Ascoli, ok al progetto per il “palazzetto della comunicazione” di Piazza Roma: 1,5 milioni per la riparazione

La Conferenza Regionale ha dato il via libera al progetto di fattibilità tecnico-economica della Palazzina ex Enal di Ascoli Piceno, nota anche come “palazzetto della comunicazione” di Piazza Roma. L’intervento da 1,5 milioni è ricompreso all’interno dell’ordinanza numero 137, connessa al nuovo piano di ricostruzione per le zone del sisma.

«Si tratta di un’opera importantissima perché consente di avere un contenitore per incontri, convegni e attività di formazione in pieno centro storico, dove c’è carenza di spazi del genere – spiega il commissario alla Ricostruzione Guido Castelli -. Le procedure della 137, a poco più di un anno dal varo dell’ordinanza, viaggiano a buon ritmo, confermando la bontà di quanto abbiamo redatto insieme a Regione ed Usr. Da questo punto di vista, ad Ascoli abbiamo appena sbloccato la progettazione di altri due interventi, vale a dire quelli sul Palazzo dell’Arengo e sul Palazzo dei Capitani, che insieme cubano quasi 7 milioni».

L’edificio, che al piano terra ospita una storica libreria cittadina, è stato costruito nel 1925 e gode di un particolare interesse architettonico. I due livelli fuori terra ricoprono una superficie di circa 1.480 metri quadrati, su cui il terremoto del 2016/2017 ha prodotto una serie di lesioni diffuse.

Al momento delle scosse il piano superiore ospitava una sala conferenze (la sala “Marco Scatasta”) e alcuni uffici del Consorzio Universitario Piceno. Il progetto di riparazione interesserà proprio il primo piano, la copertura lignea del corpo di fabbrica principale ed il vano scala, con l’obiettivo di restituire alla comunità uno spazio fondamentale.

Tra le azioni previste, quindi, interventi di riqualificazione degli impianti e della copertura, la sostituzione della struttura della copertura lignea con una in acciaio, il ripristino della copertura del vano scala con ripristino delle zone ammalorate, la realizzazione di catene in ferro e la rimozione con successivo ripristino delle porzioni di intonaco deteriorate.

L’Ufficio stampa

Preci, via libera al progetto per la Chiesa di Santo Spes Abate

Via libera al progetto esecutivo per la Chiesa di Santo Spes Abate di Preci (Perugia). La Conferenza dei servizi permanente ha infatti approvato il progetto esecutivo per il miglioramento sismico dell’edificio, per un valore di 705 mila euro. La chiesa ha subito danni significativi a causa del terremoto del 2016, e serviranno interventi mirati per ripristinarne la sicurezza e la funzionalità. Tra questi: il consolidamento delle murature, il rinforzo delle volte e degli archi, il ripristino delle lesioni sulle pareti e l’installazione di materiale di rinforzo alla struttura per migliorarne la resistenza sismica.

“Con il via libera di oggi dalla Conferenza Speciale, prosegue l’avanzamento delle progettazioni delle chiese del territorio e ringrazio l’Arcidiocesi di Spoleto-Norcia per l’impegno costante  – dichiara Guido Castelli, Commissario alla Riparazione e Ricostruzione Sisma 2016 -. Un ringraziamento va anche alla Presidente della Regione Umbria, Donatella Tesei, e al direttore dell’Ufficio Speciale Ricostruzione, Stefano Nodessi Proietti, per il loro supporto nel processo di rinascita dei borghi e delle frazioni del nostro Appennino centrale.”

Amatrice, Conferenza dei Servizi ok a lavori Chiesa di Santa Maria della Mercede

La Conferenza dei servizi permanente ha approvato il primo stralcio dell’intervento di “ricostruzione, riparazione e ripristino della Chiesa di Santa Maria della Mercede” nella frazione di Collegentilesco ad Amatrice (RI). Si tratta di una fase iniziale, propedeutica all’intervento di ricostruzione vero e proprio. L’opera è finanziata con 730 mila euro, di cui 383 mila euro per il primo stralcio.

