Pioraco, lavori in corso su rete idrica e sistema fognario

Sono in corso i lavori di adeguamento del sistema fognario di via Raffaello Sanzio e viale della Vittoria, nel comune maceratese di Pioraco. Si tratta di un intervento dall’importo di 1,4 milioni, che punta a ripristinare la funzionalità del collettamento di una porzione particolarmente ampia, tra cui l’area delle Sae, fino al depuratore collocato a est del centro abitato.
Le scosse di terremoto del 2016, infatti, avevano causato problemi alle condotte; l’obiettivo, adesso, è di ripristinare l’integrità strutturale e la tenuta idraulica del tratto di infrastruttura danneggiata, per una lunghezza di circa 1.350 metri, che serve una popolazione complessiva di un migliaio di abitanti.

«L’onda negativa del sisma ha prodotto i suoi effetti non solo su palazzi, abitazioni e monumenti ma su gran parte del tessuto urbano del nostro entroterra, sottosuolo compreso – spiega il commissario straordinario alla ricostruzione Guido Castelli -. Interventi come quello di Pioraco dimostrano ulteriormente come il processo di ricostruzione rappresenti qualcosa di articolato e complesso ma che avanza sicuro grazie anche alla forte collaborazione con Comuni, Ufficio Speciale Ricostruzione e la Regione Marche guidata dal presidente Acquaroli».

Tra le altre cose, sono in corso di realizzazione due impianti di sollevamento. I collettori fognari, poi, consentiranno gli allacci delle reti esistenti e delle utenze alle nuove condotte e le abituali operazioni di manutenzione. Per la rete idrica, spazio alla posa in opera di una nuova canalizzazione sostitutiva per l’acquedotto pubblico e nuovi allacciamenti d’utenza.

Previsto, tra le altre cose, anche il ripristino e la predisposizione di nuove pavimentazioni.

Il Commissario Sisma 2016 Guido Castelli protagonista domenica 7 luglio all’anteprima del festival “La parole della montagna”

Il Commissario alla Riparazione e Ricostruzione Sisma 2016 Guido Castelli sarà ospite domenica 7 luglio alle 18:30 a Smerillo (FM) in occasione dell’anteprima del festival “Le parole della montagna”, giunto alla sua quindicesima edizione. A dialogare con lui il professor Massimiliano Colombi, sociologo e docente presso I.T.M oltre che consulente della fondazione Nomisma. Il tema a cui Castelli dedicherà la sua riflessione è “Dalla fragilità all’origine del nuovo”. Nell’ottica di fare rete fra i Borghi dell’entroterra marchigiano, sono previste altre anteprime, il 12 e 13 luglio, a Monte San martino (Mc) ed una (già celebrata il 28 giugno) a Monteleone di Fermo. Il Festival vero e proprio prende poi il via a Smerillo, dal 18 al 21 luglio.

Partendo dal dramma del sisma del 2016, il Commissario racconterà quanto è stato fatto e quanto ancora è in corso d’opera non solo per la ricostruzione materiale dei territori dell’Appennino centrale ma soprattutto per la riparazione sociale, economica, e di tutti quegli aspetti immateriali che sono alla base della cultura appenninica. Per l’occasione sarà anche inaugurata l’istallazione fotografica (visitabile nei vicoli di Smerillo) dal titolo “Nuovo patrimonio, dalla calamità all’estetica del provvisorio”. Le foto sono state realizzate da Flavia Rossi, con allestimento a cura dell’architetto Sante Simone. La ricerca di Rossi si concentra sugli effetti del sisma sui beni culturali e architettonici, e sulle messe in sicurezza e opere provvisorie che sono diventate parte integrante delle architetture stesse.

“La parola che dà il tema a questa edizione, ‘sorgente’, vuole indicare anche quella forza interiore che ci anima nei momenti apparentemente più insormontabili, oltre che un ritorno necessario alle origini, ai valori fondanti che danno un significato sempre nuovo alle nostre esistenze – commenta il Commissario Castelli -. Una parola che quindi ben si addice anche all’opera di riparazione e ricostruzione che ci vede in prima linea ogni giorno nei territori dell’Appennino centrale. È importante testimoniare tutto ciò che di positivo e innovativo sta accadendo grazie alla ricostruzione e alla sinergia tra istituzioni e comunità locali. Ringrazio la direttrice artistica Simonetta Paradisi per l’invito e per l’importante opera culturale che sta portando avanti insieme a tutto lo staff del Festival”.

