire la necessità o meno di un trattamento di decontaminazione. Se necessario, il bene verrà trattato in apposito laboratorio. Verrà poi sottoposto ad interventi di messa in sicurezza e posizionato negli spazi di deposito in attesa di essere riallocato nel luogo di origine o in spazi espositivi. L’operazione consentirà di rifunzionalizzare immobili pubblici in disuso destinandoli a nuova vita, secondo principi di efficientamento energetico, in grado di determinare contenimento dei consumi energetici, riduzione di suolo e impatti positivi e misurabili sul territorio. Si otterranno delle strutture a emissioni zero, integrate con sistemi energetici dinamici e interattivi, grazie all’implementazione di soluzioni volte al risparmio energetico e al basso impatto ambientale, con particolare attenzione ai seguenti aspetti: digitalizzazione, gestione dei consumi e produzione di energia elettrica. Verranno applicate soluzioni di “sustainable building”, bioclimatiche ed ecologiche, e utilizzati materiali e tecnologie innovative. Sia la progettazione che la gestione del cantiere sarà inoltre supportata dalla tecnologia BIM (Building Information Modeling) che permetterà un più efficace controllo della fase di cantiere e delle successive manutenzioni. La Recovery Art sarà parzialmente attiva già dal secondo semestre 2025 e l’intera opera sarà completata entro il 2026 nel rispetto delle milestone del PNRR per una spesa complessiva di circa 30 milioni di euro.

Castelli incontra Abodi: “Sinergie nel cratere per sport e giovani”

Il Ministro per lo Sport e i Giovani, Andrea Abodi, oggi a Roma ha incontrato il Commissario Straordinario per la Riparazione e la Ricostruzione Sisma 2016 Guido Castelli. Quello odierno è stato un primo confronto volto a creare tra le parti sinergie finalizzate a iniziative comuni nei territori dell’Appennino centrale colpiti dal sisma.

Il Commissario Castelli ha consegnato ad Abodi un report sullo stato dell’arte di tutti gli interventi di ricostruzione delle infrastrutture sportive danneggiate dal terremoto del 2016 e illustrato le numerose iniziative progettuali finanziate dal Piano complementare sisma, sia per la rigenerazione urbana legata a strutture e impianti sportivi, sia per lo sviluppo e il consolidamento del settore sportivo.

“Il Ministro Abodi – ha dichiarato il Commissario Castelli – ha mostrato disponibilità immediata alla collaborazione e mi ha fatto estremamente piacere la sua attenzione nei confronti dei nostri territori, che hanno un grande potenziale, e la sua comprensione dell’importanza della riparazione socioeconomica. Lo sport – ha aggiunto – è uno strumento eccezionale di aggregazione e di coesione tra persone e comunità, dobbiamo promuoverlo e farne il miglior uso possibile, lavorando di squadra”.

“L’incontro di questa mattina con il Commissario Straordinario per la Riparazione e la Ricostruzione Sisma 2016 Guido Castelli, che ringrazio, è stato molto importante perché mi ha consentito di conoscere lo stato dell’arte dell’opera di ricostruzione delle infrastrutture sportive lesionate dal sisma del 2016. Sono rimasto colpito dal quadro presentato e dalla passione con la quale il sen. Castelli e la sua squadra si stanno adoperando perché, in tempi brevi, vengano ripristinati e migliorati nella loro funzionalità e messi a disposizione del territorio i luoghi di sport, vere e proprie infrastrutture sociali che concorrono al benessere psico-fisico delle persone e al rafforzamento del senso di comunità. Abbiamo previsto un nuovo incontro il prossimo 14 settembre, per dare inizio operativo alla collaborazione sia in ambito sportivo, che per quanto concerne le politiche giovanili”. Lo dichiara il Ministro per lo Sport e i Giovani Andrea Abodi.

Nel dettaglio, le infrastrutture sportive lesionate dal sisma 2016 sono state 65, per un totale di interventi economici – finanziati attraverso Ordinanze – previsti di 93,6 milioni di euro. Dei 65 interventi, 18 si trovano in Regione Abruzzo, 6 nel Lazio, 36 nelle Marche e 5 in Umbria.