La chiesa è stata gravemente danneggiata dal sisma del 2016. Ha infatti subito crolli parziali della facciata frontale, della copertura della navata centrale e della facciata posteriore, con disconnessione degli elementi lapidei e diffuse lesioni.

“Voglio ringraziare la Regione Lazio nella persona dell’assessore Manuela Rinaldi e il direttore dell’Ufficio speciale ricostruzione Stefano Fermante per l’impegno costante per superare le difficoltà della ricostruzione di Amatrice – dichiara il Commissario alla Riparazione e Ricostruzione Sisma 2016 Guido Castelli -. Le chiese sono parte integrante del tessuto urbano dei nostri borghi appenninici, e specialmente nelle frazioni rappresentano dei tasselli inseparabili dall’identità locale. Anche su questo fronte, stiamo lavorando senza sosta per recuperare il tempo passato, con l’obiettivo di ricostruire presto e bene”.

“L’approvazione della ricostruzione di uno degli edifici simbolo dell’identità dei luoghi, anche nelle frazioni di Amatrice, è la dimostrazione inconfutabile del lavoro sinergico che quotidianamente portiamo avanti con il Commissario Guido Castelli. Uno dei nostri obiettivi, infatti, è quello di ridonare alla collettività i simboli, che rappresentano la cultura e la storia dei borghi duramente danneggiati, e allo stesso tempo procedere con progettazioni parallele per ridonare anche un’identità per il rilancio di queste zone”, ha dichiarato l’assessore ai Lavori pubblici, alle Politiche di ricostruzione, alla Viabilità e alle Infrastrutture della Regione Lazio, Manuela Rinaldi.

Il progetto, proposto dalla Diocesi di Rieti che è anche il soggetto attuatore, prevede diverse fasi di intervento. La prima include la rimozione degli elementi pericolanti e delle macerie, il fissaggio degli elementi labili della muratura, e la puntellatura di porte e finestre. La seconda fase si concentra sulla messa in sicurezza del campanile, con fissaggio e puntellatura degli elementi murari e smontaggio della copertura e della cella campanaria. La terza fase prevede la realizzazione di un’impalcatura esterna e interna per stabilizzare le murature e coprire l’edificio.

Edilizia religiosa, interventi in corso ad Ascoli, Venarotta, Monte Rinaldo e Montemonaco

L’Ufficio Speciale Ricostruzione ha pubblicato tre decreti relativi ad altrettante situazioni di edilizia religiosa, tutte avviate.

Nella fase più avanzata c’è l’iter della chiesa di San Bartolomeo, nella frazione di Foce di Montemonaco (AP), tra i Monti Sibillini, il cui intervento da 309.086 euro è in dirittura d’arrivo.

L’intervento sull’edificio, sorto forse sulle rovine di un antico eremo o abbazia già presente nel XIII secolo, si è concentrato ovviamente sulla riparazione degli importanti danni subiti dopo le scosse del 2016/2017, in particolare su murature, pavimentazione, intonaci e travi di fondazione, nicchie, cantoria e sugli elementi decorativi.

A darne notizia è il commissario alla ricostruzione Guido Castelli.

«Confermiamo il nostro impegno su un settore, quello dell’edilizia religiosa, a cui teniamo in maniera particolare – conferma -. L’importanza di questi siti va oltre la pur fondamentale connotazione storica e artistica; si tratta di presidi fondamentali soprattutto per le piccole comunità del nostro Appennino che non possono essere abbandonate a sé stesse. Da questo punto di vista, fondamentale risulta la sinergia con le Diocesi, la Regione e lo stesso Usr».

