Giornata storica per Castelluccio di Norcia: al via i lavori di ricostruzione

È iniziata oggi la fase operativa del progetto di ricostruzione di Castelluccio di Norcia, frazione del comune di Norcia che è stata quasi interamente distrutta dalle scosse sismiche del 2016. Alla presenza del Commissario alla Riparazione e Ricostruzione Sisma 2016 Guido Castelli, della Presidente della Regione Umbria Donatella Tesei, del sindaco reggente di Norcia Giuliano Boccanera, del direttore dell’Ufficio Speciale Ricostruzione Stefano Nodessi Proietti e del dirigente dell’USR Umbria e RUP Gianluca Fagotti, è stato illustrato il virtuoso percorso pubblico-privato che ha consentito oggi di consegnare i lavori del primo contratto applicativo per la realizzazione dei terrazzamenti, dei sottoservizi, delle strade principali e secondarie nella parte del borgo esterna alla piastra antisismica. Si tratta dei primi lavori dal valore di 23 milioni di euro su un totale di circa 68 milioni che serviranno a realizzare uno dei progetti più all’avanguardia della storia delle ricostruzioni italiane. L’intero borgo, infatti, verrà isolato sismicamente grazie a delle piastre che sosterranno l’abitato, dotate di 300 isolatori sismici, il tutto senza perdere la “forma urbis” di uno dei luoghi più simbolici dei Monti Sibillini.

La ricostruzione di Castelluccio è programmata grazie alle ordinanze speciali n. 18/2021, n. 43/2022 e n. 77/2024 ed è resa possibile dall’impegno delle istituzioni ma soprattutto dall’accordo dei 117 proprietari che hanno saputo valorizzare una fruttuosa collaborazione per consentire di procedere con un unico grande progetto di ricostruzione integrata.

Dichiara il Commissario Sisma 2016 Castelli: “Qui a Castelluccio di Norcia il livello istituzionale, tecnico e antropologico hanno dato il meglio di sé. La comunità (ben 117 proprietari) ha saputo lavorare insieme, con uno splendido esempio di connubio tra pubblico e privato, che ci consente oggi di celebrare l’avvio del cantiere che riporterà questo splendido borgo a rinascere in piena sicurezza. Diamo inoltre dimostrazione che è possibile innovare ricostruendo e ricostruire innovando. Castelluccio non è un posto come gli altri: l’Italia intera ci guarda. Quello che stiamo realizzando non è solo un progetto unico e all’avanguardia, ma anche la proposizione per cui la vera tutela di un patrimonio naturalistico come quello del “piccolo Tibet” dei Sibillini, passa necessariamente attraverso il presidio umano. Se l’aquila reale volteggia su questi cieli è perché qualcuno coltiva ancora la lenticchia. In Europa c’è bisogno di questo approccio all’ambiente: l’uomo alleato della natura. E voglio anche sottolineare che presidiare l’Appennino vuol dire preservare anche le fragilità della costa, sempre più soggetta altrimenti agli effetti nefasti dei dissesti idrogeologici. Da noi rischia di essere più pericoloso l’abbandono di suolo, con il 70% di bosco che ricopre il territorio, rispetto al consumo di suolo. Diamo oggi un chiaro segnale che il lavoro di squadra sta producendo un risultato per i castellucciani, per gli umbri e per tutto il Paese”.

Per la Presidente della Regione Umbria Tesei: “Con la firma dell’inizio lavori del primo applicativo non solo è stata avviata la ricostruzione di Castelluccio, uno dei simboli del cratere sisma 2016 ma è stato mantenuto l’impegno di una ricostruzione rapida ed efficace preso in passato con le comunità umbre colpite dagli eventi sismici del 2016.  Personalmente ho voluto seguire con attenzione e determinazione tutte le fasi di questo complesso processo di ricostruzione che, oltre ad abbattere tempi e costi di ricostruzione, riuscirà a garantire sicurezza sismica e tutela ambientale in un borgo che, per le sue peculiarità storico-naturalistiche, è senza alcun dubbio il cuore del Parco Nazionale dei Monti Sibillini.   Il ‘modello’ adottato – ricostruzione integrata pubblico-privata – e la tipologia di intervento – grande piastra con isolatori sismici – potrà essere replicato anche in altri luoghi colpiti da calamità naturali confermando così l’Umbria una regione all’avanguardia nelle ricostruzioni post-sisma.  Siamo orgogliosi, come Regione Umbria, di essere riusciti a raggiungere questo importante traguardo che dimostra come, negli ultimi anni, sia stato dato impulso alla ricostruzione post-sisma 2016 grazie al lavoro di squadra con la struttura del Commissario, gli enti locali, i comitati, i cittadini, i tecnici e le imprese”.

 

 

 

 

Il Ministro Sangiuliano ad Amatrice, tra ricostruzione e rinascita culturale

l Ministro della Cultura nel comune reatino ha visitato la restaurata Torre Civica e partecipato a un convegno sul futuro dell’Appennino centrale. Sangiuliano e il Commissario Castelli siglano un Accordo per il rafforzamento del personale delle Soprintendenze nel cratere 2016.

La cultura, l’arte e le tradizioni custoditi nei territori dell’Appennino centrale sono un pa- trimonio che, attraverso una sapiente valorizzazione, può contribuire in modo sostanziale alla rinascita dei territori colpiti da sisma 2016. Un “asset” che rientra all’interno di un’articolata strategia di rilancio e sviluppo promossa dal governo e coordinata dalla Struttura commissariale sisma 2016, con il sostegno degli enti locali.