Il Piano complementare sisma 2009 e 2016, noto anche come NextAppennino, prevede il finanziamento di una serie di progetti delle misure A2.1 e A3.1 che riguardano interventi di recupero e rifunzionalizzazione di edifici pubblici, di efficientamento energetico e di mitigamento del rischio sismico per un totale di 21,7 milioni di euro (40 opere). Molti di questi immobili pubblici sono ad uso sportivo e ricreativo. Per la misura A.3.3 è in programma l’implementazione dei cammini culturali, tematici e storici, per i quali è previsto un finanziamento complessivo di 116,7 milioni di euro (149 interventi). Infine, la misura B2.1 di NextAppennino per il sostegno a cultura, turismo e sport ha un plafond di 60 milioni di euro. Circa il 20% degli interventi previsti è destinato ad attività e imprese a carattere sportivo.

Al via i lavori per le filiere forestali dei Monti della Laga

I progetti riguardano i Comuni tra Acquasanta Terme ed Arquata del Tronto.
Per il Commissario Castelli: “Il patrimonio naturalistico diventa un’opportunità di rilancio sostenibile”

Prendono avvio nel cuore del cratere sismico marchigiano le filiere forestali del legno dei Monti della Laga. Si tratta di due progetti integrati sviluppati nei boschi dei Comuni tra Acquasanta Terme ed Arquata del Tronto, finalizzati a valorizzare la biomassa forestale oggi prevalentemente utilizzata come legna da ardere.

I due progetti, promossi fin dall’inizio dal Consorzio BIM Tronto, sono stati presentati oggi nella frazione di Umito ad Acquasanta Terme, alla presenza del Commissario Straordinario alla Riparazione e Ricostruzione Sisma 2016 Guido Castelli, dell’Assessore Regionale all’Agricoltura e Foreste Andrea Maria Antonini, del Sindaco di Acquasanta Terme Sante Stangoni, del Sindaco di Arquata del Tronto Michele Franchi, del Presidente Consorzio BIM Tronto Luigi Contisciani e del Segretario Generale Symbola Fabio Renzi.

Da Umito oggi, infatti hanno avuto inizio i lavori di recupero di uno dei principali percorsi forestali che prende vita proprio da questa frazione. I progetti, in parte finanziati dal PSR Marche 2014 – 2020, hanno ricevuto anche risorse tramite un Contratto di rete finanziato dal Piano nazionale complementare sisma Next Appennino, per un ammontare complessivo di oltre 2,3 milioni di euro.

I soggetti coinvolti – Le filiere del legno vedono coinvolte le imprese forestali locali oltre alle Comunanze Agrarie, le principali proprietarie delle aree boschive e l’impresa di trasformazione e commercializzazione Laga Legno Srl, sul quale capitale è intervenuta recentemente anche l’impresa edile ascolana Panichi S.r.l.. Grazie alla Laga Legno Srl, il legno proveniente dai boschi dell’Appennino centrale verrà prodotto e venduto in tavolato, cippato e pellet.

Gli obiettivi – La finalità è una gestione boschiva sostenibile ed oculata, attenta al territorio e con importanti ricadute sull’economia locale. Un’area fortemente penalizzata dal susseguirsi di una lunga serie di eventi catastrofici a partire dal Sisma 2016 vedrà finalmente avviare l’inizio di un percorso di rilancio e di valorizzazione della comunità locale e dei suoi abitanti. L’utilizzo dei circa 4000 ettari di bosco partirà proprio dalla riqualificazione delle vie di accesso, attraverso la riqualificazione della viabilità forestale esistente ma attualmente non utilizzabile.

Saranno quindi recuperati circa 22 km di strade nei boschi dell’Acquasantano e oltre 3 km di piste forestali nel comprensorio Arquatano. E proprio in questi giorni sono in procinto di approvazione altri 35 km di tratti viari da riqualificare. Pertanto, i boschi saranno finalmente accessibili in maniera gratuita non solo alle imprese forestali ma anche ai turisti e ai visitatori dei monti Piceni, restituendo un patrimonio territoriale tutto da scoprire.

