Superbonus: Castelli, per aree sisma no stop o modifiche fino al 2025

“Il Decreto-legge n. 212/2023, approvato dal Consiglio dei ministri lo scorso 29 dicembre e dedicato al Superbonus 110% non contiene né modifiche né limitazioni rispetto al diritto al diritto di cumulare, fino al 31 dicembre 2025, il contributo sisma con il superbonus per la riparazione degli immobili danneggiati da sisma. Si tratta di una precisazione che si rende necessaria al fine di evitare equivoci o fraintendimenti”. Lo dichiara Guido Castelli, Commissario straordinario alla Riparazione e alla Ricostruzione sisma 2016.

“Ho ritenuto utile fugare ogni dubbio rispetto a una misura approvata lo scorso anno dal Parlamento (comma 3 dell’articolo 2 del DL 11/2023) di grande importanza alla quale, nel corso del 2023, abbiamo continuato a lavorare, siglando Protocolli d’intesa con istituti di credito che hanno garantito un plafond di 1 miliardo di euro. Inoltre, d’intesa con Agenzia Entrate, abbiamo ottimizzato le linee guida che disciplinano il doppio contributo del sisma bonus e del superbonus. Le attività possono dunque proseguire nel corso del biennio 2024-20025 con l’obiettivo di accelerare ulteriormente il processo di ricostruzione, anche avvalendoci di questo strumento”.

Il testo vigente del citato comma 3 dell’articolo 2 del DL 11/2023 rimane dunque il seguente: “Le disposizioni di cui al comma 1 non si applicano agli interventi effettuati in relazione a immobili danneggiati dagli eventi sismici di cui all’articolo 119, comma 8-ter, primo periodo, del decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 luglio 2020, n. 77, nonché in relazione a immobili danneggiati dagli eventi meteorologici verificatisi a partire dal 15 settembre 2022 per i quali è stato dichiarato lo stato di emergenza con le deliberazioni del Consiglio dei ministri 16 settembre 2022, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 221 del 21 settembre 2022, e 19 ottobre 2022, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 255 del 31 ottobre 2022, situati nei territori della regione Marche”.

Pertanto, potranno continuare a beneficiare dello sconto in fattura e della cessione del credito di imposta (i due vantaggi che “in ordinario” il D.L. 11/2023 ha cancellato, a partire dal 17 Febbraio 2023, lasciando la sola detrazione fiscale del singolo contribuente) tutti coloro che entro il 31 Dicembre 2025 sosterranno spese, relative a qualsiasi intervento di ricostruzione post sismica di edifici danneggiati e resi inagibili nei comuni per i quali sia stato dichiarato lo stato d’emergenza a far data dal 1° Aprile 2009, riguardanti gli importi eccedenti il contributo previsto per la ricostruzione di cui al c. 1-ter (ecobonus) e/o al c.4-quater (sismabonus) ovvero nel caso di applicazione del c.d. “superbonus rafforzato”, alternativo al contributo per la ricostruzione, di cui al c.4-ter dell’art. 119 del DL 34/2020.

Qui la nota tecnica a firma del Commissario Castelli 

Proroga di un anno e aumento contributo per immobili costruiti dopo il 1945 sottoposti a tutela paesaggistica

Nuovi interventi in favore della ricostruzione privata e, in particolare, per gli immobili di valore culturale e paesaggistico costruiti in data posteriore al 1945. È quanto previsto nell’ordinanza approvata ieri dalla Cabina di Coordinamento, presieduta dal Commissario alla Riparazione e Ricostruzione Sisma 2016 Guido Castelli, che ha approvato alcune integrazioni relative al Testo unico della ricostruzione privata.

In particolare, l’ordinanza proroga al 31 dicembre 2024 i termini previsti nell’ordinanza 131 per la conservazione, il restauro e la ricostruzione degli immobili di valore culturale e paesaggistico costruiti in data posteriore al 1945, presenti nel cratere sismico e sottoposti a tutela paesaggistica. Per gli stessi immobili l’ordinanza prevede anche un incremento del contributo del 10%.