Ascoli, dalla Conferenza dei servizi ok al progetto definitivo per la “Don Giussani”

La conferenza dei servizi ha dato l’ok al progetto definitivo per la riparazione della scuola primaria “Don Giussani” di Ascoli Piceno, nel quartiere di Monticelli. Al tempo stesso l’Ufficio Speciale Ricostruzione delle Marche ha rilasciato parere di congruità per un importo di 7.285.986 euro. Inoltre, è stata prontamente attivata, tramite lo strumento dell’accordo quadro, la verifica della progettazione, per un ulteriore step dell’iter amministrativo.

“Proseguiamo senza sosta la nostra opera volta a far rinascere i nostri territori colpiti dal sisma, partendo da un elemento imprescindibile e fondamentale qual è quello della scuola- dichiara il Commissario alla Ricostruzione e alla riparazione Sisma 2016 Guido Castelli- Quando ero Sindaco della città, proprio da questa scuola iniziò il nostro lavoro di rinascita da quei tragici avvenimenti. Ringrazio il lavoro svolto dall’Ufficio ricostruzione, dal presidente Francesco Acquaroli e dal Sindaco Marco Fioravanti. Il nostro lavoro congiunto ci riporterà a restituire definitivamente un pezzo importante a quello che è il quartiere più popoloso della città”

“La nostra prima attenzione per il nostro secondo è continuare con la ricostruzione delle scuole. La Don Giussani svolge un ruolo strategico per il quartiere di Monticelli anche per la crescita dei bambini- dichiara il Sindaco di Ascoli Marco Fioravanti- Abbiamo attivato subito la Conferenza dei Servizi e possiamo avviare a breve l’apertura del cantiere. Nel frattempo abbiamo allocato i bambini nell’edificio della scuola media dello stesso ISC”.

Via libera al completamento lavori per la chiesa di S. Antonio Abate a Campotosto

Approvati in Conferenza dei servizi i lavori per lo stralcio di completamento del progetto di restauro e riparazione della chiesa di Sant’Antonio Abate a Campotosto per un totale di 338.170,68 euro. L’edificio risale al 1359 mentre l’impianto originale, più piccolo dell’attuale e circoscritto al solo nucleo centrale, risale presumibilmente al 1697, come riportato da un’iscrizione presente sull’architrave dell’ingresso posto sul fronte sud. Il progetto di riparazione del danno e rafforzamento locale della chiesa di Sant’Antonio Abate ha come obiettivo il ripristino della piena agibilità e fruibilità dell’edificio mediante interventi mirati al miglioramento delle capacità di resistenza meccanica delle parti strutturali costituenti la chiesa. La fase dei lavori per lo stralcio di completamento del progetto riguardano il manto di copertura, il campanile e l’impianto elettrico.

“Ringrazio il direttore dell’Ufficio speciale Ricostruzione Abruzzo Vincenzo Rivera, il presidente Marco Marsilio, l’Arcidiocesi de L’Aquila nelle persone del Cardinale ed Arcivescovo Giuseppe Petrocchi e del Vescovo ausiliario Antonio D’Angelo per la grande e continua collaborazione. Siamo tutti rivolti verso un unico obiettivo: velocizzare ancora di più la ricostruzione dei nostri luoghi più cari- dichiara il Commissario straordinario alla Ricostruzione Sisma 2016 Guido Castelli – Stiamo dando una grande accelerata a tutti i progetti che riguardano il cratere per restituire al più presto ai fedeli le nostre chiese”.

Chiese del Fermano: riapre il Santuario Madonna della Misericordia (Fermo), lavori conclusi a Ortezzano, rush finale a Monsampietro Morico

«Lunedì 8 luglio riapre al culto il Santuario Madonna della Misericordia di Fermo. I lavori post sisma sono infatti giunti al termine grazie alla sinergia di tutte le componenti coinvolte, dalla Struttura commissariale alle Diocesi passando per l’Ufficio Speciale Ricostruzione e per la Regione Marche guidata dal presidente Acquaroli. Una sinergia che produce benefici effetti e che sta indirizzando lungo la giusta via la grande opera di ricostruzione del centro Italia».

