Montelupone, liquidato il primo 60% per gli interventi per l’Abbazia di San Firmano

Il Commissario straordinario Sisma 2016 Guido Castelli ha disposto il trasferimento del 60% del contributo totale (che è di € 531,344,085) all’Ufficio Speciale per la Ricostruzione della Regione Marche per gli interventi da attuare nella Abbazia di San Firmano a Montelupone.  Per circa due secoli il centro monastico trascorre un periodo assai fiorente ma con l’arrivo delle truppe ghibelline la chiesa viene distrutta e nel 1262 riedificata, ad opera degli stessi monaci, in veste gotica, segnando il momento più importante del proprio processo evolutivo architettonico-formale e strutturale. Nel 1486 a seguito dell’abbandono dei monaci benedettini, il complesso religioso entra in una situazione di incuria e decadimento non solo ambientale ed architettonico ma anche sociale e culturale. Gli interventi previsti sono il puntellamento/sostegno della facciata (meccanismo fuori piano innescato) per la messa in sicurezza, fino a intervento di adeguamento/consolidamento, la verifica dettagliata connessioni tra copertura e muri/colonne e su tutto il perimetro della muratura per distacco potenziale di parti di muratura e infine un intervento localizzato di cucitura/consolidamento pareti laterali (in particolare nel lato destro).

“Grazie al lavoro di squadra insieme al presidente della Regione Francesco Acquaroli, l’Ufficio ricostruzione guidato da Marco Trovarelli, la Diocesi di Macerata – Recanati – Tolentino – Cingoli – Treia  guidata da Nazzareno Marconi e dal Sindaco Rolando Pecora, riusciamo a partire con un ulteriore intervento in una chiesa che è simbolo e legame di una comunità- dichiara il Commissario straordinario Sisma 2016 Guido Castelli- La ricostruzione ha sicuramente cambiato passo, dobbiamo mantenere alta l’attenzione e non fermarci nemmeno un minuto per riuscire a compiere interamente il nostro lavoro.”

Lavoro, al Senato Conferenza stampa sul protocollo d’intesa per il cratere sisma 2016

Si terrà domani alle ore 10, presso la Sala Caduti di Nassirya del Senato della Repubblica, la conferenza stampa nel corso della quale verranno illustrate le caratteristiche del Protocollo d’intesa per il cratere Sisma 2016, siglato tra il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e la Struttura Commissariale sisma 2016.

Il Protocollo, finalizzato al sostegno al lavoro, all’inclusione e alla sicurezza, individua nell’area del cratere sisma 2016 un modello di gestione territoriale (il laboratorio Appennino centrale) idoneo per l’avvio di una strategia condivisa che ha l’obiettivo di far convergere le politiche economiche e sociali per lo sviluppo del territorio.

I lavori verranno trasmessi in diretta streaming al link https://webtv.senato.it o sul canale YouTube https://www.youtube.com/user/SenatoItaliano.

I giornalisti e i telecineoperatori che intendono seguire la conferenza stampa in presenza dovranno inviare la richiesta di accredito entro le ore 12 di mercoledì 18 settembre alla mail stampacommissario@governo.it. indicando Nome, Cognome, luogo di nascita, numero di documento di identità e Testata.

Cingoli, intervento in corso sulla cattedrale di Santa Maria Assunta

Sono in corso di svolgimento i lavori post sisma sulla cattedrale di Cingoli (Mc) intitolata a Santa Maria Assunta. Il monumento di Piazza Vittorio Emanuele II, uno dei più suggestivi della città, era rimasto lesionato dopo le scosse del 2016/2017 necessitando di un importante intervento di riparazione, per un contributo di 1.290.000 euro.

Aperta per la prima volta nel 1654, e divenuta cattedrale nel 1725 con l’intitolazione a Santa Maria Assunta, la chiesa vanta diversi tesori, tra cui la tela raffigurante una Vergine con Bambino in trono fra santi, donata alla comunità da Papa Pio VIII.

