Castelsantangelo sul Nera, gare aperte per l’affidamento dei lavori al rifugio “Nido delle Aquile” e al museo “Il Cervo”

Due tasselli importanti si inseriscono nel percorso di rilancio post sisma di Castelsantangelo sul Nera, comune montano del Maceratese risultato tra i più danneggiati dopo il terremoto del 2016/2017.

Sono state infatti pubblicate le gare aperte accelerate per l’affidamento dei lavori sul rifugio “Nido delle Aquile” e sul museo-centro visite “Il Cervo”, entrambi punto di riferimento del Parco Nazionale dei Monti Sibillini.

Nel primo caso, si procederà con la demolizione e con la successiva ricostruzione con struttura in acciaio tamponata a secco dell’edificio ubicato sul Monte Prata, che riveste una funzione strategica per il mondo escursionistico, anche e soprattutto in ottica di riapertura complessiva del comprensorio sciistico. Il rifugio subirà anche una serie di migliorie a livello impiantistico, igienico-sanitario e di accessibilità, mantenendo la sua connotazione originaria che prevede anche una zona ristorazione. L’importo a base di gara è pari a 1.012.103 euro.

«La ricostruzione – dichiara la Struttura Commissariale Sisma 2016 – rappresenta un’occasione per migliorare le infrastrutture funzionali alla valorizzazione ed alla fruizione turistica del cratere, un’occasione che dobbiamo cogliere proprio per riprofilare anche l’appeal dei nostri borghi. A tal proposito, nove Comuni dei Sibillini, tra cui proprio Castelsantangelo, hanno dato vita alla Sibillini Italy Experience proprio per coordinarsi e fare dei Sibillini un grande attrattore turistico. Nel piano delle Marche potrebbero aggiungersi come meta di punta, al pari di Loreto, Urbino e Frasassi».

Pure il museo “Il Cervo” verrà demolito e ricostruito, per un importo di 1.520.208 euro. Il rilancio della struttura museale consentirà di ripristinare un percorso di apprendimento e studio della flora e della fauna locale, grazie alle fedeli rappresentazioni delle medesime nell’evoluzione climatica delle stagioni ed alle informazioni dei pannelli esplicativi previsti.

Gli spazi interni, infatti, sono stati concepiti come quattro percorsi lineari che si allungano lateralmente a partire da un ingresso centrale formando una sorta di “X”. I quattro bracci che si sviluppano all’interno dello spazio museale ospitano i tre temi del parco, quelli che più ne rappresentano l’essenza: flora, fauna e acqua, mentre il quarto braccio termina nella saletta dei convegni.

Rsa di San Ginesio, approvato il progetto esecutivo

Per un valore di 7,4 milioni di euro, l’Ufficio speciale ricostruzione delle Marche ha dato l’ok al progetto esecutivo per la ricostruzione della Rsa di San Ginesio, in provincia di Macerata.

Il complesso ha subito molti danni a causa del terremoto del 2016, rivelando una notevole vulnerabilità statica e sismica. I lavori riguarderanno l’adeguamento sismico dei Corpi B e C del lotto compreso tra Via Roma, la cinta muraria castellana e la Chiesa di Santa Maria in Vepretis presso Porta Picena. La riparazione avverrà nel rispetto dell’identità architettonica e storica del luogo. Durante il cantiere proseguirà l’attività degli ambulatori medici e della farmacia, mantenendo la percorribilità anche della viabilità esterna che servirà sia per accedere al cantiere che all’ambulatorio. La riparazione dell’edificio sarà anche occasione di migliorarne l’efficienza energetica e di eliminare le barriere architettoniche per garantire l’accessibilità a tutti.

“Come assicurato a febbraio le procedure per la ricostruzione della Rsa di San Ginesio stanno andando avanti – dichiara la Struttura Commissariale Sisma 2016 -. Insieme alla Regione abbiamo impostato un piano di recupero post sisma dell’edilizia ospedaliera ben più rilevante di quello inizialmente ipotizzato, stabilendo di aggiornare le risorse necessarie man mano che i progetti definiscono il quadro economico in modo chiaro. Strutture come quella di San Ginesio sono presidi essenziali nell’Appennino centrale, dove la popolazione, anche grazie a un’elevata qualità della vita, ha un’età sempre più avanzata e necessita quindi di servizi e assistenza. L’impegno resta sempre quello di garantire le risorse necessarie per far sì che questi progetti diventino cantieri e non restino sulla carta”.

