Muccia, approvato il progetto di Palazzo Spinabello: 2,5 milioni di euro per la riparazione

Al momento del sisma ospitava nove appartamenti di edilizia residenziale pubblica, una tabaccheria, due studi medici, un centro di aggregazione e l’ufficio della Polizia Locale.

Trattasi di Palazzo Spinabello, ubicato nel centro storico del comune maceratese di Muccia, ad oggi inagibile dopo i gravi danni prodotti dalle scosse del 2016/2017. L’Ufficio Speciale Ricostruzione ha approvato il progetto esecutivo relativo al miglioramento sismico, per un importo di 2.553.204 euro.

«Un intervento di rilievo, che punta a restituire alla comunità un presidio di vitale importanza – spiega il commissario alla ricostruzione Guido Castelli -. Stiamo lavorando sodo per ricomporre il complesso mosaico dell’edilizia pubblica, i numeri ci stanno dando ragione ma dobbiamo continuare a testa bassa, senza adagiarci. Ovviamente il mio grazie va a tutte le componenti impegnate, dalle ditte fino ai vari uffici degli enti, in primis quelli della Regione Marche guidati dal presidente Acquaroli».

L’intervento, che vede il Comune nelle vesti di soggetto attuatore, si concentrerà dunque sui quattro piani dell’immobile, con l’obiettivo di ripristinare la funzionalità del plesso, oggetto di parziale rifunzionalizzazione.

L’intervento strutturale comporterà la “messa a nudo” dello scheletro dell’edificio con la revisione dell’intera componente edile. Sulle parti esterne sono previsti interventi di revisione delle superfici finestrate, la sostituzione dei paramenti dell’involucro edilizio, con apposizione di cappotto al fine del rispetto della normativa energetica. In programma anche la rimozione delle modanature sui capitelli degli archi del portico del piano terra, la sostituzione dei parapetti dei terrazzi con nuove ringhiere in acciaio, la rimozione dei comignoli in copertura e la sostituzione delle grondaie e dei pluviali. Si prevede, inoltre, il rifacimento della pavimentazione del portico con inserimento di nuova pavimentazione in gres. Infine, verranno sostituite le guaine del solaio di copertura del piano terra.

Relativamente agli spazi interni, la nuova destinazione d’uso prevede, al piano terra: uffici comunali, Polizia Locale, tabaccheria; al primo piano, uffici comunali e appartamenti Erp; al secondo e terzo piano, appartamenti Erp; nel sottotetto, centrale termica, locali tecnici e soffitte.

A livello impiantistico, il plesso residenziale seguirà le modifiche ed i ripristini necessari a seguito dell’intervento di miglioramento sismico per adeguarsi alla normativa vigente ed al contempo ridurne i consumi energetici.

Festival dell’Appennino, il programma del 20 e 21 luglio

Doppio appuntamento con il Festival dell’Appennino inclusivo di natura questo weekend Sabato 20 luglio a Rotella (AP) in collaborazione con JazzAp con Naomi Berrill Trio” e Domenica 21 luglio ad Altino di Montemonaco (AP) Uno spazio di libertà creativa in divenire con Ghemon in “Una cosetta così”. Non è un concerto. Non è un monologo teatrale. Non è uno spettacolo comico

Sabato 20 luglio escursione pomeridiana, al rientro a Rotella “Colloqui sulla rigenerazione e il neopopolamento del cratere” in collaborazione con la fondazione Symbola e concerto Naomi Berrill Trio in collaborazione con JazzAp. Domenica 21 luglio ad Altino di Montemonaco (AP) escursione e nel pomeriggio Ghemon

Sabato 20 luglio per l’undicesimo appuntamento del Festival dell’Appenino ci troveremo a Rotella, una zona del Piceno caratterizzata dai calanchi e saliremo sui sentieri del Monte Ascensione, al rientro “Colloqui sulla rigenerazione e il neopopolamento del cratere” in collaborazione con la Fondazione Symbola e concerto Naomi Berrill Trio in collaborazione con JazzAp. Domenica 21 luglio torneremo nel Parco dei Monti Sibillini ad Altino di Montemonaco (AP) e durante l’escursione andremo alla ricerca “dell’eterna giovinezza”, nel pomeriggio assisteremo allo spettacolo Uno spazio di libertà creativa in divenire con Ghemon in “Una cosetta così”. Non è un concerto. Non è un monologo teatrale. Non è uno spettacolo comico.