Lavori in corso anche nella chiesa della Santissima Annunziata della frazione Cepparano di Venarotta, nel Piceno, per un totale di 200.000 euro. Tra le priorità, qui, la messa in sicurezza degli affreschi posti ai lati dell’altare di Sant’Antonio, oltre ovviamente a tutta una serie di lavorazioni che riguardano le parti principali di questa costruzione cinquecentesca.

A Monte Rinaldo (Fermo), sono stati consegnati i lavori della Concattedrale di Santa Maria Assunta (634.708 euro) e quelli della chiesa del Santissimo Sacramento e del Rosario, che prevede un importo di 895.000 euro. Quest’ultima, attribuita all’architetto Gaetano Maggi, fu consacrata dall’arcivescovo di Fermo, Alessandro Borgia, nel 1759.

Lavori in corso anche ad Ascoli, sulla chiesa della Madonna del Ponte di Porta Cartara, per un importo di 224.505 euro.

Sono stati appena appaltati, invece, i lavori per le chiese dei Santissimi Pietro e Paolo di Poggio Anzù a Venarotta (200.000 euro), Santa Maria in Camurano di Montelparo (340.000 euro), nel Fermano, e Santa Maria delle Piane di Quintodecimo (376.000 euro) ad Acquasanta Terme (AP).

Infine, è imminente la riapertura della chiesa di San Giuseppe a San Severino (Macerata), che tornerà fruibile nella data del prossimo 15 giugno dopo il complesso intervento da 1.334.470 euro appena portato a termine.

Teramo, Castelli: avviati i lavori ex carceri giudiziarie, opere pubbliche avanzano

Nella giornata di ieri, alla presenza del Commissario Straordinario al sisma 2016 e dell’Agenzia del Demanio, sono stati avviati i lavori di miglioramento sismico e rifunzionalizzazione delle ex Carceri Giudiziarie di Teramo. L’edificio era stato danneggiato a seguito del terremoto del 2016 e gli interventi previsti, finanziati per 480 mila euro, consentiranno sia di risolvere le criticità di resistenza sismica, sia di rendere l’immobile più efficiente dal punto di vista energetico. Al termine dei lavori l’edificio tornerà nelle disponibilità dell’amministrazione pubblica e ospiterà gli uffici della Prefettura.

Si tratta di uno degli interventi post-sisma principali previsti nel capoluogo abruzzese che si aggiunge, tra gli altri, ai lavori in corso alla Caserma Costantini e Grue dei Vigili del Fuoco, mentre stanno per partire i lavori all’ex Ufficio del Registro di Teramo. Sono invece in corso le attività di progettazione degli interventi che riguarderanno l’ex Convento di San Domenico.

Il Commissario Straordinario al sisma 2016 Guido Castelli ha dichiarato: “Si tratta di un nuovo, importante intervento per la città di Teramo, dove l’avanzamento dei cantieri del nostro patrimonio pubblico prosegue, grazie al contributo e alla costante collaborazione dell’Agenzia del Demanio, e per questo voglio anche ringraziare il direttore del Demanio regionale Francesco Tarricone. I lavori alle ex Carceri Giudiziarie si svolgeranno nel rispetto del principio che abbiamo adottato nell’Appennino centrale, quello del ricostruire innovando e innovare ricostruendo, per restituire alle nostre comunità un patrimonio immobiliare energeticamente sostenibile, che guardi al futuro  nel rispetto del passato. La sicurezza, certamente, resta la priorità alla quale dobbiamo assolvere nella consapevolezza del fatto che viviamo in territori bellissimi, ma fragili”.

Giornata Ambiente: Castelli, Laboratorio Appennino centrale modello per sfide del futuro

 

“La Giornata Mondiale dell’Ambiente ci ricorda che dalla tutela e dal rispetto della natura dipende la vita sulla Terra e dell’uomo stesso. L’intensificarsi dei fenomeni estremi dovuti ai cambianti climatici in atto impone a tutti, cittadini e istituzioni, di avere piena consapevolezza del quadro attuale e delle sfide che dobbiamo affrontare nel prossimo futuro. Ciascuno di noi deve fare la propria parte e nel laboratorio Appennino Centrale, l’area che si estende per 8 mila chilometri quadrati colpita dal sisma del 2016-2017, stiamo realizzando un modello di ricostruzione e di rinascita delle nostre comunità basato sullo sviluppo sostenibile e sulla coesistenza armonica tra uomo e natura”.

