Apiro, affidati i lavori alla colleggiata Sant’Urbano

Sono stati affidati i lavori per la ricostruzione della Collegiata di Sant’Urbano, principale chiesa di Apiro. A curare la gara l’Arcidiocesi di Camerino-San Severino Marche, che è il soggetto attuatore dell’intervento.

“La Collegiata di Apiro è particolarmente rilevante per la comunità locale – commenta la Struttura Commissariale Sisma 2016 -. Grazie a un impegno costante dell’Arcidiocesi e dell’Arcivescovo Francesco Massara, in collaborazione con l’Ufficio del Soprintendente speciale per il Sisma del Ministero della Cultura, con la Regione e con l’Ufficio speciale ricostruzione, la ricostruzione delle chiese del territorio è pienamente avviata. Fondamentale il confronto in questi mesi per individuare e superare eventuali problematiche, legate all’aumento dei prezzi e anche alla delicatezza di interventi che riguardano l’identità culturale e spirituale di tutto il territorio. A tal proposito, ricordiamo anche l’inaugurazione, il prossimo 15 giugno, della chiesa di San Giuseppe in piazza del Popolo a San Severino Marche, che finalmente riaprirà le porte al culto dopo un intervento da 2 milioni di euro”.

“Grazie alla Struttura commissariale 2016 finalmente siamo riusciti a dare in affidamento la Collegiata di Apiro, uno dei gioielli di tutte le Marche, per la grande gioia delle nostre comunità”, dichiara l’Arcivescovo Francesco Massara.

La ricostruzione della Collegiata di Sant’Urbano vale 750 mila euro, di cui oltre 520 mila euro per i lavori di restauro, ristrutturazione e consolidamento. Si tratta di un edificio di grande importanza storica e artistica, costruito negli anni ’30 del XVII secolo. È nota per la “stanza del tesoro” nella sacrestia, che conserva arredi lignei del 1774 e una raccolta di quadri, paramenti sacri, candelieri, croci in bronzo dorato e busti di santi. Questo “tesoro” è custodito dietro una robusta porta di ferro con tre chiavi, e sebbene abbia subito riduzioni nel tempo, resta di grande valore.

Ascoli Piceno, al via la progettazione per il miglioramento sismico della sede Unicam di Lungo Castellano

Il Comune di Ascoli Piceno, soggetto attuatore dell’opera, ha avviato l’iter per il miglioramento sismico della sede della facoltà di Architettura dell’Università di Camerino in Lungo Castellano Sisto V, nel centro storico cittadino.
L’edificio, di proprietà comunale e risalente probabilmente agli inizi del ‘900, necessita di interventi strutturali per migliorarlo sismicamente e riparare i danni del terremoto del 2016. Il progetto preliminare prevede lavori per circa 3 milioni di euro finanziati con l’Ordinanza Speciale n.31 per la ricostruzione e riparazione delle scuole danneggiate dal sisma. I servizi di progettazione, attivati grazie all’Accordo quadro, valgono 204 mila euro.

L’immobile, composto da tre piani fuori terra e locali interrati, ha subito danni rilevanti all’ultimo piano a causa delle scosse, a causa di carenze strutturali. Gli interventi principali riguardano il rifacimento della copertura lignea, il ripristino di murature ammalorate con scuci-cuci e ristilature, l’inserimento di un solaio di sottotetto e l’installazione di un cordolo sommitale in acciaio per l’ammorsamento delle pareti. È previsto anche il rinforzo dei setti murari interni e della piccola torre campanaria, attraverso strutture metalliche. Ulteriori indagini su murature e solai dei piani inferiori permetteranno di valutare la necessità di interventi aggiuntivi.

“Grazie allo sblocco degli Accordi quadro dell’Ordinanza 31 per la ricostruzione delle scuole, stiamo vedendo importanti avanzamenti in questo settore delicato e strategico della ricostruzione pubblica – dichiara la Struttura commissariale sisma 2016 -. I presidi universitari sono fondamentali per l’economia locale, e per garantire una qualità e una sicurezza agli studenti che scelgono il nostro territorio per formarsi in vista delle loro future carriere. Prosegue quindi la collaborazione con la Regione, l’Ufficio speciale ricostruzione e il Comune per far sì che l’attuazione prosegua senza ostacoli”.

