Ferrovie: Castelli, con le stazioni del territorio più servizi per l’Appennino centrale

Presentato a Roma il progetto del Gruppo Fs, coinvolge 5 stazioni dei sismi 2009 e 2016

“Il progetto Stazioni del Territorio si colloca all’interno del percorso di rinascita e di rigenerazione dell’Appennino centrale devastato dal terremoto, che si afferma sempre più come un laboratorio nel quale vengono adottate soluzioni sostenibili volte a promuovere lo sviluppo e a contrastare il processo di spopolamento. Ringrazio il Ministro Matteo Salvini e il Gruppo Ferrovie dello Stato con cui, fin dal mio insediamento, si è avviata una proficua interlocuzione per questa iniziativa che coinvolge stazioni ferroviarie situate nelle quattro le regioni coinvolte dai sismi del 2009 e del 2016. Mentre è in corso la ricostruzione, alla quale nel 2023 abbiamo impresso un cambio di passo, è in atto la strategia di riparazione economica e sociale di questi territori, anche grazie al Programma di interventi Next Appennino, che necessitano in modo particolare di servizi di qualità, infrastrutture di trasporto, connettività digitale. Questo è proprio ciò che sta avvenendo attraverso questa iniziativa, che trasforma luoghi di passaggio o scambio in centri vitali e attrattivi. Ripensare gli spazi e le funzioni delle stazioni ferroviarie è un modo intelligente ed efficace per ritessere una trama di vita e di rapporti che rischierebbe di essere logorata. Ambulatori medici, farmacie, postazioni di lavoro, servizi di intermodalità: questi edifici diverranno dei veri e propri “hub” del territorio, fruibili dalle comunità locali e dai viaggiatori. È infine da sottolineare il fatto che gli interventi in corso in ciascuna stazione sono stati realizzati ascoltando le richieste e le esigenze del territorio, segno di quell’attenzione e cura particolare di cui necessitano questi luoghi ai quali, insieme al governo e ai Presidenti delle quattro Regioni, stiamo dedicando un’attenzione costante”.

Lo dichiara il Commissario Straordinario alla Riparazione e alla Ricostruzione sisma 2016, senatore Guido Castelli, che oggi a Roma presso l’Auditorium di Villa Patrizi, ha partecipato alla conferenza stampa di presentazione di “Stazioni del Territorio”, progetto promosso dalle società del Gruppo FS, insieme al Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini, al Segretario Generale ANCI Veronica Nicotra, all’Amministratore Delegato del Gruppo FS Luigi Ferraris, all’Amministratore Delegato e Direttore Generale di RFI Gianpiero Strisciuglio, al Direttore Luiss School of Government Giovanni Orsina.

Ferrovie del Territorio è una iniziativa dedicata agli scali ferroviari dei comuni con meno di 15 mila abitanti, con l’obiettivo di trasformare le stazioni in centri polifunzionali, attraverso l’inserimento di servizi polivalenti e di pubblica utilità. Il progetto coinvolgerà 20 scali in tutta Italia e ha già preso il via in cinque stazioni pilota, situate nelle quattro regioni del Centro Italia coinvolte nei sismi del 2009 e del 2016. Tre di queste sono in fase di completamento: Popoli-Vittorito (Pescara), Urbisaglia-Sforzacosta e Matelica (Macerata). Per Antrodoco Centro (Rieti) e Baiano di Spoleto (Perugia) gli interventi attualmente in corso si concluderanno nel 2025.

Made in Italy: Castelli, valorizziamo tradizioni e ricchezze dell’Appennino centrale