Lo dichiara il Commissario Straordinario al sisma 2016, Guido Castelli.

“L’Italia – aggiunge Castelli – ha il primato in Europa della biodiversità con il maggior numero di specie animali e vegetali. Un primato che racconta di una specificità unica, di 1.300 piante e 10 mila animali endemici (che, cioè, vivono solo in Italia). L’Appennino centrale non fa eccezione e può vantare, a sua volta, una ricchissima, specifica, biodiversità frutto del connubio avvenuto nel corso dei millenni tra uomo e natura. Si tratta di un territorio bellissimo ma fragile, interessato da fenomeni franosi ed eventi sismici, il cui equilibrio oggi è a rischio a causa del progressivo abbandono da parte dell’uomo, che accentua gli effetti dei cambiamenti climatici. Ecco perché la Struttura Commissariale è fortemente impegnata, oltre che nella ricostruzione degli edifici danneggiati, nella messa in sicurezza di tutto il territorio. Un’azione che necessita del ripristino dell’equilibrio uomo-natura a partire dalla creazione di migliori condizioni di vita e lavoro per le nostre comunità. Un impegno – conclude il Commissario sisma 2016 – che ha anche l’obiettivo di evidenziare le specificità dell’ambiente del nostro Paese rispetto al resto d’Europa e per il quale stiamo sviluppando soluzioni e proposte innovative che possano contrastare la doppia crisi, demografica e climatica”.

Carabinieri: Castelli, nel cratere sisma in corso 25 interventi di ripristino caserme

“Oggi celebriamo il 210º anniversario dell’Arma dei Carabinieri, una lunga e gloriosa storia al servizio dello Stato e dei cittadini. Agli uomini e alle donne dell’Arma va il mio sincero ringraziamento per l’opera che svolgono ogni giorno e per il loro rigoroso senso del dovere che, per noi tutti, è garanzia di sicurezza e legalità. La loro presenza ha un ruolo fondamentale anche nei territori dell’Appennino centrale colpiti dal sisma del 2016, dove numerose caserme purtroppo hanno subito le pesanti conseguenze delle scosse telluriche che si sono abbattute sulle quattro regioni dell’Italia centrale. Di fronte alla necessità di ricostituire da tempo nei nostri borghi questa rete, in stretta in collaborazione con i vertici dell’Arma e con l’Agenzia del Demanio, abbiamo avviato un’opera complessiva di recupero e ricostruzione di 25 presidi”.
Lo dichiara il Commissario Straordinario al sisma 2016, Guido Castelli.

“L’Ordinanza speciale n. 27 del 14 ottobre 2021, difatti, prevede complessivamente 42 interventi di ricostruzione pubblica, per un finanziamento complessivo 110,5 milioni di euro e, di questi, 24 riguardano le caserme dei Carabinieri e del Corpo forestale (3 in Abruzzo, 5 nel Lazio e 16 nelle Marche), mentre  per l’Umbria, attraverso l’Ordinanza n.109, è stata finanziata la realizzazione della Caserma di Norcia per quasi 4,5 milioni di euro. Si tratta di lavori necessari – prosegue Castelli – non solo per la ricostruzione e riparazione degli edifici, ma anche per rendere le strutture più moderne, funzionali, esteticamente gradevoli ed energeticamente sostenibili, secondo il principio del ricostruire innovando.  I cantieri in fase di completamento sono quattro: Arquata del Tronto, Fiastra e Pieve Torina nelle Marche e Montereale in Abruzzo. Nelle sole Marche, dove si trovano due terzi delle caserme coinvolte, tutti i lavori sono in fase di definizione o sono stati avviati. L’obiettivo di noi tutti ora – conclude il Commissario al sisma 2016 – è di accelerare ulteriormente l’andamento degli interventi di ripristino di queste che per le nostre comunità non sono soltanto strutture, ma luoghi che simboleggiano la presenza dello Stato”.