Lavoro, Castelli: sicurezza e legalità sono un dovere e favoriscono crescita

 Il Commissario al sisma 2016 oggi  è stato ospite del Festival del Lavoro

“A metà giugno sarà il momento di una grande sperimentazione, che vorremmo introdurre in tutti i cantieri della ricostruzione: quella del badge e del settimanale di cantiere.  Il Nuovo codice degli appalti fa della digitalizzazione un elemento centrale, è un elemento di modernizzazione. Grazie al supporto del Ministro del Lavoro Calderone e del Ministero dell’Interno, questo badge consentirà in modo agevole il monitoraggio dell’entrata ed uscita del personale e delle maestranze presenti nei cantieri, attraverso un meccanismo che richiama anche le responsabilità e le funzioni delle casse edili. Questo tracciamento, infatti, non sarà soltanto utile a rendere verificabile la presenza fisica del lavoratore nel cantiere, ma, con una logica di cooperazione e interoperabilità, analizzare l’adeguatezza e l’appropriatezza del contratto collettivo siglato e, quindi, dei profili di formazione legati a quello stesso contratto”.

Lo ha detto il Commissario Straordinario al sisma 2016, intervenendo al Festival del Lavoro, in corso di svolgimento a Firenze, dove ha partecipato alla tavola rotonda “Sicurezza sul lavoro: come promuovere la cultura della prevenzione”. Nell’occasione il Commissario ha ricordato come “la ricostruzione dei territori colpiti dal sisma del 2016-2017 preveda complessivamente lavori per circa 28 miliardi di euro. In questo momento sono aperti circa 9 mila cantieri di ricostruzione privata, mentre la ricostruzione pubblica conta ulteriori 3.500 cantieri per un valore di oltre 4 miliardi. Di fronte a questi numeri, a queste dimensioni, si comprende come l’esigenza e l’urgenza di assicurare il massimo grado di sicurezza e di legalità sia assoluta. Questo lo abbiamo fatto e lo stiamo facendo anche attraverso l’anticipazione di modelli e buone pratiche, muovendoci principalmente lungo tre direttrici. Una riguarda il badge e settimanale di cantiere, di cui ho appena parlato, la seconda è il Durc di congruità che, per la liquidazione degli Stati Avanzamento Lavori alle imprese impegnate nel cratere, prevede che debba essere verificata e testata l’adeguatezza della manodopera utilizzata. Ci siamo mossi anche sotto il profilo dell’adozione dei protocolli Asseco, per un lavoro etico e di qualità, grazie alla collaborazione con Rosario De Luca, Presidente del Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Consulenti del lavoro. I protocolli Asseco sono stati introdotti principalmente nella contrattualistica pubblica partendo da un principio di premialità. Non più, quindi, soltanto vincoli e costrizioni ma anche strumenti in grado di alimentare, tra le imprese che si propongono per la ricostruzione pubblica, la logica del maggiore punteggio per chi adotta protocolli orientati a regolare in termini di eticità l’utilizzo delle maestranze.

Infine, in Commissario al sisma 2016 ha sottolineato che “con il Ministro Calderone abbiamo sviluppato una misura, quella dell’autoimpiego, che sarà promossa in maniera dedicata proprio ai territori del sisma, nei quali ci prefiggiamo un obiettivo: ricostruire il patrimonio edilizio in modo che, nel tempo necessario a farlo, le imprese e le comunità possano mantenere un adeguato livello di vitalità economica e sociale. Rispettare le regole e tutelare la vita non sono soltanto priorità, sono anche fattori di competitività e di convenienza economica. Tutto questo ovviamente vogliamo farlo in accordo le associazioni di categoria e le forze sociali”.

 

Terremoti, Commissario sisma 2016: legge post calamità passo in avanti decisivo per l’Italia

“Grazie all’accurato lavoro svolto dal Ministro Nello Musumeci e a quello in corso di svolgimento in Parlamento, a breve l’Italia potrà dotarsi di una legge in materia di ricostruzione post calamità che comprende un ‘corpus’ di norme in grado di garantire maggiore programmazione, omogeneità ed efficacia degli interventi. Si tratta di una pietra miliare relativamente ad alcuni aspetti fondamentali come il modello unico, o l’individuazione dei due grandi momenti stato emergenza e stato di ricostruzione: è un passo in avanti decisivo per il nostro Paese. Mi fa piacere che una parte dell’esperienza del sisma 2016 abbia alimentato le proposte ordinamentali sviluppate nel testo, a partire dalla governance multilivello che, quantomeno per calamità che abbiano estensione macroregionale, ha rappresentato una soluzione efficace che ci ha consentito poi di compiere un cambio di passo nella ricostruzione”.

