Marche, arrivano più fondi per la ricostruzione pubblica

Sono state adeguate le risorse per consentire un’avanzamento di una serie di interventi nell’ambito della ricostruzione pubblica nella regione Marche. È quanto stabilito dalla Cabina di Coordinamento sisma presieduta dal Commissario alla Riparazione e Ricostruzione sisma 2016 Guido Castelli.

“Abbiamo preso atto delle necessità emerse dai territori per il buon avanzamento della ricostruzione pubblica. Di fronte agli ostacoli riscontrati nelle progettazioni, vanno offerte soluzioni concrete – dichiara il Commissario alla Ricostruzione Guido Castelli – Il mio ringraziamento va al Presidente della Regione Francesco Acquaroli con cui condividiamo quotidianamente la visione per la ricostruzione e il rilancio dell’Appennino marchigiano. E all’Ufficio speciale ricostruzione che insieme allo staff della Struttura affianca ogni giorno gli enti locali per proseguire nel cambio di passo”.

Provincia di Macerata: Nel comune di Ussita aumenta il finanziamento per il Cimitero di Castelmurato. L’aumento approvato è di 6,4 milioni di euro, per un investimento totale di 13,3 milioni. Nel Comune di San Ginesio aumenta il finanziamento per il plesso scolastico che comprende le scuole Ciarlantini, Allevi e Gentili. L’aumento approvato è di 3,5 milioni di euro, per un importo complessivo di 16,2 mln. A Visso aumenta il finanziamento per la demolizione e ricostruzione della Caserma dei Carabinieri e per il “Rifugio di Cupi”. Gli aumenti approvati sono di 822 mila euro (nuovo finanziamento di 2,6 milioni) e 930 mila euro (nuovo totale 2 mln) rispettivamente.

Per l’Università di Camerino nuovo finanziamento per il Collegio Fazzini. L’aumento approvato è di 2 milioni di euro, il nuovo importo finanziato ammonta a 7,9 milioni (che arrivano a 9 mln con le risorse del Gse).

A Valfornace raggiunta l’intesa sull’Ordinanza che accoglie la richiesta di aumentare il finanziamento per l'”Ex Municipio Fiordimonte”. L’aumento approvato è di 188 mila euro, per un importo complessivo di 788 mila euro.

A Muccia aumenta il finanziamento per il “Condominio Via Spinabello”. L’aumento approvato è di 596 mila euro, per un importo complessivo di 2,5 milioni.

Nel comune di Castelsantangelo Sul Nera è aumentato il finanziamento per il “Museo Centro Visite Il Cervo”. L’aumento approvato è di 624 mila euro, per un importo complessivo di 2 milioni di euro.

Provincia di Ascoli. Nel comune di Arquata del Tronto aumenta il finanziamento per il “Cimitero Frazioni Spelonga – Colle – Faete” e per l’ex edificio scolastico in Frazione Trisungo. Gli aumenti approvati sono di 109 mila euro e 379 mila euro rispettivamente, che aggiornano i finanziamenti complessivi a 403 mila euro e 1,5 milioni.

Provincia di Fermo. A Monteleone Di Fermo raggiunta l’intesa sull’Ordinanza che accoglie la richiesta di aumentare il finanziamento per l'”Immobile comunale in centro storico da adibire ad attività culturali”. L’aumento approvato è di 197 mila euro, per un importo complessivo di 835 mila euro.

Edifici di culto, nuove semplificazioni per la ricostruzione

Varianti più semplici da approvare e una percentuale del contributo per conservare beni mobili e opere d’arte. La ricostruzione degli edifici di culto fa un passo nella direzione della semplificazione e dell’efficacia grazie all’Ordinanza approvata oggi in Cabina di coordinamento sisma, che introduce alcune modifiche all’Ordinanza 105.