È su questi temi e sugli effetti positivi di queste politiche per il futuro delle comunità del cratere che si sono concentrati gli interventi del convegno “La Torre restaurata: idee e progetti per la rinascita dell’Ap – pennino”, che si è tenuto oggi ad Amatrice, presso l’Auditorium della Laga. All’evento hanno preso parte il Ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano, il Commissario Straordinario al Sisma 2016 Guido Castelli, il Questore della Camera dei deputati Paolo Trancassini, l’assessore alla Ricostruzione della Regione La- zio Manuela Rinaldi, il Sindaco di Amatrice Giorgio Cortellesi e il Presidente della Fondazione MAXXI, Alessandro Giuli.

Nel corso del convegno il Ministro Sangiuliano e il Commissario Castelli hanno siglato un Accordo di collaborazione destinato al rafforzamento del personale delle Soprintendenze nell’area del cratere 2016. In particolare, l’intesa è volta ad accelerare il processo di ricostruzione e riparazione; garantire la sicurezza degli edifici riducendone la vulnerabilità sismica; preservare la qualità architettonica, la tutela e la valorizzazione del patrimonio storico-artistico e del paesaggio; promuovere la sostenibilità ambientale e l’efficientamento energetico; semplificare ed efficientare l’azione amministrativa. Per il perseguimento di queste finalità il Commissario Straordinario individuerà il personale idoneo, con profilo di architetto, ingegnere, restauratore, storico dell’arte, amministrativo e assistente tecnico (geometra), destinato sia all’attività di supporto tecnico e amministrativo presso gli Uffici speciali per la ricostruzione sia ad appositi nuclei di personale tecnico e amministrativo dedicati al supporto alle istruttorie tecniche delle Soprintendenze del cratere e dell’Ufficio del Soprintendente speciale per le aree colpite dal sisma 2016. L’obiettivo è quello di accelerare i procedimenti istruttori e consentire una più rapida ed efficace preparazione e svolgimento delle Conferenze di servizi chiamate all’approvazione dei progetti.

Nel corso degli interventi è stato sottolineato come il recupero e la valorizzazione del patrimonio storico, culturale e artistico compreso all’interno dei territori delle quattro regioni del sisma stia avvenendo attraverso due macro-direttrici di intervento. La prima riguarda l’attività di ricostruzione materiale, che prevede anche il restauro e il recupero del vasto patrimonio costituito da edifici storici, di culto e opere d’arte presenti sul territorio. L’altra direttrice è rappresentata dall’azione di riparazione economica e so- ciale, realizzata prioritariamente attraverso NextAppennino, il Programma del Piano complementare per i sismi del 2009 e del 2016 che ha una dotazione di 1 miliardo e 780 milioni. Risorse destinate anche al fi- nanziamento di imprese culturali e turistiche, progetti di rigenerazione urbana e di promozione della montagna. Cultura, paesaggio, turismo sostenibile, tradizioni: tutto si tiene all’interno della strategia di rilancio e sviluppo sostenibile, tesa prioritariamente ad arrestare il fenomeno di spopolamento dei terri- tori, che ha reso l’Appennino centrale un modello di rifermento per le aree interne.

I presenti hanno inoltre condiviso che, tra gli strumenti in grado di contribuire alla tutela del patrimonio culturale presente nei borghi del cratere, vi è anche l’Art Bonus. Tra le donazioni di privati destinate alla manutenzione, protezione e restauro di beni di interesse religioso colpiti dal sisma si segnala quella rela- tiva alla Chiesa di San Francesco ad Amatrice, oggetto di un finanziamento da parte di Intesa Sanpaolo per 6,64 milioni di euro.

Al suo arrivo ad Amatrice, prima di partecipare al convegno, il Ministro della Cultura si è recato nel centro storico dove ha visionato la restaurata Torre Civica di Amatrice. Risalente al XIII e simbolo della città, la Torre è stata oggetto di un intervento di miglioramento sismico, consolidamento e restauro interamente finanziato dal Ministero della Cultura per un importo di 750 mila euro.

Il Ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano: “Conosco bene il grande valore culturale e storico di que- sto territorio tragicamente colpito dal sisma. Abbiamo a cuore il futuro di Amatrice e di quei borghi stori – ci italiani che, per varie ragioni, sono colpiti dal fenomeno dello spopolamento, per questo ci stiamo im- pegnando a spendere con efficienza e lungimiranza le risorse economiche che il Pnrr ha destinato per il rilancio e il ripopolamento di luoghi simbolo della nostra identità nazionale. Dobbiamo credere nella ri – nascita con tutte le nostre energie e sono convinto che la cultura costituisca un formidabile volano di svi- luppo in territori nei quali vogliamo promuovere la strada della presenza, la cultura dell’abitare. Ridare un’anima vuol dire salvare un patrimonio di cultura e di umanità che rende unica la nostra Nazione nel mondo”.

Il Commissario Straordinario al sisma 2016 Guido Castelli: “La presenza del Ministro Sangiuliano e di tut- ti i livelli istituzionali intervenuti oggi qui ad Amatrice testimonia, ancora una volta, l’attenzione del go- verno nei confronti dell’Appennino centrale e quanto il rilancio di questi territori venga ritenuto impor- tante per irrobustire la spina dorsale dell’Italia, che unisce il Nord e il Sud. La storia delle nostre comunità affonda in radici antiche e profonde e stiamo lavorando incessantemente per restituirgli nuova linfa, nel- la consapevolezza che questo patrimonio costituisce uno strumento essenziale per la loro rinascita. L’azione combinata di ricostruzione e riparazione deve avanzare con sempre maggiore speditezza, per riportare i cittadini nelle loro case, creare condizioni di vita che incentivino la popolazione a restare e an- che al fine di garantire la fruibilità culturale e turistica di luoghi che conservano ricchezze che vogliamo far conoscere di più e meglio”.