Così il commissario alla ricostruzione Guido Castelli sull’imminente nuova inaugurazione del sito di via Murri, vicino al convento omonimo, il cui taglio del nastro è fissato per le 18, alla presenza, tra gli altri, del vescovo Rocco Pennacchio e del sindaco Paolo Calcinaro. L’intervento ha avuto un importo di 650.488 euro, necessario alla riparazione dei danni, alla riduzione delle vulnerabilità ed al miglioramento sismico.

Il santuario Madonna della Misericordia è un edificio in muratura con pianta a croce latina, risalente al 1900 e costruito su iniziativa dell’Ordine degli Agostiniani Scalzi. I lavori si sono concentrati, tra le altre cose, su murature, copertura, campanile e solai.
Sempre nel Fermano, lavori conclusi ad Ortezzano, sulla chiesa di Santa Maria del Soccorso, per un importo di 220.000 euro che è servito per consolidamento, restauro e ripristino dell’agibilità sismica sul monumento ubicato nel centro della cittadina, adiacente al Municipio, che venne ricostruito quasi completamente nel 1450 sopra l’antica Santa Maria delle Grazie.

Infine, sono in dirittura di arrivo i lavori nella chiesa di San Francesco di Monsampietro Morico, per un importo totale di 516.651 euro. L’obiettivo è di riparare le lesioni causate dal sisma, che si sono concentrate in diverse zone, tra cui il frontone, le volte in muratura, la cupola in camorcanna e, soprattutto, sulla torre campanaria, che ha subito i danni maggiori.

DL Coesione: Castelli, da misure approvate nuovo slancio per crescita dell’Appennino centrale

Il Commissario al sisma 2016 plaude al via libera alla Zls per Marche e Umbria e alle misure che agevolano l’inserimento al lavoro e la promozione di nuove attività.

“La riparazione economica e sociale dell’Appennino centrale è, accanto all’opera di ricostruzione materiale, il compito che mi è stato affidato nello svolgimento del mio mandato. All’interno del Dl Coesione, che ha ricevuto il definitivo via libera da parte della Camera, vi sono due importanti misure che vanno a incidere proprio lungo questa direttrice, per sostenere e rafforzare il processo di rinascita dei territori colpiti dal sisma 2016. Si tratta dell’inserimento dell’area del cratere tra quelle che possono accedere al fondo per il sostegno alla creazione di nuove iniziative economiche e della possibilità che viene data anche a Marche e Umbria di definire la Zona logistica semplificata”.

Lo afferma Guido Castelli, Commissario Straordinario al sisma 2016.

“Si tratta – aggiunge il Commissario al sisma – di interventi volti a sostenere il rilancio del tessuto economico e del mondo produttivo dell’Appennino centrale, fondamentale per produrre quella ricchezza necessaria contrastare il fenomeno di spopolamento a cui queste aree sono soggette. È questo il caso dello specifico fondo, previsto nel Dl Coesione, volto alla promozione, anche nel cratere, di iniziative destinate a favorire l’attivazione al lavoro, attraverso la formazione, l’inclusione sociale ed il sostegno alla creazione di nuove iniziative economiche di piccola o microimpresa, professionali ed autonome. L’intervento è rivolto a tutti i disoccupati che abbiamo meno di 35 anni, ma possono partecipare anche coloro che non si trovano in questa condizione, che possono essere soci e promotori dell’iniziativa, ma non devono risultare come amministratori della nuova attività avviata. L’aver previsto una intensità di aiuto dell’intervento per le aree del sisma del 2016 parametrata a quella concessa alle aree del Mezzogiorno, rappresenta un altro segnale di attenzione da parte del Governo alla ripresa economica e sociale dell’Appennino centrale ed è anche il frutto del clima di coesione e condivisione che si è instaurato con i Presidenti delle quattro regioni del sisma.