«Un altro scrigno di grande valore che stiamo restituendo al territorio – spiega il commissario alla ricostruzione Guido Castelli -. Sono davvero soddisfatto del lavoro che stiamo portando avanti, la svolta impressa a questo delicato processo di ripartenza risulta evidente soprattutto nella parte pratica, con centinaia di cantieri riguardanti le opere pubbliche avviati o in fase di partenza. Ringrazio, per questo, il lavoro portato avanti in maniera sinergica da Comuni, Diocesi, tecnici, Usr e la Regione guidata dal presidente Acquaroli».

L’intervento sulla cattedrale di Santa Maria Assunta si sta concentrando in particolare su chiesa, campanile e canonica, rimaste inagibili, con lavorazioni delicate e complesse che stanno tenendo conto dei tanti elementi architettonici di pregio presenti all’interno tra cui decori pittorici, dipinti e affreschi. Prevista anche un’azione decisa sull’impianto di illuminazione, che metterà in evidenza l’altare, l’ambone, il battistero e l’architettura della chiesa e delle opere d’arte.

Monte San Giusto, rush finale per i lavori sulla casa di riposo

Roma 16 settembre – Sono in dirittura d’arrivo i lavori di riparazione della casa di riposo di Monte San Giusto(Macerata), per cui l’Ufficio Speciale Ricostruzione ha appena liquidato al Comune, soggetto attuatore, la somma di 852.845 euro, parte del contributo totale di 3 milioni. 

«Si tratta di un altro tassello importante che va a ricomporsi per le nostre comunità colpite dal terremoto – spiega il commissario alla ricostruzione Guido Castelli – L’operatività che stiamo mettendo in quello che rappresenta il cantiere più grande d’Europa è massima, e per questo non posso non ringraziare tecnici, Comuni, Usr ed il presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli».

Si tratta di un intervento che punta a ripristinare le funzionalità della struttura di circa 1.600 metri quadrati attraverso miglioramento sismico, adeguamento a norma e restauro di quello che, nato alla fine del XVI secolo come un convento a servizio dei Frati Minori dell’Osservanza, è poi stato adibito nel corso del tempo a casa di riposo per anziani e residenza protetta, rimasta inagibile a seguito degli eventi sismici del 2016/2017.

Dunque, il restauro non è da intendere come un mero esercizio conservativo, bensì qualcosa di più complesso: è la rinascita del monumento architettonico contestualizzata in un determinato luogo e periodo di tempo, a favore di una comunità affinché possa essere fruito e goduto dalla cittadinanza. 

Tra le azioni messe in campo, anche quella relativa agli ambienti attualmente destinati alla Croce Rossa, convertiti a struttura socio-assistenziale con l’obiettivo di integrare l’offerta fornita dalla struttura attraverso l’inserimento di un centro diurno per anziani non autosufficienti, camere destinate all’emergenza sanitaria e spazi ambulatoriali.

Aggiudicato l’appalto integrato per la costruzione del nuovo polo scolastico di Tolentino

Il raggruppamento di imprese costituito dalla Apulia srl e Pagano spa si è aggiudicato l’appalto integrato per la progettazione esecutiva e la realizzazione del nuovo polo scolastico di Tolentino che sorgerà in contrada Pace.

Il progetto definitivo è stato presentato questa mattina, nella sala Consiliare della Provincia, dal Presidente Sandro Parcaroli, dalla Consigliera provinciale delegata all’Edilizia scolastica, Laura Sestili, dal Commissario alla Riparazione e Ricostruzione sisma 2016, Guido Castelli e dal sindaco di Tolentino, Mauro Sclavi. Presente anche una delegazione di studenti delle scuole interessate. Dal 2 settembre invece, i tecnici aggiudicatari sono al lavoro per la progettazione esecutiva.