Questa edizione della manifestazione è caratterizzata da una “espansione” dei suoi tradizionali confini, promossa dal Commissario Straordinario Sisma 2016 Guido Castelli e dal Bim Tronto. Per la prima volta, infatti, oltre alle Marche il Festival coinvolge anche l’Abruzzo, il Lazio e l’Umbria insieme alla collaborazione dei Bim Vomano-Tordino Teramo, Bim Nera-Velino Cascia e Bim Nera-Velino Rieti. L’obiettivo resta però invariato: dare vita a un evento dedicato al benessere, sostenibile ed esperienziale. Una manifestazione a vocazione turistica e culturale che unisce, in un fitto programma di appuntamenti diverse attività: escursioni, spettacoli, performance, concerti, incontri, presentazioni ed enogastronomia, favorendo un tipo di turismo esperienziale e accessibile.

Il Commissario Straordinario al sisma 2016 Guido Castelli ha dichiarato: “Nel prossimo fine settimana il Festival dell’Appennino torna con due appuntamenti del Piceno, il territorio nel quale quindici anni fa la manifestazione è nata e si è imposta come punto di riferimento nel panorama delle rassegne del periodo estivo. A partire da quest’anno, grazie soprattutto alla collaborazione dei quattro Bim coinvolti, abbiamo dato a questo evento una nuova dimensione, coinvolgendo i comuni colpiti dal sisma 2016 nelle quattro le regioni coinvolte. Un “ampliamento” in linea con l’opera di riparazione economica e sociale che stiamo compiendo, che ha l’obiettivo di mantenere vivo il tessuto delle nostre comunità e di portare in questi borghi, , attraverso la forza della cultura e la bellezza della natura, nuovi visitatori. A Rotella è presente un’infrastruttura di grande importanza, danneggiata a causa del sisma, a cui sto dedicando particolare attenzione. Il Ponte posto sulla Strada Provinciale 234 infatti collega la Valtesino alla Valdaso e la riapertura di questa arteria è fondamentale per l’economia dei territori circostanti. I lavori in corso sull’alveo del fiume sono la premessa per l’avvio della seconda fase: il restauro del ponte. Altino di Montemonaco si trova nel Parco dei Monti Sibillini, ai piedi del Monte Vettore. Un luogo di particolare bellezza e suggestione dove i lavori di riparazione e ricostruzione stanno avanzando in modo apprezzabile. Recentemente, infatti, la Conferenza Regionale ha dato parere positivo al progetto di riparazione del cinquecentesco Palazzo Comunale di Montemonaco ed è stato approvato il progetto per l’intervento di demolizione e ricostruzione della caserma dell’Arma dei Carabinieri. Si tratta di due presidi delle istituzioni che, oltre a rappresentare insostituibili punti di riferimento per le comunità, hanno anche un alto valore simbolico. Non solo ricostruzione, ma anche riparazione: accanto alle storiche mura castellane di Montemonaco (il cui progetto di riparazione ha ricevuto il via libera dalla Conferenza regionale) è stato inaugurato pochi giorni fa il Parco dei Torrioni e il teatro all’aperto, situato nel piazzale intitolato all’attore americano Don Ameche, originario di queste terre. Questi spazi pubblici dedicati alla cultura e all’aggregazione offrono l’opportunità di godere di luoghi che meritano di essere valorizzati e di rinascere più belli di prima”.