“La riparazione di una comunità così colpita dagli eventi sismici e dalle crisi pandemica ed economica, per essere duratura nel tempo deve partire anche dai valori espressi dal territorio in cui risiede – spiega il Commissario Castelli -. Il bosco è una caratteristica predominante nelle aree interne dei Monti della Laga, che ora grazie alle risorse messe in campo da Next Appennino e dai Fondi Regionali, hanno l’occasione di rilanciare l’economia locale proprio a partire dal patrimonio naturalistico dell’area. Ringrazio la Regione, i sindaci Stangoni e Franchi e le imprese che hanno deciso di unire le forze in due progetti di grande qualità, come dimostrano le risorse ottenute, e che contribuiranno a valorizzare il nostro prezioso patrimonio territoriale e a porre le basi per un’economia innovativa e sostenibile, al servizio della crescita di tutto il territorio regionale”.

“La cultura al servizio della ricostruzione”, Castelli e Giuli a Norcia

II patrimonio storico e architettonico al centro del modello per l’Appennino centrale.

Nuove strategie integrate di sviluppo culturale, economico e sociale per la rigenerazione dei centri maggiormente colpiti dal terremoto del 2016, quattro appuntamenti nelle regioni del Centro Italia colpito dal sisma per ascoltare i sindaci del cratere 2016.

Un confronto costruttivo e partecipato quello che si è svolto a Norcia tra il Commissario per la Riparazione e la Ricostruzione sisma 2016 Guido Castelli e, il Presidente della Fondazione MAXXI – Museo Nazionale delle Arti del XXI secolo – Alessandro Giuli, che hanno incontrato questo pomeriggio i primi cittadini umbri presso il centro Polifunzionale DIGIPass. Con loro l’Assessore della Regione Umbria, Paola Agabiti e il vice Sindaco del Comune di Norcia, Giuliano Boccanera. L’incontro è stato l’occasione per fare il punto sull’attuazione del Protocollo d’Intesa tra la Struttura Commissariale Sisma 2016 e la Fondazione MAXXI, dedicato allo sviluppo di Progetti di Rigenerazione Urbana e Territoriale legati all’Economia della Cultura. Prima dello svolgimento della riunione il Commissario Castelli e il Presidente Giuli hanno visitato il cantiere della Basilica di San Benedetto, al fine di valutare i sostanziali progressi nei lavori.

L’obiettivo del Protocollo in essere tra la Struttura Commissariale e la Fondazione MAXXI è quello di supportare i Comuni del cratere per lo sviluppo di progetti di rigenerazione urbana e territoriale legati alle risorse territoriali, al rilancio dell’economia culturale e sociale, con particolare attenzione alla qualità architettonica e urbanistica dei programmi che vengono portati avanti. Tra le finalità dell’accordo anche l’istituzione di un gruppo di lavoro destinato alle strategie di sviluppo economico, culturale e sociale dei borghi e dei propri territori, che lavora al servizio del territorio dalla sottoscrizione del protocollo.

A tale scopo presso la Struttura commissariale da un anno il “Gruppo Borghi”, il gruppo di lavoro per il coordinamento delle attività previste dal Protocollo d’intesa, è al lavoro per mettere a sistema proprio i temi legati alla ricostruzione: transizione digitale ed energetica, valorizzazione dei legami umani, esplorando i temi più urgenti del nostro tempo, tra cui il rapporto tra uomo e natura, e le possibili applicazioni nella rigenerazione dei borghi colpiti dal terremoto delle innovazioni dell’arte, dell’architettura, della scienza e dell’intelligenza artificiale.

Il Commissario Guido Castelli: “Norcia è uno dei simboli del sisma del Centro Italia, gravemente ferito oggi risolleva lo sguardo verso il futuro grazie alla Basilica di San Benedetto che mostra i risultati concreti della ricostruzione. Investire nella conservazione dei luoghi storici e nella rigenerazione culturale non solo arricchirà il centro Italia a livello economico, ma permetterà di condividere con il mondo la bellezza di questa terra e della sua comunità amorevole.  Oggi siamo qui per ricordare che la cultura non è solo arte e storia, ma anche il modo in cui ci prendiamo cura delle ferite e ripariamo quei luoghi identitari che ricordano all’Italia che c’è un Appennino centrale forte e capace di guardare al futuro”.