“Il nuovo polo scolastico è un’opera di fondamentale importanza non solo per Tolentino, ma per tutto il territorio maceratese – ha detto il Presidente Parcaroli -. Un investimento di oltre 31 milioni di euro che permetterà di realizzare un complesso moderno, funzionale, che si avvarrà delle ultime tecnologie per l’efficientamento energetico e la sicurezza. Come Provincia stiamo investendo molto sulle scuole perché crediamo che queste siano un elemento imprescindibile di rinascita del nostro territorio che ancora porta le ferite del sisma. Voglio ringraziare tutti coloro che hanno lavorato a questo importante progetto che mette al centro i nostri studenti, ma consentitemi in particolare un ringraziamento al Commissario Castelli e a tutta la struttura commissariale che ha già liquidato il primo 20% del contributo programmato (circa 4 milioni di euro) e ha anche incrementato la disponibilità di fondi previsti per l’opera per far fronte all’aumento dei prezzi delle materie prime e al necessario adeguamento”.

Ha parlato di “un giorno importante per tutto il territorio” anche la consigliera Sestili che ha voluto sottolineare come l’obiettivo della Provincia, dell’Ufficio Ricostruzione e dell’amministrazione comunale sia sempre stato quello di “dare alla comunità scolastica la certezza di avere scuole sicure, belle, funzionali e all’avanguardia”.

“L’affidamento dei lavori per il nuovo campus di Tolentino è una notizia di grandissima importanza per il territorio, perché sarà una realtà al servizio di tutti – ha aggiunto il Commissario Castelli -. Il percorso che ci porta oggi a celebrare questo passaggio non è né semplice né scontato e ringrazio per il lavoro svolto il Presidente della Regione Francesco Acquaroli, il Presidente della Provincia Sandro Parcaroli e il sindaco Mauro Sclavi. Non dobbiamo arrestare ora il nostro impegno, gli studenti meritano spazi sicuri e innovativi a Tolentino e in tutto l’Appennino centrale”.

A illustrare i dettagli tecnici del nuovo polo sono stati il dirigente dell’ufficio Edilizia scolastica della Provincia, ing. Stefano Mogetta, il Rup arch. Giordano Pierucci e il gruppo che ha curato la progettazione definitiva.

Il complesso scolastico, che andrà ad ospitare il Liceo Classico, il Liceo Scientifico, il Liceo Coreutico “Filelfo, l’Ite “Filelfo” e l’Ipia “Frau”, sarà suddiviso in tre distinti corpi di fabbrica e potrà arrivare ad ospitare fino a mille alunni, ripartiti in 44 classi. La costruzione si avvarrà della tecnologia Bim (Building Information Modeling) e delle ultime tecnologie in termini di efficientamento energetico e sicurezza: tetto green a invarianza idraulica, raffreddamento a soffitto e classe IV di sicurezza che la renderanno una struttura pubblica strategica. Il complesso centrale del primo corpo sarà dedicato alla didattica e alle attività complementari. Qui si troveranno l’atrio dell’istituto Filelfo, la dirigenza didattica, la segreteria, l’infermeria e l’archivio. Inoltre saranno realizzate anche una palestra, due sale danza e una sala registrazione con relativi spogliatoi. Nelle due ali est ed ovest, oltre alle aule, ci saranno la biblioteca per gli alunni, le sale professori, l’archivio, alcuni spazi studio per gli studenti e i servizi igienici.
Un secondo corpo sarà dedicato all’officina meccanica a servizio dell’Ipia, mentre nel terzo e ultimo complesso ci sarà una palestra di tipo B1, con funzione anche di auditorium. Tutto il complesso sarà accessibile alle persone diversamente abili e, nella parte esterna del polo, ci saranno anche ampi spazi verdi.

La consegna del cantiere è fissata tra la fine di gennaio e l’inizio di febbraio 2025. Previsti 1.200 giorni di lavori, ma la Provincia ha chiesto alla ditte di consegnare in 600 giorni la prima parte del polo dove saranno ospitati i licei.