“Abbiamo affinato gli strumenti a disposizione dei Soggetti attuatori, che spesso hanno a che fare con varianti necessarie per preservare questi edifici che, oltre a un valore religioso, rivestono la maggior parte delle volte anche un grande valore storico e artistico per le loro comunità – dichiara il Commissario alla Riparazione e Ricostruzione Sisma 2016 Guido Castelli -. Per questo, oltre a svincolare le varianti dal limite del 20%, abbiamo introdotto la possibilità di utilizzare fino al 3% dell’importo dei lavori per la custodia e conservazione di beni mobili e opere d’arte, estendendo inoltre l’applicazione dell’Ordinanza anche agli edifici che sono diventati ‘beni culturali’ dopo il sisma. Grazie ai Presidenti di Regione, alla CEI, alle Diocesi e Arcidiocesi e agli Enti ecclesiastici civilmente riconosciuti dell’Appennino centrale. Siamo impegnati in un unico fronte, e la sinergia si riflette nei risultati positivi anche sul fronte della ricostruzione di chiese e luoghi di culto”.

Le altre novità introdotte riguardano l’ammissione a contributo degli edifici di culto con nesso di causalità accertato tramite perizia giurata e la possibilità per il Vice Commissario di valutare l’erogazione dell’ulteriore 30% del contributo anche se non è stato raggiunto l’80% di avanzamento lavori.

Gli edifici di culto, sia pubblici che privati, danneggiati dalla sequenza sismica del 2016-2017 e finanziati sono 1217, per un importo complessivo di oltre 741 milioni di euro.

Ussita, più risorse per Castelmurato: “Ora il cimitero monumentale si può ricostruire”

Sbloccata la ricostruzione del Cimitero monumentale di Ussita, Castelmurato, che finalmente dispone delle risorse adeguate per poter essere avviata. La soluzione arriva dalla Cabina di Coordinamento Sisma presieduta dal Commissario alla Riparazione e Ricostruzione Sisma 2016 Guido Castelli, che oggi ha raggiunto l’intesa sull’Ordinanza che aumenta il finanziamento inizialmente predisposto in Ordinanza speciale.

“Le belle notizie per il nostro territorio arrivano dopo un attento lavoro di concertazione con tutte le parti coinvolte – dichiara il Commissario Castelli – Per questo ringrazio il Presidente Francesco Acquaroli, che ha sempre messo al primo posto i Comuni del sisma, l’Usr, il sindaco Silvia Bernardini che sta lavorando ogni giorno per il bene di Ussita. Il cimitero monumentale di Castelmurato non è solo un luogo caro alla comunità ma è anche una testimonianza formidabile delle generazioni che hanno abitato le nostre montagne e della bellezza che si produce nel rapporto tra arte e natura”.

“Siamo veramente soddisfatti di questo risultato – dichiara il sindaco Silvia Bernardini -. Frutto di un lavoro di coordinamento tra Struttura commissariale, Usr, Comune di Ussita e lo studio che si è occupato della progettazione. Un risultato che premia il buon lavoro. Finalmente abbiamo la certezza che il nostro cimitero verrà ricostruito com’era e tornerà ad essere quel punto di riferimento identitario che purtroppo era venuto a mancare a causa del sisma del 2016”.

L’aumento approvato oggi in Cabina è legato al caro prezzi e una serie di maggiorazioni emerse durante l’approfondimento dello sviluppo progettuale. In particolare sono emerse opere di sostegno del versante non previste inizialmente in ordinanza e anche la necessità di mettere in sicurezza la strada di accesso al cimitero. Il cimitero ora andrà in appalto integrato. Il Comune di Ussita ha già completato il primo stralcio di sua competenza, preliminare al resto dei lavori, predisponendo l’area di stoccaggio delle macerie di interesse MIC per la demolizione che è in corso d’opera. È in corso anche la sistemazione delle salme, in vista dei lavori di ricostruzione, operazione in carico all’Usr Marche. La salma del Cardinal Gasparri, che era conservata nella cappella sepolcrale del cimitero di Castelmurato, è stata spostata a Camerino in attesa della ricostruzione.

Abruzzo, più fondi per la ricostruzione pubblica

La Cabina di coordinamento sisma, presieduta dal Commissario alla Riparazione e Ricostruzione Sisma 2016 Guido Castelli, ha raggiunto l’intesa sulla modifica a Ordinanze speciali destinate a interventi nei comuni abruzzesi interessata dagli eventi sismici del 2016.