Le tradizioni, i sapori e la bellezza dei Monti Sibillini, protagonisti a Vinitaly in occasione della Giornata del Made in Italy, come opportunità di valorizzazione dei territori colpiti dal sisma del 2016.
Il Commissario alla Riparazione e Ricostruzione Sisma 2016 Guido Castelli ricorda che “il percorso di sviluppo turistico integrato dei Sibillini, al pari di tutto l’Appennino centrale, anche attraverso il patrimonio vitivinicolo e il connesso paesaggio rurale, rappresenta una ricchezza che abbiamo il dovere di sostenere e promuovere. Ciò sta avvenendo grazie alla collaborazione di tutti i livelli istituzionali, dal Governo ai Presidenti delle quattro Regioni del sisma ai comuni, e della rete composta da enti, associazioni, fondazioni che stanno contribuendo al rilancio e alla crescita sostenibile dell’Appennino centrale. In tale contesto – aggiunge il Commissario sisma 2016 – , le risorse messe a disposizione dal Piano nazionale complementare sismi 2009 e 2016 hanno l’ambizione di fare di questa nostra terra ricca di storia, prodotti tipici e tradizioni un luogo che, oltre ai progetti legati al turismo, diventi un modello di sviluppo per un Appennino moderno, un’occasione che, grazie al Made in Italy, si possa proiettare sui mercati per creare nuova occupazione basata sulle caratteristiche dei luoghi come stanno facendo tante comunità e tanti singoli imprenditori che ne hanno compreso il potenziale sin da subito. Offrire nuove opportunità significa anche preservare l’identità di questi luoghi, spesso soggetti a un fenomeno di spopolamento che vogliamo invertire attraverso una strategia volta proprio a incentivare la presenza dell’uomo. Il presidio del territorio, anche attraverso una produzione agricola sostenibile, è fondamentale per limitare gli effetti disastrosi degli eventi climatici estremi. La Giornata del Made in Italy, frutto dell’iniziativa del Parlamento e del Ministro Urso, rappresenta una vetrina importante anche per la vasta area compresa nel cratere 2016: un’opportunità – conclude Castelli – per proporsi e presentare un patrimonio profondamente radicato nell’italianità”. Lo dichiara Guido Castelli, Commissario straordinario al sisma 2016.

Ambiente: Castelli, nel cratere 2016 lavoriamo a visione Meloni su rapporto uomo-natura

“L’agricoltura in Italia è da sempre presidio di biodiversità. Le parole della premier Giorgia Meloni al Vinitaly hanno il pregio di sottolineare il ruolo essenziale dell’Uomo nella gestione della Natura e delle sue fragilità. L’idea di una Natura “selvaggia”, cioè priva del contributo umano, è qualcosa che non attiene alla nostra esperienza millenaria. Oggi più che mai, di fronte ai rischi idrogeologici conseguenti ai mutamenti climatici. Sono valutazioni “bipartisan” che dovrebbero creare una cultura comune. Uno studio della Regione Emilia-Romagna sulle ragioni degli effetti devastanti dell’alluvione del 2023 ha ribadito che “molti terreni forestali e agricoli abbandonati hanno causato una riduzione delle cure ordinarie del territorio e quindi anche di abbandono della rete idraulica minore. Il conseguente aumento di copertura forestale derivante dall’abbandono dell’uso del suolo che dovrebbe corrispondere a un aumento della capacità regimante della vegetazione, non si verifica perché l’aumento di copertura forestale, soprattutto in caso di foreste non gestite, abbinato alla diminuzione di manutenzione del territorio agricolo può essere controproducente in caso di eventi pluviometrici estremi”. È l’esperienza che stiamo conducendo anche nei processi di ricostruzione e rigenerazione dei territori dell’Appennino centrale colpiti dal sisma 2016. Senza il presidio dell’uomo, senza un’agricoltura selettiva e di qualità, le fragilità del territorio si accentuano. Occorre opporsi allo spopolamento delle nostre aree interne anche per questo. E il Governo sta facendo molto per opporsi all’inverno demografico incipiente”. Lo dichiara Guido Castelli, Commissario straordinario al sisma 2016.

Ascoli Piceno, ok al progetto per la Chiesa del Sacro Cuore

La conferenza dei servizi permanente ha approvato il progetto per l’intervento locale della Chiesa del Sacro Cuore di Ascoli Piceno, per un valore di 461mila euro.

“Con l’approvazione di questo progetto, segniamo un altro passo avanti nel percorso di ricostruzione e salvaguardia del nostro patrimonio storico e culturale – ha dichiarato Guido Castelli, Commissario alla Riparazione e Ricostruzione Sisma 2016 -. Sono sicuro che la comunità accoglierà favorevolmente l’approvazione del progetto per la Chiesa del Sacro Cuore. Un ringraziamento speciale va al presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli, all’Ufficio speciale ricostruzione, al sindaco Marco Fioravanti e all’arcivescovo Gianpiero Palmieri per il loro impegno instancabile a favore della ricostruzione”.

