Edilizia cimiteriale: lavori in corso a Gualdo, decreti per Ascoli, Arquata, Monte Rinaldo, Tolentino, Monte San Vito, Genga e Osimo

L’Ufficio Speciale Ricostruzione ha pubblicato una serie di decreti in materia di edilizia cimiteriale.
Tra questi, c’è quello relativo al secondo acconto per l’esecuzione dei lavori, attualmente in fase finale, del cimitero di Gualdo (Macerata), il cui intervento ha un importo totale di 789.283 euro. Il Comune, nelle vesti di soggetto attuatore, si è concentrato, tra le altre cose, sulla riparazione della cappella, della galleria porticata, dei blocchi loculi e dei muri di cinta e sulla rampa scale esterna, modificata per ottenere un percorso più agevole e sicuro.

«Conosciamo bene l’importanza che rivestono i luoghi dove riposano i nostri cari, soprattutto per i piccoli comuni dell’entroterra appenninico colpito dal sisma, che hanno perso tutto – spiega la Struttura commissariale -. Riportare tutto alla piena funzionalità rappresenta dunque un dovere che portiamo avanti con determinazione ed in stretta sinergia con tutte le componenti coinvolte, Comuni, Regione e lo stesso Usr».

Alla firma anche l’approvazione dei progetti per gli interventi sui cimiteri ascolani delle frazioni di Mozzano (40.000 euro), Castel Trosino (150.000 euro) e Lisciano (100.000 euro). Sempre nel comune di Ascoli, la Conferenza Regionale ha espresso parere positivo per i progetti dei cimiteri di Casalena (50.000 euro), Porchiano (80.000 euro) e Rosara (50.000 euro). Stesso iter per la riparazione della chiesa del cimitero di Capolavilla di Genga (Ancona), per 100.000 euro, di una parte del cimitero di Monte San Vito, sempre nell’Anconetano (81.000 euro), e per il cimitero di Regnano, frazione di Tolentino (180.304 euro).

La Conferenza Regionale, poi, ha dato l’ok anche al progetto di fattibilità tecnico-economica per la riparazione del cimitero comunale di Monte Rinaldo, in provincia di Fermo, per un importo di 293.000 euro, ed anche per quello relativo ai lavori di ristrutturazione con miglioramento sismico della Chiesa dell’Annunziata del cimitero maggiore di Osimo (Ancona), per un importo di 500.000 euro.

Infine, l’Usr ha approvato il progetto esecutivo del triplo intervento sui cimiteri di Spelonga, Colle e Faete, frazioni del comune di Arquata del Tronto (Ascoli Piceno), per un totale di 403.900 euro.

Scuole Abruzzo, avanti con le procedure

La Struttura commissariale sisma 2016 ha firmato una serie di decreti per l’avanzamento delle procedure di ricostruzione di alcune scuole abruzzesi. Si tratta in particolare dell’Istituto Superiore B. Spaventa (corpo ovest) nel Comune di Città Sant’Angelo (Pescara) e di due scuole della provincia di Teramo: la scuola dell’infanzia Leognano nel Comune di Montorio al Vomano e il Complesso scolastico Forti nella frazione Nerito del Comune di Crognaleto. In totale i decreti trasferiscono oltre 529 mila euro all’Ufficio speciale ricostruzione Abruzzo.
“Stiamo procedendo con grande celerità nelle procedure per la ricostruzione delle scuole danneggiate dal sisma dell’Appennino centrale – dichiara la Struttura Commissariale Sisma 2016 -. Questi decreti sono un chiaro segnale dell’efficace collaborazione con la Regione Abruzzo, l’Ufficio speciale ricostruzione e i Comuni, che sono i soggetti attuatori di questi interventi. Andiamo avanti nel nostro obiettivo comune: restituire agli studenti e al personale strutture sicure, belle e funzionali”.
Nel dettaglio: per l’stituto Superiore B. Spaventa, che ha un importo programmato di 1,2 milioni, sono trasferiti 99 mila euro a saldo. Per la scuola dell’infanzia Leognano, il decreto trasferisce circa 153 mila euro, che rappresenta un acconto del 20% del contributo programmato di 390 mila euro, incluso un incremento dai fondi speciali per le compensazioni e il fondo integrativo per la ricostruzione pubblica. Infine per il complesso scolastico Forti vengono trasferiti 274 mila euro, su circa 1,4 milioni di euro programmati.