Il Questore della Camera dei deputati, Paolo Trancassini: “Ringrazio il Ministro Sangiuliano per la sua presenza di oggi ad Amatrice e per aver dimostrato un senso di vicinanza alla comunità reatina senza precedenti. Credo che la politica debba tornare al servizio dei nostri territori ed è per questo che siamo qui oggi. Il restauro della torre civica e l’avvio del super cantiere di Amatrice rappresentano simbolicamente un nuovo inizio per la ricostruzione, che arriva dopo troppi anni di ritardi e incertezze. Oggi abbiamo messo in campo una squadra di alto livello che è riuscita a ritrovare sinergia tra tutti gli enti coinvolti attuando il cambio di passo che serviva per la ricostruzione. Adesso dobbiamo avere il coraggio di fare un ragionamento più a lungo termine, partendo dalla consapevolezza

che l’identità culturale della nostra Nazione è custodita solo nei nostri borghi, nei nostri paesi. Per questo credo sia necessario creare un dipartimento permanente per le aree interne, avviando così un percorso per il loro rilancio socio economico che va al di là delle situazioni di emergenza”.

L’assessore alla Ricostruzione della Regione Lazio, Manuela Rinaldi: “Una giornata importante che, con l’aiuto del ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano, ci ha permesso di analizzare le possibilità culturali di questa terra distrutta dal terremoto del 2016. Una chiave di lettura che entra nel dettaglio degli usi e dei costumi di questi territori e permette il rilancio dei borghi del cratere anche sotto l’aspetto culturale. Borghi silenziosi da quella lunga notte, che sono sorretti da ricordi e da simboli. Delle torri indistruttibili che sorreggono l’amore degli amatriciani per questa terra, mantenendo quotidianamente viva la memo- ria di tradizioni che custodiscono il passato e guardano verso il futuro. Un futuro pieno di rinascita che, in giornate così importanti, ci permette di dare una lettura più completa per il rilancio di un territorio ricco di una cultura profonda. L’evento di oggi è una chiave di ripartenza per uno sviluppo in grado di valoriz- zare il reatino in termini di attrattività, inclusività, convivialità, sostenibilità, capacità produttiva e culturale, sia per le popolazioni residenti che per i potenziali futuri fruitori di centri che hanno voglia di rilancio”.

Il Sindaco di Amatrice, Giorgio Cortellesi: “L’Appennino, il Cratere, Amatrice e le sue Frazioni, possono ri- nascere solo con le idee, i progetti e strategie ben precise. Abbiamo tutti una grande occasione storica da non perdere. E ognuno deve fare la propria parte. Sono felice per la virtuosa sinergia che si è ormai consolidata tra struttura commissariale, governo, regione e la ns amministrazione. L’accordo firmato oggi relativo al rafforzamento delle professionalità del Cratere, rappresenta un importante passo in avanti sulla strada della ricostruzione economica, culturale, sociale e fisica”.

Il Presidente della Fondazione Maxxi, Alessandro Giuli: “Siamo qui oggi per rispondere a un appello da parte del territorio e di chi se ne prende cura, mettendo ancora una volta a disposizione le nostre compe – tenze e le tante professionalità e intelligenze che gravitano intorno al Museo nazionale della creatività contemporanea. Il MAXXI ha iniziato da tempo un percorso di testimonianza e presenza a sostegno della ricostruzione materiale e immateriale dei luoghi colpiti dal sisma e intende proseguirlo e rafforzarlo, sempre nel segno della cultura e al servizio delle comunità e delle istituzioni”.

Il Ministro Sangiuliano ad Amatrice, tra ricostruzione e rinascita culturale

Il Ministro della Cultura nel comune reatino ha visitato la restaurata Torre Civica e partecipato a un convegno sul futuro dell’Appennino centrale. Sangiuliano e il Commissario Castelli siglano un Accordo per il rafforzamento del personale delle Soprintendenze nel cratere 2016.

La cultura, l’arte e le tradizioni custoditi nei territori dell’Appennino centrale sono un patrimonio che, attraverso una sapiente valorizzazione, può contribuire in modo sostanziale alla rinascita dei territori colpiti da sisma 2016. Un “asset” che rientra all’interno di un’articolata strategia di rilancio e sviluppo promossa dal governo e coordinata dalla Struttura commissariale sisma 2016, con il sostegno degli enti locali.

È su questi temi e sugli effetti positivi di queste politiche per il futuro delle comunità del cratere che si sono concentrati gli interventi del convegno “La Torre restaurata: idee e progetti per la rinascita dell’Appennino”, che si è tenuto oggi ad Amatrice, presso l’Auditorium della Laga. All’evento hanno preso parte il Ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano, il Commissario Straordinario al Sisma 2016 Guido Castelli, il Questore della Camera dei deputati Paolo Trancassini, l’assessore alla Ricostruzione della Regione Lazio Manuela Rinaldi, il Sindaco di Amatrice Giorgio Cortellesi e il Presidente della Fondazione MAXXI, Alessandro Giuli.