“Personalmente non lo chiamerei polo di Tolentino, perché ritengo che questa sia una soluzione scolastica innovativa, che può avere un respiro molto più ampio – ha concluso il sindaco Sclavi -. Su quel suolo sacro bisogna insegnare bene e avere la possibilità di apprendere bene. Quindi questa progettualità che vedrà la luce nei prossimi mesi, grazie a tutti i soggetti che sono intervenuti a partire dal Commissario Castelli e dall’Usr, permetterà finalmente ai nostri ragazzi di vedere e di formarsi in un luogo sicuro e all’avanguardia”.

Apre il cantiere nel duomo di S. Catervo a Tolentino

 

Il Vicario episcopale per il Sisma della Diocesi di Macerata rende noto che oggi, 13 settembre 2024, nella memoria liturgica di San Giovanni Crisostomo, alle ore 11:00 il Vescovo Nazzareno Marconi ha presieduto il Rito di Benedizione per l’apertura del cantiere di lavoro presso il duomo di S. Catervo a Tolentino (MC). Il Vescovo, per intercessione della Madre di Misericordia patrona della Diocesi, ha affidato al Signore i tecnici e gli operai e il buon esito del lavoro; ha inoltre chiesto alla Comunità Tolentinate di accompagnare il cantiere con la preghiera.

 

Hanno partecipato alla cerimonia il commissario straordinario per la ricostruzione Guido Castelli, il sindaco Mauro Sclavi e il parroco don Gianni Compagnucci.

 

I lavori consisteranno nella riparazione dei danni strutturali prodotti dal Sisma del Centro Italia del 2016 e nella messa in sicurezza degli apparati decorativi. Progettati dall’arch. Alessandro Nardi in collaborazione l’ing. Henry Gullini, col coordinamento dell’Ufficio Sisma della Diocesi di Macerata, saranno eseguiti dall’impresa Fratelli Navarra srl.

 

L’intervento è finanziato tramite l’Ordinanza del Commissario Straordinario per la Ricostruzione post Sisma del Centro Italia 2016, n. 105 del 22.08.2020. La fine dei lavori è prevista per il mese di settembre 2026.

 

In particolare la Diocesi ringrazia l’Ufficio Speciale per la Ricostruzione della Regione Marche e la Soprintendenza archeologia belle arti e paesaggio per le province di Ascoli Piceno, Fermo e Macerata per la preziosa collaborazione istituzionale e sul piano tecnico-amministrativo.

 

L’attuale chiesa di S. Catervo è in realtà la terza fabbrica eretta sul medesimo luogo nel corso dei secoli. Il primo sacello dedicato al Santo Martire del IV secolo, primo evangelizzatore di queste terre, fu voluto dalla moglie di lui, Settimia Severina, per raccoglierne le spoglie mortali, che riposano tuttora nel sarcofago monumentale insieme a quelle del figlio Basso. Qui nel IX secolo i monaci di San Benedetto fondarono un’abbazia, al cui interno fu inglobato l’edificio preesistente. Dopo il 1256 i religiosi riedificarono la chiesa, in stile gotico. Questa nel 1490 passò in commenda al nobile locale Giovanni Battista Rutiloni che nel 1507 la cedette in dono a Giulio II; il Papa, allora, vi fece insediare i Canonici Lateranensi che ne mantennero la proprietà fino alle soppressioni napoleoniche. Per volere di S. Vincenzo Maria Strambi, vescovo di Macerata e Tolentino, il tempio fu ricostruito nelle forme attuali a partire dal 1822, per essere canonicamente eretto a concattedrale. A seguito del decreto del Dicastero per i Vescovi del 5 giugno 2022, che ha eretto la collegiata di San Giovanni di Macerata a unica cattedrale della diocesi unita, S. Catervo ha contestualmente assunto la denominazione di duomo, vale a dire chiesa più importante della città, nella quale sono sedimentate le sue memorie storiche e spirituali, costituenti il patrimonio culturale della comunità, religiosa e civile.