Sabato 20 luglio ci troveremo a Rotella, una zona del Piceno caratterizzata dai calanchi e saliremo sui sentieri del Monte Ascensione, al rientro “Colloqui sulla rigenerazione e il neopopolamento del cratere” in collaborazione con la Fondazione Symbola e concerto in collaborazione con JazzAp Naomi Berrill Trio.
Il ritrovo è alle ore 15.45 a Rotella a Piazza Europa per partire con l’escursione alle ore 16. L’escursione un anello con partenza e rientro a Rotella, ha una difficoltà E (Escursionistico per tutti) è lungo 8,48 km, con un dislivello di 560 mt e un tempo di percorrenza di circa 3 ore (andata e ritorno).
Alle 19.00 rientro dall’escursione “Colloqui sulla rigenerazione e il neopopolamento del cratere” in collaborazione con la Fondazione Symbola, interverranno il segretario generale di Symbola Fabio Renzi e il Commissario alla Ricostruzione Sisma 2016 Guido Castelli.
Ore 19,45 cena libera con possibilità di usufruire delle strutture presenti sul luogo.
Alle ore 20 circa concerto alla Torre dell’Orologio in collaborazione con JazzAp con Naomi Berrill TRIO, cantante e violoncellista irlandese che ci presenterà i brani del suo nuovo album “Inish”.

La partecipazione è gratuita ma è necessaria la prenotazione al fine di organizzare meglio l’evento, compilando il form nella data sul sito www.festivaldellappennino.it

Raccomandazioni:
• obbligatorio indossare scarpe da trekking
• avere con sè almeno un litro d’acqua
• portare felpa/kway e telo/stuoia
• consigliato un cambio completo da lasciare in auto
Domenica 21 luglio il ritrovo è alle ore 8.45 presso il rifugio di Altino di Montemonaco (AP) con partenza per l’escursione alle ore 9. L’escursione è un anello andata e ritorno ad Altino, ha una difficoltà E (Escursionistico per tutti) è lungo 9,10 km, con un dislivello di 404 mt e un tempo di percorrenza di circa 4 ore (andata e ritorno).
Alle ore 13 rientro escursione, pranzo libero con possibilità di usufruire del servizio del rifugio.
Alle ore 16.30 spettacolo Uno spazio di libertà creativa in divenire con Ghemon in “Una cosetta così”. Non è un concerto. Non è un monologo teatrale. Non è uno spettacolo comico.

La partecipazione è gratuita ma è necessaria la prenotazione al fine di organizzare meglio l’evento, compilando il form nella data sul sito www.festivaldellappennino.it.
Raccomandazioni:
• obbligatorio indossare scarpe da trekking
• avere con sè almeno un litro d’acqua
• portare felpa/kway e telo/stuoia
• consigliato un cambio completo da lasciare in auto

Festival dell’Appennino 2024, inclusivo di natura
Il Festival è promosso da Commissario Straordinario Ricostruzione Sisma 2016 e Bim
Tronto, con la collaborazione di Bim Vomano-Todino Teramo, Bim Nera-Velino Cascia e Bim Nera-Velino Rieti, Regione Marche, Regione Umbria, Regione Abruzzo, Regione Lazio, Camera di Commercio delle Marche, Camera di Commercio dell’Umbria, Camere di Commercio Gran Sasso d’Italia, Camera di Commercio Rieti-Viterbo, in sinergia con i 23 Comuni dell’Appennino centrale, partner dell’evento, Accumoli, Acquasanta Terme, Amatrice, Arquata del Tronto, Ascoli Piceno, Civitella del Tronto, Colledara, Comunanza, Esanatoglia di Narco, Force, Leonessa, Montefortino, Montegallo, Montemonaco, Norcia, Pieve Torina, Rieti, Roccafluvione, Rotella, Sant’Anatolia di Narco, Torricella sicura, Ussita, Venarotta, con la direzione artistica dell’Associazione Culturale Appennino up e Mete Picene.