La chiesa del Sacro Cuore ha subito danni significativi a seguito del sisma, con lesioni verticali passanti e meccanismi di ribaltamento della facciata principale. Il progetto prevede un insieme di interventi mirati alla riparazione delle lesioni, al consolidamento delle strutture mediante iniezioni, al rinforzo e alla messa in sicurezza dell’edificio con l’uso di materiali e tecniche moderne che rispettano le esigenze di tutela architettonica e storico-artistica dell’edificio.

 

Cerreto d’Esi, ok al progetto per Santa Maria della Porta

La conferenza dei servizi permanente ha approvato il progetto per la riparazione con interventi locali della Chiesa di Santa Maria della Porta, per un valore di circa 234mila euro, a Cerreto D’Esi in provincia di Ancona.

“La Chiesa di Santa Maria della Porta è un luogo di culto che vogliamo restituire alla comunità di Cerreto D’Esi – dichiara Guido Castelli, Commissario alla Riparazione e Ricostruzione Sisma 2016 – Ringrazio il presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli, l’Ufficio speciale ricostruzione e l’arcivescovo Francesco Massara per la grande collaborazione che ci sta consentendo di accelerare la ricostruzione delle chiese del territorio“.

La chiesa, risalente originariamente al XIII secolo e ricostruita nei primi anni del XVIII secolo, ha subito danni in seguito agli eventi sismici, con lesioni sulla muratura portante, danni sulle stuccature della trabeazione e sull’intradosso della volta, oltre a fenomeni di distacco degli intonaci. Il progetto prevede interventi mirati a ripristinare l’integrità e a ridurre la vulnerabilità strutturale dell’edificio.

Visso, partono i lavori di messa in sicurezza sul costone di via Ussita

Sono in fase di avvio i lavori di messa in sicurezza sul costone a monte di via Ussita, nel comune di Visso (Macerata).

L’intervento, che ha un importo di 1,2 milioni (di cui l’Ufficio Speciale Ricostruzione ha appena liquidato un primo acconto di 169.847 euro proprio per l’esecuzione dei lavori), si è reso necessario dopo che le scosse sismiche del 2016/2017 hanno causato crolli di blocchi rocciosi che hanno interessato sia la strada sia le zone pertinenziali di un’abitazione, in un’area collocata nella vallata del torrente Ussita.

«Alla ricostruzione post terremoto si affianca una importante opera di messa in sicurezza delle zone più fragili dell’Appennino centrale – spiega il commissario straordinario alla Ricostruzione Guido Castelli -. Dobbiamo poter garantire un futuro di vivibilità ai nostri territori, andando oltre la ricostruzione dei luoghi fisici ed agendo sulle principali criticità. A tal proposito, ringrazio la collaborazione costante dell’Usr e della Regione Marche guidata dal presidente Acquaroli».

L’obiettivo, dunque, è quello di contrastare gli effetti gravitativi legati alle calamità e di salvaguardare la pubblica incolumità, senza produrre perdite o deturpazioni di risorse naturali e di carattere culturale, storico, visivo, morfologico e testimoniale, dato che al termine lavori l’area conserverà le sue caratteristiche originarie.

Nello specifico, sono in programma azioni preliminari di perlustrazione e disgaggio di alcune porzioni di ammasso e di pulizia vegetazionale, per circa 2.750 metri quadrati. In seguito, sono previsti un rafforzamento corticale con rete e barre di acciaio (per circa 2.900 mq) e un raffittimento delle chiodature esistenti, che permetterà un aumento globale delle caratteristiche di resistenza, e l’inserimento di 130 metri di barriere paramassi atte a garantire la protezione delle aree pianeggianti a ridosso della sede stradale e quindi della carreggiata.

In progetto c’è anche l’installazione di una barriera protettiva per il sentiero escursionistico che si sviluppa nella parte mediana del versante sovrastante.