Nextappennino: imprese delle Marche finanziate per 234 milioni, 75 ad Ascoli

564 i progetti sostenuti nella regione, di cui 280 nella provincia picena, dal Programma del Piano complementare per i sismi 2009 e 2016. I dati sono stati resi noti dalla Struttura commissariale nel corso di un convegno.

 “Attraverso le risorse della Misura B del Programma NextAppennino, destinate al tessuto imprenditoriale presente nei territori colpiti dai sismi 2009 e 2016, il numero di progetti e agevolazioni finanziati sono 1471, per un totale di 530, 5 milioni di euro. Alla sola regione Marche, sono stati destinati quasi 234 milioni, per 564 progetti. Nella provincia di Ascoli Piceno, in particolare, i progetti finanziati sono 280, per 75 milioni”.

Sono alcuni dei dati illustrati oggi dalla Struttura Commissariale sisma 2016 durante il convegno che si è tenuto ad Ascoli Piceno questa mattina, presso la sede di Confindustria dal titolo “NextAppennino: prospettive di sviluppo dell’Appennino contemporaneo dopo il sisma”.

La Struttura ha reso noto il dettaglio dei finanziamenti destinati alla provincia di Ascoli attraverso le diverse sub-misure del Programma Next Appennino:

Sono oltre 41 i milioni di euro che ricadono nella provincia di Ascoli nella Misura B1: 8,3 milioni per 4 progetti nella sub-miusra B1.2 (Investimenti di medie dimensioni), 17,8 milioni per 147 progetti nella sub-misura B1.3a (Avvio, crescita e rientro di microimprese), 10 milioni per 75 progetti nella sub-misura B1.3b (Investimenti innovativi delle PMI) e 5,8 milioni per 6 progetti nella sub-misura B1.3c (Avvio, crescita e rientro delle PMI), per un totale di 232 progetti.

La Misura B2 Turismo, cultura e sport” stanzia invece oltre 23 milioni di euro per la provincia di Ascoli Piceno. In particolare 11 milioni per 20 progetti della sub-misura B2.1 (Sostegno a cultura, turismo, sport), 7,4 milioni per 3 progetti della sub-misura B2.2 (Partenariato speciale per la valorizzazione del patrimonio pubblico) e 5,7 milioni per 16 progetti della sub-misura B2.3 (Inclusione sociale, cooperazione e terzo settore).

La Misura B3 “Economia circolare e ciclo macerie”, in provincia di Ascoli Piceno stanzia 5,1 milioni per 9 progetti.

“La ricostruzione materiale di borghi e frazioni – ha commentato la Struttura commissariale sisma 2016 – da sola non è sufficiente a garantire un futuro a territori che soffrono da lungo tempo a un fenomeno di spopolamento che, già prima del sisma, aveva già indebolito fortemente quei luoghi. Proprio per rispondere alla necessità di sostenere il tessuto economico e sociale, alla Struttura commissariale è stato affidato anche il compito di provvedere all’azione di riparazione, che può contare su uno strumento di grande importanza: NextAppennino. Si tratta del Programma dei Piano complementare sismi 2009 e 2016, le cui risorse sono destinate a sostenere investimenti sul territorio per progetti in relativi a molti settori: servizi di accoglienza turistica, attività ricettive e sportive, culturali, per l’innovazione, la transizione economica, ecologica e digitale. E’ proprio sui progetti finanziati dalla Macro misura B nella Provincia di Ascoli Piceno che si è focalizzata l’attenzione del convegno al quale, oltre alla Struttura Commissariale sisma 2016, hanno preso parte il Ministero delle Finanze, il Comune di Ascoli Piceno, l’assessorato della Regione Marche alle Attività produttive, il Presidente di Confindustria Ascoli, Simone Ferraioli. Nel corso del convegno, infine, sono intervenuti anche alcuni titolari di imprese del territorio beneficiarie di NextAppennino che hanno descritto le caratteristiche dei loro progetti”.

Gino Sabatini, presidente Camera Commercio Marche: “La forza messa dal Commissario è importante e le risorse messe in campo sono notevoli, che danno la possibilità di poter sviluppare le idee che erano nel cassetto.Bisogna far tornare i giovani nelle comunità, per far tornare la forza propulsiva delle comunità L’aiuto di CNext può diventare fondamentale, la tecnologia è andata molto avanti, essere al passo con la digitalizzazione ci da l’obbligo importante di stare vicini al mondo imprenditoriale”.