Così come un ulteriore segnale in questa direzione viene dato attraverso l’approvazione dell’emendamento grazie al quale Marche e Umbria – prosegue Castelli – ora potranno definire la Zona logistica semplificata. Queste due regioni dal 2022 erano rimaste ‘sospese’ tra quelle definite in transizione e, dunque, non troppo in crisi per essere inserite nella ZES, ma neppure sviluppate al punto da rientrare tra quelle in cui vi è la ZLS. Da oggi, invece, entrambe potranno definire quelle aree geografiche, definite dalle singole Regioni, al cui interno sono previste particolari agevolazioni e incentivi per le aziende insediate, o che intendono insediarsi. Un’opportunità di crescita e sviluppo che si riverbererà non solo all’interno delle aree delle Zls ma anche sul resto del territorio regionale, compreso quello che si trova all’interno del cratere sisma, resa possibile grazie alla collaborazione con i Presidenti delle due Regioni, Acquaroli e Tesei. Al cambio di passo che abbiamo già impresso, sia per la ricostruzione pubblica che per quella privata, si affiancano quindi nuovi e ulteriori interventi a favore di territori per troppo tempo tenuti ai margini, che hanno voglia di rialzarsi e di contribuire più incisivamente alla vita del Paese”.

Monteleone di Fermo, lavori in corso sull’edificio di via Leopardi: diventerà uno spazio dedicato ad arte e cultura

Biblioteca, pinacoteca, spazio multimediale, foresteria, sala riunioni ed atelier per esposizione di opere d’arte.

Al termine dei lavori di riparazione post sisma, attualmente in corso per un importo di 835.000 euro, diventerà uno spazio culturale a tutti gli effetti. Trattasi dell’immobile di proprietà comunale sito in via Leopardi, tre piani fuori terra collocati nel centro storico di Monteleone di Fermo.

«Stiamo restituendo alle comunità dell’entroterra ciò che il terremoto ha tolto, se possibile migliorando ed accrescendo il valore dell’esistente – spiega il commissario alla ricostruzione Guido Castelli -. Monteleone rappresenta un esempio, i tanti cantieri di edilizia pubblica aperti ci dicono che la strada è quella giusta. Ringrazio, per questo, l’Ufficio Speciale Ricostruzione ed il presidente della Regione Francesco Acquaroli».

Dopo la demolizione dell’edificio si trova dunque in corso l’intervento di ricostruzione che ne manterrà le caratteristiche originarie mutandone però la destinazione, visto che prima era adibito ad uso residenziale. Nel ruolo di soggetto attuatore c’è lo stesso Comune.

Al centro del progetto, la realizzazione di strutture in muratura portante con mattoni antichi sui prospetti e in poroton per quelle interne, solai interpiano in legno, copertura costituita da capriate in legno e travi in legno.

L’edificio ricostruito avrà quindi la stessa sagoma e caratteristica estetica di mattone a faccia vista di quello ante demolizione. Tra le altre cose, verranno completamente eliminate le barriere architettoniche.

Preci, avanti con la ricostruzione pubblica

Trasferiti complessivamente 269 mila euro all’Ufficio Speciale per la Ricostruzione della Regione Umbria per due importanti interventi nel Comune di Preci, in provincia di Perugia. A firmare i decreti il Commissario alla Riparazione e Ricostruzione Sisma 2016 Guido Castelli.
Il primo intervento, finanziato dall’Ordinanza speciale 39, riguarda i lavori di riparazione con adeguamento sismico della Palestra Comunale, in particolare della parte che ospita gli spogliatoi, per il quale sono stati trasferiti 113 mila euro (su 775 mila) in base all’avanzamento delle progettazioni. Il secondo intervento prevede il ripristino del fronte franoso nel centro abitato di Abeto. L’acconto trasferito in questo caso è di 156 mila euro (su 1,56 milioni), e l’intervento rientra nell’Ordinanza speciale 10, che riguarda diversi interventi nel Comune di Preci, tra cui l’Abbazia di Sant’Eutizio.

“In Umbria, come nelle altre regioni del sisma del 2016, procede un’importante opera di accelerazione e messa a terra della ricostruzione pubblica, storicamente la più complessa da portare a compimento – commenta il Commissario Castelli -. L’avanzare dei decreti segnala invece che con la giusta attenzione alla semplificazione e con una grande sinergia che ci vede ogni giorno al lavoro con la Presidente Donatella Tesei, il direttore dell’Ufficio speciale ricostruzione Umbria Stefano Nodessi Proietti e il sindaco di Preci Massimo Messi, è possibile recuperare le troppe false partenze”.