Rifugio di Colle Le Cese, via libera al progetto definitivo: 2,5 milioni per demolizione e ricostruzione

Bar e sala ristorante, cucina e dispensa, nove camere da letto, scala interna con piatta-forma elevatrice e percorsi tattilo-vocali per persone con disabilità visiva mediante un sistema di indica-tori tattili a terra integrati con tecnologia elettronica per i messaggi vocali. Il progetto è stato elaborato sulla base delle “Linee guida per la progettazione dei segnali tattili necessari ai disabili visivi per il supera-mento delle barriere percettive”, redatto dall’Istituto Nazionale per la Mobilità Autonoma di Ciechi e Ipo-vedenti
Sono alcune delle caratteristiche del nuovo rifugio escursionistico di Colle Le Cese, nel territorio monta-no di Arquata del Tronto, che verrà realizzato dopo la demolizione della vecchia struttura danneggiata dal sisma.

«La Conferenza regionale, infatti, ha dato l’ok al progetto definitivo, per un intervento che vede l’Ufficio Speciale Ricostruzione nelle vesti di soggetto attuatore ed un importo totale di 2.550.000 euro – spiega il commissario straordinario alla ricostruzione Guido Castelli -. Crediamo molto nelle potenzialità della no-stra montagna a livello di turismo: il rilancio passa anche da qui. Ringrazio ovviamente per la fattiva colla-borazione tutti gli enti coinvolti, in primis la Regione Marche guidata dal presidente Acquaroli».

Il rifugio, di proprietà del Parco Nazionale dei Monti Sibillini, verrà ricostruito con materiali di bioedilizia. Dopo la valutazione sulle diverse alternative, infatti, si è scelto di optare per una struttura portante in legno in virtù della sua resistenza nel tempo, della sicurezza sismica e antincendio, e dell’ottimo isola-mento acustico, nonché per il basso consumo energetico, la sostenibilità ambientale, i contenuti tempi di costruzione e la disassemblabilità.

Il progetto manterrà la stessa area di sedime e le dimensioni planivolumetriche dell’esistente su due piani fuori terra più sottotetto praticabile, con fedele ricostruzione dell’aspetto architettonico.
Altra particolarità, tre delle camere del primo piano potranno essere utilizzate anche sotto forma di ca-merata con letti a castello ed i relativi servizi igienici saranno attrezzati di conseguenza.

Siglato un nuovo accordo fra la BEI e la Struttura Commissariale per sostenere la ricostruzione delle aree colpite dal sisma dell’Italia Centrale con ulteriori 2 miliardi di euro

I pacchetto finanziario sarà il presupposto di un possibile contratto di finanziamento da un miliardo di euro tra il Ministero dell’Economia e Finanze (MEF) e la BEI per sostenere la ricostruzione e riparazione dei beni pubblici, e di un ulteriore accordo sempre da un miliardo di euro fra la BEI e Cassa Depositi e Prestiti (CDP) per finanziare, tramite il sistema bancario, la ricostruzione di edifici privati, residenziali e industriali.

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Giornata mondiale competenze per il lavoro dei giovani. Castelli: “Il Laboratorio appennino centrale si candida a diventare un riferimento internazionale”