Nel corso del convegno il Ministro Sangiuliano e il Commissario Castelli hanno siglato un Accordo di collaborazione destinato al rafforzamento del personale delle Soprintendenze nell’area del cratere 2016. In particolare, l’intesa è volta ad accelerare il processo di ricostruzione e riparazione; garantire la sicurezza degli edifici riducendone la vulnerabilità sismica; preservare la qualità architettonica, la tutela e la valorizzazione del patrimonio storico-artistico e del paesaggio; promuovere la sostenibilità ambientale e l’efficientamento energetico; semplificare ed efficientare l’azione amministrativa. Per il perseguimento di queste finalità il Commissario Straordinario individuerà il personale idoneo, con profilo di architetto, ingegnere, restauratore, storico dell’arte, amministrativo e assistente tecnico (geometra), destinato sia all’attività di supporto tecnico e amministrativo presso gli Uffici speciali per la ricostruzione sia ad appositi nuclei di personale tecnico e amministrativo dedicati al supporto alle istruttorie tecniche delle Soprintendenze del cratere e dell’Ufficio del Soprintendente speciale per le aree colpite dal sisma 2016. L’obiettivo è quello di accelerare i procedimenti istruttori e consentire una più rapida ed efficace preparazione e svolgimento delle Conferenze di servizi chiamate all’approvazione dei progetti.

Nel corso degli interventi è stato sottolineato come il recupero e la valorizzazione del patrimonio storico, culturale e artistico compreso all’interno dei territori delle quattro regioni del sisma stia avvenendo attraverso due macro-direttrici di intervento. La prima riguarda l’attività di ricostruzione materiale, che prevede anche il restauro e il recupero del vasto patrimonio costituito da edifici storici, di culto e opere d’arte presenti sul territorio. L’altra direttrice è rappresentata dall’azione di riparazione economica e sociale, realizzata prioritariamente attraverso NextAppennino, il Programma del Piano complementare per i sismi del 2009 e del 2016 che ha una dotazione di 1 miliardo e 780 milioni. Risorse destinate anche al finanziamento di imprese culturali e turistiche, progetti di rigenerazione urbana e di promozione della montagna. Cultura, paesaggio, turismo sostenibile, tradizioni: tutto si tiene all’interno della strategia di rilancio e sviluppo sostenibile, tesa prioritariamente ad arrestare il fenomeno di spopolamento dei territori, che ha reso l’Appennino centrale un modello di rifermento per le aree interne.

I presenti hanno inoltre condiviso che, tra gli strumenti in grado di contribuire alla tutela del patrimonio culturale presente nei borghi del cratere, vi è anche l’Art Bonus. Tra le donazioni di privati destinate alla manutenzione, protezione e restauro di beni di interesse religioso colpiti dal sisma si segnala quella relativa alla Chiesa di San Francesco ad Amatrice, oggetto di un finanziamento da parte di Intesa Sanpaolo per 6,64 milioni di euro.
Al suo arrivo ad Amatrice, prima di partecipare al convegno, il Ministro della Cultura si è recato nel centro storico dove ha visionato la restaurata Torre Civica di Amatrice. Risalente al XIII e simbolo della città, la Torre è stata oggetto di un intervento di miglioramento sismico, consolidamento e restauro interamente finanziato dal Ministero della Cultura per un importo di 750 mila euro.

Il Ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano: “Conosco bene il grande valore culturale e storico di questo territorio tragicamente colpito dal sisma. Abbiamo a cuore il futuro di Amatrice e di quei borghi storici italiani che, per varie ragioni, sono colpiti dal fenomeno dello spopolamento, per questo ci stiamo impegnando a spendere con efficienza e lungimiranza le risorse economiche che il Pnrr ha destinato per il rilancio e il ripopolamento di luoghi simbolo della nostra identità nazionale. Dobbiamo credere nella rinascita con tutte le nostre energie e sono convinto che la cultura costituisca un formidabile volano di sviluppo in territori nei quali vogliamo promuovere la strada della presenza, la cultura dell’abitare. Ridare un’anima vuol dire salvare un patrimonio di cultura e di umanità che rende unica la nostra Nazione nel mondo”.

Il Commissario Straordinario al sisma 2016 Guido Castelli: “La presenza del Ministro Sangiuliano e di tutti i livelli istituzionali intervenuti oggi qui ad Amatrice testimonia, ancora una volta, l’attenzione del governo nei confronti dell’Appennino centrale e quanto il rilancio di questi territori venga ritenuto importante per irrobustire la spina dorsale dell’Italia, che unisce il Nord e il Sud. La storia delle nostre comunità affonda in radici antiche e profonde e stiamo lavorando incessantemente per restituirgli nuova linfa, nella consapevolezza che questo patrimonio costituisce uno strumento essenziale per la loro rinascita. L’azione combinata di ricostruzione e riparazione deve avanzare con sempre maggiore speditezza, per riportare i cittadini nelle loro case, creare condizioni di vita che incentivino la popolazione a restare e anche al fine di garantire la fruibilità culturale e turistica di luoghi che conservano ricchezze che vogliamo far conoscere di più e meglio”.

Il Questore della Camera dei deputati, Paolo Trancassini: “Ringrazio il Ministro Sangiuliano per la sua presenza di oggi ad Amatrice e per aver dimostrato un senso di vicinanza alla comunità reatina senza precedenti. Credo che la politica debba tornare al servizio dei nostri territori ed è per questo che siamo qui oggi. Il restauro della torre civica e l’avvio del super cantiere di Amatrice rappresentano simbolicamente un nuovo inizio per la ricostruzione, che arriva dopo troppi anni di ritardi e incertezze. Oggi abbiamo messo in campo una squadra di alto livello che è riuscita a ritrovare sinergia tra tutti gli enti coinvolti attuando il cambio di passo che serviva per la ricostruzione. Adesso dobbiamo avere il coraggio di fare un ragionamento più a lungo termine, partendo dalla consapevolezza
che l’identità culturale della nostra Nazione è custodita solo nei nostri borghi, nei nostri paesi. Per questo credo sia necessario creare un dipartimento permanente per le aree interne, avviando così un percorso per il loro rilancio socio economico che va al di là delle situazioni di emergenza”.