La suddivisione degli interventi su base regionale:

In Abruzzo sono in corso 3 interventi per le caserme di Carabinieri e del Corpo forestale, per un totale di circa 13 milioni di euro che ricadono principalmente nella provincia de L’Aquila, dove sono programmati: la demolizione e ricostruzione della caserma dei Carabinieri e del Corpo forestale a Montereale (importo da Ordinanza 3,9 milioni di euro) , l’adeguamento sismico della Stazione dei Carabinieri di Sulmona (importo da Ordinanza 6,9 milioni di euro). A Castelli (Teramo) la nuova costruzione della Stazione del Corpo forestale a Castelli è stata finanziata per due milioni di euro.

Nel Lazio, in provincia di Rieti, sono previsti 5 interventi per un importo complessivo di circa 22,8 milioni di euro. Si tratta della ricostruzione della caserma dei Carabinieri e del Corpo forestale ad Amatrice (importo da Ordinanza 4,3 milioni di euro), della demolizione e ricostruzione caserma dei Carabinieri di Accumoli (importo da Ordinanza 1,9 milioni di euro), dell’adeguamento sismico dell’Hangar XVI del Nucleo Elicotteri Carabinieri a Rieti ((importo da Ordinanza 7 milioni di euro), del miglioramento sismico della caserma dei Carabinieri (importo da Ordinanza 3,3 milioni di euro) e del miglioramento sismico del Comando Scuola Forestale (importo da Ordinanza 3,7 milioni di euro) di Cittaducale.

Le Marche hanno una programmazione totale di oltre 50 milioni di euro. In provincia di Macerata sono finanziate le demolizioni e ricostruzioni delle caserme di Visso, Serravalle di Chienti, Fiastra, Pieve Torina, Ussita, Castelsantangelo sul Nera e le manutenzioni straordinarie dei presidi a San Severino Marche, Tolentino, e di un’altra struttura a Castelsantangelo sul Nera. Inoltre, è prevista la costruzione di nuove strutture a Visso, Fiuminata. In provincia di Ascoli, la demolizione e ricostruzione riguarda le caserme di Arquata del Tronto e Montegallo. La manutenzione straordinaria è prevista per le caserme dei Carabinieri di Ascoli Piceno, Castignano e Montemonaco.

In Umbria una differente ordinanza (la numero 109), finanzia l’adeguamento sismico della caserma dei Carabinieri di Norcia con un importo programmato di 4,4 milioni di euro.

2 Giugno: Castelli, valori che ci guidano nella rinascita Appennino Centrale

“Il 2 giugno è la Festa che ci riporta ai valori fondanti, e sempre attuali, della nostra comunità nazionale. Gli italiani, uomini e donne, 78 anni anni fa sceglievano la Repubblica, la democrazia.
Come ha detto il Presidente Mattarella, quel voto rappresentò una chiamata alla responsabilità, che si rinnova ogni giorno. Perchè la democrazia si nutre di partecipazione, consapevolezza e difesa delle libertà. La voglia di rinascita di quei giorni, dopo la tragedia della guerra, sia sempre di stimolo e fonte di ispirazione anche per chi, come me, è chiamato a compiere l’opera di ricostruzione e riparazione dell’Appennino centrale. È stato un onore poter rappresentare in via dei Fori Imperiali le nostre comunità, così duramente colpite dal sisma, e questa giornata non può che accrescere il mio senso di responsabilità e il desiderio di collaborare per dare un nuovo futuro a questi territori”.

Lo afferma il Commissario Straordinario al sisma 2016, Guido Castelli.