“Insieme al presidente Marco Marsilio, all’Ufficio ricostruzione Abruzzo guidato da Vincenzo Rivera e alle Amministrazioni comunali – afferma il Commissario al sisma 2016 Guido Castelli – siamo impegnati in questa fase cruciale per il futuro dei nostri territori. Insieme siamo impegnati nel nostro continuo e fondamentale lavoro di rinascita di tutto l’Appennino Centrale. Non possiamo fermarci nemmeno un minuto, la ricostruzione ha cambiato passo e la strada che stiamo prendendo è quella giusta”.

“Questo finanziamento per la Prefettura di Teramo – dichiara il Presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio – ci consente finalmente di firmare il contratto per la sede provvisoria all’ex Consorzio agrario, dare maggiore funzionalità al lavoro della Prefettura e programmare, per la fine dell’anno, l’inizio dei lavori veri e propri. Un altro passo fondamentale per il pieno recupero del centro storico di Teramo”.
Provincia di Teramo. Per la Prefettura di Teramo è stata accolta la richiesta per aumentare il finanziamento per l’adeguamento sismico dell’edificio sede della Prefettura di Teramo. L’aumento approvato è di 1,73 milioni di euro, il nuovo importo diventa così di 10,8 milioni.

Per il Comune di Isola del Gran Sasso d’Italia è accolta la richiesta per aumentare il finanziamento per gli interventi al cimitero comunale Pacciano, con un incremento di 206 mila euro per la casa del Custode, portando l’importo totale a circa 338 mila euro e di 93 mila euro per il cimitero, portando l’importo totale a circa 226 mila euro.

Provincia de L’Aquila. A Cagnano Amiterno accolta la richiesta di aumentare il finanziamento per “ATER n.1618 – Loc. San Cosimo, via Sant’Aniceto n. 3”. L’aumento approvato è di 475 mila euro, per un nuovo totale di 1,9 milioni di euro.

Spoleto, aumentati i fondi per la scuola Dante Alighieri, mantenuti i fondi per Villa Redenta

La Cabina di Coordinamento Sisma, presieduta dal Commissario alla Riparazione e Ricostruzione Sisma 2016 Guido Castelli, ha approvato oggi l’Ordinanza con cui si aumentano, di 4,5 milioni di euro, i fondi per la scuola secondaria di primo grado Dante Alighieri di Spoleto. L’importo aggiornato è di 10,3 milioni, necessari per la demolizione e ricostruzione dell’istituto, che sarà riedificato nello stesso luogo.

Una notizia importante per la comunità di Spoleto, come spiega il Commissario Castelli: “In questo modo non solo garantiamo la ricostruzione della Dante Alighieri ma scongiuriamo il taglio ai fondi per la scuola Villa Redenta, particolarmente cara alla comunità come mi ha più volte rappresentato la Presidente Donatella Tesei, che ringrazio insieme al direttore dell’Ufficio speciale ricostruzione Stefano Nodessi Proietti per il grande lavoro che stanno portando avanti”.

“L’aumento dei fondi per la scuola secondaria Dante Alighieri di Spoleto – ha affermato la Presidente della Regione Umbria Donatella Tesei – giunge al termine di un percorso su cui abbiamo lavorato con i nostri uffici regionali e con il Commissario Castelli, che come sempre ringrazio per la disponibilità alla collaborazione e per la sensibilità che ha sempre dimostrato verso le tematiche che nel tempo gli abbiamo sottoposto. Questo incremento, che ho fortemente voluto, permette di intervenire sull’istituto Alighieri senza interferire sui fondi destinati a Villa Redenta, rispondendo così al meglio alle esigenze del territorio spoletino”.

Siglato il Protocollo su impiego detenuti nella ricostruzione post sisma

Rafforzare le opportunità lavorative in favore della popolazione detenuta nei territori delle regioni Abruzzo, Lazio, Marche, Molise e Umbria colpite dal terremoto del 2016, promuovendo l’assunzione dei detenuti nei cantieri coinvolti nel processo di ricostruzione di edifici pubblici e di culto e favorendo, in tal modo, il loro reinserimento nella società.