Simone Ferraioli, presidente Confindustria Ascoli: “C’è un momento di fermento nelle aree dell’Appennino per quanto riguarda l’acquisto delle case da parte degli stranieri. Dobbiamo incentivare la valorizzazione del nostro patrimonio immobiliare. Ragioniamo su cosa fare per la struttura commissariale, a breve nascerà CNext Piceno, nuovo polo dell’innovazione che si insedierà ad Ascoli ed essere punto di riferimento nel territorio. Cerchiamo di istituzionalizzare queste idee per avere un comitato o un tavolo di progetto sulle aree del cratere. Servono economia e lavoro in queste aree, oggi c’è l’opportunità affinché nel cratere ci sia un hub dell’innovazione connesso con il resto d’Italia”.

Il sentiero di Santa Rita di nuovo in sicurezza, approvato il progetto esecutivo

Via libera al progetto esecutivo per la messa in sicurezza della frana lungo il sentiero di Santa Rita, a Cascia (Perugia). L’intervento vale 1,67 milioni di euro e la Struttura commissariale sisma 2016 ha trasferito all’Ufficio speciale ricostruzione dell’Umbria i primi 333 mila euro di acconto per l’avvio delle procedure. L’intervento, il cui Soggetto attuatore è il Comune di Cascia, andrà a stabilizzare il terreno e a prevenire ulteriori danni a seguito di frane.

“Cascia è una meta che va valorizzata e messa in sicurezza, non solo per la qualità della vita dei suoi abitanti ma anche nel segno di una lunghissima tradizione di pellegrinaggio nei luoghi di Santa Rita – dichiara la Struttura Commissariale Sisma 2016 -. Insieme alla Regione, all’Usr e al Comune proseguiamo nel ripristino degli edifici e nella messa in sicurezza del territorio”.

Il Sentiero di Santa Rita è un suggestivo percorso pedonale che collega Cascia e Roccaporena, snodandosi lungo le pendici della valle del Corno. Dal sentiero, lungo circa 4 chilometri, è possibile osservare la storica Torre di Collegiacone, dall’altra parte della valle. Si tratta di una torre di avvistamento legata a un episodio tragico della vita di Santa Rita: secondo la tradizione, fu qui che il marito di Santa Rita venne assassinato. Un evento che segnò profondamente la sua vita e il suo percorso spirituale.

 

 

 

 

Campli, più fondi per il polo scolastico “Niccola Palma”

La Cabina di Coordinamento sisma 2016, ha approvato un incremento significativo del finanziamento per la costruzione del nuovo Polo Scolastico “Niccola Palma” a Campli. L’importo del contributo è stato aumentato di 1,3 milioni di euro, per un totale di circa 3 milioni di euro nella nuova programmazione, a cui si aggiungono quasi 959 mila euro del GSE. L’aumento deriva dalle maggiori esigenze finanziarie evidenziate in fase di approvazione del progetto esecutivo.

Il Polo Scolastico “Niccola Palma”, situato nella località Piane Nocella, è destinato a diventare un punto di riferimento educativo per la regione, grazie ad ambienti moderni e sicuri progettati per lo sviluppo e l’apprendimento degli studenti.

“Le scuole rappresentano una priorità nella ricostruzione dell’Appennino Centrale – dichiara il Commissario alla Riparazione e Ricostruzione Sisma 2016 -. La loro ricostruzione in piena sicurezza, con la possibilità di implementarne le funzioni grazie ad ambienti progettati per rispondere alle più moderne esigenze dell’apprendimento degli studenti, è un passo fondamentale nel garantire alle famiglie di rimanere nei territori, ponendo quindi un freno allo spopolamento. Grazie alla collaborazione con la Regione e con il Comune proseguiamo in questo importante impegno”.

Turismo: Commissario Sisma, con NextAppennino nelle Marche 170 mln per 180 interventi

“Grazie alle risorse del Programma NextAppennino, finanziato con il Piano Nazionale complementare per i sismi del 2009 e 2016, nelle Marche le linee destinate al comparto turistico hanno visto l’assegnazione di oltre 170 milioni per quasi 180 interventi. Si tratta di un contributo estremamente importante nell’ottica di un’attività, quella della Struttura commissariale, consapevole del fatto che da sola la ricostruzione materiale del cratere non è sufficiente. È necessaria anche la riparazione economica e sociale delle nostre comunità, che soffrono di un processo di spopolamento di lungo corso. Il ricco patrimonio storico, artistico, culturale e naturistico presente nel cratere marchigiano è una leva formidabile per attrarre visitatori, incentivare l’attivazione di nuovi servizi, far crescere le imprese del settore e tutto il territorio”.