Per il Commissario al sisma 2016 Guido Castelli “si tratta di un intervento che rientra in quella ampia attività di semplificazione volta ad accelerare ulteriormente il percorso di ricostruzione. Abbiamo voluto estendere alcune misure già previste per gli edifici storici, anche per la ricostruzione degli immobili di valore culturale e paesaggistico costruiti dopo il 1945. Si tratta di un patrimonio di cui l’Appennino centrale è ricco, che racconta la storia e l’identità delle nostre comunità: un’eredità preziosa che dobbiamo proteggere e tramandare, mettendola in sicurezza in questa fase di transizione verso la ricostituzione del tessuto immobiliare e umano dei nostri territori”.

Sisma 2016: a Visso lavori in corso su dissesto idrogeologico

Castelli: «Passo importante in materia di sicurezza»

A Visso (Macerata) sono in corso i lavori sul versante franoso che interessa Largo Gregorio XIII. Un intervento molto delicato, frutto dello studio condotto dalla Struttura commissariale e dalla Regione Marche, che interessa circa 15 edifici, tutti oggetto di riparazione post sisma, la viabilità pubblica e aree di afflusso turistico. Si tratta di un intervento per il quale l’Ufficio speciale ricostruzione Marche ad oggi ha già liquidato 764 mila euro, euro a fronte di un contributo totale di 1,54 milioni di euro.

“Si tratta di un passo importante sul fronte della sicurezza per questo comune dei Sibillini, tra i più colpiti dalla sequenza sismica del 2016/2017– spiega il commissario straordinario alla Riparazione e alla Ricostruzione sisma 2016 Guido Castelli -. Per questa ragione gli va doverosamente dedicata un’attenzione particolare, così come facciamo per gli altri centri maggiormente danneggiati del cratere. Il rapporto con il Presidente Acquaroli e l’Usr prosegue nel segno della costante e fattiva collaborazione”.

La mitigazione del rischio idrogeologico è principalmente resa necessaria dal fenomeno del distacco di materiali, che determina la classificazione a rischio molto elevato di quest’area. È prevista la realizzazione sia di “opere di difesa passiva” che di “interventi di consolidamento di tipo attivo in parete” e di riparazione delle opere già esistenti danneggiate dal sisma, finalizzati a ridurre il pericolo di crolli e a impedire che massi e materiale lapideo, a valle, possano mettere a rischio edifici o persone.

L’intervento si divide in due distinti settori. Il primo è dedicato alla ricostituzione delle porzioni crollate e al consolidamento delle antiche mura, che costituivano il sistema di terrazzamento presente nella porzione ove insistono gli antichi edifici di Visso (coincidente con il parco Goffredo Jaja). Tale opera si ritiene imprescindibile per la salvaguardia rispetto all’azione delle acque piovane, che tendono ad alimentare il dissesto. Inoltre, sempre nello stesso settore, è previsto il consolidamento di un ammasso roccioso pericolante in corrispondenza della parete di ingresso del parco.

Il secondo intervento, invece, prevede la realizzazione di barriere paramassi, in ragione dell’elevata estensione del versante da coprire, dalla presenza di una torre in pietra in condizioni instabili e della estesa copertura boschiva presente nell’area, che si vuole preservare per ragioni idrogeologiche e paesaggistiche.

 

L’ex monastero Corpus Domini diventerà studentato

Castelli: notizia importante, previsto finanziamento di 14 milioni e 91 posti letto.

L’ex Monastero Corpus Domini di Macerata sarà acquistato e ristrutturato per diventare uno studentato universitario. È quanto stabilisce l’Ordinanza speciale in deroga approvata oggi in Cabina di Coordinamento sisma, presieduta dal Commissario alla Riparazione e Ricostruzione Sisma 2016 Guido Castelli. L’investimento programmato è di 14 milioni di euro e a gestire l’intervento sarà l’Ente regionale diritto allo studio (Erdis).