 

 

Il Vescovo Nazzareno Marconi: “L’inizio del cantiere di restauro del Duomo di San Catervo a Tolentino apre di fatto la stagione della grande ricostruzione da parte della nostra Diocesi. Già varie chiese, più o meno significative, sono state restaurate o sono in corso di restauro, ma con il Duomo di San Catervo si fa un salto di qualità molto significativo. L’importanza pastorale e spirituale di questa chiesa è nota a tutti, anche perché il Duomo di San Catervo conserva nella Cappella di San Catervo la memoria di costui che fu il primo evangelizzatore delle nostre terre. Che da Roma, lungo la via Flaminia, portò tra noi la fede cristiana. Il Sarcofago di San Catervo è un’opera unica della fine del IV secolo. È prima di tutto una testimonianza famosissima della prima arte cristiana. Le sue immagini si trovano in tantissimi libri e anche nei catechismi o nei testi liturgici che usa la chiesa in tutto il mondo. E poi le sue iscrizioni ci forniscono un documento unico della storia di evangelizzazione della terra maceratese e di quanto la fede fosse qui antichissima e ben radicata. Offrire questo attraverso un restauro che sarà fatto nella maniera migliore alla nostra terra vuol dire veramente ripartire dai fondamenti e anche ridare all’inizio del Giubileo della Speranza un grande segno di speranza per la nostra gente”.

 

Il Commissario alla Riparazione e Ricostruzione Sisma 2016 Guido Castelli: “Giornate come questa alimentano in noi la forza di proseguire in una ricostruzione complessa ma assolutamente necessaria, perché si tratta di tutelare le origini della nostra terra e della nostra civiltà. L’Appennino centrale è stato culla di fede, cultura, arte e spirito di innovazione e oggi siamo qui a testimoniare la risolutezza di un territorio che non si è arreso nemmeno di fronte al terremoto. Ringrazio il Presidente della Regione, Francesco Acquaroli, con cui abbiamo condiviso scelte importanti in Cabina di coordinamento, il Vescovo Nazzareno Marconi, che interpreta con grande sensibilità e responsabilità la ricostruzione sia materiale che sociale della sua Diocesi e il sindaco Mauro Sclavi. Prendiamo atto dei passi avanti di una ricostruzione che finalmente si è sbloccata e lavoriamo a testa bassa perché non possiamo perdere nemmeno un minuto”.

 

Il sindaco di Tolentino, Mauro Sclavi: “Con grande piacere partecipiamo a nome di tutta la comunità tolentinate alla cerimonia di consegna dei lavori della nostra concattedrale dedicata al Santo Patrono Catervo. La nostra Città è interessata da tantissimi cantieri che garantiscono la ristrutturazione e il restauro di edifici pubblici e privati e anche di scuole e di chiese. Finalmente dopo la Basilica di San Nicola si da avvio ai lavori di San Catervo altro luogo di culto molto caro a tutti i tolentinati. Siamo grati al Commissario Guido Castelli e al Vescovo SE Nazzareno Marconi e a tutta la Diocesi per aver lavorato in simbiosi, insieme ai tecnici e agli uffici dell’USR, per giungere a questo importante risultato. Crediamo infatti che sia fondamentale, oltre che ricostruire le case, le scuole, gli edifici pubblici e l’ospedale, pensare anche alla spiritualità intrinseca nei nostri cittadini e al mantenimento delle chiese dove poter accrescere, giorno dopo giorno, la propria fede”.

Università di Camerino, più fondi per il Collegio Fazzini

La Cabina di Coordinamento Sisma, presieduta dal Commissario alla Riparazione e Ricostruzione Sisma 2016 Guido Castelli, ha approvato un aumento di 2 milioni di euro per il Collegio Fazzini dell’Università di Camerino. Il finanziamento complessivo è quindi aumentato a 7,9 milioni di euro, che, grazie all’integrazione delle risorse del Gse, arriva a 9 milioni.