Il 15 luglio è la Giornata Mondiale delle Competenze Giovanili che celebra l’importanza strategica di dare ai giovani le competenze per un’occupazione di qualità e favorire l’imprenditorialità. “Creare nuove opportunità di lavoro, soprattutto per i giovani, è un passaggio decisivo per il futuro delle aree colpite dai sismi 2016-17 – dichiara Castelli – l’azione di ricostruzione post sisma non avrebbe senso senza ricreare le condizioni per viverci e lavorare”. “Abbiamo fatto sforzi notevoli per accelerare i tempi della ricostruzione – continua Castelli – proprio perché sappiamo che tenere lontane le famiglie dal cratere spinge i giovani a progettare il loro futuro altrove. Per questa ragione abbiamo scelto di fare del cratere un riferimento di eccellenza per apprendere competenze per le professioni del futuro. Attraverso un finanziamento di 62 milioni si stanno realizzando quattro Centri di ricerca e alta formazione insieme a tutte le Università e i maggiori centri di ricerca pubblici di Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria”. Le competenze che forniranno i quattro centri di ricerca e alta formazione sono state individuate per apportare nei prossimi anni un contributo significativo in settori chiave collegati al complesso processo di ricostruzione che si vuole come un laboratorio per soluzioni innovative per tutta l’Italia centrale. L’obiettivo è di fare del processo di ricostruzione una palestra per nuove professionalità indirizzate soprattutto ai giovani del cratere, ma anche per attrarre “cervelli” da fuori. In Abruzzo, a Teramo, nascerà il Centro Europeo Agri-BioSERV, dedicato all’innovazione del settore imprenditoriale dell’agroalimentare e alla riqualificazione del settore sanitario e biomedicale. Nel Lazio, a Rieti, si realizzerà il Centro di ricerca sull’economia circolare e sulla salute. Nelle Marche, a Camerino, sorgerà il Centro internazionale per la ricerca sulle scienze e tecniche della ricostruzione fisica, economica e sociale. Infine, in Umbria, a Spoleto, sarà realizzato il Centro di ricerca e trasferimento tecnologico per la digitalizzazione, conservazione, valorizzazione e fruizione del patrimonio culturale e ambientale.

Con il Dl Agricoltura nuove opportunità per tornare a vivere e lavorare in Appennino centrale

Castelli: “Grazie alla sinergia con il Ministro Lollobrigida metteremo le produzioni del cratere sisma 2016 al centro della strategia di sviluppo dell’Appennino centrale”

Con l’approvazione del Dl Agricoltura si aprono nuovi scenari per le aree dell’Appennino centrale. Per la prima volta il Governo interviene con misure dirette e una serie di incentivi e sostegni – 500 milioni di euro una somma senza precedenti – per garantire al sistema Italia l’approvvigionamento delle materie prime agricole e, soprattutto, per favorire la creazione di valore aggiunto al settore attraverso il sostegno alle filiere produttive locali, in particolare quella cerealicola. Le norme presenti nel Dl Agricoltura daranno nuove e più efficaci garanzie ai prodotti agroalimentari italiani rispetto alle speculazioni e alle contraffazioni, a vantaggio dei lavoratori del settore e dei consumatori. Il settore agroalimentare sta affrontando sfide significative come l’aumento dei costi di produzione e delle tariffe energetiche e gli effetti dei cambiamenti climatici, a partire dai fenomeni meteorologici estremi sempre più diffusi. Criticità che in Appennino centrale sono notevolmente accentuate a causa del crescente abbandono accelerato dai terremoti degli ultimi anni.

“La crisi demografica associata a quella climatica sono i maggiori ostacoli che abbiamo di fronte nell’opera di ricostruzione e rilancio economico e sociale delle aree del cratere Sisma 2016 – dichiara il Commissario Straordinario Sisma 2016 Guido Castelli – con il Dl Agricoltura si aprono nuove opportunità per tornare a vivere e a lavorare sul nostro Appennino”. “In Appennino centrale queste misure avranno un duplice vantaggio – continua Castelli – da una parte renderanno più sicuro e remunerativo il settore agro-silvo-pastorale, dall’altro contribuiranno a frenare il fenomeno dell’abbandono del territorio che, senza il presidio dell’uomo, rischia di pregiudicare l’opera di ricostruzione post sisma”. “I nostri sforzi per far nascere piattaforme di trasformazione che danno occupazione qualificata e valore aggiunto alle risorse locali – conclude Castelli – ora hanno nuovi strumenti per far crescere e consolidare il tessuto imprenditoriale di tutto il cratere sisma 2016”.

Valfornace, sì al progetto esecutivo per l’ex municipio di Fiordimonte

L’ex municipio di Fiordimonte, nel comune maceratese di Valfornace, verrà riparato dai danni subiti dopo il sisma del 2016/2017. L’Ufficio Speciale Ricostruzione, infatti, ha approvato il progetto esecutivo di miglioramento sismico per l’edificio di proprietà pubblica situato lungo la provinciale 99, che al momento del terremoto aveva una destinazione d’uso direzionale e commerciale. L’importo previsto è di 788.762 euro, con il Comune nelle vesti di soggetto attuatore.