Lo ha detto il Commissario Straordinario al sisma 2016 partecipando ad Ancona all’evento “Turismo sostenibile ed esperienze turistiche: il ruolo chiave dei distretti turistici”.

Il Commissario ha poi precisato quali sono le misure, i progetti e i finanziamenti di Next Appennino che nella regione hanno un’attinenza con il comparto turismo. Si tratta della sub-Misura b2.1 (dedicata a imprese turistiche, culturali e dello sport) che nelle Marche finanzia 55 progetti, a cui sono stati destinati 29 milioni di euro, rivolti principalmente a servizi per l’alloggio e la ristorazione. La sub-Misura B2.2, dedicata al “Partenariato speciale per la valorizzazione del patrimonio pubblico”, nelle Marche ha una dotazione di 33,6 milioni di euro, grazie ai quali finanzia 12 progetti per il recupero del patrimonio culturale, ambientale e pubblico per finalità culturali, di innovazione sociale, turistica e ricreativa. Infine, con la macro Misura A di NextAppennino (sub-Misure A2.1; A3.1; A3.3, dedicate all’efficientamento energetico, alla rigenerazione urbana degli spazi aperti e messa in sicurezza di impianti sportivi, ricreativi e di risalita) nella regione sono previsti 111 interventi finanziati per 115 milioni.

“Questo patrimonio – ha aggiunto il Commissario al sisma 2016 – è una ‘materia prima’, una ricchezza, che può contribuire in modo determinante a risollevare le nostre aree interne e sta a noi utilizzarla al meglio. Penso anche alla valorizzazione del turismo lento attraverso i cammini presenti nelle Marche, ai quali abbiamo appena destinato 30 milioni. Risorse che consentiranno di compiere interventi finalizzati a rendere i percorsi fruibili in un’ottica di intermodalità con il trasporto pubblico e la bici, per la messa in sicurezza e la manutenzione, ma anche per investimenti nei servizi di alloggio e ristoro destinati ai camminatori e ai pellegrini, alla vigilia del Giubileo 2026 e dell’ottavo centenario della morte di San Francesco nel 2026. Queste azioni, assieme con numerose altre, fanno parte di una strategia articolata volta promuovere lo sviluppo sostenibile delle aree interne marchigiane, con il fine di incentivare le persone a restare. In questa prospettiva, il turismo rappresenta un settore chiave, che abbiamo il dovere di valorizzare garantendo il sostegno e gli strumenti necessari per far crescere il comparto e creare sviluppo”.

Petriolo, più fondi per il Santuario della Madonna della Misericordia

La Cabina di Coordinamento sisma 2016 ha approvato l’incremento dei fondi destinati alla ricostruzione del Santuario della Madonna della Misericordia nel Comune di Petriolo (Macerata). Il contributo originario di 350 mila euro è stato aumentato di poco più di 1 milione di euro, per un importo totale di 1,36 milioni. L’intervento della Cabina sul contributo programmato si è reso necessario per i costi aggiuntivi emersi durante la redazione del progetto esecutivo.
Il Santuario della Madonna della Misericordia, riveste un profondo valore storico e culturale per la comunità di Petriolo. Il progetto di riparazione dei danni da terremoto mira a preservare e valorizzare questa importante eredità, in modo che il santuario possa resistere in modo più ottimale alle prossime sollecitazioni sismiche, garantendo la sicurezza delle persone che lo frequentano.
“L’Appennino centrale è ricco di luoghi storici, di altissimo valore culturale e identitario per tutta la comunità locale, e il Santuario della Madonna della Misericordia ne è un esempio – dichiara il Commissario alla Riparazione e Ricostruzione Sisma 2016 -. Abbiamo lavorato di concerto con la Regione e con l’Ufficio speciale ricostruzione per far sì che le esigenze progettuali potessero essere pienamente accolte, in modo da fornire sufficienti risorse per il completo ripristino di questo importante complesso”.
Il progetto di restauro del complesso situato tra Via della Pace e Piazza San Martino prevede una serie di interventi significativi, sia a livello strutturale che artistico. Questo edificio si estende su tre piani, con due livelli seminterrati dedicati rispettivamente al teatro e all’archivio comunale.
Sul fronte strutturale, il piano di interventi include il rinforzo delle pareti della chiesa per garantire la continuità muraria, oltre al consolidamento delle volte in camorcanna e della muratura della torre campanaria. Il restauro invece riguarderà gli elementi artistici, le superfici dipinte e gli apparati decorativi. Inoltre, sarà necessaria la ricostruzione di putti e cornici che sono stati danneggiati dal sisma, per preservare e valorizzare l’identità artistica del complesso.