“Abbiamo preso atto delle necessità emerse per poter garantire che l’intervento andasse a gara – dichiara il Commissario Castelli -. L’Ordinanza dedicata a Unicam è di vitale importanza per il territorio di Camerino, dato che l’ateneo rappresenta un volano non solo culturale ma anche economico per questa comunità. Ricordo che negli ultimi 20 anni Unicam è stabilmente al primo posto in Italia tra gli atenei fino a 10mila iscritti, nonostante il sisma e le molte difficoltà logistiche che questo ha comportato. Ringrazio il rettore Leoni e il Presidente Acquaroli con cui stiamo condividendo questo importante percorso e ricordo che l’ateneo è anche capofila di uno dei quattro centri di ricerca finanziati da NextAppennino”.

“L’intervento al Collegio Fazzini è tra quelli previsti nell’Ordinanza Speciale n.1 dedicata al nostro Ateneo – dichiara il Rettore Graziano Leoni -. Voglio pertanto ringraziare, a nome di tutta la comunità universitaria Unicam, la Struttura Commissariale, che ha fin da subito seguito e supportato la nostra necessità di vedere quanto prima recuperati gli edifici dell’Ateneo danneggiati dal sisma, anche grazie a questo aumento di finanziamento per il Collegio Fazzini, per il quale ringrazio il Commissario Castelli. Le studentesse e gli studenti sono sempre stati al centro delle nostre azioni e poter garantire loro, oltre ad una formazione ed una didattica di eccellenza, anche servizi di alta qualità compresi gli alloggi è per noi motivo di grande soddisfazione

L’ordinanza speciale di Camerino, che comprende sette interventi, è a un buon punto di attuazione. Il Polo Studenti Ex Magistrali è stato completato e consegnato nell’ottobre 2023. Altri tre progetti, “San Domenico”, “Palazzo Ribechi” e “Granelli e studentato”, sono attualmente in fase di esecuzione lavori. Il Palazzo Battibocca è in procinto di avviare il procedimento di gara per i lavori, e il Palazzo da Varano sta finalizzando il progetto esecutivo.

Il Sindaco di Camerino Roberto Lucarelli ringrazia il Commissario Castelli “Per aver dimostrato ancora attenzione alla città. Per Camerino il collegio Fazzini è importante perché va nello spirito di ospitalità. Insieme al Commissario e all’Università portiamo avanti il progetto del Campus diffuso. Sono soddisfatto perché si va a ristrutturare un ulteriore edificio che va nell’ottica del completamento della ricostruzione”.

Approvato l’intervento di riparazione e ripristino del Santuario di San Giuseppe da Leonessa

– La Conferenza dei servizi ha approvato l’intervento di riparazione e ripristino del Santuario di San Giuseppe da Leonessa. Il Santuario, in stile barocco, fu iniziato con la posa della prima pietra il 28 giugno 1629.La chiesa è divisa in due gradi aule, cosi distinte: la prima aula, di dimensioni (8,20×10,50)m è coperta da una cupola ellittica in pietra (c.d. Cupola dell’Oratorio del Suffragio), impostata su quattro pilastri d’angolo e su archi laterali a tutto sesto, anch’essi in pietra, la seconda aula, è coperta dalla grande cupola soprastante di dimensioni(11,00×12,00) m circa, con struttura in pietrame disordinato, che si sviluppa circolarmente e che presenta una lanterna in sommità e quattro aperture.  Ci saranno interventi di consolidamento delle Cupole, delle murature perimetrali, di consolidamento strutturale delle murature della lanterna, degli archi a tutto sesto in pietra portanti le cupole, il rifacimento delle coperture soprastanti gli archi in pietra e interventi di consolidamento strutturale dei solai di copertura in legno e rinforzo delle murature del campanile. L’ammontare complessivo degli interventi è quantificato in 1 milione e 950mila euro. Inoltre, durante la recente Cabina di coordinamento, è stato aumentato il finanziamento per l'”Ex Scuola Elementare in Località Sala”. L’aumento approvato è di 95 mila euro, per un nuovo totale di 457 mila euro.