Il Presidente della Fondazione MAXXI Alessandro Giuli: “Oggi siamo a Norcia per incontrare le comunità del territorio, rappresentate dai loro sindaci; per fare rete, ascoltare, provare a comprendere i disagi e le opportunità, le strade già intraprese e quelle ancora da percorrere. Ricostruire vuol dire rispettare e tramandare il passato, l’identità e la memoria, ma allo stesso tempo confrontarsi con i temi più urgenti del presente e con le sfide del futuro. Per questo motivo siamo qui, per mettere a disposizione le competenze del MAXXI, il Museo nazionale dedicato alla creatività contemporanea, per la ricostruzione materiale e immateriale dei territori colpiti dal sisma. Una rinascita che deve proseguire nel segno della cultura, potente motore di sviluppo sociale ed economico e inesauribile fonte di energie per lo spirito dei luoghi e delle persone“.

Assessore Regione alla Cultura Paola Agabiti: Per l’assessore regionale alla cultura e turismo, Paola Agabiti “L’area del Cratere rappresenta una parte del territorio umbro dal patrimonio identitario e culturale unico, gli antichi borghi, i siti storici e naturalistici, il paesaggio, le ricchezze artistiche ed architettoniche, uniti a tradizioni millenarie, sono vere e proprie pietre angolari del percorso di rinascita dopo il sisma 2016. In questo contesto le azioni ed i progetti innovativi che potranno essere messi in campo grazie al Protocollo d’Intesa tra la Struttura Commissariale Sisma 2016 e la Fondazione MAXXI, oggi condivisi con i sindaci dell’area, rappresentano certamente un volano di sviluppo e di rigenerazione per trasformare le sfide in opportunità, adottando strategie integrate per una ricostruzione a tutto tondo”. “L’industria culturale, un turismo ecosostenibile, la realizzazione di infrastrutture materiali ed immateriali orientate alla sostenibilità – prosegue Agabiti – potranno rafforzare l’economia locale e culturale creando prospettive di crescita duratura. Il recupero dei beni culturali, la loro restituzione alla collettività e una nuova valorizzazione del patrimonio artistico rappresentano certamente un tassello fondamentale di questa rinascita, di cui il centro di eccellenza di Santo chiodo di Spoleto è un elemento imprescindibile. La basilica di Norcia libera dai ponteggi ci dimostra che anche le imprese più audaci possono essere realizzate e sono certa – ha concluso Agabiti – che con il coinvolgimento delle comunità locali, insieme enti ed istituzioni, sarà possibile scrivere una nuova pagina per questa parte dell’Umbria con la piena integrazione tra sviluppo culturale, economico e sociale”.

Il Vice Sindaco Giuliano Boccanera: “Ringrazio il Commissario Castelli e il presidente Giuli per questo incontro con i sindaci umbri del cratere. Si tratta di un momento di confronto e condivisione che, sono certo, porterà anche allo sviluppo di progetti sui nostri territori. Il rapporto con il MAXXI è poi particolarmente interessante per la nostra città, la cui valenza artistica e culturale vogliamo promuover sempre di più. Da questo punto di vista, il ritorno alla piena funzionalità de La Castellina che ci auguriamo avvenga quanto prima, rappresenterà un momento fondamentale in ragione della funzione di catalizzatore culturale che può svolgere”.

 

Sisma 2016: al via il cantiere per la ricostruzione della nuova stazione dell’arma dei Carabinieri e della forestale nel comune di Pieve Torina (Mc)

 Valore complessivo dell’intervento 4,3 milioni di euro. Il collaudo della struttura è previsto entro il 2024.

 Nuova sede per l’Arma dei Carabinieri, Comando Stazione dei Carabinieri e della Forestale di Pieve Torina in provincia di Macerata. Il cantiere per l’avvio degli interventi di riqualificazione della caserma, fortemente danneggiata dal sisma del 2016, è stato inaugurato nel corso di una cerimonia a cui hanno partecipato il Commissario straordinario del Governo per la ricostruzione sisma 2016, Guido Castelli, il Sottosegretario di Stato Ministero dell’Economia e delle Finanze, Lucia Albano, il Direttore della Struttura per la Progettazione dell’Agenzia del Demanio, Filippo Salucci, il Presidente della Regione Marche, Francesco Acquaroli, il Sindaco di Pieve Torina, Alessandro Gentilucci, il Prefetto Provincia di Macerata, Flavio Ferdani e il Comandante  Legione Marche Carabinieri, Salvatore Cagnazzo.