Lo ha detto il Commissario Straordinario al sisma 2016 nel corso del convegno “Calamità, nuovi percorsi per la ricostruzione”, che si è svolto oggi a Roma.

“Rispetto al disegno di legge attualmente all’esame della Camera vorrei sottoporre alcuni temi sui quali auspico che il dibattito parlamentare possa compiere ulteriori approfondimenti. Il primo riguarda il ruolo dei comuni nella ricostruzione: ritengo possa essere utile che vi sia un organo intermedio tra livello centrale e comunale, che coordina, coadiuva e sostenga gli enti locali negli interventi. Gli uffici speciali per la ricostruzione, ad esempio, sono stati un’esperienza particolarmente positiva nell’ambito sisma 2016.

Altro aspetto riguarda lo stato di emergenza e di ricostruzione, due momenti che attraverso questa nuova legge sono stati giustamente separati. In alcune specifiche occasioni però potrebbero non essere divisi nettamente e considerati come consecutivi. Alcune sovrapposizioni funzionali infatti sono possibili, come nel caso della ricostruzione per danni lievi mentre è ancora in corso la fase emergenziale. Altro punto che sottopongo è quello della rilevazione iniziale de danno, che rappresenta un momento decisivo di tutto il processo verso la ricostruzione. Dunque, potrebbe essere utile arricchire il set degli strumenti di rilevazione del danno e delle quantificazioni economiche, così da definire un quadro più dettagliato fin dall’inizio. Passo alla questione delle difformità urbanistiche. Non c’è ricostruzione che non si imbatta nelle piccole difformità parziali, che sono la costante del mio lavoro, giorno dopo giorno. Certamente non può esservi alcuna legittimazione rispetto agli abusi ma il tema va posto perché queste difformità spesso portano al blocco totale dei lavori. Infine, vi è il tema dell’inerzia dei proprietari o della loro irreperibilità. A tale riguardo ritengo che prevedere una norma primaria sia necessario per avere a disposizione uno strumento giuridico utile per dirimere questo problema. Nel caso del terremoto del Friuli, ad esempio, vi fu la ricostruzione pubblica in luogo della privata, in altri casi si può sancire che, in assenza di interesse verso un edificato, si può agire attraverso la sua eliminazione o rifunzionalizzazione.

Sappiamo che il nostro è un Paese caratterizzato da un’accentuata vulnerabilità sismica e idrogeologica che non hanno pari a livello europeo. In Italia ci sono 678 mila frane attive, due terzi di tutta l’Europa. Questa nostra fragilità rischia di essere accentuata dall’avanzare della crisi climatica dal momento che l’abbandono delle aree interne e l’assenza dell’uomo determina un ampiamento della potata degli eventi catastrofali. Dunque, dobbiamo essere consapevoli del fatto che crisi demografica e crisi climatica sono due facce della stessa medaglia e che di ciò dobbiamo tenere conto nell’ambito del processo di ricostruzione, che è una creatura viva, in costante evoluzione. Infine, concordo appieno con il Ministro Musumeci quando dice che la ricostruzione deve essere un’occasione di prevenzione, per ricostruire meglio, e di innovazione: il dov’era com’era ci porta lontani dal rendere i nostri luoghi più abitabili. Abbiamo a disposizione nuove tecnologia, la digitalizzazione ed è dunque necessario farne un buon uso”.

 

 

 

 

DL SUPERBONUS: CASTELLI, PER AREE SISMA TETTO SPESA A PARTIRE DA 1° APRILE

“L’emendamento al Dl Superbonus approvato questa mattina in Commissione Finanze al Senato determina un’ottimizzazione rispetto a quanto era già stato previsto nella versione iniziale del Decreto e, in particolare, apporta modifiche rispetto a due aspetti.

Nel primo caso, si garantisce che il plafond da 400 milioni di euro, destinato per il Superbonus nel cratere sisma del 2009 e del 2016, venga applicato alle domande presentate dopo il 31 marzo 2024, mentre nella versione iniziale il tetto di spesa operava anche in relazione alle pratiche presentate nel primo trimestre 2024.