 

Sisma: ok della Camera a ricognizione e fabbisogni per Ancona e Umbertide

Approvato alla Camera un emendamento al Dl Pnrr. Le attività vengono affidate al Commissario sisma 2016 Castelli

“Quello approvato questa mattina dalla Commissione Bilancio della Camera al Decreto-legge n.19 (il cosiddetto Dl Pnrr) è un emendamento di indubbio rilievo e interesse per i cittadini dei territori di Marche e Umbria, in particolare di Ancona e Umbertide, colpiti dagli eventi sismici avvenuti, rispettivamente, il 9 novembre 2022 e il 9 marzo 2023. La Struttura Commissariale 2016 che guido, in ragione delle professionalità e competenze altamente qualificate grazie all’esperienza maturata in questi anni, si è messa a disposizione del Governo al fine di compiere la ricognizione dei fabbisogni per la ricostruzione, la riparazione o il ripristino delle strutture e delle infrastrutture, pubbliche e private, danneggiate per effetto degli eventi sismici che hanno colpito quei territori. Questo ci consentirà di iniziare a lavorare fin da subito per rispondere quanto prima alle esigenze e legittime richieste dei cittadini.”

Lo dichiara il Commissario Straordinario al Sisma 2016, senatore Guido Castelli.

“Tale ricognizione, una volta ultimata, sarà poi sottoposta al Governo mediante una relazione trasmessa al Ministro per la protezione civile e le politiche del mare, Nello Musumeci. Attraverso queste attività sarà dunque possibile quantificare il fabbisogno finanziario da sottoporre al Governo e di avere così un quadro oggettivo, certo e definito in vista della prossima Legge di bilancio. Desidero ringraziare i membri della maggioranza in Commissione Bilancio e in, particolare, l’onorevole Paolo Trancassini che del provvedimento è relatore per questo risultato da molti atteso e i Presidenti delle Regioni Marche e Umbria, Francesco Acquaroli e Donatella Tesei per la collaborazione e la costante attenzione nei confronti dei cittadini colpiti da questi eventi, insieme ai quali abbiamo ininterrottamente lavorato per dare concretezza ai bisogni dei territori”.

Torricella Sicura, approvato il PSR

La conferenza dei servizi permanente ha approvato il Piano straordinario di ricostruzione per Torricella Sicura in provincia di Teramo. Si tratta di un passo importante per il recupero e la valorizzazione del tessuto urbano e sociale del Comune, fortemente colpito dagli eventi sismici del 2016, attraverso un approccio integrato che tocca vari ambiti della vita comunitaria e delle infrastrutture pubbliche.

“Questo programma rappresenta un importante passo avanti per il futuro di Torricella Sicura e delle sue frazioni, perché consente non solo di recuperare il danno da sisma ma anche di migliorare infrastrutture e servizi fondamentali per la vita comunitaria, come le scuole e i centri polivalenti –  ha dichiarato il commissario alla Riparazione e Ricostruzione Sisma 2016 Guido Castelli – Un ringraziamento speciale va al Presidente della Regione Abruzzo Marco Marsilio e al direttore dell’Ufficio Speciale per la Ricostruzione Vincenzo Rivera, con cui stiamo realizzando importanti passi avanti nella ricostruzione pubblica dei comuni abruzzesi”.

Il Programma straordinario di ricostruzione di Torricella Sicura prevede innanzitutto la riqualificazione urbanistica e funzionale del borgo, con la creazione di una strada di accesso al garage per i mezzi della Protezione Civile nel centro storico. Sempre in centro storico sarà rifatta la pavimentazione per migliorare l’aspetto estetico e la funzionalità delle aree pedonali, conservando allo stesso tempo l’identità storica del borgo. Di estrema importanza, anche in ottica di “prevenzione del rischio” sarà l’intervento pianificato sulla rete dei sottoservizi, danneggiata dagli eventi sismici e dall’usura del tempo, per il quale è prevista un’opera di ripristino, ammodernamento e miglioramento funzionale che ne garantirà il funzionamento futuro anche in eventuali condizioni di emergenza.

Tra gli interventi su strutture pubbliche la delocalizzazione e ricostruzione del nuovo asilo nido e scuola dell’infanzia; la riqualificazione del polo sportivo, compresa la realizzazione di una piscina comunale; la ristrutturazione della palestra e la ristrutturazione e l’adeguamento del centro sociale polivalente, con miglioramento energetico e adeguamento normativo dell’edificio esistente posizionato in una zona destinata a servizi pubblici.