L’intervento, per un valore complessivo di 4,3 milioni di euro, è stato finanziato interamente dal Commissario Straordinario Ricostruzione Sisma 2016, che con un’ordinanza speciale, nel corso del 2021, ha assegnato all’Agenzia del Demanio il ruolo di soggetto attuatore. I lavori di riqualificazione della struttura, prevedono la demolizione dei manufatti esistenti e la ricostruzione di un unico fabbricato che si svilupperà su due piani, da destinare a spazi operativi e alloggi di servizio, e un ulteriore piano seminterrato da adibire ad autorimessa. Attraverso l’accorpamento logistico del Comando Stazione dei Carabinieri e della Forestale, la nuova caserma offrirà ai cittadini un servizio pubblico più accessibile e integrato.

L’immobile è stato progettato secondo il modello innovativo promosso dall’Agenzia del Demanio, fondato su tre pilastri: la centralità dell’utenza, l’innovazione e digitalizzazione, e la sostenibilità. Sarà infatti dotato dei più alti requisiti di autonomia e autoproduzione energetica, attraverso la realizzazione di un edificio a consumo energetico quasi zero e un elevato livello di sostenibilità ambientale in linea con i Criteri Ambientali Minimi (CAM). Inoltre, l’impegno del sistema costruttivo XLAM garantirà i livelli massimi di resistenza ai terremoti. Tutta l’attività di progettazione e di gestione del cantiere sarà supportata dalla tecnologia innovativa BIM (Building Information Modeling) per un più efficace controllo dello stato di avanzamento del cantiere e dei successivi interventi di manutenzione.

Il Sottosegretario Lucia Albano dichiara: “L’inaugurazione del cantiere odierno è un segnale che va nella duplice direzione di assicurare la presenza dello Stato, con i suoi presidi strategici, nelle zone colpite dal sisma e ricostruire secondo criteri innovativi, in linea con gli standard della sostenibilità ambientale. È l’esito del lavoro di una filiera istituzionale che collabora fattivamente ad ogni livello (Comune, Regione, Governo) per riparare il tessuto socioeconomico dei territori colpiti dal sisma e garantire un futuro alle giovani generazioni”.

Il Direttore Alessandra Dal Verme ha dichiarato:“ L’avvio del cantiere per la nuova caserma in Pieve Torina – ha dichiarato il Direttore dell’Agenzia del Demanio Alessandra dal Verme – dimostra come, attraverso una forte collaborazione tra Istituzioni, si può rispondere concretamente all’esigenze di un territorio duramente colpito dal sisma nel 2016. Per questo l’Agenzia del Demanio ha firmato con il Commissario per la ricostruzione diversi accordi e avviato 39 interventi per riqualificare e mettere in sicurezza edifici di proprietà dello Stato in tutte le regioni dell’area colpita. Stiamo lavorando a un modello avanzato di ricostruzione, ispirato ai principi di sostenibilità, di resilienza al cambiamento climatico, all’accessibilità e alla connettività, che utilizzi sistemi innovativi di prevenzione del rischio sismico. L’obiettivo è di tornare a far rivivere i borghi duramente colpiti, rigenerare e favorire lo sviluppo economico e sociale. Dimostriamo che lo Stato è presente e che, attraverso il proprio patrimonio, si prende cura dei cittadini e dei territori”.

Il Commissario al sisma 2016 Guido Castelli ha dichiarato: “La giornata di oggi dimostra che lo Stato c’è e che qui, nel cratere, vuole continuare ad esserci. Oltre all’erogazione di servizi fondamentali come sanità, trasporti e scuole, non si può trascurare la sicurezza dei cittadini. La posa della prima pietra per la nuova sede dell’Arma dei Carabinieri e della Forestale a Pieve Torina va proprio in questa direzione e potrà garantire a questa comunità un presidio fondamentale. Il valore di questo intervento, concepito secondo criteri di razionalizzazione degli spazi e capace di assicurare la massima performance energetica, è al contempo concreto e simbolico, dal momento che riguarda la sede di istituzioni espressamente dedicate al servizio e alla tutela dei cittadini. Attraverso un articolato programma di ricostruzione dei presidi pubblici di legalità, testimoniamo che lo Stato non arretra.”