“Anche in questo caso recuperiamo una chiesa importante per tutto il territorio della provincia di Rieti -spiega il Commissario alla ricostruzione Sisma 2016 Guido Castelli- E’ un altro intervento che vede la luce grazie alla totale e proficua collaborazione con il presidente Francesco Rocca, con l’assessore Manuela Rinaldi, il Questore della Camera Paolo Trancassini, l’Ufficio Ricostruzione Lazio e la Diocesi di Rieti guidata dal Vescovo Vito Piccinonna- Non ci stancheremo mai nel proseguire la nostra opera volta a restituire i luoghi più belli dei nostri territori ai cittadini. Il cambio di passo nella ricostruzione è evidente e non ci sono permesse soste”

“Le scosse del 2016 ci hanno privato della possibilità di vivere e far conoscere dei luoghi meravigliosi della provincia di Rieti e delle zone del cratere. Oggi, grazie all’impegno che quotidianamente portiamo avanti con il Commissario alla ricostruzione sisma 2016, Guido Castelli, ai tecnici dell’Ufficio Speciale per la Ricostruzione del Lazio e a tutti gli addetti ai lavori, è giunto il momento di riprenderci quei luoghi che fanno parte della nostra storia. Il Santuario di San Giuseppe a Leonessa è un simbolo, e il nostro compito e permettere una riqualificazione e messa in sicurezza all’altezza delle aspettative, per riporta-re al centro della vita dei borghi simboli importanti per la tradizione dell’Appennino Centrale”, ha dichiarato l’assessore alle Politiche di Ricostruzione della Regione Lazio, Manuela Rinaldi.

Il Questore della Camera Paolo Trancassini aggiunge che “Il Santuario di San Giuseppe da Leonessa rappresenta l’identità storica, artistica e religiosa di questo splendido borgo medievale incastonato nell’Appennino centrale e un punto di riferimento fondamentale per la sua straordinaria comunità. Ero sindaco di Leonessa quando fu colpito dal sisma nel 2016 e con le risorse che avevamo misi subito in sicurezza il campanile. La successiva chiusura del Santuario, che conserva i resti del Santo Patrono, è una ferita ancora aperta per l’intera comunità: per questo, l’approvazione in Conferenza dei servizi di questo intervento, è particolarmente importante.  Permetterà di restituire questo luogo sacro, per noi che crediamo, ai cittadini e a tutta la provincia di Rieti, rafforzandone così l’eredità storica, un patrimonio culturale dal valore inestimabile. Attraverso il recupero e la valorizzazione di questi simboli identitari proseguiamo il percorso di rilancio socioeconomico delle nostre aree interne, un grande lavoro di squadra che stiamo portando avanti grazie alla ritrovata collaborazione di tutte le Istituzioni. Ringrazio il Governo Meloni, il Commissario al sisma Castelli, la Regione Lazio e l’Assessore alla Ricostruzione Rinaldi, la Diocesi di Rieti e il Vescovo Vito Piccinonna e tutti gli uffici coinvolti per questo nuovo e importante risultato raggiunto che oggi mi consente di rendere onore ad un impegno che avevo preso con il Priore Emerito della Confraternita di San Giuseppe, Maurizio Rosati.  Proseguiamo a ricostruire le speranze e i sogni delle nostre comunità che con forza e dignità guardano al futuro conservando il fascino e l’autenticità di un passato ricco di storia, tradizioni e valori”

 

Pnc sisma, strade e rigenerazione urbana: i Comuni potranno utilizzare i risparmi per altri progetti