Nel capoluogo e nelle frazioni saranno realizzati interventi di urbanizzazione e di mitigazione dei rischi idrogeologici. In particolare: il ripristino, rifacimento e adeguamento delle opere di urbanizzazione a Piano Grande, Abetemozzo, S. Stefano, Villa Tofo; la nuova viabilità di collegamento e accesso al parcheggio esistente del capoluogo e gli interventi sul dissesto idrogeologico in località Case Bellozzi. Tali opere, per un valore che supera i 18 milioni di euro, sono state ricomprese e già finanziate per mezzo dell’Ordinanza Speciale n. 53 del 26 luglio 2023

Infine, sarà realizzata un’area attrezzata per il compostaggio di comunità, così da promuovere pratiche sostenibili di gestione dei rifiuti organici in una zona destinata a verde pubblico e servizi comunitari.

Municipio di Pedaso, approvato il progetto esecutivo

«Il Municipio di Pedaso verrà riparato dai danni subiti dopo il terremoto. L’Ufficio Speciale Ricostruzione, infatti, ha approvato il progetto da 200.000 euro per i lavori sull’edificio di Piazza Roma».

Lo rende noto il commissario straordinario alla Ricostruzione Guido Castelli.

«Si tratta di un intervento ricompreso nell’ordinanza numero 137 del 2023 – continua Castelli -. Al suo interno sono stati infatti approvati il “Programma straordinario di Rigenerazione Urbana connessa al sisma” e il “Nuovo Piano di ricostruzione di altre opere pubbliche per la Regione Marche”, riguardante anche cimiteri e municipi collocati in Comuni fuori dal cratere, come appunto Pedaso. Un lavoro importante che stiamo portando avanti grazie all’apporto dello stesso Usr e della Regione guidata dal presidente Acquaroli».

In seguito agli eventi sismici del 2016/2017, infatti, il palazzo ha registrato danni alle tamponature interne, distacchi delle tramezzature dall’intradosso del solaio di copertura, difficoltà nell’apertura degli infissi interni, lesioni non passanti sui paramenti esterni con distacco localizzato delle finiture.

L’immobile, di proprietà del Comune, ospita al piano terra la sede della CariFermo ed al piano primo gli uffici del Municipio. L’edificio è tutt’ora funzionante in quanto le lesioni riscontrate non ne hanno pregiudicato l’operatività.

Il progetto è finalizzato, oltre che ad una serie di opere di finitura ed al rifacimento di una parte degli impianti tecnologici, all’esecuzione di interventi locali mirati con contestuale miglioramento degli spazi interni, con l’obiettivo di ripristinare condizioni di sicurezza e fruibilità.

 

 

 

Grottazzolina, al via la progettazione della scuola Armando Diaz

Grazie all’attuazione degli “Accordi quadro”, parte la progettazione della nuova scuola primaria Armando Diaz di Grottazzolina, in provincia di Fermo.

Il progetto, che complessivamente vale 5,9 milioni di euro (di cui circa 461mila per la progettazione), prevede la realizzazione di un edificio su due livelli, uno completamente fuori terra e l’altro parzialmente interrato, con spazi dedicati alle aule, alla biblioteca, a laboratori e a una palestra, oltre a spazi esterni attrezzati per l’apprendimento e lo sport.

L’intervento mira a superare le criticità della vecchia scuola Diaz, offrendo una struttura moderna, sicura, flessibile e sostenibile, adeguata alle attuali esigenze educative e capace di adattarsi alle diverse attività durante l’arco della giornata e i periodi dell’anno.

“Grottazzolina potrà contare su una scuola sicura e inclusiva, progettata secondo principi moderni che tengono conto dell’importanza degli spazi nell’esperienza educativa – dichiara il Commissario alla Riparazione e Ricostruzione Sisma 2016 Guido Castelli -. Il mio ringraziamento va al presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli e l’Ufficio speciale per la ricostruzione per il loro sostegno e collaborazione nella ricostruzione di tutte le scuole danneggiate dal terremoto”.