Questo progetto di restauro e riqualificazione ha un rilevante valore sociale e culturale. L’edificio del XVII secolo è uno dei simboli della città, si trova nel centro storico di Macerata e ha subito nel corso dei secoli diverse trasformazioni. I danni subiti dalla struttura a causa del sisma 2016 hanno reso necessari interventi approfonditi. Si procederà, dunque, con un restauro conservativo mirato, che non solo ne preserverà il valore storico e architettonico dell’ex Monastero, ma lo renderà anche sicuro e funzionale rispetto agli standard moderni, migliorandone la resistenza sismica e l’efficienza energetica.

L’Ordinanza, inoltre, consente di semplificare le procedure, accelerando così i tempi di approvazione e realizzazione del progetto. Attraverso la Conferenza dei servizi speciale e procedure amministrative accelerate, il progetto avanzerà con tempistiche più rapide rispetto a quelle che normalmente caratterizzano i grandi interventi. Inoltre, sono state messe in atto misure per la rapida risoluzione di eventuali controversie tecniche e la possibilità di espropriare terreni, garantendo quindi un avanzamento continuo e senza impedimenti.

Per quanto riguarda il finanziamento, l’investimento di 14 milioni di euro è sostenuto dalla somma di fondi provenienti dal Ministero dell’Università e della Ricerca (8,3 milioni di euro), dalla Struttura Commissario Sisma 2016 (3,9 milioni) e dall’ERDIS (1,8 milioni).

Il Commissario Guido Castelli ha dichiarato: “Si tratta di una notizia importante per la comunità studentesca e la città. Grazie alla sinergia tra enti e istituzioni, e a un notevole sforzo finanziario, questo storico edificio diventerà uno studentato, arricchendo così l’offerta di servizi universitari a testimonianza dell’attenzione che dedichiamo alla valorizzazione del patrimonio culturale dei nostri territori. La nostra missione prevede di ricostruire ma anche di riparare il tessuto economico e sociale e questo intervento va proprio in questa direzione. Dobbiamo rendere i nostri borghi e centri storici più attrattivi e accoglienti anche per incentivare l’arrivo e la permanenza dei tanti giovani che scelgono la nostra terra per formarsi e vivere. Desidero ringraziare il Ministero dell’Università e della Ricerca e l’Erdis, per il loro impegno nella definizione del progetto di ristrutturazione dell’Ex Monastero Corpus Domini, e il Presidente Francesco Acquaroli per la collaborazione e costante attenzione che dedica a tutte le attività connesse con la ricostruzione”.

La riqualificazione di questo storico edificio contribuirà a rafforzare il tessuto del centro storico di Macerata, contribuendo al suo rinnovamento e all’attrattività della città. La restituzione alla città dell’ex Monastero rappresenta infatti una risposta concreta alla necessità di ulteriori alloggi per studenti universitari. Con 91 posti letto, suddivisi in 27 camere doppie e 37 singole, l’ex monastero si trasformerà in una residenza studentesca moderna e accogliente. Oltre agli spazi abitativi, il progetto prevede aree dedicate allo studio e al tempo libero, tra cui una biblioteca, una sala studio, una sala polifunzionale situata nella ex chiesa, spazi per la preparazione e consumazione dei pasti, depositi, lavanderia, archivio e un magazzino.

Strade, dal Pnc sisma 19,2 mln per collegamenti tra Fermano e Maceratese

Commissario Castelli: «Rilancio delle infrastrutture vitale per l’Appennino».

Via libera per 19,2 milioni di euro destinati a due importanti arterie a cavallo tra il maceratese e il fermano. L’Ufficio Speciale Ricostruzione, infatti, ha appena liquidato all’Anas (soggetto attuatore) l’anticipo per i lavori sulla strada statale 502/78, che conduce da Belforte del Chienti ad Amandola, e per la statale 210 Amandola-Servigliano.
Si tratta di opere che puntano all’adeguamento e al miglioramento tecnico-funzionale della sezione stradale e al potenziamento delle varie intersezioni, che hanno complessivamente beneficiato di un contributo da parte del Piano nazionale complementare sisma (sub-misura A4, linea di intervento 4) di 64 milioni di euro. Si tratta di economie fondamentali per rilanciare le infrastrutture e, di conseguenza, l’accessibilità in entrata e in uscita per questa parte dell’Appennino dove il terremoto del 2016/2017 ha prodotto gravi e molteplici danni.