«L’opera di ricostruzione pubblica, dopo una iniziale impasse, ha impresso un importante cambio di passo, con progetti e cantieri ormai avviati in tutte le zone dell’entroterra martoriato da questa tragedia – spiega il commissario alla ricostruzione Guido Castelli -. Si tratta di una grande e complessa opera di riparazione su un territorio vastissimo, per cui si sta rivelando fondamentale il lavoro sinergico portato avanti con i Comuni, Usr e la Regione guidata dal presidente Francesco Acquaroli. Nello specifico, mi preme ringraziare l’operato dal sindaco di Valfornace Massimo Citracca».

L’immobile si sviluppa su due piani fuori terra ed un piano sottotetto, dove erano presenti uffici comunali, ufficio postale ed un’attività di ristorazione/bar.

Tra gli interventi in programma, ci sono la rimozione del manto di copertura, il rifacimento degli impianti tecnologici e delle relative linee di distribuzione, il rinforzo delle murature portanti e l’installazione di una rampa per disabili all’interno del locale bar per permettere alle persone con ridotte capacità motorie l’accesso alla sala del ristorante e ai servizi igienici. Inoltre, sono previsti interventi di efficientamento energetico.

Ricostruzione chiese Macerata, Castelli fa il punto: “I progetti ci sono, presto i cantieri”. Progetto di San Giuliano in consegna

Sono 65 le chiese da ricostruire in capo alla Diocesi di Macerata, in tutto il territorio diocesano, che sono in corso di progettazione o ricostruzione. Ma, mentre in alcuni Comuni permane una situazione di disagio per la carenza o mancanza di luoghi di culto, in altri come il capoluogo di provincia Macerata, ci sono già diverse chiese funzionanti che rispondono alle esigenze dei fedeli. A fare il punto è il Commissario alla Riparazione e Ricostruzione Sisma 2016 Guido Castelli, sulla base dell’ultimo aggiornamento dei dati riguardanti gli interventi di cui la Diocesi di Macerata è Soggetto attuatore.

Castelli ricorda che “La Diocesi di Macerata copre un territorio dove il danno da sisma è stato estremamente diversificato. Si va da Tolentino a Porto Recanati, ed è quindi evidente una necessità di programmazione dei lavori da contemperare con le esigenze di un ente ecclesiastico. Il lavoro che stiamo portando avanti insieme è importante e prezioso e per questo voglio ringraziare il Presidente Francesco Acquaroli con cui condividiamo ogni scelta strategica, il vescovo Nazzareno Marconi che ha saputo rispondere con grande prontezza e senso di programmazione all’emergenza sisma, l’Ufficio speciale ricostruzione e la Soprintendenza, che ogni giorno contemperano l’efficacia dei progetti con la tutela della nostra identità comune. Dall’inizio del mio mandato sbloccare la ricostruzione delle chiese è stato uno degli obiettivi principali. Come dimostrato anche dai dati a nostra disposizione, la semplificazione, l’affiancamento dei Soggetti attuatori e la messa a disposizione di risorse adeguate sono strumenti che stanno funzionando. Ora l’obiettivo è passare dai progetti, che ci sono, ai cantieri”.

Appare evidente che, dal punto di vista della Diocesi, le chiese sono edifici culto e non solo luoghi di attrazione turistica. Questo, unito al danno diffuso sulle chiese del territorio, ha evidenziato la necessità di contemperare e sintetizzare le esigenze di più ambiti, non sempre immediatamente armonizzabili. Non essendovi nel centro storico di Macerata ‘emergenze’ legate alle esigenze di culto, la Diocesi ha dato priorità ad altri interventi, in territori dove le condizioni di disagio sono più avvertite.