La Cabina di Coordinamento Integrata ha approvato un’Ordinanza che introduce una novità importante per l’utilizzo delle economie derivanti dalle sub misure A3 e A4 del Piano Nazionale Complementare Sisma (PNC), che riguardano rispettivamente la rigenerazione urbana e le infrastrutture e mobilità. Grazie a questa Ordinanza, i Comuni, potranno finalmente impiegare le economie, cioè i risparmi ottenuti rispetto alle somme originariamente stanziate per i progetti, in nuove progettazioni di cui sono già responsabili all’interno della stessa Macro misura A.

Il Commissario alla Ricostruzione e Riparazione Sisma 2016 Guido Castelli, che ha firmato l’Ordinanza, ha sottolineato la volontà di “valorizzare il lavoro dei sindaci e la grande capacità attuativa che i Comuni stanno dimostrando, sbloccando ulteriori risorse che sicuramente risulteranno preziose per il territorio. Le risorse pubbliche impiegate nel Piano nazionale complementare sono ingenti e vanno ottimizzate il più possibile. Se ci sono economie è giusto poterle reimpiegare, stiamo parlando di opere che determineranno il futuro dell’Appennino centrale”.

La Macromisura A nel suo complesso stanzia 1 miliardo di euro. La sub misura A3 “Rigenerazione urbana e valorizzazione del territorio”, vale 381,58 milioni di euro, mentre la sub misura A4 “Infrastrutture e mobilità”, ammonta a 282,98 milioni di euro.

Monte Prata, sì al progetto di riqualificazione della zona di accesso agli impianti

Il rilancio della stazione sciistica del Monte Prata, nel comune di Castelsantangelo sul Nera (Mc), ha l’obiettivo di restituire agli amanti dello sport e della montagna uno dei punti di riferimento dei Monti Sibillini dopo i danni prodotti dal sisma.
In questa ottica va inquadrato il progetto per la realizzazione di un nuovo accesso agli impianti con incluso un garage per i mezzi battipista, che è stato appena approvato dall’Ufficio Speciale Ricostruzione per un importo stimato di 2 milioni di euro.

«Il comprensorio dei Sibillini rappresenta il cuore pulsante dei nostri territori danneggiati dal terremoto – spiega il commissario alla ricostruzione Guido Castelli – Sappiamo bene che il rilancio di questi luoghi passa anche attraverso la salvaguardia e la valorizzazione della montagna. Per questo la strada che abbiamo imboccato è quella giusta. Continuiamo a lavorare in stretta sinergia con Comuni, tecnici, Usr e con la Regione guidata dal presidente Acquaroli».

«Si tratta di un passo importante per la stazione, perché ci consente di porre rimedio a una situazione pericolosa, che prevedeva l’attraversamento della pista da parte dei fruitori, e al tempo stesso di migliorare il servizio in maniera decisa – aggiunge il sindaco di Castelsantangelo, Alfredo Riccioni -. Stiamo operando le revisioni del caso, se il meteo ci assisterà tra qualche mese torneremo operativi con la seggiovia, il tappeto ed il campetto».

L’intervento appena approvato consiste nella demolizione e ricostruzione dell’edificio esistente ma non solo. Alla luce delle criticità emerse, ovvero l’obbligatorietà da parte degli sciatori provenienti dal parcheggio vicino di attraversare la pista da sci per accedere agli impianti di risalita, verrà realizzato un passaggio pedonale interrato che ospiterà sia i nuovi garage che una serie di attività a servizio degli stessi impianti.
La nuova struttura sarà quindi completamente interrata, garantendo un impatto visivo minimo, con spazio interno caratterizzato da un passaggio pedonale centrale con i garage da una parte e, dall’altra, ad esempio, servizi come info-point, biglietteria, depositi e una sede per il Corpo Forestale Carabinieri e Soccorso Piste.