Il Presidente della Regione Francesco Acquaroli ha dichiarato: “Oggi è una giornata importante per la ricostruzione. Altre celebrazioni e inaugurazioni si sono succedute recentemente a significare che gli sforzi fatti per far ripartire questi territori iniziano a materializzarsi e a produrre segni tangibili. La pietra che poniamo questa mattina acquista un valore particolare. La presenza della caserma, in cui operano i Carabinieri e la Forestale, ridà forza alle istituzioni e consolida la presenza dello Stato, garantendo la vicinanza ai cittadini e la sicurezza in questi territori. Restituiamo in questo modo gratitudine a chi non ha mai abbandonato questi territori, perché anche nei momenti più difficili la presenza delle Forze dell’ordine sul territorio non è mancata, sia nell’immediatezza dei primi soccorsi ma anche nell’attività di sorveglianza contro atti di sciacallaggio, fino al sostegno di fronte a tutte le difficoltà che hanno attraversato questi cittadini. E’ stato uno sforzo enorme ma un segnale di grande tenacia perché la devastazione che si è prodotta sette anni fa poteva essere mortale per questi territori. Se oggi noi ricostruiamo il ringraziamento va alle istituzioni che hanno creduto e hanno lavorato. Ringrazio a questo proposito il senatore Castelli, il sottosegretario Albano per l’impegno che stanno profondendo, l’Ufficio speciale per la ricostruzione e tutti coloro che li hanno preceduti. Un ringraziamento particolare lo devo però rivolgere a chi ha vissuto qui in presenza durante questi anni: cittadini e imprenditori, che non hanno voluto abbandonare le proprie attività e con esse l’economia di questo territorio. Se oggi siamo in questa fase lo dobbiamo a coloro che resistendo hanno lasciato un segno tangibile della speranza. Ora sta a noi accelerare il più possibile con i nostri sforzi e con il nostro lavoro questa fase. La fase della ricostruzione dei centri storici era stata tanto attesa, preludio alla rinascita di un nuovo entroterra e dei suoi borghi, veri segni identitari di un territorio; ricostruirli significa ricostruire il cuore pulsante degli Appennini, dando speranza e certezze. Un auspicio questo anche per i tanti cittadini che ancora non hanno avviato le pratiche per la ricostruzione privata. Un ringraziamento particolare va al sindaco di Pievetorina, Alessandro Gentilucci, che sulla ricostruzione si è speso tantissimo, impegnandosi con tutta la sua comunità, con l’Unione montana, in maniera tangibile. Il confronto con lui ha permesso di comprendere meglio e aspetti e problematiche di questi territori”.

Un aiuto ai comuni per la ricostruzione post sisma 2016  

Accordo Anac-Commissario per alzare le soglie della vigilanza preventiva (fino a 215mila euro per appalti sulle forniture e fino a un milione di euro per i lavori)
 Predisposti atti-tipo per affrontare le procedure più complesse per velocizzare le procedure
 Legalità ed efficacia nei cantieri delle opere pubbliche

Controlli di legalità focalizzati sugli interventi di ricostruzione pubblica post terremoto più rilevanti e una serie di atti tipo per agevolare il lavoro delle Stazioni appaltanti: la vigilanza preventiva dell’Autorità nazionale Anticorruzione, che fino a oggi scattava per gli appalti di forniture e servizi, compresi quelli di architettura e ingegneria, di importo pari o superiore a 100mila euro, d’ora in poi si concentrerà sulle procedure sopra ai 215mila euro. Mentre per gli appalti di lavori, la soglia che conduce al controllo preventivo sale da 350mila a 1.000.000 di euro.

Sono le principali novità del nuovo accordo che disciplina l’alta sorveglianza Anac sulle procedure legate alla ricostruzione pubblica post sisma del 2016 nell’Italia centrale, presentato oggi a Roma in una conferenza stampa a Palazzo Wedekind. L’accordo è firmato dal Commissario straordinario del Governo alla Riparazione e Ricostruzione Sisma 2016 Guido Castelli, dal Presidente dell’Autorità nazionale Anticorruzione, Giuseppe Busia, dal Presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio, dal Presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, dal Presidente della Regione Marche, Francesco Acquaroli, dal Presidente della Regione Umbria, Donatella Tesei, e dall’Amministratore Delegato di Invitalia, Bernardo Mattarella.