Liceo Marconi di Foligno, trasferiti i primi 1,7 milioni

ìTrasferito il primo acconto per la ricostruzione del liceo Scientifico e Artistico “Marconi” di Foligno. Si tratta di 1,7 milioni di euro, sui quasi 8,8 milioni complessivi necessari per l’intervento e che erano stati recentemente aumentati dalla Cabina di coordinamento sisma.
“Stiamo procedendo con grande celerità nelle procedure per la ricostruzione delle scuole danneggiate dal sisma dell’Appennino centrale – dichiara la Struttura Commissariale Sisma 2016 -. Un ringraziamento alla Regione Umbria, all’Ufficio speciale ricostruzione e alla Provincia che è Soggetto attuatore dell’intervento, per la grande collaborazione nel nostro obiettivo comune: restituire agli studenti e al personale strutture sicure, belle e funzionali”.
L’acconto del 20% è stato approvato dalla Struttura commissariale sisma 2016 e le risorse sono state trasferite all’Ufficio speciale ricostruzione dell’Umbria. Un passaggio essenziale per avviare le attività di progettazione e le prime fasi dei lavori. In Umbria sono in totale 96 le scuole da ricostruire programmate all’interno dell’Ordinanza speciale 31, dedicata proprio alla riparazione degli edifici scolastici danneggiati dal terremoto, e sono previsti interventi per 357 milioni di euro.

Arcidiocesi di Fermo, arrivano 2,5 milioni per la progettazione di 29 chiese

L’Ufficio Speciale Ricostruzione ha liquidato la cifra di 2.522.000 euro a favore dell’Arcidiocesi di Fermo per una serie di interventi sugli edifici di culto.

Si tratta del primo anticipo del 20% per la progettazione delle opere di riparazione di 29 chiese lesionate dal sisma, opere di riparazione che in questo caso ammontano ad un totale di circa 12.6110.000 euro.

«Un passo importante in materia di edilizia religiosa, sono tantissime le chiese disseminate nel territorio del cratere, e tutte fortemente legate ad ogni singola comunità – spiega la Struttura commissariale 2016 – Fondamentale, in questo caso, la collaborazione con la Diocesi, l’Usr e la Regione Marche, che sta portando frutti anche in termini di speditezza».

Le chiese ricomprese in questa serie di anticipi sono: ad Amandola, Abbazia San Vincenzo e Anastasio (150.000 euro), San Cristoforo (170.000 euro), Monastero delle Benedettine San Lorenzo (120.000 euro), Santa Maria in Marnacchia (34.000 euro), San Michele (70.000 euro); a Belmonte Piceno, Chiesa Madonna del Rosario (64.000 euro), Madonna delle Grazie (28.000 euro); a Comunanza, Santa Maria Assunta in Polverina (66.000 euro), Santissimi Pietro e Paolo a Gabbiano (72.000 euro): a Falerone, Santa Margherita (84.000 euro); a Gualdo, Sant’Elpidio (60.000 euro); a Loro Piceno, San Rocco (12.000 euro), San Giorgio (58.000 euro) e San Lorenzo (65.200 euro); a Monsampietro Morico, Santissimi Pietro Apostolo e Antonio Abate (150.000 euro); a Montefortino, Abbazia di Sant’Angelo in Montespino (66.000 euro) e San Nicolò (75.000 euro); a Montegiorgio, San Zenone di Alteta (114.000 euro); a Penna San Giovanni, San Giuseppe (240.000 euro); a Petriolo, Chiesa della Castelletta (18.000 euro) e Santa Maria delle Grazie (58.000 euro); a Rapagnano, Sant’Antonio (50.000 euro); a Roccafluvione, Santa Maria a Corte in Valcinante (100.000 euro); a Sant’Angelo in Pontano, Madonna della Misericordia, detta delle Pietre (98.000 euro) e San Michele (62.000 euro); a Servigliano, San Marco Evangelista (40.000 euro); a Smerillo, Santa Caterina (28.000 euro); a Fermo, San Michele Arcangelo (260.000 euro).