L’assessore alla Ricostruzione della Regione Lazio, Manuela Rinaldi: “Una giornata importante che, con l’aiuto del ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano, ci ha permesso di analizzare le possibilità culturali di questa terra distrutta dal terremoto del 2016. Una chiave di lettura che entra nel dettaglio degli usi e dei costumi di questi territori e permette il rilancio dei borghi del cratere anche sotto l’aspetto culturale. Borghi silenziosi da quella lunga notte, che sono sorretti da ricordi e da simboli. Delle torri indistruttibili che sorreggono l’amore degli amatriciani per questa terra, mantenendo quotidianamente viva la memoria di tradizioni che custodiscono il passato e guardano verso il futuro. Un futuro pieno di rinascita che, in giornate così importanti, ci permette di dare una lettura più completa per il rilancio di un territorio ricco di una cultura profonda. L’evento di oggi è una chiave di ripartenza per uno sviluppo in grado di valorizzare il reatino in termini di attrattività, inclusività, convivialità, sostenibilità, capacità produttiva e culturale, sia per le popolazioni residenti che per i potenziali futuri fruitori di centri che hanno voglia di rilancio”.

Il Sindaco di Amatrice, Giorgio Cortellesi: “L’Appennino, il Cratere, Amatrice e le sue Frazioni, possono rinascere solo con le idee, i progetti e strategie ben precise. Abbiamo tutti una grande occasione storica da non perdere. E ognuno deve fare la propria parte. Sono felice per la virtuosa sinergia che si è ormai consolidata tra struttura commissariale, governo, regione e la ns amministrazione. L’accordo firmato oggi relativo al rafforzamento delle professionalità del Cratere, rappresenta un importante passo in avanti sulla strada della ricostruzione economica, culturale, sociale e fisica”.

Il Presidente della Fondazione Maxxi, Alessandro Giuli: “Siamo qui oggi per rispondere a un appello da parte del territorio e di chi se ne prende cura, mettendo ancora una volta a disposizione le nostre competenze e le tante professionalità e intelligenze che gravitano intorno al Museo nazionale della creatività contemporanea. Il MAXXI ha iniziato da tempo un percorso di testimonianza e presenza a sostegno della ricostruzione materiale e immateriale dei luoghi colpiti dal sisma e intende proseguirlo e rafforzarlo, sempre nel segno della cultura e al servizio delle comunità e delle istituzioni”.

 

Monte Rinaldo avrà un nuovo laboratorio archeo-agronaturalistico con centro polifunzionale

«La Conferenza Regionale ha espresso parere positivo in merito al progetto di fattibilità tecnico-economica del nuovo “CumaLab”, un laboratorio archeo-agronaturalistico con centro polifunzionale destinato ad attività culturali, sociali, da realizzare nel comune di Monte Rinaldo, per un importo di 1.670.000 euro».

A renderlo noto è il commissario straordinario alla Ricostruzione Guido Castelli dopo l’incontro con il sindaco Gianmario Borroni, avvenuto proprio nel comune del Fermano affacciato lungo la Valdaso.

«L’ascolto del territorio rappresenta una parte basilare del processo di ricostruzione – continua Castelli -. Per questo ringrazio tutti gli interlocutori, dagli amministratori ai cittadini, esortandoli a continuare su questa strada. Così come dico grazie all’Ufficio Speciale Ricostruzione e alla Regione guidata dal presidente Acquaroli per il lavoro costante svolto in sinergia con la Struttura commissariale».

Quello del “CumaLab” è uno degli interventi inclusi nell’ordinanza numero 137 del 2023, che prevede nuove opere pubbliche volte al recupero del tessuto socio-economico delle zone colpite dal sisma.

Nello specifico, l’edificio oggetto di intervento è ubicato in prossimità dell’area archeologica “La Cuma”. Il progetto prevede la realizzazione di una nuova struttura atta ad ospitare attività attinenti e di servizio all’area stessa, con l’obiettivo di valorizzarla al meglio. Lo stato attuale in cui versa l’edificio non consente infatti un risanamento o un recupero. La scelta progettuale, quindi, è ricaduta sullo smontaggio, con recupero dei materiali in buono stato da riutilizzare nella successiva fase di ricostruzione.

Al piano seminterrato troverà posto la biglietteria, uno spazio espositivo e i servizi igienici. E poi, ancora, una cucina attrezzata per ospitare eventi per la promozione dei prodotti enogastronomici del territorio. Il piano terra prevede invece uno spazio multifunzionale per eventi culturali e formativi, ma anche momenti di degustazione, oltre alle attrezzature per laboratori didattici. Infine, al primo piano saranno posti i servizi igienici per gli ospiti, la scala di servizio che si collegherà alla cucina sottostante e un piccolo disimpegno a servizio del montavivande.