“Ringrazio il Commissario Castelli e l’Ufficio speciale ricostruzione dell’Umbria per questi risultati – dichiara il sindaco Massimo Messi -. Preci ha subito molti danni dal terremoto ma grazie a un lavoro di squadra impostato sulla concretezza stiamo riuscendo ad andare avanti con tutte le progettazioni. La nostra comunità è stata messa a dura prova dal sisma e questi saranno anni cruciali, in cui dobbiamo essere tutti uniti, protagonisti della ricostruzione sia materiale che sociale del nostro territorio”.

Presentato il progetto di valorizzazione turistica della DMO dei Sibillini

Presentato presso la chiesa di Sant’Angelo in Montespino a Montefortino il progetto di valorizzazione turistica della DMO dei Sibillini che vede coinvolti 9 comuni del territorio quali Arquata del Tronto, Bolognola, Castelsantangelo sul Nera, Fiastra, Montefortino, Montegallo, Montemonaco, Sarnano e Ussita e si prefigge di aumentare la capacità ricettiva sullo stile dell’albergo diffuso valorizzando residenze nei borghi o forme adatte per turisti alla ricerca del contatto con la natura, ma anche la riqualificazione delle strutture ricettive, la loro accessibilità, la riqualificazione impianti di risalita e uno sviluppo cultura della rete, ma anche sviluppare proposte di valore centrate su storia, arte e cultura, enogastronomia, natura, nell’ottica dell’offerta di esperienze uniche. Le DMO sono organizzazioni di natura pubblica o pubblico-privata che si occupano di promuovere, commercializzare e gestire i flussi turistici coinvolgendo tutti gli operatori del territorio e svolgono attività di marketing territoriale.

Il Commissario alla Ricostruzione alla Riparazione Sisma 2016 Guido Castelli ha sottolineato che “La DMO dei Sibillini è un progetto che va avanti da due anni e il suo ruolo non si limita alla promozione e commercializzazione della destinazione turistica, ma ne ha uno ancora più importante, quello di guidare lo sviluppo di tale meta nel tempo, con continuità, e dove il tessuto privato, imprenditoriale e sociale, definisce la vera ricaduta sui territori. La DMO di cui parliamo nasce attraverso le fatiche letterarie di Massimiliano Ossini, che è sempre stato un grande promotore di questo territorio di grande generosità che ha scelto di vivere proprio nella nostra terra. Abbiamo fatto un primo stanziamento di 500mila euro e un secondo, sempre di 500mila euro, per garantire l’avvio di un’azione che ha già prodotto l’avvio di materiale promozionale, ma anche una parte destinata al turismo per i diversamente abili. Il turismo, in queste zone, non deve dipendere solo dalla neve, che può essere anche valorizzata diversamente grazie alle infrastrutture e agli impianti di risalita, accogliendo il visitatore tutto l’anno- prosegue Castelli- Grazie all’intuizione del Presidente Acquaroli, vogliamo stimolare l’idea di una rete, è fondamentale coinvolgere gli operatori privati, con progetti importanti come l’albergo diffuso. I Sibillini hanno fatto già tantissimo, bisogna fare uno scatto da una logica artigianale ad un’operazione di sistema per fare bene e di più. La nostra fissa è di contenere la crisi demografia che è il veleno dei nostri Sibillini, qui bisogna vivere e non solo sopravvivere. Un plauso ai Sindaci di queste comunità, che sanno che l’unione continua a fare la forza”.

L’assessore regionale alle Attività Produttive Andrea Maria Antonini sottolinea che “E’ importante che i Comuni facciano rete tra loro coinvolgendo i privati. La Regione sta creando il bando “Borghi accoglienti” nel quale sono previsti dei contributi per i Comuni, che possono anche coinvolgere i privati. Il territorio si valorizza attraverso delle iniziative con queste iniziative e il turismo è un elemento trainante per l’economia dell’entroterra”

Il Sindaco di Montefortino, comune capofila del progetto, Domenico Ciaffaroni sottolinea che “Abbiamo fatto 3 anni di lavoro intensi anche grazie all’eccellente lavoro svolto dal Commissario Guido Castelli. Grazie al finanziamento di un milione di euro di Next Appennino, abbiamo in ballo tanti progetti, frutto di un lavoro congiunto. I nostri borghi sono bellissimi e vanno sempre più valorizzati”.