Il punto sui progetti e sui lavori

La Diocesi di Macerata inizialmente ha avuto in carico la riparazione di 71 chiese, di cui sei sono poi migrate in altri canali: la chiesa di San Giuseppe di Tolentino, per esempio, è stata trasferita nella ricostruzione privata, poiché è stato appurato ha meno di 70 anni di età; la chiesa di San Domenico di Recanati, invece, è attualmente oggetto di restauro con fondi 8xmille della Conferenza Episcopale Italiana, e così via. Dei 65 interventi attivi nelle ordinanze 105 e 132, la Diocesi ha consegnato all’USR 34 progetti. Si tratta di progettazioni di livello esecutivo, la cui redazione necessita di tutta una serie di approfondimenti sia di natura conoscitiva che di natura tecnica. Gran parte dei progetti consegnati all’USR ha completato l’istruttoria e, man mano che vengono emessi i pareri di competenza della Soprintendenza, si stanno tenendo le Conferenze dei Servizi nei quali i progetti vengono approvati. Dopo di che, una volta che il Commissario Straordinario avrà emesso il decreto di assegnazione, potranno essere cantierizzati.

Al momento la Diocesi ha ultimato il restauro della chiesa di San Giorgio a Urbisaglia. Sono in esecuzione gli interventi presso Santa Maria del Monte a Macerata, Santa Maria in Piana e Sant’Ubaldo a Treia. Saranno avviati a breve i cantieri di San Firmano a Montelupone, dell’Immacolata e di Santa Lucia a Pollenza, e di San Catervo a Tolentino.

Per quanto riguarda il Comune di Macerata, gli interventi in elenco sono: Immacolata, Madonna della Misericordia, Sacro Cuore, San Filippo Neri, San Giorgio, San Liberato, San Michele Arcangelo, Santa Maria del Monte, Santa Maria della Consolazione, Santa Maria della Porta, Santissimo Crocifisso, Santo Sepolcro, Santo Stefano, San Giuliano. Gli interventi programmati sono prevalentemente concentrati nel centro storico. L’Unità Pastorale 01 – Macerata Centro della Diocesi di Macerata, ai fini dell’esercizio del culto, al momento conta all’attivo la Cattedrale di San Giovanni, per le celebrazioni del Vescovo; la Parrocchiale di San Giorgio, per l’amministrazione dei sacramenti; la Basilica della Misericordia, santuario diocesano. Alla medesima Unità Pastorale fanno riferimento il Sacro Cuore, il cui progetto è già stato consegnato, e il Tempio Don Bosco, già restaurato dalla Congregazione Salesiana.

Risultano consegnati anche i progetti di Santa Maria della Porta e di Santo Stefano. Sono in consegna i progetti di San Giuliano e, ancor prima di San Liberato; per quest’ultima il Comune di Macerata ha nel frattempo richiesto alla Diocesi un approfondimento circa il titolo di proprietà che è stato dunque chiarito. È in lavorazione il progetto di Santa Maria della Consolazione in Piazza Mazzini. Sono al momento sospesi i progetti di San Filippo Neri in Piazza Vittorio Veneto, dove è attiva la Cattedrale di San Giovanni, così come della Madonna della Misericordia e di San Giorgio, non potendosi attualmente chiudere per motivi pastorali. A supplire la chiesa di San Michele in borgo San Giuliano c’è la Parrocchiale di Santa Maria della Pace, poco distante. Il progetto dell’Oratorio del Santo Sepolcro, di proprietà dell’omonima Confraternita che cura la processione del Venerdì Santo, è momentaneamente sospeso, in quanto l’inagibilità è generata da cause esterne, vale a dire dalla ex chiesa di San Paolo, ad esso soprastante, sulla quale la Diocesi non ha competenza. Analogamente la Diocesi non ha competenza sul santuario delle Vergini, di proprietà del Demanio dello Stato, né sulla chiesa del Santissimo Sacramento, dell’Ordine dei Cappuccini.

Parallelamente a ciò, tramite l’Ordinanza 23/2017 è stata riparata e riaperta al culto la chiesa di Sant’Elena Imperatrice a Cingoli e tramite l’ordinanza 32/2018 le chiese di San Nicolò a Moscosi di Cingoli; di San Giuseppe a Macerata; di San Michele Arcangelo a Treia; dei Santi Vito e Patrizio a Treia.