La “Torre restaurata”: idee e progetti per la rinascita dell’Appennino 

NUOVE STRATEGIE DI RIGENERAZIONE ECONOMICA, SOCIALE E CULTURALE PER I COMUNI DEL CRATERE 2016

3 MAGGIO 2024 – ORE 15.3O
AMATRICE, AUDITORIUM DELLA LAGA – VIALE SATURNINO MUZII, 5

15.30 VISITA del Ministro della Cultura alla Torre civica di AMATRICE
(Corso Umberto I)

15.45 SALUTI ISTITUZIONALI:

• Giorgio CORTELLESI Sindaco di Amatrice
• Guido CASTELLI Commissario Straordinario Riparazione e Ricostruzione Sisma 2016

16.00 SOTTOSCRIZIONE PROTOCOLLO MIC – STRUTTURA SISMA 2016

Intervengono inoltre:

• Paolo TRANCASSINI Questore Camera dei Deputati
• Manuela RINALDI Assessore alla ricostruzione della Regione Lazio
• Alessandro GIULI Presidente Fondazione MAXXI
• Gennaro SANGIULIANO Ministro della Cultura

16.30 CONCLUSIONI:
• Guido CASTELLI Commissario Straordinario Riparazione e Ricostruzione Sisma 2016

A seguire, breve visita al Museo civico di Amatrice “Floriana Svizzeretto”, già museo civico Cola Filotesio, adiacente al Comune e al Laboratorio di Rinascita, sito presso l’area Food

Da tratta ferroviaria a via del turismo lento, così rinasce il collegamento Spoleto-Norcia

Approvati dalla Conferenza dei servizi gli otto interventi sulla ex tratta ferroviaria Spoleto-Norcia, finanziati nell’ambito dell’Ordinanza speciale n. 27 del 14 ottobre 2021. I progetti, per un valore complessivo di 5,5 milioni di euro, prevedono il miglioramento sismico di diversi fabbricati ferroviari lungo l’ex tracciato, ora trasformato in un percorso di mobilità dolce.

Il primo intervento riguarda il magazzino merci della stazione ferroviaria di Serravalle a Norcia, con un costo di 242 mila euro di euro, che include miglioramento sismico, nuova copertura e sistemazione delle acque meteoriche, oltre alla realizzazione di un’area logistica per supportare le attività dell’ex-stazione.

A Spoleto quattro interventi: il miglioramento sismico del magazzino ferroviario merci, che vale 388 mila euro, con la realizzazione di un nuovo sistema di copertura e l’adeguamento per ospitare una ciclo-officina, noleggio bici e punto informazioni. Il deposito officina ferroviaria sarà restaurato e adattato con 1,8 milioni di euro per supportare attività legate alla mobilità ciclistica e pedonale. Il fabbricato viaggiatori ferroviario avrà un finanziamento di circa 1,1 mln di euro per il restauro e l’adattamento in modo tale che possa ospitare servizi turistici e culturali. Infine, sempre a Spoleto, la stazione ferroviaria di Caprareccia beneficerà di un investimento di 619 mila euro per il miglioramento sismico, la conservazione della funzionalità storica e la trasformazione in un centro di promozione enogastronomica.

A seguire, con un investimento di 180 mila euro, il casello ferroviario di Castel San Felice a Sant’Anatolia di Narco sarà oggetto di miglioramento sismico, nuova copertura e restauro conservativo, per trasformare il casello in una ciclo-officina e punto informazioni. La stazione ferroviaria di Norcia sarà demolita e ricostruita con un budget di 742 mila euro per creare nuove funzionalità legate alla mobilità dolce. Infine, la stazione ferroviaria di Triponzo a Cerreto di Spoleto sarà oggetto, con un investimento di 459 mila euro, di un restauro conservativo e di un adattamento per servizi di accoglienza e informazione turistica.

Questi interventi sono parte di un più ampio progetto di riqualificazione e si integrano con l’investimento, previsto dall’attuazione dell’Ordinanza 128, sui cammini e percorsi di mobilità dolce, che in Umbria vale 5,6 milioni di euro che insistono proprio sull’ex tratta Ferroviaria Spoleto-Norcia per trasformarla in un percorso ciclopedonale al servizio del turismo e della mobilità dolce.

“L’Appennino centrale dei cammini spirituali, del turismo lento a piedi o in bici e della profonda connessione con la natura è un pezzo d’Italia che stiamo finalmente valorizzando grazie alle risorse congiunte della ricostruzione e dello sviluppo, con il Piano nazionale complementare sisma 2009-2016 – sottolinea il Commissario alla Riparazione e Ricostruzione Sisma 2016 Guido Castelli -. Questi investimenti non solo ripristinano collegamenti del territorio altrimenti in disuso, ora rinnovati anche sotto la lente della sostenibilità, ma consentono di attirare quella fondamentale nicchia di visitatori e turisti alla ricerca di esperienze autentiche di contatto con la natura e con le comunità. Ringrazio il Presidente della Regione, l’Ufficio speciale ricostruzione e l’Agenzia del Demanio, per questo importante investimento sulla tratta dell’ex Ferrovia Spoleto-Norcia che si sta man mano concretizzando”.

Marche, avanti con la ricostruzione pubblica: trasferiti altri 9 milioni di euro

Dopo lo sblocco di 110 opere a inizio marzo, prosegue l’avanzamento della ricostruzione pubblica nelle Marche con un ulteriore trasferimento di 9 milioni di euro per altre 30 opere. A firmare il decreto, che assegna le risorse all’Ufficio speciale ricostruzione, il commissario alla Riparazione e Ricostruzione Sisma 2016 Guido Castelli.

“Proseguiamo nel lavoro impostato dall’inizio del mio mandato per far sì che la ricostruzione, in particolare la pubblica, non rimanesse incagliata nelle difficoltà legate all’aumento dei prezzi e all’introduzione del nuovo Codice degli Appalti – sottolinea il Commissario Castelli -. Abbiamo scelto di supportare fattivamente i territori e i Soggetti attuatori, lavorando fianco a fianco con il Presidente della Regione, con l’Usr Marche e con i Comuni. Il risultato è l’avvio dell’80% delle procedure del Piano delle opere pubbliche, che continuano ad andare avanti”.

Il dettaglio degli interventi (con gli importi complessivi) dei Comuni che procedono in questo percorso guidato dal Commissario Castelli.