Amatrice: più fondi per il Mattatoio consortile

La Cabina di Coordinamento sisma 2016 ha approvato un significativo aumento del contributo per il progetto di riparazione del “Mattatoio consortile” ad Amatrice. L’aumento del finanziamento ammonta a 1,5 milioni di euro, e il contributo totale diventa quindi di 2,6 milioni di euro. L’incremento risponde alla necessità di coprire i maggiori costi emersi durante la fase di progettazione e in sede di approvazione del progetto.

Il progetto mira a ripristinare completamente le funzionalità del mattatoio. Sono previsti infatti il ripristino e il miglioramento sismico della struttura, la ricostruzione delle tamponature e degli elementi divisori e l’adeguamento impiantistico e funzionale.

“L’adeguamento dei contributi all’aumento dei prezzi, anche eventualmente emersi in sede di progettazione, consente di garantire la piena operatività della ricostruzione pubblica – commenta Il Commissario alla Riparazione e Ricostruzione Sisma 2016 -. La grande collaborazione con la Regione e il Comune consente di proseguire nell’obiettivo condiviso di ripristinare la piena funzionalità degli edifici strategici del cratere e di accompagnare la ripresa sociale ed economica delle comunità locali”.

Norcia: più fondi per l’edificio ATER in via dell’Ospedale

La Cabina di Coordinamento sisma 2016 ha approvato un incremento significativo del finanziamento per il ripristino dell’edificio gestito dall’ATER Umbria, che si trova in Via dell’Ospedale 48-86 a Norcia. Con un aumento di 5,3 milioni di euro, il contributo totale ora ammonta a 8,3 milioni. L’aumento deriva dal maggior costo del progetto rispetto a quanto inizialmente previsto in fase di programmazione delle risorse.

“La gestione delle ricostruzioni pubblico-private è di primaria importanza per la buona riuscita di questa fase del post sisma – sottolinea il Commissario alla Riparazione e Ricostruzione Sisma 2016 -. Norcia è un luogo simbolico della ricostruzione dell’Appennino centrale: è il primo Comune in tutte e quattro le Regioni colpite dal sisma per cantieri conclusi di ricostruzione privata e per domande di ricostruzione concesse. Prosegue la nostra collaborazione con la Regione e il Comune per rendere possibile la fase attuativa e il passaggio dalle norme ai cantieri”.

L’edificio di via dell’Ospedale include proprietà misto pubblico/privato gestite dall’ATER Umbria. La palazzina ha subito danni significativi a causa del terremoto. Il progetto di ripristino ha lo scopo di garantire la sicurezza strutturale e di migliorare le condizioni abitative per gli inquilini, per un pieno ritorno alla

Tolentino, c’è il progetto esecutivo per la cattedrale di San Catervo

Per la cattedrale di Tolentino sempre più vicina la partenza del cantiere di ricostruzione. La Conferenza dei servizi permanente ha approvato il progetto esecutivo per riportare al pieno splendore la cattedrale di San Catervo, uno dei simboli del comune maceratese e dei danni che il sisma del 2016 ha inferto al patrimonio culturale dell’Appennino centrale marchigiano. Il progetto, che vale 3,2 milioni di euro, è in capo alla Diocesi di Macerata-Tolentino-Cingoli-Treia. 

La cattedrale è stata fortemente danneggiata dal terremoto del 2016. Le lesioni hanno interessato le strutture portanti e gli apparati decorativi, compreso l’abside. Il progetto prevede il restauro degli intonaci dipinti e degli stucchi, attraverso tecniche non invasive che preservino l’identità complessiva del luogo. I danni più gravi richiederanno invece interventi maggiormente invasivi, sia nel caso nella ricostruzione di parti dell’abside che nel rafforzamento delle volte in muratura e degli archi delle navate centrali. I lavori dureranno circa due anni.

“Una bella notizia per la comunità di Tolentino e per tutto il territorio maceratese – commenta il Commissario alla Riparazione e Ricostruzione Sisma 2016 -. Il segno di un lavoro ben avviato e che sta portando risultati importanti anche per la ricostruzione delle chiese del territorio, che rappresentano presidi di spiritualità, arte e cultura. Insieme alla Regione e alla Diocesi prosegue la cura del nostro patrimonio identitario, da rafforzare e riparare per poter resistere alle prove del tempo e continuare a rappresentare un valore per le nostre comunità”.