È questo il senso del protocollo d’intesa sottoscritto oggi in Via Arenula dal Ministro della Giustizia, Carlo Nordio, dal Commissario straordinario di governo per il sisma 2016, Guido Castelli, dal Presidente della Conferenza Episcopale Italiana, card. Matteo Maria Zuppi, dal Presidente facente funzioni dell’ANCI, Roberto Pella e dal Presidente nazionale dell’ANCE, Federica Brancaccio. Presenti alla firma anche il vice ministro, Francesco Paolo Sisto, e i sottosegretari alla Giustizia, Andrea Delmastro Delle Vedove e Andrea Ostellari.

Saranno 35 gli istituti penitenziari interessati dal progetto, tutti presenti nelle province di Fermo, Teramo, L’Aquila, Perugia, Spoleto, Ancona, Rieti, Ascoli Piceno, Macerata e Pescara coinvolte dal sisma di otto anni fa.

Il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, in accordo con la magistratura di sorveglianza, individuerà i detenuti in possesso dei requisiti di idoneità per lo svolgimento del lavoro all’esterno, come previsto dall’art. 21 dell’Ordinamento Penitenziario. Il numero di coloro che saranno effettivamente coinvolti, così come le modalità di inserimento lavorativo, dipenderanno dal programma dei lavori, dai cantieri individuati e dall’incontro fra le esigenze delle aziende e i profili dei singoli detenuti. Le prestazioni lavorative potranno riguardare, oltre ad attività di edilizia, anche lo svolgimento di compiti di natura impiegatizia comunque collegati ai cantieri.

Per il Ministro della Giustizia, Carlo Nordio, “il fine rieducativo della pena e il reinserimento sociale dei detenuti sono un obiettivo primario del governo, che stiamo perseguendo attraverso queste e tante altre iniziative avviate dal Ministero della Giustizia. Per noi non si tratta soltanto di perseguire quello che è un dovere costituzionale sancito dall’articolo 27 della nostra Carta, ma è un impegno morale a cui lavoriamo ogni giorno attraverso una strategia di interventi quanto più ampia per favorire e incrementare le opportunità di lavoro in favore della popolazione detenuta. Per affrontare le annose criticità del carcere, dal sovraffollamento degli istituti al rischio della recidiva, è fondamentale puntare sul coinvolgimento di tutti: Istituzioni, imprenditori, società civile, associazionismo e mondo cattolico, insieme possono contribuire a costruire un’opportunità di riscatto a coloro che stanno scontando una pena”.

Guido Castelli, Commissario Straordinario di governo per il sisma 2016: “Ringrazio il Ministro Nordio e tutte le autorità presenti per aver condiviso l’importanza di questo Protocollo d’intesa, che ha l’obiettivo di favorire un’opportunità di apprendimento e di reinserimento nei confronti di cittadini attualmente detenuti. Compito dello Stato è infatti non solo quello di garantire l’espletamento della pena per il reato commesso, ma anche la rieducazione e l’iniziativa odierna va proprio in questa direzione. Siamo lieti di poter collaborare con il Ministero della Giustizia e gli istituti penitenziari nell’ambito del percorso di ricostruzione dell’Appennino centrale. Si tratta del secondo cantiere più grande d’Europa, un’opera complessa che non si limita alla ricostruzione fisica ma che include una strategia di rilancio economico e sociale delle comunità dell’Appennino centrale. Dopo le prime “false partenze” finalmente siamo riusciti ad imprimere un cambio di passo. Il 95% delle circa 3.500 opere pubbliche finanziate è stato avviato. Complessivamente i cantieri privati fino ad oggi autorizzati sono stati oltre 20 mila e, di questi, sono più della metà quelli già conclusi. I progetti di riparazione approvati degli oltre 1.200 edifici di culto lesionati dal sisma hanno superato la soglia 50% del totale. Sono risultati che documentano un clima di grande collaborazione tra gli attori della ricostruzione: struttura commissariale, regioni, comuni, diocesi, soprintendenze, imprese, professioni tecniche e terzo settore. Si tratta del migliore humus per sviluppare un protocollo che sottende l’antica riflessione agostiniana secondo cui dal male (e quindi anche dal sisma) può scaturire il bene”.