“Il programma di riqualificazione della rete viaria del territorio del sisma si caratterizza per la rilevante capacità di spesa rispetto a quelli che erano gli stanziamenti ottenuti – spiega il Commissario straordinario alla Riparazione e alla Ricostruzione sisma 2016 Guido Castelli -. Nel corso di un solo anno siamo riusciti ad avviare affidamenti per 1 miliardo e 100 milioni di euro. Affidamenti che nascono dall’importante sforzo finanziario compiuto dal Governo che, finora, ha stanziato 900 milioni. Si tratta di un programma di interventi necessario, che dimostra non solo la buona capacità di spesa della Struttura commissariale ma che, soprattutto, mira a risolvere un problema annoso per questi territori. Anche in questo caso – conclude Castelli – si è rivelato fondamentale il contributo del presidente della Regione Francesco Acquaroli, il quale ha voluto fortemente che il Fondo complementare sisma finanziasse anche strade e viabilità, al fine di superare il gap che da decenni affligge l’entroterra marchigiano».

Nello specifico, gli interventi sulla statale 502/78 si concentreranno sul tratto tra Belforte del Chienti e Sarnano. Per il primo stralcio sono stati liquidati 9 milioni di euro (a fronte dei 30 milioni totali), mentre per il secondo 300 mila euro. Anche per il tratto tra Sarnano e Amandola sono stati liquidati 300 mila euro.
Per quanto riguarda la statale 210, tra Amandola e Servigliano, i lavori sono stati divisi in tre stralci. Per il primo sono stati liquidati 9 milioni di euro, per il secondo e per il terzo 300 mila euro ciascuno.

Via libera ad Ascoli per i lavori alla Chiesa della Madonna del Ponte

Castelli: “Risultato frutto fattiva collaborazione per edificio di culto caro ad abitanti di Porta Cartara”.

È stata una delle prime chiese cittadine a riportare danni evidenti e, di conseguenza, ad essere dichiarata inagibile. Un luogo simbolo per il quartiere di Porta Cartara e per Ascoli, situato all’ingresso del centro storico, presso uno degli accessi al cuore delle “cento torri”.

La Chiesa della Madonna del Ponte compie un importante passo in avanti verso la riapertura. La Conferenza permanente, infatti, ha espresso parere positivo sul progetto di riparazione post sisma. Da oggi, dunque, la Diocesi potrà avviare la gara per l’aggiudicazione dei lavori, per un importo complessivo di 224.505 euro.

«Un risultato raggiunto grazie alla fattiva collaborazione tra i vari enti coinvolti, tra cui la Struttura commissariale, la Regione Marche, l’Ufficio speciale per la ricostruzione e la Diocesi – spiega il Commissario Straordinario alla Riparazione e alla Ricostruzione sisma 2016 Guido Castelli-. Conosciamo il valore che questa chiesa riveste soprattutto per gli abitanti di Porta Cartara, che vi sono molto legati. Nonostante le tante difficoltà, continuiamo a lavorare notte e giorno per restituire alle comunità del sisma quanto il terremoto ha loro sottratto».

Di origini settecentesche, la chiesa si distingue per la semplicità della sua struttura architettonica, di forma ellittica, sviluppandosi per un’altezza massima di circa 10 metri oltre la quale si innalza una lanterna centrale finestrata, anch’essa di forma ellittica, parzialmente crollata dopo le scosse del 2016/2017.

Tra gli interventi previsti dal progetto, dunque, vi sarà anche la ricostruzione della muratura sommitale crollata della lanterna ed il consolidamento di quest’ultima, tramite il rifacimento del cornicione, la messa in opera di un cordolo acciaio-legno sulla sommità e il rifacimento della struttura di copertura in legno.

La maggior parte dei lavori è previsto all’esterno, ad esclusione della chiusura della nicchia che oggi ospita il confessionale.