In questo modo, l’operatività della misura è stata ampliata. La seconda modifica riguarda la modalità prevista per il monitoraggio della spesa, che sarà più efficace, dal momento che verrà effettuata da ciascuna Struttura commissariale (2009 e 2016) sulla base degli importi richiesti. A tale riguardo, preciso che la Struttura sisma 2016 si è già attivata per adeguare la piattaforma GEDISI, per fare in modo che l’utilizzo del plafond a partire dal primo aprile sia trasparente e misurabile”.

Lo afferma in una nota il Commissario Straordinario al sisma 2016.

Ripe di San Ginesio, intervento in corso sulla sede dell’archivio storico

Sono in corso i lavori sull’edificio di viale della Resistenza, a Ripe di San Ginesio (Macerata).

Si tratta di un intervento per cui l’Ufficio Speciale Ricostruzione ha appena liquidato 459.006 euro al soggetto attuatore (il Comune), a fronte di un contributo totale di 1.815.000 euro.

«Mattone dopo mattone proseguiamo nella complessa opera di ricostruzione del cratere sismico dell’Appennino centrale – spiega la Struttura commissariale sisma 2016 -. Ogni tassello che torna al suo posto rappresenta un passo verso il ritorno alla normalità. Il ringraziamento, come sempre, va ai Comuni, all’Usr ed alla Regione Marche per il proficuo lavoro sinergico che stiamo portando avanti insieme».

Al termine dei lavori, che sono stati preceduti dalla demolizione della vecchia struttura (pesantemente danneggiata dal terremoto del 2016/2017), la comunità ritroverà uno spazio polifunzionale, sismicamente efficiente, privo di barriere architettoniche, facilmente raggiungibile ed ottimizzato. Vi troveranno posto l’archivio storico, il deposito comunale ed una sede per le associazioni.

Tre le azioni in programma c’è anche l’abbattimento delle barriere architettoniche per favorire l’accessibilità dei diversamente abili, con un blocco servizi posto al centro del fabbricato e una rampa esterna.

All’esterno verranno realizzati percorsi carrabili ed altri pedonali, aree di parcheggio e spazi verdi con la piantumazione di specie autoctone.

Chiese Marche, trasferiti 2 milioni di euro per avanzamento opere

Il Commissario Straordinario del Governo per la ricostruzione nei territori colpiti dagli eventi sismici del 2016 ha disposto il trasferimento del 60% delle risorse previste a favore di tre diocesi delle Marche. Le risorse assegnate, pari a circa 2 milioni di euro, sono programmate dall’Ordinanza 105 per la semplificazione della ricostruzione degli edifici di culto e sono destinate alla ricostruzione e al miglioramento sismico di diverse chiese nelle diocesi di Ascoli Piceno e San Benedetto del Tronto-Ripatransone-Montalto e nell’Arcidiocesi di Camerino-San Severino Marche.

“Prosegue il lavoro congiunto con la Regione, le Diocesi e l’Ufficio speciale ricostruzione per accelerare i lavori di ricostruzione e miglioramento sismico di importanti edifici religiosi del territorio danneggiati dal terremoto – spiega la Struttura commissariale sisma 2016 -. Questi decreti segnano un passo ulteriore nel programma di ricostruzione delle chiese. Sono infatti tutte opere per cui le Diocesi hanno stipulato un contratto per l’esecuzione dei lavori. L’obiettivo è garantire la sicurezza strutturale di questi luoghi di culto, così da restituirli il prima possibile alle comunità locali pienamente sicuri e accessibili”.

Per la Diocesi di Ascoli Piceno, sono stati trasferiti 617 mila euro così suddivisi: Santa Maria delle Piane, Acquasanta Terme (226 mila euro su 376 mila totali), Madonna del Ponte, Ascoli Piceno (134 mila euro su 224 mila totali), San Tommaso, Ascoli Piceno (160 mila euro su 400 mila totali), Santa Giusta, Ascoli Piceno (96 mila euro su 160 mila totali).

Per l’Arcidiocesi di Camerino-San Severino Marche, sono stati trasferiti 777 mila euro per l’intervento di Santa Barbara, Castelraimondo (777 mila euro su 1,3 milioni totali).

Per la Diocesi di San Benedetto del Tronto-Ripatransone-Montalto, sono stati trasferiti 688 mila euro così suddivisi: Madonna delle Grazie, Cossignano (90 mila euro su 150 mila totali), Santa Maria in Camurano, Montelparo (217 mila euro su 362 mila totali), Concattedrale Santa Maria Assunta, Montalto delle Marche (380 mila euro su 634 mila totali).