Loro Piceno, avanzano i lavori sulla sede del Comune

 

Proseguono i lavori di riparazione post sisma sulla sede del Comune di Loro Piceno, per cui l’Ufficio Speciale ricostruzione ha appena liquidato la somma di 598.596 euro, che sono parte del contributo totale di 1.506.200 euro.

«La ricostruzione pubblica nelle Marche avanza con costanza e interventi come quello in corso a Loro Piceno lo dimostrano – spiega la Struttura commissariale -. Stiamo lavorando alacremente per far sì che ogni comunità, grande o piccola che sia, recuperi i propri spazi e soprattutto la propria identità. In tal senso, mi preme continuare a sottolineare la proficua sinergia con Regione, Usr e gli stessi Comuni dell’entroterra».

L’intervento in corso sullo storico edificio situato tra la chiesa di Santa Maria di Piazza e il Castello, eretto nel 1624 e completamente ridisegnato dall’architetto Pietro Augustoni nel 1780, punta a ripristinarne la piena funzionalità attraverso la riparazione dei danni riportati dopo le scosse di terremoto del 2016/2017 ed il miglioramento sismico.

Tra le priorità, anche l’accessibilità degli spazi, con particolare attenzione per i fruitori con disabilità motorie.

All’interno del palazzo, che vanta la tutela del Mibact, sono conservati diversi manufatti d’epoca, dalle pareti della sala consiliare ornate con dipinti di personaggi illustri del luogo fino alle volte in canna e gesso con affreschi finemente decorati nella stanza consiliare e nell’ufficio del sindaco.

Dunque, il restauro storico conservativo viene attuato dando preferenza agli interventi meno invasivi e maggiormente rispettosi dell’autenticità dell’edificio al suo stato di fatto.

La demolizione degli edifici di via Pantaleoni a Macerata proseguirà secondo i programmi.

Risolto il problema dei nidi di balestruccio

Grazie all’intervento degli esperti della Struttura Commissariale è stato sbloccato l’ultimo intoppo per quello che è considerato un intervento storico per la città di Macerata: la demolizione e ricostruzione di una serie di edifici in via Pantaleoni per il cui completamento sono previsti tre anni di lavori per un importo stimato di 50 milioni di euro.

Una segnalazione pervenuta alle autorità il 5 maggio scorso sulla presenza di nidi attivi in uno degli edifici aveva messo in forse il cronoprogramma e gettato nello sconforto i proprietari che aspettano di poter rientrare nelle proprie case da otto anni. L’intervento della Struttura commissariale sisma 2016 ha sbloccato una situazione che rischiava di prolungare i lavori a data da destinarsi. È stato avviato un monitoraggio sui nidi che ha accertato lo stato di avanzamento della riproduzione dei balestrucci. Il monitoraggio si è protratto per dieci giorni fino a quando è stato acclarato l’avanzato stato riproduttivo dei pulcini di balestruccio grazie a una verifica diretta sul posto avvenuta tramite una gru con cestello che ha permesso di verificare l’avvenuto involo. Il sopralluogo degli esperti della Struttura Commissariale ha accertato che dalla demolizione non si provocherà nessun danno alla colonia di balestrucci che è già in fase di preparazione alla dispersione se non un eventuale disturbo minimo derivante dal possibile, ma non accertabile, accorciamento del periodo che precede la dispersione degli stessi. Per ovviare anche a questo minimo disturbo la ditta è stata invitata ad attendere un ulteriore breve periodo prima della demolizione per assicurare la non violazione delle norme a protezione dell’avifauna e, allo stesso tempo, rispettare il cronoprogramma dei lavori.