La Struttura commissariale Sisma 2016, con la pubblicazione del nuovo codice degli appalti, ha inoltre aggiornato ed elaborato ulteriori atti-tipo, pre-validati dall’Anac, che le Stazioni appaltanti possono utilizzare per tutta gli affidamenti che riguardano i servizi di progettazione. Il Commissario alla Ricostruzione inoltre potrà chiedere il controllo preventivo dell’Autorità anche sugli interventi previsti nel Pnrr e nel Piano nazionale complementare.

“L’accordo rafforza e rinnova la collaborazione tra Anac e Struttura commissariale che da dicembre 2016 a oggi ha portato a circa mille procedure verificate per quasi 1,4 miliardi di euro. Nonostante l’aumento delle soglie per il controllo preventivo, il supporto di Anac sarà significativo: sono attese ulteriori mille procedure di affidamento da verificare. Questo vuol dire che, in termini quantitativi, garantiamo nei prossimi anni lo stesso supporto dato fino ad oggi”, ha dichiarato Busia.

Dichiarazione Castelli: “Legalità ed efficacia: la ricostruzione pubblica deve avvenire secondo il principio di fiducia e di risultato del nuovo Codice degli appalti. La legalità è una priorità assoluta per garantire che la ricostruzione del Centro Italia avvenga nella piena tutela dell’imprenditoria sana, dei lavoratori e dei cittadini che hanno il diritto che gli edifici pubblici che stiamo finanziando siano sicuri e realizzati a regola d’arte. Ci stiamo accingendo a varare un programma di opere pubbliche di valore superiore al miliardo e che richiederà l’avvio di più di mille affidamenti. Per assicurare la giusta tempestività e la necessaria trasparenza a questo complesso di procedure, abbiamo condiviso con l’ANAC una serie di aggiornamenti al protocollo di vigilanza finalizzati a responsabilizzare le stazioni appaltanti in una logica di semplificazione. Anche per questo motivo, abbiamo voluto istituire, d’intesa con le Regioni, un servizio di assistenza ai comuni mettendo loro a disposizione una serie di atti tipo, pre-validati dall’ANAC, che consentiranno controlli a campione da parte dell’autorità di vigilanza. La struttura commissariale, grazie alla sinergia messa in campo, si candida anche come luogo di sperimentazione delle più recenti innovazioni introdotte dal nuovo codice degli appalti, nella consapevolezza che dopo quasi 7 anni da quel tragico 2016, risulta imprescindibile un impegno concreto e proattivo, utile a riconoscere i diritti di una comunità che da anni attende che si completi il processo di ricostruzione.”

 

 

Da Solomeo a Castelluccio di Norcia: un legame d’amore per l’Umbria

Questa mattina, a Palazzo Donini, si è tenuta una conferenza stampa congiunta tra la Regione dell’Umbria, la Fondazione Brunello e Federica Cucinelli di Solomeo, alla presenza del Commissario al Sisma 2016 Guido Castelli, per illustrare il progetto di ricostruzione e riqualificazione dedicato a Castelluccio di Norcia.

 L’imprenditore Brunello Cucinelli, che del progetto ideato dalla sua Fondazione di famiglia aveva parlato alla Triennale di Milano lo scorso 27 giugno, ha voluto condividere con i suoi concittadini il piacere di immaginare una nuova vita del borgo umbro e della sua comunità, che meritano di ritrovare la propria dignità e tornare presto a rappresentare uno dei più attrattivi poli storico-naturalistici dell’Umbria.

La Presidente della Regione Umbria, Donatella Tesei, ha riferito nel dettaglio delle misure messe in atto per quanto riguarda la ricostruzione del patrimonio edilizio e infrastrutturale di Castelluccio dopo il terremoto del 2016.