Camerino, lavori in corso sulla Chiesa di Santa Maria dei Servi

Sono in corso i lavori post sisma sulla Chiesa di Santa Maria dei Servi di Camerino, posta lungo la provinciale in direzione Muccia.

Si tratta di un intervento che ha un importo totale di 465.069 euro, di cui l’Ufficio Speciale Ricostruzione ha appena liquidato la somma di 125.515 euro a favore del soggetto attuatore, vale a dire l’Arcidiocesi di Camerino – San Severino Marche.

«Continuiamo a lavorare anche sul versante dell’edilizia religiosa – spiega la Struttura Commissariale -. Grazie alla collaborazione proficua con Regione, Usr e Diocesi stiamo restituendo un tassello dopo l’altro alle comunità del sisma, tasselli che rivestono un significato importantissimo anche a livello simbolico».

«Ringrazio l’ufficio del commissario – aggiunge il vescovo Francesco Massara -. I lavori su chiese o altre strutture correlate rappresentano sempre un momento di gioia e di speranza per le nostre comunità».

L’intervento consiste nel ripristino e nel consolidamento dell’edificio, la cui costruzione risale ai primi anni del diciassettesimo secolo; a testimonianza ci sono le incisioni della pietra posta sul portale in legno interno che richiama il 1616, mentre la consacrazione è datata 1620.

Il terremoto ha provocato danni e lesioni diffuse tanto che i lavori si stanno concentrando in particolare su murature, coperture e volte.

Curiosità. Il complesso venne officiato dall’ordine dei Servi di Maria, nel periodo tra il 1616 ed il 1652, collegato al convento ma con poche unità di frati. Ecco perché rientrò tra quelli soppressi nel proprio nel 1652 dopo la promulgazione della bolla Instaurandae emanata da Papa Innocenzo X, con la quale si decretava la chiusura di tutti quei piccoli conventi che non superavano le sei unità di religiosi.

Chiese della provincia di Teramo, trasferiti 327 mila euro per l’avanzamento delle procedure

Dopo l’approvazione del progetto da parte della Conferenza dei servizi il mese scorso, la Struttura Commissariale sisma 2016 ha firmato il decreto con cui si trasferiscono alla Diocesi di Teramo-Atri 121 mila euro per il restauro e miglioramento sismico della chiesa di San Nicola, a Teramo e 206 mila euro per la chiesa dei Santi Filippo e Giacomo, nella frazione di Villa Rossi nel Comune di Castelli, sempre in provincia di Teramo.

“Prosegue l’impegno insieme alla Regione e alla Diocesi di Teramo-Atri per la salvaguardia delle chiese del territorio, luoghi spirituali e identitari per tutta la comunità – dichiara la Struttura commissariale sisma 2016 -. I decreti che quotidianamente vengono firmati segnano il cambio di passo di una ricostruzione che, anche sul fronte degli edifici di culto, ha assunto un nuovo e positivo andamento, anche grazie al lavoro quotidiano dell’Ufficio speciale ricostruzione”.

La chiesa dei Santi Filippo e Giacomo

Il primo intervento prevede il restauro con miglioramento sismico, in modo tale da riparare le lesioni esistenti e rafforzare la struttura per renderla più solida in caso di future scosse. Si procederà con la sistemazione del campanile, la sostituzione completa della copertura, il consolidamento della muratura e dei cantonali, la ristilatura strutturale dei giunti delle pareti esterne. Mentre il progetto di restauro della Chiesa dei Santi Filippo e Giacomo include la demolizione e ricostruzione del doppio solaio, il rafforzamento delle murature mediante tecniche di iniezione, il consolidamento dei cantonali d’angolo e specifici interventi di cuci-scuci per la riparare i danni. Il sisma del 2016 aveva causato lesioni alla facciata principale e un generale indebolimento delle strutture murarie.