card. Matteo Maria Zuppi, Presidente della Conferenza Episcopale Italiana: “Questo Protocollo ha una doppia valenza: da una parte dà la possibilità ai detenuti di lavorare, restituendo loro dignità e aprendo orizzonti di futuro. È significativo che questa rinascita parta proprio dai cantieri della ricostruzione, in territori feriti ma desiderosi di ricominciare. Dall’altra parte, ricorda che il carcere è per la rieducazione e la riparazione, mai solo punitivo. In questo senso, le pene alternative aiutano a garantire umanità e a favorire il reinserimento nella società: questo Protocollo, investendo sul lavoro dei detenuti, è un passo concreto verso l’obiettivo ambizioso della recidiva zero”.

Roberto Pella, Presidente facente funzioni dell’ANCI: “Si tratta di un importante accordo che rafforza la collaborazione, nata più di dieci anni fa, con il Ministero della Giustizia: un impegno fondamentale di tutti noi, Sindaci e amministratori, per dare un’opportunità di riscatto a chi ha deviato dalla legge impegnandosi in progetti utili per i Comuni e le comunità locali duramente colpite dagli eventi sismici del 2016. Le carceri devono essere luogo dove scontare la pena ma anche un’occasione di recupero e reinserimento nella nostra società soprattutto per i più giovani. Con convinzione, dunque, sigliamo questo protocollo – ha concluso il presidente – che rappresenta un passo decisivo per ricucire lo ‘strappo’ tra le persone detenute e la società imparando, allo stesso tempo, un mestiere e contribuendo alla cura dei beni pubblici. Ringrazio il ministro Nordio, il commissario straordinario del governo per la ricostruzione Castelli, il presidente della Conferenza Episcopale Italiana card. Matteo Maria Zuppi e la presidente dell’Ance Federica Brancaccio, assieme al sottosegretario alla Giustizia Delmastro Delle Vedove, per l’impegno e la condivisione di questo progetto”.

Federica Brancaccio, Presidente nazionale dell’ANCE: “Aderiamo al protocollo con grande entusiasmo, sulla scia della collaborazione già avviata negli scorsi anni con il Ministero, l’Anci, la Conferenza Episcopale e il Commissario. Attraverso questo accordo vogliamo aiutare le imprese impegnate nel grande progetto di ricostruzione anche a fronteggiare la carenza di manodopera per garantire una rinascita non solo fisica dei territori ma soprattutto culturale e sociale”.

Firma del Protocollo d’intesa per l’impiego di detenuti nei cantieri per la ricostruzione

Il Ministro Carlo Nordio e il Commissario al sisma 2016 Guido Castelli domani a Roma, alle ore 11 presso il Ministero della Giustizia, firmeranno un Protocollo d’intesa per l’impiego di detenuti nei cantieri per la ricostruzione. Interverranno il Presidente della Conferenza Episcopale Italiana, card. Matteo Maria Zuppi, il Presidente facente funzioni dell’ANCI, Roberto Pella, e il Presidente nazionale dell’ANCE Federica Brancaccio. Sarà presente alla firma anche i sottosegretari alla Giustizia Andrea Ostellari e Andrea Delmastro Delle Vedove.

Fermo, al via la progettazione per Palazzo Sacconi

Al via la progettazione per l’intervento di miglioramento sismico e rifunzionalizzazione di Palazzo Sacconi a Fermo, ex sede dell’I.P.S.I.A. Ricci, destinato a diventare un edificio polifunzionale al servizio dell’Università Politecnica delle Marche e ad ospitare i corsi universitari. Il soggetto attuatore, il Comune di Fermo, ha infatti attivato l’ordine di attivazione per i servizi di progettazione.