“Ancora una volta – ha dichiarato la Struttura commissariale – abbiamo dimostrato che è possibile coniugare le esigenze dell’uomo con quelle della natura operando attraverso la scienza e non con le ideologie. L’intervento a Macerata oltre a confermare il nostro impegno per accelerare i tempi della ricostruzione, conferma l’efficacia della nostra azione ispirata al pragmatismo e alla ricerca delle soluzioni dei problemi”.

Sottopasso di via Roma: al via i lavori di livellamento del terreno

Si è svolto questa mattina il sopralluogo presso il cantiere del sottopasso di via Roma, un’opera attesa da decenni dai maceratesi, alla presenza dell’Amministrazione comunale e della Struttura Commissariale Post Sisma 2016. Nei giorni scorsi è stato validato il progetto esecutivo che, successivamente, è stato approvato dalla Giunta comunale con la formalizzazione della consegna del cantiere avvenuta l’8 maggio e lo stesso è stato allestito nei giorni successivi. Sono iniziati oggi i primi lavori, quelli relativi al livellamento del terreno asportandone una parte per realizzare lo spazio per posizionare le palificazioni. A seguire si procederà con lo scavo.

L’intervento è stato inserito tra gli interventi strategici della Regione Marche, durante l’Assessorato dell’attuale Commissario alla Ricostruzione, dando piena attuazione alla visione di sviluppo della Regione, che vede le infrastrutture di collegamento come elementi fondamentali per il rilancio sociale ed economico del territorio.

Il progetto – il cui importo dei lavori è di oltre 8 milioni di euro finanziati, per 7,5 milioni da parte del PNC Sisma gestito dalla Struttura commissariale e la parte restante da RFI – vede coinvolti il Comune di Macerata, la Provincia di Macerata, Rete Ferrovie Italiane, l’Ufficio speciale della ricostruzione della Regione Marche e l’Anas e permetterà di eliminare il passaggio a livello al chilometro 30+294 della linea Civitanova – Albacina che insiste nella nevralgica arteria del capoluogo.
L’altezza del sottopasso sarà di 5 metri per permettere ai mezzi pesanti e di soccorso di percorrerlo. La sezione della carreggiata sarà quella del tipo “strada urbana di quartiere E” con larghezza complessiva utile di 12 metri: due corsie da 3,5 metri per trasporto pubblico locale, due banchine da 0,5 metri, un marciapiede da 1,5 metri e uno da 2,5 metri utilizzabile anche come pista ciclabile. Rispetto al progetto originario, è stata diminuita la pendenza longitudinale in modo da rendere più agevole la circolazione anche in condizioni metereologiche critiche.
Oltre alla migliore tecnica costruttiva, i progettisti hanno riservato attenzioni particolari alla qualità dei materiali e all’aspetto estetico della galleria, che offrirà un ottimo biglietto da visita a tutti coloro che entreranno in città. Le varie fasi di lavorazione saranno concentrate soprattutto fuori dal tracciato stradale e, dunque, i disagi e le interferenze saranno minimi. Particolare attenzione sarà dedicata all’eliminazione delle polveri sottili e alla riduzione dei rumori con tecniche di abbattimento innovative in modo da attenuare i disagi per i residenti e la cittadinanza; la realizzazione del sottopasso eviterà anche l’emissione di circa 300 tonnellate di anidride carbonica all’anno. I lavori sulla sede ferroviaria si svolgeranno tra l’8 giugno e il 20 luglio quando la tratta ferroviaria sarà interrotta.
Alla Direzione Lavori sarà fornito un sistema di controllo da remoto del cantiere mediante visore 3D, videochiamate e condivisione di immagini per ottimizzare la comunicazione tra direttore dei lavori e cantiere.