Partecipazione civica e opportunità, incontro con gli studenti di Ascoli sul futuro dell’Appennino centrale

Nella Sala della Ragione si è svolto il convegno “Costruiamo il futuro, progettiamo il presente” a cui ha partecipato anche il Ministero delle Pari Opportunità e della Famiglia

Incontrare, informare e confrontarsi con le giovani generazioni che rappresentano il presente e il futuro delle comunità colpite dal sisma. È da questa esigenza che nasce “Costruiamo il futuro, progettiamo il presente”, progetto promosso dall’Agenzia Italiana per la Gioventù e dalla Struttura Commissariale sisma 2016 rivolto ai ragazzi e alle ragazze che vivono e studiano nei territori dell’Appennino centrale. Dopo la tappa di apertura a l’Aquila, questa mattina si è tenuto oggi ad Ascoli Piceno, presso la Sala della Ragione, il secondo appuntamento dell’evento al quale hanno partecipato la Struttura Commissariale sisma 2016, il Commissario Straordinario dell’Agenzia Italiana per la Gioventù Federica Celestini Campanari, la Regione Marche e il Comune di Ascoli Piceno. L’incontro ha visto anche una partecipazione non prevista dal programma, quella del Ministero delle Pari Opportunità e della Famiglia. L’incontro è stato l’occasione per far conoscere a 120 studenti delle scuole superiori di Ascoli i programmi europei Erasmus+ Gioventù e Sport e Corpo Europeo di Solidarietà nelle città del Centro Italia colpite dal terremoto e per illustrare le attività in corso da parte della Struttura commissariale nel cratere, il più grande cantiere d’Europa, che riguardano anche la ricostruzione e messa in sicurezza di numerosi istituti scolastici.

Nel corso del convegno è intervenuta anche Alexandra Filotei, attrice sopravvissuta alla scossa del 24 agosto 2016, che ha raccontato agli studenti la sua esperienza che ha trasformato in uno spettacolo teatrale. L’associazione Vicolocorto ha spiegato, attraverso la testimonianza diretta di alcuni studenti, le caratteristiche della mobilità europea mentre il titolare di un’azienda di Acquasanta Terme ha parlato del bando di NextAppennino che lo ha visto vincitore per un progetto dedicato al recupero e alla preparazione per il riciclaggio di rifiuti solidi urbani, industriali e biomasse.

Dalla Struttura commissariale sisma 2016 fanno sapere che “ad Ascoli questa mattina è stata una bella occasione di incontro e confronto, che replicheremo in tutte le regioni del sisma. Non sempre si conoscono le opportunità per giovani presenti sul territorio ma l’Agenzia Italiana per la Gioventù sta lavorando molto e bene proprio per condividere le proposte con le nuove generazioni. Il sisma si è abbattuto su comunità già provate dal lungo processo di spopolamento e per questo oggi, all’attività di ricostruzione del patrimonio edilizio, è necessario affiancare anche una articolata strategia di sviluppo sostenibile del tessuto sociale ed economico. Questo è ciò che la Struttura commissariale sta facendo attraverso l’attività di riparazione, che ha proprio questa finalità: incentivare la crescita dell’Appennino centrale per contrastare il fenomeno dello spopolamento e la crisi demografica, inducendo così le persone, e i giovani in particolare, a restare nella loro terra”.

Il Commissario Straordinario dell’Agenzia Italiana per la Gioventù, Federica Celestini Campanari: “Vogliamo che queste terre rinascano, non solo con la ricostruzione di edifici e strade, ma tornando a riempire di vita le città, a partire dai giovani, affinché proprio loro possano scegliere di restare e costruire qui il proprio futuro. L’esperienza all‘estero, una opportunità bellissima per molti giovani, vorremmo fosse una scelta, non una necessità, nella speranza che i nostri ragazzi possano formarsi, acquisire competenze e poi tornare per metterle a disposizione del proprio territorio e della Nazione. Poter partecipare ai programmi europei come Erasmus + e Corpo Europeo di Solidarietà, ma anche a quelli nazionali come il Servizio Civile Universale, aiuta nel processo crescita delle competenze ed aumenta le opportunità di occupabilità. Nell’ultimo anno e mezzo i dati ISTAT ci dicono che sia disoccupazione giovanile che numero di NEET sono in forte calo. Parliamo di fenomeni ancora molto gravi, ma il miglioramento ci fa ben sperare di essere sulla strada giusta, sono un segnale che le politiche attuate dal Governo e dalle istituzioni europee stanno portando ad un cambiamento positivo. L’Italia non è una terra senza speranza, come troppo a lungo siamo stati abituati a pensare. Questo è il nostro impegno: dimostrare che questa Nazione può ancora offrire un futuro per le giovani generazioni”.