“Grazie allo sblocco degli Accordi quadro e al supporto agli enti locali garantito dalla Struttura commissariale stiamo assistendo a un incredibile avanzamento dell’Ordinanza speciale 31 – dichiara il Commissario alla Riparazione e Ricostruzione Sisma 2016 Guido Castelli -. Non solo scuole, ma anche spazi rifunzionalizzati per le università, che rappresentano un valore aggiunto inestimabile per il nostro territorio. Ringrazio il sindaco di Fermo, Paolo Calcinaro, che sta lavorando bene per la sua città, l’Ufficio speciale ricostruzione che è un punto di riferimento fondamentale per tutti i sindaci e i cittadini e il Presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli, con cui condividiamo scelte e visione in questa complessa ricostruzione che finalmente sta procedendo per il meglio”.

“Questo è un altro tassello per il futuro della città, un futuro che deve dare nuovo risalto al centro stori-co, valorizzando il ruolo di Fermo come città di studi anche sotto il profilo universitario – dichiara il sin-daco Paolo Calcinaro – Su questo c’è una sinergia con il commissario Castelli che parte da quando era assessore regionale. Esprimo a lui il ringraziamento e la soddisfazione della città di Fermo”.

L’intervento, e si concentra sulla porzione inagibile del fabbricato, una struttura di 4.700 mq distribuiti su più livelli. La progettazione si articolerà in più fasi, con l’obiettivo di migliorare la sicurezza sismica, efficientare energeticamente l’edificio e rifunzionalizzarlo per ospitare gli spazi dell’università. I lavori sono finanziati con 6 milioni di euro, di cui 5,1 milioni della contabilità speciale, a cui si aggiungeranno 900 mi-la euro derivanti dal contributo per il Conto Termico del GSE.

Nelle Marche l’Ordinanza speciale 31 finanzia 228 interventi, per un totale di oltre 722 milioni di euro. In Provincia di Fermo gli interventi sono 37 in totale, per un finanziamento complessivo di 125,5 milioni di euro, di questi sono 13 gli interventi nel Comune di Fermo finanziati con oltre 70 milioni.

Avviato il cantiere di ricostruzione della Concattedrale di Santa Maria Argentea a Norcia

Sabato pomeriggio è stato avviato il cantiere di ricostruzione della Concattedrale di Santa Maria Argentea a Norcia, colpito dal sisma 2016.
Davanti alla chiesa si è svolta una breve cerimonia di benedizione del cantiere e di consegna delle chiavi alla ditta appaltatrice.
“La ricostruzione è ormai in marcia continua e sono felice dei risultati che stiamo ottenendo – afferma la Presidente della Regione Umbria, Donatella Tesei – soprattutto per le ricadute positive sulle comunità interessate. Accanto alla ricostruzione delle case, gli interventi nei luoghi simbolo e di aggregazione sono infatti fondamentali proprio in quel percorso di ritorno verso la normalità. Ringrazio il commissario Guido Castelli per il lavoro che sinergicamente stiamo facendo, l’ufficio tecnico della Curia Arcivescovile, le ditte vincitrici degli appalti, le istituzioni locali e tutto il personale dell’Ufficio speciale Ricostruzione Umbria, per la meticolosità e la professionalità che stanno mettendo quotidianamente in un’opera complessa, quella della ricostruzione, alla quale sin dal nostro insediamento abbiamo dedicato la massima attenzione, e i cui risultati sono sempre più evidenti”.
La cerimonia si è svolta alla presenza, tra gli altri, dell’arcivescovo di Spoleto-Norcia mons. Renato Boccardo, del Commissario straordinario del Governo per la riparazione e la ricostruzione post sisma 2016 sen. Guido Castelli, dell’assessore regionale Enrico Melasecche e del sindaco di Norcia Giuliano Boccanera.
“Questa è un’altra giornata da ricordare nell’ambito del percorso di rinascita non soltanto di Norcia, ma di tutto il nostro Appennino centrale – ha detto il Commissario Guido Castelli -. Dopo la Basilica di San Benedetto, la cui ricostruzione e riparazione è giunta a uno stadio avanzato, oggi è stato il giorno della partenza dei lavori per la Concattedrale di Santa Maria Argentea. Si tratta di un punto di riferimento per questa comunità e uno dei luoghi simbolo della città, che sta vedendo ormai crescere in modo sensibile il numero dei cantieri, a conferma del cambio di passo che abbiamo impresso alla ricostruzione. Una progressione frutto della costante, fattiva, collaborazione della Presidente Tesei, dell’Ufficio speciale per la ricostruzione e del Sindaco Boccanera. Il mio ringraziamento va a loro, a monsignor Renato Boccardo e all’Archidiocesi di Spoleto-Norcia, che anche in questa occasione sta adempiendo al ruolo di soggetto attuatore in modo egregio”.