Dl Superbonus, Castelli: Bene salvaguardia per aree del sisma, ora al lavoro per superare il 110

 

“In Senato, giovedì scorso, abbiamo approvato il DL 110 che modifica parzialmente la disciplina che regola l’abbinamento tra Superbonus e contributo sisma. La prossima settimana la Camera convertirà definitivamente il decreto. Sono riuscito, nel corso dell’esame parlamentare, ad integrare il provvedimento in senso sicuramente migliorativo rispetto al testo iniziale. Abbiamo certificato che gli effetti del decreto e, in particolare, il plafond di 330 milioni si applicheranno esclusivamente alle pratiche depositate dopo il 30 marzo 2024. Abbiamo inoltre definito il meccanismo di monitoraggio del limite di spesa e definitivamente chiarito che il termine di rimborso del credito d’imposta, per quanto riguarda le case terremotate, resta di quattro anni e non si estende a dieci. Detto questo, e ringraziando il Governo per la consueta attenzione, credo che sia venuto il momento di ‘salvaguardare’ la ricostruzione da un meccanismo farraginoso come quello del 110; una misura che ha assolto alla funzione di integrare il contributo sisma dopo la bolla inflattiva degli ultimi anni ma che ha alimentato un clima di incertezza che, negli ultimi mesi, ha rallentato una ricostruzione che finalmente avevamo sbloccato. In questa logica, da subito mi metterò al lavoro per una proposta di aggiornamento del contributo parametrico che rimetterò al Governo per una valutazione oggettiva e ragionevole della provvista finanziaria necessaria a sostenere il secondo cantiere più grande d’Europa”.

lo rende noto il Commissario Straordinario al sisma 2016.

 

 

 

 

 

 

Sisma 2022, nasce l’Unità Operativa Emergenziale per la rilevazione dei danni

Il decreto legge numero 29 dell’aprile 2024 assegna al Commissario straordinario alla Ricostruzione post sisma 2016 la ricognizione dei fabbisogni per la ricostruzione, la riparazione o il ripristino delle strutture e delle infrastrutture, pubbliche e private, che sono risultate lesionate dopo le scosse sismiche registrate nel novembre 2022 tra Ancona, Fano e Pesaro.

Proprio la Struttura commissariale, nella nota pubblicata il 14 maggio, ha individuato nell’Ufficio Speciale Ricostruzione della Regione Marche la struttura deputata allo svolgimento del compito.
La Regione Marche e il Presidente e assessore alla ricostruzione hanno voluto sottolineare l’importanza di un lavoro di squadra tra il Governo, i Ministeri per la Protezione Civile e dell’Economia e Finanze, la Struttura Commissariale e l’Usr Marche, che ha portato a superare le criticità burocratiche e a individuare un percorso chiaro per la ricostruzione degli edifici danneggiati a seguito delle scosse del 9 novembre 2022 e dare risposte certe alle famiglie. L’USR Marche che si occupa della ricostruzione post-sisma 2016 era stata individuata fin dall’inizio come più opportuna per la gestione del Sisma 2022 per via delle competenze sviluppate e delle procedure già avviate, su cui far confluire anche la ricostruzione di Ancona, Pesaro e Fano.

La Struttura Commissariale Sisma 2016 e il Commissario sottolineano come siano state messe a disposizione le professionalità della Struttura per dare concretezza e certezza al diritto alla ricostruzione dei terremotati del nord delle Marche. Il tempo necessario a sviluppare la rilevazione del danno è tempo comunque ben investito perché proprio una sana programmazione iniziale può consentire una ricostruzione di qualità e tempestiva. A ciò si aggiunga che sono già a disposizione tutte le norme e i disciplinari per far sì che non appena il Governo stanzierà i fondi per la ricostruzione, con la Legge di bilancio 2025, si potrà procedere strettamente.
Motivo per cui lo stesso Usr, in data odierna, ha costituito un’Unità Operativa Emergenziale con carattere temporaneo composta da 24 tra tecnici e amministrativi già impiegati nello stesso ufficio, diretta dall’ingegner Marco Trovarelli e coordinata dall’ingegner Carlo Mundo.

Per quanto riguarda invece le attività di sopralluogo e redazione delle schede Aedes (cioè la scheda che rileva e certifica il danno sull’edificio), sono stati individuati 75 tecnici agibilitatori sempre all’interno dell’Ufficio Speciale Ricostruzione.