Inoltre la Diocesi di Macerata ha provveduto con fondi privati, in particolare col contributo 8xmille della Conferenza Episcopale Italiana, all’attivazione di molteplici interventi di riparazione/ ricostruzione post sisma: per citarne alcuni: il restauro o la riparazione delle chiese di Santa Madre di Dio a Macerata; di Santa Maria della Pace (Portico) a Macerata; Santa Maria Assunta (Cappella del Sacramento) a Montecassiano; di San Donato a Montefano, di San Biagio a Pollenza; di San Giovanni Battista a Porto Recanati; di Cristo Redentore a Recanati; dei Santi Giuseppe e Filippo Neri a Recanati; di Santa Maria in Castelnuovo a Recanati. La riparazione delle canoniche di San Francesco a Montelupone; di Santa Maria in Montemorello a Recanati; dei Santi Vito e Patrizio a Treia. Sono attualmente attivi i lavori presso la ciesa di San Filippo Neri a Cingoli. Vanno ricordati, infine: la costruzione di n. 3 Centri di Comunità presso i Comuni di Colmurano, Montefano e Tolentino; la costruzione dei nuovi locali di Ministero pastorale della Parrocchia del Santissimo Crocifisso a Macerata e la demolizione e ricostruzione dei locali di Ministero pastorale della Parrocchia del Preziosissimo Sangue a Porto Recanati.

Montefalcone Appennino, riparazione e miglioramento sismico per la chiesa di San Giovanni Battista

In un luogo ricco di storia, la chiesa di San Giovanni Battista è individuata come un’antica costruzione annessa ad un convento francescano di origine farfense. Forse potrebbe trattarsi di quel “San Giovanni in Selva” citato nel Chronicon Farfense, in cui, alla fine del IX secolo, ripararono i monaci fuoriusciti dalla Sabina a causa degli attacchi dei Saraceni.
Fatto sta che a Montefalcone Appennino, in provincia di Fermo, questo luogo esercita un fascino particolare, lungo la strada di collegamento con la contrada Luogo di Sasso, immerso nel verde dei boschi. Ecco perché l’intervento di riparazione e miglioramento sismico è molto atteso dalla comunità. A tal proposito, l’Ufficio Speciale Ricostruzione ha appena approvato il progetto esecutivo con contestuale concessione del contributo di 525.000 euro.

«L’opera di ricostruzione prosegue con costanza, senza lasciare indietro nessuno, soprattutto nell’entroterra appenninico più martoriato dal sisma – spiega il commissario alla ricostruzione Guido Castelli -. Ringrazio, come sempre, il grande lavoro dei Comuni, in questo caso del nuovo sindaco Cesare Milani, dell’Usr e della Regione Marche guidata dal presidente Francesco Acquaroli. Tassello dopo tassello stiamo ricomponendo un mosaico complesso con l’obiettivo di restituire alla comunità tutto quanto era andato perso».

Tra le lavorazioni in programma, ci sono il recupero e il consolidamento delle strutture attraverso il risanamento murario eseguito con la tecnica del “cuci – scuci”, il rinforzo murario eseguito con diatoni artificiali, il rinforzo del campanile tramite angolari in acciaio sugli angoli interni del torrino, il rifacimento della copertura in legno costituita da capriate e travi in legno lamellare ed il recupero con rinforzo della volta in cannucciato.
Curiosità. Una “relazione” manoscritta parla della cessione di questo convento, avvenuta nel 1223 o forse nel 1215, da parte dei Monaci di San Benedetto a San Francesco in persona, in cambio di un tributo annuo pari ad una libbra di cera, tributo pagato fino al 1776 nelle mani del Priore di Santa Vittoria in Matenano. L’opera di maggior pregio, il polittico di Pietro Alamanno, è attualmente esposta nel Museo dell’Alamanno presso Palazzo Felici.