Dopo aver consentito alle persone che lo desideravano la possibilità di entrare – a gruppi contingentati – all’interno dell’edificio, nella sede del vicino DigiPASS, si è tenuta l’illustrazione dei lavori alla cittadinanza.
Successivamente alle fasi della rilevazione dei danni, della rimozione delle macerie e della progettazione, il 4 aprile scorso la Conferenza permanente della ricostruzione post sisma 2016 ha approvato il progetto di ricostruzione della chiesa concattedrale di Santa Maria Argentea in Norcia.  L’importo dell’intervento è di circa 7 milioni e 400 mila euro, che provengono dal fondo sisma 2016, ordinanza 105 del 2020 e 132 del 2022. Il 27 giugno 2024, presso i locali della Curia Arcivescovile in Spoleto, si è riunita la Commissione di Gara dell’Archidiocesi per l’apertura della gara di appalto: i lavori se li è aggiudicati la ditta S.E.A. Società Edile Appalti spa di Marsciano (PG). Da capitolato la durata dei lavori è stimata in 600 giorni. Si ipotizza quindi la conclusione per l’estate 2026.
Il gruppo di progettazione è così composto: Studio Battista Associati (arch. Giancarlo Battista); Giannantoni Ingegneria srl (ing. Andrea Giannantoni); geol. Alessandro Nannucci; arch. Maria Vittoria Iazzetti. Consulenti: prof. arch. Riccardo Dalla Negra e prof. arch. Marco Zuppiroli. Collaboratori: arch. Rosa Porricelli; arch. Silvia Petrarca; arch. Daniele Romagnoli; arch. Leonardo Sannucci; geom. Simone Ciotti.

 

Foligno, approvata la variante per i lavori di restauro e miglioramento sismico della Cattedrale di San Feliciano

Aumentate le risorse per la riparazione di uno dei simboli di Foligno, la Cattedrale di San Feliciano. La Conferenza dei servizi permanente ha infatti approvato la variante per l’intervento di riparazione dei danni, miglioramento sismico e restauro dell’edificio, che si trova nel centro storico della città. Il valore complessivo dell’intervento, già finanziato per 1 milione di euro, è stato incrementato di 120 mila euro, raggiungendo un importo totale di 1 milione e 120 mila euro.

“Con il Commissario Castelli – ha dichiarato la Presidente della Regione Donatella Tesei – siamo riusciti a far aumentare le risorse destinate ad una delle chiese principali della città. Un intervento che permetterà di rendere sia più sicura sia più bella la chiesa di San Feliciano, continuando quell’azione costante che stiamo mettendo in essere di preservazione e tutela delle ricchezze della nostra splendida terra”.

“Grazie a un impegno quotidiano, condiviso con la Presidente Donatella Tesei e l’Usr guidato dal direttore Stefano Nodessi Proietti, stiamo sbloccando opere di fondamentale importanza per l’Umbria – dichiara il Commissario alla Riparazione e Ricostruzione Sisma 2016 Guido Castelli -. Il mio ringraziamento va specialmente ai Soggetti attuatori di questi interventi chiave, in questo caso la Diocesi di Foligno e al Vescovo Domenico Sorrentino. Proseguiamo nell’opera di restituzione dei simboli religiosi alle nostre comunità”.
L’intervento prevede il rafforzamento locale della struttura e il restauro delle superfici interne, in particolare delle decorazioni in stucco e degli intonaci, oltre a interventi specifici sui dipinti murali e gli elementi in pietra della facciata. Saranno inoltre eseguiti lavori per il miglioramento delle condizioni statiche e sismiche delle arcate e della volta della navata principale.