Terremoto 2016: il Laboratorio Appennino Centrale al Gotha internazionale degli ingegneri sismici

Il Commissario Castelli: il progetto avveniristico per la rinascita di Arquata del Tronto elaborato con l’Eucentre di Gian Michele Calvi, di Pavia. Sicurezza e innovazione al centro della ricostruzione

“Un evento catastrofale, un grande dramma che ha colpito l’Appennino centrale, sta diventando un modello di ricostruzione e di rinascita, in sicurezza, di questo vasto territorio che si estende per 8 mila chilometri quadrati. È stata una case history di grande interesse oggi a Milano, al WCEE (World Conference on Earthquake Engeneering), il più importante congresso di ingegneria sismica al mondo” lo ha dichiarato il Commissario Straordinario al sisma 2016 Guido Castelli, che questa mattina è intervenuto ai lavori di apertura della 18ma edizione del WCEE.

“Ho presentato al mondo l’esperienza della sequenza sismica del 2016-17, sia evidenziando l’ampiezza della devastazione e la complessità della ricostruzione, in ragione del carattere articolato dei luoghi e degli immobili su cui dovevamo intervenire (più di 300 mila edifici lezionati), sia sottolineando il cambio di passo che, dopo le troppe incertezze del passato, nell’ultimo anno abbiamo impresso alla ricostruzione. Un’accelerazione sensibile che ha riguardato sia la ricostruzione pubblica che quella privata, con quest’ultima che ha visto le erogazioni da parte di Cdp nei confronti delle imprese impegnate nei cantieri aumentare del +37% rispetto al 2022 e del +73% in rapporto al 2021” ha aggiunto Castelli, che ha ribadito il lavoro di costante collaborazione della Struttura Commissariale con il Governo, i Presidenti delle quattro Regioni coinvolte, i sindaci del cratere e tutti gli operatori impegnati in questa grande opera.
D’altro canto, per la ricostruzione pubblica, per anni ferma al palo, nel corso del 2023 il 95% delle opere programmate, sia nella programmazione ordinaria che speciale, risulta avviato (con almeno la nomina del Rup). E tra le opere di ricostruzione pubblica così avviate il 28% ha fatto partire (o ha già concluso) i lavori.

“La ricostruzione sull’Appennino Centrale è diventata un laboratorio internazionale – continua Castelli – in cui stiamo applicando i principi definiti alla Conferenza mondiale di Sendai nel 2015: “build back better”, cioè ricostruire meglio di prima. Non intendiamo limitarci a ricostruire “com’era, dov’era”, vogliamo farlo migliorando il patrimonio che abbiamo ereditato attraverso l’applicazione delle migliori metodologie scientifiche, per restituire alle nostre comunità luoghi sicuri in cui vivere”.

“A conferma di questo impegno rivolto alla sicurezza e all’innovazione, qui al Wcee abbiamo presentato sia il progetto avveniristico di ricostruzione del centro storico di Arquata del Tronto, in collaborazione con Eucentre di Pavia, lo studio all’avanguardia sotto la guida di Gian Michele Calvi” ha proseguito Castelli, che nel corso dell’evento ha presentato il rendering della ricostruzione al ministro Nello Musumeci. Oltre ad Arquata del Tronto, anche a Castelluccio di Norcia si adotteranno tecniche innovative e all’avanguardia per il processo di ricostruzione.

“L’Italia deve recuperare terreno nella ricerca: oltre alle eccellenze dell’iniziativa privata come Eucentre, ci deve essere il contributo fondamentale dello Stato, così come avviene all’estero” ha ribadito il Commissario. E ha concluso: “La ricostruzione sicura e innovativa consente che i nostri borghi possano tornare a vivere. La ricostruzione dell’Appennino centrale è presidio contro lo spopolamento di tante aree interne, che finiscono per accentuare le fragilità del territorio. Solo il presidio umano sicuro e tecnologicamente all’avanguardia – può contrastare lo spopolamento e quindi contrapporsi alle conseguenze della crisi demografica e, contestualmente, di quella climatica”.