  Un’opera studiata dalla Regione in virtù delle più avanzate ed innovative applicazioni scientifico-tecnologiche dell’ingegneria e dell’architettura che hanno permesso, nello specifico, di pensare una ricostruzione sperimentale del Centro Storico su piattaforma isolata sismicamente al suolo (“ground isolation”). Altrettanto significativa è la scelta di realizzare una ricostruzione che miri alla definitiva messa in sicurezza del borgo e che la stessa opera sarà fortemente improntata allo sviluppo sostenibile ambientalmente, grazie alla riutilizzazione di tutti i materiali di scavo che saranno recuperati dalla fase di realizzazione delle “piattaforme di isolamento sismico”. Ciò consentirà di evitare lo “stress” dovuto all’arrivo di materiali solitamente provenienti da cave, grazie all’utilizzo di tutto quanto sarà possibile recuperare in loco. Non va inoltre sottovalutato un altro aspetto di questa opera di ricostruzione: la possibilità concreta di ricostruire “in muratura” l’intero patrimonio urbanistico di Castelluccio, pur appoggiandosi sulle “piattaforme”, nel totale rispetto, dunque, della tradizione, dell’estetica e della tipicità di questi luoghi. Da non sottovalutare altresì l’ammontare del finanziamento pubblico grazie al quale potrà essere realizzata questa innovativa ricostruzione, le cui procedure di gara sono già state espletate: 68 milioni di euro.

 Brunello Cucinelli ha sottolineato lo spirito di fondo con il quale, assieme ai suoi famigliari, ha prospettato che dal borgo di Solomeo, passando per Norcia, potesse partire un progetto di riqualificazione dell’altro amato borgo umbro di Castelluccio, così da far tornare all’antico suo splendore questo straordinario luogo di bellezza del territorio.

Il progetto a cura della Fondazione di Solomeo è stato congegnato nel rispetto dell’identità storica e civile di Castelluccio, umanamente sostenibile e sollecito a cogliere nel profondo l’unicità di questo piccolo borgo.

 Così si è espressa Donatella Tesei: “La nostra volontà è quella di ricostruire Castelluccio innanzitutto dov’era, e renderla ancor più bella e più sicura, per riconsegnarla a quanti l’hanno sempre vissuta ed a chi la vivrà nel tempo futuro. Vogliamo realizzare questa opera nel più rigoroso rispetto della compatibilità ambientale, riutilizzando tutti i materiali che sarà possibile recuperare. Questo anche per segnare una sorta di “continuità storica” tra passato e futuro; una storia che viene raccontata anche dalle pietre e dai mattoni delle case dell’antica Castelluccio. Le nuove tecnologie ci aiuteranno quindi a ricostruire un paese che possa essere sicuro in considerazione di eventuali futuri eventi sismici, grazie alla realizzazione delle piattaforme sismicamente isolate, che faranno da base su cui poggerà l’intero agglomerato urbano del borgo. Castelluccio, dunque, sta già trasformandosi in un vero e proprio “laboratorio e modello”, sia per ciò che riguarda le innovative tecniche di ricostruzione, sia per la procedura, che consentirà l’abbattimento di tempi e costi, avendo condiviso il tutto anche con gli stessi proprietari degli immobili. Insomma, una eccellente prova di cooperazione e collaborazione tra pubblico e privato, meravigliosamente completato dall’idea di progetto della Fondazione Cucinelli, che già aveva dato mirabile prova della propria opera a Solomeo”.

  Così ha commentato Brunello Cucinelli: “Questa idea di progetto è stata pensata come un dono che possa durare nei secoli, nel rispetto del genius loci di Castelluccio e per il bene della sua amabile comunità e delle generazioni future, ma anche come tributo alla bellezza di uno dei luoghi più affascinanti di tutta l’Umbria. Sogno una vera e propria rinascita, da ogni punto di vista, dell’anima di Castelluccio. Il contesto paesaggistico e ambientale nel quale è incastonata questa perla è tale che siamo tutti chiamati, da custodi pro tempore del Creato, a custodirne al meglio il fascino perché tra cinque secoli possa ancora generare meraviglia in ogni essere umano”.

  Il Commissario Castelli ha affermato: “La ricostruzione di Castelluccio è una tappa fondamentale del nostro lavoro. Oggi abbiamo illustrato un progetto che sintetizza al meglio le esigenze di sicurezza di un luogo fortemente sismico e la necessità di integrazione tra intervento pubblico e intervento privato. In un luogo tra più suggestivi d’Italia, forte di centinaia di biodiversità, abbiamo proposto una soluzione avanzata, sostenibile e capace di contrarre i tempi di realizzazione che sarà ulteriormente arricchita dall’estro e dalle visioni di Brunello Cucinelli. Una bella pagina della ricostruzione”.