In provincia di Macerata, a Colmurano, i lavori di ristrutturazione dell’immobile “Ex Tronelli” (700 mila euro), i lavori alle mura (1,2 mln), la manutenzione della strada comunale Trambiano (500 mila euro), i lavori di restauro e risanamento conservativo delle fonti Allungo e Angerillo (400 mila euro). A Monte San Martino il completamento del C.I.S. (200 mila euro), la riparazione dei danni della strada comunale Peretti (100 mila euro), una serie di interventi in piazza XX Settembre, nel campo da bocce di via Ricci e in via Piana (120 mila euro) e il rifacimento dei selciati nel centro storico (1,8 mln). A Ussita la ricostruzione del cimitero di San Placido (2 mln), la realizzazione delle opere di urbanizzazione di Tempori, Castelfantellino e Palazzo (160 mila euro) e l’urbanizzazione di Calcara e Fluminata (160 mila euro). A Sarnano la riparazione dei danni e miglioramento sismico nel cimitero comunale di Giampereto (450 mila euro) e riparazione danni e migioramento sismico del Palazzo dei Priori in piazza alta (2,3 mln). A Treia i lavori di restauro e ripristino del civico cimitero (5,1 milioni di euro) e l’intervento su Villa La Quiete (6,1 milioni di euro). A Camporotondo di Fiastrone la demolizione e ricostruzione dell’edificio ex Meschini (circa 1 mln), la ricostruzione dell’edificio polifunzionale danneggiato dal sisma in via Portarella (450 mila euro), e il restauro e consolidamento delle mura urbiche (2,1 mln). A Petriolo la riparazione danni con miglioramento sismico del centro storico (650 mila euro) e interventi di riqualificazione e rigenerazione urbana a Caldarola (40 mila euro).

In provincia di Ascoli Piceno, il trasferimento riguarda l’avanzamento per il civico cimitero a Spinetoli (750 mila euro) e per il blocco loculi del cimitero di Pianaccerro, frazione di Ascoli Piceno (50 mila euro).

In provincia di Fermo il ripristino e rigenerazione urbana fonti storiche ad Amandola (circa 96 mila euro), rifacimento Piazzale Bramante e via d’accesso a Montelparo (350 mila euro) e ripristino pavimentazione stradale e sottoservizi sempre a Montelparo (1,3 mln).

In provincia di Ancona, ad Arcevia, il cimitero di Palazzo (500 mila euro), di San Pietro (100 mila euro), di Nidastore (900 mila euro), di Santo Stefano (600 mila euro) e a Filottrano l’intervento di restauro con consolidamento della chiesa e del cimitero comunale (240 mila euro).

Montemonaco, dalla Conferenza Regionale sì al progetto del Municipio

La Conferenza Regionale ha fornito parere positivo in merito al progetto di riparazione del Palazzo Comunale di Montemonaco.

L’edificio posto al centro del borgo piceno, realizzato nel 1549, è stato infatti danneggiato dal sisma del 2016/2017 ed è per questo oggetto di una pratica di ricostruzione oggetto del passaggio in Conferenza sotto l’egida di Ministero della Cultura, Parco Nazionale dei Monti Sibillini, Provincia di Ascoli, Comune, Regione Marche – Ast Ascoli ed Ufficio Speciale Ricostruzione.

«Si tratta di un passaggio importante per uno degli edifici simbolo di questa comunità – conferma il commissario straordinario alla Ricostruzione Guido Castelli -. Montemonaco è uno dei comuni dei Sibillini più toccati dalla tragedia del terremoto e su cui manteniamo un’attenzione alta e costante. Il lavoro che portiamo avanti raccoglie i frutti della collaborazione forte con la Regione guidata dal presidente Acquaroli e con lo stesso Usr».
Il progetto prevede lavori per 1,2 milioni sull’edificio (tre piani più un sottotetto), composto anche da una torre campanaria con sei piani fuori terra, posta in posizione angolare sulla facciata retrostante, per una superficie totale coperta di circa 218 metri quadrati.

Per ripristinare spazi, funzionalità ed uffici, sono in programma una serie di demolizioni, rinforzi, consolidamenti e cuci-scuci su tutta la struttura. Previsto anche l’abbattimento delle barriere architettoniche (verrà installato un ascensore), il rifacimento delle pavimentazioni e dei rivestimenti ed alcune azioni sulla torre campanaria.

Curiosità. Il palazzo venne costruito per volere del cardinale Alessandro Farnese, uno dei più importanti prelati della prima metà del Cinquecento. La facciata fu riedificata nel 1869, quando avvenne anche il cambio di destinazione d’uso. Vi sono poste lapidi di marmo che ricordano i caduti montemonachesi di tutte le guerre.

Verso il G7 ambiente: al planet week presentato l’Appennino centrale, un approccio pragmatico per gestire le crisi climatiche

 A Torino il Ministro Pichetto Fratin e il Commissario sisma 2016 Castelli hanno illustrato le caratteristiche di questo laboratorio di adattabilità e sviluppo

 Dopo essere stato presentato alla Cop 28 di Dubai come case history, oggi il modello Appennino centrale è stato protagonista anche al Castello del Valentino di Torino, nell’ambito della Planet week su clima, ambiente ed energia che precede il G7. “Una parte di mondo: Appennino centrale, un posto dove vivere” è il nome del convegno al quale hanno partecipato tra gli altri il Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, il Commissario Straordinario al sisma 2016, Guido Castelli, il sindaco di Amatrice Giorgio  Cortellesi, il Prorettore del Politecnico di Torino Patrizia Lombardi, il Direttore della Scuola di Architettura di Ascoli Piceno (sede distaccata di Unicam) Massimo Sargolini e Frate Marco Moroni, Custode del Sacro Convento di Assisi.

Nel corso del confronto sono state portate alcune testimonianze dei progetti in corso d’opera e ripercorse le principali caratteristiche di quello che si è configurato come un vero e proprio “laboratorio” nel quale, alla ricostruzione dei territori colpiti dal sisma del 2016, si è affiancata la riparazione economica e sociale di comunità fortemente indebolite a seguito degli eventi naturali avvenuti.

L’obiettivo alla base di questa articolata e composita attività è il contrasto al fenomeno dello spopolamento, al quale queste aree sono particolarmente soggette, attraverso una strategia, promossa dal Commissario Castelli, che mette al centro lo sviluppo sostenibile e la coesistenza tra uomo e natura. Perché, contrariamente a quanto affermato da una certa scuola di pensiero, l’antropizzazione può coesistere armonicamente con l’ambiente soprattutto nei casi in cui, come nell’Appennino centrale, questo rapporto simbiotico si è radicato nei millenni. Il presidio del territorio, infatti, consente di tutelare il paesaggio,  contrastare le fragilità e preservare la biodiversità.

Il Commissario Straordinario al sisma 2016 Guido Castelli ha dichiarato: “Abbiamo già da tempo compreso come la crisi demografica e la crisi climatica siano due facce della stessa medaglia e, rispetto a questi fenomeni, l’Appennino centrale si sta affermando sempre di più come il laboratorio nel quale stiamo sperimentando nuove soluzioni di adattabilità e di sviluppo sostenibile. Una strategia resa possibile dal fondamentale sostegno economico garantito dal Piano complementare sisma e che vede il pieno sostegno da parte del governo, confermato oggi dal Ministro Pichetto Fratin che ha parlato dei territori del cratere sismico 2016 come del banco di prova rispetto alla nostra capacità di reagire ai cambiamenti climatici e allo spopolamento, da riproporre anche in altre realtà. Stiamo cercando di realizzare un Appennino contemporaneo che possa restituire all’Italia la sua spina dorsale. Ciò sta avvenendo attraverso una ricostruzione che non prevede il mero ritorno al passato, al “com’era dov’era”, ma che fa ricorso a tecniche innovative che ci possono consentire di realizzare nuove forme di adattamento. E’ sempre più forte in me l’idea che le politiche di contrasto ai cambiamenti climatici debbano avere un forte accento sussidiario, dal momento che ogni azione di mitigazione deve tenere conto delle specificità del territorio. E’ un approccio ambientalistico meno ideologico e più realistico, che prevede una necessaria componente antropologica e di duttilità. Una sussidiarietà che possiamo applicare anche rispetto alla civitas appenninica: tra comunità diverse e tra pubblico e privato che, insieme, possono creare quella rete di servizi e di opportunità necessaria per la rinascita dei nostri territori”.

Nel cratere post-sisma (che si estende per circa 8 mila chilometri quadrati, comprende 138 Comuni e 575.000 abitanti) la salvaguardia dell’ecosistema umano, sociale e naturale sta avvenendo  attraverso un approccio inedito rispetto al passato, reso possibile dall’adozione di una governance multilivello. Si tratta di un modello adottato proprio per il post-sisma 2016 e che tiene insieme, in un rapporto di costante confronto e collaborazione, lo Stato centrale, le quattro Regioni coinvolte e le amministrazioni locali.

Questa strategia di ricostruzione e riparazione economica e sociale ha assunto sempre più la forma e le caratteristiche di un modello per le aree interne nel quale innovazione e capacità di adattamento ai cambiamenti climatici camminano di pari passo. Gli investimenti per la creazione o il miglioramento dei  servizi e delle infrastrutture (materiali e digitali), la valorizzazione del comparto turistico e il sostegno alle imprese sono tasselli di questa strategia che ha la finalità di incentivare le persone a restare, o a venire a vivere, in questi territori .

 

Una parte di mondo: Appennino centrale, un posto dove vivere

EVENTO ALL’INTERNO DELLA PLANET WEEK DEL G7 CLIMA, ENERGIA E AMBIENTE – MINISTERO DELL’AMBIENTE E DELLA SICUREZZA ENERGETICA

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Passcode: 201971

26 APRILE 2024 – ORE 10.30 / 13.00
CASTELLO DEL VALENTINO – SALA VIGLIANO Viale Mattioli 39 – Torino

ORE 10.30 INTRODUZIONE

Guido Castelli, Commissario Straordinario Riparazione e Ricostruzione Sisma 2016
Elena Maria Baralis, Pro Rettore – Politecnico di Torino

INTERVENTO

Gilberto Pichetto Fratin, Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica

ORE 11.30 PANEL – LABORATORIO APPENNINO CENTRALE:
ricostruire e riparare un territorio adattandolo ai cambiamenti climatici

Massimo Sargolini, Esperto rigenerazione urbana della struttura commissariale
Giorgio Cortellesi, Sindaco di Amatrice, benefi ciario bando Comunità Energetica Rinnovabile
Agostino Agostini, Esperto filiere legno, beneficiario Next appennino
Maddalena Ciancaleoni, Presidente CIIP SPA
Frate Marco Moroni, Custode Sacro Convento Assisi
Grazia Brunetta, Coordinatore Centro interdipartimentale R3C
Angioletta Voghera, professore ordinario di urbanistica – Politecnico di Torino

ORE 12.30 CONCLUSIONI

Guido Castelli, Commissario Straordinario Riparazione e Ricostruzione Sisma 2016

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